Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘maria rebecca balestra’

Esposizione di opere realizzate per il progetto LABRYS di Maria Rebecca Ballestra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2018

Bologna in Via D’Azeglio 50, Venerdì 20 Aprile 2018 dalle 20,30 alle 22,30 la Galleria SPAZIO TESTONI inaugura l’esposizione di opere realizzate per il progetto LABRYS di Maria Rebecca Ballestra e a cura di Giorgia Gastaldon, che in occasione di questa serata inaugurale insieme presenteranno in anteprima anche il catalogo monografico sul progetto stesso appena pubblicato da De Ferrari Editore di Genova.
Labrys è un progetto di arte contemporanea ideato e realizzato dell’artista visiva Maria Rebecca Ballestra che, come suggerisce il titolo stesso, indaga il tema – simbolico e visivo – del labirinto, prendendo spunto dalla lettura dei testi di Julien Friedler The Truth of the Labyrinth. Il progetto si è sviluppato durante due anni attraverso nove tappe, ciascuna delle quali si è concretizzata nella realizzazione di una o più opere d’arte, frutto di collaborazioni con altri protagonisti del mondo del contemporaneo (artisti, coreografi, attori, scrittori, e così via…), e in residenze d’artista nazionali ed internazionali.
Oltre alle opere realizzate interamente da Maria Rebecca Ballestra ed in collaborazione con altri artisti, e quelle realizzate dagli artisti invitati, accompagnano questa esposizione allo Spazio Testoni sei storici documenti fotografici sull’opera di Land Art Spiral Jetty realizzata nel 1970 da Robert Smithson a Rozel Point, Great Salt Lake, Utha – USA, e l’opera di Aldo Spinelli Il segno e il simbolo del 1978, entrambe gentilmente concesse dalla Galleria UnimediaModern di Genova.Il soggetto “labirinto” non è scelto dall’artista in maniera casuale, anzi: Maria Rebecca Ballestra porta avanti la sua riflessione su questo tema proprio alla luce della constatazione che l’immagine del labirinto, nei diversi secoli e civiltà, è stata sempre investita di significati diversi e “altri”. Nelle varie tappe di questo progetto, infatti, l’artista indaga, di volta in volta, un aspetto diverso legato all’immagine ed al concetto di labirinto e ciascuna di queste riflessioni rappresenta una diversa tappa di Labrys.
Grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia ed alla preziosa ospitalità del Centro di Salute Mentale Parco Basaglia, l’intero progetto – realizzato anche grazie alla promozione di Altreforme Udine – si è concretizzato in una serie di mostre, tavole rotonde, laboratori didattici, performance, che si sono svolte a Gorizia da Ottobre 2017 a Marzo 2018.
Il progetto affonda le sue radici su una solida ed intricata rete di partner tecnici e scientifici. Nei mesi della sua gestazione, infatti, numerosissime sono state le realtà che hanno fornito, nei modi più diversificati, il loro prezioso contributo allo svolgimento ed alla realizzazione dell’ambizioso programma di Labrys.Oltre ai partner internazionali – si segnalano a tal proposito Signal Fire Art (Arizona), The Emily Harvey Art Foundation di Venezia e la Fondazione Spirit of Boz (Associazione Julien Friedler per l’Arte Contemporanea Italia-Belgio) che hanno ospitato in residenza Maria Rebecca Ballestra in alcune delle tappe del progetto – numerosi sono gli enti che hanno creduto nel progetto concedendo pertanto il loro patrocinio: ricordiamo, tra gli altri, l’Università degli Studi di Udine, l’Azienda di Servizi Sanitari della Bassa Friulana Isontina, il Comune di Gorizia, il Giornale delle Fondazioni, la Biblioteca Statale Isontina, nonché il Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’ateneo triestino.Dopo Gorizia il progetto Labrys – caratterizzato da una forte natura nomade – si sposta a Bologna ospite della galleria Spazio Testoni, anch’essa tra i partner di questo progetto e che dal 2012 rappresenta il lavoro dell’artista Maria Rebecca Ballestra.L’esposizione resterà visibile fino al 30 Giugno 2018. Orari di apertura: dal martedì al venerdì dalle 16.00 alle 20.00 sabato dalle 10,30 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00 domenica, lunedì e altri orari su appuntamento.

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Mostra: The Truth of the Labyrinth

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2015

bolognaBologna Sabato 05 Settembre 2015 dalle 18,30 alle 20,30 Galleria SPAZIO TESTONI Bologna Via D’Azeglio 50 la mostra alla galleria SPAZIO TESTONI di Bologna propone le opere delle prime 4 tappe di questo progetto in una doppia personale di Maria Rebecca Ballestra e Julien Friedler, e resterà visibile fino a Sabato 31 Ottobre 2015. The Truth of the Labyrinth è un progetto artistico di Maria Rebecca Ballestra in 9 tappe, ispirato ai testi dell’omonima raccolta dell’artista Belga Julien Friedler. Una selezione di 9 dei 44 testi saranno il punto di partenza di una serie di riflessioni sulla simbologia del labirinto, declinate ed approfondite attraverso diverse prospettive ed angolature. Ogni tappa è per Ballestra occasione per confrontarsi con un macro-tema, legato all’uomo ed alla sua coscienza, come la memoria, la morte, il corpo, l’immaterialità, il gioco, il sogno, il mistero, il pellegrinaggio, il sacrificio.
PRIMA TAPPA Il Labirinto nella tradizione orale – La memoria. Se pourrait-il que l’art devienne un jour un refuge contre le bruit et la fureur qui nous habite? On connaît notre réponse : un «mythe» fondateur, assorti d’une pratique assidue de l’humain. Une esthétique minimale et sans préjugé. Un point de vue contemplatif, à rebours de tout militantisme. Car, finalement, qu’est-ce qui nous fonde comme sujet? Qui suis-je? S’inquiétera-t-on. Une interrogation lancinante….En bout de course, elle en impliquera une autre, de loin plus étrange. Cette question, il faudra s’y arrêter. Nous l’aurons placée à l’entrée de la Forêt des âmes. Cette question la voici dans toute sa crudité : car, finalement, que sait-on de l’existence (ou non existence) de dieu? Dieu: mystère des mystères, un scandale pour la raison, une pure folie, sinon le nerf de la guerre: une force insondable, chevillée à l’artiste depuis l’orée.Julien Friedler – La Verité du Labyrinte text n.2
Il tema del labirinto è spesso associato al mito del viaggio dei morti, o itinerario “dell’anima vagante”. Per gli indiani O’Odham, il labirinto era simbolo di nascita e di morte. Per loro, come sempre nell’antichità, il labirinto era unicursale, di forma rotonda e con 7 cerchi concentrici, con una sola entrata e un unico vicolo cieco in fondo al percorso, in cui le uniche due possibilità sono di giungere alla meta o ritrovarsi al punto di partenza. Per gli O’Odham il labirinto si arricchisce della stilizzazione della figura umana all’ingresso del labirinto stesso, “The man in the Mazen” (l’Uomo nel labirinto). Il simbolo assume diversi significati, i Tohono O’Odham si riferiscono all’”uomo nel labirinto” come a I’Itoi, facendo riferimento al mito della creazione, e al viaggio simbolico labirintodell’umanità e di ogni singolo individuo verso il punto nero centrale del labirinto, la morte, per tornare ad essere Uno con I’Itoi, il dio che vive in un labirinto sotterraneo sotto la montagna Baboquivari.
l labirinto virtuale: internet – L’immaterialità. Dès lors, prenons un arc, bandons-le et décochons notre flèche. Celle-ci décrira une jolie courbe, miroitera au soleil, avant de frôler l’horizon : à deux doigts de notre prochaine question. Car, enfin, qu’attendre de l’art sinon un arrêt sur image, propre à nous transcender? À ce stade, l’affaire deviendra vertigineuse. Un abîme; avant de rebondir vers les cimes : la, ou dieu s’ouvre et s’efface pour nous laisser entrevoir un au-delà de lui-même. Die : le point de convergence des divins (sous toutes leurs formes). Son dépassement : un pur joyau, inaccessible aux profanes comme au fidèle imbu de sa foi. Un territoire méconnu, scandaleux, frisant la folie. Une hallucination. Un vertige. Mais aussi, une Vision, criblée de lumière. Julien Friedler – La Verité du Labyrinte text n.3
Il labirinto in Natura. Nous nous avancerons donc seuls afin d’expliciter notre propos : penser une spiritualité moderne, adaptée au monde dans lequel nous vivons. A cette fin nous nous appuierons sur une image source : celle d’un Méditant en quete de paixintérieure. L’image est irradiante et promeut deux positions existentielles: un Regard, né du silence et tourné vers l’intérieur ; un Témoin contemplant les oeuvres et leurs parcours.
Il labirinto in Architettura – Il pellegrinaggio. La mondialisation aidant, on s’emploiera à une uniformisation des consciences poussées, talonnées, harcelées par la nécessité d’etre performantes. A la suite de quoi, ne fusse qu’imaginer une économie basée sur le Don paraitra futile, sinon dangereux. La plupart y verront l’acte d’un lunatique courant derriere une chimere.
labirintoVivendo da sempre in una terra di confine e non potendo rimanere indifferente al recente fenomeno degli immigrati bloccati al confine tra Italia e Francia, in presidio permanente sugli scogli dei Balzi Rossi, Maria Rebecca Ballestra ha deciso di declinare il tema del labirinto e del pellegrinaggio in rapporto alla migrazione. Nel cortile interno della galleria Spazio Testoni, un ombrellone a pannello solare che alimenta un’emissione radio ed uno schermo con alcune interviste e i racconti della traversata di alcuni migranti a Ventimiglia. Lo stesso esemplare di ombrellone è stato installato al confine per permettere ai migranti di ricaricare i loro telefoni e chiamare a casa. Molti di loro, proprio come in un labirinto, sono completamente persi, non sanno esattamente dove si trovano, in che direzione devono andare, dove sono geograficamente i paesi che vogliono raggiungere.
Il lavoro di Maria Rebecca Ballestra si fonda sulla rielaborazione e sulla reinterpretazione di tematiche sociali, politiche ed ambientali e sulla sintesi dei codici etno-culturali appresi durante numerose residenze d’artista realizzate in paesi geograficamente e culturalmente lontani.
JULIEN FRIEDLER (Bruxelles 1950) Filosofo e psicoanalista, prima di diventare poeta e artista visivo. Ha fondato nel 1990 la Compagnia artistica Spirit of Boz. Giocando ai confini dell’estetica, delle scienze sociali e del sogno, il “Boz” si materializza attraverso un gruppo di opere d’arte: testi, dipinti, installazioni e performance realizzate dall’artista, ma anche attraverso l’attuazione di un programma creativo partecipativo: BE BOZ BE ART.

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »