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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 126

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Pedagogia: Una nuova collana Rubbettino diretta da Mario Caligiuri

Posted by fidest press agency su sabato, 22 febbraio 2020

“Pedagogia anima mundi” è il titolo della nuova collana editoriale appena promossa dalla Rubbettino per contribuire a un profondo cambiamento della cultura nazionale, affidandone la direzione a Mario Caligiuri, uno dei pedagogisti più originali e brillanti degli ultimi anni.“Una novità editoriale di assoluto rilievo – ha dichiarato l’editore Florindo Rubbettino –sia per l’obiettivo di dare un contributo di rinnovamento alla disciplina, sia per il profilo del Comitato Scientifico e del suo direttore”.Direttore della Collana è appunto Mario Caligiuri, ordinario di pedagogia della comunicazione all’Università della Calabria, intellettuale che da anni anima il dibattito culturale nazionale. Del comitato scientifico fanno parte le principali esponenti della pedagogia italiana: Simonetta Polenghi, Direttrice del Dipartimento di Pedagogia dell’Università “Cattolica” di Milano e Presidente della Società Italiana di Pedagogia, la più prestigiosa associazione del settore; e Maria Grazia Riva, Direttrice del Dipartimento di Scienze Umane per la formazione “Riccardo Massa” dell’Università Milano Bicocca e Presidente della Conferenza Universitaria Nazionale di Scienze della Formazione. C’e poi Raffaella Rumiati della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, una delle più importanti studiose di neuroscienze cognitive a livello internazionale.Seguono Andrea Gavosto, Direttore della Fondazione “Giovanni Agnelli” che si occupa in modo costante da anni dell’istruzione in Italia; Claudio Gentili che è stato Direttore Education di Confindustria dal 1992 al 2017, occupandosi costantemente del rapporto tra occupazione e lavoro; Piero Dominici, Fellow della World Academy of Art & Science degli Stati Uniti e Direttore Scientifico del Complexity Education Project dell’Università di Perugia.Prestigiosa è anche la componente internazionale del Comitato scientifico rappresentata da Derrick De Kerckhove, dell’Università di Toronto, uno degli allievi più noti di Marshall McLuhan; Concepción Naval, Ordinaria di Teoría dell’educazione e già prorettrice dell’Università della Navarra; Ehrenhard Skiera, professore Emerito di Pedagogia generale all’Università tedesca di Flensburg.

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Trump e l’intelligence

Posted by fidest press agency su domenica, 19 febbraio 2017

trump11Attacco di Trump ai servizi segreti americani: abbiamo chiesto un commento a Mario Caligiuri, direttore del Master in Intelligence presso l’Università della Calabria e autore per Rubbettino di diversi libri sul tema tra i quali, appena pubblicato: “Intelligence e magistratura. Dalla diffidenza reciproca alla collaborazione necessaria”  un libro che tra le altre cose affronta proprio il tema della diffidenza verso i servizi e della loro estrema necessità nel mondo globalizzato.
CALIGIURI: «Il mandato di the Donald è nato sotto il segno dell’intelligence. Infatti, agli esponenti dei servizi segreti si è direttamente rivolto nell’immediatezza della sua elezione, ringraziandoli in modo inconsueto insieme a familiari e collaboratori della campagna elettorale. Adesso è in aperta polemica con loro perché non gli passerebbero le informazioni. Da rilevare che, in particolare negli States il sistema di intelligence, in cui la CIA ha un ruolo preminente, dipende direttamente dal Presidente, che di prima mattina ne incontra il direttore per un briefing quotidiano. Quindi se Trump non può fidarsi della propria Intelligence, che a sua volta lo ritiene inaffidabile, si pone un problema fondamentale, non solo per gli Stati Uniti ma per l’intero blocco occidentale. Riemergono in modo netto le critiche alla CIA avanzate negli anni Sessanta nel primo testo che ha affrontato in modo organico il ruolo dei Servizi nel sistema politico, il celebre “Il governo invisibile” di Wise e Ross, nel quale una delle accuse che veniva rivolta alla CIA era quella di compiere una politica estera tutta sua, che sfuggiva al controllo del Presidente e del Congresso. Pertanto, se un Capo dello Stato, peraltro di una potenza mondiale, non può fare pieno affidamento su uno degli strumenti principali dai quale avere utili indicazioni per orientare la propria politica siamo di fronte a una crisi senza precedenti. Da sempre all’interno dell’intelligence americana convivono molte anime e differenti sensibilità, ma nel XXI secolo, segnato dalla lotta al terrore e alla criminalità oltre che della sorveglianza globale, questo strumento è diventato decisivo. Infatti, chi prima e meglio conosce ha un vantaggio differenziale straordinario. È stato sempre così, dalla notte dei tempo ma oggi in una società liquida dalla comunicazione immediata non si può fare a meno di una efficace intelligence, con tutto quello che questo comporta»

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