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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘manovra economica’

Manovra economica: Effetto placebo su cultura sport scuola ricerca ed editoria

Posted by fidest press agency su sabato, 29 dicembre 2018

“In commissione Cultura della Camera abbiamo potuto verificare quanto questa manovra avrà un effetto placebo su cultura sport scuola ricerca ed editoria. In un intervento fiume di 30 minuti abbiamo decostruito la manovra articolo per articolo e comma dopo comma. Sulla Cultura ad esempio si aumenta di pochi milioni il Fus invece di proporre una riforma strutturale che dia trasparenza e criteri meritocratici al mondo dell’arte. Le Fondazioni lirico sinfoniche sono nella maggior parte in grave default e invece di cacciare i sovrintendenti di Roma e Firenze, le più indebitate d’Italia, si aumentano i fondi per il commissario Sole. Sulla scuola è stata abolita la formazione con l’eliminazione del FIT, assunti pochi docenti nei licei musicali, destrutturata l’alternanza scuola lavoro in modo che non servirà più né ai tecnici né ai licei. Sulla digitalizzazione dell’editoria si nomina l’equipe ma non si mettono soldi per digitalizzare le scuole e abolire la truffa editoriale dei libri falsamente digitali. E su questo Fdi presenterà una sua proposta di legge. Sullo sport è stata fatta una riforma generale e storica con un articolo invece di un provvedimento ad hoc e ora scopriamo che sarà sempre un consigliere coni a stabilire a chi andranno i soldi per le Federazioni e gli enti di promozione. Allora il dubbio che ci viene è che il problema fosse l’attuale governance e che forse sarebbe bastato uno spoil system indotto invece di questa criptoriforma senza passaggio parlamentare. Per arrivare all’editoria dove la maggioranza leghista è ostaggio dei furori liberticidi di Crimi e dei M5S che hanno annientato i contributi del fondo per il pluralismo e abrogato i crediti fiscali e le agevolazioni. Il paradosso è che ora Crimi dice di aver salvato le edicole quando gli emendamenti a riguardo presentati da Fdi e da altri partiti furono bocciati in prima lettura. Il ridicolo infine è stato raggiunto con la web tax una imposta che sarebbe giusta ma che è normata male e non colpirà i grandi gruppi mondiali del digital ma cadrà senza distinzione su gruppi aziendali che oltre i servizi digitali fanno anche altro. Su questo abbiamo presentato un emendamento simbolico e un odg. Insomma questa maggioranza aveva annunciato il cambiamento andando in Europa a muso duro e tornando invece con una manovra riscritta in francese da Moscovici”. Lo ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone.

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Governo. Manovra economica per aumentare deficit e imposte

Posted by fidest press agency su sabato, 29 dicembre 2018

Sono due gli elementi fondamentali di questa manovra economica, approvata dal Senato e in discussione alla Camera dei deputati: il reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni (spese correnti) e a fronte aumenteranno le imposte. Tempi bui ci attendono.Vediamo. Il governo legastellato è arrivato a ridosso degli ultimi giorni dell’anno per approvare il bilancio 2019. Colpa della Commissione europea, dichiara il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Non è così’, ovviamente, perché se l’accordo fosse stato fatto qualche mese fa sul 2% di deficit, come poi è avvenuto, il bilancio sarebbe già legge dello Stato; invece, i due vicepremier, Salvini e Di Maio, si sono attestati sul “me ne frego” e “non arretreremo di un millimetro”, per confermare il 2,4%, perché altrimenti non si sarebbero mantenute le promesse, dicevano. Ora dicono che le promesse saranno mantenute anche con il 2% di deficit.
Purtroppo, ci stiamo abituando alle bufale (a Roma si chiamano “fregnacce”) dei due vice premier legastellati. Il governo, per evitare di aumentare Iva e accise nel 2019, ha accresciuto il deficit pubblico, cioè nostro, di 12,5 miliardi ed ha rinviato l’aumento di IVA e accise al 2020, per un valore di 23 miliardi, e al 2021 per 28 miliardi. Un carico d’imposte per 51 miliardi! I consumatori ringrazieranno.Il presidente Conte dichiara, inoltre, che la manovra economica è espansiva. L’ottimismo della volontà è apprezzabile, ma c’è la ragione che valuta i numeri, non i “numeretti” dimaiani, e questi dicono che, con gli aumenti di imposte, l’ottimismo si trasforma in bufala.L’importante è che il popolo ci creda. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Manovra economica e tagli ministeriali

Posted by fidest press agency su sabato, 5 agosto 2017

Palazzo chigi1“Il governo e il ministro Padoan tirino fuori il Dpcm sui ‘tagli’ ai ministeri”. Lo afferma, in una nota, Rocco Palese, deputato di Forza Italia. “Il decreto della presidenza del Consiglio attuativo della manovrina di primavera, quella che l’Europa ha imposto al governo, nonostante sia stato approvato il 28 giugno scorso non è stato ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale. Non si sa che fine abbia fatto. E indiscrezioni di stampa ci raccontano che i ministeri che rischierebbero di più sarebbero quelli dell’istruzione e del lavoro. Insomma – conclude -, il solito gioco delle tre carte del governo e della sinistra. Prima hanno distribuito mance e mancette, adesso sono costretti a ridurre capitoli di spesa in ministeri fondamentali. L’ennesimo imbroglio”.

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Manovra economica: Più risorse alle province

Posted by fidest press agency su sabato, 20 maggio 2017

renato-brunettaIl presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, e il parlamentare azzurro Roberto Occhiuto, hanno ricevuto questo pomeriggio, presso i propri uffici a Montecitorio, una delegazione dell’Unione delle Province Italiane – accompagnata dal responsabile Enti locali di Forza Italia, Marcello Fiori –, in merito al cosiddetto decreto manovrina che stanzia risorse ridicole per le Province, assolutamente insufficienti per garantire servizi alla collettività.All’incontro hanno partecipato: Achille Variati, Sindaco e Presidente Provincia di Vicenza, Presidente UPI; Marco Filippeschi, Sindaco e Presidente Provincia di Pisa, Vicepresidente UPI; Carlo Riva Vercellotti, Presidente Provincia di Vercelli, Vicepresidente UPI; Nicola Valluzzi, Presidente Provincia di Potenza, Sindaco di Castelmezzano; Eleonora Della Penna, Presidente Provincia di Latina, Sindaco di Cisterna di Latina; Antonfrancesco Vivarelli Colonna, Sindaco e Presidente della Provincia di Grosseto; Nicola Giorgino, Presidente Provincia Barletta-A-T, sindaco Andria; Antonio Pettinari, Presidente Provincia di Macerata, Presidente UPI Marche; Antonio Di Marco, Presidente Provincia di Pescara, Presidente UPI Abruzzo.“Forza Italia è dalla parte delle Province – afferma Brunetta – e giudica assurdo il comportamento del governo. Negli ultimi anni abbiamo denunciato dapprima l’assurda riforma Delrio e nei mesi scorsi la cattiva riforma Costituzionale di Renzi, poi bocciata dai cittadini al referendum. Provvedimenti miopi, contro il territorio, contro gli amministratori.Già dai prossimi mesi si dovrà ragionare su una futura riorganizzazione degli enti locali, Renzi ha fallito e il prossimo Parlamento dovrà intervenire per correggere le atroci storture introdotte durante i suoi mille giorni.Per tentare di risolvere, in parte e a stretto giro, alcuni dei problemi sul tavolo, chiederemo un incontro, per i primissimi giorni della prossima settimana, al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, per rappresentargli il grido di dolore che viene dai territori e per fare in modo che il cosiddetto decreto manovrina sia modificato per dare alle Province le risolse necessarie per far fronte alle primarie emergenze da affrontare da qui alla fine dell’anno”, conclude Brunetta.

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Cala la fiducia sulla casa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 ottobre 2011

Casa

Image by marcusrg via Flickr

La manovra economica, la reintroduzione dell’Irpef sulla casa, la cedolare secca. Queste sono solo alcune delle novità del mercato immobiliare dell’ultimo trimestre che sembrano avere influito sulla percezione che gli italiani hanno dello stato del mercato del mattone. Secondo le rilevazioni dell’indice relativo al terzo trimestre 2011 condotto da Immobiliare.it, che ha interrogato oltre 5.000 italiani alle prese con l’acquisto o la vendita di casa, la fiducia dei consumatori nei confronti del settore immobiliare è scesa di nove punti percentuali rispetto ai tre mesi precedenti, attestandosi al 45%. Quanto alla percezione degli italiani sull’andamento dei prezzi degli immobili in vendita: se il 32% del campione si aspetta stabilità, per il 37,6% i costi sono destinati a calare, e solo il 22,5% teme un aumento. In linea generale emerge una fiducia più marcata da parte dei cittadini delle regioni del Centro e del Nord Italia; Umbria (62,5%) e Lombardia (52%) sono le regioni in cui, in percentuale maggiore, si ritiene sia un buon momento per comprare casa. (fonte Ufficio Stampa Gruppo Immobiliare.it)

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Manovra economica e ceto medio

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 settembre 2011

Ciao, Italia! – Live from Italy

Image via Wikipedia

“Il Coisp sta costantemente monitorando le schizofrenie delle dichiarazioni della politica. Un Governo che si smentisce ripetutamente su tutto: dalle pensioni ai rincari dell’Iva, attento molto più a non scontentare se stesso che agli interessi degli italiani.
Il “ceto medio” che non può essere toccato, in realtà, è costituito dai parlamentari che grazie ai doppi incarichi (medici, avvocati, professionisti in genere, mai operai) sarebbero gli unici a dover pagare veramente. Chi rappresenta il ceto medio in Italia? Non la Marcegaglia, non i calciatori che hanno scioperato ancora prima che ‘il contributo di solidarietà’ diventasse legge, non le lobby trasversali che vengono cementate dal denaro e che scaricheranno sulle spalle e sulle tasche dei lavoratori statali i sacrifici che non sono disposti a sopportare” dichiara il Segretario Generale del Sindacato Indipendente di Polizia COISP Franco Maccari. Prosegue Maccari: I Poliziotti e le Forze dell’Ordine, oltre a rimetterci di tasca propria i soldi per comperarsi pezzi di equipaggiamento, codici stradali e spesso anche la benzina per le auto, sono ormai schiacciate ben sotto la soglia della povertà effettiva, con stipendi (già bassi) che perderanno oltre il 12% del potere d’acquisto nei prossimi tre anni. Non si tratta di conflitto di classe ma di equità di trattamento: i Poliziotti sono chiamati di continuo a proteggere i “ricchi” calciatori, i “ricchi” politici che viaggiano gratis sulle auto blu che paghiamo tutti, soprattutto noi. Il contributo di solidarietà dovrebbe essere una tassa sui servizi di ordine pubblico allo stadio, sulle scorte e vigilanze fisse che lo Stato garantisce a migliaia di soggetti, mentre noi andiamo dal calzolaio a risuolare gli anfibi della divisa che non vengono cambiati più da oltre 5 anni. Se i ricchi pagano già molte tasse, come dice la Marcegaglia, figuriamoci i Poliziotti e le Forze dell’Ordine, conclude Maccari.

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Manovra economica: flop governo

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2011

Come preannunciato le sedute del Parlamento di ieri si sono risolte in flop. Nulla di nuovo da parte del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e altrettanto dalle opposizioni. Se qualcuno si aspettava l’indicazione di un programma, o meglio di un proclama, che ci avviasse ad uscire dalle secche nelle quali il Paese e’ arenato, si è sbagliato. L’opposizione si e’ lasciata andare tra lo show e le proposte che lasciano il tempo che trovano (governo tecnico o di unita’ nazionale). Eppure di cose da fare ce ne sarebbero ad iniziare dalle riforme per lo snellimento della burocrazia che gravano sulle imprese per 10 miliardi o le liberalizzazioni dei servizi pubblici e delle professioni. Non si fa perche’ la stragrande maggioranza dei parlamentari e’ legata a questo o quell’interesse che impediscono al Paese di decollare. Cosi’ la discussione verte sugli stipendi o sulle indennita’ dei parlamentari, come se chi ha interessi da tutelare dia importanza alle briciole rispetto al ricco banchetto delle lottizzazioni e degli appalti. Come e’ noto il fumo serve a coprire qualcos’altro, piu’ consistente. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Manovra economica iniqua

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 luglio 2011

Gli organismi direttivi della Cisl di Reggio Emilia riuniti in assemblea venerdì 22 luglio, presso l’auditorium del Centro Simonazzi di Reggio, ne discutono con Alberto Berrini (economista), Giorgio Graziani (segretario generale regionale) e Giorgio Santini (segretario generale nazionale aggiunto)“Anche la realtà reggiana, del mondo della famiglia e del lavoro, è fortemente interessata dalla manovra del governo. Soprattutto in questo difficile momento storico in cui ci troviamo tra una campagna speculativa internazionale, avviata nei confronti dell’Italia, e la necessità, condivisa, di azzerare il deficit di bilancio entro il 2014 e risanare il debito pubblico. Certo, la manovra economica non ha alternative né sui tempi né sulla quantità, però vogliamo poter incidere sui contenuti” sono le parole di Margherita Salvioli Mariani, segretaria della Cisl di Reggio Emilia che, sul tema, ha convocato per domani, venerdì 22 luglio, i Consigli generali della Cisl di Reggio Emilia, nell’assemblea che si terrà alle ore 15 presso l’auditorium del centro Simonazzi in via Turri 55. E il giudizio di tutta la Cisl sulla manovra economica varata dal Governo è fortemente negativo: “I provvedimenti contenuti nella manovra, nonostante alcuni correttivi apportati grazie all’azione del sindacato – continua Margherita Salvioli Mariani – sono decisamente squilibrati sul piano dell’equità sociale, con il carico dei costi e dei tagli in prevalenza sulla parte più debole della popolazione, in particolare per quanto riguarda la spesa sociale. Senza che, per altro, siano stati tagliati i privilegi del ceto politico, che non sono più accettabili né accettati”. E speculazione finanziaria, situazione economica e manovra sono proprio i temi su cui discuteranno gli organismi direttivi delle diverse categorie assieme ad Alberto Berrini (economista), Giorgio Graziani (segretario generale regionale) e Giorgio Santini (segretario generale nazionale aggiunto).

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Manovra economica: e l’evasione fiscale?

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2011

Andrà sempre peggio di qui in avanti e il potere d’acquisto delle famiglie tenderà a scendere sempre più, con effetti negativi sui consumi e sull’intera economia. A pagare però sono sempre le famiglie e i pensionati, non certo gli evasori o i criminali che sfuggono alle tasse e non sono toccati dalle varie manovre economiche. La vera rivoluzione sarebbe recuperare l’immensa evasione fiscale che dilaga in Italia. Sfuggono alla tassazione quasi 180 miliardi di euro, cui si aggiunge il fatturato della criminalità organizzata, una cifra intorno al 7% del Pil. Intanto a causa della crisi economica e delle difficoltà di accesso, della certezza del credito e dei tempi di erogazione vi sarebbe un vero boom nel campo dell’usura. Ed il fatto è anche più eclatante se nella sola città di Roma, secondo quanto si è potuto apprendere in questi giorni in seguito alla maxi inchiesta sull’usura in città, un business da 20 miliardi Il fatturato della criminalità organizzata, la rete del crimine organizzato del Paese, sta traendo profitti dalla recessione economica globale avvantaggiandosi dalla crisi finanziaria ed economica, dall’attuale stretta dei crediti e dalle sempre maggiori esigenze di liquidità dei piccoli imprenditori. A riprova è che il crimine organizzato si sta espandendo geograficamente dalle sue radici nelle regioni meridionali a Milano che un tempo si vantava di essere la “capitale morale” d’Italia, è ora casa di alcuni esponenti della ‘Ndrangheta calabrese, una delle più potenti organizzazioni criminali italiane. E’ un allarme che Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” si sente di lanciare in un momento nel quale la “Mafia Spa” rischia di usare le debolezze e le incertezze dell’economia per rafforzare le sue posizioni. A differenza di altri settori, la mafia è stata poco colpita dalla crisi economica e finanziaria internazionale rendendola ancora più pericolosa. Le ingenti risorse finanziarie della mafia le permettono di ritagliarsi nuove fette di mercato e di trarre profitto dalla carenza di liquidità per acquistare proprietà, immobili ed imprese che nel frattempo falliscono. Per il portavoce dello “ Sportello dei diritti “serve che le banche e il governo forniscano credito, in modo da evitare che gli imprenditori disperati siano costretti a rivolgersi agli strozzini..

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Berlusconi ringrazia Tremonti e Napolitano

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

Il governo è salvo. Lo deve ai mercati e al concentrato di solidarietà che ha incassato in questi giorni nei quali è riuscito a far passare una manovra finanziaria i cui effetti deleteri si avvertiranno sempre di più, man mano che i giorni trascorrono. Giustamente Rosario Amico Roxas faceva osservare che “L’attuale crisi ci fa riflettere sui vantaggi e gli svantaggi che determinano la tenuta di un governo e le ragioni che, nonostante tutto, lo tengono in piedi con una fitta rete di protezioni, privilegi, sanatorie, ecc.” E soggiunge: “il timore di. questo governo, nell’attuale momento di crisi (peraltro sempre negata, fino a quando non ci è franata addosso), si materializza nell’ipotesi che “nemmeno” la prima classe potrebbe salvarsi se le classi subalterne e sacrificabili, non dovessero accettare le misure che, innanzitutto, dovranno salvare le “prime classi”, costrette a intervenire anche loro, trascurando l’abitudine all’evasione fiscale, ai privilegi, alle protezioni, ai condoni, alle sanatorie, agli scudi fiscali.” Qui Roxas ci introduce ad un suo ragionamento sulle “classi” e noi vorremo aggiungervi una nostra considerazione. In Italia esiste, come del resto altrove nel mondo, una classe dominante, altri la chiamerebbero “padrona”, la quale deve salvaguardare i propri privilegi. E per farlo deve “sfruttare” le altre classi. In Italia è una virtù consolidata tanto che ad assumerne il ruolo di garante è stato chiamato alle bisogna una persona che per i suoi trascorsi ne è la figura più rappresentativa. Il discorso resta politico e culturale al tempo stesso. Se 45 milioni di italiani, su sessanta che siamo, non riescono ad esprimere una propria volontà e, peggio ancora, a sentirsi sfruttati dalla minoranza dominante non ci sarà giustizia sociale, non ci sarà uguaglianza di diritti, non ci sarà equa ridistribuzione delle risorse, ma solo sfruttamento e sudditanza e una resa incondizionata. Questa è la cruda realtà e il rituale che oggi si celebra con l’approvazione della finanziaria non dovrebbe farci esultare, come invece sta accadendo, perché perpetua, peggiorando, la condizione in cui ci troviamo: sfruttati dai soliti sfruttatori e frastornati sino al punto di plaudire una manovra che ci renderà ancora più poveri e impotenti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Manovra economica: è troppo facile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2011

La speculazione sta agitando le acque della politica. Il ministro Tremonti cerca di mettere le “ali” al parlamento per far votare a “scatola chiusa” la sua manovra. Tutta la classe politica sembra assecondare questa fretta con il pretesto che la richiesta viene dai mercati. In questo modo si vuole solo seguire la logica di chi dice: “armiamoci e partite” dimenticando le tante ingiustizie che questa manovra porta con se e i sacrifici che impone solo ai più deboli: pensionati, precari, lavoratori dipendenti, e autonomi, disoccupati, monoreddito. Non si dice, se non con una dichiarazione generica, nulla dei costi della politica (province inutili, numero dei parlamentari, consiglieri degli enti locali, spese per consulenze, ecc. che raggiungono la bella cifra di 25 miliardi di euro), delle multe pagate per le quote latte per accontentare gli amici della Lega (4 miliardi e 400 milioni di euro), agli sprechi denunciati dalla Corte dei conti che assommano a 70 miliardi di euro, ai 250 miliardi di euro di evasione fiscale, ecc. ecc. Ci viene quasi da chiedere se questa “bolla speculativa” non sia solo strumentale perché fa comodo a chi vuole continuare ad arricchirsi a spese dei più poveri. Questa è l’amara verità ed ancora una volta sono sempre i soliti a salvare i soldi dei ricchi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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L’Italia nel mirino della speculazione finanziaria

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2011

(Il Messaggero del 8 luglio 2011) E rosario Amico Roxas commenta: “Non è facile imbastire una speculazione, se non concorrono parecchie circostanze, molte delle quali non dipendono dagli “speculatori”, ma ne sono i fruitori. Talune circostanze destano severe preoccupazioni, perchè accadono in concomitanza reciproca, quasi a volersi supportare e sostenere reciprocamente. L’attuale politica di questo governo è una delle circostanze che attualizza con una manovra economica mirata a stimolare quelle paure che provocano il crollo azionario e la svalutazione dei titoli. Ma per realizzare una speculazione ad ampio raggio occorrono grandi capitali da parte di due attori associati: uno vende e l’altro compra. In questo giro, che deve essere vorticoso per sfuggire all’analisi della CONSOB, vengono generati plusvalori che vengono pagati dai piccoli risparmiatori, animati dal desiderio di difendere un gruzzolo frutto di una vita di sacrifici, secondo la logica “meglio perdere che straperdere”. Sarebbe facile identificare il momento in cui tale speculazione terminerà o allenterà la presa; ciò accadrà quando sarà raggiunto lo scopo della speculazione, che è sempre indirizzato a moltiplicare il denaro senza dover ricorrere al lavoro e alla produzione. La mia impressione (a caldo) è che con tale speculazione (o con parte di essa) i piccoli risparmiatori, come se fossero una “mutua di assistenza”, pagheranno la multa che sarà comminata alla Fininvest per il noto “Lodo Mondadori”. Avere scoraggiato il piccolo risparmio, penalizzandolo con manovre fiscali punitive, è solo una parte accessoria della speculazione in atto, per concentrare nelle banche la liquidità che nascerà dalla fuga dai titoli di Stato; il resto è facilmente intuibile: la propaganda di talune banche che offrono interessi fuori mercato è la chiusura del cerchio. I grandi capitali che si stanno muovendo per sostenere la speculazione, si fermeranno prima di arrivare al punto di non ritorno, perché in quel caso anche il frutto della speculazione si vanificherebbe; si contenteranno di possedere le azioni e i titoli acquistati nel momento del panico…. che hanno generato. (Rosario Amico Roxas)

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Manovra: de profundis per Cinecittà

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2011

“E’ vero che la manovra economica non tocca il FUS, tuttavia all’art.14 canta il de profundis per Cinecittà. Nasce una nuova Srl dai confini assai incerti: che sarà dei terreni? Che sarà del patrimonio? La lettura del testo fa pensare a un processo di ridimensionamenti inesorabili di uno dei luoghi salienti della cultura italiana e mondiale. Quello che non fecero i barbari faranno i berlusconiani? Presenteremo emendamenti a riguardo. Sopratutto, però, vogliamo capire che ne sarà del momento più magico del cinema italiano. Che vuol dire che finisce a Fintecna? L’articolo con i suoi commi da 6 a 14 non lascia adito a dubbi. A meno che, vi siano altri piani di lettura. Ma se fosse così qualcuno dovrebbe esplicitarli seriamente. Bene hanno fatto le organizzazioni sindacali a indire una mobilitazione per martedì prossimo. E noi faremo la nostra parte”. Lo afferma il senatore Pd Vincenzo Vita, vice presidente della commissione Cultura di Palazzo Madama.

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Manovra economica: nulla di nuovo

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2011

Nulla di nuovo all’orizzonte. Così potremmo definire la proposta di legge delega per la riforma fiscale del ministro all’Economia, Giulio Tremonti, approvata dal Governo il 30 Giugno scorso. In pratica è la riproposizione di analoga iniziativa del 2001 che divenne legge, la n.80 del 2003. Si ricordi a proposito la legge 80/2003 prevedeva due aliquote fiscali, una al 23% per introiti fino a 100mila euro e un’altra del 33% oltre i 100mila euro. La proposta attuale prevede tre aliquote, 20, 30 e 40. Vedremo se si riuscirà a fare qualcosa, vista l’esperienza negativa precedente che era sostenuta da una maggioranza parlamentare ben piu’ ampia, 150 parlamentari in piu’ dell’attuale. Si rivede, ancora, il concordato fiscale, l’eliminazione dell’Irap e l’imposta omnicomprensiva sui servizi. Come detto, nulla di nuovo all’orizzonte. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Manovra Economica

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2011

In merito alle anticipazioni sulla manovra che il Governo intenderebbe mettere in campo per incentivare la nascita di imprese di giovani under 35 con un’aliquota fiscale agevolata per i primi 5 anni, “è senza dubbio un segnale positivo per combattere il fenomeno della disoccupazione giovanile. Ma la stessa attenzione va riservata alla valorizzazione delle aziende che si sono battute per resistere alla crisi e che ogni giorni si impegnano per accrescere l’innovazione e la competitività del made in Italy”. Non basta far nascere nuove aziende, se poi non ci sono le condizioni favorevoli perché possano svilupparsi e creare occupazione. Per dare un futuro alle giovani generazioni occorre sicuramente favorire la creazione d’impresa ma è anche indispensabile assicurare la continuità e la solidità del nostro tessuto produttivo. Per questo motivo sono più che mai necessari interventi per favorire la trasmissione d’impresa, garantendo così la continuità dei saperi e delle competenze peculiari della nostra tradizione produttiva, per agevolare l’accesso al credito, per ridurre le complicazioni e i costi della burocrazia, per una maggiore flessibilità del mercato del lavoro. Nelle settimane scorse era stato preannunciato sia dall’Assessore Caridi ma anche a livello di Governo centrale, un credito di imposta per le imprese, ma ad oggi non registriamo nulla di concreto, speriamo che queste notizie non siano stati i soliti annunci per poi non fare nulla di concreto.Le proposte annunciate andavano verso i bisogni e le necessità reali e concrete della nostra imprenditoria, non comprendiamo ad oggi questo stato di fermo dopo gli annunci precedenti. Noi varie volte avevamo auspicato l’adozione di un credito di imposta regionale sia sugli investimenti che sulle nuove assunzioni. Sembrava che almeno la Regione avesse intrapreso il percorso giusto perchè l’adozione della delibera sugli investimenti era già un buon viatico per agganciarci ad un’eventuale ripresa che senza supporti concreti diventa una missione quasi impossibile. Lo vogliamo ribadire ulteriormente ove c’è ne fosse ancora bisogno: Un credito di imposta a favore delle nostre imprese può rappresentare veramente un punto di svolta per la nostra economia, fermo restando che ci saranno fondi sufficienti a soddisfare le richieste e la stessa misura mantenga la semplicità di attuazione di quel credito di imposta a suo tempo applicato dal Governo Prodi. L’utilizzo di risorse finanziarie congrue per operazioni di investimento con un metodo simile metterebbe finalmente all’angolo quegli imprenditori che per anni nella nostra Regione hanno abusato di tutti quei finanziamenti che hanno creato di fatto una forte disparità tra coloro i quali fanno veramente imprenditoria ed altri che hanno utilizzato le risorse pubbliche solo per fini e scopi personali. Se lo stesso metodo del credito di imposta sugli investimenti dovesse essere applicato anche per le assunzioni e con le nuove facilitazioni previste per i giovani nella manovra economica del Governo centrale, allora veramente usciremmo da quel clientelismo politico che negli anni ha creato tanti guasti e soffocato tante belle idee di sviluppo specialmente di quei giovani che ormai, purtroppo, da anni vivono e lavorano fuori Regione. (Salvatore Lucà)

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La manovra economica e gli operatori difesa-sicurezza

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2011

“Dal 2006 al 2011 gli investimenti per gli armamenti del Ministero della Difesa sono aumentati del 112,9% mentre quelli per il personale del dicastero solo del 0,9%. La manovra finanziaria che il Governo ha approvato ieri non fa alcun riferimento a possibili riduzioni degli investimenti per gli armamenti che, solo nel triennio 2009-2011, sono stati pari a 9526,4 milioni di euro e quindi con un incremento medio annuo del 18,81%. Sospendere gli investimenti per il prossimo triennio 2012-2015, tra cui il progetto per l’acquisizione di 131 caccia JSF, consentirebbe al Paese di non sprofondare nel baratro in cui inesorabilmente lo vuole gettare il Governo. Ieri il Consiglio dei ministri ha varato una manovra che prevede ancora sacrifici per le Forze di Polizia e i militari, bloccando nuovamente il tetto salariale e il rinnovo dei contratti e per questo ritengo che ogni forza politica che, come noi, abbia a cuore il Paese e coloro che indossano una divisa, debba sostenere convintamente lo stato di agitazione annunciato oggi dai Sindacati di polizia a cui va il nostro incondizionato appoggio per le iniziative che vorranno attuare. Continuo a domandarmi cosa ci dobbiamo fare con costosissimi giocattoli da guerra se poi l’intero Paese è ridotto alla fame mentre il Governo sta evidentemente raschiando il fondo del barile per riuscire ad evitare l’assalto popolare al Palazzo. Cosa succederà quando non ci sarà più neanche il barile?” Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).

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Manovra economica i tagli da fare

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2011

Non mi sembra, a parte l’Idv che ha predisposto un progetto di manovra economica molto incisivo, che le opposizioni riescono a rendersi credibili con le loro iniziative verbali e critiche generiche a fronte di una manovra che rasenta il ridicolo per il come è stata strutturata ma è anche il frutto di un cinismo che solo alcune aree di privilegio potevano ideare. Partiamo quindi dalla proposta Idv che parla di:
• dimezzamento del numero dei parlamentari con una legge costituzionale,
• della abolizione delle province,
• della soppressione di enti inutili,
• dell’introduzione dell’amministratore unico nelle spa degli enti territoriali, evitando la proliferazione e moltiplicazione delle poltrone.
• Della cancellazione delle rappresentanze all’estero delle regioni
• Dell’abolizione del Cnel
• Della cancellazione del vitalizio ai parlamentari,
Il tutto procurerebbe risparmi nel 2011 di 6,3 miliardi di euro, di altri 11 nel 2013 e di 15,2 nel 2014. Noi vi aggiungeremmo:
• abolizione delle auto blu che ci costano 5 miliardi di euro all’anno
• sospensione delle forniture militari per due anni compreso l’acquisto di elicotteri e aerei di ultima generazione il cui costo complessivo si aggira sui 5 miliardi di euro
• lotta agli sprechi che oggi ci calcolano sui 20 miliardi annui
• possibile recupero del 30% delle evasioni fiscali calcolate sui 200 miliardi con procedure più snelle per l’acquisizione nelle casse dello stato delle somme accertate e tutto questo significa qualcosa come 60 miliardi.
Non solo. Potremmo mettere mano ad una reale riforma sanitaria passando dall’assistenza universale alla prevenzione universale per evitare i tanti, i troppi accertamenti diagnostici, esami clinici senza una ben definita programmazione. In questo, rispetto a quanto sta accadendo altrove in Europa e nel resto del mondo, potremmo essere antesignani sia concependo una farmacia con ruoli estesi sia un diverso rapporto con il medico di base.
E non finisce qui. Le amministrazioni locali potrebbero diventare più virtuose se abolissero le consulenze, intensificassero l’utilizzo dei servizi tecnologici e unificassero gli uffici nei contatti con i cittadini e per finire ai ministri se tutti insieme si servissero dei mezzi pubblici per i loro spostamenti come i comuni mortali. Il tutto ci porterebbe a un risparmio che si avvicina di molto ai 100 miliardi e che potrebbero essere utilizzati al 50% per ridurre il debito pubblico e l’altro 50% per mettere mano alle riforme (fiscale, scuola, giustizia, welfare) ed essere, alla fine, fonte di altre economie appena entreranno a regime. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Manovria economica: una presa per I fondelli

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2011

Manovra? Per chi? Per cosa? Non per il Paese, non per il futuro, non per il rilancio dell’economia. Se questa è una manovra economica non ci resta che piangere ma di rabbia. Perché è una truffa, una vigliaccata, uno scaricabarile sul prossimo governo che verrà. Su 45 miliardi complessivi, ne scarica 40 sul prossimo governo. E’ una schifezza colossale, perché prende in giro gli italiani con misure inefficaci che non rilanciano l’economia. Taglia la sanità, taglia pensioni, servizi e non toglie un euro ai costi della politica e agli sprechi del pubblico. Tornano i tagli lineari, quelli che non guardano in faccia a nessuno, che tagliano e basta senza badare a chi è stato virtuoso o no. Torna il ticket sulla diagnostica e sulla specialistica da 10 euro. In arrivo anche il ticket sul codice bianco del pronto soccorso da 25 euro. Noi abbiamo lanciato il nostro guanto di sfida. Abbiamo presentato la nostra contromanovra partendo da un punto fondamentale. I costi della casta si possono ridurre con considerevoli risparmi per le casse pubbliche, molto superiori a quelli, annunciati e poi ritirati dal ministro Tremonti. I tagli dovrebbero essere drastici: dimezzamento del numero dei parlamentari con una legge costituzionale, abolizione delle province, soppressione di enti inutili, l’introduzione dell’amministratore unico nelle spa degli enti territoriali, evitando la proliferazione e moltiplicazione delle poltrone. E ancora, cancellazione delle rappresentanze all’estero delle regioni e abolizione del Cnel e, infine, la cancellazione del vitalizio ai parlamentari, per il quale abbiamo predisposto anche un ordine del giorno che sarà votato già la prossima settimana. Facendo sul serio, si ottengono risparmi di 6,3 miliardi nel 2012, altri 11 nel 2013 e poi risparmi strutturali a partire dal 2014 di 15,2 miliardi. Si può fare. Solo se ci fosse un pizzico di responsabilità e coraggio in più. Ma manca il coraggio. Il coraggio di intaccare i privilegi, di tagliare i costi della politica, di fare interventi strutturali per la crescita. Così non si va lontano. Per questo hanno fatto una manovra che è a metà tra una schifezza e una vigliaccata, o meglio, una truffa. E lo sanno. (Massimo Donadi parlamentare Idv)

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Manovra economica e spesa sanitaria

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2011

Nella lista dei risparmi messa a punto dal Tesoro e discussa dal vertice di martedì la Sanità è una delle voci più interessate. Il testo non è ancora definitivo, ma il Consiglio dei Ministri di oggi darà il via libera alla manovra di Tremonti. Il primo capitolo a essere toccato dalla manovra è quello del ritorno dei ticket. Dal 2012, infatti, torna il ticket da 10 euro sulle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale per i non esenti e di 25 euro per le prestazioni di pronto soccorso in codice bianco. Ma dal 2014 scatterà una vera propria raffica di ticket aggiuntivi imposti dallo Stato: sui farmaci e su tutte le prestazioni sanitarie, magari anche sui ricoveri in ospedale. E non sarà poca cosa: i ticket potrebbero dover garantire il 47% dei risparmi. Tra tagli alla spesa e ticket, la sanità è chiamata a dare un contributo sostanzioso alla manovra di contenimento dei conti pubblici. L’ultima bozza del decreto legge parla chiaro: forse anche per effetto dei costi standard, si prevede un aumento ridotto dei fondi per la salute che nel 2013 aumenteranno dello 0,5% e nel 2014 dell’1,4% sul 2012, al netto dei tagli al personale (stop di un altro anno del contratto e blocco del turn over) sia dipendente che convenzionato. Dal 2012, in attesa dei costi standard per servizi e forniture, ci sarà una prima applicazione dei prezzi di riferimento sugli acquisti di beni e servizi anche per dare sprint alle centrali regionali d’acquisto: dai dispositivi medici ai farmaci, fino alle prestazioni e ai servizi sanitari e non sanitari. Mentre dal 2013 l’Aifa sposterà in farmacia altri farmaci ospedalieri, che oggi valgono 2,2-2,4 miliardi di rosso per le Regioni, cambiando insieme il tetto di spesa farmaceutica sul territorio. E ancora dal 2013 nascerà un «tetto» di spesa (sia nazionale che regionale) per l’acquisto dei dispositivi medici. Gli importi delle manovre dovranno essere concordati in un’intesa tra Governo e Regioni entro fine 2012, altrimenti il decreto già predispone il menu percentuale dei tagli: i ticket da soli dovranno garantire il 47% dei risparmi nel 2014. Anche perché dal prossimo anno lo Stato non rifinanzierà il superticket da 10 euro su specialistica e diagnostica (non quello da 25 euro sui pronto soccorso, già oggi in vigore dappertutto): lo farà per quest’anno, concedendo i 486,5 miliardi che mancano all’appello da giugno a dicembre, poi dovranno pensarci le Regioni. O più probabilmente i cittadini. (fonte farmacista33)

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Manovra economica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2011

Prime anticipazioni:
Ticket sanitario. Dal 1 gennaio 2012 torna il ticket sanitario da dieci euro per le visite specialistiche ambulatoriali e di 25 euro per i codici bianchi al pronto soccorso. La manovra conferma le disposizioni previste dalla Finanziaria 2007, cioè l’introduzione dei ticket su specialistica ambulatoriale e prestazioni di pronto soccorso non seguite da ricovero.
Età pensionabile. Si prevede nella bozza l’aumento progressivo dell’età pensionabile delle donne fino a 65 anni a partire dal 1 gennaio 2012. Per le lavoratrici dipendenti e per le lavoratrici autonome il requisito anagrafico di 60 anni per l’accesso alla pensione di vecchiaia è aumentato di un anno. Un altro aumento di un anno è previsto dal primo gennaio 2014 e un ulteriore anno per ogni biennio successivo fino al raggiungimento dei 65 anni. Ma con una nota il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nega. La misura era contenuta nella manovra dello scorso anno e prevedeva l’applicazione a partire dal 2015.
Badanti e pensioni. Dal primo gennaio 2012, la pensione di reversibilità “è ridotta, nei casi in cui il matrimonio con il dante causa sia stato contratto ad età del medesimo superiori a 70 anni e la differenza di età tra i coniugi sia superiore a 20 anni, del 10% per ogni anno di matrimonio mancante rispetto al numero di 10”.
Cattedre bloccate. A decorrere dall’anno scolastico 2012/2013 le dotazioni organiche del personale docente, educativo ed Ata della scuola non devono superare la consistenza delle relative dotazioni organiche dello stesso personale determinata nell’anno scolastico 2011/2012.
Insegnanti di sostegno. L’organico degli insegnati di sostegno, attribuito alle singole scuole o a ‘reti di scuole’, dovrà prevedere in media un docente ogni due alunni disabili.
• Istituti unici per materne, elementari e medie. Le scuole materne, elementari e medie saranno raccolte in istituti unici. Gli istituti compresivi per acquisire l’autonomia, si spiega, devono essere costituiti con almeno 1.000 alunni, ridotti a 500 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche.
‘Spending review’ dal 2012. Il ciclo è mirato alla definizione dei fabbisogni standard propri dei programmi di spesa delle amministrazioni centrali dello Stato.
Tassa sui ricorsi. Presentare ricorso presso le commissioni tributarie potrà costare fino a 1.500 euro. Secondo la bozza per i ricorsi avanti le Commissioni tributarie provinciali e regionali è dovuto il contributo unificato nei seguenti importi: 30 euro per controversie di valore fino a 2.582,28 euro; 60 euro per controversie da 2.582,28 e fino a 5.000 euro; 120 euro per controversie di valore superiore a 5.000 euro e fino a 25.000 euro; 250 euro per controversie di valore superiore a euro 25.000 e fino a 75.000 euro; 500 euro per controversie di valore superiore a 75.000 euro e fino a 200.000 euro; 1.500 euro per controversie di valore superiore a euro 200.000.
Finanziamento missioni all’estero. Previste nuove risorse per alcune spese di quest’anno, in scadenza alla fine del mese. Settecento milioni di euro per finanziare le missioni all’estero fino al 31 dicembre del 2011. “Ai fini della proroga della partecipazione italiana a missioni internazionali a decorrere dal primo luglio 2011 e fino al 31 dicembre 2011, la dotazione del fondo – si legge nella bozza – è incrementata di 700 milioni di euro”.
Liberalizzazione professioni. “Le restrizioni in materia di accesso e esercizio delle professioni, diverse da quelle di architetto, ingegnere, avvocato, notaio, farmacista, autotrasportatore, sono abrogate quattro mesi dopo l’entrata in vigore dal presente decreto”.
Taglio cause pendenti Inps fino a 500 euro. Nella bozza la misura per ridurre la mole di arretrati nel contenzioso tra cittadini e Istituto di previdenza, già annunciata dal governo. “Per i processi in materia previdenziale nei quali sia parte l’Inps, pendenti nel primo grado di giudizio alla data del 31 dicembre 2010, per i quali, a tale data, non sia intervenuta sentenza, il cui valore non superi complessivamente euro 500,00, si estinguono di diritto, con riconoscimento della pretesa economica a favore del ricorrente”. L’estinzione è dichiarata con decreto dal giudice, anche d’ufficio.
Protezione civile. Arrivano 64 milioni di euro nel 2011 per la gestione dei mezzi della flotta aerea del Dipartimento della protezione civile. “Al relativo onere – si legge nella bozza della manovra – si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa, relativamente alla quota destinata allo Stato dell’8 per 1000 dell’imposta sul reddito delle persone fisiche”.
Agenzia infrastrutture strade e autostrade. Sarà istituita dal 1 gennaio 2012 presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e avrà sede a Roma. Il potere di vigilanza e di controllo sull’Agenzia “è esercitato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, nonché dal ministro dell’Economia e delle Finanze per i profili di competenza”.
• Dal 2012 privatizzazione Croce Rossa. “A decorrere dal primo gennaio 2012” viene privatizzata la Croce Rossa Italiana e il personale non militare rischia di essere posto in mobilità. Verranno invece risolti entro l’anno tutti i contratti a termine.
Sentenze di condanna solo online. Niente più pubblicazione sui giornali – ma solo sul sito internet del ministero della Giustizia – per le sentenze di condanna. Una misura volta a “ridurre le spese di giustizia”: una quota dei risparmi così ottenuti, nei limiti del 30%, “sono versati all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo per l’editoria”. Due gli articoli destinati ad essere modificati: l’articolo 36 del codice penale e l’articolo 729 del codice di procedura civile.
Istituto Luce Cinecittà diventa srl. Nasce l’Istituto Luce Cinecittà srl, con un capitale di 15mila euro, controllata dal Tesoro, col ministero dei Beni Culturali che esercita i diritti del socio. Allo stesso tempo si provvede alla liquidazione della società scaturita dalla trasformazione dell’ente cinema, oggi Cinecittà Luce. La società in liquidazione è trasferita nel gruppo Fintecna. Entro 30 giorni saranno individuati ‘risorse umane, strumentali e patrimioniali’ da trasferire a titolo gratuito alla nuova srl.

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