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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘marchio’

Valorizzazione del marchio Valtur da parte del gruppo Nicolaus Tour

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 ottobre 2018

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha perfezionato il finanziamento al gruppo Nicolaus Tour per l’acquisizione, già avvenuta, di Valtur. Continua, dunque, il percorso di valorizzazione del marchio Valtur da parte del gruppo Nicolaus Tour, che ha ottenuto, a sostegno dell’acquisto effettuato lo scorso 19 luglio all’asta del Tribunale, un finanziamento coordinato dalla struttura di Corporate Finance di Mediocredito Italiano, banca del Gruppo Intesa Sanpaolo dedicata al supporto finanziario specialistico per le PMI anche attraverso operazioni di finanza straordinaria, in collaborazione con il Banco di Napoli, la banca del gruppo attiva sul territorio.
Il Gruppo Turistico Nicolaus è un tour operator con sede a Ostuni (Brindisi), attivo da oltre 15 anni nella programmazione e nella progettazione di pacchetti turistici. In questa fase il gruppo ha diversificato la propria attività, sviluppando i segmenti del wellness e del luxury travel di medio e lungo raggio. Attualmente gestisce 24 Club in Italia e 6 all’estero, con un fatturato di circa 80 milioni di euro nel 2017. Mediocredito Italiano, che ha accompagnato l’azienda anche verso l’ingresso nel programma Elite di Borsa Italiana, ha creduto nel valore del brand Valtur, organizzando un finanziamento a medio lungo termine della durata di 10 anni, congruo per l’utilizzo dell’asset immateriale e dando così origine ad una struttura finanziaria sofisticata, a favore di un marchio e finalizzata al rilancio di un nome storico per il settore turistico italiano come Valtur.
Con questa operazione di supporto finanziario specifico per il progetto Valtur, il gruppo Nicolaus conferma il programma di rilancio del marchio che dà il via alla seconda fase della strategia di sviluppo prevista nel piano industriale approvato dal Board.
Il responsabile Sales & Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo e direttore generale di Mediocredito Italiano Teresio Testa commenta così l’operazione: “La nostra vicinanza alle PMI consiste non solo nell’erogazione di credito ma nell’alimentare la loro fiducia finanziando anche progetti e beni immateriali per la crescita delle idee e delle imprese stesse. In particolare, questa operazione con Nicolaus contribuirà a far rivivere un grande marchio turistico del Made in Italy e farà crescere un tour operator italiano in forte sviluppo, confermando il nostro ruolo di acceleratore dello sviluppo imprenditoriale italiano attraverso il polo per la finanza straordinaria dedicato alle PMI e generando un impatto positivo per l’intera economia del Paese”.
‘’La valenza dell’operazione è stata quella di assicurare una struttura finanziaria adeguata ad un asset immateriale che dura nel tempo” dice Giuseppe Tanzarella, CFO del gruppo. “Cercavamo un partner che potesse fornirci la soluzione tecnica più appropriata: assieme al team di Mediocredito Italiano abbiamo lavorato senza mai perdere di vista l’obiettivo di mantenere una struttura finanziaria equilibrata.”
Giuseppe Pagliara, AD Nicolaus, conclude “Grazie all’apporto di Mediocredito Italiano, che ha basato l’operazione sul valore del marchio, abbiamo assicurato una finanza sostenibile e paziente al progetto di rilancio del marchio che già dal prossimo anno sarà protagonista sul mercato.’’

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Manuele Canu Milano: il nuovo marchio della moda ‘Made in Italy’

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 ottobre 2018

Dopo una perdita importante per l’Italia di un marchio della moda come Versace arriva un nuovo brand che promette di fare scintille. Alla Milano Fashion Week è stata infatti presentata la nuova casa moda Manuele Canu Milano. Il progetto dietro il nuovo marchio si propone sul mercato con una personale concezione moda, unica nel suo genere, che racconta tagli, forme e dettagli del passato, rivisitati in chiave contemporanea.La direzione creativa è del fashion designer Manuele Canu che, forte della sua formazione che lo ha portato a disegnare per i maggiori brand al mondo, sapientemente ha ideato una collezione capace di essere riconoscibile, portabile e assolutamente unica.Un passato che si sposa con il presente, dove la donna è artefice del suo mondo, capace di raccontare la sua personalità e la sua femminilità.Il marchio sta attuando una serie di iniziative che lo porteranno, fin da subito, a porsi come un brand attivo in ambito internazionale.La prima collezione completa Manuele Canu Milano verrà presentata durante l’edizione di Milano Moda Donna di febbraio 2019. Il nuovo brand si pone esclusivamente attraverso un posizionamento di alto livello, con la fondamentale presenza dei capi nelle testate di maggior spessore a livello mondiale, accanto ai grandi nomi della moda.

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É stata presentata su scala mondiale il marchio “Cafés del Perú”

Posted by fidest press agency su sabato, 25 agosto 2018

Il Ministro del Commercio Estero e del Turismo, Roger Valencia, ha presentato davanti a impresari, enti e produttori di caffè, così come giornalisti e acquirenti internazionali, il marchio “Cafés del Perú” (Coffees from Peru) al fine di contribuire al posizionamento a livello globale di questo importante prodotto nazionale. “Con questo lancio nazionale e internazionale si è cercato di posizionare il caffè peruviano con un proprio marchio, come prodotto di qualità differenziata e riconosciuta in tutti i mercati”, ha svelato Valencia Espinoza, durante la presentazione nell’ambito della fiera Expoamazónica Ucayali 2018, realizzatasi dal 9 al 12 agosto nella città di Pucallpa. Inoltre, ha precisato anche che questo marchio rappresenta tutti i tipi di caffè prodotti in territorio peruviano e caratterizzati per l’alta qualità. Il marchio è stato disegnato prendendo in considerazione la diversità del territorio in cui si sviluppa, che va dai 600 fino a 1.800 m s.l.m. della Cordigliera Andina. Allo stesso tempo, sono state prese in considerazione la specialità e la tracciabilità, aspetti che, oltre alle proprie qualità organolettiche intrinseche, fanno sì che sia una bevanda molto richiesta dai consumatori più esigenti.
Il marchio si pone come obiettivo quello di portare il caffè peruviano ad avvolgere il consumatore con la storia del prodotto, che si collega con la ricchezza culturale e la biodiversità del Perù e che permette la presenza di più sapori, aromi e varietà, oltre ad avere una forte componente sociale, dato che la sua produzione coinvolge circa mezzo milione di famiglie provenienti da diverse zone del paese.

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Nicolaus acquisisce il marchio Valtur

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 luglio 2018

Nicolaus, Gruppo italiano con sede a Ostuni che nel 2018 ha festeggiato i 15 anni di attività in ambito turistico, si è aggiudicato la gara per l’acquisizione del marchio Valtur, organizzata dal Commissario Giudiziale che sta gestendo il fallimento della società milanese. Nicolaus si è aggiudicato la gara sulle altre offerte, con un vantaggio superiore ai 500 mila euro previsti dal bando, evitando la possibilità di rilancio da parte degli altri competitor.
Nicolaus, leader nell’ambito villaggistico nazionale, attualmente commercializza 30 strutture in esclusiva (24 in Italia, 5 in Grecia e 1 in Spagna), dando lavoro a 120 persone. Il Gruppo ha chiuso il 2017 con 80 milioni di euro di fatturato, segnando una crescita del 20% rispetto al 2016 e un EBTDA del 5,5%. I conti economici mostrano una redditività ai livelli top del settore, con una situazione finanziaria caratterizzata da una grande stabilità che ha costituito la base della messa a punto di un piano industriale di forte sviluppo per il triennio 2019-2021.
L’acquisizione del marchio Valtur è perfettamente funzionale alla realizzazione delle opzioni di sviluppo previste dal piano industriale che per i prossimi 3-5 anni prevede una crescita costante “double digit”, nel rispetto di un equilibrio economico-finanziario che da sempre caratterizza la solidità di Nicolaus.Attualmente non è prevista l’acquisizione di ulteriori asset come indicato nella procedura finanziaria.“Siamo molto soddisfatti dell’esito dell’operazione appena conclusa che rientra perfettamente nelle opzioni contemplate dal piano di sviluppo approvato dal board. Nicolaus è un’azienda solida, che genera cash flow, con importanti riserve di capitale e con una posizione finanziaria netta, snella ai livelli delle migliori performance del passato del turismo e con una capacità di accesso al mercato dei capitali fino a ora marginalmente sfruttata. L’acquisizione vedrà la convivenza dei brand Nicolaus e Valtur nell’ottica di una segmentazione del mercato strategica all’interazione con i differenti target su cui abbiamo deciso di puntare”, commenta Giuseppe Pagliara, amministratore delegato di Nicolaus.

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‘Made Green in Italy’: In arrivo prodotti col nuovo marchio

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

A breve dovrebbero arrivare sul mercato prodotti con il nuovo marchio “Made Green in Italy” che certifica, oltre all’origine italiana, anche il rispetto di determinati standard di produzione a basso impatto ambientale. La nuova certificazione riguarda tutti i prodotti, alimentari e non, nonché servizi. Il marchio è del Ministero dell’Ambiente, rilasciato su domanda dei produttori dopo la verifica dei requisiti necessari. Un decreto ministeriale che entra in vigore il 13 giugno ha fissato le modalità di presentazione delle domande di rilascio delle licenze di utilizzo che hanno durata triennale. Quali requisiti per l’ottenimento di questo marchio, e quindi le “garanzie” per il consumatore? Non ci sono disposizioni specifiche, anche considerando che sono coinvolti TUTTI i prodotti e servizi già dotati del marchio “made in Italy” e che quindi le caratteristiche “ecologiche” possono essere diverse ed anche regolate dalle stesse aziende produttrici nell’ottica di rendere i propri prodotti più competitivi.In termini generali i prodotti devono presentare prestazioni ambientali pari o superiori al parametro di riferimento seguendo il metodo europeo PEF (product environmental footprint) di valutazione della cosiddetta “impronta ambientale” definita con i criteri stabiliti dalla Raccomandazione 2013/179/Ue.L’impronta ambientale è valutata sulla base delle prestazioni ambientali di un prodotto analizzato lungo tutto il suo ciclo di vita, e calcolata principalmente al fine di ridurre gli impatti ambientali considerando TUTTE le attività della catena di produzione e fornitura, dall’estrazione delle materie prime fino alla gestione del fine-vita.Nella pratica la valutazione riguarda gli impatti sull’ambiente che può avere l’estrazione di una materia prima, il suo trasporto, la sua lavorazione (e le sostanze necessarie, le emissioni sull’ambiente, etc.), nonché tutto il processo produttivo fino alla distribuzione per la vendita, e alla gestione del prodotto a fine vita, diventato rifiuto da smaltire.L’iter prevede alcuni passaggi “burocratici”. Prima di tutto dovranno essere definite delle “regole di categoria” per classi di prodotto, su iniziativa di soggetti pubblici o privati, per esempio un gruppo di aziende produttrici. Fatto questo e ottenuto il riconoscimento del ministero, potranno essere chieste le realtive licenze per l’uso del marchio.Per il consumatore, sulla base degli stretti e dettagliati criteri delle normative che regolano il rilascio del marchio, c’e’ solo da affidarsi confidando che la scelta di acquistare il prodotto abbia una conseguenza positiva sull’ambiente. Come tutte le altre e diverse disposizioni di legge che si sono poste questo obiettivo, una valutazione non potrà che essere successiva e non sui propositi. Di certo si tratta di un aspetto importante, molto più della certificazione di origine italiana. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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MyKronoz, il marchio svizzero di indossabili, annuncia l’arrivo dello smartwatch ZeTime Petite Hybrid al CES 2018

Posted by fidest press agency su sabato, 6 gennaio 2018

MKZ-Wall 3450x1540-Side AA seguito di una storica campagna di crowdfunding che l’anno scorso ha raccolto oltre 6 milioni di dollari su Kickstarter e Indiegogo, MyKronoz, il marchio premium di orologi per la generazione smart, ha annunciato in data odierna il lancio globale dello smartwatch ibrido ZeTime Petite. ZeTime Petite (39 mm) e Regular (44 mm) saranno in esposizione e disponibili per demo al CES 2018, dal 9 al 12 gennaio a Las Vegas.Il primo smartwatch ibrido con lancette meccaniche sopra a un touchscreen a colori: ZeTime offre il classico design di un orologio svizzero unito alle funzionalità più avanzate di uno smartwatch. “Smart Movement”, la tecnologia proprietaria di MyKronoz, permette alle lancette sempre attive di ZeTime di funzionare fino 30 giorni con una singola carica, garantendo la funzione primaria dell’orologio: indicare l’orario. Con un prezzo al dettaglio a partire da 199 dollari, il dispositivo ibrido è ora disponibile in due diverse misure (39 mm e 44 mm) e tre collezioni che comprendono una varietà di casse e cinturini per soddisfare i gusti più diversi.”MyKronoz vuole stabilire un nuovo standard, nel settore dell’orologeria come in quello degli indossabili. Con ZeTime abbiamo creato il primo smartwatch senza compromessi, incorporando il meglio del design e della maestria svizzeri in un dispositivo indossabile”, ha commentato Boris Brault, CEO e fondatore di MyKronoz. “Mentre perseguiamo la nostra ambizione di diventare il leader del futuro per una nuova generazioni di orologi con prezzi attraenti e tecnologie innovative, siamo estremamente entusiasti e orgogliosi di presentare al CES 2018 la nostra linea rivoluzionaria di prodotti”.
A riprova della sua strategia audace e ambiziosa, MyKronoz ZeTime è stato supportato da oltre 35.000 sostenitori, diventando lo smartwatch ibrido più finanziato con la campagna più grande mai promossa da un’azienda europea, nonché il prodotto più sostenuto del 2017. Oggi ZeTime continua ad avere un seguito attivo sulle comunità online; il prodotto verrà promosso in maniera massiccia all’inizio del 2018 nei punti di vendita al dettaglio di oltre 60 paesi.Con un touchscreen a colori da 1,05 pollici per la versione Petite, e uno da 1,22 pollici per la versione Regular, MyKronoz è oggi l’unico marchio di indossabili a offrire uno smartwatch con display e cassa in due diverse misure, il che è un attributo chiave per alimentare l’adozione su larga scala.ZeTime è dotato di funzionalità avanzate e di facile utilizzo per ogni consumatore. (foto: MyKronoz ZeTime)

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Privacy, utenti più sicuri sui siti web che espongono il marchio di qualità

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 novembre 2017

computer-securityE’ un verdetto preoccupante, quello emesso dal Global Privacy Enforcement Network (GPEN) al termine di un’indagine internazionale condotta da ventiquattro Autorità per la protezione dei dati personali, tra le quali anche il Garante italiano:la ricerca, svolta su 455 siti web ed app di vari settori come viaggi, sanità, banche, social media, giochi d’azzardo, e retail, ha infatti evidenziato che solo il 35% delle informative sulla privacy menziona l’adozione di misure di sicurezza a protezione delle informazioni personali degli utenti, e il 67% dei siti e della applicazioni omette di specificare in quale parte del mondo vanno a finire i dati, mentre il 51% non chiarisce se e con chi questi vengono condivisi. Non solo le Autorità hanno rilevato policy spesso generiche e talvolta imprecise con riferimenti normativi obsoleti, ma a quasi metà degli utenti (44%) non vengono neanche comunicate le modalità di accesso per l’esercizio dei loro diritti.Benché lo scenario attuale delinei un web sempre più simile ad una giungla piena di insidie mettendo a rischio la fiducia degli utenti che si avvalgono della rete per socializzare e fare shopping online, arrivano però buone notizie grazie al marchio di qualità “Privacy Ok”, uno strumento che aiuterà gli utenti a valutare rapidamente il livello di conformità ad uno specifico codice di condotta e ai princìpi generali della normativa in materia di privacy di siti e app, come spiega Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy”Per contribuire ad un clima di fiducia che favorisca lo sviluppo del mercato digitale, le aziende virtuose che operano in modo trasparente e lecito hanno ora l’opportunità di ottenere un marchio di qualità ed esporlo sui propri siti web ed app per dare evidenza che hanno aderito al nostro codice di condotta assumendosi l’impegno vincolante di rispettarne tutte le regole. Inoltre, gli utenti possono contare sul fatto che non si tratta di un semplice bollino rilasciato in maniera autoreferenziale – sottolinea Bernardi – Infatti, le attività di assessment non vengono svolte dal nostro staff interno ma sono state affidate all’organismo di terza parte e indipendente TÜV Italia, che assicura l’imparzialità del processo di valutazione per determinare se un sito o una app è effettivamente conforme e meritevole di fregiarsi del marchio.”Ulteriori elementi di garanzia a tutela degli interessati, sono provveduti dall’operato di un comitato di vigilanza che monitora periodicamente i siti e le app che hanno ottenuto il marchio per verificare che continuino a rispettare il codice di condotta, e in ogni momento gli utenti stessi possono rivolgersi ad uno sportello online per inviare le loro segnalazioni.

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Grifols ha ricevuto l’approvazione del marchio CE per ID RHD XT

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

barcellonaBARCELLONA, Spagna/PRNewswire/ — Grifols (MCE: GRF, MCE: GRF.P e NASDAQ: GRFS), una delle aziende leader nel mondo di medicinali biologici plasma-derivati e medicina trasfusionale, ha ottenuto la conformità europea – marchio CE – per il suo test diagnostico innovativo ID RHD XT. Il kit è stato creato per essere utilizzato nella stessa piattaforma di ID CORE XT ed ID HPA XT, che, dal 2014, consente agli immunoematologi di costruire database dettagliati di donatori e di rispondere alle necessità dei pazienti che richiedono trasfusioni frequenti o multiple.La genotipizzazione RHD, quando esistono dei risultati discordanti RhD o quando viene individuato un fenotipo D debole, è stata raccomandata dal gruppo di lavoro sulla genotipizzazione RHD convocato dall’AABB e CAP (Sandler, et al. Transfusion 2015). La genotipizzazione RHD può ridurre la somministrazione non necessaria del RhIG nelle donne incinte e diminuire le trasfusioni inutili di globuli rossi RhD negativo ai pazienti utenti con un fenotipo sierologico D debole. ID RHD XT include le varianti specificate in queste raccomandazioni.
ID RHD XT è prodotto da Progenika, un’azienda Grifols che sviluppa esami di genotipizzazione del gruppo sanguigno e che offre facilità di utilizzo e risultati rapidi. L’affidabilità, la precisione e la velocità dell’ID RHD XT è equiparabile a quella dell’ID CORE XT e dell’ID HPA XT, e offre agli immunoematologi la possibilità di ottenere risultati entro 4 ore dall’estrazione del DNA.”Siamo orgogliosi di questo traguardo chiave, che rafforza il nostro impegno a fornire soluzioni di alta qualità per migliorare i metodi della medicina trasfusionale.” – Carsten Schroeder, Presidente delle Operazioni Commerciali Diagnostiche di Grifols
Grifols è una società mondiale del settore sanitario con oltre 75 anni di esperienza tesa al miglioramento della salute e del benessere delle persone attraverso lo sviluppo di medicinali salvavita plasma-derivati, sistemi diagnostici e prodotti farmaceutici ospedalieri.L’impegno verso la salute porta la nostra attività ad organizzarsi in tre divisioni: Bioscience, Diagnostic, e Hospital che sviluppano, producono e commercializzano prodotti innovativi per i professionisti del settore medico in più di 100 paesi di tutto il mondo.
ID RHD XT, ID CORE XT, ID RHD XT, e BIDS XT possiedono il marchio CE e sono disponibili per la vendita commerciale nell’UE. La registrazione e la disponibilità dei prodotti possono variare a seconda del paese. Per maggiori informazioni rivolgersi al rappresentate Grifols locale.

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Klopman International conferma: Obiettivi strategici raggiunti

Posted by fidest press agency su sabato, 7 Mag 2016

KlopmanFrosinone. Klopman International, azienda produttrice di tessuti tecnici per gli abiti da lavoro nei comparti Protectivewear, Corporatewear e Workwear, rende noti i risultati 2015 che confermano il successo del piano di sviluppo avviato dal 2014 dal CEO Alfonso Marra mirato sia all’innovazione tecnologica che a rafforzare il marketing e la comunicazione aziendale per consolidare il prestigio del marchio storico.
A fine 2015, Klopman International registra un’ottimale tenuta del fatturato a 120 milioni con il 95% realizzati all’estero e una significativa crescita delle vendite dei tessuti ad alta innovazione e ad alta marginalità.Gli Stati dove Klopman esporta sono 62, con crescite importanti in Paesi lontani come l’Oceania, in particolare in Nuova Zelanda, dove le vendite nell’ultimo anno di esercizio sono arrivate ad un +30%. Nuovi business sempre nel 2015 sono stati avviati in Estonia, Laos, Tunisia e Singapore.

Klopman1

Il piano di sviluppo aziendale ha visto l’introduzione di nuove figure manageriali e in parallelo è stato avviato un importante progetto di formazione per l’allineamento culturale in azienda. È stato poi finalizzato un importante piano di marketing iniziato lo scorso anno con l’opera di restyling del sito industriale di Frosinone dove è stata creata una location esclusiva di design per il ricevimento degli ospiti e per le attività di tipo congressuale. La partecipazione alle maggiori fiere internazionali, progetti a sostegno dei nuovi talenti come quello sviluppato con l’Accademia Italiana di Arte-Moda-Design, il rinnovato impegno nella Corporate Social Responsibility, valore fondante del brand, l’implementazione di una nuova e strutturata digital strategy, il rinnovo dell’immagine coordinata dell’azienda sono solo alcune delle attività che hanno visto e che vedranno l’azienda impegnata dal punto di vista della comunicazione nei prossimi mesi. Klopman ha Dirigenza, Ricerca & Sviluppo e principale sito produttivo a Frosinone dove operano circa 400 dipendenti, oltre a uno stabilimento a Giacarta (Indonesia) con sede commerciale a Bangkok (Thailandia) a servizio del mercato del sudest asiatico. Altre branch commerciali sono a Dusseldorf, Lione, Mosca, Borås (Svezia), Dubai.
Complessivamente Klopman in Italia fabbrica 40 milioni di metri di tessuto, in oltre 100 stili e tipologie di tinta differenti, studiati anche ad hoc per singolo cliente. Tecnologie avanzate e un controllo dei processi centralizzato, che monitora e corregge simultaneamente 3800 punti macchina, sono solo alcuni degli skill che fanno della realtà frusinate un modello industriale e dei tessuti i più resistenti all’usura, al restringimento e alle alterazioni di colore. (foto: Klopman)

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Presentato il progetto TransPyrenea Extreme

Posted by fidest press agency su sabato, 16 aprile 2016

Conferenza stampa di presentazione del progetto TransPyrenea Extreme, da parte di Cristina Tasselli, ultra trailer, co-fondatrice di TRM e membro del TRM Endurance Team, che parteciperà alla ricerca. Insieme a lei l’altro co-fondatore di TRM, l’ultra trailer Marco Mori, anche lui coinvolto nella ricerca in quanto membro del TRM Endurance Team, che ha annunciato:
“Un progetto unico al mondo, che vede protagonisti, oltre che Raid Sahara, organizzatore della gara, anche due istituti di ricerca del CNR e due centri di ricerca italiani SUISM e Sanis leader a livello internazionale e che hanno già seguito progetti su ultramaratone.”. Infine Marco Mori ha concluso: <<L’impresa e la ricerca saranno raccontati prima, durante e dopo la gara, attraverso pubblicazioni, eventi, conferenze stampa, social networking, blog e video-story telling destinati alla comunità scientifica e al pubblico dei runner>>.

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Il Parlamento chiede etichette “Made in” obbligatorie per rafforzare la sicurezza dei prodotti

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 aprile 2014

Le etichette “Made in” dovrebbero essere obbligatorie per i prodotti non alimentari venduti nel mercato comunitario, secondo le norme approvate dal Parlamento martedì che hanno come obiettivo una maggiore protezione dei consumatori attraverso il rafforzamento della sorveglianza e dei criteri di sicurezza dei prodotti. I deputati hanno inoltre chiesto pene più severe per le imprese che non rispettano le norme di sicurezza e vendono prodotti potenzialmente pericolosi. I deputati hanno sostenuto la proposta della Commissione di rendere obbligatorio il marchio del paese d’origine, sostituendo così l’attuale sistema volontario, affermando che le etichette “Made in” permetterebbero di migliorare la tracciabilità delle merci e di rafforzare la tutela dei consumatori. A oggi, circa il 10% dei beni presi in esame dal sistema di allarme RAPEX dell’UE non è riconducibile al produttore.”Questo è un grande passo in avanti per la trasparenza della catena di fornitura di un prodotto, e questo è un bene per i consumatori”, ha affermato la relatrice sulla sicurezza dei prodotti Christel Schaldemose (S&D, DK), che ha anche criticato con forza il fatto che gli Stati membri non siano stati in grado di concordare una posizione comune sulla questione, bloccando cosi i negoziati sul regolamento nel suo complesso, a scapito della sicurezza dei consumatori in Europa. La sua relazione è stata adottata con 485 voti a favore, 130 contrari e 27 astensioni.Per i deputati, l’etichetta “Made in” dovrebbe essere obbligatoriamente utilizzata per tutti i prodotti venduti nell’UE, con alcune eccezioni come il cibo e i medicinali. Secondo la proposta approvata, i produttori UE potrebbero scegliere se mettere sull’etichetta la dicitura “Made in EU” oppure il nome del loro paese.Per le merci prodotte in luoghi diversi, il “paese di origine” sarebbe quello in cui il bene ha subito “l’ultima trasformazione o lavorazione sostanziale, economicamente giustificata”, che si sia conclusa con la “fabbricazione di un prodotto nuovo o abbia rappresentato una fase importante del processo di fabbricazione” (come definito nel codice doganale UE).

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Made In: marchio d’origine deve essere obbligatorio per prodotti importati

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2013

Secondo il Parlamento europeo, l’Unione deve rendere obbligatorio l’uso del marchio d’origine per i beni importati da paesi terzi. Gli eurodeputati hanno reiterato la loro domanda giovedì, durante un dibattito in plenaria e in una risoluzione. Dopo aver criticato la decisione della Commissione di ritirare il regolamento sul “made in” proposto, che aveva ricevuto il forte sostegno del Parlamento nel 2010, gli eurodeputati hanno chiesto una nuova proposta.
Cristiana Muscardini (ECR, IT), relatrice per il dossier legislativo sul “made in”, durante un dibattito con il Commissario per il commercio Karel de Gucht, ha detto: “Il mercato globalizzato porta sviluppo solo se le regole sono comuni e condivise”. Con riferimento all’esistenza di norme sul marchio d’origine in paesi concorrenti come Brasile, Cina e USA, Muscardini ha detto: “L’Europa non può dirsi giusta verso i propri cittadini se non è capace di difenderne i diritti” approvando le stesse norme o chiedendone l’abrogazione nei paesi competitori, e ha chiesto un incontro con Commissione e Consiglio per superare l’impasse.
Poiché gli Stati membri non sono riusciti a mettersi d’accordo sull’indicazione del paese d’origine obbligatoria per i prodotti importati nell’UE, quali abiti, scarpe e gioielli, la Commissione deve esplorare altre strade per garantire “condizioni di parità tra le imprese dell’UE e i loro concorrenti dei paesi terzi” e la tutela dei consumatori, chiede il Parlamento.
Solo un’etichettatura con l’indicazione del paese d’origine di un prodotto può garantire una scelta informata da parte dei consumatori, affermano i deputati, che pertanto chiedono alla Commissione di proporre un nuovo testo in tal senso.
I deputati sottolineano infine che nell’UE non si applicano norme comuni sull’attestazione di origine delle merci importate, ad eccezione di determinati casi nel settore agricolo e che paesi quali Brasile, Canada, Cina e Stati Uniti già impongono tale obbligo su alcuni prodotti.

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Fashion Café

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

Milano 13 luglio dalle 19.00, l’aperitivo al Fashion Café di si tinge dei colori del denim della nuova collezione di jeans del giovane stilista Giorgio Figini per il brand Purple DeNimes. Il Fashion Café – noto locale dell’entertainment milanese di Guido Cancellieri e Stefano Graziani – è stato scelto dal marchio Purple DeNimes per la presentazione della nuova collezione perché rispecchia, con il suo dinamismo e il suo essere punto d’incontro di tante realtà differenti, la perfetta ‘vetrina’ per il primo passo che il marchio compie a Milano verso gli amanti del tessuto denim…il classico jeans! Gli ingredienti della Denim Night al Fashion Café sono semplice: un buon drink, un ricco buffet, la musica di DJ Trebla, quattro chiacchiere e perché no…un paio di jeans nuovi Purple DeNimes. Mercoledì sera sarà possibile acquistare – con un’offerta libera e anonima – uno tra i modelli proposti dall’”archivio” di Purple DeNimes: tra questi alcuni pezzi unici mai andati in produzione, piccole produzioni realizzate solo per clienti esteri e introvabili in Italia.

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Cioccolato a palazzo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2010

Genova 11 novembre, a Palazzo Imperiale in Piazza Campetto 8 presso la prestigiosa sede del centro regionale dedicato all’artigianato Liguriastyle.it, torna la seconda edizione di Cioccolato a Palazzo, l’appuntamento dedicato alla promozione del marchio Artigiani In Liguria ed ai 10 prodotti. Cioccolato a Palazzo, seppur partendo dal cioccolato, ha la finalità di promuovere tutti i 10 marchi: Ardesia della Val Fontanabuona, Damaschi e tessuti di Lorsica, Sedia di Chiavari, Filigrana di Campo Ligure, Velluto di Zoagli, Ceramica, Cioccolato, Composizione Floreale, Ferro battuto ed altri metalli ornamentali e Vetro. Il calendario della giornata è un inno al cioccolato:  Laboratorio sulla “pressata genovese” un tipo di lavorazione del cioccolato, un incontro dedicato al DOC-ITO un cioccolatino all’Ormeasco Passito, un incontro scuola-bottega dedicato alle tegole di cioccolato, una degustazione guidata di cioccolatini all’Olio di oliva taggiasca ed un chocohour con la linea di grissini e tavolette con cioccolato, sale, origano, pomodoro, capperi, acciughe, altro cioccolato e sfiziosità.

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Stampa democratica è diventata un marchio

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 novembre 2010

Stampa Democratica, con i suoi 32 anni, è la più antica corrente del sindacato dei giornalisti. E anche la più giovane, se si considera l’età dei suoi rappresentanti nella Lombarda e nella FNSI. Gruppo libero di persone libere, senza iscrizioni, tessere o statuti. La sue riunioni sono sempre aperte a chi vuole dare un contributo; le decisioni sono prese in forma collettiva e democratica. Aderiscono giornalisti di tutti i settori dell’informazione, e di qualsiasi posizione politica: destra, centro o sinistra. Nessun altro può vantare un così marcato “pluralismo”, che  non deriva da una studiata rappresentazione, ma da scelte spontanee. E’ possibile che questo accada perché l’idea cardine è quella originaria di Walter Tobagi: autonomia fortissima – dimostrata nei fatti, non nelle intestazioni sterili – da ogni potere, politico o economico. Per Stampa Democratica nessun partito o governo, nessuna azienda è amica o nemica a priori. Tutti interlocutori, tutti controparte. Gruppi concorrenti o avversari hanno più volte preconizzato il superamento o il declino di Stampa Democratica. La quale invece è forte – più forte che negli anni di fondazione – e protagonista nell’Associazione Lombarda e nella FNSI. Perché allora, dopo 32 anni di vita e vitalità, si è deciso nel luglio 2010 di costituire con atto notarile una Associazione Stampa Democratica con tanto di marchio depositato? Perché da Stampa Democratica, che per i colleghi è sinonimo di sindacato dei giornalisti capace di lotte e di successi  a beneficio di tutta la categoria – si è verificata qualche fuoriuscita, alcune silenziose e altre rumorose, e dunque ci è sembrato giusto stabilire chi è con Stampa Democratica e chi è contro. La corrente non ha mai respinto o espulso nessuno: ma sempre scelto, deliberando nella propria assemblea sulle cose da fare. C’è chi si è allontanato senza dare spiegazioni, e magari riemerge schierandosi contro Stampa Democratica. E chi si proclama continuamente come un fondatore, quasi unico, salvo poi allearsi con gli avversari.  Era indispensabile definire con chiarezza chi siamo noi, e chi sono gli altri. A chi ci ha lasciato auguriamo buona fortuna, e la capacità di servire i giornalisti più delle proprie ambizioni personali. Lo facciamo senza risentimenti, ma soprattutto senza rimpianti.

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Il Red Factor di Maranello

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2010

Maranello 3 ottobre 2010” motori accesi e pronti al via, per la ottava edizione del “Gran Premio del Gusto” che farà percorrere ai visitatori un itinerario cultural-gastronomico tra le eccellenze contraddistinte dal marchio rosso di Maranello. Sul “red carpet” della kermesse, sfileranno innanzitutto le “rosse”, da più di 60 anni simbolo del luogo che, a suggello del suo legame con la famosa Casa Automobilistica,  ha  ricevuto dal Presidente Luca Cordero di Montezemolo l’onore di dare il nome all’auto più veloce della Testarossa:  la 550 Maranello e la sua naturale evoluzione, la 575 M.
Grazie alla collaborazione con la Galleria del “Cavallino”, il 3 ottobre la Città della Ferrari espone in piazza Libertà alcuni modelli delle più ammirate auto sportive: dalla “storica” 500 F2 (del 1952) alla rampante 248 F1 (del 2006). il Gran Premio Aceto Balsamico Tradizionale-Città di Maranello verrà assegnato, presso l’Auditorium Enzo Ferrari, in via Nazionale 78, dalle ore 10 e 30 alle 13, ai migliori campioni, 15 autoctoni e 10 di acetaie provenienti da fuori, secondo il giudizio di una giuria qualificata. Ma al “Gran Premio del Gusto”, in sintonia con il monocolore dominante, quest’anno è segnalata una new entry fiammeggiante: la Melanello, succosa e zuccherina varietà di mela, esclusiva del territorio. Molti altri prodotti tipici della Città, che fanno parte del “paniere rosso”, saranno messi in mostra (e in vendita) domenica prossima nelle bancarelle e negli stand gastronomici in via Claudia, in via Stradi e in piazza Libertà. “Delizie di Avanzi – A tavola con il Gusto della Tradizione”, concorso riservato alle donne maranellesi che si sfideranno in due gare per il recupero dell’arte culinaria locale: all’Auditorium Enzo Ferrari, alle ore 10 e 30, verranno premiate le prime tre ricette classificate nelle due sezioni, una per i piatti tipici a base di aceto balsamico, l’altra per le confetture e le conserve. Per tutto il giorno, in piazza Libertà, l’apposito stand “Delizie di Avanzi” distribuirà torte di confettura, preparate secondo le ricette tramandate di madre in figlia, in cambio di un libero contributo in favore della ricerca sulla SLA-Sclerosi Laterale Amiotrofica.
Il programma all’insegna del rosso del “Gran Premio del Gusto”, organizzato dal Consorzio Maranello Terra del Mito (istituito per la promozione e il marketing del territorio), in collaborazione con il Comune della Città, comprende anche: spettacoli musicali, animazione per i bambini, mercatino dell’ingegno e del passato, mostra “tra passato e presente” di trattori e il Concorso Fotografico “Scatto di Gusto”, aperto a tutti gli spettatori che potranno partecipare con al massimo tre fotografie, raffiguranti luoghi e personaggi della giornata. I tre vincitori saliranno sul Podio Ferrari, in piazza Libertà, alle ore 17, per ricevere in premio un prodotto tipico e un libro fotografico, omaggio della Galleria del “Cavallino”.
D’altra parte, Maranello merita il viaggio non solo perché è la mitica sede della Ferrari ma anche per la bellezza del paesaggio, racchiuso tra pianura e prime alture appenniniche; per le testimonianze storiche e artistiche, tra cui i resti della “fornace d’epoca romana” e il castello circondato dal borgo vecchio, e, non ultime, per le delizie enogastronomiche, che vantano una storia secolare e una tradizione unica. Raggiungere Maranello è facile: basta percorrere 20 chilometri verso l’Appennino dalle uscite Modena Nord o Modena Sud dell’Autostrada A1.

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Logo croce verde: ricorso Corte Ue

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

Toccherà alla Corte di giustizia europea decidere sulla richiesta di DocMorris di registrare come marchio protetto il logo dalla croce verde che contrassegna le sue farmacie. La decisione di ricorrere ai giudici dell’Unione è stata adottata dalla catena olandese (controllata da Celesio) dopo i ripetuti no dell’Ufficio europeo per la registrazione dei marchi e per l’armonizzazione del mercato interno. La vicenda si trascina da qualche anno: nel maggio 2007, pochi mesi dopo l’acquisizione da parte di Celesio per circa 180 milioni di euro, DocMorris invia per la prima volta alle autorità comunitarie la richiesta di registrare la sua croce verde come marchio europeo, stilizzata in due versioni (per dare un’occhiata al logo basta visitare il sito tedesco di DocMorris, http://www.docmorris.de). La domanda viene presentata per un’ampia gamma di categorie merceologiche: farmaceutici e prodotti per il benessere, apparecchiature, strumenti per la casa, abbigliamento e perfino drogherie e alimentari. La risposta dell’agenzia per i marchi è negativa e anche se le ragioni non sono ufficialmente note (le procedure di registrazione rimangono confidenziali tra richiedente e uffici competenti) secondo alcune fonti di stampa il motivo del rifiuto risiederebbe nell’assenza di originalità dei loghi. DocMorris giudica insufficienti le argomentazioni e invia due ricorsi alla commissione d’appello dell’Ufficio per l’armonizzazione, nel novembre 2008 e nell’aprile 2009, ma a febbraio vengono respinti entrambi. Spetterà alla Corte di giustizia del Lussemburgo dire l’ultima parola, ma è già legittimo chiedersi che cosa può accadere alle farmacie e alle aziende della filiera che per puro caso innalzano un logo più o meno simile a quello della catena olandese. (fonte farmacista33)

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Efficienza energetica

Posted by fidest press agency su domenica, 16 Mag 2010

Strasburgo Parlamento europeo. I deputati voteranno a Strasburgo nuove regole sull’efficienza energetica degli edifici e il nuovo layout del marchio comunitario di efficienza energetica. Tali misure – che si aggiungo al pacchetto sui cambiamenti climatici del 2008 – sono già state concordate con il Consiglio e devono ora essere approvate dalla Plenaria.

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ll mondo extravergine racchiuso in un marchio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 Mag 2010

Arezzo dal 14 al 17 Maggio “Flos Olei 2010” Fiera dell’extravergine di qualità. Per quattro giorni infatti Arezzo diventerà la capitale dell’olio, con un ricchissimo ventaglio di proposte per esperti e appassionati. Attesissima dunque a Medoliva questa prima edizione che vede Marco Oreggia, universalmente riconosciuto come uno dei massimi esperti nel campo dell’extravergine, nella duplice veste di editore nonché curatore, insieme a Laura Marinelli. Frutto di un grande lavoro di squadra, con un panel di esperti assaggiatori, Flos Olei è oggi l’unica pubblicazione che racconta le realtà produttive olivicole di tutti e cinque i continenti, scegliendo il meglio (flos, in latino, significa appunto fiore) di ogni singolo paese produttore: un totale di 625 oli per ben 40 nazioni presenti in Guida. Lo scopo di Flos Olei è puntare i riflettori su una qualità senza confini, mettendo in evidenza quelle etichette che, qualsiasi sia la loro origine, si siano distinte per eccellenza. Per offrire così un valido strumento ai consumatori di tutto il mondo: non a caso l’edizione esce direttamente in doppia lingua, italiano e inglese. È a loro che sono affidate le sorti di un comparto come quello olivicolo che richiede sforzi e passione e che non sempre è adeguatamente ripagato dall’attenzione di chi acquista.Ma il mondo Flos Olei non si esaurisce in un libro. Oltre infatti a essere una Guida, che nasce da un Concorso Internazionale, Flos Olei è un marchio che offre garanzia di distinzione e valore, per la professionalità con cui tutti i suoi prodotti vengono ideati e realizzati. Racchiude un insieme di progetti, nutriti da una stessa filosofia: quella dell’alta qualità.

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Editoria: Il corpo dei Settanta

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 dicembre 2009

Il corpo, l’immagine e la maschera di Edwige Fenech – di Stefano Loparco – Pag. 330 – Euro 18,00 – ISBN 978 – 88 – 7606 – 258 – 2 Edwige Fenech è stato il ‘prodotto’ collettivo di esperti artigiani che bene conoscevano le leggi del botteghino e la psicologia maschile. Più prodotto di consumo che opera artistica e dunque opera pop. Fu anche un bene a domanda rigida, tipico dei mercati monopolistici, e dalla curva gaussiana in continua ascesa, nonostante il suo perdurare sul mercato. Insomma, un marchio di successo. Uscito dalle forbici del montaggio, però, il mito di Edwige Fenech prendeva forma nei sogni di milioni di connazionali. Entrava nella vita della gente, nelle grandi città fino ai più sperduti paesini del mezzogiorno, a regalare ancora quegli enormi struggimenti che solo lei sapeva suscitare. È lei il corpo dei Settanta, l’oggetto del desiderio, il culto nascosto di una nazione intera. Lo sanno bene operai e dirigenti, forze dell’ordine e studenti, brigatisti e neofascisti, lo sa bene quel pezzo di umanità che per tutto il decennio si è combattuta sulle strade fino a darsi la morte: il corpo dei Settanta sono anche loro; la pancia molle di un paese scivolato nella centrifuga sessantottina con spirito ottocentesco, e fuoriuscito piagato dalla violenza, spaventato dal futuro e ossessionato dal sesso. Un paese che in Edwige Fenech ha veduto l’incarnazione di un mondo migliore: florido e rigoglioso come i suoi seni, colorato e vivace come i suoi film, ilare e umano come le storie paciose di tante sue commedie. Un mondo bello e pacificato, fuori dalle storture del potere e dalla scarsità delle risorse. Proprio com’era Edwige. «Sembrava ce ne fosse per tutti» – si diceva di lei. Come sappiamo non è andata così. Non ce n’è stato per tutti. Edwige ha scostato il seno e il mondo si é scoperto in affanno. Depauperato da un’economia finanziaria che logora le risorse e avvizzisce la terra, il pianeta si è avviato, gracile, verso l’imponderabile ministero dell’ignoto.

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