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Posts Tagged ‘mascherina’

Scuola: I presidi del Lazio raccomandano la doppia mascherina

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

È notizia dei giorni scorsi che l’associazione presidi del Lazio ha invitato i Dirigenti Scolastici a raccomandare l’uso della doppia mascherina per studenti e docenti, anche alla luce della “scarsa qualità di alcune finiture di DPI (dispositivi di protezione individuale) messe a disposizione della struttura commissariale dell’emergenza”, si legge nel comunicato.È dunque evidente che i Dirigenti Scolastici sono pienamente consapevoli della situazione per nulla sicura in cui si trovano i lavoratori della scuola e gli studenti, situazione che USB, insieme a Rete Iside ONLUS e agli studenti di OSA, denuncia dall’inizio dell’anno scolastico.Sulle mascherine di scarsa qualità, prodotte da FCA, dopo aver chiesto conto all’IIS della scarsa vestibilità dei primi lotti, abbiamo sporto denuncia alla Procura della Repubblica di Roma e alla Procura regionale del Lazio presso la Corte dei Conti, avendone riscontrato la non rispondenza ai parametri stabiliti dal Dpcm 17 marzo 2020 n.18 in relazione al “potere filtrante”, sulla base delle analisi di Archa srl (società accreditata da Accredia, ente designato dal governo italiano ad attestare competenza, indipendenza e imparzialità dei laboratori che verificano la conformità di beni e servizi alle norme). Le analisi dicono infatti che le mascherine pediatriche hanno un potere filtrante dell’83-86% (invece del 98% previsto dalla norma), mentre quelle per adulti un potere filtrante dell’89-90% (invece del 98%).A questo punto, vista l’iniziativa dei Dirigenti Scolastici del Lazio, chiediamo ai Dirigenti Scolastici di tutta Italia, su cui da un anno viene scaricata la totale responsabilità della gestione della difficile situazione creata dalla pandemia, a fronte della scarsità di risorse loro assegnate e della mancanza di una reale pianificazione nazionale da parte del MIUR, di farsi parte attiva e fare pressione sul Ministero, perché le mascherine fornite alle scuole – ricordiamo che quelle di FCA Itali sono ben11 milioni di mascherine al giorno, il 70% del fabbisogno delle scuole italiane – siano adeguate al rischio per la salute che studenti e lavoratori effettivamente corrono. Che facciano questa richiesta direttamente al neoinsediato ministro Bianchi.In questo senso ribadiamo, come facciamo ormai da settembre, che la richiesta deve essere quella di mascherine FFP2 per tutti, visto l’elevato numero di ore quotidiane che le comunità scolastiche trascorrono insieme. I Dirigenti Scolastici sono stati lasciati soli dal Ministero e su di loro cade la responsabilità civile e penale della salute e della sicurezza dei lavoratori e degli studenti. Si facciano per questo parte in causa e pretendano quella sicurezza che sappiamo tutti bene non ci è garantita da ormai un anno!

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La mascherina che uccide il Covid-19

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2021

By Pier Luigi Ciolli. Una speciale mascherina “killer” a 5 strati con nanoparticelle in rame potrebbe realisticamente rallentare i contagi fino a debellare il Coronavirus, e altri virus.La nuova mascherina a 5 strati non solo proteggerebbe dal Coronavirus (come le FFP2, FFP3 e KN95, le uniche in grado di bloccare il virus in entrata) ma riuscirebbe persino a ucciderlo non appena entra in contatto con esso.In realtà i prototipi sono due: l’originale che contiene cinque strati (strato idrorepellente, 1° strato, strato nanotecnologico antivirale, 2° strato filtrante, strato idrofilo ipoallergenico) e una versione più recente che contiene quattro strati, con uno strato di filtraggio in meno, che la rende leggermente più traspirante in termini di traspirabilità e quindi più confortevole. Le attuali maschere chirurgiche convenzionali comunque bloccano il virus, ma questo può rimanere sopra alla mascherina stessa e comunque rimanere “vivo” e contagioso per chi dovesse toccarla senza adeguate protezione o corretto smaltimento. Le mascherine includono uno strato idrorepellente all’esterno – per ridurre l’inalazione di goccioline di saliva e muco che trasportano Covid – lo strato nanotech antivirale tra due strati filtranti e uno strato più interno traspirante ipoallergenico. Questa mascherina invece potrebbe davvero essere rivoluzionaria. È stata progettata dallo scienziato della Nottingham Trent University ed esperto di nanotecnologie, Gareth Cave, ed è ora commercializzata dalla società spin-out della NTU Pharm2Farm nella BioCity di Nottingham. Se tutto va bene, la produzione potrebbe prendere il via a inizio febbraio.L’idea della mascherina “killer” è venuta a Cave appena è scoppiata la pandemia. Ed è stato possibile realizzarla e testarla grazie a un finanziamento di 60mila sterline (circa 68mila euro) messo a disposizione dal governo britannico proprio per incentivare la ricerca contro il Covid. Successivamente la Pharm2Farm è riuscita a raccogliere investimenti per 5 milioni di sterline (circa 5,7 milioni di euro) da investire nella produzione.I test sono stati condotti nei laboratori indipendenti del Virology Research Services di Londra, che gli ha conferito la certificazione ISO 18184, che determina i requisiti dell’attività antivirale dei prodotti tessili.
Quando è arrivata la pandemia si è iniziato a dire che il virus poteva sopravvivere su superfici come il vetro e l’acciaio inossidabile per giorni, mentre sul rame muore all’istante. Cosa che si sapeva già, in realtà, perché documentata con la sindrome respiratoria del Medio Oriente e l’influenza suina. Pharm2Farm era già conosciuta per il suo importante lavoro con le nanotecnologie e prima della pandemia aveva già sviluppato nanotecnologie contenenti rame. “In realtà stavamo producendo particelle di rame come integratori per il cibo animale, quindi il rame è essenziale in molte diete diverse, sia che si tratti di piante, animali o animali d’allevamento”, ha spiegato Cave.Di fatto, questa speciale mascherina utilizza la nanotecnologia per uccidere i virus, dal Covid-19 all’influenza. Invece del solito design a tre strati, questa mascherina chirurgica a cinque strati include uno strato interno antivirale aggiuntivo che incorpora nano-rame creato utilizzando un processo brevettato proprio all’interno dell’università.Il rame emette ioni una volta a contatto con un virus e questo crea un’interazione con il materiale genetico del virus stesso, facendolo morire e bloccandone la riproduzione. Grazie alla loro forma sferica, le nanoparticelle hanno un’ampia superficie che le rende ancora più efficaci nell’uccidere il virus. Lo strato interno antivirale garantisce una protezione aggiuntiva sia per chi lo indossa che per chi si trova nelle vicinanze.
I test hanno dimostrato che le mascherine, di tipo IIR, offrono una capacità filtrante del 99,98% e un’efficienza del 90% nel distruggere i virus del Covid-19 e dell’influenza, in 7 ore. Cave ha precisato che 7 ore era il tempo massimo per l’azienda che ha effettuato il test, il che potrebbe significare che uccide il virus molto più a lungo dopo quel periodo. I test sono stati condotti nei laboratori indipendenti del Virology Research Services di Londra, che gli ha conferito la certificazione ISO 18184, che determina i requisiti dell’attività antivirale dei prodotti tessili.Appena ottenuto il marchio CE, la mascherina potrà essere commercializzata in tutta Europa. “Abbiamo da poco acquisito un macchinario per la produzione che inizierà tra qualche settimana e a febbraio potremo distribuire i primi lotti. Abbiamo già avuto richieste da diversi Paesi, Italia compresa” ha detto.Ora, “è entusiasmante vedere la nostra tecnologia andare avanti e avere un impatto reale nella lotta contro la diffusione del Covid-19”, ha affermato Cave. “La mascherina che abbiamo sviluppato ha dimostrato di inattivare i virus al contatto. Lo strato antivirale uccide il virus che è stato bloccato dagli strati del filtro. La sfida con le maschere chirurgiche convenzionali è che quelle non hanno un meccanismo attivo per ucciderlo una volta che viene intrappolato. Uccidendo il virus al contatto, significa anche che la mascherina facciale usata può essere smaltita in sicurezza e non essere una potenziale fonte di trasferimento passivo”. Appena ottenuto il marchio CE, la mascherina potrà essere commercializzata in tutta Europa. “Abbiamo da poco acquisito un macchinario per la produzione che inizierà tra qualche settimana e a febbraio potremo distribuire i primi lotti. Abbiamo già avuto richieste da diversi Paesi, Italia compresa” ha detto.Le mascherine dovrebbero entrare in produzione a Nottingham alla fine di gennaio ed essere disponibili in commercio da dicembre 2021 per le strutture sanitarie, di trasporto e di ristorazione. Il loro costo dovrebbe aggirarsi attorno a 1,50 dollari per mascherina, cioè circa 1,25 euro.Cave è comunque certo che, anche se la pandemia finisse domani, le mascherine sarebbero ancora una parte importante delle nostre vite perché aiutano ad uccidere anche altri virus.Intanto, anche la società svizzera Livinguard ha messo a punto una mascherina, lavabile e utilizzabile per 7 mesi, in grado di inattivare batteri e virus che entrano in contatto con il tessuto, grazie a una tecnologia brevettata e testata dall’Università RWTH di Aquisgrana e la Libera Università di Berlino, secondo cui sarebbe efficace al 99,9% contro il Coronavirus.Testo estratto da https://quifinanza.it/innovazione/video/mascherina-5-strati-uccide-covid-cave/456576/

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Quando bisogna indossare la mascherina?

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2020

Il Consiglio dei ministri nella seduta del 7 ottobre ha approvato, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro della salute Roberto Speranza, il Decreto Legge Misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 e per la continuità operativa del sistema di allerta Covid, nonché per l’attuazione della direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno 2020, che introduce l’obbligo di avere sempre con sé le mascherine. Queste dovranno essere indossate, non solo nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, come in passato, ma più in generale nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e anche in tutti i luoghi all’aperto. Fanno eccezione i casi in cui, per le caratteristiche del luogo o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi. Sono fatti salvi i protocolli e linee-guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali. Nei luoghi di lavoro continuano, quindi, ad applicarsi le vigenti regole di sicurezza. Fatte salve anche le linee guida per il consumo di cibi e bevande.Restano esclusi dall’obbligo di indossare la mascherina i bambini di età inferiore ai sei anni, le persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina e coloro che, per interagire con questi ultimi, versino nella stessa incompatibilità. Inoltre, l’uso della mascherina non sarà obbligatorio durante lo svolgimento dell’attività sportiva. In comunità possono essere utilizzate mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate, che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso. Non è utile indossare più mascherine chirurgiche sovrapposte. L’uso razionale delle mascherine chirurgiche è importante per evitare inutili sprechi di risorse preziose.” Dal Ministero della salute: (http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioFaqNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=235#18) (fonte: ANCC Ciolli Camperisti)

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Scuola: Via la mascherina se il distanziamento è rispettato. Nuova indicazione del CTS

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Rimangono i dubbi di Anief per i trasporti anche sotto i 15 minuti. Per Marcello Pacifico diventa essenziale arieggiare spesso i locali e comunque educare gli studenti al rispetto delle nuove indicazioni sulle norme anti COVID-19 alla ripresa delle lezioni fuori e dentro l’aula. Intanto in Sicilia ogni istituto potrà decidere di aprire dopo il 24 anche se non sede elettorale. Le regioni dove si parte il 24 sono, oltre alla Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Calabria e Puglia.A meno di due settimane dalla riapertura della maggior parte delle scuole e a poche ore dal ritorno a scuola di una parte dei giovani delle superiori risultati insufficienti in una o più discipline a seguito degli scrutini di giugno, giunge l’indicazione ufficiale del Comitato Tecnico Scientifico sull’utilizzo delle mascherine all’interno degli istituti scolastici: secondo gli esperti si può stare in classe seduti al banco senza mascherina ma solo se c’è la distanza minima di almeno un metro e prendere i bus sotto il tragitto dei 15 minuti di percorrenza. Inoltre, la mascherina potrà essere imposta dall’autorità sanitaria in base al trend epidemiologico.Secondo il leader dell’Anief, Marcello Pacifico, “le ultime aperture del comitato tecnico scientifico anche sui trasporti cercano di superare i diversi ostacoli ancora in campo. Ma rimangono dubbi sugli spazi ancora insufficienti nonostante i primi sforzi del Governo dopo anni di tagli. Stesso discorso per gli organici, per i quali il giovane sindacato chiede la trasformare in organico di diritto anche per quei 70 mila posti annoverati per fronteggiare l’emergenza COVID”.Niente mascherina in classe se gli alunni sono collocati a una distanza minima di 100 centimetri uno dall’altro: partirà così la scuola, poi si vedrà strada facendo. Il dato epidemiologico, le conoscenze scientifiche e le implicazioni organizzative riscontrate – scrive Orizzonte Scuola – potranno determinare una modifica delle raccomandazioni proposte, anche in relazione ai differenti trend epidemiologici locali, dall’autorità sanitaria che potrà prevedere l’obbligo della mascherina anche in situazioni statiche con il rispetto del distanziamento per un determinato periodo, all’interno di una strategia di scalabilità delle misure di prevenzione e controllo bilanciate con le esigenze della continuità ed efficacia dei percorsi formativi.

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Lettera 150, bisogna usare mascherine e saperle usare

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2020

Documento firmato da Crisanti, Condorelli e Valditara. Con settembre riprenderanno molte attività lavorative e la scuola riaprirà i battenti dopo mesi di stop. Milioni di persone dovranno tornare a muoversi ad orari determinati, utilizzando mezzi pubblici e frequentando luoghi affollati. “Fattori che rischiano di avere, se non gestiti correttamente, un forte impatto sulla diffusione del coronavirus. Ecco perché è decisivo che si rispettino le regole di base per prevenire il contagio. A partire dall’uso della mascherina. Le mascherine proteggono. Occorre usarle e saperle usare”. A dirlo sono gli esperti di Lettera150, il think tank composto da circa 250 accademici di diverse discipline, nato il 2 aprile scorso per proporre soluzioni efficaci per un’uscita in sicurezza dal lockdown. In un documento firmato da Andrea Crisanti, ordinario di virologia, università di Padova, Gianluigi Condorelli, ordinario di Cardiologia, Università Humanitas, Giuseppe Valditara, ordinario di Diritto romano, Università di Torino, coordinatore di Lettera150, si fissano cinque punti chiave:
1. I decisori pubblici devono dare un’ informazione massiccia e diffusa sull’ uso corretto della mascherina, che non può essere lasciato alla libera interpretazione dei cittadini.
2. Occorre chiarire che solo quelle certificate proteggono, quelle fatte artigianalmente non sono sicure e anzi producono in chi le indossa un fallace senso di sicurezza.
3. Si deve far rispettare rigorosamente l’obbligo di indossare mascherine certificate sui mezzi di trasporto, in tutti i luoghi chiusi o particolarmente frequentati (mercati, bar etc.)
4. Bisogna prevedere l’obbligo delle mascherine chirurgiche a scuola, sia per il personale scolastico che per gli studenti, precisando che le stesse vanno sostituite dopo ogni utilizzo
5. Si devono installare all’ingresso di stazioni e scuole scanner per misurare la temperatura e verificare che la mascherina sia indossata correttamente. Cosa accadrà a settembre sarà determinante per l’evoluzione dell’epidemia nel prossimo autunno-inverno. Tenere sotto controllo i contagi, a partire dallo strumento più economico e sicuro qual è la mascherina, è doveroso.

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Perché portare la mascherina in pubblico

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2020

Un articolo sull’importanza dell’utilizzo delle mascherine in pubblico, a cura di William A. Eaton, laureato ad honorem in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche all’Università di Parma nel 2018, è stato pubblicato da Huffington Post. Il prof. Eaton, MD & PhD Bethesda, Usa, socio straniero dell’Accademia dei Lincei, e il prof. Maurizio Brunori, docente emerito di Chimica e Biochimica, Università di Roma La Sapienza, presidente emerito della Classe di Scienze FMN dell’Accademia dei Lincei, spiegano come un recente studio dimostri quanto le goccioline emesse nel parlare siano un vettore significativo del Covid-19. E l’abitudine ad utilizzare costantemente mascherine per coprire naso e bocca ha consentito ricadute enormemente più contenute in luoghi diversi del pianeta.Secondo l’articolo, “il fatto che a Taiwan la maggioranza dei cittadini abbia usato fin dall’inizio del contagio una mascherina – fornita dal Governo- ha probabilmente contribuito, assieme a una strategia di contenimento intelligente, immediata ed efficace, a contenere il numero di morti che ad oggi sono sei. Uno straordinario risultato se si considera che a fronte di una popolazione leggermente inferiore a quella di Taiwan, nello stato di New York sono stati purtroppo registrati oltre 10.000 decessi. Una drammatica differenza che potrebbe essere a sostegno di una decisione del Governo di chiedere a tutti i cittadini di indossare sempre una mascherina, quando in pubblico.”

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