Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘mantenimento’

Difesa: Polo mantenimento di Piacenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

”Le assunzioni annunciate dal sottosegretario alla Difesa Giulio Calvisi per il Polo di Mantenimento Pesante Nord di Piacenza, sono un piccolo passo avanti anche se non consentiranno di superare quelle criticità ammesse dallo stesso Ministero. Ora, occorre lavorare per incrementare il numero degli assunti perché diversamente rischiamo di perdere un patrimonio umano di conoscenze e capacità tecniche, sia tra il personale militare che tra quello civile, e di doverci affidare totalmente all’industria militare privata”. Lo dichiara il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Tommaso Foti commentando la risposta del sottosegretario alla Difesa Giulio Calvisi che oggi in commissione Difesa ha risposto ad una interrogazione di Fratelli d’Italia a firma Tommaso Foti, Salvatore Deidda e Wanda Ferro. I parlamentari di FDI hanno inoltre annunciato che saranno prossimamente a Piacenza ?per visitare il Polo di Mantenimento e sono gli autori di una proposta di legge di modifica della legge 244 che, nei fatti, limita inopinatamente la possibilità di ulteriori assunzioni.

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Il diritto alla vita e al suo mantenimento

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2011

Nella lunga storia dell’umanità manca di certo un tassello importante allorchè nel nostro codice genetico è stato impressa a lettere di fuoco la volontà di assicurare la natività. Per nascere non vi possono essere dei limiti, ovviamente, ma altrettanto dovrebbe essere nel garantire ai nuovi venuti le fonti primarie per vivere e non solo sopravvivere. Pensiamo all’acqua per bere, al cibo per sfamarsi, all’istruzione per conoscere e progredire intellettualmente, al lavoro per costruire un futuro per se e per chi verrà dopo, alla salute per affrancarsi dal male e dalle sofferenze.
Questo tassello che dovrebbe aiutarci a vivere con dignità e serenità spesso manca non certo per demerito dei nascituri che si vedono attribuita una genitorialità ora di poveri, ora di benestanti, ora condizionata dal colore della pelle e dal territorio in cui sono nati. Figli che nascono per amore e muoiono in tenera età alla ricerca disperata di un approdo sicuro e non dove si finisce con il sopravvivere dalle miserie ereditate e dal rifiuto esercitato da chi ha dato loro i natali, dalla malvagità dei profittatori di turno. E’ un crudo destino che procura al nuovo essere, sin dal momento del concepimento, un avvenire imposto e indipendente dalla sua volontà. Noi, invece, dovremmo garantire a tutti parità di condizioni. Tutto questo è possibile solo se riusciamo a tenere alta la bandiera della giustizia sociale, del rispetto per il nostro simile di là dei segni fisici, dei natali e della cultura. Finche non perverremmo a questa svolta “culturale” sarà molto difficile concepire un nuovo modello di vita secondo gli stessi principi, ironia della sorte, che ci siamo dati per rinnegarli subito dopo soffocati da egoismi, cinismi di ogni genere e natura. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Uguale mantenimento per i figli legittimi e naturali

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2011

“La Suprema Corte di Cassazione ha finalmente sancito un principio di fondamentale importanza secondo cui può essere ridotto l’assegno di mantenimento precedentemente disposto in favore dei figli legittimi, cioè nati nel matrimonio, nel caso in cui anche dopo la separazione siano nati figli naturali da mantenere in egual misura”, dice l’avv. Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, commentando l’odierno provvedimento della Corte di Cassazione.  “Fino ad oggi – continua – la giurisprudenza, sia di merito che di legittimità, aveva tutelato ad oltranza i diritti dei figli legittimi in tema di assegno di mantenimento a nulla rilevando la nascita dei figli naturali. Il principio di civiltà giuridica oggi sancito dalla Suprema Corte non può che essere accolto quindi positivamente  in una società complessa come la nostra, in cui ogni anno nascono 100 mila figli naturali a fronte dei 500 mila neonati totali. Da sempre, infatti, gli assegni di mantenimento per i figli legittimi sono stati intoccabili anche se veniva provato in giudizio che i redditi del genitore, obbligato al mantenimento, non erano sufficienti a mantenere i figli nati a seguito di una nuova relazione sentimentale. La sentenza della Suprema Corte di Cassazione sicuramente rappresenta l’ultima spallata alle discriminazioni in danno dei figli naturali ed apre nuovi scenari giudiziari e culturali in Italia”.

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Capodanno di sangue ad Alessandria d’Egitto

Posted by fidest press agency su domenica, 2 gennaio 2011

Ma si è trattato di un attentato a fini religiosi? Non credo proprio ! La religione, nel suo contenuto trascendente, non c’entra nulla, piuttosto è da ricercare il contenuto immanente che identifica il cattolicesimo con questo Occidente che vanta possedere le “sole radici” del cattolicesimo cristiano.
Il cattolicesimo è visto come emanazione di questo Occidente in perenne stato di belligeranza,  in chiave colonialista e neo. Sorge il dubbio che l’andamento attuale non sia frutto di spontanea reazione  nazional-popolare, ma sia frutto di una ben studiata strategia da parte del pianeta Occidente, per giustificare il soffocamento delle istanze che premono verso una migliore qualità della vita di popoli che vengono mantenuti in condizioni sub-umane, da qui la “paura” del mondo islamico verso questo Occidente  sfruttata per rilanciare allo stesso Occidente la medesima “paura” che è stata inseminata con la continuità delle guerre, come in un sanguinoso tavolo di ping-pong. Allora emerge una nuova esigenza di analisi; un’angolazione diversa della visuale che si vuole imporre di un mondo Occidentale minacciato, costretto a difendersi con “azioni preventive”, cioè guerre esterne di difesa, certezza di una guerra per scongiurare l’ipotesi di una guerra. colonialista. Non c’è dubbio che l’elemento più importante da studiare  è quello del fondamentalismo islamico e il suo accreditarsi come movimento  nazionalista e autonomista, in contrasto con il neo-colonialismo che vorrebbe mantenere, in tutta l’area del Medio Oriente e del Nord-Africa, un predominio politico, sociale che diventa predominio economico, che prevede una sudditanza dei popoli mediorientali e il mantenimento di manodopera a basso costo e sfruttamento delle materie prime. (a commento di un articolo apparso su Il Messaggero del 2 gennaio 2011) (Rosario Amico Roxas)

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La Centralità mediterranea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 ottobre 2010

I popoli rivieraschi del Mediterraneo, che hanno molto da imparare dal mondo Occidentale, ma che hanno anche  moltissimo da insegnargli, rifiutano gli eccessi del modernismo perchè scardina i valori che hanno tenuto insieme le civiltà. Il senso della storia, la proiezione retrospettiva, la memoria del passato, il culto delle proprie origini come tasselli indispensabili per comprendere il presente, sono prerogative attive e produttive sia  del mondo arabo che del mondo mediterraneo  in tutta la loro estensione.  Il solido legame con il retroterra ancestrale, ricco delle esperienze trascorse, consente il mantenimento in vita di quel cordone ombelicale  che arabi e mediterranei non abbiamo mai reciso e che abbiamo in comune..  E’ questa la nostra soggettività sociale e la nostra peculiarità, che ci rende vicini al mondo arabo, molto più di quanto non lo siamo con la Padania dei Celti. Il modernismo si affida al progresso della scienza e della tecnica, ma mentre scienza e tecnica progrediscono, l’etica regredisce.  E’ la ragione per cui  molti contenuti del modernismo occidentale vengono respinti dal mondo arabo, così come li respingiamo noi meridionali.  Si consuma  un  dramma esistenziale che non può trovare una soluzione se non si comprende la portata reale  di quella cultura così radicata nel passato. L’Occidente-America, modernista e tecnologico, non è in grado di comprendere tale dimensione culturale   per la sola ragione che non dispone di un proprio autonomo e antico passato, che possa  tracciare  l’itinerario verso il futuro.   Vige, nell’Occidente-America, la regola dell’improvvisazione e delle scelte estemporanee, dettate da esigenze immediate, prive di programmazione, perché prive di una storia che le supporti. Il nemico di ieri diventa l’alleato di oggi e viceversa, secondo le convenienze momentanee. Il Meridione d’Italia  deve convincere l’Occidente-Europa  a diventare un viatico verso un nuovo modello di reciproca comprensione; la storia, le tradizioni dell’Europa si mescolano con quelle del mondo arabo.  Ma l’Europa è, ancora, troppo distante per potere sperare in una integrazione con il mondo arabo senza la pretesa di volerlo europeizzare, ma nello stesso tempo è troppo vicina allo stesso mondo perché questi possa dimenticarsi dell’Europa e sviluppare un proprio modello di vita.  Per questo serve una politica estera in grado di restituire credibilità al dialogo tra l’Occidente Mediterraneo e i popoli arabi e musulmani; l’attuale politica ha favorito l’esasperarsi delle contraddizioni, per questo vince Hamas in Palestina, vince Ahmadinejad in Iran, vincono i “fratelli musulmani” in Egitto, vincono gli Sciiti in Iraq. Per questo scoppiano le rivolte antioccidentali in tutti i paesi musulmani; nessuno ha voluto chiarire che l’Occidente è l’Europa e il Meridione dell’Europa  è   il Centro del Mediterraneo. (Rosario Amico Roxas)

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Affido condiviso

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata radicale, membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati: “All’indomani dell’approvazione della legge sull’affido condiviso, la magistratura si è da subito adoperata per svuotarla, vanificarla e impedirne l’attuazione, al punto che i principi della nuova normativa risultano, tuttora, ampiamente disattesi.  Lo stravolgimento da parte dei tribunali di parti fondamentali della legge sulla bigenitorialità quali quelle relative alla sistemazione della prole, all’indicazione dei periodi di permanenza della stessa con i genitori e al mantenimento diretto dei figli, comporta un grave pregiudizio per gli interessi dei minori, che in questo modo vedono leso il loro diritto a mantenere rapporti significativi, costanti e duraturi con uno dei due genitori (quasi sempre il padre) anche dopo la rottura del matrimonio. Spero pertanto che il Ministro della Giustizia e il Consiglio Superiore della Magistratura vogliano dare immediata attuazione all’atto di diffida loro indirizzato da Adiantum (associazione per la tutela dei minori) adoperandosi, ciascuno nell’ambito delle rispettive competenze, affinché queste prassi giurisprudenziali degenerative e contra legem cessino una volta per tutte. In caso contrario temo che lo Stato italiano verrà presto condannato in sede europea a causa di questo ennesimo esempio di malagiustizia.

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Mini naja

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2010

Dichiarazione di  Comellini  segretario del pdm: “Le esternazioni del ministro della Difesa Ignazio La Russa sul suo progetto della mini naja devono far riflettere prima di tutti i militari che sono chiamati ad accudire queste nuove reclute.” Lo dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) “Il personale in servizio permanente e i volontari in ferma breve che dovranno accudire i giovani vacanzieri è bene che si ricordino che mentre a loro hanno bloccato il contratto di lavoro, ridotto gli stipendi e tolto importanti risorse che dovevano essere destinate al mantenimento dell’operatività e della sicurezza, la mini naja costerà ai contribuenti quasi 20 milioni di euro. Sarà un gesto di vera responsabilità per coloro che si troveranno a dover badare a questi ragazzi spiegare quali sono i veri rovesci della medaglia della vita militare e mettere in risalto tutte quelle privazioni e limitazioni nell’esercizio dei diritti fondamentali, che la legge non impone ma che fanno dei militari dei “minus habentes”, ai cui è vietato di pensare liberamente o esprimere le proprie idee. Forse al termine di questa costosa farsa della mini naja molti giovani avranno cambiato opinione sulla vita militare, che dall’esterno appare sempre differente dalla realtà, e molti avranno compreso e potranno condividere e sostenere le proteste e le rivendicazioni di quei moltissimi militari che oggi sono costretti al silenzio o a subire assurdi procedimenti disciplinari per il solo fatto di aver rivendicato quei diritti che la Costituzione gli riconosce e che nessuna legge gli ha mai limitato. A questi giovani, al termine della mini naja, chiediamo di farci conoscere le loro impressioni o commenti, scrivendoci all’indirizzo di posta elettronica”

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Regione Sicilia: fabbisogno personale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2010

Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ritengono che non debbano cadere e scadere nel “pantano” del politichese le osservazioni che il Procuratore d’Appello della Corte dei Conti, Giovanni COPPOLA, e la Presidente della Sezione di Controllo, Rita ARRIGONI, hanno formulato in ordine alla dotazione organica della Regione Siciliana che fissa in 15.500 unità il fabbisogno di personale. Si tratta di autorevoli “osservazioni” che mettono il dito su una piaga virulenta. Al di là, certamente, delle valutazioni che ne sono state fatte dai mass-media e dalle dichiarazioni dei sindacalisti e dei politici di Governo e/o di sedicente Opposizione. La Regione Siciliana, cioè, diventa un vero e proprio Stipendificio che destina al mantenimento del personale quelle risorse che avrebbe dovuto  destinare agli Investimenti ed al sostegno della produttività. Ciò è tanto più grave in quanto viviamo un momento critico, nel quale la Sicilia avrebbe bisogno di una Regione capace di avere una propria strategia politica ed economica che crei ricchezza, occupazione e veri posti di lavoro. Le cifre parlano con chiarezza e non le ripetiamo. Ci permettiamo anche di fare rilevare l’accenno fatto dai predetti Magistrati alla probabile Incostituzionalità degli ultimi provvedimenti legislativi in materia. L’obbligo di seguire determinate regole e procedure fondamentali per l’accesso al pubblico impiego è previsto, infatti, dalla Carta Costituzionale, ma è aggirato con la massima disinvoltura. C’è di più: ogni legge ha l’obbligo “costituzionale” di essere “LOGICA”. Come si fa a dire che è LOGICO che vi siano, ad esempio, (ed è, questa, un’ipotesi alla quale arriveremo in concreto, se si continuerà di questo passo), CENTO dirigenti per ogni DIECI impiegati? Il Corpo legislativo regionale esistente …. non è lontano da una illogicità del genere. L’FNS ritiene che il problema della Pubblica Amministrazione, in Sicilia, vada  affrontato diversamentre ed in termini di efficienza, di professionalità, di senso del dovere e della responsabilità. Al servizio dei cittadini, dell’interesse superiore della Comunità. Nonchè delle esigenze di sviluppo. Ciò vale, in Sicilia, per la Regione, ma vale anche per lo Stato, per i Comuni, per le Province e per tutti gli Enti pubblici o para-pubblici. E per tutte le Società ed entità che sono delegate a prestare servizi ai cittadini, privatizzate, semi-privatizzate o …. “affini” che siano. Le finalità clientelari, aggravate dalle lottizzazioni e dalla pratica del voto di scambio, impediscono che ciò avvenga. E sono, per il novanta per cento, la causa dell’elefantiasi burocratica e della conseguente “DISTRAZIONE” di risorse finanziarie che dovrebbero essere destinate agli investimenti produttivi. Va anche detto, – e questo ci permettiamio di ricordarlo a noi stessi, ma soprattutto ai professionisti della MORALE POLITICA, – che (come diceva Giuseppe MONTALANO), – quando, – in un sisterma istituzionale, parlamentare e democratico, – le forze di Opposizione e quelle di Governo si mettono d’accordo, non si ha il massimo della democrazia …. ma il massimo della corruzione. (Giuseppe Sciano’ Segretario Nazionale Fns)

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Mantenimento ridotto per il coniuge che paga il mutuo

Posted by fidest press agency su domenica, 27 giugno 2010

Il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del consumatore” di Italia dei Valori Giovanni D’AGATA, ritiene opportuno riportare l’attenzione sulla sentenza della prima sezione civile Corte di Cassazione n. 15333 depositata oggi 25/06/2010, che innovando la materia sull’assegno di mantenimento ha stabilito che può essere ridotto se il coniuge obbligato paga da solo la rata del mutuo della casa coniugale assegnata all’ex.  La decisione in esame parte da un’approfondita disamina della materia, mai compiutamente presa in esame dalla rara precedente giurisprudenza di legittimità, ed ha statuito che è legittima la riduzione dell’assegno di mantenimento alla moglie separata se l’ex marito continua a pagare l’intero mutuo della casa coniugale a lei assegnata. che aveva ridotto a duecento euro l’assegno di originari quattrocento euro concesso dal tribunale. Secondo la Cassazione la decurtazione dell’assegno di mantenimento dovuto dal marito separato è perfettamente giustificata quando l’uomo si accolla l’intera rata del mutuo gravante sulla casa coniugale assegnata alla donna.

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Partecipazioni societarie Asl

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2010

La società che proponeva ricorso, già appaltatrice del servizio di pulizia degli uffici e dei presidi di una Azienda Sanitaria, impugnava una lunga sequenza di atti e delibere con i quali veniva disposto l’affidamento dei servizi di pulizia, ausiliariato e portierato ad  una società unipersonale costituita ed interamente controllata dall’Azienda medesima, operante in regime di in house providing. Il Tribunale amministrativo ha osservato che le società pubbliche non possono più liberamente entrare in competizione con le imprese private che producono beni e servizi di fruizione comune. Le uniche tipologie di società partecipate di cui il legislatore espressamente consente la costituzione e il mantenimento sono, dunque, le società che svolgono attività strettamente necessarie alle finalità istituzionali degli enti, ovvero le società che producono servizi di interesse generale. Se il ricorso allo strumento societario è consentito solo per attività strettamente necessarie alle finalità istituzionali degli enti e per servizi d’interesse generale, la possibilità di costituire o mantenere una partecipazione societaria deve dunque essere verificata in relazione alle finalità che l’ente pubblico intenda con essa realizzare, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali. Il Collegio ha ritenuto dover escludere che il servizio di pulizia degli uffici e dei presidi ospedalieri possa essere considerato “strettamente necessario” al perseguimento delle finalità istituzionali dell’Azienda sanitaria locale. La pulizia quotidiana dei locali è infatti strumentale al buon andamento di qualsivoglia ente o ufficio pubblico, nell’interesse di coloro che ivi lavorano e degli utenti che vi si recano, ai quali viene garantito il mantenimento di un ambiente salubre. [Avv. Ennio Grassini – http://www.dirittosanitario.net]

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Sicurezza: competenze sindaco Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2010

“Cosa farà il Ministro dell’Interno per ristabilire la corretta competenza sulle attività e il coordinamento dell’unità di crisi definita ‘Sala Sistema Roma’ della Capitale? Quali sono le attività programmate e svolte dall’Ufficio Extradipartimentale Coordinamento delle Politiche per la Sicurezza del Comune di Roma? Quali e quanti fondi vengono utilizzati per il mantenimento dello stesso Ufficio?” Sono le domande che il senatore del Pd Raffaele Ranucci rivolge al ministro dell’Interno Roberto Maroni con un’interrogazione depositata oggi a Palazzo Madama. Nell’interrogazione Ranucci ricorda che “durante la campagna elettorale del 2008 per il Comune di Roma, il candidato a Sindaco della destra, Gianni Alemanno, ha improntato la propria campagna elettorale sul tema della sicurezza. Nello stesso anno il Sindaco, appena eletto, istituisce in seno al corpo amministrativo del Comune un nuovo ufficio denominandolo ‘Ufficio Extradipartimentale Coordinamento delle Politiche per la Sicurezza’, affidando la supervisione ad un Prefetto in pensione, Mario Mori, impegnandosi a sostenere con 10 milioni di euro gli interventi previsti dal Patto per Roma Sicura. Nel luglio del 2008 – si legge ancora nell’interrogazione – il Sindaco vincola la stesura definitiva del Patto, con una clausola subdola: far confluire tutti i dati delle telecamere posizionate in città in una ‘Sala Sistema Roma’, gestita dal Comune e collegata alle Centrali operative delle forze dell’Ordine, estromettendo di fatto il ruolo del Prefetto”.  “La Sala Sistema Roma – spiega Ranucci – è a tutti gli effetti una unità di crisi per la sicurezza e dovrebbe far capo al Prefetto e non rispondere direttamente al sindaco. Chiediamo quindi al ministro Maroni cosa intende fare per ristabilire la corretta competenza”. Ranucci infine ricorda come “Alemanno usa il tema della sicurezza strumentalmente e faziosamente a vantaggio della propria parte politica che evoca il tema sicurezza ciclicamente e a ogni campagna elettorale. Non a caso la Sala Sistema Roma è stata frettolosamente inaugurata ieri, a dieci giorni dalle elezioni, anche se incompleta e parzialmente funzionante. “

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Chiusura Commissariato Centocelle a Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2009

“Il Commissariato di Polizia a Centocelle ci deve essere, non mi interessa il rimpallo delle responsabilità della politica. Roma non è costituita solo dal centro storico, la maggior parte dei romani vive nelle periferie e sono quelli che hanno apposto migliaia di firme sulla petizione dell’Italia dei Diritti affinché vi fosse il mantenimento di un’ importante struttura di sicurezza in un quartiere ad alta densità destinata ad aumentare con la realizzazione della Metro C”. Questa la reazione del responsabile per Roma dell’Italia dei Diritti Alessandro Calgani che, insieme al responsabile per lo stesso movimento per il VII Municipio Danilo Marcoccio, ha presenziato all’ennesimo sit-in di sabato scorso contro la chiusura del Commissariato di Centocelle. Gli esponenti del movimento seguono la vicenda da circa un anno e mezzo e sottolineano come prima questo presidio di polizia sia stato ridimensionato, poi infine chiuso e accorpato col Commissariato Prenestino, sito in zona Tor Tre Teste, lontana e non servita adeguatamente dai mezzi pubblici.  Incalza furioso Calgani: “Campagne elettorali basate sulla sicurezza si ritrovano a cozzare con le reali azioni dell’amministrazione centrale. Sono troppe le promesse sul commissariato, a cui sabato se ne sono aggiunte altre. Sono imbarazzanti le scadenze che si susseguono una dopo l’altra per la rimozione del campo nomadi del Casilino 900 puntualmente disattese, anzi smentite dal fatto che gli accampamenti siano stati dotati di servizi quali luce  e gas. Ovviamente tutti ottimi pensieri chiosati con la classica dichiarazione del ‘Io ci metto la faccia’. L’Onorevole Santori – spiega Calgani – che intervenendo ci ha paventato sviluppi e disponibilità a tavole rotonde, deve mantenere gli impegni presi. Ricordo bene un suo video nel VII Municipio, a largo Pascali, pochi giorni dopo l’ordinanza sulla prostituzione in cui si pavoneggiava per l’aver ‘annullato’ il fenomeno. E’ passato un anno e la risposta al filmato di propaganda è stata data puntualmente: il video è stato rimosso da youtube. Come Italia dei Diritti – conclude  l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – continueremo a tutelare i cittadini di tutto il VII Municipio e a sollecitare l’operato degli ‘Oratori del ben pensiero’, sinergicamente al comitato cittadino presieduto da Luca Bellini”.

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Per il mantenimento del Consolato d’Italia in Norimberga

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2009

Romeo Catanese ha rilasciato il seguente comunicato stampa (in sintesi): Quale membro del Gruppo di Coordinamento per il mantenimento del Consolato d’Italia in Norimberga mi sto documentando attualmente su diversi aspetti collegati ad un’eventuale chiusura del Consolato e, innanzitutto, sulla questione  dell’importanza della fiera di Norimberga per gli operatori commerciali italiani. Constato, per prima cosa, che il 23 luglio 2009 è stato presentato il rapporto ICE per il 2008 che vede una crescita del solo 0,3 % nelle esportazioni, ma conferma il primo posto della Germania nella graduatoria di destinazione delle nostre esportazioni. La fiera di Norimberga è tra le prime 20 al mondo e tra le prime 10 in Europa. Le manifestazioni della fiera di Norimberga comprendono al Centro Fiere di Norimberga 100 fiere specializzate a livello internazionale e congressi  internazionali. Ogni anno partecipano alle manifestazioni del Centro Fiere 27.000 espositori (di cui 37% provenienti dall’estero), 895.000 visitatori specializzati (di cui 20% provenienti dall’estero) e 365.000 partecipanti alle manifestazioni a latere del Centro Fiere e di organizzazioni private. La Fiera di Norimberga ha fondato società affiliate in numerosi paese tra cui la Cina, gli USA ed il Brasile e conta 50 rappresentanze estere attive in 73 nazioni. Con più di 1.300 espositori e 12.000 visitatori l’Italia rappresenta la più grande rappresentanza estera in senso numerico ma anche qualitativo. Tra le Ferie di importanza decisiva per le aziende italiane mi permetto di citare la Biofach (Salone dei Prodotti biologici) che ha luogo tradizionalmente nel mese di febbraio ed è la manifestazione fieristica maggiore del settore a livello mondiale. Essa conta 2.700 espositori (ci cui 2/3 provenienti dall’estero) e 46.000 operatori specializzati provenienti da 130 nazioni. L’Italia costituisce il gruppo maggiore degli espositori, dopo la Germania stessa, ed occupa con le sue aziende e spazi espositivi regionali gran parte dei padiglioni. Le aziende italiane partecipanti sono spesso di piccole dimensioni e a conduzione familiare e necessitano pertanto  di un sostegno in loco, affinché la loro partecipazione abbia una risonanza ed un ritorno adeguati.  Grottesca e quasi kafkiana mi sembra, in questa situazione obiettiva, la decisione di abbandonare quello che si potrebbe definire un avamposto della nostra presenza commerciale in Franconia, chiudendo il Consolato e privandosi delle strutture operative createsi nel corso di decenni di collaborazioni con le autorità locali.  Mi permetto di chiudere questa mia riflessione con una frase di Alessandro Manzoni  “E’ men male l’agitarsi nel dubbio, che il riposar nell’errore.” per spronare i nostri politici e i dirigenti del Ministero degli Affari Esteri ad una revisione attenta del piano di ristrutturazione della rete consolare italiana”. (Romeo Catantese Coordinatore del Gruppo per il mantenimento del Consolato d’Italia in Norimberga e Dirigente C.T.I.M. Norimberga)

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Meridione, offese e difese

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2009

La storia solitamente chiama politici pure quelli che in concreto sono esecutori di politica, ma non ideatori, produttori, programmatori e realizzatori di politica: il Sud è sicuro mercato di merci prodotte altrove, fornito serbatoio di mano d’opera e vantata  industrializzazione, che invece è normale colonizzazione, consistente nel dare lavoro in casa a disoccupati col finanziare attività d’ogni dove e di durata conforme alla erogazione dei contributi.  Che non si fa  e non si perdona per dare lavoro e, meglio, per dare mantenimento: si accetta e si avalla assistenzialismo, considerato saggezza politica, che nessuno contesta!  Quando però qualcuno lo grida in faccia e lo addita a vergogna, tanti usano penna e parola a difesa dell’offeso onore dei beneficiari e degli assertori di assistenzialismo, di raccomandazione, che è madre di concussione, di corruzione e di degrado, di posto fisso ed intoccabile, di non lavoro a pagamento,  di mediocrità generalizzata, che però spesso vanta titoli ed appannaggi, e specialmente di emigrazione di preparati, dotati di scienza, professionalità e dignità. Il Sud si faccia valere, si imponga ed avrà rispetto e dignità. Potrebbe essere valido “ non tutti i mali vengono per nuocere” se i fortunati Meridionali  avvisati potessero prepararsi a modo ed a tempo per contrastare  e vanificare pensieri ed azioni dei tanti che credono il Sud res nullius: i Meridionali potrebbero fare la sorpresa,  inventando, producendo ed esportando idee, cose e servizi, indirizzati da scuola motivata, dalle elementari all’alta specializzazione, sorretti da istituzioni sensibili, dall’usciere al dirigente,  e guidati da politica, tutta nuova nelle persone e nelle idee; non sfigurando, come già fanno all’estero;   rinominando, ad evidenziare la nuova era, Piazza del Rimorso Piazza Mercato di Napoli e  recandovisi spesso a chiedere perdono ed ispirazione a quelli che dimostrarono  possibile abbattere qualsiasi potere e necessario  il mestiere per conservarlo. (Nunziante Minichiello in sintesi)

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Chemioterapia di mantenimento

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2009

Esiste una nuova strategia per il trattamento delle neoplasie, emersa nel corso del meeting annuale dell’American Society of clinical oncology, che consiste nell’usare la chemioterapia continuativamente trattando così i tumori come malattie croniche da tenere sotto controllo. Molti studi suggeriscono che la chemioterapia porterebbe benefici aggiuntivi se somministrata anche come terapia di mantenimento per prevenire le recidive. L’approccio sembra particolarmente incoraggiante per il cancro alle ovaie e al polmone, il mieloma multiplo e il linfoma non-Hodgkin’s. Una chemioterapia cronica è compatibile con la nuova generazione di farmaci meno tossici e meglio tollerati dai pazienti. “I dati ci dicono che in generale è meglio fare di più contro il cancro, sia in termini di durata delle terapie sia di quantità dei farmaci somministrati, ma ovviamente si tratta di valutare i costi benefici caso per caso”, ha commentato Susan Kelly della Fondazione USA per la ricerca contro il mieloma.

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Indesit apertura tavolo di confronto

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2009

Dichiarazione di Gianfranco MORGANDO (Segretario Regionale PD Piemonte): “La disponibilità da parte del Gruppo Indesit di non chiudere lo stabilimento di None e di aprire un tavolo di confronto rappresenta una notizia certamente positiva, uno spiraglio nel difficile momento che l’economia piemontese sta attraversando.  La compattezza con cui lavoratori, sindacati ed amministratori locali hanno reagito al rischio di una chiusura dell’Indesit, dimostra che è possibile difendere l’occupazione e non rassegnarci a subire le delocalizzazioni.  Per il PD la sorte dello stabilimento Indesit assume un significato emblematico nella più ampia battaglia di contrasto alla crisi e per questo apprezziamo la disponibilità ad assicurare la continuità della presenza Indesit a None. Una riorganizzazione del sito industriale dovrà comunque avere come obiettivo quello di garantire il mantenimento dei livelli occupazionali nelle aree interessate”.

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