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Posts Tagged ‘marmi’

I marmi di Parthenon: Alla ricerca di una soluzione sostenibile

Posted by fidest press agency su martedì, 20 aprile 2021

Invito a un dialogo pubblico internazionale sui Marmi del Partenone, con l’obiettivo di presentare idee e proposte alla ricerca di una soluzione creativa, sostenibile e accettabile per i Marmi del Partenone: il loro ritorno ad Atene, loro madrepatria o la loro permanenza al British Museum? O un altro scenario creativo che sarà reciprocamente accettato? Un’iniziativa dell’organizzazione no profit ECOWEEK e dell’organizzazione culturale no profit PAREMVASI. (fonte: https : // parthenonmarbles 2021. org)

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Export di marmi e graniti italiani nei primi otto mesi del 2011

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2011

Cave di marmo

Image by maurobrock via Flickr

Il risultato delle esportazioni italiane di marmi, graniti, travertini e altre pietre, sia grezzi sia lavorati, si è confermato all’interno di un trend positivo anche nei primi otto mesi del 2011 con un export di 2 milioni e 700 mila tonnellate per un valore di 1 miliardo 81 milioni e 800 mila euro in tutto, con un incremento, rispetto agli stessi mesi del 2010, pari al +4,7% in valore e con un -4,4% in quantità.I dati, su base Istat, sono stati elaborati, dall’ufficio studi dell’Internazionale Marmi e Macchine che, nel commento alle tavole statistiche, sottolinea la necessità di valutare con cautela i risultati statistici in quanto la pausa estiva, in particolare il mese di agosto, influiscono significativamente sui trend.Considerata questa doverosa premessa dalla lettura dettagliata delle tavole statistiche ( in allegato) si rileva che, se ci si limita alle voci più importanti per settore (marmi e graniti in blocchi, lastre e lavorati), appare, per la prima volta nel 2011, segno negativo sui volumi esportati mentre permane il segno “+” nel confronto sui valori. Le oscillazioni dei dati si riflettono soprattutto sui “lavorati”, dove si mantengono positivi i lavorati in granito, mentre faticano un po’ quelli in marmo e travertino mentre nelle esportazioni di blocchi, grezzi e semi grezzi, affiorano le difficoltà dell’area nord africana interessata fin dall’inizio di anno da profondi sconvolgimenti. Da tempo, infatti, la sponda meridionale del Mediterraneo rappresenta un’area molto importante per l’export di marmi, e le recenti vicende politiche e belliche incidono anche sul dato settoriale.
Oltre alla dinamica che tocca le voci relative alle classi più importanti dell’export italiano, è utile considerare anche le aree di mercato che maggiormente interessano il settore italiano delle pietre ornamentali.
L’Unione Europea, con i suoi 348 milioni di euro nei quali si sommano tutte le voci dell’export, presenta un trend migliore della media sia per i dati positivi di Germania e Francia, tra i Paesi più tradizionali, sia per l’export verso Polonia, Ungheria, Slovenia, Slovacchia e Svezia. Nell’Europa non comunitaria, che ha superato i 150 milioni di euro, hanno avuto un ruolo molto significativo la Svizzera con la Federazione Russa seguite dalla Croazia già significativa.
Il calo l’area africana, nel suo insieme, ma particolarmente il Nord Africa (dove l’Italia segna un export di 432.371 tonnellate per un valore di 54.845.562 ), fa prevedere una perdita su base annua è attorno al 25% sui valori e superiore al 27% sui volumi, mentre nell’area restano positivi solo Marocco e Algeria.
Il Nord America ( con gli USA in testa), mantiene il segno “meno”, sia pure per pochi decimali, rispetto al 2010, con 129.561 tonnellate per un valore di 173.594.415 , nonostante presenti un’importante ripresa delle voci di export relative ai blocchi e lastre, sia di marmo che di granito.
Con peso minore, anche se l’area è complessivamente in crescita, il Sud America, con saldo positivo grazie al Brasile, ma è positivo anche il Medio Oriente, per le importazioni di Arabia Saudita, Kuwait e Qatar.
Più complesso e contraddittorio il consuntivo dell’Estremo Oriente, che presenta valori in rialzo ma con volumi in calo per quasi tutte le voci, e soprattutto con tendenze incerte su India e Cina, dove reggono un po’ solo i marmi.
Si conferma contenuto, e positivo solo sui valori, l’export verso l’Oceania, dove l’Australia copre da sola l’intero flusso di materiali italiani verso l’area.
Le importazioni si presentano, nei primi otto mesi del 2011 sostanzialmente stabili: un milione e 200 mila tonnellate per un valore di 284 milioni 855.365 euro, con un calo sensibile per i grezzi di marmi e travertini, compensato da un leggero aumento dei graniti con un dato complessivo che, per il periodo considerato, necessita di una lettura più puntuale possibile solo nei prossimi mesi soprattutto perché il 2011 è profondamente segnato da avvenimenti esterni al settore e al Paese.

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Marmi: congiuntura di settore

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 novembre 2011

Cave di marmo

Image by maurobrock via Flickr

L’IMM proseguirà, anche per il 2011 una raccolta sistematica di dati e valutazioni attraverso contatti diretti con le aziende proseguendo un lavoro finalizzato alla necessità di acquisire opinioni direttamente espresse dagli operatori per poter “leggere” senza filtri o condizionamenti le valutazioni del settore e dei singoli protagonisti raccolte nel loro contesto operativo per costruire il consueto “panorama” da mettere a disposizione dell’intero comparto.
La raccolta delle informazioni, che si svolgerà in tempi brevi per procedere a un’elaborazione tempestiva che terrà conto sia delle aree da cui provengono i dati sia delle collocazioni produttive delle imprese, si avvarrà delle risposte di un gruppo ormai consolidato di riferimenti aziendali in tutta Italia integrato da nuovi “testimoni” individuati appositamente che contribuiranno a rendere ancora più chiara la visione complessiva delle aziende. “La rilevazione si svolge normalmente in chiusura d’anno ma per il 2011, ma in considerazione di un panorama particolarmente complesso, per questo – ha detto il presidente di IMM Giorgio Bianchini presentando l’iniziativa – abbiamo deciso di anticipare i tempi per offrire alle imprese, alle Istituzioni e alle Associazioni elementi di valutazione su un anno molto complicato come questo 2011 che volge al termine. Il focus della nostra rilevazione riguarderà alcuni parametri di andamento congiunturale e di soluzioni gestionali adottate dalle aziende.” Nel corso degli ultimi mesi sono emerse incertezze e problemi anche internamente al comparto lapideo nazionale che ha mostrato una capacità complessiva di resistenza alle difficoltà che altri settori produttivi, spesso ben più celebrati, non hanno avuto. I motivi di preoccupazione generale non mancano come pure le difficoltà di gestione sia a livello aziendale sia a livello territoriale. Per questo il piano di lavoro della ricerca e le successive analisi di IMM prevedono approfondimenti su temi specifici, individuati in funzione del momento e dei problemi emersi nel corso dell’anno ed evidenziati anche dai contatti quotidiani con il settore. L’indagine si svolge grazie alla disponibilità delle aziende che aderiscono volontariamente e consentirà di predisporre indici di valutazione sofisticati attraverso tecniche innovative di elaborazione e interpretazione dei risultati importate da altri settori e da altri studi. Agli operatori di settore sarà richiesto di rispondere a pochi quesiti, e le valutazioni finali, elaborate secondo i consueti criteri di trasparenza, saranno messe a disposizione degli operatori e dei soggetti istituzionali con specifica attenzione ai benefici per le aziende, ai temi della crescita, al mercato del lavoro e alla responsabilità sociale. I dati saranno raccolti attraverso contatti diretti e divulgati, dopo l’elaborazione, utilizzando tutti gli strumenti di comunicazione di cui dispone l’Internazionale Marmi e Macchine che garantirà, come sempre, assoluta riservatezza sulle informazioni raccolte.

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Export marmi e graniti

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2011

Il settore italiano della pietra naturale ha fatto segnare, nel 2010, un andamento positivo in quasi tutte le voci che comprendono sia i materiali grezzi sia quelli lavorati. Al 31 dicembre del 2010, infatti, le esportazioni di marmi, graniti, pietre e travertini, grezzi e lavorati, sono state pari a 4 milioni e 144 mila tonnellate per un valore complessivo di un miliardo e 581 milioni di euro con un aumento del + 9,5% nel valore complessivo e del +14,9% nelle quantità. (vedi tavola numero 1 – Export Italia tutti i paesi) Lo rende noto l’Internazionale Marmi e Macchine di Carrara che, nel consueto lavoro di analisi dei trend e di confronto con i periodi precedenti, rileva, per le voci di maggior pregio (e valore) un livello di crescita che tocca il +9,2% in valore e il +11% sulle quantità che hanno visto un forte incremento dell’export di granulati e polveri di marmo (vedi tavola numero 1). I risultati si sono costruiti nel corso dell’anno e consolidati in chiusura, nonostante il leggero rallentamento sui volumi degli ultimi mesi del 2010. Il confronto con gli anni precedenti fa emergere che, per le quantità esportate, il settore è tornato ai livelli del 2008 ma mentre l’incremento rispetto al 2009 riguarda quasi tutte le voci i recuperi sull’export del 2008 riguardano soprattutto i materiali grezzi e semigrezzi mentre restano negativi i confronti sui lavorati soprattutto in granito che vedono scendere il valore medio.La dinamica delle aree di sbocco per le esportazioni italiane vede l’Unione Europea ancora in posizione dominante sui valori (con quasi 468 milioni di euro) e con particolare peso sui lavorati in genere, mentre l’Estremo Oriente è più dinamico e ricettivo nell’import di marmi. Si conferma anche il sorpasso nei valori dell’import dell’Estremo Oriente sul Nord America (Usa e Canada insieme), già segnalato nelle precedenti rilevazioni. Equivale a poco più di un milione di euro, ma se l’area asiatica mantiene il trend è una differenza destinata a crescere anche se la redditività per l’export delle aziende italiane, in questo caso, è decisamente minore. Una nota interessante riguarda i valori medi: mentre l’UE, l’Africa, l’America del Centro e Sud e il Medio Oriente tendono a crescere, le altre aree (Nord America, Europa extra-UE, Estremo Oriente e Oceania) dimostrano una flessione anche se gli Stati Uniti restano al vertice della classifica dei paesi importatori con il valore medio più alto.La Germania resta il Paese più importante fra i partner dell’Unione Europea con segni di ripresa nei volumi e nei valori con il granito che riprende a salire e resta la voce di maggior valore nel nostro export e riprende a salire assieme al marmo lavorato. In crescita le importazioni di marmi italiani anche per Austria, Francia, Polonia e Belgio oltre che per Turchia e Svizzera, in area non comunitaria anche se la Confederazione elvetica esprime un andamento oscillante mentre scendono leggermente le importazioni di Russia e Croazia. In Africa, soprattutto nella parte più importante, quella mediterranea, hanno ceduto già nel 2010 Marocco e Libia.In America latina, la performance migliore la registra il Messico, che raggiunge il Brasile nei valori assoluti, e lo eguaglia anche nella positività del trend mentre in Medio Oriente la positività dell’areale è dovuta soprattutto ai paesi minori assieme a Libano e Qatar, perché tra i maggiori si registra una stabilizzazione dell’Arabia Saudita la prosecuzione del calo dell’import per Kuwait e Emirati Arabi.Riflessione a parte per la Cina, che vede crescere le importazioni di marmi grezzi, con quasi 83 milioni di euro su un totale di circa 104, ma che importa in misura crescente anche lavorati , sia di marmo (in misura nettamente maggiore) che di granito mentre anche l’India comincia a importare in trend crescente soprattutto marmi, sia grezzi che lavorati, nonostante le ben note difficoltà che i produttori italiani incontrano per esportare in questo paese.

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Export di marmi e graniti italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2010

Nel primo semestre del 2010 l’Italia ha esportato verso tutti i Paesi stranieri, materiali lapidei sia grezzi che variamente lavorati, per un totale di 2 milioni e 70 mila tonnellate per un valore di 744 milioni di euro. Lo rende noto l’Internazionale Marmi e Macchine Carrara che raccoglie ed elabora sistematicamente le statistiche di settore mettendo in evidenza che per i materiali di maggiore importanza e pregio che comprendono solo marmi, travertini e graniti sia grezzi che semilavorati e lavorati l’ammontare complessivo è inferiore perché passa a poco più di  un milione e mezzo di tonnellate, per un valore di 712 milioni di euro con un aumento in valore del +7,6% e di un  +16% in quantità esportate rispetto allo stesso periodo del 2009 (come da tavola allegata). Il 2009 – rileva l’IMM – è stato uno dei peggiori della storia recente del settore e, se si confrontano le cifre con quelle dello stesso periodo del 2008, il settore è ancora lontano dal recupero delle quote e dei valori. Anche i valori medi dei prodotti esportati risentono dell’andamento dei mercati e delle variazioni di cambio dell’euro nei confronti del dollaro tanto che, per ogni tonnellata esportata (come chiariscono le prime cinque voci della tavola allegata), si registra un valore medio complessivo inferiore del -7% su base annua e del -11,8% rispetto al 2008. Al proposito è bene ricordare che la media annua del cambio è passata da 1,47 del 2008 a 1,22 dollari nel giugno 2010 e che il settore indirizza una parte consistente dell’export su mercati che quotano in dollari confrontandosi, oltretutto, con una concorrenza molto agguerrita di player emergenti.  Meno forte l’incremento dell’export per i “lavorati” in generale (marmo e granito insieme), che hanno fatto segnare un ben più modesto +5,7% sulle quantità e +2,8% sui valori.  Valutando i valori medi per tonnellata di esportato, si osserva una crescita più contenuta pari al +2,1% mentre per i prodotti lavorati emerge addirittura un calo del -2,8% e, rispetto al 2008, soltanto i grezzi continuano a mostrare un andamento positivo, mentre le altre voci scendono in area negativa.
Note negative, seppure di peso contenuto, emergono per l’Europa non comunitaria ed anche per l’Africa, per la prima volta dopo molto tempo con l’Africa del Nord che registra un leggero calo, pur mantenendosi ancora attiva sul primo semestre del 2008.
Riflessione più complessa e articolata merita il mercato USA dove, rispetto al 2008, si registra un generale dimezzamento dei valori e delle quantità, con -51,8% sui volumi nel confronto dei rispettivi semestri di entrambi gli anni (passando da oltre 160 mila tonnellate del 2008, a 77 mila del 2010) e -47,4% sui valori, che passano da oltre 197 milioni di euro del 2008 a poco più di 103 milioni del primo semestre appena concluso. Rispetto al 2009, invece, si registra un leggero miglioramento, ma solo relativamente ai graniti lavorati, che crescono sia in quantità che in valore però ancora molto lontani dagli anni precedenti.
Nel mercato Sud Americano si è riavviato l’export soprattutto di marmi, ma non sono ancora recuperati né i volumi né i valori del 2008, mentre per il Medio Oriente i consuntivi sono in miglioramento sul 2009 per i volumi, ma non per i valori, con l’unica eccezione dei lavorati in marmo.
I principali fornitori di marmi e travertini rimangono Grecia, Spagna e soprattutto Portogallo, per l’Unione Europea, Turchia (in calo sui volumi) per l’Europa non comunitaria, seguiti dall’Iran in ascesa.Fra i fornitori di graniti la Spagna resta il miglior partner europeo, assieme alla Norvegia e alla Svizzera; fra i fornitori africani spiccano Sudafrica, Zimbabwe, Angola e Mozambico, mentre il Brasile e più ancora l’India dominano il mercato degli approvvigionamenti italiani. Il Brasile fa registrare una crescita sia sui volumi sia sui valori, cosa che invece non riesce all’India, che pure mantiene il ruolo di primo fornitore per quantità, mentre la Cina resta un fornitore tutto sommato marginale di graniti grezzi ed è addirittura in calo sia sul 2009 che nel raffronto con il 2008.

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Internazionale marmi

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 settembre 2010

Carrara. Dopo avere coordinato la partecipazione ufficiale della Nigeria alla trentesima CarraraMarmotec, verificando direttamente le grandi opportunità di collaborazione tecnica e commerciale che Carrara e l’intero comprensorio del marmo sono in grado di offrire, il ministro dello sviluppo e delle risorse minerarie Sada Musa Mohammed ha voluto dare un’ulteriore accelerazione al processo di sviluppo dell’industria della pietra naturale nel suo paese patrocinando un workshop per ingegneri e progettisti che si è svolto ad Aduja con la collaborazione dell’Internazionale Marmi e Macchine.
Ci sono tutti i presupposti per avviare un grande progetto di valorizzazione e promozione dei nostri materiali e siamo intenzionati a percorrerlo dopo avere partecipato ad una manifestazione come CarraraMarmotec che ci ha aiutato ad avere una visione completa del panorama mondiale del settore”.
Il “Ministry of Mines and Steel Development” è rimasto particolarmente colpito dalle aziende e dalle strutture che, come l’IMM, operano nel comparto apuo-versiliese del marmo ed ha voluto la realizzazione del workshop di Aduja per far conoscere anche alle aziende che non avevano partecipato alla missione ufficiale a Carrara, le opportunità offerte da una collaborazione internazionale ad alto livello per favorire la commercializzazione di materiali e lavorati nigeriani.
Il Ministro ha affidato all’IMM l’incarico di risolvere tutti gli aspetti tecnici dell’evento selezionando anche gli speakers in grado di rappresentare al massimo livello le potenzialità delle pietre nigeriane e di fornire indicazioni utili al loro corretto utilizzo spiegando anche le modalità per caratterizzare i materiali ed aiutare le imprese ad affrontare le procedure di certificazione e di controllo della qualità. (delegazione nigeriana)

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Calo del commercio internazionale di marmi e graniti

Posted by fidest press agency su domenica, 9 Maggio 2010

La crisi delle maggiori economie mondiali colpisce duramente il lapideo tanto che, negli ultimi due anni, le esportazioni internazionali dichiarate di materiali lapidei, grezzi e lavorati riportati a grezzo (le voci comprendono marmi e graniti di tutto il mondo) sono passate, nel biennio 2007-2009 da 48 milioni e 600mila tonnellate del 2007 a 43 milioni e 126mila tonnellate nel 2009 con un calo percentuale del 11,3%% del 2009 sul 2007. (vedi tavola)  Le tavole statistiche complete sono riportate nel volume “Stone Sector” che l’Internazionale Marmi e Macchine Carrara pubblica fin dal 1980 e che, nell’edizione relativa al 2009 che sarà presentata giovedì 20 maggio nell’ambito di CarraraMarmotec anticipano un panorama di grande difficoltà.  Se si considerano i volumi dei lavorati riportati a grezzo, anticipa l’IMM, si riscontra una variazione nel biennio pari a meno -10,9% perché da un export complessivo mondiale di 34 milioni e 600 mila tonnellate del 2007 si scende a 30 milioni e 800 mila del 2009 con un calo evidente. I grezzi (marmi e graniti complessivamente), invece, sono passati, nel biennio, da 14 milioni di tonnellate nel 2007 a 12 milioni e 300mila tonnellate del 2009 con un calo del 12,2%. Le analisi statistiche curate dall’IMM Carrara riportano alle quantità di grezzo originarie i materiali lavorati e consentono di risalire, con buona approssimazione, ai volumi di materiale estratti e coinvolti nel processo di interscambio internazionale.  Le statistiche, anticipate parzialmente, indicano che le quantità estratte nel mondo superano ormai i 100 milioni di tonnellate e che si può ipotizzare che sui mercati interni si consuma oltre il 50% dei materiali estratti a livello planetario. La crisi internazionale ha toccato anche la Cina, in particolare nelle esportazioni del suo materiale più importante, il granito (soprattutto lavorato) tanto che, nel 2009, le esportazioni cinesi di lavorati in granito verso il resto del mondo sono calate in quantità del -5,7%, facendo segnare, per la prima volta un saldo negativo delle esportazioni.  Corea del Sud e Giappone, che sono gli acquirenti principali, per il colosso del far east, hanno diminuito le loro importazioni dalla Cina rispettivamente del -6,4% e del -10,3%, mentre gli USA il suo mercato più remunerativo, sono scesi di un ulteriore -20,1%. Riguardo alle importazioni, la Cina acquista in volumi crescenti di anno in anno, particolarmente marmi grezzi, e li acquista specialmente dalla Turchia (+9,1%), dall’Egitto (+3,7%), dall’Italia (+9,9%). Nel 2009 è calato soprattutto l’import cinese dall’Iran (-12,2%) e dalla Spagna (-21,6%). Gli Stati Uniti rimangono, ovviamente, gli osservati speciali del settore visto che nel corso del 2009 hanno importato lavorati di marmi e graniti in quantità molto inferiore a quella dei soli graniti lavorati importati nel 2005: sono poco più di 2 milioni di tonnellate, con un calo sul 2008 pari al -32,3%, che diventa del -47,3% sul 2007, e meno della metà di quanto importato nel 2006.  La pubblicazione contiene anche alcuni elementi molto interessanti relativi all’Africa, dove l’Egitto si segnala per dinamismo, soprattutto per l’export verso la Cina, verso la quale le esportazioni dei soli marmi sono cresciute  +3,7% in volume con preponderanza di grezzi.

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Export di marmi italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2009

Carrara,  Nel primo semestre del 2009 le esportazioni italiane di marmi e graniti grezzi e lavorati sono state di 1milione e 728 mila tonnellate per un valore di circa 688 milioni e 330 mila euro. Lo rende noto l’Internazionale Marmi e Macchine Carrara che ha elaborato i dati di fonte Istat rilevando un calo, rispetto allo stesso periodo del 2008 del  -19,4% nelle quantità e di -22,2% in valore, che diventano rispettivamente -18,1% e -22,2% se ci si limita alle prime cinque voci, quelle che solitamente vengono considerate “maggiori”  Dai dati emerge un quadro non rassicurante per il settore a livello nazionale, anche nella comparazione con il 2008 che è stato un anno abbastanza difficile soprattutto negli ultimi mesi. Anche se si dovrà attendere i dati di fine anno, è facile affermare che, con questo trend, sarà difficile riscontrare cambiamenti sostanziali o inversioni di tendenza tali da ribaltare il saldo del primo semestre. Nel primo semestre 2009 l’area nordamericana (principalmente gli USA, assai meno il Canada) è quella che ha visto scendere di più le sue quote, con un calo storico sia in volume ( ben -53,2%) sia in valore (-44,9%) anche se si registra una controtendenza nel valore medio per tonnellata esportata che sale del +18% per le voci maggiori. Nel mercato USA delle case, secondo i rilievi dell’IMM, emergono però i primi segnali di risveglio ( che non coinvolge le nuove costruzioni) ma con un cambio che si mantiene così elevato la situazione si mantiene molto pesante e difficile, soprattutto per i graniti, sia grezzi e semigrezzi che lavorati e finiti, i quali toccano percentuali di calo anche superiori al -60% e in alcuni casi persino al -70%.  L’export italiano di marmi e graniti verso i 27 Paesi dell’Euro assomma a 224 milioni di euro contro i 307 del 2008, con una perdita di quasi 27 punti percentuali. Scende (ma di meno) anche l’Europa non comunitaria, con 95 milioni attuali rispetto ai 109 dello scorso anno.  In calo anche il mercato russo con circa il -16%, sulle voci maggiori, ma cedono anche la Svizzera e la Polonia. Resta attiva l’area del Nord Africa, particolarmente con Marocco, Algeria e Libia. Il Medio Oriente, con i suoi 83 milioni di euro evidenzia un +5,7% sui valori, ma cede sui volumi (-4,7% su tutte le voci) incrementando il valore per tonnellata esportata di un  +11%. Anche l’Estremo Oriente scende più sulle quantità che sui valori e, fra i mercati più significativi, la Cina si mantiene pressoché stabile e migliora Singapore, unica realtà positiva di certo rilievo. Anche le importazioni riflettono la minore necessità di ricostituzione degli approvvigionamenti. Sono state importate 824.490 tonnellate (-34%) per un valore di 183 milioni di Euro ( -32%) con un calo generalizzato che tocca un po’ meno l’import da Brasile, Iran e Turchia ma coinvolge anche i lavorati dai Paesi emergenti che si erano di recente ritagliati una piccola nicchia di mercato. Fra questi si salva l’India che fa registrare una leggera crescita ma solo per i graniti lavorati.

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