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Marco Borgianni: Gioiosa rotondità

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2010

Mantova – via Ippolito Nievo, 10 fino al 30 giugno 2010 Galleria “Arianna Sartori” mostra: Marco Borgianni. Gioiosa rotondità Il mito greco racconta che Gea, la Terra, fu la prima divinità uscita dal Caos. E che da se stessa generò il cielo, il mare e le montagne, quindi i titani, i ciclopi, le erinni e i giganti, con i quali si chiude la procreazione primordiale. Il mitografo lascia nell’ombra il suo aspetto di donna, ma possiamo facilmente immaginarla così, come le creature di Borgianni, che di Gea hanno la stessa forza generatrice, la stessa fisicità dirompente, la stessa carnalità esplosiva e fatta di seni turgidi,fianchi importanti, cosce prorompenti, natiche lievitanti, ventri comodi e accoglienti. Su queste forme massicce sbocciano volti di una bellezza antica, impreziosita da un’espressione serena e inaccessibile come quella delle dee olimpiche e delle Madonne dei primitivi toscani. Sono nude le donne di Borgianni. Nude proprio come doveva essere Gea, la dea  madre, la madre della terra. Nude di una nudità naturale, esibita con una garbata innocenza e con una sensualità involontaria, quasi inconsapevole, che non da’ turbamenti perchè in fondo non ha nulla di erotico. Se non quell’erotismo biologico e sacrale della donna fattrice e continuatrice di vita. L’artista è rapito dalla natura femminile , attraverso la quale si compie il sempre nuovo miracolo della nascita. Non sono amanti ma madri queste fanciulle solide e piene. Sono monumenti alla fertilità, alla maternità, alla vita. Sono idoli primordiali. Schegge  anche loro di una natura mitica, primitiva e incorrotta, esattamente come le Oasi, come le Ande, come il Grand Canyon. (Da Beba Marsano in sintesi)
Borgianni nasce a Vico d’Elsa (FI). Appassionato fin da giovane al mondo dell’arte, si iscrive all’Istituto d’Arte di Siena dove si diploma come maestro d’arte in ceramica. In questo periodo entra in contatto con il pittore Emilio Montagnani e lo scultore Plinio Tammaro. A metà degli anni Sessanta esordisce con la prima mostra alla Galleria “Nuova Aminta” di Siena. Nel 1967 frequenta la Facoltà di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze, sotto la guida di Ugo Capocchini. In questi anni l’artista partecipa a vari concorsi indetti in Toscana vincendo anche considerevoli premi. Nel 1970 fonda, insieme ad altri compagni, la rassegna d’arte contemporanea “Vico Arte”: tra gli altri espongono grandi artisti come Guttuso, Treccani, Maccari, Murer e Zancanaro. (borgianni)

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