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Produttori mondiali del marmo e leggera flessione sul mercato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

Si mantiene positivo il grado di fiducia dei produttori mondiali di marmo, nonostante la leggera flessione sui mercati registrata nel 2018. In una scala da 1 a 9 infatti la soddisfazione si attesta su un punteggio di 6,6, dato che sale leggermente (6,8) nella previsione sul breve e lungo periodo. È quanto emerge dall’Industry Data, il termometro semestrale che a Marmomac, in corso a Veronafiere fino a domani, ha analizzato il sentiment di un campione internazionale di oltre 400 aziende, selezionate tra gli espositori della manifestazione. Nella geografia della fiducia, i produttori del settore con maggior soddisfazione sono quelli dell’America Latina (voto 7,3), seguiti da quelli nordamericani (7,2), mentre le imprese italiane si attestano su un voto più che sufficiente che diventa discreto (6,6) nel lungo periodo. Sul fronte dell’accessibilità ai mercati internazionali, Australia e Germania (7,6) sono i Paesi buyer più virtuosi in termini di correttezza, burocrazia e trasparenza, davanti a Regno Unito (7,3), Benelux (7) e Italia (6,9).
Tra le insufficienze, Arabia Saudita, Indonesia, Egitto, Brasile e Corea del Sud. Per il futuro il settore residenziale rimane il più promettente nel 42% dei casi, seguito dalle strutture ricettive (19%) e dalle infrastrutture pubbliche (17,2). Il dato cambia per l’Italia, con il residenziale (37,8%) che perde quota a vantaggio del turismo (24,8%). Il business del lusso è infine percepito come molto importante per le imprese latino-americane (8) e asiatiche (7,1).Marmomac rappresenta il più importante salone internazionale dedicato alla filiera del marmo, alle tecnologie di lavorazione, applicazioni di design e formazione. In questi giorni sono presenti in fiera 1.650 aziende da 61 Paesi, di cui il 64% estere, mentre sono attesi 68mila operatori e buyer da 150 nazioni.
Complessivamente, nel 2018 il valore dell’interscambio legato al settore lapideo ha superato i 18 miliardi di euro. Secondo il 30° Rapporto Marmo e Pietre nel Mondo di Carlo Montani, l’impiego pro-capite di marmo nel mondo è passato quest’anno a 266 metri quadrati ogni mille persone, segnando una crescita di oltre il 127% sui 117 metri quadrati del 2001. Per il centro studi di Confindustria Marmomacchine, in Italia il valore totale della produzione di materiali e tecnologie è stata pari a 4 miliardi di euro nel 2018, con una super-propensione all’export che vale il 73,2% del fatturato e un saldo commerciale attivo di oltre 2,6 miliardi di euro.

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Verona fiera in Egitto per l’industria del marmo

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2016

cairo-fiera-marmoCairo dal dal 10 al 13 dicembre terza edizione di MS Marmomacc + Samoter Africa e della seconda di Projex Africa, le due manifestazioni dedicate al mondo delle costruzioni in programma nella capitale egiziana. L’industria egiziana di marmi, graniti ed alabastro è oggi ottava al mondo per dimensioni, con un export di materiali lapidei aumentato in quantità del 490% negli ultimi otto anni. Nonostante la lieve battuta d’arresto del 2015 (-3% delle esportazioni) dovuta al calo della domanda cinese, il settore è destinato a crescere del 15% nei prossimi quattro anni, con una produzione che nel 2020 aumenterà di 650mila tonnellate. Veronafiere porta sull’altra sponda del Mediterraneo il proprio know-how nella filiera del marmo, delle macchine movimento terra e dell’edilizia sostenibile, accompagnando su questo mercato oltre 40 aziende internazionali. Con oltre cento espositori da Egitto, Italia, Cina, Brasile, Bulgaria, Emirati Arabi Uniti, Germania e Turchia, tre padiglioni e 6mila metri quadrati di superficie, l’appuntamento rappresenta l’evento di riferimento per il comparto nel continente africano. Un ruolo sottolineato dalla presenza all’inaugurazione di sabato di Tarek Kabir, ministro egiziano del Commercio e dell’Industria. Al taglio del nastro anche Massimiliano Sponzilli, direttore dell’ufficio ICE-ItalianTrade Agency del Cairo. L’Italia, infatti, è uno dei principali partner commerciali dell’Egitto, in particolare nel segmento lapideo dove è il secondo fornitore di macchine e tecnologie di lavorazione della pietra con 2,4 milioni di euro di interscambio nel 2015 e il sesto importatore di blocchi di marmo grezzo egiziani, per 1,5 milioni di euro. ICE, in collaborazione con Veronafiere, ha selezionato buyer qualificati provenienti da Algeria, Angola, Arabia Saudita, Congo, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Giordania, Iraq, Kenya, Libano, Sudafrica, Tunisia, Uganda per prendere parte agli incontri b2b in occasione delle due fiere al Cairo.
Egyptian Stone Summit organizzato da Veronafiere per fare il punto sullo stato dell’arte e sugli sviluppi dell’industria locale della pietra naturale, con la presentazione, sabato 10 dicembre, del Rapporto Marmi e pietre in Egitto curato da Carlo Montani. Quest’anno debutta anche Stones of Africa Gallery: la più completa mostra sulle varietà dei marmi, graniti e pietre africani. Nell’ambito di Projex Africa, invece, va inscena il summit internazionale Middle East Summit Buildings & Façades, con un focus sulle tecniche costruttive green e le ultime scoperte nel campo di materiali, facciate, serramenti ed energie rinnovabili. (foto: cairo fiera marmo)

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Il marmo Made in Italy cresce negli USA

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 gennaio 2016

carrara cave di marmoNel terzo trimestre del 2015 i prodotti lapidei italiani crescono ancora sul mercato statunitense. Lo confermano gli ultimi dati sull’export diffusi dall’Osservatorio Marmomacc su base Istat: da gennaio a settembre, le esportazioni negli Usa di pietre tagliate, modellate e finite hanno registrato un controvalore di 336 milioni di euro, in aumento del 29,4% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Il balzo in avanti per marmi e graniti made in Italy riguarda anche il resto del continente americano che, nel complesso, vede un incremento del 25,2% della presenza di lavorati dall’Italia.
Un risultato positivo che arriva nel corso della giornata inaugurale di TISE – The International Surface Event, appuntamento di riferimento in Nord America per i comparti della pietra naturale, delle superfici, dei rivestimenti e della ceramica industriale, nato dall’unione di tre saloni StonExpo/Marmomacc Americas, Surfaces e Tile Expo e in programma a Las Vegas dal 20 al 22 gennaio (www.tisewest.com).
L’evento vede protagonista la Fiera di Verona, organizzatrice – in partnership con Informa Group – di StonExpo/Marmomacc Americas, il salone che all’interno di TISE è dedicato al marmo. Veronafiere, infatti, grazie a Marmomacc, la più importante rassegna internazionale su pietre, tecnologie e design (Verona, 28 settembre-1 ottobre 2016), detiene la leadership mondiale tra le manifestazioni di settore (www.marmomacc.com). A Las Vegas sono 25 le aziende che fanno parte della collettiva ospitata all’interno del Veronafiere International Pavilion su oltre 900 metri quadrati e provenienti da Italia, India, Portogallo, Turchia, Francia e San Marino. Si tratta di espositori di StonExpo/Marmomacc Americas e – per la prima volta – di Surfaces. In mostra, oltre ad una selezione di materiali lapidei, anche macchine e tecnologie di lavorazione, utensili diamantati per taglio, trasformazione e lucidatura del marmo, senza dimenticare i prodotti per la cura delle superfici in pietra. Durante TISE, in aggiunta agli incontri b2b, Veronafiere – attraverso Marmomacc Stone Academy – riserva ampio spazio alla formazione professionale (con rilascio dei crediti formativi) per gli addetti ai lavori. Il 20 gennaio si tiene l’Architect Day: una giornata di worshop, seminari e walking tour riservata ad architetti e designer.
Il 21 gennaio, invece, è la volta delle iniziative per interior designer e distributori. Nello stesso giorno è in programma anche la cerimonia di consegna del Grande Pinnacle Award, premio che Veronafiere conferisce allo studio di architettura associato MIA (Marble Institute of America) che nel 2015 ha realizzato il miglior progetto che valorizza l’uso della pietra naturale. Vincitore di quest’anno è Walker Zanger, con il Park Hyatt Hotel di New York.

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Marmo made Italy

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 Mag 2012

Verona,dal 26 al 29 settembre 2012 Centro Servizi Marmo, AS.MA.VE. e Consorzio Val di Pan, con la collaborazione di Marmomacc (www.marmomacc.com), ci sarà la più importante manifestazione internazionale di Veronafiere dedicata alla filiera della pietra naturale, organizzano con l’obiettivo di far conoscere le aziende e la realtà produttiva scaligera ad una delegazione di grandi buyer arrivati dalla Russia.Per il distretto del marmo veronese è un treno da non perdere, a patto però che le aziende si presentino unite. Il mercato russo del building, dell’interior design e del contract ha infatti fame di made in Italy, sinonimo di qualità e stile anche tra architetti e designer locali. E in un Paese, come la federazione russa, con un Pil cresciuto del 4,9 per cento nel solo primo trimestre 2012 e un piano urbanistico che a Mosca nei prossimi tre anni prevede fino a 30 miliardi di dollari di investimenti, le occasioni per fare affari non mancano. È quanto emerso questa mattina nel corso del convegno “Focus sul mercato russo: opportunità di business”, ospitato nel Centrocongressi della Fiera di Verona.
Lo scenario delineato dagli interventi è quello di un mercato russo ormai maturo (il Paese entrerà nel WTO, World Trade Organization, entro qualche mese) e, soprattutto, in grado di apprezzare e ricercare l’italianità dei prodotti lapidei. Alla Russia serve però il know how specifico, con assistenza pre e post vendita, perché gli architetti conoscono ancora poco i diversi tipi di marmi e graniti e la loro interazione con i climi rigidi.
Le occasioni di penetrazione per l’export delle aziende veronesi sono quindi importanti, come ha spiegato Daniela Bonomi: «Nei prossimi anni il settore legato alle costruzioni in Russia avrà un forte impulso grazie ad una serie di eventi come le Olimpiadi invernali del 2014, i Mondiali di calcio del 2018, senza dimenticare il progetto “Grande Mosca” in cui saranno investiti dai 15 ai 30 miliardi di dollari per espandere la capitale da 1.700 a 2.500 chilometri quadrati». Le prospettive per il marmo veronese oggi sono buone, ma possono migliorare. Le aziende del Distretto hanno reagito meglio di altre alla crisi, recuperando il biennio nero 2007-2008. Tanto che, nel 2011, l’export verso la Russia ha ricominciato a crescere passando da 5,8 milioni di euro a 9,1 milioni, con un balzo in avanti di oltre il 54 per cento sul 2010.
In Russia, come all’estero, alle PMI serve far massa critica ma il marmo veronese va ancora troppo in ordine sparso: «Su 500 aziende del comparto – ha detto Alessandro Bianchi –, circa la metà affronta solo con le proprie forze la sfida dei mercati globali».Questo si traduce spesso in uno svantaggio competitivo dal momento che per Antonella Maria «la globalizzazione oggi è imprescindibile ed è sempre più necessario un supporto all’internazionalizzazione con interlocutori intermedi come gli enti fieristici».
Enti fieristici come quello veronese, da sempre impegnato ad accompagnare all’estero le imprese italiane con l’obiettivo di favorire l’incontro con i buyer, come ha sottolineato il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani: «La Fiera di Verona da sempre è una vetrina internazionale privilegiata e punta a far conoscere all’estero le proprie manifestazioni di successo per favorire l’incoming di visitatori. Lo confermano anche i numeri della precedente edizione di Marmomacc che ha fatto segnare, proprio riguardo alla Russia, un aumento di oltre il 42 per cento degli operatori».

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Verona forum stone

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 Mag 2012

Tre giorni, dal 17 al 19 maggio, dedicati a promuovere il distretto del marmo di Verona in Russia. È questo l’obiettivo di Verona Forum Stone, alla sua seconda edizione. All’iniziativa, voluta dagli imprenditori del settore lapideo scaligero, partecipa anche Veronafiere in preparazione di Marmomacc 2012, ospitando nella sala Vivaldi del Centrocongressi un convegno per approfondire gli scenari di mercato russi e le opportunità di business per le aziende locali. Nel 2011, il comparto del marmo veronese ha chiuso con un export verso la Russia pari a 9,1 milioni di euro, in crescita sul 2010 di oltre il 54 per cento.
All’evento, organizzato da Centro Servizi Marmo, AS.MA.VE. Consorzio Marmisti Veronesi e Consorzio Val di Pan partecipa anche la Fiera di Verona. In attesa della 47^ edizione di Marmomacc (www.marmomacc.com) in programma dal 26 al 29 settembre 2012, Veronafiere ospita nel proprio Centrocongressi, venerdì 18 maggio, il convegno “Focus sul mercato russo: opportunità di business”, patrocinato dal ministero dello Sviluppo economico.
Al centro dell’incontro, al via alle ore 10 in sala Vivaldi, ogni approfondimento utile all’imprenditore del settore lapideo, che voglia esportare o investire in Russia: si va dallo scenario economico generale agli strumenti finanziari e assicurativi necessari, passando per contrattualistica commerciale.
Presenti il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani, il presidente del Centro Servizi Marmo Filiberto Semenzin, Antonio Fallico dell’associazione Conoscere Eurasia, il direttore della Divisione Banca Popolare di Verona Leonello Guidetti, il presidente dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Verona Giovanni Battista Alberti e il presidente della Camera Commercio di Verona Alessandro Bianchi.
Il marmo scaligero guarda con interesse al mercato russo, tra quelli con il maggior tasso di crescita. Le prospettive sono incoraggianti: nel 2011 il comparto veronese ha ricominciato a crescere passando da un export di 5,8 milioni di euro a 9,1 milioni, con un balzo in avanti di oltre il 54 per cento. Senza contare che in Russia sono molti i progetti per incentivare gli investimenti stranieri.
«Questa iniziativa – spiega il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani –, insieme al tour estero a Las Vegas, Doha e Riyad, rappresenta una delle tappe di avvicinamento a Marmomacc 2012, il salone mondiale di riferimento per il settore delle pietre, del design e delle tecnologie di lavorazione. Il focus sui buyer russi conferma l’attenzione della Fiera di Verona a farsi vetrina di promozione per il business internazionale delle aziende, a maggior ragione se del proprio territorio riferimento, come quelle del distretto del marmo veronese».

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Il made marmo italiano mantiene i valori

Posted by fidest press agency su domenica, 25 dicembre 2011

Panoramica delle cave di marmo a Carrara

Image via Wikipedia

Nei primi nove mesi del 2011 il settore lapideo italiano ha esportato complessivamente 3 milioni di tonnellate di marmi, graniti, pietre e travertini grezzi e lavorati, comprendendo anche granulati e polveri, per un valore di oltre un miliardo e 208 milioni di euro, con un incremento del +4,1% sui valori e con un saldo negativo del – 4,7% sui volumi rispetto all’anno precedente.
Le statistiche sono state elaborate e diffuse dall’Internazionale Marmi e Macchine Carrara che prosegue così le consuete rilevazioni ed elaborazioni mensili relative all’andamento dell’export di settore in attesa di diffondere i risultati della rilevazione congiunturale di settore a libello nazionale che saranno presentati nel prossimo mese di gennaio.
“I saldi generali si presentano ancora in attivo rispetto ai valori dello periodo del 2010 – commenta il presidente di IMM Giorgio Bianchini – anche se le quantità esportate continuano ad avere un saldo negativo così come emergeva dalle rilevazioni precedenti. Occorrerà arrivare a fine anno per avere un panorama più definito tenendo conto di una fase di forte contrazione dell’economia mondiale che coinvolge sia i paesi di destinazione dei prodotti lavorati sia, per motivi diversi, aree di sbocco per i grezzi come il nord Africa mentre il medio Oriente offre segnali interessanti”.
Restringendo la lettura delle statistiche dell’export alle sole voci principali dei materiali ornamentali (marmi e graniti grezzi e lavorati) i valori diventano 2 milioni e 240 mila tonnellate per un miliardo e 160 milioni di euro, anche se le variazioni percentuali non presentano grandi cambiamenti ma fanno emergere un maggiore valore aggiunto collegato all’export di marmi e graniti lavorati. La voce più importante dell’export italiano resta quella dei marmi e dei travertini lavorati, anche se registra un segno negativo sui valori complessivi mentre il valore medio unitario (cioè il valore medio di una tonnellata di esportato) registra un apprezzamento del +9,7% per i marmi lavorati, in confronto al +3,1% dei graniti lavorati che restano però positivi anche sui volumi.
Qualche riflessione specifica meritano i mercati di destinazione dei prodotti e materiali italiani: l’Unione Europea si mantiene positiva sui valori, soprattutto sui valori medi con una crescita di oltre il 6%, grazie a Germania, Francia e altri paesi relativamente minori, come Polonia Slovacchia e Austria che importano lavorati di pregio e ad alto valore aggiunto. Positivo, nel complesso anche il mercato dell’Europa non comunitaria con crescita sia dei volumi sia dei valori medi confermando che su questi mercati il “saper fare” italiano rende il lapideo un prodotto ricercato con crescita costante di appeal.In questa area, che si conferma importante, Svizzera, Russia e Croazia, nell’ordine, sono i partner più vivaci e ricettivi ma segna ottime performances anche una repubblica nuova come il Turkmenistan grazie ai grandi progetti di sviluppo in atto. Il Nord America, uno dei mercati più importanti anche in epoche non lontane, resta stabile su livelli modesti rispetto al passato con import soprattutto di marmi, in particolare lavorati, per 105 milioni e 600 mila euro, rispetto ad un totale di 191 milioni e mezzo per le voci maggiori facendo però registrare un meno 0,3% rispetto al 2010 con un lieve apprezzamento del valore medio unitario. Nell’America Latina crescono Messico, Brasile e Cile, nell’ordine, che si attestano su cifre ancora modeste rispetto alle potenzialità di mercato, pur trattandosi spesso di paesi che producono in proprio materiali interessanti e dispongono già di un’ottima industria di trasformazione. Cresce comunque l’export verso questi paesi di lavorati di marmo sia in quantità sia nel valore.
Il mercato del Medio Oriente presenta un buon andamento con ascesa costante di importanza nel quadro nazionale: buoni risultati fa segnare soprattutto l’Arabia Saudita, con quasi 50 milioni di euro di importazioni e una crescita significativa anche nel valore medio di prodotto acquisito. Positivo anche il trend di Kuwait e Qatar: tutta insieme l’area segna un +2% in quantità e un +7,9% in valore. L’Estremo Oriente, invece, incrementa i valori dell’import e supera i 200 milioni di euro, concentrati praticamente solo sulle voci maggiori. Il partner più importante è ancora la Cina, con oltre 81 milioni di euro su tutte le voci, seguita dall’India e dall’Indonesia. Ma anche Taiwan e Hong Kong crescono in valore e in valore medio, e superano rispettivamente gli 11 e i 17 milioni complessivi di euro. Più statiche le importazioni che crescono solo sui graniti (in primis grezzi), ma si attestano comunque sopra il milione e 360 mila tonnellate, per 324 milioni di euro. I paesi fornitori rimangono nella lista dei nostri tradizionali partner, sia asiatici che sudamericani, soprattutto: India, Cina e Brasile per i graniti, e poi Turchia, Francia, Portogallo e Spagna per i marmi e i calcarei in generale, con alcuni Paesi più recenti in crescita, come la Croazia,e in misura abbastanza minore l’Albania.

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Export marmo: segnali positivi

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2010

Nei primi cinque mesi del 2010 l’Italia ha esportato marmi e graniti, travertini, ardesie ed altre pietre (sia grezzi sia lavorati o semilavorati) per oltre un milione e 627 mila tonnellate con un valore complessivo di circa 584 milioni e 684 mila euro. Secondo le statistiche elaborate e diffuse dall’Internazionale Marmi e Macchine Carrara, che cura questo servizio da oltre trenta anni,  nel confronto con lo stesso periodo del 2009 emergono percentuali complessivamente positive, con un +5,2% in valore e +17,4% in volume che possono far sperare in una ripresa ma sono ancora limitate a un periodo troppo breve per far pensare a un superamento della crisi che ha toccato profondamente il comparto dopo un biennio di contrazioni costanti dell’export. Limitando la valutazione alle sole cinque voci più significative (marmi e graniti sia grezzi che lavorati) si riscontra, a livello nazionale, un  + 12,6%  delle quantità esportate e un aumento del +4,7% del loro valore: la forte differenza fra le due espressioni mette in evidenza il calo dei valori medi per tonnellata di esportato rispetto allo stesso periodo del 2009 pari al  -7,1% sulle prime cinque voci come emerge dalla tavola allegata. Nell’area nordamericana, infatti, si può riscontrare solo uno stop al calo continuo degli ultimi anni, ma questo ancora non basta ad alimentare una prospettiva di ripresa, soprattutto alla luce delle notizie più recenti relative all’andamento del mercato immobiliare. Continua, invece, il trend positivo per l’area estremo orientale, anche se riguarda soprattutto i marmi e i graniti grezzi e, in misura molto inferiore, i lavorati i cui valori medi nell’area sono in forte contrazione. Ogni valutazione però deve tenere conto di una serie di fattori molto complessi che vanno dai rapporti valutari alla qualificazione merceologica dei prodotti. Le importazioni italiane di settore si sono mantenute pressoché stabili e, sulle solite cinque voci più importanti, hanno fatto segnare l’arrivo di 672 mila tonnellate per un valore di 156 milioni e 612mila Euro, con un modesto saldo negativo (-0,77%) nelle quantità e una piccola oscillazione positiva  (+1,66%) nei valori con aumento dell’import di marmi grezzi e lavorati, anche se su valori assoluti modesti mentre scende ancora l’import di granito grezzo.

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Si apre “La porta del cielo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2010

La Chiesa di Ca’ Staccolo, che si erge sulle colline adiacenti la città di Urbino, vede finalmente installata  (sarà  inaugurata nei prossimi giorni) la Porta del cielo. Si tratta di un’opera  di Walter Vaelntini che ha coinvolto per la sua realizzazione  alcuni anni impegnando fabbri, falegnami, fonditori, gessisti e vetrai, oltre al collaboratore di Valentini, maestro d’arte Lino Reduzzi. La Porta del cielo, di circa  6 metri (cm.  591 x 351), è in bronzo patinato e vetri colorati, è inserita in una struttura in marmo, che la sorregge, ed è circondata da una vetrata, che la incornicia. Un accesso non simbolico al divino, un tendere altrove che però si salda e si fonde morbidamente, così come è avvenuto per i differenti materiali usati, con il contesto ambientale e paesaggistico dove è collocata. Un perfetto incontro tra terra e cielo, tra umanità e divinità.  Si tratta di una porta che appare socchiusa, a ricordare come sia sempre possibile entrare e raggiungere il cielo stellato, dopo aver accettato ed intrapreso quel percorso ascensionale individuale fra pianeti, stelle e lune che è riservato ad ognuno: basta osare, mettersi in viaggio, oltrepassare e vincere il quotidiano. Una tematica questa che accompagna da sempre l’arte di Valentini che, dell’astrattismo geometrico si libera dinamicamente manifestandosi  costantemente in un’ascendenza classica. I segni incisi narrano di armonie e splendori rinascimentali, quasi a voler materializzare ed attualizzare il sogno della città ideale. La Porta del cielo  è parte determinante  della Chiesa di Ca’ Staccolo,che è stata  ideata e progettata da Walter Valentini e dall’architetto giapponese Yasuo Watanabe e alla quale i due artisti  lavorano da 14 anni.,  immersi in 22 silenziosi  ettari di verde. La Chiesa  riprende la forma ovale di  Urbino vista dall’alto con le sue mura e rilegge gli spazi rinascimentali  aprendoli ad una realtà fortemente contemporanea. (P.Parisot in sintesi)

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Roma: trasporti e nuove urbanizzazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 6 marzo 2010

«Nuove linee nelle zone non ancora servite e ottimizzazione di quelle esistenti. Questa è la ricetta che l’Amministrazione capitolina vuole portare avanti per garantire ogni giorno di più ai romani la possibilità di usufruire dei mezzi del trasporto pubblico di linea e per mettere in rete le nuove urbanizzazioni». E’ quanto dichiara l’assessore alla Mobilità e ai Trasporti del Comune di Roma, Sergio Marchi. «Un obiettivo che sarà facilmente raggiungibile grazie al confronto capillare con le istituzioni territoriali, confronto che l’Amministrazione capitolina sta portando avanti dall’insediamento della nuova giunta. Ne è un esempio – spiega l’assessore – il prolungamento delle linee 992, che prolungherà  il servizio di trasporto pubblico dal nodo di scambio Fr3 di circa un chilometro e mezzo in zona Casal del Marmo, e il 46 barrato, che consentirà la connessione delle espansioni urbane di Torresina.

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