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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘mascherine’

Gdf: sequestrati 57 milioni di mascherine, ricarichi del 6000%

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2020

Nei primi nove mesi del 2020, sono stati denunciati 1.172 soggetti per i reati di frode in commercio e altri reati, sono stati sottoposti a sequestro circa 57 milioni di mascherine, nonché 765 mila confezioni e 158 mila litri di igienizzanti venduti, fraudolentemente, come disinfettanti. Ricarichi di oltre il 6.000 per cento sui prodotti legati alla lotta alla pandemia. “Bene, ottima notizia! E’ inaccettabile speculare sulla pelle degli italiani, in un momento così grave per il Paese. Abbiamo subito denunciato i prezzi stellari di un’infinità di prodotti, la vergognosa speculazione iniziata fin dal mese di febbraio, la vendita di mascherine farlocche che non avevano alcuna efficacia, prodotti spacciati come anti-Covid, tipo i materassi capaci di allontanare i virus e i batteri durante il sonno” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ora speriamo che chi si è reso responsabile di tali misfatti subisca la giusta condanna” conclude Dona.

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Due miliardi e 200 milioni di mascherine: quasi 9 mila tonnellate da smaltire in un anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Scrive Tuttoscuola: La generazione di Greta in pochi mesi si trova a dover passare dalle borracce a un ulteriore potenziale problema ecologico: lo smaltimento delle mascherine chirurgiche a scuola. Ogni giorno ne verranno consegnate 11 milioni per tutti gli alunni e il personale scolastico. Lo ha comunicato pochi giorni fa il commissario straordinario Domenico Arcuri. Saranno mascherine usa e getta come ha deciso il Comitato tecnico scientifico (Cts) che ha anche stabilito che saranno abbassabili “in condizioni di staticità, con il rispetto del metro di distanza e in assenza di possibilità di aerosolizzazione (es. canto)”.Se la consegna di quell’ingente quantità di mascherine sarà mantenuta per tutto l’anno scolastico, alla fine, considerati i 200 giorni minimi di lezione e senza considerare la coda degli esami di Stato del primo e del secondo ciclo, la distribuzione raggiungerà l’astronomica cifra di due miliardi e duecento milioni di mascherine non riciclabili, usa e getta, da smaltire quotidianamente nella indifferenziata.” Secondo i calcoli di Tuttoscuola, per un peso medio di circa 4 grammi l’una, quei 2,2 miliardi di mascherine da smaltire tra i rifiuti indifferenziati toccheranno il ragguardevole peso di 8 mila e 800 tonnellate. Se si considera anche il peso degli imballaggi in cui vengono racchiuse le mascherine per la consegna alle scuole, lo smaltimento complessivo andrà ad aggravare le operazioni di smaltimento che, come si sa, in alcuni territori sono in difficoltà costante. Per ora in molte scuole sono state consegnate piccole quantità di mascherine, sufficienti per tre o quattro giorni. Sono previsti rifornimenti continui? E in tal caso non si andrà incontro a spese di spedizione e consegna molto più elevate? Il commissario Arcuri ha anche annunciato la consegna alle scuole di 170.000 litri di gel igienizzante per le mani a settimana. Perdurando la consegna per tutto l’anno scolastico, nelle 33 settimane previste a calendario si supereranno i 5,5 milioni di litri di gel, contenuti in circa 11 milioni di flaconi da ½ litro l’uno. Ovviamente anche quei flaconi di gel non sono riciclabili e dovranno essere smaltiti. Per il servizio di raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti solidi urbani (Tarsu) nelle istituzioni scolastiche statali, il Miur corrisponde direttamente ai Comuni, quale importo forfettario, la somma di 38,734 milioni di euro. Alla luce della nuova emergenza, quell’importo (già definito in sede di Conferenza Stato-Città) potrebbe essere ridefinito. Di più su http://www.tuttoscuola.com

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“Le mascherine d’artista del maestro Carlo Iacomucci”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 giugno 2020

di Patrizia Minnozzi. In tempo di pandemia e di isolamento forzato in casa, il maestro Carlo Iacomucci ci delizia la vista e lo spirito, con le sue creazioni frutto di una indomita e inesauribile voglia di “fare arte” nonostante tutte le restrizioni e le privazioni imposte dal momento contingente. Le mascherine d’artista sono un messaggio di speranza per il futuro, rappresentando un simbolo di protezione verso l’esterno, ma al tempo stesso anche un palcoscenico cromatico, quasi un inno alla vita e alla rinascita, di fronte al nemico invisibile che colpisce silenzioso, provocando una sensazione di sgomento e di impotenza. Fuori dai contorni della mascherina, la presenza di un arcobaleno particolarmente vivido, a testimoniare la speranza di un futuro migliore libero, una volta per tutte, dalla malattia e dal dolore. L’arte, ancora una volta, costituisce un’arma molto potente per contrastare gli effetti di questa particolare situazione di solitudine e di isolamento, rappresenta un momento positivo per non farsi venire pensieri negativi e perciò la realizzazione di opere, diventa un motivo in più per riflettere e approfondire temi umanamente e psicologicamente poco piacevoli.
Il messaggio del Maestro Carlo Iacomucci, vuole essere semplicemente un invito a cercare la luce in fondo ad ognuno di noi, per poter arrivare, un giorno non troppo lontano, alla salvezza materiale e spirituale della condizione umana.

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Arcuri, mascherine per maturità e nuovo anno scolastico

Posted by fidest press agency su sabato, 6 giugno 2020

Il commissario Domenico Arcuri ha annunciato che non solo metterà a disposizione 5 milioni e 200 mila mascherine per gli esami di maturità, ma anche che “ci stiamo preparando per dotare tutte le nostre scuole delle mascherine alla riapertura di settembre”.
“Bene, speriamo che questa volta la promessa sia mantenuta, visto che finora è successo raramente” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Sarà bene, comunque, che Arcuri ed il ministro dell’Istruzione Azzolina si preparino in fretta, considerato che, come confermato oggi dal presidente dell’Iss Brusaferro, agli studenti servirà una mascherina al giorno, dal momento che le chirurgiche possono esser utilizzate massimo da 2 a 6 ore e non si possono riutilizzare in sicurezza e, quindi, serviranno, per le sole scuole statali, 7,6 milioni di mascherine al giorno, considerando i dati dell’anno scolastico 2019/2020, quasi 6,7 mln escludendo le scuole dell’infanzia, più di 8,4 mln includendo la paritarie” conclude Dona.

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Antitrust: ok su accordo mascherine

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2020

L’Antitrust ha verificato la compatibilità concorrenziale degli accordi di cooperazione tra imprese per la distribuzione delle mascherine.”Bene. L’eccezionalità della situazione e, soprattutto, la finalità pubblica che sottende l’accordo, di garantire una distribuzione efficace e capillare delle mascherine, devono prevalere rispetto alla possibile restrizione della concorrenza, non essendoci un fine speculativo ed essendo l’accordo limitato nel tempo alla sola fase emergenziale” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Certo che se il Commissario Arcuri avesse svolto il suo ruolo e avesse smistato le mascherine tramite i Comuni, come da noi richiesto, la distribuzione sarebbe stata molto più omogenea e non ci sarebbe stato bisogno di alcun accordo di cooperazione. Speriamo che questo avvenga almeno a settembre per gli studenti, sui quali non devono gravare ulteriori costi oltre a quelli già esorbitanti per libri, corredo, mensa e scuolabus. Serve una distribuzione pubblica fatta tramite le scuole” conclude Dona.

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Servono 2,7 miliardi di mascherine per il prossimo anno. Chi paga?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

Quante mascherine servirebbero per tutto l’anno scolastico 2020-21 a protezione dell’intera popolazione scolastica e del personale, docenti e Ata, nelle scuole statali? Per tutti gli alunni sono previsti almeno 200 giorni di lezione. Per gli alunni impegnati nell’esame di Stato del primo e del secondo ciclo sono da aggiungere ai giorni di lezione altri quattro per le prove scritte e il colloquio finale.
Consideriamo, altresì, un consumo giornaliero di due mascherine al giorno per ognuno dei 6.693.000 alunni (infanzia esclusa). Il fabbisogno complessivo di mascherine sarà di 2 miliardi, 685 milioni e 264 mila mascherine per proteggere per l’intero anno l’intera popolazione scolastica delle scuole statali.Se il costo calmierato per mascherina sarà confermato a 0,50 centesimi, si spenderà oltre un miliardo e 342 milioni di euro per far fronte all’intero fabbisogno.Chi sosterrà la spesa? Se saranno le famiglie ad acquistare per l’intero anno scolastico almeno 400 mascherine (due al giorno), spenderanno 200 euro per figlio. Se saranno le scuole a dovere fornire gratuitamente agli alunni la dotazione giornaliera, ognuna delle 8.094 istituzioni scolastiche avrà bisogno mediamente di un finanziamento aggiuntivo rispetto all’ordinario di quasi 166 mila euro. Senza calcolare i costi di mascherine per il personale. Una cifra impensabile per i bilanci scolastici. Ad esempio un istituto comprensivo (cioè il 60% delle scuole italiane) di medie dimensioni riceve dal Ministero dell’istruzione fondi per il funzionamento didattico e amministrativo inferiori a 30 mila euro l’anno.I 331 milioni stanziati dal DL 34 “Rilancio” a favore delle istituzioni scolastiche per fronteggiare l’emergenza sanitaria non bastano, occorrerebbe un altro miliardo solo per pagare le mascherine. Chi ha fatto i conti ha sottostimato la spesa, oppure c’è dietro una decisione ben precisa, ossia che siano le famiglie a doversi far carico di questa spesa? Per gli imminenti esami di maturità il documento è chiaro a riguardo: “Il candidato e l’eventuale accompagnatore dovranno indossare per l’intera permanenza nei locali scolastici una mascherina chirurgica o di comunità di propria dotazione”…Dopo la carta igienica, le salviette per le mani, le risme per le fotocopie, che tante scuole sono ancora purtroppo costrette a chiedere ai genitori degli studenti (è brutto ricordarlo, ma è la triste verità, ed è anche rappresentativa del rilievo che si dà alla scuola nel bilancio generale), le famiglie italiane – povere o ricche – dovranno farsi carico anche di questa spesa?Se a settembre a scuola invece delle mascherine si usassero le visiere?
Negli USA alcuni studiosi sostengono che gli schermi facciali (le visiere trasparenti in plexiglas o altro) possano rappresentare una scelta migliore delle mascherine. Se ne parla in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Jama da parte di studiosi statunitensi. Gli schermi facciali possono essere prodotti e distribuiti in modo rapido e conveniente: non richiedono materiali speciali per la fabbricazione e le linee di produzione possono essere riconvertite abbastanza rapidamente. Numerose aziende lo hanno già fatto (anche in Italia), pertanto la loro disponibilità è attualmente buona.

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Lazio: Le mascherine “fantasma” e problemi epidemiologici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

“Noi non muoviamo accuse tanto per criticare, capiamo le difficoltà che ci sono state, ma non crediamo che il contenimento dell’epidemia nel Lazio sia merito della maggioranza, piuttosto è dovuto al provvedimento nazionale di fermo delle attività e divieto degli spostamenti.Il problema del Lazio è il doppio ruolo di Zingaretti: non può lamentarsi dei ritardi del governo sull’erogazione della CIG, essendo segretario del principale partito della coalizione.Illogico anche il comportamento dei consiglieri della sua maggioranza che muovono critiche ai provvedimenti dell’esecutivo quando avrebbero dovuto dedicarsi a sciogliere quei nodi burocratici che rallentano i tempi di accesso agli strumenti di sostegno economico per chi è in difficoltà.Sul caso mascherine nulla ha funzionato, come implicitamente ammesso anche da Zingaretti. Molti esponenti di maggioranza si sono lamentati dei ritardi e delle insufficienti distribuzioni di mascherine ai sanitari. Pur comprendendo le difficoltà del momento, non possiamo giustificare l’affidamento di una commessa da 35milioni di euro ad una società che ha 10.000 euro di capitale .Solo Fdi ha chiesto di affrontare il caso, la maggioranza non ha voluto parlarne né in Commissione Protezione Civile, né davanti al Comitato di Controllo Contabile, ma abbiamo continuato la battaglia per la trasparenza ed i fatti ci hanno dato ragione. I responsabili sono facilmente individuabili e se hanno infranto la legge dovranno essere rimossi dall’incarico. Sul fronte economico la Regione Lazio non può essere penalizzata dal doppio incarico di Zingaretti. Mancano poche ore al 18 Maggio, se il governo non si muove la Regione deve fare pressione su Conte affinché si decida ad emanare le indicazioni sulla riapertura alle aziende, altrimenti rischiamo che i cittadini si sentano presi in giro .Basta proclami con cifre sballate,come il provvedimento di 23ml di euro per il contributo affitti di negozi e laboratori che non è stato più varato. Noi abbiamo presentato proposte concrete, non ci è stato neanche risposto. In questa fase di sospensione della democrazia era indispensabile maggiore disponibilità al confronto. Troppi provvedimenti sono stati calati dall’alto senza discussione. In questa complessa e drammatica congiuntura è stato un errore sottrarsi dai consigli e dalle commissioni. Ci interessano battaglie nel merito delle questioni e per l’interesse dei cittadini, non per interesse di parte.” Così nel suo secondo intervento Fabrizio Ghera, capogruppo di Fdi alla Regione Lazio.

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La questione delle mascherine è risolta?

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

Per il Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, l’accordo raggiunto con le associazioni dei distributori e farmacie (Federfarma e Assofarm) permette di concorrere alla soluzione della questione mascherine.”Purtroppo la questione delle mascherine è del tutto irrisolta. Quand’anche fossero mantenute le promesse, cosa finora mai avvenuta, l’approvvigionamento previsto è del tutto inadeguato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Considerato che in Italia risiedono più di 60 milioni di persone, e che quando il consumatore le trova in farmacia ne acquista più di una, è evidente che 19 milioni di mascherine per tutto il mese di maggio, 9 dai distributori e 10 promesse da Arcuri, sono del tutto insufficienti. Anche i 20 milioni previsti a settimana, a partire dal mese di giugno, per quanto siano un passo avanti, non possono bastare. Gli italiani avrebbero dovuto averle con la partenza della fase 2 e l’introduzione dell’obbligo di indossarle, non a partire da fine giugno” conclude Dona.

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Le mascherine ai cuochi fanno più danno che bene

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

Il presidente Ristoworld Italy Marcello Proietto di Silvestro ha inviato una nota all’Inail che assieme all’Istituto Superiore di Sanità ha licenziato un contestato piano per la riapertura della ristorazione post Covid 19. Desidero richiamare l’attenzione – scrive Proietto di Silvestro – su un passaggio del piano redatto da Inail e Iss a proposito della riapertura della Ristorazione. Cito: “In particolare per il personale di cucina, in condivisione di spazi confinati, va indossata la mascherina chirurgica; dovranno essere utilizzati altresì guanti in nitrile in tutte le attività in cui ciò sia possibile…». «Come da protocollo in materia sanitaria covid 19 indice sicurezza – scrive ancora Proietto assieme allo chef patron Pasquale Vinci delegato Ristoworld Italy per la città di Agrigento – si evidenzia una sostanziale e insormontabile difficoltà logistica nella pratica dello stesso. Nello specifico, l’uso delle mascherine in cucina. Come ben si sa uno chef vive di emozioni olfattive. Usando la mascherina, che copre bocca e naso, tutto viene meno e, inoltre, sussiste un altro problema sanitario. In cucina sono presenti tre fattori: alte temperature, massicce quantità vapore, areazione forzata. Queste tre condizioni fanno si che la mascherina vada in saturazione forzata in brevissimo tempo nuocendo all’attività polmonare e respiratoria di chi opera». Opportuno dunque l’utilizzo della visiera di protezione certificata all’interno della cucina ma non la mascherina.

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Obbligo mascherine nelle scuole italiane

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2020

Interviene l’Unione Nazionale Consumatori sull’ipotesi di rendere obbligatorie le mascherine in tutte le scuole italiane.”In tal caso le mascherine vanno distribuite gratuitamente dallo Stato, tramite le scuole. Non è accettabile che sulle famiglie gravi una spesa ulteriore, che andrebbe ad aggiungersi alla stangata che già devono sostenere per mandare i figli a scuola, tra libri, corredo, trasporto, mensa” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Considerando 200 giorni minimi di calendario scolastico ed una mascherina chirurgica al giorno, si tratta di una batosta da 100 euro a studente, sempre se l’Iva sarà esclusa ed il prezzo resterà a 0,50 cent. Certo, le famiglie potranno anche optare per le mascherine di comunità lavabili o auto-prodotte, ma, per usare le parole dell’ISS, le prime funzionano impedendo la trasmissione, le seconde sono solo utili a ridurre la diffusione del virus” conclude Dona. (Mauro Antonelli)

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Mascherine calmierate, effetto prezzo su altri Dpi

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2020

Mentre è in corso il confronto sul cosiddetto Decreto Rilancio – la riunione del pre-consiglio, preparatoria del Consiglio dei ministri è slittata al tardo pomeriggio di oggi – che dovrebbe contenere alcune misure su dispositivi di protezione individuale, è ancora aperto il dibattito sulle mascherine a prezzo calmierato. Secondo la terza indagine di Altroconsumo, dedicata a rilevare prezzi ed eventuali carenze di mascherine nei vari canali, dopo l’Ordinanza del commissario straordinario Domenico Arcuri ci sarebbe stato un abbassamento dei prezzi anche sugli altri prodotti non compresi, anche se permangono criticità sulla disponibilità sul territorio e online (i dati si fermano a giovedì). Intanto, ci sono novità per quanto riguarda la possibilità di vendere mascherine sfuse in parafarmacia e Gdo e sulla procedura di sblocco alla dogana di lotti.Secondo l’indagine di Altroconsumo, che è stata condotta «in 200 tra farmacie e parafarmacie e in 60 supermercati di 10 città italiane (Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma e Torino) tra il 4 e il 6 maggio, nonché su siti e piattaforme online tra il 5 e il 7 maggio, «le mascherine a prezzo calmierato si trovano in una farmacia su quattro (il 26% del campione), con una distribuzione disomogenea e profonde differenze da città a città, mentre due settimane fa il dato era migliore, con una presenza in due farmacie su 3 (66%)». In generale, «nella maggior parte delle farmacie sono effettivamente proposte al prezzo concordato», mentre «a metà aprile», ricorda l’indagine, prima dell’Ordinanza, il costo «si attestava sui 1,85 euro». A essere rilevata, nel canale, è poi una generale discesa dei prezzi: «Per i respiratori FFP2 i costi calano del 16% rispetto a due settimane fa, con una media 7,41 euro, contro i 8,86 euro di prima. Aumenta poi la disponibilità di mascherine lavabili e, anche per questi dispositivi, si registra un calo dei prezzi medi: 5,58 euro contro i 6,67 euro di due settimane fa». Ma a seconda dei punti vendita e della qualità del prodotto «i prezzi possono variare da 1,45 a 18 euro».
Per quanto riguarda la disponibilità nei supermercati di mascherine chirurgiche, «nonostante non siano un prodotto tenuto in assortimento, sulla scia dell’aumento delle richieste, anche questo canale si sta organizzando. Dei 60 supermercati contattati, in 27 le hanno a disposizione, pari al 45% dei casi. La tipologia più diffusa è quella chirurgica (27%) venduta in media a 1,03 euro, seguita dalla lavabile (17%) in vendita a un prezzo medio di 3,43 euro e dalla tipologia FFP1 o FFP2 presenti in soli 4 punti vendita a circa 6 euro». Mentre per quanto riguarda l’online, sui principali market il prezzo è generalmente sotto i 50 centesimi, pur con variazioni, ma i tempi di consegna sono piuttosto elevati e vanno dai 20 giorni ai 45, mentre per i siti specializzati di farmacie e parafarmacie da Altroconsumo viene rilevata poca chiarezza sulla tipologia delle mascherine, in particolare per quelle chirurgiche non risulta sempre chiara la presenza del marchio Ce.Intanto, sempre in tema di mascherine ci sono due novità, contenute in due diverse Ordinanze del Commissario Straordinario di sabato. La prima (13/2020) estende di fatto gli effetti dell’Ordinanza 6/2020 anche agli aderenti alle rappresentanze di farmacie e parafarmacie e in generale a tutti i firmatari degli accordi sul prezzo calmierato (Federfarma, Assofarm, Farmacie Unite, Unaftisp, FTPI, FNP, PI, Federfardis, MNLS, ULPI, Federfarma Servizi ed ADF, Confcommercio, Federdistribuzione ed ANCD Conad). Con questo provvedimento viene data la possibilità di ricorrere alla «celere sdoganalizzazione di tutti i Dispositivi di Protezione Individuale (di seguito “DPI”) ed in particolare i DPI di protezione via aerea FFP2, FFP3, N95, KN95, indicati nella circolare del Ministero della Salute prot. 4373 del 12 febbraio 2020». In sostanza, «i soggetti hanno diritto a utilizzare le procedure doganali di svincolo diretto e/o di svincolo celere per l’importazione cumulativa, assoggettata a IVA e imposte doganali, dei materiali destinati alla vendita al consumo». Un provvedimento che potrebbe proteggere le forniture da eventuali requisizioni.Ora, si legge nel nuovo testo, «nel procedere alla vendita al consumo, laddove il soggetto ritenga di apporre il proprio marchio, compatibilmente con le normative per la tutela dei marchi e dei brevetti, eÌ, comunque, tenuto a garantire l’informazione al consumatore delle seguenti specifiche:
– luogo e anno di produzione;
– indicazione, ove presente, del marchio CE, ovvero di altra validazione di efficienza, o eventuale esenzione ai sensi del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, cosi come modificato dalla Legge 30 aprile 2020, n. 27;
– che non si tratta di un presidio medico chirurgico;
– che è monouso». ( by Francesca Giani fonte: Farmacista33)

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“Mascherine, guanti e alcol vanno distribuiti gratuitamente dallo Stato attraverso i Comuni”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2020

“Solo così potrà essere garantito a tutte le famiglie di avere i dispositivi minimi necessari per poter uscire di casa” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Anche quando, raramente, le mascherine arrivano finalmente in farmacia, spariscono prima della fine della giornata, evidentemente perché molti, impauriti di non averne abbastanza, fanno incetta di prodotti. Ecco perché serve una distribuzione pubblica, famiglia per famiglia” prosegue Dona.”In ogni caso, viste le speculazioni intollerabili sui prezzi, serve immediatamente quanto chiediamo da mesi, ossia azzeramento dell’Iva e prezzi imposti anche per mascherine Ffp2 ed Ffp3, guanti e disinfettanti” conclude Dona.

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Dal packaging di lusso alle mascherine anticontagio

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

Una speciale carta “virostatica”, cioè per la sua natura chimica altamente sfavorevole alla sopravvivenza del Covid19, per realizzare mascherine protettive. E’ l’innovazione targata Fedrigoni, gruppo italiano tra i primi al mondo nella fabbricazione di carte ad alto valore aggiunto per packaging, grafica ed etichette autoadesive, che ha voluto mettere la propria competenza al servizio della lotta al virus.Grazie all’esperienza decennale maturata nello sviluppo di carte tecniche e di filtraggio in campo alimentare e chimico-farmaceutico, l’azienda ha realizzato una carta in pura cellulosa FSC e cotone che risulta atossica, riciclabile, adattabile al volto e confortevole al tatto, ma soprattutto con una natura chimica sfavorevole al Covid19, capace di rendergli la vita difficile. Una novità ancora più importante nella Fase2, che prevede ogni giorno l’uso di milioni di mascherine monouso per strada, nei negozi e nei luoghi di lavoro: una richiesta a cui finora non si è riusciti a fare fronte. La nuova carta, particolarmente filtrante e resistente alla lavorazione, sarà commercializzata in tutto il mondo e verrà prodotta negli stabilimenti friulani di Gruppo Fedrigoni, a Cordenons (PN).Si tratta dell’evoluzione “intelligente” di una carta da filtro da banco (per la protezione dei banchi di laboratorio e per le separazioni di fase) che ha le proprietà dei prodotti a uso alimentare. I team di Ricerca e Sviluppo di Gruppo Fedrigoni hanno lavorato in sinergia per renderla disponibile nel più breve tempo possibile, realizzando un materiale che presenta ottime caratteristiche di vestibilità e resistenza alla lavorazione: è atossico, riciclabile, composto da cellulosa proveniente da foreste certificate e da fibre di cotone per essere più adattabile al volto e confortevole al contatto con la pelle. Inoltre, risponde ad alti standard di sicurezza, a un prezzo accessibile anche nel caso si decida, per maggior protezione, di utilizzarne più strati sovrapposti.
La nuova carta verrà fornita a converter, stampatori ed aziende produttrici di mascherine, che le personalizzeranno e aggiungeranno gli elementi mancanti, come l’elastico riutilizzabile. Inoltre, il Gruppo Fedrigoni sta valutando di utilizzarla anche per la realizzazione degli strumenti individuali di protezione da fornire ai suoi 4.000 dipendenti, negli uffici e nei siti produttivi. Gli stabilimenti friulani dove verrà prodotta e tagliata hanno ottenuto di recente la certificazione BRC Global Standard for Packaging and Packaging Materials, che garantisce la conformità ad elevatissimi criteri di sicurezza, gli stessi richiesti alle carte ad uso alimentare.

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Unc: mascherine sparite, fatto gravissimo

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

“E’ inaccettabile che le mascherine siano sparite dalla circolazione proprio con l’inizio della fase 2, ossia dal momento in cui sono diventate obbligatorie nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, come sui mezzi di trasporto. Un fatto gravissimo, per il quale qualcuno dovrebbe rispondere” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Ci domandiamo che fine abbiano fatto i 12 milioni di mascherine al giorno che il commissario Domenico Arcuri si era impegnato, a partire dal 4 maggio, a distribuire, tra gli altri, a farmacie, servizi essenziali e trasporti pubblici” conclude Dona. (Mauro Antonelli)

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Incredibile dietrofront del Governo: Ricarico del 295% su mascherine

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2020

Nel Decreto Rilancio, il prezzo massimo consigliato per le mascherine passerebbe da 0,50 a 1,50 euro. “Incredibile e vergognoso dietrofront del Governo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il fatto che il prezzo addirittura triplichi, può voler dire solo due cose: o che il primo prezzo era del tutto insostenibile, con la conseguenza che le mascherine sono adesso introvabili, oppure che ora si sta esagerando in senso opposto, regalando margini di profitto ai produttori intollerabili, considerato che ora il Governo ci obbliga a portarle nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, come sui mezzi di trasporto” prosegue Dona.”Considerato che il commissario Arcuri aveva annunciato che le aziende gli davano le mascherine a 38 centesimi, vendendole a 1,50 euro si tratterebbe di un ricarico del 295%. Quanto alle mascherine Ffp3, se il prezzo massimo deve essere di 9,50 euro, ci domandiamo se abbia un senso fissare il tetto” conclude Dona. (Mauro Antonelli)

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Mascherine obbligatorie e distanziamento in stazione e sui treni

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2020

L’avvio della Fase 2 porta alcune novità a tutela della salute di chi viaggerà in treno. Oltre a mascherine obbligatorie, la raccomandazione di guanti monouso, dispenser per frequenti igienizzazioni delle mani e distanziamento, una tra le principali riguarda l’introduzione del biglietto elettronico nominativo sia per le Frecce sia per gli Intercity, per i quali la prenotazione diventa obbligatoria.L’iniziativa, nel pieno rispetto degli obblighi di protezione dei dati personali, garantirà un maggior livello di sicurezza sanitaria consentendo, ad esempio, di essere avvisati nel caso in cui si sia condiviso il viaggio con un passeggero risultato successivamente positivo al virus.A bordo di Frecce e Intercity è confermato il sistema di prenotazione dei posti “a scacchiera”, con una riduzione del 50% della capienza massima, così da poter consentire il distanziamento sociale richiesto dalle norme di profilassi. Con la graduale riapertura delle attività produttive e commerciali, dal 4 maggio l’offerta dei servizi di trasporto regionale e, progressivamente, anche nazionale, conoscerà un aumento in una misura coerente a soddisfare la domanda di mobilità stimata dalla commissione governativa.Nel trasporto regionale l’aumento delle corse punta a far sì che le presenze a bordo siano tali da consentire il distanziamento interpersonale, che verrà agevolato dall’indicazione delle sedute da lasciare libere e dalle indicazioni sui comportamenti individuali da tenere durante e alla fine del viaggio, fornite con tutti gli strumenti a disposizione (monitor, diffusori audio, locandine). Il personale segnalerà i comportamenti difformi dalle norme alle Forze dell’Ordine affinché queste condizioni vengano rispettate, fermo restando che sarà indispensabile la collaborazione e il senso di responsabilità di tutti i viaggiatori perché le misure adottate abbiano successo.
Il Gruppo FS, con Trenitalia e le sue altre società, fin dalle prime fasi dell’emergenza coronavirus aveva messo in atto incisive misure di prevenzione e controllo che si sono sempre più affinate, dai kit protettivi per il personale all’installazione dei dispenser con gel igienizzante sui treni e nelle stazioni, dalla dotazione di termoscanner alle iniziative da adottare in presenza di casi sospetti, dagli incentivi a usare i canali commerciali per l’acquisto dei biglietti e per le informazioni a una campagna di comunicazione e sensibilizzazione sulle norme di prevenzione, fino a cicli sempre più intensi di pulizia e sanificazione di tutte le aree di lavoro, sosta e viaggio.Un capitolo a parte riguarda le stazioni dove saranno approntati percorsi a senso unico per separare i flussi in entrata e uscita, distribuendo le persone in modo tale da evitare assembramenti e proseguendo con i controlli scrupolosi ai gate di accesso e uscita.Il modo migliore per tutelare la propria e altrui salute, nelle varie fasi del viaggio, consiste nel rispetto delle norme e prescrizioni di sicurezza impartite anche se, inevitabilmente, porteranno a modificare le consuete abitudini, così com’è successo per la spesa al supermercato e per tante altre attività quotidiane. È un piccolo sacrificio, ma necessario per il bene di tutti.

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Mascherine sicure anche per chi soffre di allergie respiratorie

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2020

Il 4 maggio si avvicina e con la parziale riapertura prevista dopo oltre 2 mesi di quarantena, gli italiani potranno cominciare ad uscire. Li aspetta però l’obbligo di indossare le mascherine (DPI) nei luoghi chiusi, sui mezzi di trasposto ed in generale in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente la distanza di sicurezza prevista per il distanziamento sociale.
Per le persone che soffrono di allergie respiratorie, questa tanto attesa boccata d’aria, cade proprio nella stagione dei pollini e del “respiro corto” e sta generando ansia proprio per la necessita di adottare le DPI. D’altronde per chi respirare è di per sé già un problema, come può non destare preoccupazione dover anche aggiungere una mascherina che ostruisce le alte vie respiratorie e quindi il naso e la bocca?Secondo tutte le evidenze disponibili indossare la mascherina non comporta nessun rischio aggiuntivo di aumentare le difficoltà respiratorie nelle persone con allergie respiratorie.E’ assolutamente raccomandato sia per i bambini e che per gli adulti allergici e/o asmatici in terapia di mantenimento per allergie (ad es. antistaminici, corticosteroidi per via inalatoria e/o broncodilatatori) il rispetto e l’assunzione in modo scrupoloso delle terapie prescritte del proprio specialista di riferimento. Le terapie non vanno interrotte a causa dei timori di COVID-19.La mascherina può effettivamente provocare una sensazione psicologica di “fatica a respirare”, ma non peggiora in nessun modo la situazione bronchiale del paziente.
Il paziente asmatico e allergico non necessita di mascherine particolari (FP2, FP3); può utilizzare una normale mascherina chirurgica certificata.
Per quanto riguarda i pazienti allergici che intendono uscire, non vi è alcuna particolare raccomandazione, a meno che la situazione respiratoria non peggiori drasticamente uscendo all’aperto. In tal caso il suggerimento è quello di restare presso il proprio domicilio, limitando le uscite al minimo.
Si ricorda, in conclusione, che gli studi clinici finora analizzati, hanno confermato che le allergie e l’asma allergico lieve, non sono da considerarsi come un fattore di rischio significativo per l’infezione da Covid-19. Testo redatto a cura di: Dott Riccardo Asero, Presidente AAIITO

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Coronavirus: nella fase 2 mascherina per tutti

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

Durante la pandemia da Coronavirus organizzazioni internazionali, Istituzioni ed esperti hanno raccomandato la mascherina per la popolazione generale solo in presenza di sintomi. Tuttavia, nelle ultime settimane molti paesi consigliano, o hanno reso obbligatorio, l’utilizzo della mascherina facendo riferimento alla raccomandazione dei Centers for Disease Control and Prevention: “considerato che una rilevante percentuale di soggetti infetti da coronavirus sono asintomatici o pre-sintomatici, utilizzare la mascherina in tutti gli ambienti pubblici dove è difficile mantenere il distanziamento sociale, specialmente in aree con elevata trasmissione in comunità”.Recentemente, dopo avere pubblicato l’analisi delle conflittuali raccomandazioni di autorità sanitarie internazionali e una revisione sistematica sulle prove di efficacia delle mascherine in comunità, Trisha Greenhalgh dell’Università di Oxford e Jeremy Howard dell’Università di San Francisco hanno realizzato una sintesi per il grande pubblico già tradotta in 17 lingue e oggi disponibile in italiano grazie alla Fondazione GIMBE. Tutte le valutazioni scientifiche convergono sul messaggio #Masks4All, ovvero mascherine per tutti:Il contagio da soggetti asintomatici ha una notevole rilevanza: sia per il loro numero assoluto, sia perché i pazienti positivi sono più contagiosi nei primi giorni dell’infezione, quando sono asintomatici o presentano sintomi lievi.Una semplice mascherina in tessuto indossata da un soggetto infetto riduce di 36 volte la quantità di virus trasmessa e permette di attuare il cosiddetto “controllo della sorgente”: ovvero, è molto più facile bloccare le goccioline (droplets) quando escono dalla bocca, piuttosto che arginarle quando si disperdono nell’aria.
Non esistono sperimentazioni cliniche che hanno valutato l’efficacia di mascherine da parte della popolazione generale per contenere l’epidemia di COVID-19, ma diverse sperimentazioni empiriche dimostrano che la mascherina potenzia gli effetti di altre misure di distanziamento sociale.La mascherina non deve necessariamente arginare ogni singola particella virale, ma più ne blocca più si riduce la diffusione del virus. Infatti, gli effetti complessivi dell’uso delle mascherine nella popolazione generale dipendono dall’efficacia della mascherina e dalla percentuale della popolazione che la utilizza. Ovvero è possibile ottenere lo stesso risultato aumentando l’aderenza della popolazione, anche con mascherine meno efficaci.
Per aumentare l’aderenza della popolazione l’approccio più efficace è l’obbligo di indossarle in contesti specifici (es. mezzi di trasporto pubblico, supermercati), o ancora meglio sempre quando si esce da casa.Se è vero che, in caso di obbligo di mascherina, alcune persone tendono ad attuare comportamenti a rischio (es. violare il lockdown, lavarsi meno le mani), a livello di popolazione l’effetto preventivo non viene compromesso.Le analisi economiche dimostrano che ogni singola mascherina (dal costo trascurabile) indossata da una persona potrebbe generare enormi benefici economici e salvare molte vite.
Tenendo conto delle difficoltà di approvvigionamento e distribuzione, la scienza conferma l’opportunità del “fai da te”, perché non c’è alcuna evidenza che le mascherine debbano essere costruite con materiali o tecniche particolari.

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Mascherine monouso e il mito della disinfezione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

Nel pieno della pandemia di Covid-19 e con le mascherine spesso difficili da reperire, ci si ritrova di frequente a dover riutilizzare anche quelle monouso.È naturale quindi che le persone si chiedano se sia possibile disinfettarle in qualche modo e come farlo.
Su internet, naturalmente, sono comparsi consigli di igienizzazione più o meno efficaci.E’ per questo motivo che la rivista francese “Que Choisir” ha cercato di mettere un po’ d’ordine tra i metodi proposti (https://www.quechoisir.org/actualite-desinfection-des-masques-beaucoup-d-inconnues-n78479/?utm_medium=email&utm_source=nlh&utm_campaign=nlh200418).
Poichè che il coronavirus Sars-CoV-2 è vulnerabile alle alte temperature, ad alcuni potrebbe venire la tentazione di sterilizzare le mascherine in forno.La scuola di medicina di Stanford ha spiegato che, affinché la sterilizzazione sia efficace, la mascherina deve essere messa in forno a 70° C per 30 minuti, senza alcun contatto con le superfici metalliche dell’elettrodomestico.
E’ ovvio che non si tratta di un metodo di facile applicazione in un forno domestico, perché sarebbe necessario appendere la mascherina ad un supporto di legno. Se invece le mascherine vengono appoggiate, ad esempio, su una teglia metallica (che conduce il calore), le mascherine chirurgiche sono destinate a rovinarsi o addirittura a sciogliersi. Viene sconsigliato anche l’uso del microonde. Questo perché nella maggior parte delle mascherine è presente una componente metallica a livello del naso, che potrebbe produrre scintille durante il funzionamento dell’elettrodomestico.Il rischio quindi, è che invece di sterilizzarsi, la mascherina prenda fuoco. E’ da evitare anche l’uso di alcol e candeggina, che alcuni suggeriscono di spruzzare.
Entrambi i prodotti riducono la capacità filtrante. Inoltre, la candeggina persiste a lungo e, anche dopo diversi risciacqui, i vapori possono irritare le vie aree di chi indossa la maschera.Un altro metodo prevede di tenere sospesa la mascherina sopra una pentola di acqua in ebollizione per 10 minuti. Sicuramente è un metodo semplice, ma il rischio scottature a cui si va incontro, se non si riesce a trovare un modo per tenere appesa la maschera mantenendo le distanze, è garantito. Inoltre, è bene ricordare che la disinfezione a vapore può essere ripetuta solo cinque volte, oltre le quali l’efficacia della mascherina non è più garantita.
Il metodo migliore per sanificare le mascherine monouso resta, di fatto, quello di lasciarle appese all’aria per qualche giorno.
In questo lasso di tempo il virus si inattiva spontaneamente poichè non è in grado di sopravvivere fuori dall’organismo umano oltre ad un tempo variabile tra qualche ora e qualche giorno, in relazione alla superficie e alle condizioni ambientali.
Un discorso a parte va invece fatto per le mascherine lavabili, che possono essere sottoposte a trattamenti diversi a seconda del materiale di cui sono fatte.Quelle in tessuto non tessuto (Tnt), per esempio, possono essere lavate in lavatrice, seguendo le istruzioni del produttore sulla temperatura (anche 90°C) e sul numero massimo di lavaggi, ma non possono essere stirate.
Le mascherine in cotone, invece, oltre ad essere lavabili in lavatrice ad alte temperature, possono essere stirate, magari usando anche la funzione vapore, assicurando un ulteriore livello di sanificazione. (Giula Barsotti, legale, consulente Aduc)

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Dl aprile: ipotesi stop Iva per mascherine

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Nel decreto di aprile potrebbe esserci l’azzeramento dell’Iva sulle mascherine.”Ottima notizia. Finalmente pare accolta la nostra proposta. A differenza di altri che proponevano l’Iva al 4%, noi abbiamo sempre chiesto che le mascherine fossero esenti da Iva, come avviene per i servizi medici e le prestazioni sanitarie di diagnosi e cura” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ora servirebbe l’azzeramento dell’Iva anche per disinfettanti, alcool e guanti monouso” conclude Dona.

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