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Repubblica Centrafricana: due bambini su cinque senza aiuti salvavita

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 dicembre 2014

manuel fontaineAd un anno dallo scoppio delle terribili violenze nella Repubblica Centrafricana, due bambini su cinque, in estremo bisogno di sostegno, sono senza aiuti umanitari. L’UNICEF ha dichiarato che la consistente mancanza di fondi e le condizioni di insicurezza – strade chiuse, saccheggi e attacchi contro gli operatori umanitari – quest’anno hanno lasciato i bambini che erano in attesa di aiuti senza accesso a servizi sanitari di base, acqua, istruzione e protezione.
“I bambini della Repubblica Centrafricana non fanno più notizia, ma oltre 2,5 milioni di essi continuano a vivere in costanti situazioni di paura”, ha dichiarato Manuel Fontaine, Direttore Regionale UNICEF per l’Africa Occidentale e Centrale. “Hanno uno scarso accesso a servizi essenziali e fanno completo affidamento sugli aiuti umanitari. Mentre ci prepariamo a celebrare il nuovo anno, dobbiamo cogliere l’opportunità per dare a questi bambini un futuro migliore.”
Con meno della metà dei fondi di emergenza richiesti quest’anno ed un limitato accesso umanitario a causa delle violenze, l’UNICEF ha per consegnato con grandi difficoltà aiuti salva vita alle comunità che ne hanno bisogno.
– 620.000 persone non hanno ricevuto cure mediche di base e medicinali
– 250.000 persone non hanno avuto accesso a fonti migliorate di acqua
– 33.000 bambini sono stati vaccinati contro il morbillo
– 5.000 bambini sotto i 5 anni gravemente malnutriti non hanno ricevuto cure.
Con l’aggravarsi della crisi, dei combattimenti e degli scontri diffusi, quasi mezzo milione di bambini è stato costretto a lasciare la propria casa. Il conflitto ha distrutto le comunità in tutto il paese, lasciando dietro di sé soltanto distruzione e il collasso dei servizi di base. Secondo l’UNICEF, quest’anno, ogni giorno, in media almeno un bambino è stato ucciso o mutilato nella Repubblica Centrafricana. Circa 10.000 bambini sono stati arruolati da gruppi armati.“Tra l’orrore di stupri e di uccisioni, in prima linea ci sono insegnanti, operatori per le vaccinazioni, operatori sociali e medici che ogni giorno corrono rischi per i bambini,” ha detto Manuel Fontaine. “Senza supporto, il loro impegno per salvare la vita dei bambini è a rischio e noi stiamo perdendo la maggior parte dei traguardi raggiunti quest’anno”.Insieme con le autorità locali e i suoi partner, l’UNICEF ha garantito l’accesso a servizi salva vita a migliaia di famiglie con urgenti bisogni. Quasi 1,4 milioni di persone hanno ricevuto medicinali; più di 1 milione di bambini sono stati vaccinati contro la polio, circa 550.000 zanzariere sono state distribuite per proteggere le famiglie dalla malaria e oltre 22.300 bambini gravemente malnutriti hanno ricevuto cure terapeutiche.Allo stesso tempo, la crisi sta superando i confini. Negli ultimi 12 mesi, le violenze hanno prodotto come conseguenza 188.000 nuovi rifugiati scappati nei paesi vicini: Camerun, Ciad, Repubblica Democratica del Congo e Congo. Oltre l’80% delle persone scappate dalle violenze e che hanno superato il confine erano bambini e donne. Inoltre, circa 430.000 persone fuggite dalle loro case sono sfollate all’interno del Paese. Oltre 16.000 persone tra le popolazioni di minoranza sono sotto assedio in zone isolate circondate da gruppi armanti.
L’UNICEF lancia un appello per il 2015 per 72 milioni di dollari per continuare con i suoi programmi di emergenza nella Repubblica Centrafricana, con l’obiettivo di ristabilire i servizi sociali, di proteggere i civili, coinvolgere le comunità a favorire la conciliazione e promuovere la pace.

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