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Il profilo di Maria Montessori

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2011

E’ stato pubblicato oggi sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione (http://www. innovazionepa. gov.it/lazione-del-ministro/il-centocinquantenario-dellunita-ditalia/al-servizio-dei-cittadini.aspx) nell’ambito dell’iniziativa voluta dal ministro Renato Brunetta per ricordare, in occasione del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, i migliori 150 servitori dello Stato. Uomini e donne che nel corso della storia unitaria del nostro Paese hanno dedicato la propria vita al servizio della collettività in tutti i rami della pubblica amministrazione: a livello centrale e a livello locale, nei ministeri e negli Enti, nelle varie articolazioni della magistratura e delle forze dell’ordine, nelle aule scolastiche e universitarie, nelle strutture sanitarie, nei musei e nelle istituzioni culturali.
Maria Montessori nasce a Chiaravalle (Ancona) il 31 agosto 1870. A Roma consegue il diploma presso l’Istituto tecnico Leonardo da Vinci. Nell’impossibilità di iscriversi alla Facoltà di Medicina, nel 1892 si laurea in Scienze naturali all’Università di Roma. L’anno dopo viene accettata la sua richiesta di iscrizione al terzo anno di corso della Facoltà di Medicina e nel 1896 può così diventare la prima donna italiana a laurearsi in questa materia. Appassionata e studiosa di pedagogia, rappresenta il nostro Paese ai congressi internazionali delle donne di Berlino (1896) e di Londra (1899), affrontandovi i temi della pace, delle riforme sociali ma specialmente dell’educazione e dell’istruzione femminile, con particolare riferimento alla necessità di uguali opportunità per uomini e donne. Nel frattempo prosegue la sua carriera in campo medico: prima come assistente chirurgico all’ospedale Santo Spirito e poi, dal 1897 al 1900, in qualità di assistente nella Clinica psichiatrica dell’Università di Roma. In questo periodo si interessa alle ricerche sul recupero dei bambini minorati psichici, mettendo a punto un nuovo metodo educativo. Ben presto si convince che questo, se applicato ai fanciulli normali, potrebbe sviluppare in maniera sorprendente la loro personalità. Nel 1900 il ministro della Pubblica Istruzione Guido Baccelli le offre l’incarico di dirigere la Scuola Magistrale Ortofrenica e di tenere la cattedra dell’insegnamento di Igiene e Antropologia all’Istituto Superiore Femminile di Magistero. Nel 1904 ottiene la cattedra di Antropologia alla Facoltà di Medicina dell’Università di Roma e due anni dopo lo stesso Ateneo le affida anche l’insegnamento di Antropologia pedagogica. In questo periodo si inserisce l’attività dell’Istituto Romano dei Beni Stabili che, dopo aver ristrutturato edifici urbani degradati nel quartiere periferico di San Lorenzo, nel 1907 li mette a disposizione degli strati più bisognosi della popolazione. In questi casamenti le madri lavoratrici possono affidare i bambini dai tre ai sette anni alle “Case dei bambini”, che lei organizza in locali appositamente attrezzati. Nel 1908 si apre una “Casa dei bambini” anche a Milano, presso l’Umanitaria. Nel 1909 pubblica il volume “Metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei bambini”. In quelle pagine sostiene che un’educazione che rispetti e favorisca l’autonomia del bambino, che ne sviluppi il carattere e la volontà è il mezzo che può scongiurare la guerra e stabilire la pace mondiale. A suo giudizio il vero compito dell’educazione dell’infanzia è appunto l’educazione alla pace. Da quel momento dedica la sua vita a diffondere in tutto il mondo le sue idee e i suoi principi. Nel 1908 si occupa dell’assistenza dei bambini rimasti orfani nel terremoto che ha devastato la Calabria e la Sicilia. Dopo la Prima guerra mondiale, profondamente angosciata dalle condizioni dei bambini traumatizzati dal conflitto, avvia una campagna per la creazione della “Croce Bianca”, in analogia con la “Croce Rossa” (il progetto non sarà mai realizzato). Nel 1937 propone di istituire un Ministero per l’Infanzia e un Partito Sociale del bambino al fine di tutelare legalmente i suoi interessi, anche con una rappresentanza ufficiale nei Parlamenti dei vari Paesi. Inizialmente sostenuta dal regime fascista, interessato al successo internazionale dei suoi nuovi metodi educativi, entra presto in conflitto con un’ideologia basata su autoritarismo, ordine e disciplina. Quando i contrasti diventano insanabili, si trasferisce prima a Barcellona (1934), quindi a Londra e infine in India, dove rimane sette anni a causa dello scoppio della Seconda guerra mondiale. Al termine del conflitto decide di trasferirsi in Olanda. Nel 1947 torna in Italia su invito del governo e partecipa alla riorganizzazione dell’Opera Montessori e delle scuole montessoriane. Instancabile viaggiatrice, nell’agosto del 1947 si reca nuovamente in India e vi rimane per circa due anni. Nel 1949 e nel 1950 viene candidata al premio Nobel per la pace, che però non le viene assegnato. Tra le sue opere ricordiamo la cura, dal 1927, della rivista “L’idea Montessori” e la fondazione nel 1929, insieme al figlio, dell’Associazione Internazionale Montessori (AMI), con sede prima a Berlino e poi (dal 1935) ad Amsterdam. Muore il 6 maggio 1952 a Noordwijk aan Zee (Olanda).
La sintesi della sua biografia è tratta da un libro curato dal professor Guido Melis, massima autorità in materia di storia della Pubblica Amministrazione italiana, che si è avvalso di un nutrito gruppo di studiosi, della documentazione inviata dai Ministeri e del contributo volontario di funzionari e dirigenti di varie amministrazioni. (montessori)

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