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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

Posts Tagged ‘manovra finanziaria’

La manovra finanziaria spiegata alla gente

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 gennaio 2019

Il primo appuntamento è previsto a Pinerolo (To) venerdì 25 gennaio 2019 alle ore 20,45 presso il Centro d’incontro di via Bignone 40. Interverranno, insieme alla senatrice Elisa Pirro, l’onorevole Tiziana Beghin, europarlamentare, Anna Merlin, consigliera della Città Metropolitana di Torino, Luca Salvai, sindaco di Pinerolo, Federico Valetti, Consigliere regionale della Regione Piemonte. PROSSIME DATE: venerdì 8 febbraio a Novara, sabato 9 febbraio ad Alessandria e venerdì 22 febbraio a Ivrea.
Quanto sappiamo davvero della Manovra Finanziaria di cui tanto si è parlato negli ultimi mesi? La legge di Bilancio 2019 è stata approvata definitivamente dalla Camera e sarà spiegata ai cittadini in una serie di incontri pubblici organizzati dal Movimento 5 Stelle.
Relatrice degli incontri è la senatrice Elisa Pirro, capogruppo della Commissione Bilancio del Senato, che illustrerà la Manovra del Popolo.Nel corso delle serate si parlerà anche del funzionamento del Parlamento e si darà spazio ai cittadini per rispondere a domande e dubbi. Insieme alla senatrice Pirro si alterneranno altri portavoce del Movimento 5 Stelle: l’onorevole Tiziana Beghin, europarlamentare, affronterà il tema dell’iter della Manovra presso l’Unione Europea e di come l’UE possa porre vincoli all’autonomia del Paese; interverranno i senatori Alberto Airola e Susy Matrisciano, le onorevoli Jessica Costanzo, Celeste D’Arrando ed Elisa Tripodi, i consiglieri regionali Giorgio Bertola e Federico Valetti, la consigliera della Città Metropolitana di Torino Anna Merlin.«La finalità di questi incontri – spiega la senatrice Elisa Pirro – è quella di offrire ai cittadini la possibilità di confrontarsi con chi ha partecipato in prima persona all’approvazione della legge più importante per lo Stato e poter fare domande, oltre che sui contenuti, anche sui modi in cui si è giunti all’approvazione».

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La manovra finanziaria non convince le Ong e associazioni di AOI

Posted by fidest press agency su sabato, 29 dicembre 2018

Nonostante le promesse di aumento, rispetto all’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) è la prima volta dal 2012 che si penalizza la cooperazione internazionaleverso i Paesi poveri e ci si deresponsabilizza nei confronti delle aree di crisi umanitaria, con un taglio alle Agenzie delle Nazioni Unite(UNICEF, UNHCR, eccetera) di 32 milioni di euroe un blocco rispetto all’impegno garantito di 40 milionidi risorse per il settore.Le rassicurazioni di parte del governo sulla pronta revisionecorrettiva alla riapertura delle Camere rispetto al raddoppio dell’IRESprevisto dalla Legge di Bilancio in approvazione in queste ore, che colpisce molta parte del volontariato sociale, anche organizzazioni socie di AOI, non eliminano il clima di sfiducia e preoccupazioneper le misure della manovra da parte del mondo non profit.”Non vi è consapevolezza negli esponenti di questo governo del valore della sussidiarietà che ha garantito nel nostro Paese coesione sociale e attivazione di virtuosi modelli di welfare apprezzati in Europa e nel mondo” dichiara Silvia Stilli, portavoce di AOI. “Rilevo una linea di continuità tra gli attacchi al lavoro umanitario delle Ong e dei giovani volontari come Silvia Costanza Romano e le dichiarazioni di vice ministri e ministri di questo governo che, parlando di utili civilistici del non profit, alimentano un clima di sospetto ingiustificato. Ormai da tempo le organizzazioni del Terzo Settore si stanno dotando di strumenti e metodologie di gestione, valutazione e verifica del proprio operato e impatto sociale basati sulla trasparenza e sulla corretta comunicazione interna ed esterna. Le Ong impegnate nella cooperazione e solidarietà internazionale sono state tra le prime ad adottare misure in tal senso. Bisognerebbe renderlo pubblico con più determinazione ed efficacia”.Nelle ultime ore il quadro complessivo della manovra finanziaria ci presenta un Paese meno solidalee attento alle sfide dell’Agenda 2030 per sconfiggere la povertà e l’ingiustizia sociale a livello locale prima ancora che globale: è un dato di fatto, come affermano opinionisti ed economisti esperti. L’Italia che uscirà dal voto parlamentare su questa Legge di Bilancio sarà meno autorevolenon soltanto in Europa, ma anche nello scenario internazionale.Quale sarà la voce nel budget destinato alla cooperazione allo sviluppo dell’Italia che vedrà il taglio dei 40 milioni di euro? “Il Consiglio Nazionale della Cooperazione allo Sviluppo, dove sono rappresentati tutti gli attori pubblici e privati, non viene convocato da quando è in carica il Ministro Moavero. L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) da molti mesi è senza un direttore formalmente nominato. In questa situazione di incertezza e ridotta operatività, non è facile capire quali siano gli indirizzi prioritari che si intendono dare al prossimo triennio per la cooperazione internazionale e come allocare le risorse destinate”. Queste le preoccupazioni espresse dalla Portavoce di AOI.Nonostante le dichiarazioni e l’impegno della Vice Ministra alla cooperazione internazionale Emanuela Del Re per rafforzare la presenza italiana nel quadro dell’APS mondiale, i tagli della manovra finanziaria mettono in pericolo gli obiettivi raggiunti e la possibilità di continuare a svolgere un ruolo importantepiù complessivamente per la politica estera del nostro Paese.

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Manovra finanziaria e il manovratore

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2011

Riporto una vignetta dell’Aduc che a nostro parere rende bene l’idea del come si troviamo in questa fase critica mentre il parlamento sta per approvare in tutta fretta una manovra che per quanto emendata a spizzichi e bocconi dai senatori, presenta errori, ambiguità, mancanza di programmazione per uno sviluppo delle attività produttive che possono darci lavoro e crescita economica. Il ministro Tremonti a Cernobbio lamenta le tante “bacchettate” ricevute dai critici e si giustifica dicendo che in quattro giorni ha dovuto mettere a punto una manovra e quindi è inevitabile che ci siano degli errori. Ma noi non gli crediamo. Questa situazione non è spuntata all’improvviso né non ce la saremmo aspettata. Da anni, oramai, si parla di un debito pubblico che va ridotto, da anni si parla di riforme strutturali, da anni la nostra economia è in fase di rallentamento, da anni il nostro export langue, da anni le nostre imprese per sopravvivere emigrano, da anni la disoccupazione giovanile è critica. Da anni questo governo cura solo l’ordinaria amministrazione, se pure. Eppure nel 2008 ha avuto una maggioranza parlamentare rilevante e si potevano, da subito, mettere mano alle riforme. Ma se tutto il mondo dell’economia soffre oggi ciò che mi fa soffrire personalmente è la leggerezza con la quale questa maggioranza si accinge ad approvare una riforma, praticamente inutile, in quanto non da risposte certe ma suscita solo speranze. E come si dice? Chi di speranza vive disperato muore e lo dobbiamo anche al fatto che di attese ve ne sono state fin troppe. Perché qualche solerte giornalista non ci riporta i toni trionfalistici del nostro presidente del Consiglio pronunciati quindici anni fa e le tante promesse fatte? Per buona memoria dei suoi fan di oggi. Non ci venga a ripetere lo stantio ritornello che oggi il quadro macro economico è cambiato. Noi gli ricordiamo la famosa favola della formica e della cicala e che tradotto nel detto popolare significa: chi semina vento raccoglie tempesta. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Una manovra finanziaria che non convince

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2011

Ieri la manovra finanziaria è stata approvata anche alla Camera, dopo il sì di giovedì del Senato. Tutto in due giorni: dialogo tra maggioranza e opposizione, pochi emendamenti, nessun ostruzionismo. Un miracolo. Ma la crisi resta. Non solo perché lo certifica l’alta volatilità dei mercati – anche ieri lo spread è tornato oltre quota 300 subito dopo l’asta dei Btp, nonostante che una domanda quasi doppia per i titoli a cinque anni e superiore del 50% per i Btp a 15 anni possa far dire che si è trattato di uno scoglio superato bene – e perché i tassi che si stanno praticando (il Btp a 15 anni il 5,9% massimo storico da quando esiste l’euro) fanno pensare che in autunno sarà nuovamente necessario intervenire con provvedimenti correttivi. No, la crisi che stiamo vivendo deriva dalla mancanza di fiducia – forse la commodity oggi più rara – che a sua volta discende dalla mancanza di credibilità di chi ha (avrebbe) il potere di decidere, e per questo essa è essenzialmente politica. E questo vale per l’Italia, ma anche per l’Europa, visto che nel mirino dei mercati non ci siamo solo noi, come finora non ci sono stati solo i greci, i portoghesi e gli irlandesi, ma c’è l’euro e l’intera impalcatura, assai fragile, della moneta unica.
Qualcuno, riferendosi ai fatti italiani, dice: il fatto che sotto la pressione dei mercati si vari una finanziaria che ha sempre richiesto un’enorme quantità di tempo e suscitato una non meno grande quantità di polemiche, significa che la risposta politica è arrivata. Ma non basta. Perché proprio questo “miracolo” è la dimostrazione più lampante dell’anomalia politica italiana, che al fondo è causa prima dei nostri problemi. Perché il clima parlamentare che si è creato in questa circostanza dovrebbe essere la normalità, non l’eccezione. Il fatto, invece, che sia una cosa più unica che rara significa che è destinata a non ripetersi. Davide Giacalone scrive su Libero che avendo bisogno di mercato, privatizzazioni, competizione, di tagliare la spesa pubblica e riqualificarla, “chi dovrebbe farla, questa roba, un accordo bipartisan fra chi è contrario alla gestione privata dell’acqua e chi è favorevole ma non ha il coraggio manco di dirlo?”. Non si ripristina una dialettica sana e una competizione virtuosa senza prima aver sconfitto la contrapposizione permanente che ha portato alla mancanza di riconoscimento reciproco tra le parti, la quale a sua volta ha impedito qualsiasi continuità legislativa (si pensi al settore dell’energia, in cui le scelte sono per definizione di lungo periodo). E comunque due decenni di “non governo” ci costringono ora a scelte – per evitare di diventare la Grecia – talmente difficili da richiedere almeno una fase di convergenza.
Se ci pensate, lo stesso vale in Europa. Se nel mirino c’è l’euro, la risposta non può essere tecnica, ma politica. Tremonti lo ha detto con chiarezza: l’Europa balla sul Titanic e il rischio è che si affondi tutti, passeggeri di prima classe inclusi. Ma come in Italia occorre discontinuità assoluta, così ci vuole nel club della moneta unica. Continuare e mettersi d’accordo tra Stati nella pienezza della loro sovranità è una pia illusione. Finora ci si è riusciti poco e male, perché dovrebbe accadere domattina. Certo la paura del contagio è alta, ma non basta. Ci vuole di più. E l’equivalente di quello che per l’Italia è la “grande coalizione”, sul piano continentale si chiama Stati Uniti d’Europa. (fonte: Redazione Terza Repubblica in sintesi)

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Manovra finanziaria approvata

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

Berlusconi-comizio

Image via Wikipedia

Il sì definitivo dell’Aula è arrivato con 314 voti a favore, 280 contrari e due astenuti. Piena soddisfazione del presidente del consiglio che preannuncia lunga vita al governo. Dello stesso avviso è il suo fedele alleato Bossi: ‘Ora il governo va avanti’. Una nota stonata viene dalle opposizioni allorchè Bersani dichiara: ‘Dopo ok le elezioni’. Non si rende conto, anche se nutriamo forti dubbi in proposito, che proprio con il voto favorevole alla finanziaria che il governo si è assicurata la governabilità fino alla sua scadenza naturale avendo incassato il consenso della “Italia che conta, alias mondo degli affari e dei capitali” che hanno avuto, tramite Berlusconi, l’opportunità di far pagare la crisi alle classi meno abbienti. Suona altrettanto stonata la dichiarazione del Card. Bagnasco, che si augura, a questo punto, si possano difendere il lavoro e la famiglia. Ci arriveremo, di certo, ma solo con le solite promesse.

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La manovra finanziaria del Governo

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

Assomiglia sempre di più ad una soap opera – ha dichiarato il Segretario Nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo – ognuno ha qualcosa da dire, da criticare, anche all’interno della stessa maggioranza, ma è difficile, forse impossibile, trovare qualcuno che la condivida. Le ipotesi che si stanno rincorrendo sul blocco della rivalutazione automatica delle pensioni, che fisserebbero a 2.400 euro lordi il taglio di ogni rivalutazione, sarebbero comunque fuori da ogni logica ed equità, per il semplice fatto che 2.400 euro lordi significa, in pratica, circa 1.900 euro netti, per i pensionati interessati. La verità vera – ha proseguito Fatuzzo – è che si tratta, in questo caso, di pensioni medie, sostanzialmente modeste, che, sopratutto in una grande città, peggio ancora se si deve pagare l’affitto, è una pensione appena sufficiente ad arrivare alla fine del mese, ed anche con molti sacrifici.Si può fare facile demagogia sulla pelle dei più poveri, si taglino veramente le pensioni d’oro, si incominci ad applicare i contributi di solidarietà, anche del 30-40%, su pensioni che raggiungono i 100mila euro l’anno e anche più. Si abbia il coraggio di colpire il grande capitale – ha rimarcato Fatuzzo – gli evasori, si cancellino le auto blu e si cominci ad utilizzare il taxi per le centinaia di migliaia e forse più di appartenenti alle varie “caste”, piccole e grandi, di cui è ricco il nostro Paese. Forse veramente si sta arrivando al limite della sopportazione: colpire sempre e comunque i pensionati, illudendosi di risolvere i problemi del Paese, oltre che ingenuo è anche accanimento inutile ed ingiusto. Si colpisce una categoria, come quella dei pensionati, che non ha forza per difendersi, che non può bloccare il Paese, che non può scioperare e, per età, acciacchi e malanni vari non è in grado di porre in essere quelle proteste eclatanti, a cui siamo abituati nella nostra bella Italia. Alla vigilia di ogni campagna elettorale in tanti fanno promesse – ha osservato Fatuzzo – e si ricordano soprattutto dei pensionati, il giorno dopo ce se ne dimentica ed alla prima occasione li si pone nel mirino di tagli e penalizzazioni. Continuare con queste incertezze quotidiane, con fibrillazioni continue ad ogni dichiarazione, ad ogni parola, fa male al Paese ed alla nostra economia – ha concluso Fatuzzo – e per evitare il peggio forse la soluzione meno drammatica sono lo scioglimento del Parlamento e nuove elezioni.

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Il partito del sud parte con 14 parlamentari

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2011

14 parlamentari: 10 deputati e 4 senatori. E’ questa la consistenza del nascente partito per il Mezzogiorno che vedrà la luce il prossimo 14 Luglio a Bari dalle esperienze politiche di “Io Sud” di Adriana Poli Bortone, “Forza del Sud” di Gianfranco Miccichè e “Noi Sud” di Arturo Iannaccone.
“Vista anche la disponibilità del premier Berlusconi, sono già in fase di studio – annuncia Adriana Poli Bortone – numerosi emendamenti alla manovra finanziaria che saranno presentati a breve, perché così come è il provvedimento non contiene nulla di concreto per il Mezzogiorno. Le nostre battaglie andranno dall’introduzione della territorialità delle imposte alla tutela dell’agricoltura, che in Italia non può ridursi al problema volutamente non risolto delle quote latte del nord che procurano sistematicamente un danno alle finanze dello Stato e quindi ai cittadini, a partire da quelli del Sud”. b“Alla Costituente del nuovo soggetto politico – continua la senatrice – saranno inoltre presenti il capogruppo di Coesione Nazionale – Io Sud al Senato Pasquale Viespoli, e i rappresentanti di numerosi movimenti e associazioni del Meridione. Tra questi Tommaso Romano e Nino Sala del partito Tradizional popolare e Rocco Monaco dell’associazione dei consumatori Utelit Consum”. Alla Camera,oltre a Miccichè, i rappresentanti del nascente partito sono Giuseppe Fallica, Maurizio Iapicca, Ugo Grimaldi, Francesco Stagno D’Alcontres, Marco Pugliese e Giacomo Terranova di “Forza del sud” e Arturo Iannaccone, Elio Belcastro e Americo Porfida di “Noi sud”. Al Senato, oltre a Poli Bortone, si potrà contare anche su Salvo Fleres, Mario Ferrara e Roberto Centaro di “Forza del Sud.

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Multe e Manovra finanziaria 2011

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2011

La manovra correttiva approvata il 30.06.2011 dal Consiglio dei Ministri introduce una serie di novità in materia di giustizia, secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, destinate a produrre effetti dirompenti sul sistema e sulle tasche dei cittadini. Sono le cifre che emergono dal Rapporto Nazionale OsMed 2010, redatto dall’ISS in collaborazione con l’AIFA che, riporta. Infatti è scattato il 6 luglio l’aumento dal 10 al 20 % del contributo unificato che deve essere pagato da chi presenta ricorso al giudice di pace contro una multa stradale. Lo prevede l’art. 37, comma 6, della manovra correttiva di cui al decreto legge n. 98 del 6 luglio 2011. Mentre la manovra correttiva prevede la sostituzione dell’imposta di bollo con il contributo unificato degli atti giudiziari.
Il contributo unificato, invece, è dovuto parametrandolo al valore della causa, valore che viene determinato in base ai criteri dettati dall’art. 12 del DLgs. 546/92, per cui si prende come riferimento il valore delle somme richieste a titolo di imposta al netto di sanzioni e interessi. Il contributo, ai sensi dell’art. 37 comma 6 del DL 98/2011, sarà dovuto nella seguente misura:
–      30 euro per le controversie di valore sino a 2.582,28 euro;
–      60 euro per le controversie di valore superiore a 2.582,28 e fino a 5.000 euro;
–    120 euro per le controversie di valore superiore a 5.000 e fino a 25.000 euro;
–    250 euro per le controversie di valore superiore a 25.000 e fino a 75.000 euro;
–    500 euro per le controversie di valore superiore a 75.000 e fino a 200.000 euro;
– 1.500 euro per le controversie di valore superiore a 200.000 euro.
Insomma, per le cause di valore elevato, superiore a 200.000 euro, si passa da un centinaio di euro di marche a 1.500 di contributo, con un significativo incremento di gettito per l’Erario.
1.500 euro di contributo per le cause sopra i 200.000 euro Il valore della lite deve risultare inoltre da apposita dichiarazione resa dalla parte nelle conclusioni del ricorso. L’aspetto più interessante è comunque contenuto in un’altra norma, precisamente nell’art. 16 del DLgs. 546/92 così come riformato dalla manovra correttiva. Le comunicazioni, in base alla riforma, avverranno mediante mezzi telematici, e ciò è di certo da accogliere con favore. A tal fine, l’indirizzo di posta elettronica certificata del difensore dovrà essere indicato nel ricorso o nel primo atto difensivo. Attenzione però, perché all’art. 13, comma 3-bis del DPR 115/2002 viene previsto che, ove il difensore non indichi nell’atto introduttivo del giudizio il proprio indirizzo di posta elettronica certificata, il contributo unificato è aumentato della metà.

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La manovra finanziaria non tutela tutti i lavoratori dell’ICE

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2011

Contrariamente a quanto più volte dichiarato e diffuso, il decreto n. 98/2011 non salvaguarda tutti i lavoratori dell’Istituto nazionale per il Commercio Estero, soppresso ieri a seguito dell’approvazione dello stesso da parte del Governo. I precari dell’Istituto, adeguatamente selezionati e formati e che, da diversi anni, prestano servizio presso l’Ente, segnalano l’assoluta mancanza di qualunque forma di tutela del proprio lavoro. 80 lavoratori precari dell’ICE perderanno il posto di lavoro.

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Giochi e manovra finanziaria

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2011

Un miliardo e 400 milioni in tre anni: è questo, secondo le tabelle approntate dal ministero dell’Economia, il gettito atteso dal pacchetto giochi inserito nella Finanziaria da 47 miliardi, pubblicata nelle prossime ore in Gazzetta Ufficiale. Il contributo più rilevante per le casse pubbliche (435 milioni), riferisce Agipronews, sarà realizzato grazie al rinnovo delle attuali licenze per la gestione delle slot machine (35 milioni, grazie all’una tantum da 100 euro a macchinetta) e alla gara da 400 milioni complessivi che assegnerà le nuove concessioni anche per le Videolotteries, le nuove macchine tecnologicamente all’avanguardia che permettono jackpot fino a 500 mila euro. Sarà il contributo più importante dal settore giochi che complessivamente è chiamato a garantire poco meno di 1,4 miliardi di euro fra il 2011 e il 2013. Alla gara per le slot – che vedrà nuovi soggetti entrare in gioco a fianco degli attuali dieci concessionari – si aggiunge l’iscrizione obbligatoria all’albo per chi opera nel settore degli apparecchi: un altro mattoncino da circa 50 milioni di euro. Circa 300 milioni, nel triennio, saranno invece a carico delle nuove modalità di gioco per il SuperEnalotto – nella Manovra è indicato il lancio di un concorso europeo – mentre altri 250 milioni proverranno dalle novità che interesseranno il Lotto. Gli altri bandi di gara – per allargare la rete delle scommesse sportive e ippiche (7000 punti complessivi, 2000 agenzie e 5000 corner) e regolamentare il settore del poker dal vivo (1000 punti a 100mila euro di base d’asta ciascuno) – assicureranno 225 milioni di euro nell’arco di un triennio. Il nuovo Bingo a distanza, secondo le stime dei tecnici di Tremonti, consentirà poi incassi per 140 milioni di euro. Alle gare e alle nuove modalità di gioco, come si legge su Agipronews, la manovra affiancherà anche delle misure di manutenzione e difesa del perimetro legale: lotta all’illegalità, tutela dei minori e delle fasce deboli gli obiettivi principali. Che verranno ottenuti tramite una stretta che recupererà ulteriormente gioco sommerso per circa 50 milioni di euro: la riscossione delle imposte anche da chi raccoglie scommesse senza concessione, il blocco delle carte di credito per chi gioca con operatori non autorizzati (con multe per gli operatori finanziari inadempienti fino a 1,3 milioni di euro per ciascuna violazione), la stretta più generale sull’illegalità – con sanzioni più severe anche per i giocatori – e l’innalzamento delle pene per chi non impedisce adeguatamente l’accesso al gioco dei minori (tre violazioni faranno scattare la revoca di concessioni e autorizzazioni). Fino al finanziamento della social card con un 3% proveniente dalla pubblicità sui prodotti di gioco.

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Operatori difesa-sicurezza: le solite bugie

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

“L’incontro tra Sindacati di polizia e il Governo si è rivelato, per i primi, l’ennesima perdita di tempo perché anche oggi il Governo ha rivelato il suo vero volto, cioè  quello di chi mente sapendo di mentire. Mentre solo pochi giorni fa un “amichevole” Berlusconi ad Arcore aveva rassicurato i poliziotti che il 23 marzo, cioè domani, il Consiglio dei ministri avrebbe varato un provvedimento fortemente voluto da lui , Maroni e La Russa, per limitare i già pesanti danni che la manovra finanziaria della scorsa estate ha prodotto nei confronti dei militari e dei poliziotti, oggi i suoi ministri lo hanno categoricamente smentito, insomma hanno colpito e affondato la solita promessa propagandistica del Premier . Sono certo che i sindacati di polizia, legittimati dall’ampio consenso del personale che rappresentano, sapranno reagire con fermezza all’ennesima presa per i fondelli che oggi il Governo gli ha riservato e che gli riserverà anche nel futuro, perché è chiaro che il rimandare la questione a prossime e improbabili riunioni del Consiglio dei ministri equivale a dire che ne oggi ne domani ci saranno risposte concrete alle richieste economiche dei poliziotti. Mi preoccupa invece il fatto che i militari da quasi due anni non hanno nessuno che li possa rappresentare e tutelare nei rapporti con il Governo.” Lo ha dichiarato Luca Marco Comellini segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia.

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Manovra finanziaria e taglio farmaci

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 Mag 2010

“Non si può, e non si deve, utilizzare nuovamente la spesa farmaceutica per sanare il deficit della sanità; e, soprattutto, non si possono e non si devono operare nuovi tagli al prezzo dei farmaci, che andrebbero a penalizzare gli investimenti in ricerca e sviluppo, a discapito della salute dei pazienti di domani, quelli, cioè, che potrebbero beneficiare delle terapie oggi allo studio da parte delle aziende impegnate nella ricerca e sviluppo di farmaci innovativi” così Alessandro Sidoli, Presidente di Assobiotec – l’Associazione per lo Sviluppo delle Biotecnologie (oltre 100 associati tra aziende e parchi scientifici e tecnologici), che fa parte di Federchimica – interviene, a poche ore dal Consiglio dei Ministri, sui tagli che si prospettano nella manovra finanziaria.  “Il farmaco innovativo rappresenta un bene prezioso per i cittadini, per il progresso scientifico e per l’economia: tra i farmaci innovativi, infatti, una larga parte sono di origine biotecnologica. Parliamo di terapie che oggi vengono impiegate per trattare o prevenire infarto, sclerosi multipla, tumore al seno, fibrosi cistica, leucemia, malattie genetiche rare, epatiti, diabete e molte altre patologie. E numerosi nuovi prodotti sono inoltre in sviluppo: da questi arriveranno, auspicabilmente, risposte a malattie ancora senza cura e trattamenti migliorativi rispetto agli attuali” prosegue Sidoli. “La possibilità di tutelare la salute nel futuro dipende in gran parte dalle scelte che verranno fatte oggi. Ecco perché diciamo un deciso “no” ai tagli ai danni dei farmaci che si prospettano nella manovra finanziaria: penalizzare nuovamente le imprese farmaceutiche e biotecnologiche con tagli ingiustificati, da un lato avrebbe conseguenze pesanti sulla ricerca tesa a identificare nuove terapie e a rispondere a bisogni oggi ancora insoddisfatti e, dall’altro, contribuirebbe, indirettamente, a legittimare sprechi nella spesa ospedaliera, da più parti denunciati e documentati” conclude il Presidente di Assobiotec.

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