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Ritrovato un busto di una statua di guerriero Dace in marmo bianco

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2019

Lo comunicano gli archeologi della Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali impegnati nello scavo archeologico di via Alessandrina. Il busto con ogni probabilità appartiene ad una delle circa 60-70 statue di guerrieri Daci che decoravano l’attico del Foro di Traiano, risalente all’inizio del II secolo d.C. Il torso è alto circa 1,5 metri ed è in buono stato di conservazione. Il materiale con cui erano state realizzate queste statue è il marmo ed in particolare il marmo pavonazzetto, il porfido e il marmo bianco, come nel caso di quella ritrovata oggi.Gli archeologi della Sovrintendenza Capitolina spiegano che la statua è stata rinvenuta all’interno di un livello di abbandono, successivo ad un crollo da datare al tempo delle demolizioni medievali, presumibilmente nella seconda metà del IX secolo d.C. Un contesto di ritrovamento diverso quindi, da quello della testa di divinità rinvenuta lo scorso 24 maggio, che era stata invece intenzionalmente riutilizzata in un muro tardomedievale come materiale da costruzione.Già nel 1998 e nel corso del 2000, analoghi ritrovamenti si erano verificati in occasione degli scavi della piazza del Foro di Traiano e le statue di Daci allora scoperte sono oggi esposte ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali. Lo scavo è curato dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Parco Archeologico del Colosseo e con il supporto degli archeologi del PArCo.

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Combattere la crisi con il marmo bianco

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2009

I dati di chiusura 2008 per il settore italiano della pietra naturale hanno fatto registrare un export di 4 milioni 228 mila tonnellate di marmi, graniti, travertini e altre pietre, grezzi e lavorati, per un valore complessivo di 1 miliardo e 792 mila euro, mentre le importazioni hanno toccato un totale di 2 milioni e 767 mila tonnellate, per 547 milioni di euro con una contrazione del -5,4% nelle quantità e -6,5% in valore rispetto al 2007, anno che si era concluso in calo perché si erano manifestati segnali di crisi già nel corso dell’ultimo semestre con frenata del mercato immobiliare americano.  Data l’importanza del settore per l’economia locale l’Internazionale Marmi e Macchine ha elaborato le statistiche Istat anche per il Comprensorio apuo versiliese rilevando che, per le sue caratteristiche, presenta un andamento diversificato per la presenza del comparto estrattivo del bianco e per la grande struttura di trasformazione diffusa su tutto il territorio. Nel complesso emerge, anche localmente, un quadro di difficoltà nonostante alcuni elementi mostrino una migliore capacità di resistenza all’impatto della crisi.  Secondo le elaborazioni curate da IMM nel 2008 il comprensorio tosco-ligure ha esportato lapidei per un totale di 1 milione e 57 mila tonnellate, per un valore di quasi 497 milioni di euro, senza includere nel calcolo anche i granulati e le polveri (vedi tavola allegata). Dal raffronto con il 2007, il saldo è di +2% in volumi e di -5% in valore, sempre sulle prime quattro voci maggiori, con un calo del valore medio unitario in controtendenza rispetto al dato nazionale. Le voci più importanti per il distretto di Carrara sono i lavorati, sia di marmo che di granito, seguite dai marmi in blocchi e lastre: questi ultimi hanno entrambi i saldi positivi sul 2007 sia per le quantità che per i  valori. I lavorati, in marmo e travertino e in granito, hanno avuto un miglioramento solo rispetto al valore medio dell’anno precedente evidenziando una situazione che, a chiusura 2008, si mostrava migliore che nel resto d’Italia. Tutto questo non significa molto perché ciascuna area interagisce con gli altri distretti, nazionali e internazionali tanto che le problematiche di ciascuna area diventano velocemente comuni anche alle altre. Un breve raffronto con il distretto veneto, per esempio, evidenzia che l’export di quella area ha subito un calo molto più pesante, su base annua e sulle stesse voci, pari a oltre il -15% in volumi e oltre il -14% in valori. Nel mix di prodotti che compone l’export locale la voce dei graniti, grezzi e lavorati pesano su Verona e Vicenza molto più dei marmi e questo si determina il differenziale che sottolinea il carattere distintivo di Carrara che può contare sulle proprie risorse naturali e sulle capacità di trasformazione costruite nel tempo e mantenute vive e operanti.

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