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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘marco pannella’

Greenpeace ricorda Pannella

Posted by fidest press agency su domenica, 22 Mag 2016

Greenpeace

Greenpeace Italia esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Marco Pannella, non solo un uomo politico, ma anzitutto un attivista, al quale oggi molti tributano onori, dopo averlo combattuto in vita, e ancora più colpevolmente troppe volte trascurato.
«Una perdita incommensurabile. Pannella è stato un visionario che voleva solo un’Italia moderna e migliore, con uno sguardo sempre proiettato al futuro. E tra le sue tante battaglie per i diritti umani, civili e sociali, per noi di Greenpeace è facile riconoscerlo come un ambientalista ante litteram», scrive sul sito dell’organizzazione Ivan Novelli, già Presidente di Greenpeace Italia. « A Pannella noi, come attivisti di Greenpeace, possiamo solo dire grazie. Noi, i “guerrieri dell’arcobaleno”, ci sentiamo idealmente vicini a un combattente come lui, anche per i suoi metodi di lotta, innanzitutto nonviolenti, con campagne specifiche, puntando diritti all’obiettivo finale. Grazie per essere stato un modello di etica, caparbietà e integrità morale. Terrò sempre dentro di me la sua esortazione: “Non accontentarti mai del probabile ma cerca sempre il possibile!”», conclude Novelli.

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L’ultimo sorriso tra le sbarre a Marco Pannella

Posted by fidest press agency su domenica, 22 Mag 2016

marco pannellaLa notizia della scomparsa di Marco si è sparsa all’improvviso da una cella e da una finestra all’altra e in tutte le sezioni del carcere di Padova.
Molti detenuti hanno abbassato gli occhi e il tono della voce. Qualcuno ha scrollato la testa. Altri ancora si sono ammutoliti. Tutti si sono sentiti come abbandonati a se stessi.
Qualcuno ha urlato dalle sbarre della sua finestra: “E adesso quale sarà quel politico che ci darà voce e lotterà per i diritti dei carcerati o avrà il coraggio di proporre un’amnistia?”. Andrea gli ha risposto: “Nessuno”. Roberto ha aggiunto: “La stragrande maggioranza dei politici è d’accordo solo su una cosa: riempire le carceri come delle scatole di sardine e usare l’emergenza criminalità per continuare a prendere voti e continuare a rubare.” Antonio s’ intromette nella discussione: “Non bisogna generalizzare, ci sono anche i politici onesti”. Raffaele si incazza: “Sei proprio scemo, non lo sai che in Italia essere garantisti e abrogazionisti della pena dell’ergastolo fa perdere i voti e consenso elettorale?” Lorenzo lo appoggia: “Guarda che fine hanno fatto quei pochi politici che si sono sempre impegnati per la legalità in carcere, sono scomparsi dal Parlamento. Gli altri politici lo sanno che il carcere in Italia non è altro che lo specchio di fuori, dell’ingiustizia, della sofferenza, dell’emarginazione e la discarica degli avanzi della società perbene e disumana, eppure non alzano un dito, perché non hanno il coraggio e il cuore che aveva Marco Pannella”. Interviene Sandro: “Io penso che il carcere così com’è non dà risposte, il carcere è una non risposta, il carcere è il male assoluto. Non si può educare una persona tenendola all’inferno. La si può solo punire, farla soffrire, distruggerla, e dopo di questo anche il peggiore assassino si sentirà innocente. Solo un carcere aperto e rispettoso della legalità può restituire alla società dei cittadini migliori”.Ascolto dalle sbarre della mia finestra i discorsi dei miei compagni, ma non intervengo perché penso che adesso sia il momento del silenzio e di trasmettere tutta la nostra solidarietà ai familiari, ai radicali, (in particolar modo a Sergio D’Elia e a Rita Bernardini) e a tutti quelli che volevano bene a Marco.
Ciao Marco, eri il mio eroe e mi sei stato da esempio, ora mi sento un po’ orfano. Spero che nel posto dove sei ora non ci siano prigionieri, né carceri, ma sono sicuro che dovunque tu sia adesso, continuerai a lottare contro il Dio di turno per migliorare i diritti degli angeli o dei diavoli. Un ultimo affettuoso sorriso fra le sbarre. (Carmelo Musumeci) (foto: marco pannella)

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Il segreto di Marco Pannella

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 Mag 2016

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Marco Pannella

Come mai, perché, accade che una persona, nel pieno delle sue facoltà, si traveste da Babbo Natale (giallo, per di più!), e passeggia sornione per piazza Navona? E perché un’altra volta si trasfigura da clown grottesco? Perché si imbavaglia durante una tribuna elettorale e lascia scorrere in questo modo interminabile quel fazzoletto di minuti a disposizione, che dovrebbe utilizzare per persuadere chi lo ascolta delle buone ragioni della sua causa? Perché convince un gruppo di suoi compagni di partito (due dirigenti storici: Sergio Stanzani e Lorenzo Strik-Lievers; la non ancora parlamentare Rita Bernardini; e Giorgio Cusino, Paolo Vigevano, Mariano Giustino, Alfredo Frateloreto, Lucio Berté) a «esibirsi» nudi al teatro Flaiano di Roma, mentre lui, con voce salmodiante e flautata, recita un brano biblico, attribuito al profeta Isaia: «[…] In quel tempo il Signore disse per mezzo di Isaia figlio di Amoz: «Và, sciogliti il sacco dai fianchi e togliti i sandali dai piedi!». Così egli fece, andando spoglio e scalzo. Il Signore poi disse: «Come il mio servo Isaia è andato spoglio e scalzo per tre anni, segno e simbolo per l’Egitto e l’Etiopia, così saranno condotti dal Re di Assiria i prigionieri d’Egitto e i deportati dell’Etiopia, giovani e vecchi, spogli e scalzi e con le natiche scoperte, vergogna per l’Egitto […]».E ancora: perché organizza marce e sit-in, massacra il suo corpo con lunghi digiuni della fame e della sete, giungendo a bere la sua urina davanti alle telecamere della televisione? Perché fuma ostentatamente sigarette fatte di hashish, chiedendo per questo di essere arrestato dai poliziotti che ha debitamente e preventivamente avvertito? Pannella ha fatto della disubbidienza civile la sua bandiera, un Gandhi un po’ Thoreau; il diritto alla vita e la vita del diritto sono il suo programma. È stata definita e declinata in mille modi, questa persona, tutto e il suo contrario; lui da più di cinquant’anni fa politica, imperterrito; tutti conosce, e tutti lo conoscono. Si è fatto arrestare per nobili cause, a Roma come a Sofia, in Estremo Oriente; i poliziotti che lo fermano sono i primi a esprimergli, pubblicamente, simpatia e solidarietà, anche a costo di rovinarsi la carriera. Il Natale, il Ferragosto, il giorno del suo compleanno, non trova di meglio che trascorrerli e festeggiarli in carcere, dove è più popolare di Monica Bellucci, più amato di un’Alessia Marcuzzi. Ha subito una quantità di processi, sul suo carnet c’è qualche condanna; eppure per nessun altro come per lui vale quel che ha detto una volta Indro Montanelli: che profuma di bucato pulito. Le sue mani più che pulite, sono immacolate: anche il suo critico più aspro, deve riconoscere che è onesto e cristallino.Dice quello che fa, fa quello che dice; lui e i suoi compagni non si sono indebitamente impadroniti di uno spillo. Mille processi e denunce, trovatene uno per peculato, appropriazione indebita… Lui e i suoi compagni radicali non solo non sono mai stati condannati, ma neppure processati, «semplicemente» indagati per reati contro la pubblica amministrazione. Scorrete gli elenchi di tutte le «caste» possibili, nei libri e nelle inchieste del giornale che preferite, trovate i nomi di tutti, ma ci sono anche delle assenze: Pannella non vive in una casa di un ente, non c’è radicale cui qualcuno regali l’affitto o versi parte del denaro per l’acquisto. Per tanti, la morale è la fine della favola; per i radicali è una sorta di programma di vita. È per questo che Marco Pannella risulta un fenomeno più unico che raro? E se è beato, come diceva Bertold Brecht, il Paese che non ha bisogno di eroi, è però fortunato il Paese che ha un Pannella. È grazie a lui, ha detto una volta Indro Montanelli, se un buon numero di ragazzi, nei tragici «anni di piombo», invece di scegliere la strada disperata e suicida della violenza armata, ha scelto e praticato la nonviolenza. Altrove uno come Pannella sarebbe stato ministro, rappresentante italiano in organismi internazionali, senatore a vita, pluridecorato di benemerenze e onorificenze, chiamato dalle università per «magistrali» lezioni… Nulla di tutto questo. A Pannella viene negato perfino quello cui forse terrebbe davvero, e che gli farebbe piacere: una laurea ad honorem in diritto; e sì che le università italiane di lauree ne distribuiscono a iosa… C’è una ragione, come per tutte le cose. Pannella non è solo il «sale» della democrazia, come tanti, a ragione, sostengono e qualcuno ammette a denti stretti. La vogliamo sparare grossa? Pannella è un personaggio che possiamo tranquillamente accostare a Giuseppe Garibaldi, Gaetano Salvemini, Ernesto Rossi. S’esagera? Ma cos’è mai stato il Risorgimento italiano, se non «affare» di pochi, letteralmente «imposto» ai tanti indifferenti, che vivevano benissimo in una penisola frammentata, non importa se sotto gli austriaci, il tallone del Pontefice o il regno dei Borboni? E per tanti anni – i famosi anni del «consenso» – cos’è stata la lotta antifascista, se non «affare» di pochi, qualche azionista, qualche anarchico, i comunisti, qualcuno espatriato, qualcun altro in carcere o al confino? E cos’è oggi l’ostinata lotta che da cinquant’anni Pannella conduce, la sua denuncia del «caso Italia», della «peste italiana», del «fascismo democratico», che tutto ammorba, inquina, corrompe, distrugge e decompone? Non sono tutti italiani di «minoranza», che si battono come leoni, e a volte per fortuna loro, nostra e di tutti riescono, con le loro imboscate e i loro blitz, a coagulare grandi maggioranze inedite e insperate, di cui non si ha cognizione, e che individuano con dote rabdomantica, e fanno venire alla luce con la perizia dell’ostetrico? È forse una leggenda metropolitana, chissà. Ma come dice il giornalista al senatore Ramson Stoddard inL’Uomo che uccise Liberty Valance, «print the legend». Si racconta che Gianni Agnelli, alla domanda su a chi avrebbe affidato, potendolo fare, l’incarico di «lanciare» e pubblicizzare un suo prodotto, abbia risposto senza esitazione alcuna: «A Pannella». E par di sentirlo, l’avvocato, con tono apparentemente svagato, la «erre» che rotola mentre lo dice, come se fosse una cosa ovvia, scontata. La risposta, se davvero c’è stata, è una buona, assennata risposta. Se invece è una leggenda, ebbene, che la si stampi ugualmente, anche se non siamo , come Stoddard e il giornalista che lo ascolta, nel West.Tratto da “Marco Pannella. Biografia di un irregolare” di Walter Vecellio, Rubbettino (foto: copertina pannella)

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Forum sul debito pubblico

Posted by fidest press agency su martedì, 13 settembre 2011

Lazio regional election, 2010

Image via Wikipedia

Roma, mercoledì 14 settembre 2011 – ore 16.00 Camera dei Deputati, Sala della Mercede
via della Mercede, 55 Forum organizzato da Quaderni Radicali e Club Ernesto Rossi Anatomia del debito pubblico italiano Origine storica e utilizzo politico-clientelare della spesa pubblica introduce Emma Bonino (Senatrice Radicale, vicepresidente del Senato) relazione di Daniele Bertolini (direzione Radicali Italiani e direttore scientifico del “Club Ernesto Rossi”) . comunicazioni di Antonio Marulo (caporedattore Quaderni Radicali e Agenzia Radicale) Alessandro Massari (direzione Radicali Italiani membro del comitato scientifico del “Club Ernesto Rossi”) . interventi di Marco Beltrandi (deputato Radicale, membro della Commissione di Vigilanza Rai Camera dei Deputati) Roberto Cicciomessere (direzione Radicali Italiani, ricercatore sui temi del mercato del lavoro) Marcello Crivellini (docente di Automazione e Organizzazione Sanitaria Ingegneria Biomedica Politecnico di Milano)
Michele De Lucia (tesoriere di Radicali Italiani) Oscar Giannino (editorialista de Il Messaggero, Panorama, Il Mattino, Il Gazzettino) Andrea Manzi (giornalista ) Enrico Morando (Senatore del Partito Democratico) Giuseppe Rippa (direzione Radicali Italiani, direttore Quaderni Radicali e Agenzia Radicale) Alfonso Ruffo (direttore del quotidiano economico “Il Denaro”)
Giulia Simi (presidente Comitato nazionale Radicali Italiani, docente matematica Università di Siena) Mario Staderini (Segretario nazionale Radicali Italiani ) conclude Marco Pannella (Presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartitico) . modera Silvio Pergameno (Presidente Club Ernesto Rossi)
La crisi economica e finanziaria che sta sconvolgendo con impressionante accelerazione l’economie occidentali vede come punto di acutizzazione della pressione speculativa proprio il debito pubblico italiano. I radicali sono stati tra i primi a denunciare l’irresponsabilità del parlamentarismo di spesa che nella prima metà degli anni 80 finanziava con quote consistenti di debito pubblico la stabilizzazione corporativa di una società attraversata da crescenti domande di assistenzialismo e da illusioni fiscali che annebbiavano il buon senso economico della società civile. La Costituzione contiene già nel testo del 1948 una norma che impone la copertura delle leggi di spesa. Tuttavia una serie di interpretazioni lassiste di questo disposto costituzionale e l’evoluzione delle procedure di bilancio a partire dagli anni settanta hanno di fatto reso inservibile l’art. 81 della Costituzione, lasciando campo libero all’irresponsabilità fiscale del regime consociativo dei partiti.
A partire dalla relazione introduttiva di Daniele Bertolini, dedicata alla dinamica politica ed economica del debito pubblico, sarà illustrato il contenuto ed il significato politico della proposta radicale di legge costituzionale elaborata da Alessandro Massari, Daniele Bertolini e Giuseppe Rippa in materia di riforma dell’art. 81 della Costituzione, già depositata in Parlamento a prima firma del deputato radicale Marco Beltrandi. Saranno presenti parlamentari, giornalisti economici ed economisti che da sempre si occupano di questi temi.

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Pannella e la solidarietà di Clandestinoweb.com

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2011

Il direttore del giornale online Clandestinoweb.com, Ambrogio Crespi, ha annunciato in un editoriale l’appoggio della redazione del giornale alla causa di Marco Pannella. Il sovraffollamento delle carceri, già denunciato da Crespi in uno speciale docuweb, rende la vita dei detenuti impossibile. Pannella e’ in sciopero della fame da oltre due mesi e dopo quattro giorni ha interrotto quello della sete che gli era costato l’obbligo di ricovero. Insieme al leader anche la parlamentare Rita Bernardini ha iniziato uno sciopero della fame dallo scorso 6 giugno.

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Pannella a Tunisi

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2011

Tunisi 24 giugno conferenza stampa alle ore 16 all’Hotel Rama. Una delegazione del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito guidata da Marco Pannella, ancora in sciopero della fame e delle sete, si recherà a Tunisi per incontrare membri del Governo transitorio e varie associazioni dei diritti umani in preparazione del Consiglio Generale del Partito che si terrà nella capitale tunisina dal 22 al 24 luglio prossimi. Alle ore 16 la delegazione che comprende il Senatore Radicale Marco Perduca, il Segretario di Non c’è Pace senza Giustizia Niccolò Figà -Talamanca, Matteo Angioli del Comitato di Radicali Italiani e l’Avvocato Greta Barbone di NPSG, terrà una conferenza stampa all’Hotel Ramada (Les Cotes De Carthage, Gammarth 2070)

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Marco Pannella sui Referendum

Posted by fidest press agency su martedì, 14 giugno 2011

Dichiarazione di Marco Pannella: Ma che III Repubblica! Dobbiamo invece, tuttora, lottare per uscire da quella unica, sessantennale, antidemocratica, illegale, che resta al potere, oggi con la sua “destra”, per l’essenziale – però – sempre con i suoi colleghi di “sinistra”. Non basta, certo, che il Regime partitocratico, nella sua parte più solida tradizionale, sia, in una sua parte, divenuto perfino “referendario”, dopo aver vietato, impedito per decenni, con la sua “suprema cupola della mafiosità partitocratica” (50 richieste regolari respinte) con ogni sorta di violenze antidemocratiche e anticostituzionali, in ogni modo, impedendo di svolgere o sputtanando i referendum (hanno sciolto perfino 5 legislature per impedirne la tenuta: altro che le attuali, goffe, contorsioni berlusconiane!). Di fronte agli esiti trionfali dei referendum Radicali (ad es.: Referendum su finanziamento pubblico, su riforme “Tortora” di giustizia, su grandi riforme istituzionali-elettorali e quella antiproibizionista) legiferando poi in modo assolutamente contrario, da ladri di verità, di legalità, di danaro quali sono sempre stati, e- fino a prova del contrario- purtroppo continuano ad essere. Così come a Milano e a Napoli abbiamo con decisione appoggiato Pisapia e De Magistris, e assicurato che continueremo a farlo (pur avendo essi confermato di far proprio il veto di Regime contro i Radicali) così, alla
forze partitocratiche che sembrano essersi convertite all’esercizio costituzionale dei ricorsi referendari al popolo, diamo il nostro sincero benvenuto, ben sapendo che a questo sono dovuti giunti nella speranza di salvarsi e non essere travolti – con l’intero loro Regime – dal fallimento berlusconiano e bossiano, con l’illusione di potere così salvarsi e proseguirlo. Quel che sta accadendo – e che salutiamo con gioia- è la nuova espressione vincente, italiana, di una rivolta democratica dei popoli euro – mediterranei, contro i loro Regimi antidemocratici, di indegne “Democrazie Reali”.

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Sit-in a Regina Coeli

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Mag 2011

Roma 15 maggio dalle ore 10 si terrà un sit-in radicale davanti al carcere di Regina Coeli, in via della Lungara a Roma, a sostegno dei detenuti del carcere romano che a partire dallo stesso giorno inizieranno un digiuno a oltranza per accompagnare l’iniziativa di Marco Pannella,
giunto oggi al 24esimo giorno di sciopero della fame affinché l’Italia «torni a poter essere considerata, in qualche misura, una democrazia». E’ da 21 anni che non viene varato un provvedimento di amnistia, misura indispensabile, più che necessaria, per far funzionare il sistema giudiziario: “perché i magistrati possano lavorare, contro la giustizia di classe e di massa che assicura milioni di prescrizioni”. Al sit in saranno presenti parlamentari, dirigenti e militanti radicali, oltre al “Gruppo carceri” di Radicali Italiani che ha promosso l’iniziativa.

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Pensioni: contributi silenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 aprile 2011

Roma, 7 aprile 2011 ore 11 via di Torre Argentina 76 conferenza stampa per presentare la Prima giornata nazionale dei silenti, indetta per il 20 maggio prossimo con manifestazioni davanti alle Direzioni provinciali dell’Inps di tutta Italia. Ad illustrare le modalità di svolgimento dell’iniziativa, che mira ad ottenere la calendarizzazione entro la fine dell’anno della proposta di legge radicale per restituzione dei contributi previdenziali che non danno luogo alla maturazione di un corrispondente trattamento pensionistico, ma saranno Mario Staderini e Michele De Lucia, rispettivamente Segretario e Tesoriere di Radicali italiani. Intervengono alla conferenza stampa il leader radicale Marco Pannella e il Presidente dell’Ancot Arvedo Marinelli. Sempre dal 7 aprile sarà possibile sostenere l’iniziativa firmando l’appello anche on-line, attraverso il sito http://www.radicali.it, e versando un contributo al Movimento. L’appello chiede la calendarizzazione delle proposta di legge presentata dai parlamentari radicali (Atto Camera n. 1611) per l’introduzione di una disciplina in materia di restituzione dei contributi previdenziali che non danno luogo alla maturazione di un corrispondente trattamento pensionistico.

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Roma: veglia all’ambasciata britannica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 gennaio 2011

Roma 21 gennaio dalle ore 18 veglia presso l’Ambasciata britannica – Piazzale Porta Pia Venerdì 21 gennaio a Londra l’ex Primo Ministro Tony Blair sarà audito per la seconda volta dalla Commissione parlamentare d’inchiesta del Regno Unito sulla guerra in Iraq. La sua testimonianza, qualora gli fossero fatte le domande che sino ad oggi sono rimaste silenziate, potrebbe costituire un ulteriore passo per far emergere la verità su quanto accadde in quei giorni.
Nel marzo 2003 Bush e Blair scelsero la guerra, ne affrettarono i tempi, per impedire che scoppiasse la pace attraverso l’esilio di Saddam. Questa semplice verità, per documentare la quale Marco Pannella e altri compagni hanno speso anni di ricerche e di lotta nonviolenta, non riesce ad affermarsi. Che l’opinione pubblica mondiale possa finalmente conoscere, dibattere di questo, è davvero urgente: solo così, infatti, si potrebbe tornare a sperare che la democrazia, le democrazie, ricomincino ad essere vere e proprie armi di attrazione di massa.
Per questo, dalle ore 18 di giovedi 20 gennaio Marco Pannella e altri compagni saranno a Londra in una veglia davanti alla sede della Commissione d’inchiesta. In contemporanea, si terranno analoghe manifestazioni a Bruxelles, a Barcellona, a San Francisco, a Milano, a Napoli.

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Radicali: intervento Pannella

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2011

Roma 9 gennaio, Marco Pannella interverrà ai lavori del Comitato nazionale di Radicali italiani, riunito presso la sede del Partito radicale, a Roma, in via di Torre Argentina 76, presumibilmente nella seconda parte della mattinata.

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Marco Pannella al Centro Pannunzio

Posted by fidest press agency su martedì, 19 ottobre 2010

Torino 19 ottobre, dalle ore 16 alle ore 20 presso il circolo della stampa (palazzo Ceriana-mayneri, corso Stati Uniti, 27) Marco Pannella prenderà parte all’incontro promosso dal centro Pannunzio, dal titolo “omaggio a Marco Pannella”. Parteciperanno, tra gli altri: Mercedes BRESSO; Sergio CHIAMPARINO Sindaco di Torino (di presenza o in collegamento); Mario CALABRESI (intervento preregistrato); Franca Maria COLONNA PRETI in rappresentanza della famiglia Pannunzio; Lidia CROCE HERLING; Massimo GRAMELLINI (di persona o in collegamento); Stefano ESPOSITO, deputato PD; Paolo BORGNA,magistrato; Lorenza Pinfinfarina; Alberto Sinigaglia, presidente dell’Ordine dei giornalisti; Jas GAWRONSKI, giornalista, già parlamentare europeo ( in collegamento); Camillo OLIVETTI, figlio di Arrigo editore del Mondo; Gianni OLIVA, storico; Bruno BABANDO, giornalista; Riccardo DINUCCI, segretario regionale PLI; Bruno MELLANO, presidente di Radicali Italiani; Giuseppe FASSINO, ex senatore PLI; Mirella SERRI storica autrice dei Profeti disarmati; Alessandro FREZZATO (associazione Luca Coscioni); Giampiero BUSCAGLIA (gruppo radicale ligure Adele Faccio). Nel corso dell’incontro saranno lette alcune testimonianze su Marco Pannella scritte tra gli altri da: Jean-Paul Sartre, Nicola Matteucci, Enzo Bianchi, Gianni Baget Bozzo, Giulio Andreotti, Piero Ostellino, Gianfranco Pasquino, Umberto Eco, Alessandro Galante Garrone, Enrico Montale, Leonardo Sciascia, Indro Montanelli, Salvatore Veca, Arrigo Benedetti; e gli auguri indirizzati a Pannella per i suoi 80 anni scritti tra gli altri da: Giorgio Albertazzi, Franco Battiato, Marco Bellocchio, Andrea Bocelli, Fedele Confalonieri, Giuliano Ferrara, Gianni Letta, Don Antonio Mazzi, Paolo Mieli,Vasco Rossi, Roberto Saviano, Adriano Sofri, Pasquale Squitieri, Oliviero Toscani, Vincino. Un particolare ricordo verrà dedicato ad Enzo Tortora da parte di Pier Franco Quaglieni, presidente del Centro Pannunzio.
Al termine dell’incontro, alle ore 21, marco pannella parteciperà al convegno radicale che si terrà sempre a Torino presso la sala dell’antico macello di po’, in via Matteo Pescatore  7.

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Pannella A Sky Tg24

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2010

Sintesi dell’intervento di Marco Pannella, ospite a Sky Tg24. “Stiamo attenti! Il mondo carcerario oggi è un’anticipazione di nuova Shoah. Un mondo tremendo, dove personale amministrativo, agenti e detenuti sono costretti a vivere vere e proprie torture; un sistema di violazioni
di legalità, che si traduce in suicidi e malattie”, ha dichiarato a Sky Tg24 Marco Pannella, che dalla mezzanotte di ieri ha iniziato un Satyagraha, con uno sciopero della fame, anche sul tema della Giustizia e delle carceri italiane. “Le carceri – ha proseguito Pannella – sono l’appendice del disastro della Giustizia in Italia, denunciato anche dalle Istituzioni europee; con 11 milioni di processi pendenti, che coinvolgono un terzo della popolazione; con quella amnistia di fatto e di classe che ogni anno ne vede prescritti almeno 200 mila, solo per coloro che possono pagare bravi avvocati. Tutti gli altri: povera gente ma anche appartenenti al ceto medio, entrano in un
tunnel, senza sapere dopo quanti anni potranno uscirne. Il dramma del carcere riguarda ormai 70/80 mila famiglie e, grazie a leggi come la Bossi-Fini o la Fini-Giovanardi, finiscono in galera tantissimi stranieri e giovani “colpevoli” di essere tossicodipendenti. Le carceri sono anche
piene di reclusi in attesa di giudizio, circa il 40 per cento, di cui la metà saranno riconosciuti innocenti. Bisogna rientrare nella civiltà e nella legalità internazionale, per porre fine a questa vergogna. L’Italia – continua il leader Radicale – non è più una Repubblica democratica, né uno Stato di Diritto; complice la Shoah preannunciata dalla crisi delle carceri, entriamo in un clima prenazista e il tentato assassinio di Maurizio Belpietro ne è la tragica misura. Pannella si è poi soffermato sul secondo tema obiettivo del Satyagraha: “una pubblica inchiesta per dimostrare che la guerra in Iraq, nel 2003, fu intrapresa da Bush e Blair perché non scoppiassero in Iraq la libertà e la pace, con l’esilio ormai accettato di Saddam. E’ una questione di verità che, se scoppia, può dare prestigio all’Occidente e a tutto il mondo democratico”.

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Gheddafi – Berlusconi e Pannella

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 settembre 2010

Intervenendo ieri sera a Radio Radicale, Marco Pannella ha annunciato che oggi sul Fatto Quotidiano uscirà un suo articolo, nel quale il leader Radicale si rivolge al “Presidente Berlusconi”. Pannella ha anche letto la prima frase dell’articolo, che riportiamo qui di seguito: “Presidente Berlusconi, ascoltando le tue dichiarazioni a e con Gheddafi, ho provato un empito di vergogna. Ripetendo a più riprese, come hai fatto, che, non solo i due Stati, ma anche i “due popoli”, l’Italiano e il Libico, sono oggi uniti per festeggiare l’intesa tra la Repubblica italiana e la Jamaria, ti qualifichi come erede, semmai, dei “Graziani” di quella Italia, estraneo perfino a questa, partitocratica e non democratica, che gestisci. In tal modo tu rappresenti il popolo italiano tanto quanto Gheddafi quello libico. Non adontarti di questa equazione: è tua!”

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Pannella in visita a Regina Coeli

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 agosto 2010

Oggi, nell’ambito dell’iniziativa “Ferragosto 2010 in carcere” il leader Radicale Marco Pannella sarà in visita alla casa circondariale di Regina Coeli a Roma. Parteciperanno alla visita anche il deputato del Pd Antonio Rugghia e Marco Cappato segretario dell’Ass.ne Luca Coscioni. Al termine della visita, intorno alle ore 12, la delegazione incontrerà la stampa all’uscita dell’istituto.

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Bersani (Pd) segretario e Pannella commenta

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2009

Marco Pannella: “Discorso davvero splendido e ricchissimo quello che da Radio Radicale l’Italia ho potuto ascoltare da Pierluigi Bersani. Un solo, drammatico limite: Bersani pensa e parla come se avesse dietro di sé non la politica partitocratica, per cinquant’anni, del comunismo organizzato italiano, nelle sue varie edizioni, ma come se avesse dalla sua la storia immensa di cent’anni di “Giustizia e Libertà”, di componente liberale della sinistra europea, in una parola persino il presente ideale ed esistenziale del Partito Radicale e della sua diaspora. Noi non mettiamo in discussione la personale onestà intellettuale di Bersani: tutt’altro! Ma, poche parole, il suo rischia di essere oggettivamente copertura di una espressione della vera, attuale, Peste Italiana che insidia di nuovo il mondo, in primo luogo l’Europa.  Nella candidatura assolutamente berlusconiana di Massimo D’Alema a posizione di assoluto rilievo e potere nell’Unione europea, non v’è che la parte terminale di un lungo percorso berlusconiano e d’alemiano, e di una verità così chiara da essere accecante per troppi, quasi per tutti: la regia berlusconiana e il convergere “strategico” del leader democratico D’Alema stanno per arrivare ad una tappa finale, foriera di un epocale disastro politico e istituzionale. Dalla metà degli anni ’90, gli episodi di questo sottotraccia della struttura e del percorso del Regime monopartitico italiano sono stati, ad esempio, ripeto: ad esempio, volti ad impedire dell’affermarsi della volontà popolare italiana di portare alla Presidenza della Repubblica nel 2000 Emma Bonino. La candidatura di Massimo D’Alema ha oggi la forza esclusiva e determinante del potere di Berlusconi e della sua proclamata ossessivamente “italianità”. Rischia di trionfare, e per lo stesso Bersani rischia di esplodere come una seconda tragica illusione ed errore. Ma anche lui come per ora tutta la “Democrazia” (sic!) italiana, riedizione profonda di quell’”Unità Nazionale” che di già portò agli anni più tragici della seconda  metà dei settanta e della prima metà degli ottanta il nostro Paese, sicché l’imperativo, tanto assoluto quanto celato, è, oggi come negli anni ’30 in Europa, eliminare, rendere inconoscibile al popolo la grande lotta, la grande Resistenza liberale contro lo tsunami fascista, nazista, comunista che, trionfante, temeva solo quella parola, quel pensiero, quella lotta. Oggi, amico e compagno Bersani, anche, persino per te, non deve esistere, deve essere assassinata.  E negli ultimi tre anni la storia del Partito Democratico sta riuscendo, pare, a essere lo strumento, il killeraggio necessario al Sessantennio partitocratico per continuare il suo tragico cammino, la sua tragica dittatura. Voglia Iddio (al contrario del Vaticano) che questo disegno, come in gran parte degli anni ‘70, non vi riesca. So benissimo che tu e il tuo popolo non vorreste andare fino in fondo nel tentativo allora, fallito. Ma, davvero, so che tu credi di rappresentare, di avere dietro di te e di voi, non la vostra storia ma la nostra.  Noi Radicali – ripeto: Radicali – lotteremo per il possibile contro il probabile, per continuare per altri cinquant’anni a rendere sempre più viva e forte l’alternativa democratica, federalista, laica, liberale, nonviolenta. Anche per te e per voi”.

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Pannella scrive a Fini

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2009

“Presidente, molti dei convenuti radicali alla ormai tradizionale “Assemblea dei Mille autoconvocati” rappresentano la metamorfosi “antifascista” del male fascista, di questo erede assai più che degli ideali e degli obiettivi ad esso opposti (nelle sue molteplici forme autoritarie e totalitarie, comuniste incluse) che furono, e apparvero, alla fine vincenti, quali legittimazioni nuove del Potere statuale, ordinamentale, anche e soprattutto “globale”, mondiale. Altri si riferiscono ai corsi e ricorsi vichiani. Sta di fatto, ma non di diritto, che essi hanno ragione di ritenere – in probabile sintonia con il popolo “sovrano” – che l’Italia non sia più, e da tempo, una Democrazia, uno Stato di Diritto. E hanno, quindi, come obiettivo ideale e politico il costruirli, il renderli “vigenti” con le armi, con i mezzi della prefigurazione nonviolenta e tollerante, laica e liberale, federalista (kantiana per “profezia” filosofica) e politica, secondo la visione  – europea ma anche globale – di Ernesto Rossi e Altiero Spinelli, del Manifesto di Ventotene. La nostra e sua Resistenza sembra sempre più drammaticamente ardua, fino ad apparire probabilmente – di nuovo – “perdente”. La militanza nonviolenta italiana ne risulta a volte una smentita, uno spiraglio, una forma esplicita di speranza.  La religiosità crociana e quella capitiniana, convergenti pur nella loro profonda diversità; quella risorgimentale, europea, sturziana e degasperiana, cattolico-liberale; con quella delle minoranze riformate alla M.L. King in tutto il mondo; il monachesimo buddista, non solamente tibetano (con la straordinaria testimonianza del Dalai Lama); il mondo missionario e del volontariato civile: tutto questo è – nel suo assieme, nella sua unità profonda – sottovalutato, quando non del tutto ignorato. Perché, Presidente Gianfranco Fini, questo pubblico omaggio, questo audace, e per me necessario, saluto radicale, e a nome dei Radicali, in occasione (anche se non – almeno formalmente – “a nome”) dell’Assemblea di Chianciano? Perché abbiamo in molti (anche, crediamo, nel “popolo sovrano”) il sospetto, l’intuizione, il conforto che Lei rappresenti, o quanto meno annunci, quella “metamorfosi del bene” antitotalitaria, laica, liberale, costituzionale e quindi antifascista, che invece, sotto mentite spoglie, gli eredi dei vincitori del 1945/48 hanno tradotto in un sessantennio partitocratico e come tale antidemocratico, riproposizione del Disordine Costituito in Italia e (forse, temiamo) anche in Europa. La risposta a questo interrogativo è in un solo semplicissimo motivo: perché Lei opera dimostrando di avere e rispettare, nell’esercizio delle Sue funzioni istituzionali e anche di quelle civili che non sono in esse incluse, un forte, reale senso dello Stato. (Marco Pannella)

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Pannella a radio radicale

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 Mag 2009

“Il Presidente della Repubblica, assicurando di condividere i motivi della mia iniziativa, lo ha fatto con generosità ma ritengo anche con proprietà istituzionale”: così Marco Pannella ha commentato stamane dai microfoni di Radio Radicale la dichiarazione di ieri sera del Capo dello Stato, a proposito delle motivazioni del suo sciopero della fame e della sete. “Oggi se il Presidente della Repubblica ha voluto fare questo, è per dare un aiuto non alle pur giustissime esistenze ed esigenze dei Radicali, ma piuttosto per difendere il diritto del suo popolo, che lui deve garantire costituzionalmente, dimostrando così di essere non l’arbitro “saggio” dei due partiti di regime, bensì il garante dei diritti di tutti, anche dell’ultimo. Al primo e al secondo hanno provveduto loro stessi, votando in Parlamento una legge ad hoc”. Ai tanti che gli chiedono di interrompere lo sciopero della sete in corso, Pannella ha detto che i suoi Satyagraha, con i quali molte volte è arrivato a mettere a rischio la propria vita, sono una forma di lotta nonviolenta “estrema e anti-estremista”. I giornali che continuano a definire “protesta” questa iniziativa, mostrano di non aver compreso che nella nonviolenza non vi è mai protesta, ma speranza e proposta, per tentare di impedire che alla strage di legalità faccia poi seguito una strage di popolo. “Grazie, Presidente Napolitano; grazie, Presidente Fini – ha concluso Pannella – per essere intervenuti a difesa dei diritti costituzionali del popolo italiano. In questo si riassume la ragione stessa di esistere del
Partito radicale”.

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