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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 126

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Idea legalità: a margine di un convegno

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 novembre 2010

Palermo. Si dichiarano soddisfatti i fondatori dell’Associazione Idea Legalità di Palermo che Il 13 Novembre scorso hanno incontrato i cittadini, i rappresentanti di alcune realtà cittadine presenti nel territorio come l’associazione Muovi Palermo “premiata dall’associazione per il loro impegno nel territorio” rappresentato da Marcello Capetta, il Movimento Per Palermo rappresentata da Tina Toma, presso l’Hotel Casa Marconi in via Monfenera 140. Gli unici assenti erano i giornalisti locali dal giornale di Sicilia a Rai TRE Regione e i notiziari locali. “sempre presenti in qualsiasi iniziativa organizzata dai soliti partiti,  puntualmente assenti nei confronti della società civile. I promotori del meeting ringraziano, invece, le “redazioni online” che li hanno supportati “come Sicilia Informazioni, Tuttonotizie, Il fattoonline, la Fidest di Riccardo Alfonso, Reggio Calabria notizie, Blog Sicilia, l’Ansa, facebook”.  Sono intervenuti al convegno l’Onorevole  Avv. Piccione “già presidente dell’Ars” che si congratulava per la nascita di questa associazione unica nel suo genere e soprattutto per l’idea di nazione che è nel dna dell’organizzazione, l’On. Aricò di Futuro e libertà nel suo intervento esortava la società civile e riappropriarsi della politica ad organizzarsi e mirare a ricoprire ruoli amministrativi, e soprattutto si riprometteva di battersi per ridurre lo sbarramento dal 5% al 3% che favorisce i grandi partiti e mette in ginocchio la società civile. Il Presidente Menni ha, a sua volta, ringraziato gli operatori delle forze dell’ordine e le forze Armate per il loro impegno al servizio delle istituzioni e ribadito che il cambiamento deve ripartire dai cittadini. il Segretario Mendola già consigliere comunale a Palermo con Forza Italia, ribadiva con coraggio e umiltà che da cittadino prova un grosso imbarazzo a vivere di persona che l’attuale governo. Moderava il Convegno Roberto Peretti presidente provinciale di Palermo dell’associazione le Pantere Verdi che ribadiva durante un suo breve intervento che l’antimafia non può e non deve essere monopolizzata dai partiti ed etichettata a destra, a sinistra, al centro ma appartiene a tutti i cittadini onesti e di buona volontà.“Adesso – prosegue il Coordinatore nazionale Foti – inizieremo subito a lavorare subito su due percorsi: il primo riguarda il Comparto difesa dove, come denunciato da diversi siti, sembrerebbe che ci siano delle azioni volte a limitare notevolmente i diritti dei cittadini con le stellette e il verificarsi di indebite intromissioni da parte di qualche comando periferico nei confronti della rappresentanza militare. Su questo argomento non abbiamo ancora dati certi. Nel frattempo non restiamo inoperosi. Una task force dell’associazione di esperti, nel campo giudirico – legale amministrativo sta, in questi giorni, valutando se ci sono elementi che vanno in contrasto con la costituzione italiana. In tal caso chiederemo l’intervento del Parlamento. L’altro tratto di strada che intendiamo percorrere è la banda larga. Questo diffuso disinteresse, in specie negli ambienti che contano, ci preoccupa. Serpeggia tra costoro il timore che “internet” possa ridurre le loro ricchezze. E dire che basterebbero 16 miliardi di euro per realizzare questa grande impresa. Equivale a cinque anni di auto blu in meno e la rinuncia al ponte dello stretto. Non dimentichiamo che la banda larga produce benessere e libertà. “Oggi- continua Foti – il paese ha bisogno di grandi opere che sappiano generare lavoro. Se il governo nazionale sulla banda larga è latitante e lo stesso dicasi da parte della miriade di movimenti meridionalisti che sembrano preoccuparsi solo di dissotterrare vecchie e trite polemiche storiche, noi ci batteremo, in tutto il paese, per “Il federalismo digitale” in alternativa a quello “Fumoso dettato dalla politica”. Ci auguriamo – ha soggiunto Foti – che le regioni del Sud saranno in grado di portare avanti tale iniziativa come è stato già fatto in Lombardia e in Trentino Alto Adige”.

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A proposito del ministro La Russa

Posted by fidest press agency su martedì, 28 settembre 2010

Ferrarese è un novello della politica ed è per questo che pone certi quesiti retorici sul min. La Russa – è quanto dichiara Luciano Cavaliere dirigente nazionale della Giovane Italia – PdL.  “Il min. La Russa nelle scorse tornate elettorali per le europee ha ottenuto 223.091 voti di preferenza. Vuol dire che 223.091 elettori hanno scritto il nome del ministro sulla scheda . Se poi tutte queste preferenze non esaudiscono la curiosità del presidente della provincia di Brindisi – ha continuato Cavaliere – potrebbe andare a vedere la storia politica di Ignazio La Russa eletto per ben 6 volte dal 1992 alla Camera dei Deputati. Ma ancora prima nel ’85 era già stato eletto consigliere regionale della Lombardia”.  Ferrarese invece di deliziarci con le sue massime pur di andare ogni giorno sui giornali, pensasse agli ospedali della provincia di Brindisi che saranno chiusi a causa del piano di riordino voluto dalla regione Vendola. Si lamentasse con la Regione per i mancati fondi per salvare le nostre spiaggie dall’erosione del mare. E soprattutto pensasse ai giovani che lasciano la propria provincia per andare a trovare fortuna altrove, proprio come promessoci nella campagna elettorale.  Per tutto il resto – ha concluso il giovane dirigente brindisino- la storia di Ignazio La Russa, resta un esempio della politica sana, fatta col cuore, vissuta nelle piazze e tra la gente negli anni in cui essere di destra significava solo essere ghettizzati. Proprio l’opposto di chi si scopre politico oggi per caso e solo per determinati interessi” (Cordialmente Luciano Cavaliere Dirigente Nazionale Giovane Italia – PdL)

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A margine di un contratto: difesa-sicurezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2010

Le notti a Roma si possono trascorrere in modi diversi. Di certo non è stato piacevole per i sindacalisti che hanno calcato le scene di quello che è il Ministero della Funzione pubblica. Ad attenderli, mentre albeggiava, vi era uno sparuto gruppetto di cronisti in attesa di notizie di prima mano. Si sa che la maggioranza dei sindacati, pur di malavoglia, sono intenzionati a firmare un contratto-capestro relativo al biennio 2008 – 2009 per evitare danni maggiori per la categoria. E la firma, se ci sarà, è stata per ora fissata per domani 17 settembre. E per chi ci crede questo diciassette appare poco scaramantico. Dal punto di vista economico parliamo di cifre molto modeste e che si traducono in busta paga intorno alle 40/45 euro mensili, né si prevede per i prossimi tre altre integrazioni.
Il Cocer l’organo di rappresentanza dei militari, per quanto si sa, sta lavorando notte e giorno per cercare per lo meno di portare un risultato dignitoso ed equilibrato per tutti gli appartenenti alle forze armate. Nel frattempo c’è anche, ci dicono, chi cerca di far passare la proposta di istituire nuove fasce per l’assegno funzionale, in particolare quella della fascia dei 17 anni di servizio che vede un forte gap tra i graduati di truppa e gradi corrispondenti delle forze di polizia “agenti” e dei carabinieri “appuntati”. In proposito si ricorda che nel precedente contratto si era ridotto l’assegno di funzione da 32 anni a 27 anni di servizio e spostato i fondi verso il personale più anziano. A questo punto se questa linea continuerà a prevalere ci dobbiamo chiedere chi tutelerà i giovani? A parte questi tatticismi, che ci dicono ben poco poichè la torta da ripartire è striminzita, ciò che emerge evidente è che all’interno dei sindacati si respira un’aria pesante: nessuno, si fida del governo, peraltro assente durante la trattativa che si è svolta con i “tecnici”.

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