Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘margini’

I margini di crescita del mercato azionario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 dicembre 2018

Stando alla Private Client Survey di J.P. Morgan Private Bank, il 56% dei clienti di elevato profilo patrimoniale in Italia e quasi due terzi (59%) di quelli europei rimangono ottimisti circa le valutazioni del mercato azionario, ritenendo che le attuali condizioni segnalino la presenza di ulteriori margini di crescita per il mercato. Molti, tuttavia, restano cauti: oltre due quinti (44%) sono dell’avviso che tali livelli valutativi siano espressione di una bolla e si attendono presto una correzione.Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina hanno continuato ad acuirsi durante l’intero 2018 e molti investitori (40%) ritengono che il rischio maggiore per i Mercati Emergenti provenga da una potenziale guerra commerciale globale. Altre preoccupazioni di rilievo tra gli investitori riguardano la forza del dollaro USA (25%), il rallentamento economico della Cina (18%) e l’inasprimento della politica monetaria della Federal Reserve (17%).Esaminando le aspettative dei clienti italiani per quanto riguarda i timori relativi ai Mercati Emergenti, il sondaggio ha indicato che secondo questi investitori il maggiore rischio per tali mercati è un rallentamento cinese (37%), seguito da una guerra commerciale con la Cina (31%). Al terzo posto (20%) si colloca la forza del dollaro USA, mentre la politica restrittiva della Fed figura in fondo alla classifica (11%).Rispetto alla Private Client Survey condotta in primavera, molti investitori di elevato profilo patrimoniale sono diventati meno fiduciosi riguardo alle prospettive dei mercati azionari globali, ma parecchi continuano a ravvisare opportunità legate alla fase avanzata del ciclo. Più della metà dei clienti italiani (53%) ritiene che le materie prime saranno la classe di attivo più brillante nei prossimi 12 mesi, seguite dalle azioni (25%) e dal reddito fisso (19%). In termini settoriali, l’82% intravede le maggiori opportunità nel settore healthcare, e molti ritengono che questo settore tradizionalmente difensivo sia destinato a sovraperformare a fronte della maturazione del ciclo economico e di persistenti trend demografici quali crescita e invecchiamento della popolazione.”Dai dazi doganali, all’aumento dei tassi d’interesse, ai nuovi scenari politici, nel 2018 le incertezze non sono mancate”, ha affermato Riccardo Pironti, responsabile del mercato italiano per J.P. Morgan Private Bank. “L’escalation delle tensioni commerciali rappresenta tuttora il maggiore rischio per il nostro scenario di riferimento ed è la principale preoccupazione per i nostri clienti, dal momento che una vera e propria guerra commerciale avrebbe ripercussioni probabilmente negative per le azioni su scala globale.””A nostro avviso siamo più vicini alla fine del ciclo che al suo inizio”, ha aggiunto Pironti. “Fase avanzata non significa tuttavia fine del ciclo. Date le probabilità di un aumento della volatilità sui mercati, chi investe in un’ottica di lungo periodo dovrebbe esercitare pazienza e mantenere il proprio portafoglio adeguatamente diversificato”.

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Scuola: Nei professionali solo un’ora di storia, l’educazione civica rimane ai margini

Posted by fidest press agency su sabato, 6 ottobre 2018

Nel Paese che ha fatto la storia e dato i natali al diritto, con il più alto numero di siti di patrimonio Unesco, l’ultima riforma degli istituti superiori prevede il dimezzamento delle ore settimanali della storia: ad una disciplina che dovrebbe essere considerata come ‘maestra di vita’, viene infatti ora conferito uno spazio ridottissimo. Inoltre, nonostante le dichiarazioni favorevoli espresse da chi governa l’istruzione e dalle più alte cariche pubbliche alla trasmissione delle conoscenze su Cittadinanza e della Costituzione, nei fatti la materia basilare continua ad essere dimenticata. Anief chiede una modifica immediata al piano di revisione della Storia prevista dal nuovo piano orario settimanale degli istituti professionali e l’immediato inserimento dell’educazione civica in tutti gli ordini scolastici.

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La borghesia spaccata

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2011

In questa democrazia partecipativa è la borghesia il ceto intorno al quale ruotano le decisioni e le scelte politiche. Oggi risulta spaccata, e proprio lì dove la medesima borghesia conta maggiormente nelle decisioni dei palazzi del potere. Due firts lady coniugate entrambe Moratti, si contendono il primato in una Milano spaccata, esattamente come spaccata è la borghesia. Oggi i pareri e le idee non contano più nulla, in quanto non vengono nemmeno analizzate e prese in considerazione; domina il palcoscenico della politica il mitico sondaggio che indica le scelte di gradimento della maggioranza del popolo elettore, indicando al governo la linea da seguire per garantirsi un indice di gradimento elevato. Crolla così il mito della borghesia attiva e determinante, e si spacca: da una parte quella conservatrice in cerca del mantenimento dei privilegi goduti, dall’altra quella che guarda oltre il proprio orticello, avendo intuito l’aria di cambiamento che spira nel mondo intero: da una parte Letizia Moratti e dall’altra Milly Moratti. Che ci sia un vento di cambiamento bisogna saperlo vedere e capire. Con la democrazia del dopoguerra, crollò il mito della nobiltà, abolita anche dalla Costituzione e si impose la borghesia produttiva, quella del miracolo economico che seppe valutare il lavoro e farne il perno e il fulcro della ricostruzione che venne identificata come “miracolo economico. Con la guerra economica scaturita dall’attuale crisi anche la borghesia ha mutato i suoi interessi, dedicandosi all’economia della finanza, rinnegando la precedente economia del lavoro che elevò l’Italia tra le prime sei nazioni del mondo. La frattura della borghesia ha contagiato anche i popoli arabi, fin ora assoggettati alla borghesia del potere, costringendo anche l’Islam a diventare ostaggio del potere, dove i vari governanti si facevano capi religiosi per tenera a bada le masse obbligandole alla miseria.
• I sovrani del Marocco vantano la diretta discendenza da Maometto.
• I sovrani della Giordania preferiscono definirsi “re degli hascemiti” piuttosto che dei giornani; gli hascemiti appartengono alla tribù di appartenenza di Maometto, e vantono il diritto di essere considerati “custodi delle città sante”, che si trovano in Arabia, sotto la dinastia Saud che ne rivendica l’appartenenza, con una insanabile frattura tra le due case regnanti.
• A loro volta i Saud legittimano il loro potere con l’appartenenza alla confessione Waabita, alla quale, per motivi di cartello petrolifero, hanno aderito gli emiri del golfo , gli Al Sabbah del Kuwait, e i gli Yemeniti e i teocratici Omanidi.
• La Siria ufficialmente è una repubblica presidenziale, ma presidenziale al punto da non potersi distinguere da una monarchia assoluta, anch’essa avallata dall’appartenenza alla confessione alawita.
• Anche il laico libano di Jhumblat è governato in nome di una enclave drusa che trae origine da Al Darazi, che secoli fa fondò una delle tante scissioni sciite che approdò ad un movimento politico del quale oggi Walid, come prima di lui il padre, è signore e padrone.
Fu la piccola, media e alta borghesia che pilotò le rivendicazioni anticolonialiste, ma non poterono dirottare l’attenzione verso un sistema democratico, ritenuto emanazione di quello stesso Occidente che aveva esercitato il colonialismo sfruttatore. Avanza il multiculturalismo, le nazioni diventano multietniche, la globalizzazione, che voleva essere solo dei mercati, ha globalizzato il mondo intero che oggi rivendica la “globalizzazione della libertà”. Milano è solo l’esempio più pragmatico, tant’è che la Moratti aspirante sindaco ha messo in bilancio 12 milioni di euro (quelli dichiarati) per favorire a se stessa la riconquista della poltrona di sindaco; ma la medesima si dichiara una imprenditrice, per cui è doveroso dedurre che da tale poltrona si attende un ritorno dell’investimento fatto, con larghi margini di utile, secondo gli insegnamenti del suo mentore, arrivato alla presidenza del consiglio. (Rosario Amico Roxas)

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Ai margini del Congresso FLI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 febbraio 2011

Appare già un parto difficile, con complicazioni inattese, il tutto  fornendo al cavaliere l’argomento che predilige, descrivendo le altrui difficoltà per nascondere le sue. Più che di divisione, parlerei di mancanza di chiarezza e di informazione, sia interna che esterna. Identificarsi come “partito di destra”, alternativo al “partito di sinistra” non porta da nessuna parte, e questo perché è svanito il concetto di destra e sinistra, anche perché, entrambi, si appoggiano al centro in un centro-sinistra e un centro-destra. La gente, gli elettori, abbagliati dai media che fanno di tutto per disinformare, cose ne sanno di destra e di sinistra? Il tentativo di attirare gli elettori dichiaratamente di destra, non basta per farli votare, perché la stragrande maggioranza non ha capito niente e così preferisce non votare. L’impressione ricevuta da questo congresso, addirittura fondativo, rimane quello di una mancanza di chiarezza, peggiorato dalle ambizioni di poltrone o incarichi. La gente non capisce o preferisce non capire, mentre le tante attese che erano state riposte nell’azione di Fini, scemano come neve al sole. Perché insistere con questo nostalgico impegno al richiamo di una destra che non esiste più, massacrata dagli interessi personale dell’uomo che si è impadronito delle parole non conoscendo i contenuti ? Così come non esiste la sinistra, messa in ginocchio da un frazionismo fazioso e inconcludente, fatte salve pochissime eccezioni. Mi piacerebbe molto un confronto approfondito tra Fini e Ventola, ne uscirebbe la documentazione di quanto sto scrivendo: che destra e sinistra non hanno più ragione di esistere se non nel codice della strada. Se la destra si identifica con il capitalismo, allora è morta nell’ecatombe del capitalismo; se la sinistra cerca di identificarsi, esclusivamente, con il sostegno alle classi più fragili e più povere, ha sbagliato secolo, ed oggi si riduce a sostenere “Anche i ricchi piangono”!  Il capitalismo non è in crisi, perché il capitalismo E’ la crisi che si materializza nell’accorpamento dei mezzi di produzione, per imporre consumi superflui destinati a vivere una brevissima vita effimera, ed esercitare lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, esasperando lo stato di necessità. Il socialismo reale è finito con il muro di Berlino; lo ha resuscitato Berlusconi, ma solo per avere un nemico (già morto) da combattere, così è diventato una marionetta alla quale attribuire tutti gli aspetti negativi; ma in molti non sanno prenderne le distanze. C’è una sola collocazione possibile per guardare al futuro, che non è a destra né a sinistra, bensì “sopra”. Possiamo parlarne? (Rosario Amico Roxas)

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A Pontinia va In Scena ‘Riscatto’

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2011

Pontinia (Latina) 12 febbraio alle 21 al Teatro Fellini va in scena ‘Riscatto’, atto unico di Paolo Gatti per la regia di Francesco Sala.  La commedia, attraverso due ‘matti’ e uno scrittore che rischia l’emarginazione sociale, racconta la solitudine di chi è fuori dal mondo perché una società senza giustizia e meritocrazia lo costringe a vivere ai margini. Mario Bettini, uno scrittore licenziato perché i suoi libri non sono più ‘commerciali’ e al quale viene preferito un giovane esordiente senza talento, incontra due clochard ‘folli’ ma ancora con un’intelligenza e una sensibilità vive che gli impediranno di fare la loro stessa fine: non gli permetteranno di arrendersi e lo scrittore troverà di nuovo la gioia di vivere. Un finale tenero, ma anche paradossale: ad aiutare chi soffre non sono quasi mai le istituzioni preposte, ma altri sofferenti.
Interpreti della commedia: Paolo Gatti (Mario, scrittore), Pierre Bresolin (Un ‘matto), Ivan Bertolami  (Gianni, uno strano giornalista),  Martina Zuccarello (Laura, studentessa),  Ivan Giambirtone (Guerrazzi, editore), Gian Luca Bianchini (Stefano, giovane scrittore), Fabiana Lazzaro (Vittoria, libraia ambulante), Fabrizio Caiazzo (Arturo, venditore di palloncini ), Alessandra Cosimato (Francesca, segretaria di Guerrazzi).  Ingresso euro 10. (gianbirtone, resoli)

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Margini d’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 27 giugno 2010

Roma fino al 9/7/2010 via Gramsci 61 The British School at Rome L’esclusione sociale fotografata e filmata 1860-2010  a cura di David Forgacs  Ogni società che procede verso la modernizzazione crea varie categorie di persone che vengono considerate -marginali’. Non sono solo socialmente emarginate ma in molti casi si trovano anche a vivere in zone considerate geograficamente periferiche: lontane dai grandi centri produttivi oppure ai bordi piu’ degradati di essi. La parte piu’ -avanzata’ della società non riesce a integrare queste persone nell’immagine che va creando di se stessa come moderna, le considera arretrate o semplicemente -altre’. In molti casi diventano un problema da risolvere. In altri vengono ignorate, rifiutate o respinte.  La mostra, che include, tra le altre, fotografie di Giuseppe Primoli, Franco Pinna, Robert Capa, Chim, Jerry Cooke, Marco Delogu, nonche’ estratti di documentari e telegiornali, costituisce un’importante documentazione visiva della storia della marginalità in Italia e allo stesso tempo un invito alla riflessione sui -modi di vedere’ e sui processi di rappresentazione. Fino a che punto queste immagini hanno contribuito alla creazione o alla riproduzione dell’idea stessa di marginalità? Fino a che punto, invece, hanno avuto una funzione di critica, contestazione e denuncia? David Forgacs insegna a University College London dove detiene dal 1999 la cattedra piu’ antica di italianistica in Gran Bretagna. Nel 2006-09 e’ stato Research Professor in Modern Studies a The British School at Rome. La mostra presenta alcuni dei risultati del progetto di ricerca -Linguaggio, spazio e potere in Italia dal 1800 a oggi’ da lui svolto durante la sua residenza, su cui verte anche il suo libro illustrato Italy’s Margins, di prossima pubblicazione con la Cambridge University Press. (Immagine: Maria di Nardo’, epilogo dell’esorcismo, Cappella di San Paolo, Galatina (Lecce), 25 Giugno 1959  Photographer Franco Pinna)

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Bilancio Aeroporti di Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 maggio 2010

Il Consiglio d’Amministrazione di Aeroporti di Roma S.p.A., presieduto da Fabrizio Palenzona, ha approvato oggi la Relazione Trimestrale al 31 marzo 2010 del Gruppo ADR.  L’andamento del trimestre è stato caratterizzato da una crescita del traffico che risulta significativa  (passeggeri +7,5%) anche se il primo trimestre del 2009 era stato penalizzato dagli effetti dello start-up della nuova Alitalia che ha, nel frattempo, notevolmente migliorato le proprie performances operative. I risultati reddituali sono migliorati con un ritmo analogo alla positiva espansione delle attività. I  ricavi consolidati, pari a 129,3 milioni di euro, sono cresciuti complessivamente dell’8,9% Grazie alle azioni volte al miglioramento dei processi, sono migliorati i margini economici consolidati. Il margine operativo lordo, pari a 55,3 milioni di euro, è cresciuto del 23,2%, mentre il risultato operativo si è attestato a 25,6 milioni di euro contro i 12,6 milioni del primo trimestre 2009.  La capogruppo ADR S.p.A. ha intensamente seguito, per la propria competenza, il dialogo serrato con le istituzioni sia per accelerare l’applicazione del regime transitorio di anticipazione tariffaria introdotto con la Legge Finanziaria 2010, sia per concretizzare nel più breve tempo possibile il
contratto di programma.  E’ proprio a tal riguardo che è stato trasmesso all’ ENAC, il 9 marzo scorso, un primo schema di  “Contratto di Programma in deroga” impostato avvalendosi delle facoltà concesse ai sensi della L.  102/09 agli aeroporti con più di 10 milioni di passeggeri, sia per quanto attiene i criteri di fissazione che per quanto riguarda l’iter approvativo. L’indebitamento finanziario netto si è ridotto di 15,7 milioni di euro rispetto alla fine dell’esercizio  precedente, attestandosi a 1.304,5 milioni di euro al 31 marzo 2010.  A seguito della sostituzione, positivamente risolta, di Ambac Financial Services quale controparte  nel  Cross Currency Swap  in capo a Romulus Finance s.r.l., l’11 maggio scorso Standard & Poor’s ha rimosso il rating di ADR da  CreditWatch negative implications.

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Farmacista di reparto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 aprile 2010

Camerino. Particolarmente intensa l’attività della Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera di Unicam. E’ di questi giorni, infatti, la notizia che è stato avviato il progetto “Farmacista di Reparto”, grazie alla collaborazione tra la Scuola e il sostegno del servizio farmaceutico della zona territoriale 10 della Regione Marche (sezione Oncologia).  Due, in particolare, sono i risvolti positivi di questa stretta sinergia tra le due figure fondamentali e responsabili della salute pubblica quali medico e farmacista: la riduzione concreta dei margini di errore nell’uso delle terapie, con il risultato d’innalzare il livello di sicurezza nell’applicazione delle terapie al paziente per una maggior tutela della salute; un cospicuo e concreto risparmio della spesa pubblica sanitaria, derivante dal fatto di avere la cura più appropriata per ogni paziente con riduzione dei margini di errore, diminuzione sensibile della degenza ospedaliera e taglio degli sprechi. “L’eccellente lavoro svolto dall’Università di Camerino e la sua Scuola di Specializzazione, in collaborazione con la struttura pubblica territoriale – sottolinea il Prof. Carlo Polidori, Direttore della Scuola di Specializzazione Unicam – evidenzia e dimostra che è possibile contenere la spesa pubblica, senza penalizzare il paziente, troppo spesso inconsapevolmente privato della corretta cura per meri interessi di contenimento spesa”. E’, inoltre, in programma per il prossimo 16 aprile un incontro sul tema “Il farmacista clinico: chance e realtà” sempre promosso dalla Scuola di Specializzazione Unicam in Farmacia Ospedaliera, con il patrocinio della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera. All’iniziativa, che si terrà a Camerino con inizio alle ore 9.00 presso l’Aula Magna del Polo di Alta Formazione, interverranno come  relatori Roberto Frontini, Presidente della Società Tedesca di Farmacia Ospedaliera e Direttore Farmacia Ospedaliera di Lipsia e Laura Fabrizio, Presidente della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera. I lavori saranno coordinati dal Prof. Carlo Polidori, Direttore della Scuola di Specializzazione.

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Le emergenze sociali

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

L’Italia, e la chiesa cattolica se ne fa carico, sta affrontando uno dei suoi più gravi momenti. Parliamo della povertà e del disagio di quanti non hanno una casa dove ripararsi e se ne dispongono una si trovano sotto sfratto per il caro fitti. Le pensioni e gli stipendi hanno subito in questi ultimi tre anni una perdita netta del potere d’acquisto che non trova precedenti in passato, in un lasso di tempo così breve. La disoccupazione o l’occupazione a progetto per i giovani trovano nuovi margini per far aumentare l’area del disagio sociale. Nel loro insieme questi fatti diventano un vero e proprio attentato alle famiglie, alla loro unità, alla loro crescita. E’ un aspetto che nella sua drammaticità se ne fa specchio fedele la comunità locale e la vita stessa delle parrocchie. Non mancano in proposito autorevoli ed accorati appelli, ma, come si sul dire non vi è peggior sordo di chi non vuol sentire. Occorre voltare pagina, e subito, se non vogliamo che allo scoramento si aggiunga l’esasperazione. Già questi segni si avvertono un po’ ovunque e quanto la misura è colma è ben difficile evitare che trabocchi con conseguenze imprevedibili e capaci di destabilizzare l’intero sistema. Lo avvertiamo a Napoli dove la camorra fa vivere più delle istituzioni. Lo avvertiamo altrove dove l’arte di arrangiarsi provoca danni ben maggiori dei rimedi che vorrebbe proporre. Uno Stato moderno deve prendere coscienza di tutti questi inquietanti segnali e cercare una valida strada per invertire questa perversa tendenza ed i grossi rischi che su di essa incombono. (A.R.)

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