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Posts Tagged ‘martin luther king’

“I have a dream”: Roma ricorda Marthin Luther King

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

Roma Basilica dell’Ara Coeli domenica 24 giugno 2018 alle 18.Con il titolo “I have a dream”, dal celeberrimo discorso del reverendo ucciso, il concerto ad ingresso gratuito propone al pubblico le più note pagine del repertorio gospel afro-americano. Una esibizione arricchita dagli splendidi timbri vocali di Fatimah Provillon, l’ultima, in ordine di tempo, tra i tanti noti vocalist – tra i quali Harold Bradley, Charlie Cannon, Joy Garrison – che in oltre 25 anni di attività hanno affiancato il coro.Ancora una volta i St john Singers, costola dell’attivissima Associazione Il Cantiere dell’Arte di Manziana presieduta dal cavaliere Adriana Rasi, si mobilitano per lanciare al mondo il grande messaggio dell’uguaglianza tra tutti gli uomini che fu la battaglia principe di Martin Luther King.L’iniziativa è parte del programma dell’Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale ed è patrocinata dall’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia e dal Consiglio regionale del Lazio.Ad accompagnare i St John Singer, nel concerto contro ogni segregazione razziale diretto da Alessandra Paffi e presentato da Claudia Brunori, ci saranno il pianista Alessandro Aloisi, il bassista Ivano Sebastianelli ed il batterista Riccardo Colasante. Vocalist: Fatimah Provillon. Solisti: Raffaella Agozzino, Roberta Marcucci, Laura Proietti, Alessandro Coppola. Fatimah Provillon. Cantante americana proveniente dal New Jersey, esporta in Italia il suo amore per la “black music”. I suoi concerti sono un mix di Soul, Blues, R’n’B e Acid Jazz. Forte è la sua attenzione per lo stile “Motown” ed i suoi grandi interpreti quali Stevie Wonder e Marvin Gaye, come per le grandi ugole jazzistiche del passato quali Etta James ed Ella Fitzgerald.

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Cinquantesimo anniversario della morte di Martin Luther King

Posted by fidest press agency su martedì, 3 aprile 2018

Lo Studio Universal (Mediaset Premium DT) presenta, Mercoledì 4 Aprile alle 23:05, il film: “Bus in viaggio” (1996) di Spike Lee che celebra le grandi marce degli afroamericani contro la segregazione e le discriminazioni razziali negli Stati Uniti. Fenomeno cui diede impulso l’attivista negli anni sessanta e che ebbe il suo culmine nel 1995 con la Million Man March, quella in cui King pronunciò lo storico discorso dell’ “I have a dream”; raccontata da Lee, attraverso gli occhi di quattro partecipanti, tra cui un reduce della marcia su Washington del 1963.
Nel 1995, un gruppo di afroamericani parte da Los Angeles per arrivare a Washington, dove è in programma la Million Man March, organizzata dal reverendo Louis Farrakhan, capo della nazione dell’Islam. Il viaggio durerà 72 ore e i partecipanti che sono tutti estranei tra di loro, inizieranno a conoscersi, facendo emergere le loro storie personali.
Martin Luther King nasce il 15 Gennaio 1929 ad Atlanta in Georgia dove il razzismo è estremamente radicato. Suo padre era un predicatore e sua madre una maestra. Studia teologia e successivamente si trasferisce a Boston, dove nel 1953 si sposa con Coretta Scott. Diventa pastore della Chiesa Battista a Montgomery in Alabama. Nel periodo ’55-’60, invece, è l’ ispiratore e l’ organizzatore delle iniziative per il diritto di voto ai neri e per la parità nei diritti civili e sociali, oltre che per l’abolizione, su un piano più generale, delle forme legali di discriminazione ancora attive negli Stati Uniti.Nel 1957 fonda la “Southern Christian Leadership Conference” (Sclc), un movimento che si batte per i diritti di tutte le minoranze e che si fonda su ferrei precetti legati alla non-violenza di stampo gandhiano, suggerendo la nozione di resistenza passiva. Il culmine del movimento si ha il 28 agosto 1963 durante la marcia su Washington quando King pronunci a il suo discorso più famoso “I have a dream….”. Nel 1964 riceve ad Oslo il premio Nobel per la pace. Durante gli anni della lotta, King viene più volte arrestato e molte manifestazioni da lui organizzate finiscono con violenze e arresti di massa; egli continua a predicare la non violenza pur subendo minacce e attentati. Nel 1966 si trasferisce a Chicago e modifica parte della sua impostazione politica: si dichiara contrario alla guerra del Vietnam e si astiene dal condannare le violenze delle organizzazioni estremiste, denunciando le condizioni di miseria e degrado dei ghetti delle metropoli, entrando così direttamente in conflitto con la Casa Bianca.
Nel mese di aprile dell’anno 1968 Luther King si recò a Memphis per partecipare ad una marcia a favore degli spazzini della città (bianchi e neri), che erano in sciopero. Mentre, sulla veranda dell’albergo, s’intratteneva a parlare con i suoi collaboratori, dalla casa di fronte vennero sparati alcuni colpi di fucile: King cadde riverso sulla ringhiera, pochi minuti dopo era morto. Approfittando dei momenti di panico che seguirono, l’assassino si allontanò indisturbato. Erano le ore diciannove del 4 aprile. Il killer fu arrestato a Londra circa due mesi più tardi, si chiamava James Earl Ray, ma rivelò che non era stato lui l’uccisore di King; anzi, sosteneva di sapere chi fosse il vero colpevole. Nome che non poté mai fare perché venne accoltellato la notte seguente nella cella in cui era rinchiuso.

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Settimana della Nonviolenza

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2018

Dal 4 al 13 aprile 2018 la Consulta della Pace della Nonviolenza, dei Diritti Umani e del Disarmo, in collaborazione con altre associazioni – in occasione del 50mo anniversario del celebre discorso di Martin Luther King tenuto a Washington nel 1968 – organizza la Settimana della nonviolenza, un cartello di eventi tesi a sensibilizzare e informare la cittadinanza sul tema della nonviolenza, in linea con le iniziative che in tutto il mondo si intraprenderanno per l’occasione. “I have a dream” è considerato uno dei discorsi più importanti del Novecento. A pronunciarlo è stato il pastore battista Martin Luther King, l’attivista che con la sua resistenza nonviolenta, ha trascorso l’intera esistenza a lottare per l’uguaglianza, contro i pregiudizi etnici e la discriminazione razziale, oggi purtroppo ritornati di attualità.
Uno degli eventi centrali sarà l’apertura della settimana, del 4 aprile, in cui, davanti alla lapide dedicata a Martin Luther King, sita a Palazzo delle Aquile, verrà lanciato il concorso fotografico a cura del MIR (associazione facente parte della Consulta della Pace), dal titolo “I have a dream. Fotografa il tuo sogno di pace”. Il concorso è aperto agli studenti delle 5e classi delle scuole elementari e delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Gli studenti dovranno servirsi del socialnetwork Instagram per pubblicizzare i propri lavori incentrati sulla tematica contro il razzismo e per una società più giusta. Sarà realizzata a fine concorso una mostra fotografica, i migliori lavori verranno premiati. L’iniziativa mira anche a sensibilizzare i docenti sul tema pace-nonviolenza-antirazzismo, attraverso l’esempio di Martin Luther King, Rosa Parks e di quelli che come loro hanno speso la propria vita per un’ideale di fratellanza.
Tra gli altri eventi sono in programma mostre di arti visive e fotografiche, laboratori maieutici secondo lo stile di Danilo Dolci, laboratori per bambini, attività motorie (aikido, yoga) e musicali, presentazioni di saggi, conferenze e dibattiti curati dalle associazioni coinvolte nell’organizzazione. (Francesco Lo Cascio)

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Elementary School Students Express Dreams Inspired by Dr. Martin Luther King Jr.

Posted by fidest press agency su domenica, 14 gennaio 2018

Tchanori KoneIn honor of the late Dr. Martin Luther King Jr., 20 elementary school students gathered to express their dreams for today’s world during the Annual Gardere MLK Jr. Oratory Competitions in Dallas and Houston. Winners included Wesley Stoker, a fourth-grade student from Harry C. Withers Elementary in Dallas, and Tchanori Kone, a fifth-grader from Gregory-Lincoln Elementary in Houston.Finalists were selected from more than 300 fourth- and fifth-grade students representing nearly 40 schools from the Dallas and Houston Independent School Districts. The competitions began with in-school qualifying rounds in the fall, and one student from each school was selected to advance to the semifinals. From there, eight students from Dallas and 12 from Houston were selected to advance to the final competitions Jan. 12.Participants presented original three-to-five minute speeches addressing the question, “What is your dream for today’s world?” which both commemorated Dr. King’s iconic speech and encouraged children to showcase their knowledge of current events. During all three levels of the competition, students were evaluated on delivery, stage presence and decorum, content interpretation, and memorization. At the finals, panels of locally renowned community and business leaders judged the students on their performances.“I want to commend the students on their knowledge of Dr. King’s impact and the talent they displayed today. They delivered well-crafted, emotional and insightful speeches that impressed the entire audience and judges,” said Gardere Chair Holland N. O’Neil. “Gardere is honored to partner with the Dallas and Houston ISDs each year to provide these bright and articulate students a competitive platform that showcases their exceptional talents.”
Dallas’s first-place winner, Wesley Stoker, delivered a speech he says was inspired by his father, who is the senior minister at First United Methodist Church of Dallas. “Dr. King was a minister’s son, and I am a minister’s son, as well. I can only imagine he went to church a lot,” joked Wesley. His speech incorporated his own dreams, routed in Dr. King’s philosophies. “I wish we would all be friends with our neighbors and see that we have more in common than we think.” Wesley emphasized each of his hopes by repeating, “I may not look like Dr. King, but I believe like Dr. King.” He ended by encouraging the audience, “Like me, you don’t look like Dr. King. But like me, you have the choice to believe like Dr. King. We can believe in equality, love for our neighbor, world peace among all nations and races, but it takes you and me to work together.”Skye Turner, a fourth-grader at Charles Rice Learning Center, earned second place in the Dallas competition, and Jeremiah Wilson, a fourth-grader at Thomas L. Marsalis Elementary School, was awarded third place.
Houston’s first-place winner, fifth-grade student Tchanori Kone, titled her speech “Making the Dream Come True,” and shared that her dream for today’s world is to “eliminate poverty.” Tchanori hopes one day that “every human being will have fair and equal access to education and health care.” The 10-year-old reminded the audience of the Poor People’s March on Washington, led by Dr. King and his efforts to draw government attention to poverty in America. Kone concluded that we should follow in Dr. King’s footsteps and bring government attention to these issues by voting into office “sincere, caring people who are committed to helping their communities.” Caleb Kiteka, a fifth-grade student from Windsor Village Elementary, placed second in the Houston competition, while former MLK Oratory Competition winner, and now fifth-grader, Nhedrick Jabier of Crespo Elementary took home third place.
Established in Dallas in 1993 by Gardere Wynne Sewell LLP, the Annual Gardere MLK Jr. Oratory Competition is hosted in conjunction with Martin Luther King Jr. Day to encourage the community to remember and pay tribute to the late civil rights leader’s legacy. Gardere introduced the event to encourage students to learn more about Dr. King and to help cultivate the writing and speaking skills of elementary school students. The event’s success in Dallas led to the establishment of the competition in Houston in 1997.

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Immigrazione in Usa

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2011

3. Martin Luther King, Jr., a civil rights act...

Image via Wikipedia

Dopo una preghiera, il consiglio comunale della città di Birmingham, Alabama ha approvato all’unanimità una mozione richiedendo l’abrogazione dell’aspra legge contro gli immigrati adottata dallo Stato nel mese di giugno. Anche i leader religiosi dello Stato hanno deciso di mobilitarsi per la protezione degli immigrati. Matt Lacey, il pastore di una chiesa metodista che includeva come parrocchiano Eugene “Bull” Connors, noto avversario della desegregazione razziale negli anni ’60, ha dichiarato che il movimento religioso sta cercando di sostenere gli immigrati. Per la chiesa si tratta di un dietrofront alla ricerca tardiva di redenzione per non avere dato il suo contributo durante i conflitti razziali degli anni ‘60. Come si sa, in quei tempi le richieste di Martin Luther King ai leader religiosi per assistenza nella sua lotta vennero ignorati dalle chiese del sud dominate dai bianchi. Persino i leader religiosi afro-americani all’inizio si rifiutarono di scendere in campo al fianco di Martin Luther King suggerendogli di andare piano. In un certo senso la lotta per i diritti degli immigrati viene dunque vista come un nuovo movimento simile a quello dei diritti civili degli anni ’60. Recentemente un gruppo di duemila persone affiliate a diverse fedi religiose ha partecipato ad una marcia nella città di Birmingham per protestare la legge contro gli immigrati considerata la più aspra in tutti gli Stati Uniti. Più di 100 ministri metodisti hanno anche firmato una lettera inviandola a Robert Bentley, governatore dell’Alabama, protestando il nuovo decreto. La legge, SB 1070, firmata dal governatore va oltre quelle di altri Stati come l’Arizona e la Georgia nei suoi attacchi agli immigrati clandestini. Alcuni di questi provvedimenti vedrebbero reati persino il dare un passaggio a un indocumentato. Offrire assistenza a un clandestino ferito potrebbe essere anche reato. Gli insegnanti delle scuole dovrebbero controllare anche lo status immigratorio dei ragazzi, atto illegale secondo la legge federale. I requisiti della nuova legge sono ideati solo a spaventare i clandestini ed a rendergli la vita difficile se non impossibile per costringerli a lasciare lo Stato.
Come se la vita dei clandestini non fosse già abbastanza difficile. La paura è sempre presente nella loro vita. La vicinanza di poliziotti intimorisce tutti specialmente coloro che non hanno il permesso legale di essere nel Paese. Gli aspetti legali della legge dell’Alabama e di altri Stati sono sotto giudizio da parecchi tribunali. Nel caso dell’Arizona, il governatore, avendo perso al livello federale, ha fatto appello alla Corte Suprema. Nel caso dell’Alabama parecchi gruppi di diritti civili ed anche religiosi hanno fatto ricorso ai tribunali sostenendo che questa nuova legge si rifà all’idea di diritti degli Stati come negli anni ’60 quando la segregazione era vista al di là dell’ambito federale. Nel caso dell’immigrazione la Corte Suprema ha già sostenuto che si tratta di una questione federale e non statale. Quindi questi tentativi di legislazione per controllare l’immigrazione ed i suoi effetti al livello locale invadono i diritti e doveri del Congresso.
I loro effetti sono spesso controproducenti anche dal punto di vista pratico. In Georgia, per esempio, a causa della loro legge anti-immigrati, il governatore è stato costretto a fare uso dei carcerati per la raccolta agricola di alcuni prodotti data la scarsezza di clandestini che nel passato facevano quel lavoro. La questione dell’immigrazione è sempre stata fonte di conflitti in America. Nonostante il benvenuto della Statua della Libertà, gli immigrati hanno dovuto sudare le sette camicie per integrarsi affrontando spesso discriminazione. La chiesa ha storicamente assistito gli immigrati ad integrarsi. Gli sforzi dei gruppi religiosi per combattere l’aspra legge anti-immigrati dell’Alabama, dunque, non sono nulla di nuovo. Schierandosi con più deboli le figure religiose acquistano legittimità nei loro compiti non solo come pastori di anime ma anche di corpi. Persino coloro che hanno abbandonato la chiesa concordano con i principi religiosi di giustizia legata alla Bibbia. Difendendo i più poveri e deboli la chiesa si riallaccia all’esempio di Cristo. Anche se non vince politicamente la chiesa vince un’altra battaglia che forse vale più del mondo terreno. (Domenico Maceri)

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Letter from Michelle Obama

Posted by fidest press agency su domenica, 16 gennaio 2011

Dear Riccardo.  The Rev. Martin Luther King, Jr., is usually remembered for his heroic leadership of the civil rights movement — he led the successful Montgomery bus boycott, delivered the “I Have A Dream” speech at a time when such words were still controversial, and ultimately gave his own life to the cause of equality. But Dr. King was much more than a civil rights champion — he was a man who lived his entire life in service to others, speaking out against poverty, economic injustice, and violence. Wherever he saw suffering, he did what he could to help, no matter who it was that needed him or why they were in pain. Through his leadership, he showed us what we can accomplish when we stand together. Each January, we remember Dr. King on his own holiday — and one of the best ways to preserve his legacy is to engage in service ourselves. As Dr. King told us, “Life’s most persistent and urgent question is: ‘What are you doing for others?'” That’s why this Monday, January 17th, Organizing for America volunteers will be participating in service projects all across the country in Dr. King’s honor. There will be food drives, neighborhood clean-ups, education projects, blood drives, and more.
This movement is about so much more than politics — it is about coming together through progress, change, and community. Lifting each other up in dedication and service is one of the best ways not only to honor Dr. King, but to honor each other. By giving service a new role in this country, we can establish a new foundation for our economy and a brighter future for our children.
That is why service is key to achieving our national priorities, and why Barack recently helped out at a Boys and Girls Club service event. Since moving to Washington, D.C., two years ago, he and I have gotten to know the community through similar service projects, including past Martin Luther King Day events. I treasure those opportunities, and I look forward to another one next week. Every time we pitch in, we get so much back, and always learn amazing things from our neighbors.
All of us have something to contribute, and all of us can make a meaningful difference in someone’s life. It’s a great way to remind others that they are not forgotten, and to remind ourselves that there are always things we can do. (Michelle Obama)

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