Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 235

Posts Tagged ‘mano’

22° Corso Base “Elementi di Chirurgia e Riabilitazione della Mano”

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

Milano 22 marzo presso il Centro Congressi Stelline ventiduesima edizione, torna il “Corso Base: Elementi di Chirurgia e Riabilitazione della Mano”, la settimana di didattica dedicata a questo organo e alla sua cura. Un’iniziativa organizzata dal professor Giorgio Pajardi, direttore dell’UOC di Chirurgia e Riabilitazione della Mano dell’Ospedale San Giuseppe, Gruppo MultiMedica, Università di Milano, che vedrà un totale di 172 partecipanti tra studenti di medicina, fisioterapia, terapia occupazionale, terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, scienze infermieristiche e specializzandi in chirurgia plastica, ortopedia e fisiatria.
«Si tratta di una vera e propria scuola dedicata alla mano, dove le figure professionali (chirurghi formati, terapisti, specializzandi) possono partecipare alle sessioni didattiche più in linea con i propri interessi. In questa settimana, chiunque sia interessato a una o più sessioni, può seguirla esattamente come all’università – spiega il professor Pajardi -. È importante ricordare che in Italia non esiste una specializzazione riconosciuta in chirurgia e riabilitazione della mano. Le figure del terapista e del chirurgo della mano devono partecipare a percorsi formativi di diverso tipo sul territorio nazionale, di solito in ortopedia o chirurgia plastica dove si tratta anche un po’ di mano. Siamo gli unici ad offrire una Scuola dedicata, cui si aggiunge il Master in Riabilitazione della Mano, giunto alla sua dodicesima edizione».
Si tratta dell’unico Master in Europa che identifica la figura del terapista della mano conferendogli un titolo universitario. In questi anni (2006-2017) ha visto la partecipazione di 123 studenti di età compresa tra i 23 e i 33 anni, dei quali 72 fisioterapisti, 46 terapisti occupazionali e 5 medici. Oggi è riservato ai laureati in fisioterapia, terapia occupazionale e terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva e consiste in dieci settimane di didattica e sette di tirocinio formativo (250 ore) che danno diritto a 60 crediti formativi. È aperto anche ai terapisti più esperti previa valutazione del loro percorso professionale. Al termine è previsto un esame e la discussione di una tesi.
La settimana proseguirà con la 16a Giornata Milanese di Chirurgia della Mano – “Il Trattamento delle Complicanze e degli Esiti nella Chirurgia del Polso” (22-23 marzo). Due giorni che vedranno alcuni dei maggiori esperti in chirurgia della mano riuniti a Milano per fare il punto sulla corretta gestione delle fratture e dei problemi a carico del polso. Il 23 marzo, invece, si terrà la 5a Hand Rehabilitation – Top Master Class, che offrirà ai 72 iscritti tra fisioterapisti e terapisti occupazionali una panoramica sulla riabilitazione del gesto funzionale del polso in seguito a traumi di origine sportiva. A conclusione, il 24 marzo, sarà la volta del 7° Corso Nazionale di Formazione Infermieri Mano a cui quest’anno parteciperanno 44 studenti.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Imparare a scrivere a mano

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 novembre 2017

pennino e asticciolaRoma Giovedì 16 Novembre 2017, ore 9:00 Dipartimento di Scienze della Formazione, Aula Volpi Via Milazzo, 11B Attraverso i contributi di vari studiosi, il convegno propone una riflessione non solo sull’insegnamento e sull’apprendimento della scrittura a mano, ma anche sul suo profondo significato simbolico e storico. Inoltre, attraverso l’analisi di circa 30.000 manoscritti raccolti dal Laboratorio di Pedagogia sperimentale nella prima edizione del progetto Nulla dies sine linea, l’Associazione Ricerca Grafologica (Arigraf) illustrerà i miglioramenti che l’esercizio quotidiano di scrittura produce non solo a livello linguistico e cognitivo, ma anche nell’organizzazione della pagina, nell’elaborazione delle lettere, nella scorrevolezza e flessibilità.

Posted in Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La riabilitazione nel paziente emiplegico nuove prospettive

Posted by fidest press agency su domenica, 26 marzo 2017

manoMilano fino ad ieri presso il Centro Congressi Stelline 15° edizione della Giornata Milanese di Chirurgia della Mano “Riabilitazione e chirurgia funzionale nello stroke: nuove sfide, nuovi obiettivi”. All’evento, organizzato dall’Ospedale San Giuseppe, Gruppo MultiMedica, Università degli Studi di Milano, parteciperanno fisiatri, neurologi, fisioterapisti e chirurghi, italiani e stranieri, per fare il punto sulle principali tecniche di cura e sulle nuove frontiere di trattamento delle spasticità, in seguito a ictus cerebrale o colpo apoplettico. La terza causa di morte e di invalidità permanente o disabilità nei Paesi industrializzati, dopo le patologie cardiovascolari e i tumori.
«Lo scopo è mettere a confronto i diversi strumenti terapeutici a nostra disposizione nel trattamento dello stroke, discuterne l’efficacia e confrontare l’esperienza delle diverse scuole di pensiero italiane – spiega il dottor Paolo Zerbinati, Responsabile del Servizio di Neuro-ortopedia di chirurgia della mano del Gruppo MultiMedica e Presidente del Congresso insieme al Professor Giorgio Pajardi -. Particolare attenzione andrà alla chirurgia funzionale che, grazie al perfezionamento dell’esame multifattoriale del movimento e alle procedure terapeutiche oggi a nostra disposizione, permette di ottenere obiettivi funzionali importanti con interventi mirati e sempre più mininvasivi».Ampio spazio verrà dedicato ai diversi approcci regionali alla gestione di questi pazienti. Gli specialisti racconteranno le proprie esperienze, difficoltà e gli eventuali punti di miglioramento. «Purtroppo, non è sempre possibile intervenire, spesso, a causa di situazioni di abbandono sociale e lavorativo che queste persone soffrono in seguito all’ictus cerebrale. Un grande errore, considerando che esiste una disciplina, la chirurgia funzionale, dedicata proprio alla loro riabilitazione motoria» – afferma ancora Zerbinati. «Si parla di emiplegia quando il paziente ha subito una paralisi che interessa la metà del corpo e compromette la normale attività motoria – prosegue il professor Pajardi, direttore dell’UOC di Chirurgia e Riabilitazione della Mano dell’Ospedale San Giuseppe, Gruppo MultiMedica -. Il paziente emiplegico è solitamente colpito da deformità agli arti, ma presenta diversi gruppi muscolari ancora attivi. Il fisiatria, il fisioterapista e il neuro-ortopedico lavorano insieme, ricorrendo alla rieducazione motoria, per evitare il peggioramento delle spasticità. Il ruolo della chirurgia, invece, è correggerle intervenendo sui muscoli».
In occasione dei due giorni di convegno sarà organizzata anche una “Consensus Conference” sull’utilizzo della collagenasi nel trattamento della malattia di Dupuytren. In particolare, su questa terapia non chirurgica, a soli tre anni dalla sua commercializzazione in Italia, gli specialisti riuniti a Milano si confronteranno per stilare le Linee Guida ufficiali della Società Italiana di Chirurgia della Mano – SICM, sul suo impiego.La malattia di Dupuytren è una patologia cronica e progressiva che provoca la comparsa di noduli sottocutanei nella fascia palmare. Questi, progressivamente, formano un cordone fibromatoso sottocutaneo, che si dispone sopra i tendini, causando la flessione permanente e progressiva di una o più dita, con conseguente rigidità articolare.«Fino a qualche anno fa l’unica soluzione era l’intervento chirurgico, che richiede ampie incisioni esponendo il paziente a tutte quelle complicanze che possono insorgere quando si interviene in aperto – conclude Pajardi -. Oggi, invece, il “gold standard” terapeutico è la collagenasi di Clostridium histolyticum, un enzima di origine batterica che permette, tramite una sola iniezione, di rompere la membrana di collagene provocata dalla patologia, ripristinando la funzionalità della mano in tempi rapidi».

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Open Day “Chirurgia della Mano e del Polso”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

open day.pngRoma 17 febbraio presso il Rome American Hospital, si svolgerà dalle 9.00 alle 16.30 presso gli ambulatori dell’ospedale – in via Emilio Longoni, 81 l’Open Day “Chirurgia della Mano e del Polso”, un’iniziativa di screening gratuiti promossa dalla Fondazione HealthCare and Research Onlus in collaborazione con l’Ospedale San Giuseppe, Gruppo MultiMedica di Milano. La giornata è rivolta ad adulti e bambini che avranno l’opportunità di informarsi e ricevere un consulto sullo stato di salute dell’arto superiore (prenotazioni allo 06.2255777).
Il professor Giorgio Pajardi, direttore dell’U.O.C. di Chirurgia della Mano dell’Ospedale San Giuseppe, Gruppo MultiMedica, Università di Milano e consulente presso il Rome American Hospital, e la sua equipe eseguiranno un check up completo della mano e del polso. Particolare attenzione sarà rivolta a quelle categorie, come sportivi e musicisti, nelle quali la mano viene utilizzata in condizioni definibili “estreme”. Lo scopo è individuare precocemente la presenza di eventuali patologie e fornire consigli su come prevenirle e riconoscerle.“Per noi specialisti della mano, la tempestività è fondamentale; una diagnosi precoce, infatti ci permette di procedere con trattamenti il più possibile mininvasivi e, di conseguenza, di restituire all’individuo la piena funzionalità dell’arto nel minor tempo possibile­ – spiega il professor Pajardi -. Il successo ottenuto dalla Giornata negli ultimi due anni, ci ha fatto comprendere la reale necessità dei cittadini romani di conoscere meglio l’organo mano. Perciò, abbiamo deciso di organizzare nuovamente un open day dedicato, un momento d’informazione e sensibilizzazione aperto a tutti”.Dopo la visita, un terapista della mano spiegherà, grazie ad alcune semplici tecniche di mobilizzazione quotidiana della mano, come evitare l’invecchiamento articolare, una delle cause di patologie come il dito a scatto, la malattia di Dupuytren, la sindrome del tunnel carpale e la rizoartrosi. Condizioni per la cura delle quali, oggi, gli specialisti hanno a disposizione diversi trattamenti mininvasivi e, in alcuni casi, non chirurgici. “Il De Quervain e il dito a scatto, ad esempio, sono infiammazioni dei tendini che, tendenzialmente, danno un buon riscontro nella cura non chirurgica – spiegano le dottoresse Galla Bonanni e Laura Frontero, rispettivamente terapista della mano e assistente del professor Pajardi presso il Rome American Hospital -. In base alla patologia si confezionano su misura tutori di scarico, statici progressivi o dinamici, su indicazione del chirurgo. Ognuno di questi, presenta caratteristiche differenti e, a seconda della prescrizione, devono essere indossati il giorno, la notte o in abbinamento. Nel caso della malattia di Dupuytren, invece, subito dopo il trattamento si procede con il confezionamento di un tutore detto statico, modificato di volta in volta durante le sedute di fisioterapia”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

14° Giornata Milanese di Chirurgia della Mano

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2016

ospedale san giuseppeMilano 11 marzo 2016 Ospedale San Giuseppe via San Vittore. Trattare il morbo di Dupuytren, patologia che porta alla flessione progressiva e permanente di una o più dita della mano, senza ricorrere all’intervento chirurgico. È questo il file rouge della 14° edizione della Giornata Milanese di Chirurgia della Mano “La collagenasi: presente e futuro per il trattamento del morbo di Dupuytren” in programma il prossimo 11 marzo presso il Centro Congressi Le Stelline di Milano.Il congresso, organizzato dal Professor Giorgio Pajardi, direttore dell’UOC di Chirurgia e Riabilitazione della Mano dell’Ospedale San Giuseppe Gruppo MultiMedica – Università degli Studi di Milano, vedrà la partecipazione dei principali esperti in chirurgia della mano, italiani e stranieri, per tirare le fila sull’impiego della collagenasi di clostridium histolyticum. Si tratta di un enzima che permette, con una sola iniezione, di rompere la membrana di collagene provocata dal morbo di Dupuytren, ripristinando la funzionalità della mano in tempi brevi. In dettaglio, questo trattamento, inventato dalla Professoressa Marie Badalamente e dal Professor Lawrence Hurst della Stony Brook University School of Medicine degli Stati Uniti – ospiti d’onore del congresso milanese – è ormai consolidato, a livello internazionale, come terapia d’elezione per questa patologia, una delle più comuni fra tutte le forme di deformità della mano. «La collagenasi, nella maggior parte dei casi, porta a ottimi risultati clinici già il giorno seguente la prima iniezione ripristinando la normale estensione dell’arto e, di conseguenza, portando a un completo recupero delle normali funzionalità della mano – spiega la professoressa Badalamente -. Questo, grazie a una semplice seduta in cui lo specialista inietta l’enzima nel punto in cui è presente la corda distruggendola, senza dover sottoporre il paziente a un doloroso e, a volte, complesso intervento chirurgico».Una terapia, quindi, che elimina il ricorso al bisturi anche se, in Italia – dove il trattamento è approvato e rimborsato in tutte le regioni – «alcuni specialisti preferiscono ancora procedere tramite la tradizionale incisione – spiega il professor Pajardi -. Per questo, è necessario rendere consapevole il paziente stesso del fatto che l’intervento chirurgico non è più necessario. C’è chi sostiene che la terapia con collagenasi sia ancora sperimentale, che ci siano pochi studi sulla sua efficacia, ma non è assolutamente così; stiamo parlando di quasi dieci anni di studi supportati da numerosi casi trattati, solo il mio reparto è vicino a quota 1.000».
Al congresso, i responsabili dei diversi centri di chirurgia della mano italiani discuteranno della loro esperienza con la collagenasi, di eventuali criticità, delle modifiche apportate al trattamento e dei problemi riscontrati con la regione di riferimento. In Italia, infatti, il trattamento è diffuso su tutto il territorio nazionale, anche se in alcune regioni, ad oggi, non risulta ancora sufficientemente utilizzato. In linea di massima, il Centro Italia è in forte ritardo rispetto al Nord e al Sud; sono partite, più di recente, la Puglia e la Sicilia che si aggiungono alla già virtuosa Sardegna. In questa regione, «il dottor Luciano Cara, direttore della Struttura Complessa di Ortopedia e Microchirurgia Ricostruttiva dell’Ospedale Marino di Cagliari, una volta sperimentato il farmaco e compresa la sua efficacia, si è speso per il suo utilizzo in tutta l’isola. In concreto, ha organizzato una serie di corsi formativi invitando almeno un referente per ognuno dei dieci reparti di ortopedia della Sardegna, per poi ottenere la sua rimborsabilità – continua il professor Pajardi -. La Lombardia, invece, che è stata la prima a autorizzare e finanziare questo trattamento anche per molti pazienti provenienti da altre regioni, ha deciso di concedere il rimborso solo a chi avesse condotto le necessarie sperimentazioni del farmaco. In totale quattro strutture, oltre al mio reparto presso l’Ospedale San Giuseppe – Gruppo MultiMedica. In futuro, se uno dei centri dimostrerà di non utilizzare il trattamento, la regione destinerà il finanziamento a un altro ospedale. In ogni caso, è importante sottolineare che se la collagenasi non viene utilizzata, non è per responsabilità delle istituzioni, ma delle singole strutture ospedaliere autorizzate che non si sono ancora attivate».Un trattamento ormai consolidato sia in Italia che a livello internazionale. A conferma di ciò, una decina di ex pazienti hanno deciso di fondare la Società Italiana Morbo di Dupuytren (SIMD) per informare e sensibilizzare la popolazione su questa malattia e sull’esistenza di una terapia non chirurgica efficace. «Io sono un ex paziente, operato dal Professor Pajardi nel 2011 e, in seguito nel 2015, per una forma di Dupuytren bilaterale alle mani – racconta Giuseppe Stringa, Presidente della Società -. Nel 2014 abbiamo deciso di fondare questa realtà di cui ho l’onore di essere il presidente. Il nostro obiettivo è sensibilizzare la popolazione sul fatto che esistono delle terapie non chirurgiche per trattare malattie come quella di Dupuytren in modo rapido e indolore. In due giorni si risolve un problema che, con l’intervento tradizionale, avrebbe richiesto sei mesi».Stando a quanto affermano gli esperti, quindi, non c’è più motivo di ricorrere al bisturi per risolvere questo tipo di contrattura. Come spiega il professor Hurst, infatti, «l’intervento richiede ampie incisioni alla mano per rimuovere efficacemente il cordone di collagene. Inoltre, espone alle solite complicazioni e morbilità legate alla chirurgia in aperto. Complicanze come lesioni nervose, infezioni, danni ai tendini e rigidità articolari; inoltre, la chirurgia richiede il ricorso all’anestesia, a volte anche generale». Continua Badalamente: «nella maggior parte dei casi, grazie a questo trattamento non chirurgico, non è necessario prevedere un monitoraggio terapeutico. Si tratta di un approccio che risparmia ai pazienti dolore, assenze dal lavoro, garantendo loro di tornare rapidamente alle normali attività quotidiane».Al centro congressi Le Stelline, per la prima volta, si parlerà esclusivamente del presente della collagenasi, grazie ai tanti casi acquisiti in questi anni. «Abbiamo trattato persone anziane e giovani, con un solo dito coinvolto, cinque dita o individui che non erano più in grado di utilizzare la mano da qualche anno. Direi che abbiamo davvero tutti i parametri e tanti risultati su cui discutere. Acquisire esperienza permette, sempre, un miglioramento del trattamento e un’estensione del suo utilizzo, la chirurgia tradizionale appartiene ormai alla storia della medicina» – conclude Pajardi. (foto: ospedale san giuseppe)

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

53° Congresso Italiano di Chirurgia della Mano

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2015

mano bionicaParma. Alla Scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia dell’Università di Parma è stato assegnato il premio “Luigi Rossoni” per la migliore comunicazione orale presentata da un autore con età inferiore ai 30 anni, nell’ambito del 53° Congresso Italiano di Chirurgia della Mano (“Le patologie dello sport nella mano, polso e gomito”) svoltosi a Viterbo dall’8 al 10 ottobre.A ottenere questo importante riconoscimento, che arriva alla Scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia dell’Università di Parma per la seconda volta dopo 17 anni, è stata la dott.ssa Letizia Marenghi, che ha presentato una relazione dal titolo “Valutazione dell’arm pump ed ipotesi eziopatogenetiche nel campionato mondiale di moto superbike”. Questa sindrome, tipica del motociclismo sia professionistico sia amatoriale, può essere particolarmente invalidante e non è di facile interpretazione dal punto di vista diagnostico e terapeutico, e in alcuni casi può costringere i centauri ad abbandonare la propria attività sportiva.Lo studio, che ha avuto come coautori il dott. Alessio Pedrazzini, il prof. Francesco Pogliacomi, la dott.ssa Alessandra Colacicco, il dott. Michele Zasa (Responsabile della Clinica Mobile nel Mondo) e il prof. Francesco Ceccarelli (Direttore della Clinica Ortopedica e della Scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia), nasce dalla collaborazione tra la Clinica Ortopedica di Parma e la Clinica Mobile nel Mondo, famosa struttura sanitaria che assicura assistenza durante le gare dei campionati mondiali di motociclismo Motogp e Superbike.

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Quarta edizione del campus dedicato alle patologie della mano del bambino

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2015

Milano, 19 settembre 2015, presso l’Istituto Buon Pastore, quarta edizione del Campus La mano del bambino. L’iniziativa, organizzata dall’Associazione omonima, si svolgerà dalle 09.30 alle 16.30 presso l’Istituto Buon Pastore, partner dell’iniziativa, in via San Vittore 29 a Milano. manoSi tratta di una giornata, completamente gratuita, aperta a bambini e genitori interessati a scoprire qualcosa in più sulle patologie della mano nel bambino, ma anche ai piccoli pazienti oggi guariti. Grazie al personale dell’Ospedale San Giuseppe (Gruppo MultiMedica) – medici, operatori, fisioterapisti e psicologi – i bambini, divisi in gruppi, saranno impegnati in giochi e attività ricreative, mentre i genitori potranno partecipare ad una serie di incontri didattici in compagnia degli specialisti.L’Associazione La Mano del Bambino nasce nel 2008 per colmare una lacuna importante d’informazione sulle patologie della mano nei più piccoli. La maggior parte dei bambini, tutt’oggi, o non arriva mai ad un inquadramento corretto della propria patologia o giunge ad una diagnosi tardivamente. In tal senso, l’Associazione promuove attività formative ed informative per trasmettere un messaggio ben preciso: la cura tempestiva delle malformazioni della mano può favorire il recupero integrale dell’arto.Le malformazioni della mano, di cui risulta affetto in media 1 bimbo su 1500 nati, sono molteplici e di differente gravità. «Innanzitutto, abbiamo casi gravi, in cui mancano tutte o quasi tutte le dita e dove è necessario procedere con una ricostruzione – spiega Giorgio Pajardi, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia della Mano del Gruppo MultiMedica di Milano -. Poi, esistono circostanze in cui abbiamo delle eccedenze e dove non è sempre semplice asportare e, infine, ci sono le vie di mezzo, ovvero i casi in cui la mano, anche se apparentemente normale, non funziona correttamente perché sono presenti dita unite o aree della posizione non corrette. Per trattare efficacemente queste malformazioni è fondamentale che i genitori si rivolgano a centri specializzati e strutturati con reparti di chirurgia della mano dedicati, anche se ci sono molti specialisti di grande rilievo su tutto il territorio nazionale».Presso l’Ospedale San Giuseppe vengono operati circa 6-700 bambini l’anno con un ambulatorio gratuito di quattro, cinque ore al giorno. Per questo motivo, al campus, negli anni scorsi, hanno partecipato circa 5-600 tra bambini e genitori. Continua Pajardi: «I bambini che ci troviamo a curare possono essere perfettamente sani ma con una malformazione alla mano, oppure, nei casi più gravi, sindromici, ovvero con difetti cardiaci, renali, intestinali o cerebrali. In questi casi, intervengono una serie di specialisti spesso di città diverse, che si devono coordinare e alternare nelle fase ricostruttiva. Perciò, è importante intervenire sulla mano del bambino quando è molto piccolo, a sei o sette mesi. Ciò significa che lo dobbiamo visitare intorno ai 15-20 giorni, seguirlo, predisporre da subito il programma riabilitativo, poi l’intervento, operarlo e svolgere la conseguente riabilitazione».Al campus parteciperanno anche due ospiti d’onore, i campioni europei di Judo del Gruppo Forestale dello Stato Luca Ardizio e Aldo Scollo, che si esibiranno in una performance appositamente studiata per l’iniziativa. «Luca è stato un nostro paziente, lo abbiamo operato e ora è tornato regolarmente alle sue competizioni – racconta ancora Pajardi -. Lo spirito è quello di coinvolgere un ex paziente, che sia anche un personaggio di spicco, per dare un messaggio concreto ai genitori e per mostrargli che il figlio, anche se nato con una malformazione alla mano, ha concrete possibilità di avere una vita del tutto normale».Infine, i bambini avranno modo di divertisti con i videogiochi applicati alla riabilitazione della mano. Si tratta di giochi interattivi studiati e sviluppati dal Professor Giorgio Pajardi e dal Professor Alberto Borghese, Direttore del Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Milano, per unire divertimento e ricerca. «Io e il mio collega stiamo mettendo a punto tre videogiochi, studiati per aiutare lo sviluppo della funzionalità della mano, trasmettendo una serie di dati via internet. In breve, il gioco, a seconda della velocità e della pressione con cui il bambino muove le dita, permette a noi specialisti di raccogliere informazioni utili. Ora, avremo una fase molto delicata di ricerca dello sponsor e stiamo svolgendo uno studio su dei bambini che lo utilizzano già da un anno. I genitori sono contenti perché i bambini giocano e noi abbiamo i dati che ci occorrono per comprendere al meglio la situazione» – conclude il primario.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Progetto di nuovo impianto di mano bionica

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2015

mano bionicaUn sistema di sensori e algoritmi in grado di rendere sempre più ‘intelligente’ e ‘destra’ una protesi bio-meccatronica di arto superiore, per dare a chi la indossa la possibilità di avvertire la consistenza degli oggetti toccati, comandarne i movimenti per via neurale e, soprattutto, di modulare la forza nella presa e l’accuratezza della manipolazione, reagendo in tempo reale a eventuali mosse ‘maldestre’, come lo scivolamento di una saponetta mentre ci si lava: è la nuova frontiera della bio-robotica per arto superiore, illustrata oggi presso l’Aula Magna dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, in occasione dell’annuale Giornata della Ricerca dell’Ateneo.L’evento è inserito nella più ampia Settimana della Ricerca, iniziata il 30 giugno e in corso fino a domani, nell’ambito della quale sono stati programmati seminari e workshop sui più interessanti risultati scientifici conseguiti dai ricercatori del Campus Bio-Medico nell’anno 2014 e sulle prospettive dei progetti futuri. La sperimentazione del nuovo sistema di mano robotica, prevista entro i primi mesi del 2016, è frutto della collaborazione dell’Università Campus Bio-Medico di Roma con il Centro Protesi INAIL di Budrio (BO).“Non è, in realtà, una vera e propria nuova ‘mano bionica’ – spiega il Prof. Eugenio Guglielmelli, Prorettore alla Ricerca del Campus Bio-Medico – ma un complesso insieme di hardware e software che rendono possibile l’aumento dell’intelligenza delle protesi di arto superiore, controllandone i motori in modo più raffinato. Questo consentirà di modulare gli input del cervello per far muovere a piacimento tutte e cinque le dita della mano contemporaneamente, solo alcune o anche un solo dito”. Presso il Centro Protesi INAIL è stato di recente inaugurato un laboratorio congiunto per il perfezionamento di nuove protesi. Proprio in questo spazio verrà selezionato il paziente volontario che si sottoporrà, presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, all’intervento neurochirurgico d’impianto delle interfacce neurali (gli elettrodi) nei nervi dell’arto amputato, ‘connettendo’ il proprio sistema nervoso con i sensori della nuova mano artificiale. PPR2 (Progetto Protesi Ricerca 2), nome ufficiale del progetto, è coordinato dall’Unità di Ricerca in Robotica Biomedica e Biomicrosistemi del Campus Bio-Medico, con il supporto clinico delle Unità di Ortopedia, Neurologia e Fisiatria del Policlinico Universitario ed è sviluppato in sinergia, oltre che con INAIL, con il MIUR e con l’Università di Cagliari.“Il nuovo sistema protesico di arto superiore continuerà a trasmettere la sensazione tattile – aggiunge Guglielmelli –, ma rispetto a LifeHand2, dopo una prima fase di assestamento, per farlo non avrà più bisogno di un collegamento a un computer mediante cavi esterni da cui mandare al cervello gli impulsi captati dagli elettrodi e, nell’altra direzione, inviare le intenzioni di movimento dal cervello alla protesi. L’algoritmo verrà gestito direttamente ‘a bordo’ della mano, attraverso chip elettronici grandi come una carta di credito”. Inoltre, la protesi potrà essere collegata al braccio dell’amputato per un periodo di tempo più lungo rispetto ai 30 giorni consentiti nelle precedenti sperimentazioni da autorità sanitarie e Comitato Etico dell’Università. Questa sperimentazione è un ulteriore passo avanti verso protesi biomeccatroniche di arto superiore che riproducano perfettamente la destrezza e le funzionalità della mano naturale. Nell’ambito del progetto saranno testati, in particolare, la capacità di effettuare prese fini e di manipolare oggetti di uso comune in compiti ciclici, quali girare una chiave, far ruotare una pallina nel palmo, ‘puntare’ con un dito su un tablet per aprire un’app o ’sfogliare’ le pagine di un sito web. Senza dimenticare il fine sociale: consentire a un numero sempre maggiore di infortunati sul lavoro il recupero di una buona funzionalità dell’arto ‘perduto’, puntando ad avvicinare, nel più breve tempo possibile, la méta dell’impianto ‘cronico’, ovvero definitivo. A confermare l’importanza di questo tema sono i dati ufficiali forniti dal Ministero della Salute, secondo cui ogni anno in Italia sono oltre 3mila i casi di malformazioni congenite o amputazioni degli arti superiori, che in massima parte avvengono in ambito lavorativo.“Grazie alla collaborazione tra i ricercatori dell’Università Campus Bio Medico di Roma e INAIL – ha dichiarato il Presidente dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, Felice Barela – è possibile fare un importante passo avanti, che apre nuove prospettive di vita per i tanti infortunati sul lavoro e per chiunque abbia subito l’amputazione di un arto superiore. La possibilità di manipolare oggetti, scrivere, usare un pc o uno smartphone con un arto artificiale, era fantascienza solo fino a pochi anni fa e diventa realtà con progetti di ricerca traslazionale come questi, che coinvolgono professionalità diverse: medici, bio-ingegneri, esperti di elettronica. Una contaminazione di saperi sulla quale ha sempre puntato la nostra Università, a partire dalla formazione dei giovani, per arrivare all’attività di ricerca nei nostri laboratori, fino alla realizzazione di progetti che portano ad applicazioni dirette con partner che condividono questi obbiettivi, come INAIL”.“Grazie anche a questa collaborazione – sottolinea il Presidente dell’INAIL, Massimo De Felice – l’Istituto rafforza ulteriormente il suo impegno sul fronte della ricerca di soluzioni tecnologicamente avanzate di cui possano beneficiare i suoi assistiti. L’eccellenza del Campus Bio-Medico nell’ambito dell’innovazione scientifica è destinata a integrarsi efficacemente con l’esperienza applicativa maturata dal nostro Centro Protesi sul fronte della protesica e della riabilitazione”.Nel corso della Giornata della Ricerca dell’Università Campus Bio-Medico di Roma è stato presentato anche AIDE (Adaptive Multimodal Interfaces to Assist Disabled People in Daily Activities), un progetto europeo che vede l’Ateneo in prima fila nello sviluppo di sistemi d’interfacce multimodali, adattive e modulari, ritagliate sui bisogni specifici del singolo utente per il controllo di esoscheletri di arto superiore, particolari strutture esterne realizzate per ’surrogare’ la mobilità umana in caso di grave disabilità. AIDE, in particolare, punta a favorire il recupero di funzioni come manipolazione di oggetti, cucina, scrittura e altro ancora in pazienti costretti in carrozzina.Accanto a questo, sono stati presentati altri cinque studi condotti da docenti e ricercatori dell’Università, che hanno prodotto significative pubblicazioni scientifiche: un sistema elettronico in grado di ‘annusare’ precocemente particolari elementi chimici rivelatori dell’insorgenza di tumore al polmone; i risultati sperimentali sui fattori implicati nel rimodellamento del tessuto epatico per il tumore del fegato; nuove applicazioni cliniche degli emocomponenti per l’uso non trasfusionale; una ricerca sulle proprietà funzionali dei fruttani nella gestione dei disordini infiammatori intestinali; uno studio sulla gestione delle infrastrutture critiche.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Firenze: al via la sperimentazione della “mano bionica”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2015

mano bionicaGiunto per il momento a conclusione il Progetto Cyberlegs, partirà nelle prossime settimane presso il Centro IRCCS Don Carlo Gnocchi di Firenze uno studio sui pazienti amputati “trans radiali”, che hanno cioè subito un’amputazione agli arti superiori, tra il polso e il gomito, e afflitti dalla “sindrome dell’arto fantasma”, un dolore acuto avvertito all’altezza della mano, che in realtà non c’è più, da pazienti con queste caratteristiche.Lo studio, coordinato dal gruppo di ricerca del prof. Silvestro Micera, dell’École Polytechnique Fédéral di Losanna e dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e finanziato dalla Commissione Europea, ha lo scopo di mettere a punto e di testare una protesi di mano particolarmente evoluta, in grado cioè di “dialogare” con il paziente in maniera non invasiva.In pratica, la mano sarà mossa in modo volontario dal paziente, attraverso gli stimoli derivanti dai muscoli residui del braccio e la protesi, a sua volta, trasmetterà alle terminazioni nervose del braccio una serie di stimoli, incluso la percezione della presa e altre sensazioni tattili, proprio come se l’arto non fosse stato amputato. Tutto questo, senza alcun intervento invasivo, ma con una trasmissione di impulsi che avviene a livello epidermico.Una delle innovazioni più importanti sta proprio nella capacità della protesi di trasmettere le sensazioni della mano al paziente e questo è un aspetto fondamentale per il controllo del dolore nei pazienti con “sindrome dell’arto fantasma”.Messo a punto un prototipo di protesi, la fase di sperimentazione clinica sarà curata nei laboratori della Fondazione Don Gnocchi di Firenze, dove nei mesi scorsi è stato messo a punto con successo un sistema di protesi e ortesi per restituire il cammino alle persone amputate a livello transfemorale (Progetto Cyberlegs).I pazienti che hanno subito un’amputazione della mano tra polso e gomito, in via preferenziale residenti nell’area fiorentina e interessati a prendere parte allo studio per sperimentare la nuova protesi, possono contattare il dott. Raffaele Molino Lova presso il Centro di Firenze della Fondazione Don Gnocchi.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Con il cappello in mano

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 marzo 2012

“Questi agili pensieri sono voli d’aquila, bocconi di pane fresco, sorsi d’acqua pulita che fanno bene all’anima. Basta un piccolo dettaglio e Padre Andrea Panont spicca il volo come un gabbiano ad ali spiegate appoggiato sul vento… e pensa che anche noi possiamo volare lasciandoci condurre dai venti contrari della vita; vede Carletto che coltiva i fiori e conclude che i fiori li offre soltanto un innamorato e Dio, che ha creato i fiori, č innamorato di noi; scopre che un petalo staccato dal fiore perde il suo profumo e osserva giustamente che anche noi staccati da Gesų perdiamo il Suo profumo” (dalla Presentazione). Di Panont Andrea N.ro pagine: 96 – prezzo: € 4.00

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »