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Quotidiano di informazione – Anno 30 n°158

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Oscar Piovosi alla Galleria Arianna Sartori di Mantova

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 maggio 2018

piovosi.jpgMantova Dal 19 maggio al 31 maggio 2018 la Galleria Arianna Sartori di Mantova, nella sede di Via Ippolito Nievo 10, ospiterà la mostra dell’artista reggiano Oscar Piovosi “GROUND – I madonnari”.
La mostra, che gode dei patrocini di Comune di Mantova UNESCO Mantova città d’arte e di cultura e della Città di Curtatone, si inaugurerà Sabato 19 maggio alle ore 18.00 alla presenza dell’artista. (Orario dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30 Chiuso Festivi).
Scrive Roberta Filippi: ““Incuriosire, stupire, ma anche attirare e stimolare l’attenzione di chi osserva grazie ad immagini dinamiche, fresche, colorate. Sono racconti di una quotidianità in continua evoluzione quelli di Oscar Piovosi. L’artista dipinge per serie, molto spesso in dialogo le une con le altre, quasi una continuità tematica che si evolve e si arricchisce di particolari. Gente comune nelle sale di attesa di stazioni o aeroporti, gente in vacanza che scatta fotografie, chi alza lo sguardo al cielo contemplando chissà che cosa.
Quello del viaggio è un tema ricorrente per Oscar Piovosi, il fascino della curiosità, lo scoprire qualcosa di nuovo. E in pittura diventa inconsapevolmente il racconto del proprio vissuto. Un racconto oggettivo, ma coinvolgente. Un taglio fotografico dell’immagine, colori decisi nelle tonalità ma sfumati, quasi contaminati tra loro quando vengono stesi sulla tela con pennellate ampie e sovrapposte. In maniera istintiva predomina l’azzurro, sinonimo di evasione e di infinito, non solo come sfondo ma anche come dettaglio, nell’abbigliamento o negli oggetti. La luce che illumina ed esalta le forme stabilisce anche la direzione dello sguardo del fruitore e quindi la via di lettura del racconto.Scene di vita quotidiana, dove il luogo rimane generico mentre il soggetto si inserisce in quel contesto con la propria personalità. Chiunque alzando lo sguardo al cielo può puntare il dito ed indicare, ma ognuno indica qualcosa di diverso, e ognuno prova una sua sensazione, rivive un suo momento. Chiunque fermandosi per strada manda messaggi con il cellulare, ma ognuno racconta qualcosa che è solo suo. Personaggi nei quali chiunque può identificarsi e far rivivere un proprio ricordo.Una dimensione quasi metafisica e suggestiva, desiderio di scoprire negli sguardi dei propri personaggi la bellezza di ogni attimo della nostra esistenza. Il significato di questi dipinti non è mai scontato e superficiale, invita piuttosto alla riflessione sociale, all’analisi ed all’introspezione. L’arte è per Oscar Piovosi il piacere di potersi esprimere, raccontando qualcosa di sé da condividere con gli altri.”
Oscar Piovosi.Nasce nel 1944 a San Polo d’Enza (RE). Apprendista in uno studio fotografico, acquisisce il gusto e il piacere dell’immagine. Dal 1960 al 1975 lavora creta e gessi in un laboratorio di ceramica artistica. Autodidatta, inizia a dipingere nel 1974 trovando la sua espressione ideale nella figura umana. Partecipa a concorsi e mostre fino al 1982, anno in cui intraprende una nuova attività professionale che lo porta a viaggiare, costringendolo ad interrompere la sua ricerca in ambito artistico. Riprende a dipingere nel 2007.Nel 2009 tiene la prima personale proprio a San Polo d’Enza (RE), nella torre dell’orologio, iniziando ad esporre i nuovi lavori. Prende parte a mostre personali e collettive. (foto copyright galleria arianna sartori)

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Giorgio Soave alla Galleria Arianna Sartori di Mantova

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 maggio 2018

Mantova Sabato 12 maggio, ore 18.00 via Nievo 10, inaugurazione della mostra Giorgio Soave “Il circolo rosso” alla presenza dell’artista con intervento critico di Matteo Tropina (La mostra resterà aperta dal 12 maggio al 24 maggio 2018 dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30 Chiuso Festivi). “Giorgio Soave, vive e lavora a San Giovanni Lupatoto (VR). Di professione architetto, autodidatta nel campo pittorico, trasporta nei suoi dipinti la precisione e l’eleganza formale che è richiesta nel suo ambito lavorativo riuscendo però ad infondere una personale poesia nel gioco elegante delle linee e delle geometrie che caratterizzano i suoi lavori. Nelle sue opere, astratte e solide, il colore acrilico viene steso con tecnica, pazienza e pulizia formale quasi a voler richiamare con il gesto fisico una meditazione spirituale di sapore orientale, imprigionando l’energia e la forza dei singoli colori in spazi astratti definiti ma che, contemporaneamente, esplode in un particolare che accomuna parecchie sue opere. Un piccolo cerchio rosso, colore e forma dinamica e spirituale, che ci accompagna come un mantra o uno spiritello astratto libero e giocoso, restando punto fisso nello sguardo dello spettatore e coinvolgendolo in un gioco di ricerca di assenza/presenza. Trovatolo viene naturale posare lo sguardo sul dialogo che instaura con il resto della composizione, liberando i piani della stessa e rivelando un nuovo universo, serio e dosato nell’opera, ma libero e giocoso nella forma.
Una pittura meditata e di meditazione quella di Giorgio Soave, che deve essere osservata con il giusto tempo per accorgersi di tanti piccoli particolari che arricchiscono le tele coinvolgendo colori e superfici in un gioco di richiami e intersezioni scelte con cura e attenzione, che portano ritmo nella composizione e frammentano la superficie in incastri che sembrano disturbare la serenità apparente che coinvolge ad un primo sguardo. Sono queste “dissonanze” che creano ritmo e generano curiosità, portandoci a riflettere davanti a queste tele. Un “non equilibrio” che genera quasi un senso di “non finito” e che, per questo, ci coinvolge e ci emoziona”.
(Matteo Tropina)

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Ivo Stazio alla Galleria Arianna Sartori di Mantova

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 aprile 2018

Mantova Sabato 28 aprile, ore 17.30 alla presenza dell’artista (Orario dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30 Chiuso Festivi) Via Nievo 10 Ivo Stazio “La città oltre”. “Le metafore della realtà di Ivo Stazio traggono origine da un insopprimibile desiderio di fuga dall’immediato. Scorre quindi il dettato visivo di una mescolanza di razionalità e passione, il sentimento alberga dietro la pellicola che riporta volontà e conoscenza mentre il segno cerca di rivelare ciò che l’occhio non può contemplare, ma che immagina.C’è in Stazio un’attrazione duplice: la vita nel suo fluire e nell’esistere oggettivamente con tutte le sue componenti di luci e di incanti sempre nuovi, e dall’altra parte la necessità di ridurre tutto ciò a immagini autonome, a un raccordo tra rigore e sintesi formale che si fa esito di una metamorfosi interiorizzata della dimensione…“Tutto è fuori di noi” diceva Nicolas de Stael. Complessa, nella sua apparente immediatezza e semplicità, la scrittura di Stazio condensa enunciati volutamente contraddittori, voci attraverso le quali egli intende rapportarsi alla verità, che è sempre complessa. …L’accenno a De Stael non è casuale, proprio per la dilazione allusiva delle accensioni, per la presunta ambiguità di un linguaggio che sfuma nell’indefinito… è sotto l’impero della luce che vede e giudica la realtà delle cose. È attraverso la luce che l’artista vede i colori delle cose, il modo in cui si fanno più intensi o più lievi, il modo in cui si modificano e si trasformano da un tono all’altro”. (Franco Basile)

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Convegno per il riconoscimento giuridico delle Case Famiglie

Posted by fidest press agency su domenica, 12 novembre 2017

mantovaMantova martedì 14 Novembre dalle 9:00 presso il Seminario Vescovile, in via Cairoli 20 il convegno “ 40 Anni di Casa Famiglia in Lombardia”, organizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), in occasione del 40° anniversario dell’apertura della prima casa famiglia in Lombardia.Nella sessione mattutina interverranno Vera Negri Zamagni, docente di storia economica presso l’Università di Bologna, Domenico Simeone, docente di Pedagogia presso l’Università Cattolica di Milano, Elena Faini, IACP Milano, Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII. Il dibattito sarà moderato da Giordano Cavallari, direttore Caritas Mantova.L’importanza e l’efficacia del metodo educativo e terapeutico della Casa Famiglia multiutenza Apg23 sarà al centro del dibattito. Un metodo educativo efficace, fondato da don Oreste Benzi, ma ancora non riconosciuto dalla Regione Lombardia. Il convegno intende dunque essere l’occasione per sollecitare il riconoscimento giuridico della Casa Famiglia come ente accogliente da parte della Regione.
Nel pomeriggio si terranno laboratori sui temi dell’accoglienza, della genitorialità e della generatività sociale nelle case famiglia.La partecipazione al convegno é gratuita e dà diritto al riconoscimento dei crediti ECM, dei crediti obbligatori per Assistenti Sociali e degli attestati M.I.U.R. per gli insegnanti.L’evento fa parte delle numerose celebrazioni che si stanno tenendo in tutta Italia per Don Oreste Benzi, nel decennale dalla sua morte, avvenuta il 2 Novembre 2007, a Rimini.
Chi era Don Oreste Benzi? Nato nel 1925, è stato un presbitero. Fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, ha speso tutta la sua vita a favore degli ultimi.

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Arte: a Mantova la Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea

Posted by fidest press agency su sabato, 4 novembre 2017

mantova biennale internazionaleMantova. La cerimonia di presentazione si terrà il 4 novembre alle ore 16,30 presso il Teatro Sociale di Mantova in Piazza Felice Cavallotti. La Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Mantova Museo Diocesano Francesco Gonzaga (Piazza Virgiliana, 55) curato da Francesco Saverio Russo, Salvatore Russo, Sandro Serradifalco con Catalogo a cura di EA EDITORE di Palermo e lo Studio di Consulenza Artistica Russo di Roma. Si terrà dal 4 al 10 novembre 2017 (Orari visita: Dal mercoledì alla domenica ore 9.30 – 12.00; 15.00 – 17.30. Lunedì e martedì, aperto solo a gruppi prenotati).
Nell’ambito dell’evento i corridoi adiacenti alle sale dei tesori e numerose sale interne ospiteranno l’operato di trecento artisti contemporanei provenienti da oltre quaranta paesi diversi. Le opere spazieranno tra pittura, scultura, fotografia, design e videoart, in un’esperienza fruitiva innovativa.
Ciò che si presenterà ai visitatori sarà uno spaccato significativo della creatività attuale che solleciterà uno scambio culturale qualificato.La Biennale si pone infatti l’obiettivo di proporre narrazioni visive di artisti destinati ad essere ricordati nel tempo. Un magico scenario capace di donare al fruitore uno spaccato artistico contemporaneo con tante nuove testimonianze creative.
L’evento, di rilievo internazionale, è ideato e curato da Francesco Saverio Russo, Salvatore Russo e Sandro Serradifalco con la consulenza artistica di Serena Carlino, Rino Lucia e Barbara Romeo. La supervisione artistica è di Paolo Levi.
Il Museo Diocesano ha sede nel chiostro maggiore dell’ex-monastero agostiniano di Sant’Agnese, un edificio carico di storia, in un contesto urbano che si colloca a poche decine di metri dalla Cattedrale e dal Palazzo Ducale. Il museo conserva opere provenienti dal Duomo, dalla Basilica Palatina di Santa Barbara, dal territorio diocesano e da numerose collezioni private. Al suo interno sono custodite opere di Andrea Mantegna, Correggio, Domenico Fetti, Francesco Cairo. Nelle sue sale è possibile visionare preziosi oggetti del tesoro della cattedrale di San Pietro Apostolo e della Basilica palatina di Santa Barbara oltre a un consistente numero di arazzi, ceramiche e armature.

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«EroStudente» al Festival Letteratura di Mantova

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 settembre 2017

ESERCITO MARCIAVAMantova sabato 9 settembre alle 15,00 in Piazza Sordello, nell’ambito del Festival Letteratura, la presentazione di «EroStudente. Il desiderio di prendere il largo», il libro di Giovanni Lo Storto, Direttore Generale della LUISS «Guido Carli» di Roma.
L’evento, moderato da Myrta Merlino, vedrà la partecipazione di Luigi Serra, Vice Presidente Esecutivo LUISS, Andrea Prencipe, Prorettore Vicario, e dell’autore Giovanni Lo Storto.
Il mondo è cambiato e i nostri occhi ne sono testimoni entusiasti. È cambiato il modo in cui comunichiamo, in cui acquistiamo, in cui interagiamo più in generale. È cambiato tutto, ma inspiegabilmente la formazione è rimasta a un secolo fa. I giovani, oggi, sono molto diversi da quelli delle generazioni precedenti. Sono ancor più di nativi digitali. Gli strumenti di formazione tradizionali non bastano più per loro che sono pronti a essere apprendisti e apprenditori più che semplici studenti, a toccare con mano il sapere e a ricercare da soli le risposte alle loro domande. In un orizzonte estremamente largo di informazioni e di nozioni non sono più sufficienti una, due o tre dimensioni di apprendimento in una traiettoria formativa. Occorre massimizzare ogni volta, in tutte le occasioni possibili, tutto l’apprendimento possibile. Renderlo inclusivo, ampio, largo. Largo, ma non ingombrante. Agilmente largo, sorprendentemente ricco. Sappiamo già che ci formeremo per tutta la vita. Ora abbiamo bisogno di pratica, di visione, di emozione e desiderio di apprendimento. Abbiamo bisogno di un modello formativo che, come il progetto dell’alternanza scuola-lavoro, unisca la formazione teorica all’esperienza pratica. Il lifelong learning si completa ed evolve in life largelearning nel senso di un apprendimento il più ricco, il più ampio, il più largo possibile. Che si allarga per ospitare nuove opportunità e diventa fonte generosa di crescita. Questo libro vuole offrire la prospettiva di una formazione più ampia, tanto teorica quanto pratica, che riscopre le abilità ancora poco esplorate degli studenti, dando voce agli stessi ragazzi che l’hanno sperimentata sulla loro pelle. Si sono abituati all’umanità, alla lentezza e all’incontro con la diversità, che è forse un allenamento tra i più difficili per l’essere umano. (foto: erostudente)

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Per la prima volta a Mantova il maestro della ceramica novese Floriano Gheno

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 maggio 2017

Gheno - 2011 2Mantova dal 6 al 18 maggio 2017) Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30, chiuso Domenica e festivi) Galleria “Arianna Sartori” via Ippolito Nievo 10 mostra, con il patrocinio del Comune di Nove, di Giovanni Pilotto con catalogo a cura: Arianna Sartori e testi di Giovanni Pilotto e Pier Giuseppe Zanolli.
Scrive Pier Giuseppe Zanolli: “Un ceramista che segue l’intera filiera del lavoro con l’argilla, generalmente deve affrontare anche la fase pittorica, usando smalti, tinte sottovernice, terzo fuoco o/e altre soluzioni più o meno affini. Ecco allora che, spesso, dipinge anche su tela o a altri supporti legno, gesso, pareti ecc. Floriano ora espone in Casa Sartori, Mecenati Mantovani delle arti attuali, grandi quadri oltre alle ceramiche. Nei quadri acrilici manifesta ispirazioni legate al verbo surrealista, composizioni ricche di movimento, fantasiose, vivaci, talvolta con qualche cenno figurativo. Queste tele dal colore squillante che costituisce il suo leit motiv principale, sono marcatamente astratte, qualificate spesso da linee ondulate e fasce larghe.
Gheno - 2011Floriano è un po’ più giovane di me, ma condividiamo esperienze che ci accomunano. È stato allievo e docente all’istituto d’Arte De Fabris di Nove, ha sperimentato il lavoro in serie della fabbrica, con manufatti personali condotti con prove tematiche, compositive e tecniche. Nel tempo ha esposto a Nove, Marostica, Bassano, Vicenza, Venezia, Albissola, Faenza, Zugliano, Tezze sul Brenta, in alcune con ceramiche e altre con quadri. Ha raccolto consensi e apprezzamenti per la qualità, la ricerca in siti qualificati, nelle biblioteche, sale comunali, gallerie. Nell’aspetto plastico, le sue opere fatte in terraglia o refrattario porcellanato, sono più volte definite da tagli e fori che modulano superfici ampie per accogliere splendide soluzioni cromatico-lineari. Penso d’essere nel giusto se affermo di aver notato più volte che le opere di Floriano sono molto accattivanti, belle le ciotole, scudi, sfere alcune di grandi dimensioni, i vasi, le alzate ecc. risolte con purezza e sensibilità. Nella sua attività espositiva, sono state importanti l’ammissione al Premio Faenza nel 1991, e la personale Veneziana alle “Prigioni di Palazzo Ducale” nel 2008″. (foto: Gheno – 2011)

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Gino Baglieri: Dipinti

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 gennaio 2017

gino-baglieriMantova dal 14 gennaio al 2 febbraio 2017 Inaugurazione: Sabato 14 gennaio, ore 17.00. Sarà presente l’artista Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30. Chiuso festivi via Ippolito Nievo 10 Galleria “Arianna Sartori” mostra: Gino Baglieri.
Dopo l’interessante mostra tenuta nel 2013 alla Galleria Arianna Sartori di Mantova, ritorna l’artista Gino Baglieri con un nuovo ciclo di opere. “Qualche decennio fa Gino Baglieri sarebbe stato ritenuto un pittore sociale o, perlomeno, si sarebbe sottolineata in lui la tendenza a diventare tale. In realtà, oggi si è indotti a considerare la pittura come un fatto autonomo, che prescinde da specifici impegni di ordine socio-politico. Invece, nel pittore siciliano, un impegno di codesto genere sicuramente sussiste. Più che un colore partitico, però, il suo è un fatto ideologico, non contaminato dagli inevitabili compromessi che l’esercizio del potere, o l’ispirazione ad esercitarlo, comportano. La sua da un lato è una denuncia senza riserve, dall’ altro è una dichiarazione di una nostalgia per quelli che, un tempo, erano considerati i sentimenti più nobili e legittimi. Solo che il più delle volte egli li esprime con rabbia, quasi volesse celare la dolcezza ch’essi potrebbero provocare in lui qualora si fosse ancora in grado di resuscitarli a quella vita, serena quanto circoscritta, che si identifica in un traguardo d’arrivo, per chi non nutrisse ambizioni smodate.
Queste opinioni, per certo verso contrastanti, ci derivano dall’osservazione non superficiale dell’opera sua che, a sua volta, stupisce per certe apparenti contraddizioni.
Sapere ch’egli è autodidatta, sconcerta chi ne esamina i disegni, così sicuri proprio per quel che concerne le difficoltà d’ordine accademico superate con una disinvoltura che gli permette, poi, d’imprimere ai suoi personaggi quel tanto di deformazione che li caratterizza, li interpreta più a fondo, ne scopre l’animo al di là dell’involucro formale.
Nella pittura, invece, bisognerebbe non sapere affatto ch’egli non ha frequentato regolari scuole d’arte: infatti, conoscendo il suo percorso, si sarebbe indotti a credere che certe abbreviature, talune stesure del colore approssimative e trasandate (almeno all’apparenza), derivino proprio da carenze tecniche. invece è esattamente l’opposto: così forte è il suo istinto, così attenta è la sua naturale capacità di cogliere i valori pittorici nella loro reale essenza, ch’egli si può permettere di violare quelle regole che non ha mai studiato ma di cui ha intuito il peso, per giungere a risultati di sorprendente efficacia espressiva.
Che poi in lui vi sia costante un senso di ribellione, anche là dove il soggetto potrebbe invece far pensare a un senso nostalgico suscitato dagli affetti familiari, appare evidente dalla concitazione del suo pennello, dalla decisione dei contrasti, dal persin aspro rifrangersi delle luci. Tutte cose che solo un pittore nel pieno possesso degli strumenti tecnici e linguistici di quell’ arte può possedere con altrettanta sicurezza.
Non a caso Comiso, la sua città natale, ha prodotto artisti e letterati di assai alta estrazione (da Fiume a Gesualdo Bufalino, per andare in ordine di tempo) e non a caso egli vive in quella Vittoria – siamo sempre in provincia di Ragusa – dove l’arte vien tenuta in gran conto (Giovanni Conservo, lo scultore figlio d’arte, è la riprova, come pure lo scultore Di Modica che eseguì il Toro posto davanti a Wall Street a New York). Ma poiché Baglieri pensa con la sua testa, fa di testa sua anche la propria pittura: e in essa pone il suo modo d’essere che è ricco di sentimento e, magari, di nostalgia, ma che non cessa mai di essere aggressivo. Aggressivo non per insultare gli altri, ma per convincerli a diventare più umani, più comprensivi, alla fin fine più buoni. Non è facile e lui lo sa. Per questo lo prende, a tratti, il bisogno di gridare più forte e di denunciare a gran voce le storture di una società e di un’epoca. Poi, però, si placa guardando la campagna, il cielo e non importa se è nuvoloso perché la luce, sulla sua terra, è sempre intensa e gli permette di convertire in pennellate secche e spezzate quel tanto di tumultuoso che si agita in lui.
Il pittore sociale, che con qualche ingenuità scopriva le sue intenzioni qualche anno fa, si è raffinato, si è fatto meno polemico e più essenziale, il narratore ha acquisito maggiore scioltezza e abilità.
Sono affiorati, dai fondi lividi e ossessivi, anche quegli atleti che nel parossismo della velocità (umana, non delle macchine soltanto) esprimono un’esigenza insita nella vita d’oggi, sono comparse le visioni di un crepuscolo non decadentistico che rinvigoriscono le sue esigenze d’affetto: di darlo, oltre che di riceverlo.
Un artista, dunque, Gino Baglieri, da tener d’occhio per quello che è oggi e per quello che potrà essere domani. Ma da considerare con molta serietà, poiché il suo impegno non ha nulla di provvisorio e le sue capacità si temprano quotidianamente in quella sacra fucina che è il lavoro”. (by Mario Monteverdi)La mostra resterà aperta al pubblico fino al prossimo 2 febbraio 2017. (foto: Gino Baglieri)

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Mostra: Pier Luigi Ghidini “La città ideale”

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

ghidiniMantova dall’8 al 20 ottobre 2016 Inaugurazione: Sabato 8 ottobre, ore 17.00. Galleria “Arianna Sartori” Pier Luigi Ghidini. La città ideale Presentazione in galleria: Marta Mai Mostra a cura di: Arianna Sartori Orario di apertura:dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30. Chiuso festivi. Scrive la professoressa Marta Mai: “Colori brillanti e ammalianti, linee precise sezionanti spazi, o armoniosamente attorcigliate in percorsi, paesaggi naturali ed ambienti trasformati dall’uomo in cui la natura s’intrufola, s’inerpica e sporge rinata e generosa, caratterizzano la produzione artistica di Pier Luigi Ghidini. È abbondante, e ci viene incontro annunciando da subito un artista entusiasta, che contempla con compiacimento un mondo naturale in perpetuo movimento, che si trasforma e non degrada, che concede spazio all’uomo e a tutte le sue esigenze abitative e lavorative, ma non si lascia soverchiare e spunta là, dove meno te l’aspetti, là dove domina il cemento ed il mattone si congiunge al mattone in un’ascesa verticale, che, metaforicamente resa da scale, indica la sua presenza ovunque le costruzioni hanno coperto prati e colline, o hanno addentato la montagna per farsi largo e dilatarsi.
Tutte le opere di Pier Luigi Ghidini constatano che la forza vitale della natura è inalienabile e trova sempre il modo per proclamare la sua sovranità, e risorgere forte. E allora…, ecco l’albero che cresce sul tetto, il fiore, che, gigantesco, pencola da una feritoia, ecco mille variopinte corolle, che si ammassano dove la rugiada irrora il prato, o dove la mano operosa dell’uomo, nutrendo il seme, ne attende la sua esplosione; e ancora là, dove una fantasmagorica fioritura culmina in un gigantesco vaso, che, padrone della scena, quale cornucopia dell’abbondanza, varia la sua offerta, trasbordando frutti succosi ed esprimendo riconoscenza all’uomo che l’ha accudito con amore. E dall’amore, filo guida della produzione artistica di Pier Luigi Ghidini, tutto consegue. L’artista lo dice con metafore, che, inconfondibili, appaiono ora appartate, ora in prima fila. Sono piccoli o grandi cuori, che proiettano qui un’aiuola profumata, là sono preziosa teca per i tesori della natura, e ancora altrove, quale cornice leggera, contornano una visione paesaggistica.
Se trafitti dalle frecce di Cupido, i cuori sono un simbolo universale: sussurrano le gioie del talamo e svelano il mistero della vita. E noi, presi d’amore, quali trottole aspirate nel vortice della danza, ci solleviamo leggeri ed esultiamo con l’artista per i doni della terra. E ancora, con lui, come aquila, voliamo per conquistare alte vette, simbolo di rettitudine morale, e, da lassù, ammiriamo le bellezze del Creato con il cuore gonfio di soddisfazione, per contribuire a mantenerle. Nell’azzurro squillante del cielo, raramente interrotto da affusolate e garbate nuvolette bianche, che non possono presagire burrasca, gli astri dominano incontrastati. Suggeriscono quiete e serenità. Concorrono a mostrare la sensibilità dell’artista, sempre affascinato dall’armonia della natura, che riserva infinite e inesauribili risorse.Il sole, per la gradualità dei toni, che dal bianco, attraverso il giallo, divampa nel rosso, rimanda alle stagioni e ai raccolti. La luna, spesso impressionata a falci degradanti, intenerisce il cuore e rinnova stupore e meraviglia. Nell’alternarsi delle sue fasi crescono le piante, si gonfiano le acque, si alternano gli umori degli esseri umani, che a lei si rivolgono per comunicare emozioni e decidere operazioni.L’artista, quando con il suo reiterante filo rosso e bianco allaccia la luna ad elementi del paesaggio naturale o a oggetti inseriti negli ambienti modificati, alla sua forza generatrice e misteriosa, alla sua luce magnetica, che aspira e fa crescere il seme, fa riferimento; nel contempo lascia intuire il profondo significato del saettante filo, che è metafora di forza. Si trascina, si arrotola su se stesso, avvolge, si distende, s’innalza e s’interra, per poi emergere come d’incanto e ricominciare il suo percorso fantasioso e sorprendente, che non ha fine.Quel filo rosso e bianco è la linfa, che nutre ogni elemento della terra, è la natura che si risveglia e germoglia, è la speranza di vita, che alberga in tutti gli esseri viventi, che solo per il loro esistere assolvono una funzione, è l’uomo che opera con considerazione e coglie i frutti del suo lavoro in un ciclo incessante di corsi e ricorsi. E quando l’uomo appare nel quadro e domina o, quale sipario che si apre svela la scena per invitare allo spettacolo della natura, ha coscienza del suo ruolo determinante e della responsabilità dei suoi interventi.
Nella produzione di Pier Luigi Ghidini ci sono ancora immagini simbolo, che riportano all’infanzia, ai giochi all’aperto, ai posticipati momenti del rientro. La libertà attiva e creativa del bambino, che indaga la natura e la vive, rifugge dal chiuso delle pareti. La pittura dell’uomo adulto, che rivive la situazione e ricorda gli entusiasmi infaticabili e le restrizioni imposte, trova espressione in quelle grandi finestre aperte sulle facciate delle case, che mostrano astri, cielo, natura, e tutta la smania di chi, crescendo ed esplorando, sente attrazione ed interesse per gli alberi, i fiori, i frutti, i prati, gli animali compagni di gioco, o guardati con timore a distanza.Quando Pier Luigi Ghidini seziona l’opera, e accosta molteplici scene ricomposte come in puzzle, indugia sui ricordi di una vita. Sono ricordi legati alla natura e alla sua trasformazione, immagini riaffiorate alla memoria e rese in un magico mosaico, che, rasentando il sogno e andando oltre il reale, proclamano la creativit. artistica.
Nella libera interpretazione ritornano le metafore. Le architetture pittoriche, quali piramidi, tendono a svettare verso l’alto e a sfondare in orizzontale la prospettiva: nell’elevazione c’è il richiamo al valore del rispetto, nella dilatazione c’è l’affettuoso abbraccio di ciò che l’occhio percepisce o intuisce. I toni pastello, sfumati sui muri esterni delle case, fanno affiorare sentimenti delicati: sono lusinghe di affetti e dolcezze domestiche, che le piccole finestre con inferriate proteggono.
Nelle opere di Pier Luigi Ghidini non c’è mai tensione. Anche le ciminiere innalzano esili pennacchi di fumo bianco, che si dissolvono presto in quei cieli tersi, dove è bello sostare. È rassicurante concordare con l’artista che la natura, in forza dell’amore per cui è stata creata e grazie alla cura degli uomini, si rinnova e, puntualmente, rinasce per donare. È un messaggio di fede, che trova riscontro nel filo rosso e bianco, firma “artistica” di Pier Luigi Ghidini. Questo filo, in ultima analisi, è corrispondenza di “amorosi sensi”, è dialogo complice, che unisce l’essere umano al suo habitat, in funzione di benessere reciproco. A conclusione della presentazione, ci piace complimentarci con Pier Luigi Ghidini per la sua originale espressione artistica, di cui diffondiamo la comunicazione per coralmente condividerne la valenza. (foto: ghidini)

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Mostra antologica del Maestro e Accademico Eugenio Tomiolo

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2016

mostra-tomiolomostra-tomiolo1Mantova. Sabato 1° ottobre alle ore 17.00 presso la Galleria “Arianna Sartori” in via Ippolito Nievo 10 si inaugura una mostra antologica del Maestro e Accademico Eugenio Tomiolo alla Galleria Arianna Sartori di in via Ippolito Nievo, 10. (dal 1° al 13 ottobre 2016 Inaugurazione: Sabato 1° ottobre, ore 17.00. Orario di apertura:dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi)
La retrospettiva, a cura di Lucio Spedo, Pietro Zonzin e Arianna Sartori, sarà visitabile fino al prossimo 13 ottobre con apertura dal Lunedì al Sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30, chiuso festivi.Condensare in poche righe la personalità poliedrica e la produzione artistica sviluppata in molti decenni del Maestro appare presuntuoso. Tra i contributi di insigni critici spicca quello di Franco Loi, poeta e scrittore che ebbe con Tomiolo lunga consuetudine di rapporti e vicinanza di pensiero.Loi, introducendo la mostra “Le Maghe” alla Galleria Corrente di Milano nel 1996, ebbe a dire: “Eugenio Tomiolo è uno dei grandi artisti italiani del ‘900. Veneziano ma con esperienze artistiche che l’hanno portato a contatto con i più importanti centri culturali di Roma negli anni ‘30 e di Milano dal 1946 ad oggi. Ha dietro alle spalle un’opera immensa di grande valore – migliaia di quadri, affreschi, mosaici – uno sterminato operare sul disegno ed un grande lavoro sull’incisione (sue acqueforti sono al Cabinet des Estampes de la Biblioteque National de Paris insieme a quelle di Morandi tra gli italiani).Si può dire che al centro degli interessi artistici di Eugenio Tomiolo sia l’apparizione del mondo. L’artista affronta la realtà non tanto per capirne l’immagine formale quanto la sostanza formante, l’energia-luce che da vita e forma alle cose. Studia le forme come manifestazioni di un’intima essenza. La sua osservazione però è concentrata sulle emozioni: si può parlare di una meditazione emotiva del mondo. Un’intuizione generale definisce i caratteri di questa “apparenza del mondo”: alla sua base c’è la forza emotiva, c’è il mistero creante dell’amore – la forma quindi come parola della necessità vitale.
Un artista dovrà dunque alludere al reale affrontando la forma. Il discostarsi di Tomiolo dall’arte astratta, dal simbolismo e dal surrealismo e in genere dagli sperimentalismi delle avanguardie, procede da questa premessa: la natura contiene l’invisibile, e le forme sono sacre perché espressione necessaria dell’energia creativa. Tomiolo ritiene che ciò che è astratto è realizzato nel concreto, fa tutt’uno con la forma. Per usare una sua espressione: “se energia, massa, luce e tempo si presentano a noi nelle forme degli esseri e delle cose in natura, l’artista deve pur fare la fatica di giungere alla compiutezza della forma”.L’arte di Tomiolo è ricca di questo sforzo, nell’intento di suscitar pensieri nel trascorrere tra le forme e, nel farlo, ottemperare al semplice apparire delle forme naturali. Come dice in una sua poesia, l’immagine si fa allegoria nella realtà: “el mondo xe pitura e mi ghe stago” / no importa cossa el veda, cossa el fassa / sto me penelo desfinà da l’uso / vedo natura farse alegoria / che la se volta per mostrarne el viso”. È tuttavia un compito doveroso quello dell’artista: riaddensare attorno alle cose i significati riposti, far riemergere dalle forme la pienezza di risposte, non attraverso concetti o intellettuali spiegazioni, ma nell’abbraccio del sentire con la mente”. (Franco Loi) (foto: mostra tomiolo)

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Evgeny Morozov al Festival della Letteratura di Mantova

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 settembre 2016

mantovaMantova Evgeny Morozov, autore per Codice edizioni di Silicon Valley: i signori del silicio, sarà in Italia in occasione del Festival della Letteratura di Mantova, durante il quale terrà due incontri nella giornata di sabato 10 settembre.
Alle ore 9, nella centralissima piazza Leon Battista Alberti, Evgeny Morozov, insieme a Alberto Notarbartolo e Piero Zardo, curerà Le pagine della cultura, la rassegna stampa d’autore del Festival della Letteratura di Mantova, ormai divenuto un appuntamento imperdibile. Morozov darà una sua personale lettura delle questioni culturali trattate dalle principali testate, sia cartacee che on-line, passando dalla letteratura all’arte, fino allo spettacolo.
Nel pomeriggio, alle ore 17.30, presso il Teatro Ariston, Evgeny Morozov dialogherà con la giornalista Stefania Maurizi durante l’incontro Condivisione totale, spiegando perché sia importante diffidare da un eccessivo cyber-ottimismo e soprattutto perché sia utopico credere che esista una soluzione digitale a ogni problema.
Evgeny Morozov sarà presente anche al Festival della comunicazione di Camogli il giorno precedente, venerdì 9 settembre, alle ore 11, in piazza Ido Battistoni per l’incontro La piattaforma del capitalismo arriverà a divorare se stesse?.
Nel suo intervento, Morozov esplorerà quali siano i lati oscuri del dilagante diffondersi delle piattaforme digitali nell’ultimo decennio, da Facebook a Uber, da Amazon a Airbnb.

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Mostra: Il pittore dell’infinito

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

grande alberoMantova dal 3 al 15 settembre 2016 via Ippolito Nievo 10 e via Cappello 17 Galleria “Arianna Sartori” Giuseppe De Luigi il pittore dell’infinito Mostra a cura di: Elena De Luigi e Arianna Sartori. La mostra sarà inaugurata Sabato 3 settembre alle ore 18.00 con presentazione di Giovanni Telò.(Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Domenica 11 settembre: 15.30-19.00. Chiuso festivi) La mostra “Giuseppe De Luigi il pittore dell’infinito”rappresenta una nuova interessante retrospettiva realizzata sul Maestro.
Giuseppe De Luigi è nato a Stradella di Bigarello (Mn) il 4 ottobre 1908. Nel 1926, grazie all’interessamento di Mario Nuvolari e del pittore Arturo Raffaldini, si aggiudica le borse di studio del Comune di Bigarello e dell’Istituto mantovano Giuseppe Franchetti, per corsi di perfezionamento di pittura a Firenze dove soggiorna fino al 1930. Prima di lasciare Mantova, dedica loro l’affresco “San Martino” sulla facciata della Chiesina di Canedole. A Firenze, diventa allievo del pittore Focardi, frequenta lo studio del pittore Giovanni Costetti. Al “Caffè delle Giubbe Rosse”, conosce intellettuali ed artisti tra i quali Giansiro Ferrata, Ardengo Soffici, Giovanni Papini, Piero Bargellini. Si impiega a Fiesole presso una “bottega” dove apprende l’arte della ceramica. Nel 1932, Sandro Bini include un saggio su De Luigi, tra quelli su Manzù, Tomea, Sassu, Lorenzetti e Giorgi nel volume “Artisti” edizioni “Libreria del Milione” di Milano. Nel 1936 apre uno studio a Mantova con lo scultore Albano Seguri. Frequenta la “Bottega” di Giordano Di Capi e l’“atelier” di A. Giuseppe Facciotto. Nel 1960 ordina la sua prima mostra personale a Milano alla Galleria D’Arte Totti, curata dal Prof. Mario Monteverdi; partecipa alla Ragazza castana2a Mostra di Pittura Nazionale “Il Po”, di Casalmaggiore (Cr). Nel 1964 ordina la sua prima mostra personale a Mantova, alla Casa del Mantegna, curata dai critici Mario Monteverdi e Mario Portalupi e una nuova personale a Milano alla Galleria del Tornese. Nel 1965, allestisce a Milano la mostra “Pitture Neometafisiche di Giuseppe De Luigi” alla Galleria Balestrieri-arte moderna, a cura di Spartaco Balestrieri. Nel 1969 ordina la personale a Mantova alla Galleria d’Arte “I Tre Laghi”. Alcune gallerie d’arte milanesi, la Galleria Cortina, il Centro Internazionale Arte Oggi, la Galleria Chianese e la Galleria Balestrieri-arte moderna espongono in permanenza le sue opere. Gli viene conferito nel Salone d’Onore del Circolo della Stampa a Milano il “Diploma per Meriti Artistici” al 1° Gran Premio della Stampa – Concorso Mostra Internazionale di Pittura 1975, organizzato e patrocinato dall’Assessorato all’Istruzione-Cultura-Turismo della Provincia e del Comune di Milano presso il Palazzo del Turismo di Milano. Nel 1979 viene invitato ad esporre alla 1a Mostra Permanente Pinacoteca Internazionale d’Arte Antica e Moderna al Palazzo delle Manifestazioni di Salsomaggiore Terme. Gli viene conferito il Premio Nazionale d’Arte e Cultura dell’Accademia, nel Palazzo dei Principi Pignatelli a Roma. L’8 febbraio 1982 muore a Genova-Quarto.
Dopo la morte, le sue opere vengono esposte su invito alle più qualificate rassegne espositive dedicate alla pittura del Novecento e del Chiarismo. (foto: grande albero,Ragazza castana)

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Inaugurazione mostra Giuseppe Flangini Un Percorso Europeo

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2016

flanginiMantova Venerdì 24 giugno ore 17.30 a Mantova Casa del Mantegna dal 24 giugno al 28 agosto 2016 Al via una straordinaria rassegna di settanta opere di Giuseppe Flangini alla Casa del Mantegna, che ricostruisce il percorso di un grande uomo e di un’artista mai dimenticato.
La mostra, che presenta opere, anche inedite, dagli anni venti fino agli anni sessanta, è un’ importante antologica che la città di Mantova dedica al pittore che ha molto amato questa terra. Da qui il suo sguardo si è allargato all’ Europa: i suoi percorsi non sono stati solo culturali, ma conoscitivi di “una realtà umana dove l’energia drammatica del mondo si scontra con la grande energia dell’ individuo, con la lotta quotidiana per un”identità dell’ individuo stesso”(Giorgio Cortenova) .
La Provincia di Mantova, con la mostra dedicata a Giuseppe Flangini (Verona 1898 – 1961), allestita alla Casa del Mantegna, approfondisce e mette a fuoco un percorso estetico che – come sottolinea Francesca Zaltieri (Vicepresidente della Provincia) – «colpisce per l’energia e la forza della qualità artistica». E sempre la Vicepresidente mette in evidenza «come tale rassegna nasca dal lavoro prezioso dello staff culturale dell’ente, in grado di calibrare, nella misura degli spazi severi e razionali ideati dal grande umanista, una iniziativa che esprime il teatro della raffinatissima pittura di un instancabile ricercatore. E tutto questo impegno – così ribadisce – è indirizzato a partecipare dello sforzo collettivo che vede, in questo 2016, Mantova Capitale italiana della Cultura». Con la rassegna dedicata a Giuseppe Flangini, si apre dunque una mostra che presenta circa settanta opere pittoriche e una ventina di disegni, opere fondamentali nel percorso artistico dell’autore la cui attività si è svolta prevalentemente tra Italia, Olanda, Belgio e Francia, in luoghi che gli hanno consentito di assumere una mentalità aperta e, appunto, europea. (Christian Flammia) (foto: flangini)

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Mostra: Mario Mattei. Tra vento e acqua

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 maggio 2016

MantovaMantova dal 14 al 26 maggio 2016 Galleria “Arianna Sartori” via Ippolito Nievo 10 e Via Cappello, 17 – tel. 0376.324260 Mario Mattei. Tra vento e acqua Mostra a cura di: Arianna Sartori. Inaugurazione: Sabato 14 maggio, ore 17.30, alla presenza dell’artista
Presentazione del Prof. Gianluigi Guarneri. A due anni di distanza dalla mostra personale “L’Arte della Quarta Dimensione”, l’artista romano Mario Mattei ritorna ad esporre alla Galleria Arianna Sartori di Mantova, dove aveva incantato il pubblico con i suoi dipinti.
Questa volta saranno esposti una serie di dipinti recenti e una selezione di opere di arte grafica.
La mostra “Tra vento e acqua”, curata da Arianna Sartori, si inaugurerà sabato 14 maggio alle ore 17.30 alla presenza dell’artista e sarà presentata in galleria dal Prof. Gianluigi Guarneri.

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Mostra Faccioli

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2015

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Mantova dal 9 al 21 maggio 2015 Via Ippolito Nievo, 10 (Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi) la Galleria Arianna Sartori di Mantova nella sede di via Ippolito Nievo 10, presenta i dipinti dell’artista veronese Giovanni Faccioli. L’esposizione, curata da Arianna Sartori, vede esposte una selezione di opere realizzate dall’artista negli ultimi anni.
Giovanni Faccioli Nato nel 1942 a Colognola ai Colli (Verona), fin da giovanissimo frequentava lo studio di Dante Broglio, uno dei maggiori incisori veneti del novecento, acquisendo da questo la passione per l’arte figurativa. Dopo un lungo periodo di distacco dall’arte, per motivi di lavoro, riprende l’attività artistica nel 1997 con una mostra a Innsbruck nella Galleria Bertrand Kass, dopo questo ritorno alla pittura ha continuato l’attività allestendo numerose personali sia in Italia che all’estero incontrando un crescente favore da parte del pubblico e della critica. Le sue opere si trovano in numerose raccolte pubbliche e private.
Scrive Glauco Manzoni: “Le opere esposte daranno al pubblico l’occasione di confrontarsi con i classici temi e soggetti del maestro: i giocattoli dell’infanzia, il silenzio di stanze colme soltanto di luce. E ancora: nudi maschili vigorosi e splendide fanciulle all’apice della loro femminilità, impegnati però in giochi infantili; le pose ieratiche delle figure. Affascinante nei dipinti la resa di una languida innocenza costruita intorno a elementi dal forte impatto visivo, come i panni rosso fuoco. Colpisce nell’arte del maestro l’incontro di uno stile personale, nella resa pittorica, nell’uso della luce e nei soggetti, con le opere dei grandi maestri del passato. Queste citazioni, a volte nascoste (Tiziano), a volte palesi (Giovanni Bellini), a volte addirittura dichiarate (Piero della Francesca), illuminano le opere, come direbbe un celebre scrittore contemporaneo, “con la luce del passato”. (foto: faccioli)

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Artisti a Mantova nei secoli XIX e XX

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2011

Palazzo Te in Mantova, Italy: the secret garde...

Image via Wikipedia

Mantova,27 novembre ore 17,30 Madonna della Vittoria, Via Monteverdi 1 (Angolo Via Fernelli) Un evento per certi versi eccezionale a favore della raccolta fondi per la sistemazione archeologica e l’esposizione permanente al pubblico dei reperti neolitici affettuosamente chiamati “gli Amanti” a cura del Comitato per gli Amanti, di cui l’associazione Amici di Palazzo Te fa parte.L’opera completa in sei volumi “Artisti a Mantova nei secoli XIX e XX. Dizionario biografico”, Archivio Sartori Editore, sarà messa in vendita al prezzo straordinario complessivo di 140,00 euro.L’opera, che costituisce un repertorio unico per completezza e validità storica, offre un quadro dettagliatissimo e imprescindibile per la ricostruzione del panorama dell’arte contemporanea a Mantova. Ne parleranno Roberto Pedrazzoli, artista, operatore culturale e politico, impegnato nel Comitato per gli Amanti, Italo Scaietta, presidente dell’Associazione Amici di Palazzo Te, Arianna Sartori dell’Archivio Grafico Sartori, autrice dell’opera.“Artisti a Mantova nei secoli XIX e XX – Dizionario biografico”, VI volumi, opera a cura di Adalberto Sartori e Arianna Sartori.Gli autori dell’opera con la collaborazione di Maria Gabriella Savoia, dopo anni di ricerche e attente schedature dell’attività di artisti mantovani, ricchi di una particolare esperienza nel settore artistico ed editoriale, sono usciti con sei volumi (pagine 3340) che si presentano ricchi di nomi di artisti noti, di alcuni meno conosciuti per un totale di di 593 artisti, nel panorama della provincia mantovana, di dati inediti, di ricche biografie e bibliografie, infinite illustrazioni e numerose rettifiche di dati inesatti o incompleti riscontrati nelle ‘bibliografie’ correnti.

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Mostra mercato libro e stampa antichi

Posted by fidest press agency su domenica, 8 maggio 2011

Mantova 13 e Sabato 14 Maggio 2011, nel Museo Diocesano Francesco Gonzaga di Mantova, in P.zza Virgiliana 55, si tiene la trentennale esposizione Frontespizio. Mostra del Libro e della Stampa Antichi. La rassegna mantovana è ormai un appuntamento consolidato negli anni: la prima mostra nazionale che si tiene in primavera nel terzo fine settimana di maggio, realizzata dall’Associazione Culturale “Il Frontespizio”. La manifestazione, non solo si rivolge ad un pubblico di consolidati collezionisti ma anche ad un pubblico di neofiti, e di curiosi che per la prima volta si avvicinano allo straordinario mondo della carta stampata; va in ogni modo rilevato l’attenzione di un certo collezionismo estero che da qualche anno frequenta l’esposizione con una frequenza sempre più incisiva.
Sui banchi dei librai antiquari, tutti veri professionisti del settore e profondi collezionisti, si potranno trovare le più importanti stampe antiche disponibili sul mercato attuale, carte geografiche e vedute, stampe decorative, le cosiddette ‘cinquecentine’ uscite dai torchi di stampatori importanti quali Manunzio e Giunti; oltre al materiale di interesse locale, la grafica del primo novecento, gli ex-libris, i libri dedicati, ai giochi di prestigio, alla magia, alla cucina, le prime edizioni Futuriste, e di poeti e scrittori quali D’Annunzio, Saba, Ungaretti.
È come viaggiare tra la polvere dei libri, tra l’immaginazione di chi li ha presi in mano e tra l’amore di chi li sceglie e li cerca. Ogni singolo pezzo che sia libro, stampa, santino, bolla papale o immagine pubblicitaria racconta qualche cosa della storia dell’uomo. Cosa fa di una mostra un avvenimento importante, di risonanza non solo nazionale?, potrebbe sembrare difficile rispondere, in realtà molti sono gli ingredienti è più difficile a concretizzarsi perché gli ingredienti necessari affinché tutto funzioni sono diversi: serve un gruppo organizzativo molto affiatato che sappia operare in linea con le esigenze del mercato e degli espositori e che sappia garantire la fiducia e la tranquillità degli acquirenti.
Nata nel maggio 1975, la rassegna Frontespizio. Mostra del Libro e della Stampa Antichi si pone come la prima esposizione in ordine di età e di rilievo in campo nazionale; copiata dalle tutte le altre nate successivamente nelle diverse città italiane, questa di Mantova ha saputo coinvolgere un sempre maggiore numero di espositori ed iniziare al collezionismo un altissimo numero di appassionati. (carta geografica piccola)

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Mantova, la più romantica del mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 gennaio 2011

Così la città lombarda veniva definita dallo scrittore inglese contemporaneo, Aldous Huxley (1894-1963),  e non a torto. Ad affascinare il narratore e saggista furono la surreale patina del tempo che avvolge i monumenti, i canneti lungo il mincio, la nebbia che nelle serate invernali, circonda ogni strada e piazza velandone i contorni di un’umidità infinitamente sentimentale. Ancora oggi, la patria dei Gonzaga, esaltata dal recente prestigio Unesco (luglio 2008), suscita intense emozioni, le stesse che hanno ispirato scrittori e poeti, tanto che diventa una meta ideale per trascorrere il fine settimana di San Valentino.
Un viaggio “nelle pieghe dell’amore”, fatto di tappe a tema e soste in angoli permeati dal fascino della storia, in una cornice indimenticabile. E tutto inizia sin dall’arrivo, dall’entrata medievale del ponte di San Giorgio, nella parte a nord, con uno skyline incantevole. Dinnanzi agli occhi si apre lo scenario del Castello di San Giorgio, un bastione fortificato del Palazzo Ducale, come sospeso su una nuvola, punto di confluenza delle vie che costeggiano i tre laghi (Superiore, Inferiore e di Mezzo).
Una visita è d’obbligo alla “Camera degli Sposi”, capolavoro di Andrea Mantegna all’interno di Palazzo Ducale, in piazza Sordello, tanto maestoso, con trentaquattro mila metri quadri e oltre cinquecento stanze, da sembrare una metropoli.  E sono numerose le altre opere d’arte che hanno per tema, o per effetto, l’amore. A Palazzo Te, progettato da Giulio Romano e residenza estiva dei Gonzaga, la Sala da non perdere è quella di “Amore e Psiche”, la cui decorazione è interamente volta a celebrare l’unione del marchese Federico e di Isabella Boschetti, attraverso la sensuale vicenda mitologica narrata da Apuleio, nell’Asino d’Oro, in vortice di colori, divinità, fauni, satiri e putti. Il tema centrale è appunto Amore, una divinità “mostruosa”, il più potente tra tutti gli dei, temuto dallo stesso Giove, al quale nessuno può sottrarsi.
E perchè poi non regalarsi una serata a teatro, nel piccolo ma scenografico Teatro Scientifico del Bibiena, una vera chicca, capolavoro di architettura. Porta la firma di Antonio Galli Bibiena e fu inaugurato, con un concerto, da Mozart, appena quattordicenne. Infine la strada della seduzione porta fino a tavola, tra tortelli di zucca e agnoli in brodo, salumi e torta sbrisolona e alzando i calici con un Lambrusco Mantovano DOC. Infine alberghi di charme o di design, palazzi in città e ville di campagna offrono letti su cui sognare e sentirsi, per una notte, come “principi” alla corte ducale.
Mantova Tourism (un’ATI che raggruppa imprese di gestione alberghiera, agenzie di viaggio incoming, trasporti, ristorazione, guide turistiche) offre un’ampia scelta di pacchetti e proposte per il week end di San Valentino (11-14 febbraio 2011). http://www.mantovatourism.it (palazzo te)

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Mantova capitale del tango europeo

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 novembre 2010

Mantova dal 7 al 12 dicembre 2010 Sport Village 9° edizione del Mantova International Tango Festival, la kermesse di riferimento in Italia per il ballo che l’Unesco ha riconosciuto l’anno scorso Patrimonio dell’Umanità. Vedrà la città dei Gonzaga invasa dalla passione tanguera: workshops tematici, serate di ballo con show di artisti argentini, musica dal vivo, spettacoli teatrali, reading, presentazioni di libri. Attesi tangueros non solo dall’Europa, ma anche da Stati Uniti, SudAmerica, Giappone, Australia, per quello che rapidamente è diventato un vero e proprio fenomeno di costume. Protagoniste quattro tra le coppie top di ballerini nel panorama internazionale. Da Julio Balmaceda y Corina De La Rosa, universalmente riconosciuti per la grande didattica alle talentuose star da palcoscenico Adrian Ferreyra y Dana Frigoli, passando per Sebastian Arce y Mariana Montes, che con le loro performance infiammano le platee di tutto il mondo, a  Mariano Chicho Frumboli y Juana Sepulveda, maestri assoluti dell’improvvisazione e creatività, alfieri della tango renaissance fra i più giovani.
Grande attesa per il concerto dell’orchestra Ensemble Hyperion, reduce da un acclamato tour nei teatri europei e da collaborazioni con artisti del calibro di Luis Bacalov e Antonella Ruggiero. Da una memorabile serata tenutasi a Roma con la celebre voce dei Matia Bazar, è stato inciso un cd  live “Contemporanea Tango”, uscito a settembre scorso.
Tutte le serate di ballo, che in argentino si chiamano milonghe, vedranno inoltre le selezioni dei migliori dj argentini ed europei tra cui Felix Picherna, decano della consolle con oltre 60 anni di attività,  Marcelo Rojas speaker  de la 2×4, la più seguita radio tanguera di Buenos Aires, e SuperSabino “TangoGrooveMaster” con il suo mix di tradizione e sonorità contemporanee.
Completano il ricco programma altri due appuntamenti di rilievo. Al teatro Bibiena, sabato 11 dicembre 2010, lo spettacolo “Racconti di Tango”, un viaggio attraverso la musica e la poesia, che racconta le avventure di personaggi famosi come Rodolfo Valentino, Evita Peron, Carlos Gardel, Astor Piazzolla, ma anche tante storie di persone comuni che si sono innamorate del e con il tango.La musica e il canto di Ana Karina Rossi e Federico Ferrandina, alla chitarra, giocano con i mini racconti ideati e narrati dallo scrittore Roberto Litta e introducono con eleganza i meravigliosi brani selezionati.  Nel corso del Festival inoltre verrà presentato dall’autrice la novità editoriale “Il tango” uscito per L’Epos. L’ultima fatica di Elisa Guzzo Vaccarino, critica e storica della danza, apprezzata docente del DAMS di Bologna e Torino, e direttrice artistica della sezione danza contemporanea del MAS di Milano.  Info programma dettagliato: http://www.ealloratango.it

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