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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

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Infertilita’ maschile, le novita’ e le urgenze in andrologia, le patologie prostatiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2018

Roma sabato 24 marzo convegno organizzato dalla Sia-Societa’ italiana di andrologia, presso l’ospedale San Camillo di Roma. Fra i relatori Pier Luigi Bartoletti, vicepresidente Omceo Roma; Giuseppe La Pera, responsabile scientifico del congresso Sia e andrologo del San Camillo; Zelinda Marianantoni, vicepresidente Aidas; Marco Gaffi, urologo del San Camillo; Marco Bitelli, rappresentante regionale Sia. Un’occasione per aggiornarsi sia sull’infertilita’ maschile e la possibilita’ di un suo trattamento che sulle ultime novita’ nel campo dell’andrologia e dell’urologia. La mattina si aprira’ con i saluti delle autorita’, poi si alterneranno gli esperti sul tema dell’infertilita’ maschile: in questo panel ci sara’ spazio anche per le testimonianze di alcune donne che hanno vissuto vicino a uomini colpiti dal carcinoma alla prostata. Nella seconda parte della mattinata si tratteranno le novita’ in andrologia. I nuovi farmaci per l’eiaculazione precoce tra cui il botulino e lo spray, quelli per la disfunzione erettile, per la malattia di La Peyronie o induratio penis plastica. Oltre queste novita’ verra’ presentato un aggiornamento in merito alla prevenzione dell’Hiv. Ci sara’ una interessante lettura della dottoressa Gabriella De Carli dell’ospedale Spallanzani su un nuovo protocollo di prevenzione primaria pre-esposizione all’Hiv, che prevede una profilassi pre-esposizione e consiste in una terapia per le persone sane da assumere prima dei rapporti a rischio con una copertura dell’85%.
Le patologie prostatiche saranno oggetto dell’ultimo confronto che si terra’ in mattinata. La Societa’ italiana di andrologia ha svolto una nuova ricerca che verra’ presentata nel corso del convegno. In questa occasione verranno riportati i risultati di uno studio fatto sulla popolazione residente di Ostia e Ladispoli, dove sono stati visitati tutti i ragazzi tra 15 e i 19 anni. L’analisi dei dati ha mostrato una preoccupante diffusione della anomalie e patologie genitali fra i giovani. Il 56% dei ragazzi visitati di questi territori ha una patologia piu’ o meno grave all’apparato genitale che puo’ pregiudicare la fertilita’ futura o la vita sessuale. Patologie che nella gran parte dei casi non sono state intercettate dal Sistema sanitario nazionale. Per questa ragione il messaggio per i genitori, ma anche per i medici di famiglia, e’ quello di prevenire attraverso una visita andrologica durante il periodo adolescenziale. Oltre alla necessita’ di istituire presidi uroandrologici con autonomia di budget negli ospedali. Nel pomeriggio verranno affrontate le urgenze chirurgiche in andrologia che sono patologie tempo dipendenti, per cui i medici di famiglia ma anche quelli che lavorano nei Pronto soccorso, devono sapere che vanno trattati entro poche ore, per scongiurare il rischio della perdita della funzione dell’organo e, nei casi piu’ gravi come la sindrome di Fournier, con complicanze gravi per la vita del paziente.

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Infertilità maschile grave, la microchirurgia ridà speranza ai futuri papà

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2017

procrea_laboratorioDiventare papà anche quanto la situazione è particolarmente compromessa è possibile. A ridare speranza agli uomini che soffrono di una grave infertilità arriva la MicroTESE, una tecnica microchirurgica altamente sofisticata che però permette di far provare la gioia di un figlio anche nei casi complessi. «Dal punto di vista medico parliamo dei casi di azoospermia dettata da cause non ostruttive, ovvero quando non ci sono spermatozoi nel liquido seminale anche in assenza di ostacoli evidenti», premette Giovanni Maria Colpi, uro-andrologo del Centro di Medicina della Riproduzione ProCrea di Lugano. L’azoospermia è una patologia che interessa circa il 10% dei maschi infertili. Due le cause: «Può essere determinata da una ostruzione; situazione nella quale è possibile intervenire ricanalizzando i dotti ostruiti e recuperando così una fertilità spontanea. Oppure è di origine non ostruttiva: qui il problema è molto più complesso. In questi casi, una eventuale paternità dipende unicamente dalla possibilità di recuperare dal tessuto testicolare alcuni spermatozoi da usare nella fecondazione assistita», spiega Colpi.Il problema del recupero degli spermatozoi si è posto spesso negli ultimi decenni. Ad una prima risposta che faceva affidamento all’agoaspirato testicolare, è seguita la TESE, una tecnica più chirurgica. «L’avvento della MicroTESE ha rappresentato una rivoluzione», afferma Colpi oggi considerato a livello internazionale uno dei padri di questa tecnica. «Se l’agoaspirato testicolare consentiva un recupero positivo in circa il 12-18% dei casi, la TESE – che è una sorta di biopsia del testicolo – arriva in media al successo circa 42 volte su cento. Con la MicroTESE, secondo quanto accreditato nella letteratura scientifica, siamo arrivati al 64%. Parliamo di una tecnica molto sofisticata e che prevede, attraverso un particolare microscopio, il recupero degli spermatozoi dall’interno del testicolo. Nonostante il tempo prolungato richiesto – circa un’ora e mezza per testicolo – l’intervento comporta solamente un trauma minimo per il tessuto testicolare. Viene effettuato di norma in day hospital e richiede un solo giorno di riposo».Nata alla fine del secolo scorso negli Stati Uniti, la MicroTESE ha portato a risultati positivi via via crescenti. «È lo stesso suo inventore, Peter Schlegel, a dire che per avere un’ottima esperienza occorre aver eseguito almeno 500 interventi», sottolinea lo specialista di ProCrea. «La ricerca degli spermatozoi infatti non viene fatta “a caso” come nella TESE, ma richiede una tecnica che si affina nel tempo. Di certo è che questo intervento microchirurgico ha aumentato le speranze di diventare padre di oltre il 50%». Il seme così recuperato può essere congelato e utilizzato in successivi cicli di fecondazione in vitro senza che siano sostanzialmente alterate le possibilità di successo oppure, utilizzato subito. «È quest’ultima una opportunità riservata a poche cliniche e che fa di ProCrea un centro all’avanguardia», conclude Michael Jemec, direttore medico di ProCrea. «Il nostro costante lavoro è finalizzato a migliorare continuamente i successi. La speranza di diventare papà non deve essere un vago desiderio, ma il risultato concreto di una precisa terapia studiata su ogni singolo caso». (foto: Procrea_laboratorio)

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Versace: nuovo archetipo del guardaroba maschile

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 gennaio 2017

 

versace-uomoversace-uomo1versace-uomo5versace-uomo2Orgoglio della propria identità, clan come momento di unione, senso d’appartenenza come nuovo archetipo del guardaroba maschile. L’outwear prevede lunghi cappotti di maglia che abbracciano il corpo, oppure altri trattenuti da cinture che ne scolpiscono drammaticamente la silhouette.
Le stampe creano segni distintivi come se fossero dipinti a mano da un’antica tribù. Tra formale e casual, questi pattern unificano tutta la collezione. I trench di nylon hanno volumi leggeri e dinamici e le doppie cinture in vita trattengono ed esagerano il loro gioco fluttuante. Stampe fotografiche di statue classiche ed elementi metallici sono accostate a collage come simbolo di una bellezza maschile eterna tra le diverse epoche. I cappotti di montone trascinano nelle strade delle metropoli l’istinto di sopravvivenza dei panorami selvaggi mentre le camicie a quadri sono pensate per lo skyline cittadino.
Parole di speranza e ottimismo sono ricamate sul petto delle camicie e dei blouson di nylon, con messaggi di auto affermazione impressi all’interno dei cappotti per dare forza a chi li indossa. I motivi e la bellezza dei tessuti africani si ritrovano nei cappotti jacquard lavorati come coperte, oppure nella maglieria fatta a mano.
Il completo sartoriale Versace viene alleggerito: la silhouette ben definita resta aderente al corpo con spalle costruite con la leggerezza necessaria ad una disinvoltura contemporanea. Sneakers da trekking sottolineano la collezione con la loro energia, unendo una tomaia tradizionale a una suola tecnica.
Le borse Empire sono state dipinte a mano con i segni distintivi della collezione, mentre la nuova borsa Palladian è compatta e versatile. L’orologio V-Extreme Pro porta la ruvidezza della natura dentro i confini urbani, mentre un’edizione speciale di Dylos si sviluppa in pietra grigia oppure in total black. “Questa è una collezione che celebra gli uomini delle differenti tribù Versace. È un inno alla forza positiva che scaturisce quando gli uomini provenienti da diversi luoghi e da diverse culture si incontrano in armonia”. (Donatella Versace) (foto: versace uomo)

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Infertilità maschile, l’inquinamento è tra le cause

Posted by fidest press agency su domenica, 9 ottobre 2016

ospedale-san-camillo‘Il trattamento dell’infertilità maschile. Cosa c’è di nuovo in urologia e andrologia’ è questo il titolo del convegno ospitato dall’azienda ospedaliera San Camillo Forlanini organizzata dalla Sia, società italiana di andrologia. Il convegno offre ai propri partecipanti due momenti di aggiornamento: il primo riguarda l’infertilità maschile e le possibilità di un suo trattamento mentre il secondo momento riguarda le ultime novità nel campo dell’andrologia e dell’urologia.
L’11 ottobre proprio all’ospedale San Camillo aprirà un ambulatorio dedicato all’infertilità maschile, dove ci saranno degli andrologi che potranno dare all’utenza una risposta multidisciplinare. La Pera: L’inquinamento ambientale tra le cause dell’infertilità maschile
“Oggi qui al San Camillo parleremo di infertilità maschile, di prevenzione, ma anche della terapia che può essere fatta. Il problema dell’infertilità maschile sta diventando sempre più importante perché sono avvenuti dei cambiamenti ambientali e sociali che riducono la fertilità maschile; in particolare l’inquinamento ambientale e il secondo aspetto sociale è che il primo concepimento avviene ad un’età sempre più tarda.” Queste le parole del dott. Giuseppe La Pera a margine del convegno ‘Il trattamento dell’infertilità maschile. Cosa c’è di nuovo in urologia e andrologia’ organizzato dalla Sia, società italiana di andrologia, ospitato presso l’azienda ospedaliera San Camillo Forlanini.
“È importante poter intercettare le patologie sopratutto nella fascia adolescenziale che possono pregiudicare la fertilità maschile. Noi abbiamo fatto uno studio nel comune di Ladispoli e nel municipio di Ostia visitando i ragazzi sia nelle scuole sia attraverso i medici di famiglia e sulla popolazione di queste due aree della regione Lazio abbiamo potuto constatare che un ragazzo su due ha una patologia più o meno grave dell’apparato genitale. Molte di queste patologie possono pregiudicare la fertilità e la sessualità futura. Non solo, ma questi danni innescano poi dei comportamenti pericolosi perché i ragazzi lasciati da soli cercano attraverso internet la soluzione a questo problema. I genitori perdono il controllo sulla salute dei ragazzi perché non li spogliano più dopo i 15 anni.”
Il problema però non riguarda solo i più giovani, ma anche la popolazione adulta. “Abbiamo un tasso di natalità tra i più bassi al mondo – conclude il dott. La Pera – l’infertilitá di coppia riguarda il 15% delle coppie, il 50% di queste infertilità è dovuto al fattore maschile”. Montano: Il seme umano come marker sull’inquinamento ambientale “EcoFoodFertility è un progetto di ricerca multicentrico e interdisciplinare di biomonitoraggio umano volto a comprendere gli effetti combinati dell’inquinamento, degli stili di vita sulla salute riproduttiva maschile quale principale indicatore di salute”, a dirlo è Luigi Montano, urologo dell’Asl di Salerno. “Il progetto nato dalla ‘Terra dei Fuochi’, area fra la Provincia di Napoli e Caserta, divenuta un simbolo in Italia della crisi ambientale e sanitaria, per l’innovativo approccio scientifico proposto, ha sviluppato autorevoli collaborazioni scientifiche in Italia e in Europa e si presenta come un nuovo modello per la valutazione dell’impatto ambientale sulla salute umana e per la prevenzione primaria nelle aree a rischio.
Il seme umano, infatti, come precoce e sensibile marker di esposizione ambientale e sentinella della salute assume un ruolo chiave sia per una più corretta conoscenza del rapporto ambiente-salute sia per lo sviluppo di innovativi programmi di prevenzione primaria, utile ai policy makers. A breve il progetto che è già esecutivo in Campania con i primi risultati pubblicati di recente su Reproductive Toxicology su due aree a diverso impatto ambientale, si svilupperà in altre nove regioni con lo stesso schema: Gela, Taranto, Brescia, Piombino, Monselice, Sassuolo, Valle del Sacco, Bussi sul Tirino. Nella regione Lazio- conclude Montano- le aree di reclutamento soggetti sani 18-40, non fumatori, non bevitori abituali, non esposti professionalmente saranno la Valle del Sacco nel Frosinate, ad alto impatto ambientale, e quella di Ladispoli, a basso impatto ambientale”.

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GOLF: Riccardo Leo del Royal Park I Roveri vince il Campionato Internazionale Maschile Under 16

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2015

riccardo leoRiccardo Leo del Royal Park I Roveri si è aggiudicato il Campionato Internazionale Maschile Under 16/Trofeo Teodoro Soldati. Il prestigioso Torneo, intitolato a Teodoro Soldati – giovane golfista scomparso prematuramente lo scorso Luglio già vincitore della passata edizione – si è svolto sul percorso del Golf Club Biella Le Betulle. La competizione, di rilevanza internazionale, disputata sulla distanza di 72 buche ha visto la partecipazione di numerosi giocatori dell’élite mondiale. Oltre agli italiani infatti, sono saliti sul tee di partenza 132 atleti provenienti da 17 nazioni: Polonia, Germania, Sudafrica, Inghilterra, Olanda, Austria, Norvegia, Danimarca, Svezia, Repubblica Ceca, Irlanda, Belgio, Svizzera, Finlandia, Francia, Spagna e ovviamente Italia. Fra i migliori 40 classificati che si sono giocati il titolo nell’ultima giornata di gara, Riccardo Leo ha trionfato con uno score di 72 per un totale di 285 (-7).Una gara, quella conclusasi questo pomeriggio, dominata dal giovane golfista torinese. Leo prende il comando della gara nella 2° giornata e mantiene il primo posto fino alla fine della competizione, aggiudicandosi così l’importante torneo, giunto ormai alla 9° edizione.
Battendo lo svedese Viktor Hagborg-Asp, rimasto in seconda posizione e Alex FitzPatrick, che conclude il torneo al 3° posto, il giovane torinese portabandiera dei colori del Royal Park I Roveri ha preso in mano la gara concludendo con 4 colpi di vantaggio sul secondo classificato.
Riccardo Leo, campione italiano nel Campionato Nazionale Assoluto a Squadre Maschile, con la squadra del Royal Park I Roveri, reduce da un’ottima prestazione con quarto posto nell’International Juniors of Belgium, conquista così un altro importante risultato internazionale.
Successo italiano anche nel Nation’s Trophy. Sulla scia di Leo e con il contributo di Bellini e Romano, l’Italia si è aggiudicata anche l’autorevole premio con 287 colpi lasciando a sette lunghezze l’Inghilterra, seconda classificata. (foto: riccardo leo)

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Infertilità maschile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 settembre 2014

procreaLa microchirurgia riaccende una concreta speranza di diventare padri anche nei casi più difficili e complessi di infertilità maschile. In generale, troppo spesso, in caso di mancata gravidanza, le cause maschili vengono sottovalutate. Si stima che in almeno due coppie su tre con problemi di infertilità, l’uomo possa essere responsabile o corresponsabile dei fallimenti. Ma i casi più complicati sono le azoospermie, cioè quelli con documentata e costante assenza di spermatozoi nel liquido seminale. «Esse interessano circa il 10% dei maschi infertili, e sono dovute a cause ostruttive o, alquanto più spesso, non ostruttive», precisa Giovanni Maria Colpi, uro-andrologo del Centro di Medicina della Riproduzione ProCrea di Lugano. «Se nelle prime si possono talvolta ricanalizzare i dotti ostruiti recuperando una fertilità spontanea, nelle seconde il problema è molto più complesso per via del grave danno testicolare: in questi casi una eventuale paternità dipende unicamente dalla possibilità di recuperare alcuni spermatozoi dal tessuto testicolare da usare poi per fecondazione in vitro».Le tecniche per recuperare questi spermatozoi nel corso degli ultimi anni si sono evolute: si è passati dall’agoaspirato testicolare, che consentiva un recupero positivo solo in circa il 20% dei casi, alla TESE (una sorta di biopsia del testicolo) che recupera in media nel 48% dei casi, alla MicroTESE, accreditata nella letteratura scientifica per un recupero positivo medio nel 64% dei casi. La MicroTESE è una tecnica microchirurgica che, grazie all’uso di un microscopio operatore con cui l’uro-andrologo opera a 15-36 ingrandimenti, va a ricercare dentro il testicolo eventuali brevissimi segmenti più dilatati dei tubuli seminiferi che possono ospitare, anche in testicoli di alquanto ridotte dimensioni, focolai di spermatogenesi residua, ove possono cioè annidarsi gruppetti di spermatozoi.L’esperienza accumulata in una delle massime casistiche internazionali ha portato ad un innalzamento delle percentuali di estrazione positiva, offrendo possibilità di paternità anche a soggetti azoospermici che erano stati altrove consigliati di rivolgersi direttamente alla adozione o alla inseminazione della partner con sperma di donatore. «I risultati che abbiamo ottenuto nell’ultimo anno vanno oltre quanto mediamente riportato dalla letteratura scientifica. La mia decennale consuetudine ad operare numerosissimi casi con prognosi alquanto sfavorevole pervenutimi da altri Centri mi ha portato a ripetuti e rilevanti affinamenti tecnologici che ci hanno permesso un recupero positivo nel 70% degli operati», afferma Colpi, oggi considerato a livello internazionale uno dei “padri” della MicroTESE. E, con l’uso in fecondazione in vitro degli spermatozoi così estratti, in Procrea si è arrivati ad una gravidanza evolutiva nel 53% dei casi. «Gli spermatozoi recuperati chirurgicamente possono essere congelati e utilizzati in successivi cicli di fecondazione in vitro senza che siano sostanzialmente alterate le possibilità di successo» afferma Marco Dini, biologo e responsabile del laboratorio di andrologia di ProCrea. E, comunque, l’organizzazione interna di ProCrea consente una opzione oggi tecnicamente possibile solo in pochissimi centri, e cioè di procedere spesso a MicroTESE “a fresco”, cioè contemporanea al prelievo degli oociti nella partner: in tal modo possono avere speranza di paternità anche quei pazienti azoospermici in cui il numero degli spermatozoi recuperati risulta così modesto che la loro crioconservazione, per la parziale perdita della vitalità cellulare insita nella metodica, non consentirebbe poi di procedere compiutamente alla fecondazione in vitro.Continua Colpi: «Contrariamente ai diffusi preconcetti maschili, l’intervento risulta del tutto indolore, viene effettuato in day hospital, e richiede un secondo giorno di riposo al domicilio con ripresa immediatamente successiva dell’attività lavorativa. Gli esiti chirurgici sono assolutamente ottimali, virtualmente privi di complicanze, con una cicatrice pressoché invisibile; a distanza di qualche mese, anche con un’ecografia è spesso impossibile identificare la zona operata».Ulteriori e recenti indicazioni a recuperare spermatozoi dai testicoli riguardano anche alcuni casi di criptozoospermia, cioè con presenza di rarissimi spermatozoi nel liquido seminale. Secondo Colpi, troppo spesso si insiste dopo un insuccesso a voler usare gli spermatozoi talvolta reperibili solo dopo centrifugazione del liquido seminale per la fecondazione in vitro. «L’esperienza già accumulata in pochi centri internazionali di avanguardia è stata di recente corroborata da uno studio israeliano: è dimostrato come usando per fecondazione in vitro gli spermatozoi recuperati dai testicoli si ottengono gravidanze a termine tre volte più frequenti che utilizzando quei pochi sparuti spermatozoi reperiti nel liquido seminale».
ProCrea – Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un’équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare (www.procrealab.ch), ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell’infertilità con tecniche d’avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. http://www.procrea.ch.

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Omosessualità maschile

Posted by fidest press agency su martedì, 15 novembre 2011

Roberto Marchesini – APRA – 2011 – pp. 334 – € 20,00 Nonostante l’ampia presenza del tema nel discorso pubblico, non si può certo dire che dell’omosessualità si possa parlare in modo pacato e sereno. Se ne può parlare esclusivamente a senso unico e, sebbene la nostra società si proclami libera e aperta, il tema resta un tabù con la conseguente riprovazione sociale in caso di infrazione. Questo clima rende molto difficile una visione serena, obiettiva e scientificamente fondata del tema. È questo l’obiettivo che si prefigge il dottore Roberto Marchesini con il presente testo, corredato di un notevole apparato critico e di una vasta bibliografia; il risultato è il lavoro più chiaro e completo disponibile in lingua italiana sull’argomento. Impreziosisce il volume una estesa prefazione del professor Franco Poterzio

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La scatola vuota del sesso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2011

Dietro una società dal maschile fragile, madrecentrica, apparentemente instupidita nell’usare sesso e seni per vendere o scambiare qualsiasi tipo di oggetto o servizio c’è un motivo ben preciso. Un motivo culturale e sessuale. Generazioni di madri, nonne, sorelle e zie, hanno cresciuto figli maschi e femmine in modo univoco e distorto, senza possibilità di accesso per il maschile, per la figura del padre. L’uomo relegato al fuori, marginale o a garantire lo status delle cose. In pratica i maschi sono cresciuti senza mai un approccio consapevole al sesso, dall’anatomia alla psicologia del sesso, niente (eppure così fondamentale come si è visto da Freud in poi). Da quando sei piccolo ed inizi a vedere le prime forme, mezzi nudi, seni, strip, e quant’altro, dentro la tua testa asessuata di 4-5 anni inizi a farti domande, ad essere curioso, poi dubbi, emotività, si va creando un grande punto interrogativo, una “scatola nera e vuota” nel tuo inconscio (nella tua mente) che è la sessualità. Ma nessuno spiega niente. E intanto tu continui ad interessarti, sempre più, inizi a provare prime forme di soddisfazione, piacere, nutrimento, bisogno, quel punto interrogativo, quel vuoto inizia a riempirsi di cose e dare forma alla tua idea di sesso, alle tue pulsioni, ma tu ancora non sai cosa è la sessualità, perchè la società la nega o la critica.. ma non la spiega. Piano piano inizi a fare fantasie, i sogni ad occhi aperti la sera prima di dormire, inizi a desiderare fortemente quelle situazioni, quelle donne o ragazze ben più grandi che hanno quelle cose, di cui non ti parlano (e nessuno ti parla) ma che sempre, più o meno velatamente, ti mostrano, come ti chiamassero (ed infatti è così, un messaggio viene inviato ma tu non lo sai decodificare). Quando arrivi alla pubertà oramai sono anni e anni che sogni, immagini, ti emozioni, desideri, ed ora inizi a capire (sempre per mezze parole, magari tra i banchi di scuola “oh.. quello si è fatto quella!”) che è arrivato il momento per te di fare quel qualcosa che non sai bene cosa. Al tuo desiderio ora enorme ed ossessivo si somma la pressione ed imbarazzo di non saper cosa fare, ma la tua vita è condizionata fortemente, a volte ti puoi sentire schiacciato. Allora (stile coscienza di Zeno) tutte le ragazze diventano in un certo ordine tuo target, a volte ti va bene a volte trovi una che le tue immagini inconsce le conosce ed inizia ad usarti clamorosamente, dal passaggio in motorino fino più da grande al collier e la villa al mare. Il messaggio sessuale è valutato oggi più di quanto vale proprio perchè ancora nessuno l’ha decodicato, e ridato alla sessualità il giusto spazio e posto che gli spetta. Questioni di potere, business, narcisismo. Dall’industria del porno fino alle donne predatrici in crescita tutto si basa su queste immagini inconsce, nate, cresciute e coltivate nella “scatola nera e vuota” che è l’assenza di educazione al sesso ed alla psiche (che dovrebbe iniziare sin da piccoli), un vuoto educativo consapevole volto all’uso comodo, indiscriminato e strumentale dell’uomo adulto. (M. Rossi)

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Infertilità maschile

Posted by fidest press agency su domenica, 3 aprile 2011

Ai maschi milanesi spetta il triste primato italiano del maggior numero di casi d’infertilità. Sotto accusa inquinamento atmosferico, alimentazione scorretta, fumo e alcol, ma soprattutto i comportamenti sessuali a rischio. Dai dati raccolti dal centro milanese emerge un universo di malattie andrologiche che non esce allo scoperto: varicocele e problemi ai testicoli, infezioni sessuali, tumori, disturbi dell’erezione e dell’eiaculazione. “Problematiche che, se non diagnosticate in tempo, possono portare anche all’infertilità. Un giovane su quattro con problemi riproduttivi mostra tracce di lesioni da infezione cronica alla prostata, aspetto che fa pensare che si sarebbero potuti prevenire – aggiunge il prof. Colpi – . La nostra struttura propone da oltre 10 anni un’attività capillare, condotta principalmente sul territorio di Milano e Provincia, che si basa su un contatto diretto con i giovani, in modo che possano essere informati su tutto ciò che riguarda le patologie andrologiche. Si tratta di tematiche molto delicate, di cui si parla troppo poco, anche perché i ragazzi stessi provano vergogna e imbarazzo nell’affrontarle”. Secondo la SIAMS, nel 2010 solo 2 giovani su 10 si sono rivolti a uno specialista per una visita di controllo. Cresce invece la ricerca di informazioni in internet, dove però si nascondono molte insidie: “Un argomento molto attuale – evidenzia Colpi – è la sofisticazione dei farmaci per il miglioramento delle prestazioni sessuali. L’autoprescrizione di questo tipo di terapie rappresenta una pratica molto rischiosa per l’utilizzatore finale: possono, infatti, causare gravi effetti collaterali e molto spesso non risolvono il problema per cui sono stati acquistati, proprio perché non hanno le stesse caratteristiche dell’originale. Inoltre, non consente allo specialista di evidenziare la patologia dell’individuo e individuare la terapia ideale per risolverla”. Al Convegno partecipano anche un Comandante della Guardia di Finanza e uno dei NAS, per affrontare questo problema da un punto di vista prettamente legale. L’Azienda Ospedaliera San Paolo promuove da tempo una serie di appuntamenti nelle scuole. Nell’arco di un anno scolastico i nostri esperti incontrano circa 400 studenti, di qualsiasi nazionalità, con i quali viene affrontata una prima parte divulgativa e d’informazione, cui fa seguito, per chi ne fa richiesta, una visita di controllo gratuita. Il nostro obiettivo è riscontrare precocemente eventuali patologie o disfunzioni, che possono avere conseguenze molto gravi nella vita di un uomo”. Il convegno di oggi, che riunisce numerosi esperti, affronterà inoltre il tema della sessualità con un focus particolare sugli abusi e l’uso di droghe.

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Cala la fertilità maschile

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2010

Negli ultimi anni si è ridotta la capacità riproduttiva negli uomini. Stress, ma anche stili di vita non corretti hanno influito negativamente sulla fertilità maschile; tanto che «negli ultimi 20 anni il numero degli spermatozoi prodotti si è quasi dimezzato». A dirlo è ProCrea, centro svizzero per la Medicina della Riproduzione, punto di riferimento internazionale nella procreazione medico assistita al quale si rivolgono coppie, per lo più italiane, alla ricerca di un figlio, ma anche potenziali donatori di seme. Una tendenza che acuisce quanto rilevato da un’indagine di alcuni anni fa, secondo la quale tra il 1940 e il 1990 la concentrazione media degli spermatozoi sarebbe crollata da 113 a 66 milioni. «Gli esami cui i nostri pazienti si sottopongono rivelano una situazione preoccupante: non solamente sono in aumento le infezioni e le patologie che influiscono sulla salute riproduttiva maschile, ma c’è alla base una scarsa conoscenza di quali possono essere i problemi andrologici», osserva Thierry Suter, medico esperto in Medicina della Riproduzione che opera all’interno di ProCrea. Del resto, aggiunge, «il problema diventa oggetto di attenzione da parte degli uomini solo nel momento in cui cercano un figlio, ma le cause che possono portare ad alterazioni riproduttive insorgono talvolta fin dall’infanzia». «Lo stress influenza la fecondità dell’uomo e produce cambiamenti sia psichici che fisici -sottolinea Suter-. Situazioni di forte stress, col passare del tempo, incidono in modo notevole sulla produzione di spermatozoi, quindi sulla salute riproduttiva dell’uomo. Un altro elemento da non sottovalutare è il troppo caldo e una vita eccessivamente sedentaria». Nell’elenco delle cause figurano anche anomalie genetiche o deficit ormonali, come pure alcune malattie a trasmissione sessuale. «Anche l’orchiepididimite, causata dagli orecchioni o da infezioni dopo la pubertà, oppure traumi o torsioni testicolari possono determinare un’atrofia dei testicoli con danni permanenti. Il criptorchidismo, ovvero la mancata discesa di uno o di entrambi i testicoli nello scroto, è un difetto congenito che può provocare sterilità permanente tanto più tardivo è l’intervento di riposizionamento nella sua sede», prosegue il medico
ProCrea – Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un’équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare, ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell’infertilità con tecniche d’avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. http://www.procrea.ch.

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