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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘mare’

Giovanni Comisso: Gente di mare

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2020

collana Oceani, pp. 288, 18 euro, prefazioni di Paolo Di Paolo e Benedetta Centovalli La nave di Teseo Dopo Gioventù che muore, il secondo volume che prosegue la ripubblicazione dell’opera di Giovanni Comisso per La nave di Teseo. Nell’estate del 1922, lungo le coste dell’Adriatico a bordo di un veliero chioggiotto, l’autore naviga, osservando la vita operosa e silente dei pescatori, la danza lenta delle loro abitudini e ritmi, gli umori e le tristezze, le condizioni economiche e il pericolo, le sue stesse esperienze in mare: questa traversata dell’Adriatico offre la possibilità di contemplare il ritmo di una vita “diversa”, semplice e primitiva, legata al senso di una purezza originaria: “mi accorsi attraverso lo splendore del mare, simile a una lente che ingrandisca, che la mia vita di terraferma nelle sue guaste abitudini si tramutava in un’altra […]. E i sogni, ogni notte più avanti sul mare, retrocedenti in composizioni di me sempre più vicine alla mia infanzia, parevano preannunciare il ritorno della mia vita alla purezza di una volta.” “La gente di mare non è gente facile alle trabocchevoli gioie. Nel mare vi è per loro sempre celato il senso della morte e dell’incomprensibile infinito a dare malinconia.” Sono pescatori, taglialegna, contadini, commercianti di terra e di mare, finanzieri, padroni di velieri, donne e ragazzi, tutta un’umanità “affaticante, invecchiante ogni giorno, moritura, oppressa e tormentata.” Uomini e paesaggio si fondono in una stessa naturalezza e raccontano una vicenda perpetua di partenze e di approdi.

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L’Energia che viene dal Mare

Posted by fidest press agency su sabato, 3 ottobre 2020

Torino. L’energia del mare rappresenta la più grande fonte energetica rinnovabile al mondo: si stima che le onde potrebbero sviluppare una potenza lungo le coste terrestri a livello globale pari a 2 TeraWatt, circa 18 mila miliardi di chilowattora all’anno, ovvero quasi il fabbisogno annuale di energia elettrica del pianeta. Inoltre, l’energia da onde è prevedibile, più modulata delle altre fonti rinnovabili e più continua.Valorizzare questa fonte energetica dalle alte potenzialità è lo scopo del laboratorio di ricerca congiunto MORE – Marine Offshore Renewable Energy Lab, realizzato dal Politecnico di Torino ed Eni, inaugurato oggi alla presenza del Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, della Presidente di Eni, Lucia Calvosa, dell’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, e del Rettore del Politecnico Guido Saracco.Il Laboratorio MORE concretizza ulteriormente la collaborazione tra il Politecnico di Torino ed Eni, sancita a gennaio scorso con il rinnovo di un accordo di partnership, che prevede appunto l’istituzione e il lavoro comune di ricercatori di Eni e dell’Ateneo nel laboratorio, con l’obiettivo di contribuire a una ulteriore crescita del know-how in questa materia di grande interesse sia per Eni che per l’Ateneo e ad una rapida realizzazione industriale delle tecnologie per lo sfruttamento delle risorse energetiche marine. Il Laboratorio permetterà di ampliare il campo d’azione congiunta allo studio di tutte le fonti di energia marina, andando a investigare non solo il moto ondoso ma anche l’eolico e solare offshore, le correnti oceaniche e di marea e il gradiente salino. Il MORE Lab ha sede presso il Politecnico, con l’impiego di infrastrutture di ricerca del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale e vede anche l’integrazione con le seguenti strutture Eni: il Marine Virtual Lab, presso il centro di supercalcolo HPC5 a Ferrera Erbognone e l’area di test in mare aperto a Ravenna, dove si sta valutando la fase pre-prototipale del convertitore di moto ondoso ISWEC (Inertial Sea Wave Energy Converter), il primo impianto al mondo di generazione elettrica ibrida e distribuita da moto ondoso e fotovoltaico; una tecnologia nata dai laboratori di ricerca del Politecnico e sviluppata dalla spin-off dell’Ateneo Wave for Energy, selezionata, ottimizzata ed industrializzata da Eni e in funzione da marzo 2019 nell’offshore di Ravenna. ISWEC ha dimostrato elevata affidabilità e capacità di adattarsi alle diverse condizioni di mare, grazie al suo sistema attivo di controllo e regolazione. Infatti, nel periodo di esercizio si è arrivati a superare il valore nominale massimo di potenza installata pari a 50 kW. Inoltre, il Laboratorio farà rete anche con il sito di test del Politecnico a Pantelleria, dove altri aspetti della stessa tecnologia vengono testati in un ecosistema, quello isolano, che mira all’autonomia energetica e all’azzeramento dell’impatto paesaggistico.Saranno circa 50 i ricercatori coinvolti nella ricerca di MORE Lab, tra personale in ruolo e dottorandi/tesisti del Politecnico, con i quali Eni si interfaccerà, con proprie professionalità, per una rapida crescita del know-how specifico e per la finalizzazione industriale delle tecnologie. Il Centro avrà a disposizione una vasca di prova navale e dei laboratori all’avanguardia per lo sviluppo e dry test dei prototipi e un centro di calcolo ad alte prestazioni. Il Laboratorio, inoltre, si avvarrà di una cattedra specifica sull’ “Energia dal Mare”, che avrà l’obiettivo di formare ingegneri specializzati nella progettazione, realizzazione e utilizzo delle nuove tecnologie che saranno sviluppate proprio nel laboratorio. (by Elena Foglia Franke)

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I dati di Virgo per studiare il mare

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2020

L’Università di Pisa, l’European Gravitational Observatory (EGO) e la collaborazione scientifica Virgo hanno siglato un accordo per la condivisione dei dati sull’andamento del moto ondoso nel Mar Tirreno. Accedendo ai dati sull’attività sismica registrati dall’interferometro Virgo negli ultimi 15 anni, i biologi dell’Università potranno studiare gli effetti dei cambiamenti climatici sull’erosione delle coste e gli ecosistemi marini e contribuire alla previsione della crescita del livello del mare nei prossimi anni. Coi suoi due bracci di 3 chilometri adagiati nella campagna pisana, vicino Cascina, l’interferometro Virgo non è solo uno dei tre più grandi e sensibili rivelatori di onde gravitazionali al mondo. Proprio per rivelare le oscillazioni dello spazio-tempo, generate a milioni o addirittura miliardi di anni luce dalla Terra, i fisici di Virgo hanno bisogno infatti di riconoscere (e se possibile schermare il rivelatore da) tutti i ‘rumori’ di origine umana o ambientale, che potrebbero coprire i flebili segnali gravitazionali: vibrazioni sismiche e moti delle maree, suoni e perturbazioni di origine umana, come aerei, attività agricole o
industriali, fino ai minimi movimenti periodici della crosta terrestre o ai ‘battiti’ delle pale eoliche. Si tratta di una sfida scientifica e tecnologica incredibile, che consente oggi al rivelatore di misurare variazioni di lunghezza dei suoi bracci più
piccole del diametro di un protone: un miliardesimo di milionesimo di metro. “Allo stesso tempo questa estenuante caccia alle perturbazioni esterne, rende l’interferometro e il corollario di sensori di cui si serve, un grande e sensibilissimo orecchio in ascolto del contesto ambientale in cui è immerso – dice Stavros Katsanevas, direttore dell’European Gravitational Observatory di Pisa – E, potenzialmente, trasforma Virgo ed EGO in uno straordinario laboratorio per studiare i fenomeni
dell’ambiente: ad esempio l’attività sismica o l’andamento delle maree e i moti ondosi nei pressi della costa toscana.”
Un’opportunità che non si è lasciata sfuggire il Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, impegnato da sempre nello studio dell’ecosistema marino in prossimità delle coste toscane. “In effetti sia le attività umane che i cambiamenti climatici – dice Lisandro Benedetti-Cecchi, professore di Ecologia e prorettore alla Ricerca Europea e Internazionale dell’Università di Pisa – sono fra i principali fattori che influenzano la biodiversità marina costiera.Riuscire però a misurare e identificare con precisione l’impatto dei diversi fattori in gioco, richiede l’analisi di set di dati molto ampi e diversificati, prodotti da osservazioni su lunghi periodi delle interazioni tra fenomeni ambientali ed organismi marini.” Ciò che EGO e Virgo possono fornire ai biologi dell’Università di Pisa è una misura diretta dell’impatto delle onde sulla linea di costa, che si riverbera nei sensori sismici dell’interferometro. Inoltre la grande risoluzione temporale dei dati resi disponibili dai fisici, permetterà ad un team che vede la collaborazione tra biologi e geologi dell’Ateneo pisano di costruire modelli più precisi dell’erosione delle coste eprevedere quanto il cambiamento climatico possa intensificare in futuro temporali, eventi metereologici estremi o correnti marine più calde e l’impatto di esse sulla biodiversità marina costiera. “Il confronto con i dati, che raccogliamo da oltre 20 anni, sulle
popolazioni di alghe e invertebrati lungo il litorale livornese – sostiene Lisandro Benedetti-Cecchi – potrebbe aiutarci a stabilire un collegamento, non ancora ben studiato, tra i cambiamenti climatici globali e le variazioni della biodiversità marina lungo le coste. E a definire anche quanto e se effettivamente la presenza di micro- e macro-organismi marini contribuisca a mitigare l’impatto dell’erosione costiera.” Inoltre comparando la serie storica di dati biologici e quelli raccolti negli ultimi 15 anni da Virgo sarà possibile determinare con più precisione le variazioni del livello del mare in passato e quindi contribuire alle proiezioni sulla crescita di questo livello nei prossimi anni. “Negli ultimi decenni abbiamo raccolto e archiviato un set di dati
ambientali (sismici, meteorologici, di inquinamento elettromagnetico…) pressoché unico per vastità e continuità temporale – dice Giovanni Losurdo, spokesperson della collaborazione scientifica internazionale che opera Virgo – Sono convinto che la condivisione di questi dati e la collaborazione interdisciplinare, produrrà nei prossimi anni sviluppi interessanti e importanti innovazioni in molti campi inaspettati.” “In questa direzione il nostro primo e più naturale interlocutore è l’Università di Pisa – conclude Stavros Katsanevas, direttore di EGO – ed è per questo che siamo particolarmente felici della firma di questo
accordo. Con l’auspicio che sia un ulteriore tassello alla connessione sempre più stretta e proficua tra tutte le eccellenze scientifiche e tecnologiche della Toscana.”

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Si è conclusa la spedizione “Difendiamo il mare” di Greenpeace Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

La barca Bamboo della Fondazione Exodus di don Mazzi, partita il 16 luglio da Porto Santo Stefano, è rientrata all’isola dell’Elba con a bordo i ricercatori dell’Istituto Tethys impegnati con Greenpeace in attività di monitoraggio dei cetacei tra Mar Ligure, nord della Corsica e Isola d’Elba.L’area del Santuario dei Cetacei si conferma di valore unico per i cetacei del Mediterraneo. Durante i cinque giorni di monitoraggio con il supporto scientifico dell’Istituto Tethys, sono stati osservati 128 animali appartenenti a quattro specie diverse: balenottera comune, tursiope, stenella striata e grampo. L’impatto delle attività umane è però evidente: durante gli avvistamenti sia di tursiopi che di balenottere comuni sono stati studiati, tramite foto identificazione, individui con pinne dorsali amputate a causa dell’interazione con attività umane, probabilmente pesca o imbarcazioni. Nell’area è stato osservato un elevato traffico marittimo e la costante presenza di plastica in mare.Dieci gli avvistamenti di stenelle, piccoli delfini pelagici, osservati in gruppi con una media di circa dieci esemplari; tre gli avvistamenti di tursiopi, delfini con abitudine più costiere, osservati in gruppi fino a 25 individui; in entrambe le specie è stata osservata la presenza di piccoli tra cui due nati da poche settimane. Di particolare interesse scientifico l’avvistamento di grampi, specie stabilmente presente per 25 anni nella zona occidentale del Santuario e per la quale si è osservato un drammatico declino negli ultimi 6 anni, e di un gruppo di tre balenottere comuni, il secondo animale più grande al mondo, che qui migra in estate per alimentarsi. Si stima ne siano rimasti solo tremila esemplari in tutto il bacino del Mediterraneo.
“Il Santuario dei cetacei è un’area di cruciale importanza per la sopravvivenza di balene e delfini del Mar Mediterraneo. La zona è infatti uno dei più importanti siti di alimentazione del Mediterraneo per molte specie di cetacei, oltre che di riproduzione per alcune di loro, grazie all’elevata produttività presente in particolare nel periodo estivo. Purtroppo, nonostante sia un’area protetta, la pressione dovuta alle attività umane è fortissima. In questo contesto, la ricerca a lungo termine è fondamentale per capire lo stato di conservazione dei cetacei e la risposta ai cambiamenti ambientali e antropici al fine di sviluppare misure di tutela che mitighino l’impatto delle attività che più minacciano questi animali, come il sovrasfruttamento della risorsa ittica, l’intenso traffico marittimo, le collisioni con le grandi imbarcazioni, le catture accidentali nelle reti, l’inquinamento” dichiara Marina Costa dell’Istituto Tethys.Secondo un rapporto pubblicato da Greenpeace la scorsa settimana la pressione dell’uomo su balene e delfini è altissima (uno su quattro dei cetacei spiaggiati lungo le coste italiane muore per cause imputabili all’uomo), come conferma sia il monitoraggio appena condotto con l’Istituto Tethys che le tristi vicende dei capodogli intrappolati in reti spadare illegali al largo delle Eolie nelle scorse settimane e la balena “Codamozza”, con la coda completamente mozzata, avvistata l’ultima volta proprio nel Santuario e di cui si teme una triste fine. Con il monitoraggio dei cetacei si conclude la spedizione di Greenpeace “Difendiamo il mare”, che ha navigato nel Tirreno centro-settentrionale per monitorare lo stato del mare e dei suoi abitanti minacciati dalle attività umane, dall’inquinamento da plastica ai cambiamenti climatici.

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Vacanze al mare: le raccomandazioni dei cardiologi

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2020

con l’estate torna la voglia di mangiare sano e di fare più movimento, di scoprirsi e prendersi cura del proprio corpo. Non c’è momento migliore dell’anno per mettere in atto accorgimenti utili a preservare anche la salute del nostro cuore. Di seguito alcuni consigli utili del Prof. Claudio Ferri:
1. Mangia tanta verdura e della frutta: aumenta il consumo di questi alimenti, usando la frutta anche per colazione e le verdure sia a pranzo che a cena.
2. Mangia tanto pesce: il pesce è un piatto estivo per eccellenza e, notoriamente, contribuisce alla salute del cuore dei pazienti.
3. Se sei al mare: cammina dentro l’acqua quando la temperatura è più fresca, immergendo le gambe fino alla parte alta delle cosce, potrai stimolare la circolazione. Per praticare un’attività aerobica cammina a passo svelto per almeno 30 minuti ogni giorno, evitando le ore “bollenti” e cercando l’ombra e le ore più fresche della giornata.
4. Se sei in montagna o al lago: sfrutta ogni occasione per fare delle belle passeggiate, da solo o in compagnia, respirando a pieni polmoni e godendo del panorama e del contatto con la natura. Se scegli una località montana e hai malattie cardiovascolari e/o sei iperteso: chiedi al tuo medico come andare “in alto” in totale sicurezza.
5. Non fumare: le vacanze sono un buon momento per dire basta alla dipendenza da nicotina. Se lo ignoravi, a proposito, è bene che finalmente Tu lo sappia: fumare è una dipendenza, non è né “un vizio” né “un vezzo”.
6. Stai sotto l’ombrellone o sotto un albero: rilassati dopo il bagno o una passeggiata, distendi i muscoli, allontana lo stress e respira profondamente a più riprese. Libera la mente dalle preoccupazioni. Non dico che il sole sia un veleno, anzi, ma specie se sei cardiopatico, hai avuto un evento cerebrovascolare e/o sei in là con l’età: fai attenzione al caldo, alla disidratazione e all’insolazione diretta. Se sei al sole, porta sempre con te un cappello.
7. Screening cardiologico: approfitta del relax delle vacanze per pianificare e prenotare una visita di controllo e chiedere al medico di poter effettuare gli esami necessari.
Come seguire i consigli giusti online: i canali dove i pazienti, i care-giver e gli utenti possono reperire informazioni e consigli online esistono, basta scegliere quelli affidabili e accreditati, come ad esempio il sito della SIIA che rappresenta uno strumento serio cui affidarsi per essere aggiornati.Per promuovere una corretta prevenzione delle malattie cardiovascolari, Bayer ha scelto di comunicare anche sui social media: sulla pagina Facebook “Il Battito del cuore“ è possibile, da agosto, trovare contenuti inediti, ispirati alla forza del linguaggio universale della musica, uniti a tanti consigli per prendersi cura del proprio cuore, anche in questo periodo di lento ritorno alla normalità. La campagna, al suo terzo anno, vede il coinvolgimento di un grande artista e testimonial, Luca Carboni, che nel 2019 ha cantato insieme a cinque cardiologi musicisti. Qui la versione inedita di “Ci vuole un fisico bestiale”, re-interpretata da un formidabile Luca Carboni insieme alla Special Band di cardiologi.
http://www.ilbattitodelcuore.it

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La Vedova (Molto) allegra all’Arena del Mare

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2020

Lunedì 27 luglio alle 21 l’Arena del Mare di Salerno ospita “La Vedova (molto) allegra”, riadattamento dell’operetta di Franz Lehar a cura di Fortuna Capasso, simbolo del genere stesso, punta di diamante della “silver age”, imbattuto cavallo di battaglia tra i due secoli. Rispetto al libretto poche le variazioni in questi 120 minuti, soprattutto nei testi musicati che rimangono fedeli all’originale. Piccoli ma efficaci invece (si spera!) gli accorgimenti nella parte recitata, laddove il copione si smussa e alleggerisce lasciando a casa “paroloni” e termini obsoleti a favore di un linguaggio più fresco e divertente che prende in prestito frasi e modi di dire più vicini alle nuove generazioni. Infine la caratterizzazione dei personaggi qui più estrosa e divertente aggiunge al titolo quel “molto” che tutto cambia. All’ambasciata del Pontevedro a Parigi, c’è grande fermento. Sta arrivando la signora Anna Glavari, giovane vedova del ricchissimo banchiere di corte, interpretata da Rosaria Armenante. Nei panni dell’ambasciatore, il Barone Zeta, Massimiliano Palumbo (attore della Compagnia dell’Arte). Ironico e stralunato, ha ricevuto l’incarico di trovare un marito alla vedova per conservare la dote della signora. Poi c’è Njegus, cancelliere un po’ pasticcione, interpretato, stranamente e per la prima volta, da una donna. Scelta coraggiosa per la regista dello spettacolo Fortuna Capasso che, nel suo travestimento un po’ ambiguo (in realtà non ci farà capire “da che parte sta”) fa da collante con tutti i personaggi in scena. Il conte Danilo, sarà il tenore Salvatore Minopoli, che per la vedova potrebbe andare benissimo. Riflesso dell’ipocrisia borghese, è uno uomo che sperpera tutti i suoi averi nelle donne e nell’alcool. Frattanto si snoda anche la storia d’amore che vede protagonisti Valencienne (Rosita Rendina) giovane moglie di Zeta, e Camillo de Rossillon (Gaetano Immanuel Amore) un diplomatico francese. Completano il cast ed incorniciano la storia Antonio Palumbo (Cascadà) Giuseppe Toscano (St Brioche) Domenico Ventriglia (Bogdanowitsch) il corpo di ballo del Professional Ballet di Pina Testa, le incursioni break dell’Associazione Dedalo, Maurizio Iaccarino al pianoforte e dieci coristi. In scena e dietro le quinte giovani professionisti accomunati dall’amore per arte. Poche le prove, tanta l’emozione: post covid il palcoscenico li attende e loro non vedono l’ora che si accendano le luci sul palco. Direttore di palcoscenico Ferdinando De Filippo, scenografie GFM di Giuseppe Petti con l’aiuto di Francesco Sommaripa, allestimento scenico Giulia Bove e Giusi Giuliano. Firmano le coreografie Pina Testa, Monica Micali, Davide Raimondo. Costumi Sartoria Emanuelle e Teatronovanta. Lo spettacolo avrà inizio alle 21. Per informazioni: 327 56 15 175; costo del biglietto 7 euro; http://www.postoriservato.it.

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Il Mare Senza Stelle di Erin Morgenstern

Posted by fidest press agency su sabato, 18 luglio 2020

In libreria dal 16 luglio Collana LAINYA Un fantasy unico nel suo genere, originalissimo e raffinato, dove ogni storia apre una porta su un mondo ignoto che vive dei suoi racconti, un mondo in cui ogni racconto costruisce un nuovo scenario, come in un gioco di scatole cinesi. Finché il Mare Senza Stelle non scriverà l’ultima pagina. Un romanzo trascinante sul potere delle storie, ricco di simboli e di mondi inimmaginabili. Arriva in Italia il romanzo fantasy più atteso degli ultimi anni: 200.000 copie vendute in tre mesi. Un fenomeno mondiale in corso di traduzione in 22 paesi. Presentato da Margaret Atwood al Winter Institute come uno dei libri più importanti dell’anno.

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Greenpeace: Difendiamo il mare

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2020

Parte oggi da Porto Santo Stefano (Grosseto) la spedizione di Greenpeace in barca a vela “Difendiamo il Mare” e vengono diffusi i risultati della ricerca condotta insieme all’Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-IAS) di Genova e all’Università Politecnica delle Marche durante il tour “MAY DAY SOS Plastica” della primavera 2019.Nelle acque marine superficiali del Mar Tirreno centrale si riscontra una diffusa presenza di microplastiche, con concentrazioni elevate sia in aree fortemente impattate, come la foce del Tevere e il porto di Olbia, che in zone lontane da fonti inquinanti come l’isola di Capraia. I risultati mostrano che nel tratto di mare investigato, come già evidenziato in varie zone del Mediterraneo (un bacino semi-chiuso con un limitato riciclo d’acqua che ne consente l’accumulo) la presenza di microplastiche è ubiquitaria e non risparmia aree potenzialmente poco impattate come Capraia, in cui è stata registrata la concentrazione più alta, oltre 300 mila particelle per chilometro quadrato. Questo dato è coerente con quanto evidenziato da altre ricerche scientifiche condotte nell’area dove, a causa di una circolazione anticiclonica nota come “Capraia Gyre”, può crearsi una zona di accumulo transitoria di microplastiche.Valori di concentrazione elevati sono stati registrati anche nel porto di Olbia e alla foce del Tevere, con oltre 250 mila particelle per chilometro quadrato, confermando come sia le aree portuali con limitata circolazione che le foci dei fiumi costituiscano zone con elevati livelli di contaminazione da microplastiche.
Campionamenti effettuati a Ventotene e alla foce del Sarno a diverse profondità e con strumentazioni differenti mostrano variazioni fino a due ordini di grandezza del contenuto di microplastiche, con concentrazioni molto più elevate a 5 metri di profondità rispetto alla superficie. La tipologia più frequente di microplastiche riscontrata è rappresentata da frammenti, tra 1 e 3 millimetri e inferiori al millimetro, costituiti soprattutto dai polimeri in polietilene e polipropilene, ovvero le tipologie di plastica più usate.Indagini approfondite verranno eseguite durante la spedizione “Difendiamo il mare” di Greenpeace, partita oggi dall’Argentario e che toccherà varie aree del Mar Tirreno centro settentrionale per le prossime settimane, con la partecipazione ancora una volta di ricercatori del CNR-IAS di Genova e dell’Università Politecnica delle Marche.A livello europeo, l’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (ECHA) sta lavorando a una proposta per vietare l’utilizzo di microplastiche aggiunte intenzionalmente in numerosi prodotti di uso comune tra cui cosmetici, detergenti, vernici e fertilizzanti.

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Un laboratorio hi-tech a dieci metri sotto il livello del mare del Golfo dei Poeti

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

La Spezia. E’ dotato di telecamera digitale, sensori per il monitoraggio dei parametri ambientali (temperatura, salinità e velocità delle correnti) e speciali gabbie per lo studio della degradazione delle plastiche e l’assorbimento di sostanze inquinanti in ambiente marino. È l’identikit dell’innovativo osservatorio sottomarino installato dal Distretto Ligure delle Tecnologie Marine (DLTM), in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Istituto Idrografico della Marina Militare, il Comune di Lerici e la Cooperativa Mitilicoltori Associati, nell’ambito del progetto LabMare finanziato dalla Regione Liguria.Oltre al monitoraggio ambientale, finalizzato anche allo studio degli effetti del cambiamento climatico, l’infrastruttura potrà essere utilizzata da parte di enti di ricerca e imprese come un vero e proprio laboratorio di sperimentazione per testare tecnologie all’avanguardia e sensori subacquei innovativi. Il collegamento cablato dell’infrastruttura permetterà inoltre la fruizione in tempo reale delle immagini e dei dati geofisici e oceanografici acquisiti.Realizzato grazie alla condivisione di risorse umane, infrastrutture e attrezzature di tutti gli enti di ricerca coinvolti, il laboratorio è posizionato nella baia di Santa Teresa davanti all’omonimo Centro ENEA e fa parte dello stesso progetto scientifico dell’osservatorio sottomarino profondo installato lo scorso anno a circa 600 metri di profondità al largo dell’Area Marina Protetta delle Cinque Terre.

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Aumento del livello del mare nella laguna veneta nel 2100

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 marzo 2020

Un aumento del livello medio del mare nella laguna di Venezia di circa 82 centimetri entro la fine del secolo causato dall’effetto combinato di cambiamento climatico e subsidenza. Sarebbe questo lo scenario emerso da uno studio condotto dai ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e della Radboud Universiteit dei Paesi Bassi.Il lavoro, pubblicato nel 2019 su “Water” e oggi approfondito sulla rivista “Le Scienze” per il pubblico italiano si inserisce nel quadro degli studi sull’aumento del livello del mare a scala globale, in forte accelerazione a partire dalla fine del XIX secolo, in corrispondenza dell’inizio della seconda rivoluzione industriale che ha prodotto un sensibile aumento dell’immissione in atmosfera di anidride carbonica.”L’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) indica un aumento massimo del livello marino tra 52 e 98 centimetri nel 2100″, spiega Marco Anzidei, co-autore dell’articolo e coordinatore dei progetti europei SAVEMEDCOASTS e SAVEMEDCOASTS-2, che si occupano degli impatti di aumento di livello marino dovuto al cambiamento climatico lungo le coste del Mediterraneo più esposte al rischio di inondazione. “Nel caso della laguna veneta, nel computo delle proiezioni per la valutazione degli impatti si deve includere la subsidenza, ovvero il lento movimento verso il basso della superficie terrestre, legato a cause naturali e antropiche. Tale movimento ha per effetto l’accelerazione dell’aumento del livello marino locale”.Lo studio ha approfondito il contributo dei fattori locali nell’aumento del livello del mare nella laguna veneta: tra questi, la variabilità climatica naturale e i movimenti verticali della crosta terrestre. Le analisi sono state effettuate utilizzando un gruppo di stazioni mareografiche del Mediterraneo poste nel nord dell’Adriatico e nel nord del Tirreno, presenti negli archivi italiani dell’ISPRA e in quelli globali del Permanent Service for Mean Sea Level (PSMSL), gestito dal National Oceanography Centre di Liverpool. Alla stazione di Venezia Punta della Salute, le analisi stimano un aumento medio di 82 cm nel 2100, ma con un’incertezza di 25 centimetri in più o in meno, quindi anche fino a 108 cm.Il quadro fornito da SAVEMEDCOASTS sulle aree mediterranee maggiormente esposte al rischio di allagamento marino nel 2100, compresa la laguna veneta con la città di Venezia, evidenzia 163 principali pianure costiere poste a una quota entro 2 metri sopra il livello medio attuale del mare, corrispondenti a un’area totale a rischio allagamento pari a circa 5,5 milioni di campi da calcio.

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Istituita una direzione generale del mare e delle coste

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 novembre 2019

«Come Marevivo – dichiara Rosalba Giugni, Presidente dell’associazione – siamo soddisfatti della costituzione di questa struttura e auspichiamo che ci siano una inter modalità, uno scambio e un confronto, tra i ministeri perché l’ambiente, e il mare, sono trasversali a qualsiasi attività di Governo. La particolare collocazione geografica dell’Italia nel bacino del Mediterraneo rende necessaria la costituzione di una direzione che possa occuparsi di tutte le politiche connesse con il mare, con lo scopo di superare la frammentazione istituzionale che vede ben 10 Ministeri (Ambiente, Politiche Agricole, Trasporti, Salute, Difesa, Affari Esteri, Lavoro, Economia e Finanze) occuparsene a diverso titolo».

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Il nuovo libro di Claudio Magris

Posted by fidest press agency su sabato, 12 ottobre 2019

Illustrato – uscita prevista: 21 novembre. Un piccolo gioiello di scrittura e inventiva: Claudio Magris torna con un libro che parla di mare, di donne, di navi e di letteratura. Con stile intenso e appassionante, ricco di un furore che si nutre di eros e desiderio, quella raccontata dall’autore triestino è solo apparentemente una storia degli oggetti: in realtà, vero oggetto della narrazione sono le donne, destinatarie principali dell’eros e del desiderio.
Le polene, collocate sulla prua estrema delle navi, diventano in queste pagine donne in carne ed ossa e popolano una galleria di ritratti femminili: sono sirene, sono dee, donne comuni o veggenti come Cassandra, seduttrici, madri, sono donne perverse, terribili, visionarie. Attraverso la loro forma e la loro struttura di legno, davanti agli occhi del lettore si svolge una storia colta e stravagante, documentata e luminosa: aneddoti, storie, racconti su musei e cimiteri di navi, una storia del mare e dei suoi piccoli, sconosciuti protagonisti. E anche in questo caso, è facile allontanarsi dai semplici oggetti: il mare, reale o fantasioso che sia, diventa occasione di riflettere sulla vita, le sue zone di luce e ombra, sull’infanzia e la sua spericolatezza, sulla necessità dell’approdo e, non ultima, sulla letteratura – da Octavio Prenz e Giuseppe Sgarbi a Karen Blixen e Hawthorne – come a continuare un percorso che dalla prua della nave conduce sempre in un altrove irraggiungibile. (by La Nave di Teseo)

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Ricostruita l’antica posizione del livello del mare sulla costa laziale

Posted by fidest press agency su domenica, 29 settembre 2019

litorale lazialeUno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), appena pubblicato sulla rivista Quaternary International, indica che le tracce geologiche del livello del mare durante le oscillazioni di 100.000 e 79.000 anni fa si trovano a quote sensibilmente più alte di quelle sinora stimate dagli attuali modelli. I risultati del lavoro, che ha preso in esame un insieme di grotte che si aprono sulle pendici delle scogliere che formano il promontorio del Circeo, sono frutto dell’analisi di indicatori sedimentari, come gli antichi depositi di laguna dei terrazzi marini, e quelli all’interno delle grotte al Circeo frequentate dall’Uomo di Neanderthal.
Negli ultimi 250.000 anni l’area laziale si è progressivamente sollevata di oltre 50 metri. Questo fenomeno ha creato dei cd. terrazzi marini, ovvero piattaforme che si rinvengono ora a quote via via più alte a seconda della loro età e che rappresentano i lembi rimanenti delle antiche spiagge e pianure costiere. Si tratta di una sorta di grande gradinata lungo tutta la costa del Tirreno centrale, ora ricostruita nel dettaglio grazie allo studio geomorfologico su carte topografiche e all’utilizzo delle moderne tecniche di rilevamento satellitare (Modello Digitale del Terreno, o DEM).“Questa suite di terrazzi” – prosegue Fabrizio Marra – “è stata ricostruita e datata. Per definire le posizioni dell’antico livello del mare abbiamo preso in esame, tra gli altri indicatori, un insieme di grotte che si aprono sulle pendici delle scogliere che formano il promontorio del Circeo. Le ricerche mettono in evidenza il legame tra presenza neanderthaliana a Roma e nel Lazio e le oscillazioni del livello del mare legate all’alternarsi dei periodi glaciali ed interglaciali. Nelle grotte del Circeo sono state, infatti, rinvenute numerose testimonianze di frequentazione umana del Paleolitico, tra le quali un cranio di Neanderthal quasi completo rinvenuto a Grotta Guattari è la più importante.Lo studio ha messo in evidenza nuovi elementi che cambiano in maniera profonda le nozioni sul livello del mare nel Mediterraneo durante il penultimo periodo interglaciale (l’ultimo è quello attuale), caratterizzato da tre successive oscillazioni avvenute intorno ai 125.000, 100.000 e 80.000 anni fa.“Mettendo insieme la ricostruzione dei terrazzi marini con le indicazioni del livello del mare desunte dagli indicatori sedimentari si sono identificati tre paleo-livelli del mare a quote via via più basse. Quello più alto, che si rinviene ora a quote attorno ai trentacinque metri sul livello attuale del mare, corrispondente al terrazzo più antico la cui età è stata stabilita essere di circa 125.000 anni, grazie alla presenza di livelli vulcanici che sono stati datati col metodo dell’argon radioattivo. Il più basso, attorno a dieci metri, identificato dai depositi conchigliferi, dai fori di litodomo e dal solco di battigia a grotta Guattari e in altre grotte del Circeo, corrisponde al terrazzo marino più recente. Questo terrazzo era considerato fino a oggi quello di 125.000 anni fa, che invece le nuove ricerche identificano ben venticinque metri più in alto. Sul terrazzo più basso è stata fatta una datazione su guscio di conchiglia di Glycimeris che ha fornito un’età di 79.000, permettendo di correlare questo terrazzo con l’ultima oscillazione positiva del livello del mare alla fine dell’ultimo periodo interglaciale. Il livello del mare intermedio, identificato da un “solco di battigia” attualmente a circa ventidue metri di quota nelle scogliere del Circeo, si correla conseguentemente con l’oscillazione di circa 100.000 anni fa. Anche tenendo conto del sollevamento del margine tirrenico laziale avvenuto negli ultimi 125.000 anni, che spiega perché il terrazzo corrispondente a quest’epoca sia così alto, i livelli del mare di 100.000 e 79.000 anni fa risultano comunque significativamente più alti di quanto precedentemente stimato sulla base di modelli globali”. precisa Fabrizio Marra. “Le implicazioni dei risultati dello studio”, conclude il ricercatore, “sono evidenti e importanti anche per l’epoca attuale. Si dovrà infatti tenere conto di questi nuovi dati sul Mediterraneo nelle proiezioni future sulla risalita del livello del mare provocato dal riscaldamento globale. Inoltre la ricostruzione della paleogeografia all’epoca della frequentazione delle grotte del Circeo offre uno spaccato sull’ambiente in cui i Neanderthal vivevano. A differenza di oggi, in cui le grotte sono poste a diversi metri a picco sul mare o lontane da esso, 79.000 anni fa queste grotte si aprivano su spiagge che ne facilitavano la frequentazione e offrivano materiali inusuali ma molto adatti, quali le conchiglie, per costruire piccoli manufatti e strumenti”. (foto litorale laziale copyright Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV)

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I rischi dalle estrazioni minerarie in alto mare

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2019

Gli oceani del Pianeta potrebbero subire gravi e irreversibili danni dall’avvio di estrazioni minerarie in alto mare. È quanto emerge da “In acque profonde”, report di Greenpeace International che rivela come l’industria dell’estrazione mineraria in alto mare sia consapevole e noncurante del fatto che queste attività potrebbero portare all’estinzione di specie uniche. Per questo Greenpeace invita le Nazioni Unite a stipulare un solido Trattato globale sugli Oceani, che sia in grado di dare priorità alla conservazione di questi ecosistemi e non al loro sfruttamento.«Gli abissi sono il più grande ecosistema del Pianeta, nonché la casa di creature uniche che a malapena conosciamo. L’avidità di questo nuovo settore industriale potrebbe distruggere le meraviglie presenti sui fondali degli oceani prima ancora di avere la possibilità di osservarle e studiarle» dichiara Louisa Casson, della campagna Protect the Oceans di Greenpeace. Ad oggi, solo circa lo 0,0001% dei fondali degli abissi è stato esplorato o campionato. Il report di Greenpeace mette in guardia dalle inevitabili minacce alla vita marina in vaste aree degli oceani del Pianeta che potrebbero derivare dalle operazioni minerarie e dall’inquinamento da sostanze tossiche, se i governi permetteranno che l’estrazione in acque profonde inizi. Le attività minerarie potrebbero inoltre amplificare il fenomeno del cambiamento climatico causando il rilascio di carbonio intrappolato nei sedimenti marini o interrompendo quei processi che facilitano la cattura di carbonio nei sedimenti marini profondi.Anche se le attività commerciali di estrazione mineraria non sono ancora iniziate, sono già state rilasciate 29 licenze di esplorazione a Paesi come Cina, Corea, Regno Unito, Francia, Germania e Russia, che hanno rivendicato vaste aree del Pacifico, dell’Atlantico e dell’Oceano Indiano, per una copertura complessiva di circa un milione di kilometri quadrati, pari quasi a due volte la superficie della Spagna.Il report di Greenpeace sottolinea anche la debolezza dell’attuale governance oceanica, con l’International Seabed Authority (ISA), l’organismo delle Nazioni Unite incaricato di regolamentare l’industria dell’estrazione mineraria in alto mare, che dà priorità agli interessi delle imprese a discapito della protezione marina.
«È essenziale che i governi si accordino su un trattato ONU abbastanza forte da aprire la strada alla creazione di un network di santuari oceanici inaccessibili ad ogni forma di sfruttamento industriale, inclusa l’estrazione mineraria in alto mare», continua Casson. «È inoltre necessario imporre standard ambientali ben più alti per qualsiasi attività di questo tipo al di fuori di questi santuari».Per chiedere ai principali marchi tecnologici mondiali di prendere le distanze dall’estrazione mineraria in alto mare, Greenpeace ha di recente lanciato una campagna per chiedere agli utenti di marchi come Apple, Google, Microsoft e HP di invitare questi giganti tecnologici a escludere qualsiasi uso futuro di metalli e minerali estratti dalle profondità oceaniche per la fabbricazione dei propri prodotti.Greenpeace sostiene la transizione verso un mondo rinnovabile al 100 per cento entro il 2050 e incoraggia i governi, i produttori e i consumatori ad adottare modelli di economia circolare più sostenibili che riducano la necessità di estrarre metalli e minerali. I marchi e i produttori devono concentrarsi maggiormente sulla progettazione dei prodotti, riducendo la necessità di nuove materie prime rendendo i prodotti più durevoli, riparabili, riutilizzabili e riciclabili.

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“Le ONG del mare dicano chi le finanzia”

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Se navigano nelle nostre acque devono comunicare paternità e entità dei finanziamenti. Gli italiani devono sapere chi c è dietro a quanto sta avvenendo nel Mar Mediterraneo. Questo e’ il contenuto di un emendamento presentato da Fratelli d’Italia al decreto Sicurezza bis. Ci auguriamo che la maggioranza voglia unirsi a questa richiesta di trasparenza e accogliere questo emendamento che ha comunque superato oggi il giudizio di ammissibilità. Non si capisce perché la trasparenza valga per tutti tranne per Carola & co. Ad oggi è impossibile avere il dettaglio dei nomi e cognomi di chi mantiene le ricche tedesche o i finti disobbedienti. C’è chi peregrina nel nostro mare in cerca di disperati facendone una professione ingenerando nei migranti la consapevolezza di porsi in condizioni di pericolo per ottenere poi passaggi spacciati per aiuti. Di questo scempio mascherato da missione umanitaria gli italiani devono sapere tutto e poter giudicare con chi abbiamo a che fare. Chi non ha nulla da nascondere sarebbe il primo ad auspicare l’approvazione del nostro emendamento”. Lo dichiara Augusta Montaruli, deputato di Fratelli d’Italia.

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“L’oro nero che veniva dal mare”

Posted by fidest press agency su sabato, 8 giugno 2019

Palermo. Al via il prossimo lunedì 10 giugno, a partire dalle 9.30, presso l’Arsenale della Marina Regia di Palermo, il Workshop interdisciplinare “L’Oro nero che veniva dal mare” dedicato alla presentazione di ricerche originali sulla caratterizzazione geochimica delle ossidiane e dei vetri antichi.L’iniziativa, organizzata dalla Sezione di Palermo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dal Laboratorio Museo di Scienze della Terra Isola di Ustica, in collaborazione con la Soprintendenza del Mare e con il Museo Archeologico Regionale A. Salinas, si propone di valorizzare e restituire alla memoria collettiva la conoscenza di quella che fu la prima grande rete di scambi commerciali e culturali su lunga distanza realizzata dall’uomo nella preistoria.Una rete che aveva in Sicilia uno dei nodi più importanti dell’intero bacino del Mediterraneo: l’ossidiana, grande protagonista degli scambi commerciali di quel tempo, proveniva infatti dai giacimenti del Mediterraneo centrale presenti a Lipari, Pantelleria, in Sardegna (Monte Arci) e a Palmarola. Da queste zone l’“oro nero” veniva esportato in moltissimi villaggi a bordo di piccole imbarcazioni che trasportavano anche i primi carichi di prodotti alimentari, i primi manufatti e le prime forme di artigianato: non solo merci, quindi, ma anche arte, cultura e tecnologia.Oggi, grazie a sofisticate analisi fisiche e chimiche e al lavoro congiunto di archeologi e ricercatori, da un minuscolo frammento di ossidiana è possibile risalire al giacimento geologico di provenienza e definire il periodo storico in cui la materia prima venne lavorata fino ad assumere la funzione di utensile.Nel chiostro del Museo Archeologico Regionale A. Salinas verrà allestita, inoltre, una mostra di pannelli sullo stesso tema attraverso la quale, durante i mesi estivi, i visitatori potranno ripercorrere la storia e i viaggi dell’ossidiana nel Mare nostrum.

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Marcello Alessandra, “Siamo a Mare – Parole e Musica”

Posted by fidest press agency su sabato, 13 aprile 2019

Palermo domenica 14 aprile con doppio set alle ore 18.00 e alle ore 21.00, al Real Teatro Santa Cecilia. Saliranno sul palco oltre allo stesso scrittore Marcello Alessandra anche Rosanna Minafò, che si alternerà alla lettura con lo stesso autore, con degli interventi musicali tematici legati alla canzone d’autore italiana eseguiti dai Maestri della Scuola Popolare di Musica della Fondazione The Brass Group Fabio Lannino, che ne cura anche il coordinamento artistico, al basso, Giuseppe Preiti al piano, Vito Giordano guest, Walter Nicosia voce e gli allievi della Scuola Popolare di Musica del Brass, Ciccio Foresta alla batteria, Eleonora Pampillonia, Alisia Ingrassia, Rossella Palermo, Dalila Torrisi, Silvia Caruso vocalists. Durante lo spettacolo verrà proiettato anche il video realizzato da Pucci Scaffidi “Sua Altezza Palermo”, ed un escursus storico attraverso immagini scattate da Franco Lannino. Tra i brani musicali che verranno interpretati, in scena: “La cura” di Battiato, “Mio fratello che guarda il mondo” di Fossati ed anche “Palermo dai” di Ignazio Garsia.
Una lettura non retorica, piuttosto una visione diversa ed alla fine costruttiva su eventi e personaggi, tra i quali Don Pino Puglisi, Mario Francese, Piersanti Mattarella, Rocco Chinnici, Claudio Domino, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giovanni Falcone, Libero Grassi, Emanuela Loi,Paolo Borsellino , che hanno, indubbiamente, segnato la vita di tutti noi, arricchendoci e dando l’esempio giusto per “venirne fuori”. Una passeggiata tra la Palermo che si affaccia sul mare e quella che “vive” tra questo e le montagne che l’abbracciano. Un racconto fatto di suoni e di immagini per ripercorrere le memorie sensoriali caratteristiche della nostra terra. Finalità del progetto sarà un sostegno fattivo al prossimo. Con l’incasso, si intende aiutare delle realtà cittadine da sempre impegnate nel sociale, e quindi partecipare all’acquisto degli arredi dell’asilo nido che grazie al Centro Padre Nostro di Brancaccio sorgerà appunto in questo quartiere; una biblioteca rivolta ai bambini del Centro Santa Chiara; infine un corso di arte-terapia rivolto ai pazienti della Clinica Psichiatrica Universitaria di Palermo. In un momento storico così “particolare e difficile” mi sembra importante dare un messaggio di presenza verso realtà diverse ed indipendenti che tra mille difficoltà portano quotidianamente avanti progetti rivolti “agli altri”. Sull’evento interviene lo stesso Alessandra che nel suo percorso di vita ha già realizzato diversi incontri di beneficenza. “Lo spettacolo ritengo potrebbe essere “educativo/informativo” per le nuove generazioni che non hanno vissuto fatti importanti della nostra città né conosciuto quindi alcuni “personaggi” che si sono sacrificati per rendere liberi anche loro e pertanto sarebbe molto bello successivamente un coinvolgimento delle scuole, proprio per non dimenticare”. Un ritorno alla memoria”. L’incontro ha anche il patrocinio del Comune di Palermo, della Fondazione the Brass Group, dell’Ordine degli Avvocati, dei Lions Club Palermo Guglielmo II, dell’associazione l’Orizzonte e di ArcaPharma, mentre la parte grafica è stata curata dalla società Idead. (by Rosanna Minafò)

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Una legge a tutela del mare

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2019

Marevivo accoglie positivamente l’approvazione del disegno di legge Salvamare che aveva già richiesto da tempo e che consente ai pescatori di riportare a terra i rifiuti solidi marini che accidentalmente raccolgono durante l’attività di pesca.Proprio su questo argomento Marevivo e Fondazione Cetacea avevano lanciato una petizione su Change.org, che ha ottenuto 200.000 firme, per chiedere di colmare questo vuoto legislativo e far in modo che i pescatori diventino sentinelle di mare.«Finora, a causa di diverse e contraddittorie normative, i rifiuti erano considerati rifiuti speciali e non rifiuti urbani – dichiara Raffaella Giugni, Responsabile relazioni istituzionali di Marevivo – , i pescatori non potevano riportarli a terra perché rischiavano una multa, così erano costretti a rigettarli in mare. E’ un passo importante per cominciare a ripulire il mare. Siamo sicuri che i pescatori collaboreranno se messi nelle condizioni di farlo perché ogni giorno più del 50% di quello che tirano su nelle reti sono rifiuti di plastica. Ci auguriamo solo che l’iter legislativo sia veloce e non subisca ritardi, già molti Comuni, si stanno organizzando per supportare questa attività perché il problema è molto grave e non c’è più tempo».«Sul divieto alla produzione di plastica monouso purtroppo bisogna ancora aspettare. Ci aspettiamo – continua Raffaella Giugni – che la legge venga completata al più presto. Nei mesi scorsi, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa aveva annunciato che i due temi, pescatori e monouso, sarebbero stati affrontati separatamente in attesa della pubblicazione della direttiva Ue. Ci auguriamo che l’Italia la recepisca al più presto, prima degli altri Paesi europei».

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Sicilia da vivere: Terre, mare, uomini

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

Sono sei i nuovi soci che contribuiranno a portare sempre più in alto il territorio siciliano e le eccellenze che questo racchiude in sé attraverso il brand dell’Associazione Le Soste di Ulisse. Un prestigioso riconoscimento per i nuovi associati, che entrano a far parte di questo gruppo attivo dal 2002, che si afferma sempre più come sinonimo di assoluta qualità in terra di Sicilia.Dall’attenzione per la regionalità e la valorizzazione delle province di appartenenza all’interno delle proprie pietanze alla qualificazione del personale e del servizio offerto. Sono criteri molto selettivi quelli stabiliti per entrare a far parte dell’Associazione Le Soste di Ulisse. L’obiettivo è quello di offrire ospitalità di altissimo livello, fatta di serenità e sicurezza, luoghi in cui gli ospiti possano ritrovare tutta l’autenticità della Sicilia attraverso le pietanze e gli ambienti in cui soggiornano. Ed è proprio basandosi su questi criteri che il Consiglio Direttivo presieduto dallo Chef Pino Cuttaia ha valutato per tutto il 2018 le strutture siciliane. Al termine delle valutazioni ne sono state scelte sei, due hotel e quattro ristoranti, che in occasione della Cena di Gala del 1 aprile per l’evento di festa e promozione ‘Sicilia da vivere. Terre, mare, uomini’ saranno insignite del riconoscimento come nuovi membri dell’associazione. Per la sezione hotel i nuovi ingressi sono il Grand Hotel Minareto di Siracusa, struttura che tra l’altro ospita proprio il grande evento di festa del 31 marzo e 1 aprile e l’Hotel Monaci delle Terre Nere di Zafferana Etnea (CT). Il primo è un Luxury Resort sul mare con vista sull’isola di Ortigia, la parte più antica della città di Siracusa, mentre il secondo è un Boutique Hotel realizzato in un’antica tenuta siciliana alle pendici dell’Etna. Per quanto riguarda la sezione ristorazione i nuovi soci sono Vicari di Noto (SR) dello chef patron Salvatore Vicari, Terrazza Costantino di Sclafani Bagni (PA) dello chef patron Giuseppe Costantino, Cortile Pepe di Cefalù (PA) guidato da Toti Fiduccia, in cucina lo chef Giovanni Lullo e Modì di Torregrotta (ME) guidato dallo chef Giuseppe Geraci e Alessandra Quattrocchi. Si tratta di ristoranti caratterizzati dalla presenza di chef di alto livello e di notevole esperienza, nonostante la loro età sia giovane. Ambienti unici e caratteristici, uniti dalla passione per la propria terra e per le sue radici culinarie, ma con uno sguardo alla contemporaneità.L’immensa tradizione enogastronomica siciliana insieme all’accoglienza autentica delle sue residenze di charme. È questo ciò che troveranno i partecipanti all’evento ‘Sicilia da vivere. Terre, mare, uomini’ del 31 marzo e 1 aprile a Siracusa. Un’occasione unica in cui immergersi completamente per scoprire luoghi, bellezze, storie e tradizioni, eccellenze che vanno dal cibo e dalle materie prime all’accoglienza. Il tutto garantito dal brand di eccellenza Le Soste di Ulisse.

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Il 97% dello spazio abitato dalla vita è Mare

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 marzo 2019

Roma sabato 9 marzo 2019 ore 18 Lungotevere A. da Brescia Sala Petrassi Auditorium Parco della Musica. Tutti gli esseri viventi del pianeta provengono dal Mare. L’equilibrio e la stabilità del clima derivano dal Mare. L’incontro trai i popoli e le culture ha come ispirazione il Mare. L’associazione Marevivo, Dialogues e Fondazione Recchi hanno organizzato all’Auditorium Parco della Musica l’evento “MadreMare” per scoprire, attraverso verità, emozioni e leggende, i segreti del mare.
Dopo un’introduzione della presidente di Marevivo Rosalba Giugni con Benedetta Rinaldi giornalista Rai , Ferdinando Boero illustrerà la funzione vitale e vivifica del mare. Claudio Strinati e Alberto Luca Recchi racconteranno la storia di due passioni, una per l’arte e una per il mare. Nonostante l’apparente lontananza di questi mondi, i due esperti faranno scoprire al pubblico analogie sorprendenti tra i momenti fondamentali della loro vita e riusciranno a trasformare il dialogo in un racconto di opere e di creature marine, entrambe così fragili e bisognose di tutela che solo la loro profonda conoscenza può salvare.L’evento, sotto la regia di Luca Brignone, vedrà inoltre la partecipazione di Patrizio Rispo e sarà accompagnato dalla musica di Vincenzo De Filippo Marmediterra. L’incontro è organizzato con il supporto di Grimaldi Lines. http://www.marevivo.it

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