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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘maria elena boschi’

Boschi è una primula “rara”?

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 febbraio 2018

“Renzi lamenta la mancanza di confronti tv durante questa campagna elettorale… ma se io sono dovuta arrivare fino a Bolzano per un confronto con Maria Elena Boschi, catapultata lì per avere un collegio sicuro. L’ho rincorsa per tutto il giorno, l’ho raggiunta persino nell’hotel dove era alloggiata, ma non c’è stato verso di incontrarci… Mentre Boschi annullava tutti gli appuntamenti della giornata, per un’improvvisa influenza. Non è abituata al freddo di Bolzano?
Continua a dire che il suo interesse su Banca Etruria nasca dal fatto di avere a cuore i propri concittadini di Arezzo, e allora perché non si confronta con me? La commissione di inchiesta sulle banche, grazie a Giorgia Meloni ed il lavoro del centrodestra, ha smascherato gli inganni del salva-banche. Mentre il Partito Democratico è abituato a mettere la polvere sotto il tappeto, tanto che in campagna elettorale il tema banche e risparmiatori è stato completamente silenziato. Ancora migliaia di risparmiatori sono azzerati di tutti i loro risparmi, e oltre a questo non si è fatto nulla per rimediare alla cattiva gestione di tantissime banche italiane: ci troviamo di fronte ad uno stallo che tutt’ora blocca il sistema e del quale la politica dovrebbe farsene carico.” E’ quanto dichiara Letizia Giorgianni, candidata alla Camera per Fratelli d’Italia e presidente dell’associazione “Vittime del Salva-Banche”.

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Governo: l’incoerenza della Boschi

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2016

maria-elena-boschi“Sembra chiaro a tutti che il governo Gentiloni appena nato è in assoluta continuità con il governo Renzi. La maggioranza, come dicevamo noi di Forza Italia, aveva i numeri da sola per rifare un governo. Certo, ci aspettavamo decisamente altro, perché la sensazione che si trasmette è che abbia vinto la voglia di potere e sia stato ignorato il voto popolare. Penso francamente che Maria Elena Boschi tornando al governo come se nulla fosse accaduto abbia fatto male a se stessa e al Partito democratico”.Lo ha detto Nunzia De Girolamo, deputata di Forza Italia, ad “Agorà”, su Rai Tre.“In alcune occasioni, nella vita come in politica, servirebbe e sarebbe opportuno fare un bagno di umiltà, dignità e stile.Se io mi fossi trovata nella posizione di Maria Elena Boschi – dopo una campagna referendaria come quella appena finita, dopo aver legato il proprio destino politico ad una riforma della Costituzione, e dopo la netta vittoria del No a quella stessa riforma – mi sarei dimessa, avrei lasciato, sarei stata coerente. Ma le scelte sono anche frutto della cultura politica che si acquisisce negli anni. La Boschi, per mesi e mesi, ha fatto lezione a tutti da maestrina in cattedra. La coerenza è un valore e quindi mi aspettavo che tenesse fede alla parola data anche perché la riforma bocciata dagli italiani aveva il suo volto e la sua firma”.

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Renzi e la Boschi sono ossessionati da questo referendum

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 dicembre 2016

maria elena boschirenzi-verdiniSono mesi che il Paese è fermo perché si deve parlare solo di referendum che entra in ogni argomento possibile e immaginabile. Il ministro Maria Elena Boschi, infatti, sostiene candidamente che votare ‘sì’ al referendum permette di curare meglio il cancro. Mentre per il ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin, il ‘sì’ farebbe anche passare il diabete. E mentre ci si inerpica in nuovi ambiti in cui la riforma porterebbe nuovi miracoli, il Governo di Renzi e Boschi abbandona chi soffre di ipertensione e ha problemi di cuore.Quindi mentre con una mano promette cure miracolose, con l’altra toglie invece la possibilità di cura a chi si trova in condizioni di difficoltà, in primis gli anziani. Dal prossimo anno, infatti, il servizio sanitario nazionale non farà più gratuitamente degli esami fondamentali per la diagnosi e la cura dell’ipertensione.Per intenderci, in Italia sono 16 milioni le persone che soffrono di ipertensione arteriosa e ogni anno ne muoiono 280mila a causa di malattie cardiovascolari. Fra loro, per ovvie ragioni, la stragrande maggioranza è rappresentata dai cittadini più anziani. Così, proprio loro, saranno costretti a rivolgersi alla sanità privata e, per chi non se lo potrà permettere – e chi ha una pensione minima non potrà permetterselo – resta solo l’oblio. Per loro, dice il Governo, “non ci sono soldi”. Parliamo di un taglio di 16 milioni di euro, ma per l’ “Air force Renzi” i 160 milioni necessari si trovano. Così i cittadini più anziani non potranno più fare esami per verificare la presenza di potassio nel sangue, l’esame chimico fisico e microscopico delle urine, la radiografia del torace di routine – nas e, soprattutto, non sarà più possibile il monitoraggio continuo (24 ore) della pressione arteriosa, ovvero l’esame più importante per capire il grado di controllo farmacologico della malattia per chi si trova ancora in uno stadio iniziale.
Cos’altro serve per far capire che questo Governo e questo Presidente del Consiglio vi stanno tutti prendendo in giro? Cos’altro serve per farvi capire che questo Governo e questo presidente del Consiglio non è dalla parte dei cittadini, siano essi risparmiatori, lavoratori, insegnanti o studenti? (fonte: movimento cinque stelle)

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Il Ministro Maria Elena Boschi torna al Pride Village di Padova

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

virginia raffael

Venerdì 2 settembre, il Padova Pride Village, avrà nuovamente il piacere di ospitare Maria Elena Boschi, Ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento, ad un anno esatto dalla sua prima visita nel 2015, prima volta che un Ministro partecipava ad un Village gay. In quella occasione ci si era ripromessi di incontrarci nuovamente qualora si fosse raggiunto l’importante traguardo di una legge sulle Unioni Civili. Ora che tali Unioni sono divenute finalmente realtà il Padova Pride Village, la più grande manifestazione LGBT del Nord Italia, giunta quest’anno alla sua nona edizione con oltre 100 mila presenze ogni anno, ha voluto nuovamente inviare il Ministro per festeggiare insieme a Lei il risultato ottenuto.
pride villageDal palco centrale della manifestazione alla Fiera di Padova, Maria Elena Boschi insieme al deputato Alessandro Zan, ideatore del Padova Pride Village, ripercorreranno il lungo percorso parlamentare che ha portato all’approvazione della legge e festeggeranno insieme l’importante risultato raggiunto. L’incontro sarà, inoltre, l’occasione per approfondire gli importanti appuntamenti politici che attendono l’Italia nei prossimi mesi.Organizzato in collaborazione con il Circolo Tralaltro Arcigay di Padova, il Padova Pride Village, ha inaugurato venerdì 19 giugno con il concerto di Noemi, madrina della Cerimonia di Apertura che alle unioni civili ha dedicato “Finalmente liberi”, inno all’amore e alla libertà ritrovata, sigla della nona edizione del Pride Village. La kermesse padovana chiuderà ufficialmente domenica 4 settembre con il grande show di Virginia Raffaele che porterà sul palco i suoi personaggi più riusciti, dopo averli apprezzati a Sanremo 2016 e Amici di Maria De Filippi.Tra gli artisti ospiti che quest’anno hanno partecipato al Village: Monica Cirinnà, Monsignor Charamsa, Alexia, Cristina D’Avena, Spagna, Fiordaliso, Valeria Graci, L’Aura, Barbara Foria, Marco Bianchi, Cesare Bocci, Laura Bono, Francesca Reggiani e Luca Tommassini.

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A Maria Elena Boschi la Delega per le Pari Opportunità

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 maggio 2016

maria elena boschiIl Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha annunciato, al termine del Consiglio dei Ministri del 10 maggio, che a Maria Elena Boschi, attuale Ministra per le Riforme istituzionali, è assegnata la Delega per le Pari Opportunità, che il premier aveva tenuto per sé sin dalla formazione del suo esecutivo.Si tratta di una scelta importante, che si attendeva da tempo, perché sono tante le questioni urgenti di cui la Ministra dovrà farsi carico: l’attuazione del piano nazionale di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne, il varo delle linee guida nazionali volte a rendere operativo un Percorso di tutela delle vittime di violenza e una proposta di legge quadro nazionale, che metta insieme la questione delle pari opportunità e della prevenzione della violenza.Dopo le dimissioni della consigliera Giovanna Martelli, le associazioni e le organizzazioni che si occupano di diritti delle donne avevano sollecitato un impegno politico più forte sul tema. Il Dipartimento per le pari opportunità ha infatti in carico il coordinamento delle azioni e dei piani per l’attuazione delle politiche di contrasto alla violenza sessuale e di genere e agli atti persecutori, il piano nazionale contro la tratta, la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza e sull’origine etnica.Ma è soprattutto nella prevenzione e nel contrasto della violenza domestica, che con questa nomina ci sia attende il rilancio di una politica nazionale. Il recente Piano antiviolenza, da poco entrato nella fase operativa, con la conclusione dei primi bandi di finanziamento delle reti antiviolenza territoriali, rischia di apparire incompleto, senza una forte guida politica che sappia indicare obiettivi di medio e lungo periodo.Il fenomeno della violenza domestica non è infatti una questione privata ma un grave problema sociale che interessa in profondità il nostro paese. Oltre 6 milioni di donne (dati ISTAT) hanno subito una qualche forma di violenza nell’arco della propria vita. Ogni anno l’Italia spende ca. 17 Miliardi euro in costi sociali e economici causati dalla violenza contro le donne (costi di giustizia, ordine pubblico, sanitari, assenze dal lavoro etc.: si veda l’Indagine di WeWorld Quanto costa il silenzio?).Sarebbe fin troppo facile indicare alla Ministra Boschi le questioni di fondo che nel nuovo incarico si troverà ad affrontare: dalla sproporzione tra i fondi disponibili per prevenire e contrastare il fenomeno, in collaborazione con Regioni, associazioni e fondazioni (solo poche decine di milioni rispetto a 17 Miliardi), alla mancanza di una legge quadro nazionale che metta insieme la questione della pari opportunità e della prevenzione della violenza e vada oltre la logica di Piani nazionali dal respiro corto e dalle risorse scarse. Sul tavolo vi sono però anche questioni urgenti. La recente Legge di Stabilità ha previsto il varo di linee guida nazionali volte a rendere operativo un Percorso di tutela delle vittime di violenza, con particolare riferimento alle vittime di violenza sessuale, maltrattamenti o atti persecutori (stalking).Su questo tema WeWorld si augura che la Ministra Boschi sappia trovare una sintesi tra le diverse esperienze in atto a livello locale (che sommano ormai a diverse decine, tra cui il programma SOStegno donna di WeWorld presso gli ospedali Riuniti di Trieste, l’Ospedale Galliera di Genova e l’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma), valorizzando quanto di buono fatto finora, perché la presa in carico delle donne vittime di violenza avvenga in un contesto di cooperazione tra attori pubblici (ospedali, procure, forze dell’ordine) e enti non profit (fondazioni, associazioni e centri antiviolenza).In particolare le reti dei servizi, che dovranno prendere in carico le donne che si recano al pronto soccorso, devono reggersi su nodi operativi e di indirizzo che vedano un ruolo chiaro per il non profit, soggetto che ha spesso funto da asse portante di ogni forma di assistenza per le donne ed i bambini vittime di violenza.Un compito non facile quello affidato alla Ministra Boschi, sulla quale WeWorld ripone grande fiducia perché possa farsi portavoce delle tanti questioni urgenti in tema di pari opportunità.

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Memoria della deportazione

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2015

HolocaustRoma Sabato 17 ottobre 2015, alle ore 19.30 dopo l’intervento di Monsignor Matteo Zuppi, vescovo ausiliare della diocesi di Roma, una marcia silenziosa si snoderà a ritroso da Piazza S. Maria in Trastevere lungo il percorso dei deportati di quel 16 ottobre 1943,  che dal Ghetto furono condotti al Collegio Militare a Trastevere prima di essere imprigionati nei treni con destinazione Auschwitz fino a Largo 16 ottobre 1943 La manifestazione si concluderà in Largo 16 ottobre 1943, accanto alla sinagoga Insieme a centinaia di giovani delle scuole romane e a immigrati, parteciperanno:
Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme costituzionali
Marco Causi, vice sindaco di Roma Capitale
Riccardo Di Segni, Rabbino Capo di Roma
Ruth Dureghello, Presidente della Comunità Ebraica di Roma
Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei
Renzo Gattegna, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
Mario Giro, sottosegretario agli Esteri
Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio
Mario Marazziti, presidente della commissione Affari Sociali della Camera
Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio
Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio

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