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Rozière: Protecting traditional products could boost demand and create jobs

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2015

Kick-off meeting of the European Parliament Platform for Secularism in Politics for the 8th parliamentary term of 2014-2019

Kick-off meeting of the European Parliament Platform for Secularism in Politics for the 8th parliamentary term of 2014-2019

Traditional products from Calais lace to Scottish tartans could soon enjoy extra protection in the form of geographical indications, reassuring consumers about their origin and quality. This already exists for food products, but on Tuesday the EP’s legal affairs committee votes on a proposal to extend this to non-agricultural products as well. We spoke to French S&D member Virginie Rozière, who is in charge of steering the plans through Parliament, about why the new rules are needed.
What products could benefit from these new rules?
We all know plenty of products that are based on traditional knowledge and production methods: the Laguiole knives, Calais lace, Bohemian crystal, Scottish tartans, Carrara marble and Meissen porcelain, to name some of the most famous ones.A protected geographical indication is for example a name or a symbol which refers to the geographical origin of a product and to a traditional know-how. The types of products are ceramics, pottery, stone, marble, lace, traditional fabric, as well as jewellery, including precious stones. The European Commission has identified more than 800 products that are likely to benefit from it.
Why should we protect these products at EU level?
Because these products are famous, some companies sometimes use the names of these products, but there is no certainty that they come from the same region or that quality standards have been met. This situation can confuse consumers and harm the reputation of the genuine products. Currently, the protection of those products remains unsatisfactory as only 15 member states have specific national legislation on this.In France, in certain sectors such as textile, companies estimate that the protection of non-agricultural indications could lead to an increase of up to 25% in international demand. An effective EU scheme could foster the preservation of jobs in the place of origin, which are often rural areas.
How would consumers and businesses benefit from this?
EU-wide protected geographical indications increase the attractiveness of a product for consumers, because the place of origin and specified characteristics are guaranteed, and for producers because it allows them to increase the added value of their products.It can thus protect traditional manufacturers and increase their willingness to invest. Protected geographical indications can also improve the image of the place of origin, thus promoting tourism and creating jobs. (photo: Virginie Rozière)

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Tredici imprese del distretto lapideo protagoniste del progetto “Marble

Posted by fidest press agency su martedì, 2 dicembre 2014

marbleMassa Carrara. Le imprese del distretto lapido toscano specializzate nella prodizione di macchine e impianti per la lavorazione di marmi, graniti e pietre puntano il Bosforo. Sono tredici le aziende che hanno aderito al progetto “Marble, Machinery and Technology Incoming” promosso dalla Camera di Commercio di Massa Carrara e Toscana Promozione in collaborazione con la Camera di Commercio di Lucca che hanno incontratoe presso la Sala Conferenze del Centro Direzionale di Carrara Fiere (www.carrarafiere.it) una decina di importanti operatori della Turchia attivi nel campo delle esportazioni ed importazioni di materiali lapidei. A rappresentare la Turchia la Silkar Granit, Anadolu Mermer, Alacacaya Marble, Doganaj Enereij Madencilik, Karamehmet Merner, Taspinare Mermer, Basaranlar Insaat Malzemeleri, Senler Marble, Alimoglu Madencilik, Leonardo Mermer. Positivo e soddisfatto il primo commento della segretaria generale della Camera di Commercio italiana di Izmir, Eren Alfar: “La Turchia è tra i paesi più importanti nella commercializzazione dei materiali lapidei, soprattutto blocchi non lavorati. Cerchiamo ed abbiamo bisogno di tecnologia per incrementare la quota di marmi lavorati”.
Coordinato dalla Camera di Commercio di Massa Carrara l’incontro costituisce un importantissimo momento di avvicinamento commerciale tra le imprese che operano nella filiera del lapideo, in particolare del settore tecnologie e meccanica, escavazione, trasformazione e commercio, ed uno dei più importanti competitor mondiali dopo la Cina e primo esportatore di marmo. Due le giornate previste: lunedì 1 dicembre con una doppia sessione caratterizzata dagli incontri “B2B” mentre martedì 2 dalle visite aziendali. “La Turchia – ha spiegato Dino Sodini, Presidente della Camera di Commercio di Massa Carrara nel corso di un incontro con la stampa – è un mercato a cui guardare e puntare. Questa formula mette in condizioni le imprese, in poche ore, di avere un contatto diretto con le aziende, costruire un percorso e generare nuovo business. La grande esigenza delle imprese, delle piccole imprese, è quelle di avere occasioni di incontro di far parte di un sistema che sia in grado di portarle nel mercato. E’ questa una delle caratteristiche degli enti camerali”.
Tra le aziende che partecipano la maggior parte appartengono al distretto apuano che come Benetti Macchine, Barsanti Macchine by Ism Srl, 3t Utensili Diamantati, Giorgini Maggi, Marmilame srl, Elle Marmi, Officine Marchetti, altre hanno sede nei bacini della Versilia ma anche nel polo tecnologico pisano con la Fabrica Machinale Srl che produce robot industriali. La formula scelta per “incrociare” domanda ed offerta tra le aziende del nostro paese e turche è quella funzionale ed internazionale del B2B (Business to Business) che consente una istantanea messa a fuoco delle specificità e delle esigenze delle singole imprese (info su http://www.ms.camcom.gov.it). “L’iniziativa di oggi prosegue un rapporto ormai consolidato a tre voci: Camere di Commercio, Toscana Promozione e IMM Carrara. Ciascun soggetto, per i rispettivi ruoli – ha detto il presidentemarble1 di IMM- CarraraFiere Fabio Felici – è parte attiva nel favorire un rapporto diretto fra domanda e offerta nel settore del lapideo e delle tecnologie. E questo settore, per il suo radicamento storico, per le caratteristiche delle aziende, per la loro capacità di fare ricerca e innovazione ma anche per l’immagine di grande competitività che si è conquistato grazie alla qualità del prodotto, è in grado di catalizzare l’attenzione degli operatori di tutto il mondo. Abbiamo invitato gli imprenditori e le istituzioni turche a Carrara 2015 la Marmotec EXPO Editon che si terrà dal 18 al 21 giugno e confidiamo in una loro presenza. La Turchia, che è un partner importante per l’Italia del marmo e delle Macchine, è in una fase di crescita e nel 2013 ha esportato nel mondo marmi lavorati per oltre 768 milioni di euro e privilegia da sempre il rapporto con le nostre aziende. Lo testimoniano le statistiche che registrano, nei primi sei mesi del 2014 un export dalla Turchia verso l’Italia di oltre 19mila tonnellate di lapidei di pregio per un valore di 5,5 milioni di euro mentre la Turchia – ha concluso Felici – è anche importatore di marmi italiani e nello stesso periodo ha importato oltre 10.000 tonnellate, in prevalenza di marmi grezzi e lavorati, per un valore di 6,5 milioni di euro e un saldo attivo di oltre un milione grazie alla qualità dei nostri prodotti e al valore medio del nostro export. Ci sono spazi di collaborazione e queste giornate lo testimoniano in pieno”.

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