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Missione Tianwen-1: anche la Cina conquista Marte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 maggio 2021

Di Piergiorgio Pescali. Mentre Perseverance e Ingenuity continuano la loro missione su Marte accompagnati da una perfetta campagna mediatica, il 14 maggio la Cina è stata la prima nazione, dopo gli Stati Uniti, ad aver raggiunto Marte con un proprio rover, Zhurong. E lo ha fatto quasi in sordina, come è ormai consuetudine per le missioni della China National Space Administration (CNSA), l’Amministrazione spaziale cinese. La fase di discesa sul pianeta da parte del lander cinese è stata leggermente più lunga di quella statunitense del 18 febbraio scorso (9 minuti anziché i 7 di Perseverance) ed è avvenuta in modo meno spettacolare di quella di Perseverance: oltre a non aver previsto alcuna diretta televisiva (probabilmente per evitare reazioni negative in caso di fallimento) nessuna gru ha posato Zhurong direttamente sulla superficie, ma il rover è arrivato all’interno di un guscio protettivo frenato da razzi da cui, tramite una rampa è lentamente disceso sul terreno marziano per poi dispiegare i suoi quattro pannelli solari che gli permetteranno di immagazzinare l’energia sufficiente per sopravvivere sulla fredda superficie del pianeta. Per permettere di eliminare la polvere che inevitabilmente si depositerà sui pannelli, questi sono mobili così da poter allungare la vita del rover (Perseverance e Curiosity traggono invece le loro necessità energetiche da una fonte di plutonio radioattivo che trasforma il decadimento in elettricità).Se il motto statunitense è perseveranza e ingegnosità, quello cinese è molto più poetico: Tianwen significa infatti Domande al Cielo e trae ispirazione da una serie di poemi del III secolo a.C. di cui Tianwen, scritta da Qu Yuan, è la più famosa. In questa poesia il poeta esprime i suoi dubbi sui concetti tradizionali che spiegano l’esistenza degli oggetti celesti e dei fenomeni naturali cercando invece di sondare una verità più scientifica.Zhurong, invece, il nome dato al rover deve il suo battesimo ad un personaggio della mitologia cinese, assistente dell’Imperatore rosso, o Imperatore di fuoco Yan Di, uno dei tre Augusti imperatori. Zhurong è colui che governa il fuoco ed è spesso rappresentato con una faccia umana e il corpo da bestia.Quindi Tianwen-1 ha il compito di dare il proprio contributo nel cercare di approfondire alcune attività scientifiche che le passate missioni hanno iniziato. Lo farà portando sette strumenti scientifici sull’Orbiter (due macchine fotografiche a media e alta risoluzione, un magnetometro, uno spettrometro, un analizzatore di particelle neutre, un analizzatore di particelle energetiche e un radar subsuperficiale) e sei sul rover (un radar a penetrazione capace di sondare sino a cento metri sotto la superficie, una macchina topografica, una macchina fotografica a multispettro, un detector per il campo magnetico superficiale, una centralina metereologica e un detector per analizzare la composizione del terreno superficiale combinato con uno spettrografo ad infrarosso).I tentativi di risposta di Zhurong sono gli stessi che il collega e rivale Perseverance è alla ricerca nel cratere di Jazero, dove è ammartata lo scorso 18 febbraio: se è esistita acqua allo stato liquido sulla superficie di Marte, è possibile rintracciare forme di vita che hanno eventualmente popolato il pianeta nel passato? Zhurong cercherà di rilevare nuovi dati utili a rispondere a questa domanda in una zona particolarmente ricca di acqua conservata sotto forma di ghiaccio sotto la superficie di Utopia Planitia, in un’area poco lontana dove nel 1976 era ammartato Viking-2 della NASA.In questa pianura, dal diametro di 3.300 km, dove nella finzione televisiva di Star Trek sarebbe stata costruita la USS Enterprise-D al comando di Jean-Luc Picard, nel 2016 la NASA scoprì l’esistenza una massa di ghiaccio sotterraneo. Si ipotizza quindi che circa tre miliardi di anni fa Utopia Planitia fosse completamente sommersa da un mare d’acqua liquida e che parte di essa sia percolata sotto la superficie mantenendosi sotto forma di ghiaccio fino ai nostri giorni.Zhurong esplorerà per 90 Sol (giorni marziani, equivalenti a circa 93 giorni terrestri) una piccola porzione dell’area raccogliendo campioni di terreno e analizzandoli con spettrofotometri per determinarne la composizione chimica e la presenza d’acqua nel passato. Verranno raccolti anche campioni in attesa di una successiva missione prevista tra il 2028 e il 2030 che potrebbe riportarli sulla Terra. Due telecamere ad alta risoluzione permetteranno di disegnare la topografia del terreno e individuare eventuali erosioni dovuti a corsi d’acqua e vulcani. Due rivelatori di particelle analizzeranno la composizione atmosferica e la variazione stagionale del clima sulla superficie. Infine due radar, uno installato sul rover e uno sulla sonda che continuerà ad orbitare tra 250 e i 400 km dalla superficie lavoreranno in coppia per misurare la composizione della crosta sotterranea di Marte alla ricerca di ghiaccio che, oltre a dare indicazioni sulla vita biologica ospitata dal pianeta, potrebbe risultare utile per future missioni umane. Sebbene questa sia la prima missione tutta cinese su Marte, già nel 2011 l’ente spaziale aveva tentato di mettere in orbita marziana un satellite, lo Yinghuo-1 in collaborazione con la russa Roscosmos, ma la missione fallì ancora prima di lasciare l’orbita terrestre per la distruzione del razzo russo che trasportava la sonda cinese. (fonte: Articolo su Prisma Magazine, il mensile di matematica dell’Università Bocconi)

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Il rover della NASA Perseverance ha toccato ieri sera la superficie di Marte

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

Obiettivo della sua missione è la ricerca di tracce di vita sul pianeta rosso. Infatti, grazie ai sofisticati strumenti che ospita a bordo, sarà in grado di analizzare la composizione chimica delle rocce in superficie e in profondità e anche di prelevare dei campioni da portare sulla Terra per permettere agli scienziati di condurre ulteriori ricerche. La missione Perseverance cercherà anche di far decollare dal rover un piccolo elicottero, chiamato Ingenuity, per esplorare la superficie marziana dalla sua atmosfera. Perseverance è l’ultimo di una serie di rover che la NASA ha inviato su Marte a partire dalla fine degli anni ’90, Spirit, Opportunity e Curiosity, e si aggiunge ad altre due sonde lanciate nell’ultimo mese dagli Emirati Arabi Uniti e dalla Cina che però stanno studiando il pianeta dalla sua orbita [fonteThe New York Times e scienza in rete]

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“Perché andare su Marte”: incontro con Tommaso Ghidini

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2016

parma universitàParma 23 novembre 2016 Alle ore 10.30 nell’Aula A della Sede didattica di Ingegneria interviene il responsabile della Sezione Tecnologia dei materiali dell’Agenzia Spaziale Europea, ex alunno dell’Università di Parma- Sarà un’affascinante passeggiata nello spazio quella che proporrà Tommaso Ghidini il prossimo 23 novembre all’Università di Parma. Ghidini, ex alunno dell’Università di Parma oggi a capo della Sezione Tecnologia dei materiali della European Space Agency – ESA/ESATEC, tornerà nel “suo” Ateneo a raccontare “Perché andare su Marte”, in un incontro organizzato dall’Associazione Alumni e Amici dell’Università di Parma e dall’Ateneo. Tommaso Ghidini racconterà la sua esperienza lavorativa agli studenti e proporrà a studenti, ricercatori e professori dell’Università di Parma possibili collaborazioni con l’Agenzia Spaziale Europea. Tommaso Ghidini si è Laureato in Ingegneria Meccanica all’Università di Parma nel 2000 con una tesi sperimentale realizzata al Centro Aerospaziale Tedesco di Colonia. Ha conseguito il Dottorato di Ricerca (Ph.D.) all’Università di Paderborn (Germania), con tesi in Meccanica della Frattura di Strutture Aerospaziali, realizzata interamente all’Istituto di Ricerca dei Materiali del Centro Aerospaziale Tedesco.
Dal 2005 al 2007 ha lavorato in AIRBUS Industries, a Brema, nel Dipartimento di Fatica e Meccanica Strutturale, sui maggiori programmi civili e militari dell’industria aeronautica europea, in particolare gli aeroplani A380, A350 e A400M, attualmente in servizio attivo nele più importanti compagnie e forze aeree del mondo.
Il Dott. Ghidini è arrivato all’Agenzia Spaziale Europea (ESA) nel 2007, lavorando come esperto di Meccanica della Frattura e Failure Investigation. Nel 2009 è stato chiamato a occupare la posizione di Ingegnere della Qualità e Sicurezza del razzo VEGA (Vettore Europeo di Generazione Avanzata), il razzo più recente della famiglia dei lanciatori ESA, fino al lancio di qualifica avvenuto con successo nel Febbraio 2012. Nel 2012 è stato promosso a Capo della Sezione di Tecnologia dei Materiali dell’Agenzia Spaziale Europea. La Sezione, avvalendosi di laboratori di fama e livello mondiale, è responsabile della qualifica al volo spaziale di tutti i materiali e le relative tecnologie di produzione impiegati sull’intera gamma dei programmi spaziali dell’ESA. Tommaso Ghidini è autore di numerose pubblicazioni scientifiche in riviste internazionali, compresi libri e capitoli di libri, su tutte le maggiori discipline della Scienza dei materiali. È invitato a tenere corsi nelle facoltà di Ingegneria Aerospaziale di prestigiose Università europee ed è editore e revisore di numerose riviste scientifiche nel campo dei materiali e delle tecnologie di produzione.
È stato insignito di numerosi premi e riconoscimenti internazionali per il raggiungimento di fondamentali risultati nel settore aerospaziale e nel 2011 è stato nominato Revisore dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, svolgendo attività di valutazione e approvazione di programmi nazionali di ricerca e sviluppo sulle tecnologie della produzione industriale.
Tommaso Ghidini è pilota di aeroplani e alianti.

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