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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘martirio’

Editoriale:Le ragioni della violenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2011

Editoriale Fidest. Allorchè si scatena la violenza nelle piazze e in alcuni casi diventa come una miccia a corta combustione che finisce per far esplodere la bomba che si trova tra i rivoltosi e chi è preposto a contenerli, molti si chiedono il perché. Un esempio lo abbiamo avuto con i fatti del G8 a Genova e il morto che ha lasciato sulla strada, e che poi è diventato un simbolo del martirio per quanti negli anni del poi sono ritornati a quelle vecchie gesta, ne è il prezzo che stiamo ancora pagando. Ora ci risiamo. Una violenza sempre più con connotati da guerriglia urbana che ci lascia sgomenti. Ma se a Genova poteva esserci una “motivazione” per quanto criticabile, per il come si era esercitata, in Val di Susa la contestazione ci appare forzata. Diciamo pure che è diventata un’occasione per dire qualcosa d’altro, per colpire indirettamente lo Stato nella sua incapacità di proporsi come mediatore privilegiato e autorevole nei rapporti con il popolo e per il popolo. Uno stato che non sembra fare gli interessi della gente, ma tende a provocarli. Pensiamo alla recente manovra economica dove vi sono chiari segni nel voler far pagare alla povera gente il prezzo della loro povertà e a vantaggio delle classi privilegiate. Già tempo fa scrivemmo che in Italia vi sono, su sessanta milioni di abitanti solo una decina che se la passano bene mentre gli altri 50 milioni sono scremati tra la povertà assoluta e una vita dignitosa ma modesta ma è sempre più umiliata con tasse inique. Nel frattempo abbiamo un meridione che prende schiaffi a più riprese e conta una disoccupazione giovanile da record mondiale. E ironia della sorte sono proprio quei poliziotti, in larga maggioranza, vittime della aggressività del manifestanti in Val Susa, figli del profondo Sud e che avrebbero più motivo di chi li contrasta nelle piazze per passare dalla loro parte. Eppure dobbiamo dare loro atto di alto senso dello stato, di una sensibilità eccezionale nel tenere saldi i nervi e fare ciò che a loro si comanda. Ci chiediamo, per contro, se le istituzioni dal parlamento sino alle amministrazioni locali ne hanno coscienza. Ne dubitiamo. C’è quasi una tendenza all’indifferenza, un cinismo istituzionale che preoccupa. Se si continua di questo passo tempi duri si presenteranno sulle piazze italiane e avremo, come sempre, delle vittime innocenti e incolpevoli come i lavoratori e i pensionati (poliziotti e manifestanti) fatti oggetto di inique tassazioni. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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A trent’anni dal martirio di mons. Romero

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2010

Roma 29 Aprile 2010, alle ore 18, presso il Salone della Comunità S. Paolo in Via Ostiense, 152 B, il Cipax in collaborazione con Paoline e Adista organizza un incontro-dibattito a cui partecipano: Gianni Novelli – Direttore del Cipax Claudia Fanti – Giornalista Adista Alberto Vitali – Autore del libro Oscar Romero, pastore di agnelli e di lupi Emanuele Maspoli – Autore del libro Ignacio Ellacuría e i martiri di San Salvador Moderatore Fausto Pellegrini – Giornalista Rainews24 Il 24 marzo 1980 Oscar Arnulfo Romero, l’arcivescovo di San Salvador, fu assassinato mentre celebrava l’eucaristia. Quasi dieci anni dopo, nella notte del 16 novembre 1989 gli squadroni della morte fecero irruzione nella Università dei Gesuiti a San Salvador e trucidarono P. Ignacio Ellacuría insieme ai suoi cinque compagni, tutti professori e suoi diretti collaboratori e alle due donne – madre e giovanissima figlia – che lavoravano presso di loro.

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Opera popolare sul martirio di Otranto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 gennaio 2010

Roma  14  gennaio alle 12 presentazione alla stampa presso il padiglione World della Fiera di Roma (Via Portuense, 1645/1647)   dell’opera popolare ‘Ottocento’ in scena a Roma. Dopo la prima nazionale che si è tenuta lo scorso mese di agosto in Puglia, nei Fossati del Castello Aragonese di Otranto, lo spettacolo sarà rappresentato venerdì 15 gennaio alle 21 all’Auditorium Conciliazione nell’ambito del Josp Fest, il Festival internazionale degli Itinerari dello Spirito. Il Festival, giunto alla seconda edizione, è organizzato dall’Opera Romana Pellegrinaggi (un’attività del Vicariato di Roma, organo della Santa Sede, alle dirette dipendenze del Cardinale Vicario del Papa) e si terrà alla fiera di Roma dal 14 al 17 gennaio. ‘Ottocento’ sarà l’evento speciale di questo festival che rivolge grande attenzione ai giovani e rappresenta un momento di incontro,  formazione, riflessione e condivisione di esperienze. Nella prima edizione, nel gennaio 2009, sono stati 40mila i visitatori. Per questa seconda edizione sono previste più di 100mila persone provenienti da tutto il mondo.  ‘Ottocento’ – prodotto da Comune di Otranto e Farm con il patrocinio della Regione Puglia – coglie la componente realista e lo spirito avventuroso della vicenda attraverso le sonorità di un’opera popolare che tra parti recitate, brani cantati e coreografie ridà vita a una storia che pochi conoscono.  “L’icona dei martiri di Otranto – ha detto più volte Franco Battiato – non è uno strumento per rappresentare lo scontro di civiltà. Il contatto tra popoli deve essere sempre occasione di scambio di conoscenze e contaminazione. Un banco di prova per superare la paura del nuovo e del diverso”.

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A vent’anni dal martirio di Ignacio Ellacuría

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 dicembre 2009

Roma 4 dicembre ore 17.30 presso la Sala Tesi della Pontificia Università Gregoriana  Piazza della Pilotta, 4, le Paoline pubblicano il volume Ignacio Ellacuría e i martiri di San Salvador di Emanuele Maspoli. Dopo il saluto del Vice Rettore Accademico, R.P. Sergio Bastianel S.J. interverranno p. Gabriel Ignacio Rodríguez, S.J. Assistente del p. Generale per l’America Latina Settentrionale p. Joseph Joblin, S.J. Docente alla Pontificia Università Gregoriana Emanuele Maspoli Autore del libro Moderatrice Vittoria Prisciandaro, giornalista di Jesus Nella notte del 16 novembre 1989 gli squadroni della morte fecero irruzione nella Università dei Gesuiti a San Salvador e trucidarono P. Ignacio Ellacuría insieme ai suoi cinque compagni, tutti professori e suoi diretti collaboratori e alle due donne – madre e giovanissima figlia – che lavoravano presso di loro. L’Università, fondata nel 1966, aveva tra i suoi obiettivi fondativi quello di far conoscere le tragiche condizioni sociali e economiche del Salvador, di educare alla responsabilità per cambiare la realtà secondo lo spirito della giustizia evangelica.

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Gesù: l’attualità di un personaggio

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2009

Sono passati oltre duemila anni allorché un uomo di modeste origini attraversava la Galilea predicando la fratellanza umana ed generando l’interesse dei semplici con le sue parabole e mettendo a tacere i dotti critici con risposte dettate dal buon senso. Era un uomo buono e si avvertiva che fosse un giusto. Tutti titoli che avrebbero dovuto condurlo se non proprio alla santità, in quanto era già santo, alla stima e alla considerazione del suo prossimo. Divenne, invece, un pericolo pubblico. Occorreva metterlo a tacere. Subì in questo modo l’onta del martirio e della morte sulla croce. Non solo. Persino il più fedele dei suoi discepoli negò per ben tre volte, di averlo conosciuto. E il popolo? Il giorno prima lo osannava e il giorno dopo non esitò a preferirlo a Barabba, un criminale. C’è oggi chi dubita che possa essere esistito un uomo del genere, o meglio nel considerarlo il figlio di Dio. La verità è che uomini di tale stampo ve ne sono stati tanti nel mondo sia pure scremati sul passo generazionale. Lo sono stati in chiave laica e religiosa. Lo sono stati tra i poveri e i ricchi, tra i peccatori e i redenti, tra i pagani e i monoteisti. Una congerie di figure trasversali a tutte le condizioni umane di casta, di professioni e di cultura. Ma ciò che oggi sconcerta di più è che, da una parte, è stata raggiunta una maggiore consapevolezza del bene e del giusto che ciascuno di noi deve esserne il portatore, dall’altra il male continua ad impazzare come se da questa parte nulla sia cambiato. In mezzo non vi è, purtroppo, la risposta ferma di quella maggioranza di tutti i tempi che così a lungo ha sofferto e subito, ma vi è la rassegnazione. Oggi si riduce di molto la possibilità che per un reato d’opinione come quello perpetrato da Gesù per i censori di tutti i tempi, vi sia una condanna così drastica come quella della crocefissione ma cresce, invece, la calunnia, il sospetto, l’isolamento dell’appestato. Questa la misura del martirio. E’ la storia del povero Cristo del XXI secolo. (R,A.)

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