Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 201

Posts Tagged ‘marxismo’

Dalle ideologie ai valori

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 settembre 2017

leninCapitalismo, liberismo, finanza creativa, marxismo e libera idea del marxismo di Lenin ecc, sono i pezzi composti e scomposti delle ideologie che si sono imperniate nel XX secolo dopo averne elaborato il pensiero nei secoli precedenti. Ora siamo arrivati, a mio avviso, a un punto di non ritorno.
Dobbiamo, quindi, andare avanti e trovare al tempo stesso un nuovo modello di società con cui convivere e far convivere i nostri nipoti e pronipoti.
Nello stesso tempo il passato non si cancella con un tratto di penna perché anche i pensieri seguono il principio fisico che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, si rimodella.
Oggi possiamo estrarre dal “culto delle ideologie” il “culto per i valori” e capire che se una società è cresciuta, a volte molto in fretta e in altri con forti ritardi da un contesto geofisico mondiale variamente espresso nelle sue particolarità, bisogna ora ricucire le varie correnti di pensiero e dare ad esse una risposta diversa e più articolata partendo dal presupposto che i cambiamenti non solo sono tecnologici, industriali, sociali e culturali, ma investono una sfera ben più intima e che si richiama al ruolo dell’essere umano nel suo rapporto con la natura e nel suo complesso con il pianeta Terra che lo ospita. D’altra parte l’uomo rappresenta l’ultimo anello della catena alimentare e in tale fattispecie è la natura a richiamare la nostra attenzione sulla necessità di rispettare un limite demografico necessario per non alterare l’equilibrio che è stato, si può dire da sempre, sancito per evitare il collasso del sistema.
Oggi per fare un esempio pratico stiamo andando verso la stagione nella quale trovare un lavoro diventa un privilegio di pochi, così come l’istruzione universale invece di elevare culturalmente le popolazioni le deprime poiché non offre allo studio un adeguato corrispettivo lavorativo.
Sono, a ben considerare, due aspetti dirompenti che da soli potrebbero provocare cadute rovinose nei rapporti sociali e negli equilibri istituzionali delle nazioni. Per non parlare d’altro, ovviamente. E queste cose non sono, purtroppo, rinviabili. E’ bene farsene una ragione. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Editoriale: Rimettiamo in discussione il marxismo?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 agosto 2010

Editoriale Fidest. E’ questa l’impressione che traiamo da alcuni segnali emergenti qua e là nei vari paesi che all’interno e all’esterno dell’Eu fanno capolino in questo nostro “vecchio continente”. Pensiamo alla scarsità del lavoro che emerge e all’idea che la società sia fatta solo di coloro che producono. Un concetto che sembra ricalcare le parole usate da August Comte, Saint-Simon e dello stesso Marx. E Bruxelles sembra farvi eco nelle sue politiche elaborate sino ad oggi, allorché si afferma “che la società esclude coloro che non producono in modo utile alla società.” C’è nell’aria un neo-calvinismo nell’etica del lavoro propugnata dall’establishment europeo che potrebbe fare la gioia del Manifesto. Ma se la storia e le idee con essa non si ripetono anche Marx ha voluto dire, ai suoi tempi ovviamente, qualcosa di diverso dato che non ha visto la ricchezza del contenuto relazionale del lavoro. Non ha visto il lavoro come relazione sociale, ma solo come attività materiale dentro i rapporti di produzione. Oggi, le persone sono alla ricerca di un lavoro che venga concepito, vissuto e trattato come relazione fra di essi, si tratti di produttori-distributori o di consumatori, o dell’uno o dell’altro insieme, o ancora di soggetti di un altro genere di attività. In altri termini emerge la pratica di un lavoro inteso come “bene relazionale” che rimane necessitato, regolato e finalizzato. Marx ha avuto ragione allorché ha ribaltato la concezione servile del lavoro, storicamente affermata dal calvinismo, e l’ha trasferita in una concezione emancipativa incarnata da una classe sociale, quella proletaria. Ma né la concezione calvinista del lavoro, per altro storicamente superata da tempo, né quella marxista, sono più l’orizzonte del nostro futuro. La nuova attività umana implica condizioni, mezzi, forme di scambio e codici culturali come punto di riferimento per le speranze di emancipazione dell’umanità, e in particolare dei più deboli.  Quindi il messaggio di Marx non si può attualizzare proprio perché il lavoro non può essere abolito, ma possiamo, per contro, avere una nuova visione sociale del lavoro, e con essa un’altra Weltanschauung per la società del XXI secolo. Questo si e l’Europa comunitaria ha il dovere di esplicitarlo senza lasciarsi sedurre dalle tentazioni del momento e dai richiami nebulosi del passato.

Posted in Editoriali/Editorials | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Convegno su Augusto Del Noce

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 dicembre 2009

Roma, 14 dicembre, ore 17.30, Sala del Trono di Palazzo Altieri, piazza del Gesù 49  Il convegno “Augusto Del Noce, un pensatore scomodo” , organizzato dall’Associazione Italia Protagonista in collaborazione con l’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari.    Una figura che ha proposto un pensiero tuttora attualissimo e, a vent’anni dalla scomparsa, certamente da valorizzare. Il grande pensatore, infatti, ha fornito una chiave interpretativa della storia, nella sua accezione “transpolitica”: gli avvenimenti contemporanei intesi come “storia filosofica” e, soprattutto, come storia dell’espansione dell’ateismo in virtù del suo rapporto con il marxismo, portano, secondo Del Noce, all’epoca della secolarizzazione, che affonda le proprie radici nella crisi di valori prodottasi tra gli anni ’30 e gli anni ’40. Tale visione giunge all’affermazione di un “nuovo umanesimo politico cristiano”. “Se nella parte cattolica la confusione è oggi eccezionale, non si può però dire che le tendenze neomodernistiche e progressistiche abbiano trionfato: si ha l’impressione, anzi, – scrisse Del Noce in un articolo pubblicato su Il Popolo del settembre 1975 – che stia cominciando il declino della loro fortuna. Ritorno ai principi: questa è la formula di ogni rinascita religiosa”. Interverranno, oltre al presidente Gasparri, Giuseppe de Lucia Lumeno , segretario generale dell’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari; Rocco Buttiglione, presidente dell’Udc; il giornalista e scrittore Marcello Veneziani ; Fabrizio Del Noce, giornalista, direttore di Rai Fiction e figlio del filosofo; Francesco Mercadante, docente universitario. (del noce)

Posted in Cronaca/News, Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Marxismo e rivoluzioni borghesi

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2009

Editoriale fidest. Dal XVIII secolo al XX la storia si è caricata di eventi che hanno mostrato le diversità culturali e civili di popoli che si sentivano più proiettati ad una idea di libertà che non avrebbe tollerato i vari legacci che l’avevano imprigionata ideologicamente entro logiche ora capitalistiche, ora religiose, ora anarchicheggianti. Credo che Carlo Marx abbia voluto con la sua monumentale opera “Il Capitale” riequilibrare le sorti di quel proletariato schiacciato tra l’idea nobile e borghese della rivoluzione francese e gli antichi e mai domi privilegi della nuova e arrogante borghesia industriale. Da allora ad oggi molti si sono ispirati alle sue idee o le hanno estrapolate per gettare le basi di una rivoluzione come quella di ottobre in Russia che fondava il suo pensiero guida nel riscattare a pieno titolo i servi della gleba delle campagne e il proletariato delle fabbriche. Oggi sappiamo, dopo settanta anni di ubriacatura ideologica, che non avrebbe funzionato. E continua a restarci l’amaro in bocca. D’altra parte la ricerca di una società perfetta, dove l’essere umano è identificato come il centro di tutti valori esprimibili e capace d’irradiarsi per ogni dove per portare il suo messaggio di uguaglianza, di solidarietà e di civiltà, è miseramente fallita. E’ stato un fallimento ancora più sofferto poiché ci siamo serviti delle belle parole per farne un uso ipocrita e dissoluto. Vale un esempio su tutti. Pensiamo al colonialismo, allo sfruttamento da negrieri di terre e di uomini fuori dai propri confini nazionali mentre in patria si predicava la libertà, la giustizia e l’uguaglianza. E il vizietto non lo perdemmo anche quando abbiamo rinunciato alle colonie. Le abbiamo furbescamente, affidate a governanti fantoccio, corrotti e avidi e preda di mercanti senza scrupoli. Ora dopo questi reiterati saggi di malgoverno, di ingiustizie, di cinismo, di genocidi, saremo in grado nel XXI secolo di dare un segno capace d’imprimere una svolta decisiva per la costruzione di una società egualitaria? Oggi, purtroppo, non scorgendo nemmeno in lontananza segnali di fumo, dobbiamo rifarci a quel detto mai domo: ai posteri l’ardua sentenza. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Editoriali/Editorials | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Marxismo e potere di stato

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2009

Il XX secolo passerà alla storia anche per il fatto che nell’Unione Sovietica e negli altri paesi socialisti, che si sono ispirati allo stesso socialismo reale nel governo dei rispettivi paesi, è stata sperimentata una risposta diversa da quella capitalistica e progettata in modo del tutto nuovo, nell’organizzare e pilotare la base materiale e la sovrastruttura culturale dell’intera società, e conformemente ad una teoria scientifica radicale e comprensiva. Il mondo non aveva mai visto una simile impresa fino ad allora. Lo dobbiamo, ovviamente, al pensiero di Marx. In uno dei suoi primi scritti, “La questione ebraica”, si afferma che nella futura società, senza classi e dunque emancipata dalle finzioni religiose, gli uomini avrebbero instaurato tra loro “rapporti esclusivamente critici, scientifici, umani: la scienza è allora la loro unità. Il fallimento del Marxismo sta probabilmente proprio in questo “passaggio” allorché riteneva che soltanto la scienza può prendere il posto della religione e fungere da medium dei rapporti trasparenti e razionali, che caratterizzano la futura società senza classi. In questo modo Marx si è alienato le simpatie sia del mondo religioso sia di quello capitalistico con le sue logiche consumistiche e del profitto. Non solo. La dottrina di Marx, secondo Lenin, è onnipotente in quanto giusta. Essendo essa la sola a conferire agli uomini una visione del mondo unitaria, incompatibile con qualunque superstizione, orientamento reazionario o difesa della servitù borghese. Ciò escluse l’autocritica, l’accettazione di altre correnti di pensiero, il rifiuto aprioristica del valore della fede nella sua spiritualità e nel suo ascetismo. In una prospettiva davvero universalistica Marx avrebbe dovuto considerare la carica sociale del messaggio religioso e la sua forza di penetrazione nella stessa cultura capitalistica. Rafforzare questo caposaldo avrebbe significato dare al Marxismo quella negazione del materialismo storico che l’avrebbe potuto preservare dal suo disfacimento politico e culturale pur lasciando valido il suo presupposto riformista ed antagonista del capitalismo. (A margine di un dibattito organizzato dai centri studi della Fidest)

Posted in Fidest - interviste/by Fidest | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »