Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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Usb lancia un appello a chi lavora nei mass media

Posted by fidest press agency su domenica, 26 febbraio 2017

internetLa frammentazione del mondo dell’informazione e dei mass media ha ricevuto una forte accelerazione negli ultimi anni, anche grazie a – o a causa di – internet. Oggi occorre ripensare il ruolo della comunicazione e dei suoi operatori: i tanti professionisti e lavoratori che sui giornali, nel web, in radio e in televisione, negli uffici stampa e nelle agenzie di comunicazione, spesso con contratti precari e compensi iniqui, presidiano il diritto dei cittadini ad essere informati, e garantiscono, tra non poche difficoltà, il dibattito democratico in Italia.Senza equi compensi, senza autonomia, senza indipendenza dai “manovratori del consenso”, non può esserci una compiuta libertà di espressione e di informazione.La parcellizzazione di ruoli, competenze, attività ha indebolito ancora di più la forza contrattuale di chi opera nei mass media, all’interno dei quali sono sorte nuove figure professionali, mentre altre si sono contaminate o estinte, sullo sfondo di un quadro di riferimento normativo, soprattutto nella stampa tradizionale, che sembra aver smarrito la sua originaria vocazione e identità. Articoli, inchieste (sempre più rare perché scomode) foto, filmati, web, social media, ecc. hanno subito un processo centrifugo che li ha scagliati oltre il perimetro della comunicazione classica e dei suoi protagonisti, spesso ad unico appannaggio dei colossi di internet, con la conseguenza di un maggiore condizionamento degli stessi editori.Di fronte a questo mutato quadro, e agli scenari, anche inquietanti, che si aprono sul futuro della nostra democrazia – che sarà sempre di più una democrazia digitale – in cui il consenso andrà cioè formandosi sui new media, secondo USB diventa urgente e non più procrastinabile, anche alla luce del rinnovo del contratto di lavoro dei giornalisti, cercare una nuova rappresentanza degli operatori del settore, superando la vecchia logica monolitica della rappresentanza sindacale unica e unitaria, talvolta rimasta tale solo a parole.USB vuole perciò farsi promotrice, per la prima volta in Italia, di un’aggregazione di operatori dell’informazione e della comunicazione, a ogni livello e in ogni media, che intercetti e raccolga persone anche di estrazioni culturali diverse, anche lontane dalla matrice di USB, per favorire la nascita di un nuovo spazio di confronto. Una zona franca rispetto agli anacronistici sodalizi, che sia una casa comune di professionisti della comunicazione e di cittadini. Per riportare la democrazia dell’informazione al centro del dibattito politico e culturale.La conoscenza non è, per sua natura un privilegio di pochi. Essere consapevoli di ciò che accade nella società e nel mondo in cui viviamo, è un diritto inalienabile e irrinunciabile. E in quanto tale appartiene a tutti, senza distinzioni. Perché se la verità può essere anche rivoluzionaria, solo la democrazia ci consente ogni giorno di perseguirla e di difenderla.La prima tappa di questo percorso è un incontro-confronto di chi condivide i principi del nostro appello.

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Giovani e mass media

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2011

Roma 20 marzo 2011, alle 17.00, Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (via degli Aldobrandeschi 190), si terrà un incontro organizzato da “Crescere in Famiglia” sul tema dei rapporti tra i giovani e i mezzi di comunicazione: giornali, televisioni, radio, Internet, social network, musica, cinema, fumetti, cartoni animati… Sono tanti i messaggi che i ragazzi ricevono, oggi, dai mass media. Come aiutare le nuove generazioni ad orientarsi in questo mondo? Ne parleranno lo psicologo Ettore De Monte e il giornalista Carlo Climati nel seminario “Mezzi di comunicazione: una strada da percorrere insieme”. L’iniziativa fa parte del ciclo di incontri “Il mondo degli adolescenti: comunicare per essere liberi”, aperti contemporaneamente a giovani e adulti su temi che sono spesso vissuti in maniera conflittuale. La finalità è quella di proporre alle due diverse generazioni un tema sul quale confrontarsi, partendo, però, da una base formativa comune. L’intento è di offrire alcune chiavi di lettura per interpretare i reciproci messaggi sul modo di vivere ciascuna tematica, al fine di facilitare la comunicazione e la comprensione dei rispettivi atteggiamenti, utilizzando un linguaggio costruttivo e propositivo. E’ anche un modo per vivere, insieme, una domenica diversa e una bella esperienza di formazione che potrà coinvolgere l’intera famiglia. Una speciale attenzione è rivolta alle “domande mai fatte”, quelle che i giovani hanno più difficoltà a porre. Gli adolescenti che desiderano porre domande ai relatori possono dialogare apertamente con loro durante l’incontro. Oppure, nei giorni precedenti, possono inviare le loro domande in forma anonima, via e-mail o tramite i referenti di “Crescere in Famiglia” che sono presenti in alcune scuole o associazioni. In questo modo i giovani potranno togliersi alcuni dubbi ed iniziare a creare un dialogo anche su quei temi che comportano più difficoltà ad esprimersi.Gli altri incontri del ciclo sono: “La nostra alimentazione. Da problema a risorsa” (si è tenuto il 6 marzo 2011) e “Emozioni e sentimenti: la bellezza dell’adolescenza” (sarà il 3 aprile 2011).

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Medici e mass media a confronto sulle regole

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2010

Oggetto del contendere: l’informazione sanitaria e le sue regole, funzionali ed etiche. Poi i duellanti: da una parte i medici, che mettono avanti a tutto il rigore dei contenuti, dall’altra i giornalisti, più attenti all’intellegibilità della notizia. È stato un confronto serrato e aperto quello che ha visto gli Ordini delle due professioni cercare una reciproca convergenza in nome di un’informazione sanitaria comprensibile al grande pubblico ma allo stesso tempo corretta e bilanciata. Questo almeno era l’obiettivo del convegno organizzato la settimana scorsa a Reggio Calabria sul tema “Medico, Medicina, Mass Media: la filiera della Comunicazione in Sanità”, ospiti tra gli altri il presidente della Fnomceo Amedeo Bianco, il presidente dell’Ordine dei giornalisti Lorenzo Del Boca e il vicedirettore del Tg3 Giuliano Giubilei. Un obiettivo mancato in buona parte, non per colpa dei presenti ma perché la distanza che divide i due pianeti – quello dei medici e quello dei giornalisti – è tale che per coprirla un convegno non basta. Non a caso, l’incontro calabrese ha visto le due professioni mettere avanti più i motivi di incomprensione che gli spazi di convergenza: i camici bianchi hanno lamentato la propensione al sensazionalismo che affligge l’informazione, l’accanimento su casi veri o presunti di malasanità e la traballante correttezza di molte delle notizie che vengono fornite su ricerche cliniche e novità farmacologiche o terapeutiche; i rappresentanti della stampa, dal canto loro, hanno puntato il dito sulla scarsa collaborazione della classe medica nel fornire informazioni sulla sua inclinazione per un linguaggio inaccessibile al grande pubblico. Come colmare la distanza? Tra le proposte, corsi di formazione che insegnino ai medici le regole di una buona divulgazione e ai giornalisti le basi del linguaggio scientifico, l’inserimento nelle strutture sanitarie di addetti stampa qualificati che facciano da interfaccia tra operatori mass media, l’istituzione di un panel di esperti a disposizione dei giornalisti per consulenze tecniche. (fonte doctor news)

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I militari scrivono al Papa

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2009

Girolamo Foti, rappresentante Cocer dell’Esercito, scrive al Papa: Ascoltata la sua ultima predica inerente l’inquinamento dei mass-media, l’informazione manipolata e i programmi diseducativi che promettono felicità e facile successo, sono stato spinto a sottoporre alla Sua attenzione le problematiche di un settore che quegli stessi mass-media trascurano: i soldati che per la propria Patria sacrificano la vita, nel mantenimento della pace e della democrazia nel mondo. Ogni qualvolta un mio collega, in particolare del ruolo truppa che io rappresento, viene barbaramente ucciso, l’Italia piange, e i politici tutti non mancano di apparire ai funerali e mostrare vicinanza umana e spirituale: subito dopo però, puntualmente, si dimenticano dei tagli del 40% alla difesa, andando ad intaccare gli equipaggiamenti, l’addestrmamento professionale, utili a salvare le vite e salvare la propria vita. Tagli che potrebbero causare una cospicua riduzione al personale, con oltre 23 mila giovani di età compresa tra i venticinque e i trenta anni che rischiano di essere disoccupati. E’ giustizia e moralità il fatto che dopo le promesse di un futuro nelle forze armate, dopo aver rischiato la propria vita per il paese, dopo che alcuni di loro da precari sono morti,altri sono ammalati per l’uranio impoverito, persone con una famiglia a carico e bisogni quotidiani da affrontare siano estromessi dal proprio ambito lavorativo? E cosa potrebbero poi fare, dopo questa nefasta ipotesi? Per sconforto e per necessità, coltivando pensieri cattivi, alcuni di essi li vedo arruolati nell’esercito del male delle mafie organizzate, allo stesso modo in cui è successo nella Russia post-sovietica. Ai tanti operai che percepiscono salari miseri si aggiungono i volontari in servizio permanente percettori di uno stipendio tra i più bassi d’Europa; ma di loro non ci si ricorda mai. Mi auguro che lei Santità possa, con il Suo buon cuore, pronunziare una parola di conforto a favore dei professionisti dell’Esercito ovvero i volontari di truppa in servizio permanente e volontari di truppa in ferma provvisoria. Siamo angeli che nessuno considera e protegge; possa questo gregge di Dio essere tutelato e salvato dal proprio Pastore .Un umile servitore delle istituzioni (Girolamo Foti)

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Tutti insieme…diversamente 4

Posted by fidest press agency su domenica, 3 maggio 2009

Roma 11 maggio, ore 17 Teatro LoSpazio.it Via Locri 42/44 (ang. via Sannio),  L’evento mira a fare incontrare frammenti di culture diverse, spesso poco conosciute e percepite come ostili, grazie anche ai luoghi comuni veicolati dai mass-media. Scopo della manifestazione sarà combattere questi pregiudizi grazie a testimonianze dirette di persone che vivono nel nostro Paese, attraverso esibizioni artistiche che si alterneranno sul palco in quattro sezioni distinte: Il deserto suona, Storie sommerse, La frontiera esiste e Il buio parla. Interverranno: Cecilia D’Elia, assessore alla Cultura della Provincia di Roma; Massimo Ghirelli, presidente dell’Archivio italiano immigrazione; Octavian Neamu, presidente dell’associazione EuRomeni d’Italia; Gioia Di Cristofaro, università di Roma “La Sapienza”; Marina Formica, università di Roma “Tor Vergata” e Christopher Hein, direttore del Cir, Consiglio italiano per i Rifugiati. Elemento unificatore della serata è il pane nelle sue diverse forme, ma comunque elemento “unico”, vitale per tutti e comune a tutte le culture. Sarà offerto a tutti i presenti e fornito dall’Unione dei Panificatori di Roma e Provincia e dal Panificio Romeno Cuptorul e sarà il filo che unirà i momenti in cui è articolato l’evento.  Nel corso della serata sarà presentata la sesta edizione del premio Claudio Accardi, nato con il fine di sostenere, con un riconoscimento in denaro, operatori dell’informazione, ricercatori, giovani giornalisti o aspiranti tali che con i loro lavori  favoriscano la comprensione degli effetti delle guerre sulle società civili, con l’obiettivo di cercare e promuovere il dialogo tra civiltà, culture e religioni. http://www.premioclaudioaccardi.it.

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