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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘maschera’

Governo: Rojc, Salvini ha gettato la maschera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 agosto 2019

“Salvini ha gettato la maschera, usando simboli e citazioni religiose in maniera blafema, attaccando in campo aperto l’Europa, rivendicando un’azione di Governo personalistica e autoritaria. Troppe ombre su questo capo di partito che non ha mai sentito di essere servitore delle istituzioni. Conte ha svolto la sua arringa difensiva non senza abilità e intelligenza, appellandosi ai massimi principi e parlando di Salvini come fosse un corpo esterno al Governo da lui presieduto”. Lo ha affermato la senatrice Tatjana Rojc (Pd), commentando gli interventi al Senato del premier Giuseppe Conte e del ministro dell’Interno Matteo Salvini.
Per la senatrice dem “la buona notizia è che questo governo è finito e ora ci possiamo affidare alla guida sapiente del Capo dello Stato. Ma non ci sfuggono i pericoli ancora presenti e imminenti, da un compattamento delle destre più estreme al rischio di una crisi economica pesantissima”.
“Sentire dai banchi del M5S un richiamo netto alla Costituzione – ha aggiunto Rojc – e alle prerogative del Parlamento è confortante, ma non dimentichiamo che da quel partito si è parlato di superamento della democrazia rappresentativa”.

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“Matteo Salvini getta la maschera, e per la campagna elettorale va contro Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 21 aprile 2019

Si torna al bossiano “Roma ladrona, il Nord non perdona”?Per Salvini Roma va trattata come qualsiasi altro Comune. La Capitale d’Italia è ora declassata a qualsiasi altro ente in Italia. Sempre le solite: la Lega prima nega fondi e poteri speciali, di cui Roma ha bisogno per gestire sia i flussi del turismo, senza paragoni con nessun’altra città italiana, che per le particolari funzioni in quanto Capitale d’Italia. Se il “Salva Roma” non sarà emanato, pagheranno lo scotto i cittadini, a causa di gravissimi disservizi alla Città. I leghisti romani cosa dicono? Evidentemente, sono utili idioti al servizio di un progetto politico antiromano.”
A sua volta Giorgia Meloni dichiara: “Sbaglia la Lega a confondere l’incapacità del sindaco di Roma Raggi con i bisogni concreti della Capitale. L’incompetenza del sindaco Cinquestelle non può essere usata come ennesimo alibi per non affrontare i problemi strutturali della Città Eterna. Chi ama Roma sa bene che la Capitale d’Italia non può essere trattata come un piccolo Comune ma che merita lo stesso status riconosciuto alle altri Capitali. È arrivato il momento di affrontare una volta per tutte la riforma di Roma Capitale, dei poteri e delle risorse che le spettano. Questo tema sarà il vero banco di prova per tutti coloro che aspirano a governare in Campidoglio”.

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Maschera funeraria: Ventidue secoli fa in Egitto, oggi a Modenantiquaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 febbraio 2017

maschera-funerariaModenantiquaria, fino a domenica 19 febbraio a ModenaFiere. oggi a Modenantiquaria: una maschera funeraria è l’opera più antica in mostra.
Occhi spalancati, lunghe ciglia nere stilizzate, labbra che accennano un sorriso. E’ un oggetto dal fascino espressivo senza tempo, che risale a oltre 2.000 anni fa: la maschera funeraria egizia proposta a Modenantiquaria da Ars Antiqua di Milano è datata I secolo a.C. ed è senza dubbio l’opera più antica degli innumerevoli tesori d’altri tempi esposti a Modenantiquaria, fino a domenica 19 febbraio a ModenaFiere.Questa maschera è un ritratto idealizzato del defunto, ed è stata posta sul volto del corpo mummificato: serviva per aiutare lo spirito della persona morta a riconoscere il suo corpo. E’ realizzata in cartonnage, una tecnica che prevede l’applicazione di fogli di lino o di papiro, incollati tra di loro e successivamente dipinti. La maschera risale a una fase di transizione tra il regno tolemaico e la dominazione romana, che vede l’Egitto annesso nel 30 a.C. e nominato provincia da Ottaviano Augusto nel 29 a.C.Questo è solo uno dei preziosi oggetti che si possono trovare a Modenantiquaria, fino a domenica 19 febbraio a ModenaFiere.Modenantiquaria segue i seguenti orari: dal giovedì alla domenica dalle 10.30 alle 20.00. Biglietto intero: euro 15 Biglietto ridotto: euro 12 E’ possibile acquistare online sul sito il biglietto al prezzo ridotto di 12 € (foto: maschera funeraria)

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La Maschera e il volto

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2010

Milano 20 Dicembre Ore 18:30 fino al 13 Gennaio   Personale di Kindia Castelli Gallery Via Cerano 15, Un viaggio intimo e dolcemente irriverente per smascherare la grande dicotomia tra essere e apparire.  Partendo dal suo motto principale, essere sempre se stessi, e un intimo rapporto col ritratto e le brillanti cromie, Kindia riesce a percorrere con le sue tele, un viaggio spirituale ricco di suggestioni e pura sensualità. L’evento, non vuole essere una semplice mostra fine a se stessa, ma uno spunto di riflessione e per tanto aperta a chiunque voglia aprire la sua mente e iniziarla a una ricerca di se stesso e del proprio percorso. Al seguito, vi sarà un reading basato sulle letture di brani del drammaturgo Luigi Pirandello
La Castelli Gallery è una realtà giovane voluta dal mecenate e imprenditore Alberto Castelli come qualcosa di distante dalla tipica galleria d’arte, è bistrot elegante in cui ci si può soffermare ad osservare il bello, conoscere la realtà culturale e artistica che ci circonda. Non mancano in questo ritrovo culturale, sicuramente musica e reading poetici per un contatto con l’arte a 360 gradi.
Kindia: Nata a Palermo nel 1973, si diploma al Liceo Artistico di Palermo, prosegue poi gli studi artistici diplomandosi presso l’Accademia delle Belle Arti nel corso di pittura. Pittrice e disegnatrice, dopo attente e accurate ricerche ha creato uno stile e una tecnica personalissimi, un eleganza esclusiva e raffinata frutto del binomio esplicito tra l’Arte e le sue linee. La preferenza di forti contrasti di chiaroscuro e il fascino per tonalità ricche, ed i passaggi da una tinta all’altra, sono tutti elementi pittorici che fanno parte del suo stile. La carriera artistica di Kindia ben si adatta a rappresentare gli ideali figurativi dei giorni nostri. (madame)

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Omaggio a Totò, Maschera, Principe e Poeta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 aprile 2010

Napoli, 15 aprile 2010 alle ore 10.30 si terrà presso la Basilica di Santa Maria della Sanità, nel quartiere che diede i natali a Totò e in occasione del 43° anniversario della scomparsa, la  presentazione del film documentario, dedicato ad Antonio de Curtis: “Omaggio a Totò, Maschera, Principe e Poeta”, (dopo l’anteprima mondiale di Genova). La lavorazione del film ha avuto inizio nel quarantesimo anniversario della morte del Principe, si è protratta per oltre due anni e  recentemente ha ottenuto il nulla osta per la distribuzione cinematografica dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per il Cinema. La manifestazione è organizzata da Alberto De Marco, poeta e scrittore di origine salernitana, Presidente dell’Associazione Amici di Totò… a prescindere – Onlus, da Mario De Rossi, scrittore e giornalista, Delegato di Napoli, da Elisabetta Campelli, Rappresentante dell’Associazione “Un Tetto Insieme” e da Ermelinda Federico, Direttore di INCIPIT centro studi e agenzia letteraria. L’importante iniziativa si svolgerà con il Patrocinio Morale del Comune di Napoli – Assessorato alle Politiche Sociali. Ospite d’Onore, l’attore Carlo Croccolo, per antonomasia, l’erede  artistico di Totò, che declamerà alcune poesie del Principe Antonio de Curtis. In apertura, la presentazione dell’iniziativa culturale da parte dei curatori: Alberto De Marco, Mario De Rossi ed Ermelinda Federico. Previsto poi il saluto dello stilista Elio Fiorucci e di Don Antonio Loffredo, Parroco della storica Basilica di Santa Maria della Sanità, nonché Direttore delle vicine Catacombe di S. Gennaro. Seguirà un intermezzo musicale della giovane cantante Diletta Pagano e di Paolo Pezzella già tenore dell’Accademia di Santa Cecilia in Roma, accompagnato dal violino di Elena Pezzella dell’Orchestra Giovanile di Santa Cecilia. Presenterà l’attore Angelo Blasetti. Interverrà Arnaldo Ninchi, il regista del film, l’attore già Presidente del Teatro Stabile di Trieste, declamerà una memorabile pagina poetica di Antonio de Curtis dedicata a Napoli. Parteciperanno altresì: Alberto De Marco, autore e sceneggiatore, nonché Vincenzo De Sio, special guest director. Il film è arricchito da alcune immagini inedite di Totò, trovate a Roma dall’autore del film in modo rocambolesco nel mercato di  “Porta Portese”. Durante la manifestazione saranno esposte alcune opere pittoriche dei Maestri: Irio Ottavio Fantini, il pittore del Vaticano, giornalista e autore di programmi di radio vaticana e Aniello Torretta, recentemente scomparsi, ai quali è dedicato il film documentario. Sarà presente Rai International con una troupe per riprendere l’evento: lo Special sarà trasmesso in diretta e in alcuni continenti in differita, in riferimento ai fusi orari.
L’iniziativa di presentazione a Napoli del film documentario “Omaggio a Totò, Maschera, Principe e Poeta” nasce dalla collaborazione tra INCIPIT centro studi e agenzia letteraria e l’Associazione Amici di Totò… a prescindere – Onlus, con l’intento culturale di favorire la conoscenza e lo studio della figura umana e artistica di Totò.
Per il film documentario “Omaggio a Totò, Maschera, Principe e Poeta”, è nota la finalità sociale: il ricavato ottenuto dalla distribuzione del film sarà devoluto integralmente dal produttore “Associazione Amici di Totò… a prescindere! – Onlus”, unitamente al 5 X 1000 della prossima dichiarazione dei redditi a favore della Onlus, ad un progetto di solidarietà che nascerà in sinergia con l’Associazione “Un Tetto Insieme”  per contrastare il disagio mentale attraverso la realizzazione di una Community Housing per sofferenti psichici, che possa garantire ad essi una residenza protetta, cure e riabilitazione, reinserimento sociale e lavorativo. (Alberto De Marco)

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Giustizia che trasforma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2010

Tra gli appunti sparsi disordinatamente sulla scrivania ho ritrovato un mio vecchio articolo sulla Giustizia e sul Carcere, facce della stessa medaglia che dovrebbero trasformare al cambiamento di mentalità  il colpevole e rendere migliore l’intera società. Le parole su questa pagina ingiallita dagli anni trascorsi, possono ancora essere utili per pensare a  quanti vivono nella marginalità, emarginando gli altri, e così facendo si crea una vera  “giustizia ingiusta”, che poggia le fondamenta su due basi: il mancato riconoscimento dei diritti altrui, e il fatto di confondere ottusamente l’omertà con la solidarietà.  Due atteggiamenti di comodo, dettati da una necessità  di sopravvivenza che però si maschera da “giustizia sociale”. Quando si sta ai margini, ogni situazione, ogni limite e distanza, sono usate per giustificare le proprie azioni, la colpa è sempre degli altri che non ascoltano, non aiutano, rimangono indifferenti, eppure anche se povertà e solitudini creano ingiustizie, non sono sufficienti ad assolvere alcuno dalle proprie responsabilità. Quale giustizia e quale pena possono arginare l’illegalità diffusa, la furbizia assunta a valore, la violenza cresciuta professionalmente ed economicamente, se il carcere continua a essere il luogo nel quale più di ogni altro si genera e si rigenera l’esclusione. Sebbene nel suo perimetro chiuso non ci siano eroi, ma unicamente uomini sconfitti, la pratica diventa metodo consolidato, si muore attaccati a una corda,  si muore inascoltati da una giustizia che momentaneamente è nella posizione di non potere vedere le sue tante ingiustizie. Per un detenuto, per un operatore, per una società che è comunque e sempre coinvolta nella sua opera di risanamento, dovrebbe significare che il tempo non sia un  tragitto che scivola addosso, con poca importanza e nessuna dignità. C’è necessità di partecipare a una buona Giustizia, a un carcere davvero utile, che non  renda oltremodo inumana la disumanità. Su questi pilastri della convivenza civile non è sufficiente dire la propria usando toni aspri, dialettiche violente, forse occorrerà partecipare con la forza delle idee, con atteggiamenti che non banalizzano un problema che sta minando la percezione di equità e compassione. La Giustizia è dimensione che ha bisogno di buona volontà  per migliorare le cose e  le persone, anche dentro una cella, ma per non concorrere a una civiltà che muore, non dobbiamo accontentarci di avere dei  numeri, degli oggetti ingombranti, ma uomini da aiutare per diventare a propria volta perni su cui fare girare tanti altri in difficoltà. Parlare di ciò è anche un po’ il pane del perdono, quel segno tangibile di una riconciliazione, un senso ritrovato nell’onore riconquistato, un pane e una dignità meritati sul campo, sul terreno fertile di una giustizia e di una pena a misura di uomo. (Vincenzo Andraous)

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Karina Bisch: Chiaro di Luna

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2009

Milano fino al 30/1/2010 via Ciro Menotti, 9 Fluxia L’immagine che Bisch ha deciso di veicolare assieme al comunicato stampa di questa mostra raffigura L’inconnue de la Seine, ritratto estremamente popolare fra gli artisti di inizio Novecento. La giovane donna che sorride algidamente ad occhi chiusi e’ un’ immagine misteriosa dalla quale innumerevoli intellettuali hanno tratto ispirazione. La maschera mortuaria di questa dama non identificata, il cui corpo emerse dalle acque della Senna, e’ divenuta oggi il simbolo non solo della belle epoque parigina, ma di una certa bohe’me mitteleuropea.  La pratica di Karina Bisch adopera stilemi modernisti non come fine, ma come strumento applicabile in qualsiasi settore di ricerca. Essa presuppone una capacità di analisi radicale sulla sensibilità delle cose, delle forme e dell’ estetica in genere. Chiaro di luna e’ una citazione riferita sia ad un clima mercuriale e tragicamente clownesco, sia alla piu’ nota composizione di Arnold Schoenberg Pierrot Lunare, basata sulla poesia simbolista di Albert Giraud. Pierrot, eroe malinconico, esprime il suo ambiguo carattere attraverso un’ immagine romantica e deformata, espressiva e grottesca, cantando alla luna la sua angoscia. Dopo molti tormenti e attimi di puro cinismo, egli torna alla sua patria invocando, nell’ultimo brano, “l’antico profumo dei tempi delle fiabe”. Karina Bisch – nata nel 1974 a Parigi, Francia – vive e lavora a Parigi. (karina)

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Ennesima strage a Kabul

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2009

La sensazione di profondo dolore che mi attanaglia per la scomparsa di sei soldati italiani a Kabul, oggetto oggi di attentato dinamitardo degli estremisti talebani, si scontra con lo sdegno, sicuramente comune ai molti, nel dover sentire i costernati messaggi di cordoglio di chi ha la responsabilità umana e politica di tanto sangue italiano versato, di chi sfrontatamente maschera il proprio volto con la costernazione e finta tristezza non ascoltando le urla della propria coscienza e di quella collettiva.” Così Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, manifesta i propri sentimenti per la strage di Kabul, convinto di interpretare le emozioni di molti e soprattutto di coloro che sono chiamati a difendere il suolo nazionale e di coloro che assicurano la sicurezza nel suolo nazionale. “Il paradosso della vicenda che coinvolge le nostre coscienze – continua il leader del Coisp – è la mancanza di consapevolezza dell’essere entrati in guerra ormai da tempo e di ritrovarsi ogni tanto a celebrare morti, anzi eroi, che non solo non vengono riconosciuti da una società civile distante dall’idea stessa della conflittualità esistente, ma anche da chi, responsabile politico, disarciona il concetto stesso di guerra per rifugiarsi in quello di “missione di pace”. Grave, gravissimo orientamento dimostrato dalla nostra classe dirigente, insufficiente, paradossale, lontana anni luce dagli apparati che reggono le stabilità della difesa del suolo o che ne assicurano la interna civile convivenza. Combattere contro un nemico non schierato, affrontare le nuove dinamiche della “guerra espressiva” fatta di assenza di frontalità, permeata dal vuoto delle regole, condotta per la realizzazione di atti terroristici interpretabili come eventi mediali, richiede un elevato standard di professionalità che, come a noi poliziotti arcinoto, scarsamente è sorretto dalle borse del politicante di turno. Richiede inoltre una vera presa di coscienza delle elité politica e, a cascata, della società civile tutta. Noi sappiamo, come poliziotti, quanto grave sia la sensazione di isolamento in cui versa chi, come noi e i colleghi della Difesa per le loro competenze, deve affrontare i grandi temi della sicurezza conscio del rischio quotidiano, del tributo umano sacrificato ogni giorno sull’altare della propria identità, spesso sconosciuta ai più e nascosta dal Vertice indifferente”.

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Apertura della summer school 2009

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2009

Venezia Giudecca 24 Luglio 2009, ore 11.00 Galleria Food & Art (Cantieri Toffolo ) si terrà una conferenza stampa alla quale parteciperanno Luana Zanella Assessora alla Produzione culturale del Comune di Venezia Adriano Iurissevich Vicepresidente Accademia Teatrale Veneta  Responsabile della Summer School Renato Gatto Direttore Didattico Accademia Teatrale Veneta per presentare l’apertura della summer school dal 26 luglio al 5 settembre presso l’ex-convento SS. Cosma e Damiano alla Giudecca incentrata sullo studio della maschera teatrale secondo varie modalità e tradizioni. I corsi rientrano, a partire da quest’anno, nell’attività formativa dell’Accademia Teatrale Veneta dopo essere stati organizzati per molti anni nell’ambito del Centro Internazionale della Maschera di Veneziainscena. Il momento principale è costituito dal Laboratorio Internazionale di Commedia dell’Arte (dal 2 al 29 agosto) diretto da Adriano Iurissevich e giunto quest’anno alla quattordicesima edizione. Nelle passate edizioni più di 400 giovani allievi da 25 paesi hanno potuto vivere a Venezia, città dalla profonda vocazione teatrale e dalla apertura internazionale, un’importante esperienza di apprendimento e di scambio interculturale nella tradizione della Commedia dell’Arte che è per definizione “armonia di diversi linguaggi”. In 180 ore nell’arco del mese si affronteranno le diverse discipline inerenti all’universo Commedia dell’Arte per arrivare a un momento finale di rappresentazione, il 29 agosto in campo Santa Margherita.  La consolidata equipe di insegnanti è costituita da specialisti di spessore ed esperienza europea quali: Adriano Iurissevich (Maschere improvvisazione e canovacci), Renato Gatto (Tecniche vocali), Stefano Perocco di Meduna (Costruzione della maschera in cuoio), Andrzej Leparski (Pantomima e acrobatica), Bob Heddle Roboth (Scherma teatrale), Nelly Quette (Danze popolari e di corte). Gli altri corsi attivati sono: Maschera di Commedia Greca, dal 27 al 31 agosto (ins. Adriano Iurissevich) e Maschera Neutra e Maschera Larvale dal 31 agosto al 4 settembre (ins. Andrzej Leparski).  Dopo questo appuntamento estivo, l’Accademia riprenderà l’attività ad Ottobre 2009 con il Laboratorio propedeutico di un mese che precederà le audizioni per l’ammissione all’A.A. 2009/2010. http://www.accademiateatraleveneta.it

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Mostra di disegni di Paz ispirati a poesie di Prévert

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 luglio 2009

AndreaSan Benedetto del Tronto (AP) 25 luglio – 3 settembre 2009 Inaugurazione: sabato 25 luglio, ore 18,30 Palazzina Azzurra, viale Bruno Buozzi, 14  Andrea Pazienza disegna Jacques Prévert. In 17 tavole si animano su quei fogli 3 componimenti della sua opera: “tentativo di descrizione di un banchetto in maschera a Parigi, Francia”, “Lo spazzino (balletto)” e la pièces teatrale “entrate e uscite”.  In questa opera assolutamente inedita che Paz dedica al suo insegnante Sandro Visca (il mitico Visca, poi ritratto in mille altre caricature, e nelle primissime storie di Andrea, fino agli omaggi in Pentothal e Zanardi),  lo sperimentalismo grafico, la visionarietà e la capacità narrativa raggiungono una maturità sbalorditiva. Sono tavole dense e complicate, realizzate eppure con un tratto semplice, essenziale. Andrea traendo linfa da Prévert rappresenta l’orrore,  la violenza, lo stupro, senza perdere mai di vista  l’utopia e  la bellezza attraverso un segno comico-grottesco, iperbolico. Molti i suoi modelli figurativi: i Jacovitti e Disney, le avanguardie, e anche quel Heins Edelmann di  “Yellow submarine”, di cui qui vediamo riprodotta la icona di Ringo Starr, in mezzo a Snoopy, barbudos  guerriglieri, capitalisti in cilindro, l’ Uomo Mascherato, uomini-pipa … Paz   ha saputo mettere  in scena    un immaginario insieme antico e  attualissimo, fatto di personaggi pubblici, entità fiabesche, oggetti animati, mezzi busti, citazioni, frammenti,  Magritte e Alice … Cos’hanno in comune  Prévert e Pazienza? Il primo, dopo aver attraversato il secolo, si è spento proprio  nel  1977, quando il talento dell’altro con Pentothal e sulla scia della contestazione raggiungeva la sua consacrazione. Paz morì  tragicamente appena 11 anni dopo,  simbolo di una generazione che, come scrisse Tondelli, “non ha mai  realmente, creduto a niente, se non nella propria dannazione”, anche se   questa  dannazione  ha saputo raccontarla  con  leggerezza, fantasia e  senso del comico. In occasione dell’esposizione viene presentato da Fandango Libri, con la prefazione di Fernanda Pivano, il catalogo della mostra, in libreria dal prossimo autunno. (andrea)

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