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Posts Tagged ‘marx’

Celebrazione del Bicentenario della nascita di Marx

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 dicembre 2018

Il PMLI ha chiuso la celebrazione del Bicentenario della nascita di Marx pubblicando un unico speciale de “Il Bolscevico”, suo organo, di 68 pagine contenente le citazioni autobiografiche del cofondatore del socialismo scientifico e grande Maestro del proletariato internazionale.Lo speciale, intitolato “Marx su Marx” è illustrato con foto, stampe e monumenti di Marx, è aperto da un editoriale di Giovanni Scuderi, Segretario generale del PMLI, dal titolo “Prendiamo esempio da Marx per portare fino in fondo i nostri compiti rivoluzionari”. Tra le varie iniziative celebrative prese dal PMLI durante l’anno, va segnalato il video sulla vita e l’opera di Marx, che è stato postato su youtube.

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Marx e la critica del presente

Posted by fidest press agency su domenica, 25 novembre 2018

Roma martedì 27 novembre al Goethe-Institut di Roma (via Savoia 15, ore 14.30–18.30) e proseguirà mercoledì 28 (ore 9.30–13 e 14.30–18.30) e ancora giovedì 29 novembre (ore 9.30–13) all’Università “La Sapienza” (Dipartimento di Scienze Politiche) il convegno su Marx e la critica del presente, organizzato dalla Fondazione per la critica sociale.Il proposito è quello di leggere Marx in riferimento all’oggi, tenendo conto della necessità di riflettere sul suo pensiero senza toni apologetici, ponendosi l’obiettivo di analizzare le traiettorie possibili dei suoi insegnamenti, interrogandosi sull’esito, del resto assai controverso, delle interpretazioni storiche e contemporanee.Proprio per garantire un taglio attualizzante, ai partecipanti al convegno è stato chiesto di rispondere al quesito: “È utile Marx oggi per la critica della società?”.Diversi quindi gli interrogativi che saranno posti: può la sua opera, attraversata da numerose interpretazioni, rappresentare un modello di comprensione dell’attuale fase storica? Quali porzioni del suo lascito sono da tralasciare e quali da riprendere? Possono le famose “armi della critica”, teorizzate da Marx, offrire ancora spunti per una demistificazione concreta della società capitalistica?Interverranno Roberto Finelli, Tania Toffanin, Luca Basso, Ferruccio Andolfi, Stefano Petrucciani, Rino Genovese, Vittorio Morfino, Federica Giardini, Riccardo Bellofiore, Maurizio Ricciardi, Jamila Mascat, Giorgio Cesarale, Mario Pezzella, Daniele Balicco, Michele Prospero, Francesco Raparelli, Marco Gatto.
La Fondazione per la critica sociale, costituita a Firenze nel novembre 2014, ha ottenuto nel 2017 il riconoscimento da parte della Regione Toscana. Si presenta come un laboratorio autonomo di ricerca teorica e storica intorno ai temi dell’attualità di una prospettiva socialista nel mondo contemporaneo. Ha una vocazione spiccatamente europeista, pur considerando l’assetto europeo odierno responsabile in larga misura della deriva sovranista e nazional-populistica che rischia di dissolvere per sempre l’aspirazione verso un’Europa sociale e politica.La Fondazione ha all’attivo l’organizzazione di diversi seminari e convegni (come quello interdisciplinare sul “Diritto alla città”, con sociologi, filosofi, urbanisti, architetti, nel 2016 e nel 2018), e collabora con altri enti e istituzioni di ricerca per sostenere percorsi formativi di giovani studiosi finalizzati all’approfondimento degli argomenti propri della sua missione statutaria. Pubblica inoltre la collana “La critica sociale”, diretta da Rino Genovese, presso la casa editrice Rosenberg & Sellier di Torino.

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Le bolle della contemporaneità

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 settembre 2018

Ne ho ristretto il campo a solo tre anche se a ben considerare potrei aggiungerne un altro paio. Tre per contemperare l’importanza che annetto ad altrettanti eventi di portata mondiale quali sono il proletariato e la sua forza organizzata in un grande movimento che nato dalla mente di Marx si è trasformato in una idea di “stato” per poi “scoppiarci tra le mani”. Nello stesso tempo si è consolidato il capitalismo come il patriziato del parvenu e anch’esso oggi sembra voler esaurire la sua forza espansiva e fare la fine della prima bolla. La terza è più romantica e al tempo stesso capace di defilarsi alla nostra osservazione e ai venti del cambiamento: è quella che possiamo definire la “nobiltà dell’antico lignaggio”. Ad attraversarli vi è l’essere umano con le sue passioni, le sue tensioni ideali, le sue aberrazioni. Sono le bolle che abbiamo creato per suscitare una speranza, per indicare una strada, per definire un ruolo, per legare le generazioni che si avvicendano ad un precetto di fede, a una visione del mondo ora egualitario ora esclusivo di alcune minoranze privilegiate per antico censo o per nuovi meriti. E a guardarli crescere, prosperare e morire vi è quell’enorme folla che si chiama umanità. E dire che il tutto è stato promosso ora in suo nome ora per illuderla che lo fosse, ora per sostenerla ora per tradirla. Oggi mi chiedo se non è giunto il tempo per prendere coscienza di una nuova consapevolezza che sta diffondendosi intorno a noi e dentro di noi e che sta diventando qualcosa di diverso di una bolla. Forse è una bolla tecnologica e nulla di più ma è destinata, se non altro, a risvegliare le nostre coscienze. Non possiamo più tollerare che la miseria estrema condanni a una morte prematura milioni di bambini e le loro madri. Non possiamo più tollerare che la violenza e la sopraffazione soffochi la nostra identità. Non possiamo più tollerare che la disinformazione ci renda complici degli interessi partigiani di una minoranza di nostri simili e dei loro illeciti traffici. Non possiamo più tollerare che per una idea formale si faccia strage di innocenti come l’idea della guerra santa, dell’integralismo religioso e del fanatismo politico. Dobbiamo spezzare questa spirale velenosa che intorbida i nostri sentimenti e ci spinge ad atti di superbia contro i nostri simili e la stessa natura che ci circonda. Dobbiamo cercare la strada maestra senza lasciarci attrarre dalle vie secondarie e dal rischio di finire in un vicolo cieco anche se appaiono più belle e seducenti. Dobbiamo imparare ad essere costruttori di un disegno coerente allorché pensiamo che le risorse dell’umanità non possono essere distrutte dalle guerre e che le guerre non devono essere alimentate dai mercanti di armi e a monte dalle fabbriche che le producono. Dobbiamo essere votati ad un disegno di solidarietà dove la mano che stringe quella del nostro vicino è la mano di chi ama e sa di essere riamato. (Riccardo Alfonso)

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Quando i politici parlano ancora di Marx

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 gennaio 2010

Va innanzitutto fatta una premessa. Dopo l’esperienza negativa del leninismo annaffiato di marxismo trasformato in una pratica di governo nel socialismo reale, possiamo dire di poter archiviare l’insegnamento del comunismo reale come una sommatoria di tante negatività che la storia del passato, pur recente, e del nostro presente intende respingere in toto? Non lo crediamo anche perché il leninismo ed il post leninismo, soprattutto, non va necessariamente associato al marxismo.  La rappresentazione che gli uomini si fanno delle cose, non sono false o irreali ma sono l’espressione di fenomeni profondi che investono il reale. Vi è stata in Marx una pratica geniale della interdisciplinarietà: oggi è proprio l’insieme delle scienze sociali che è chiamato a gettare luce sulla storia dell’umanità. E questo patrimonio d’idee, checché si voglia dire o affermare, resta ancora incontaminato alla prova di nuove e più geniali esperienze.

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