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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘massa corporea’

Per tenere lontana l’obesità

Posted by fidest press agency su domenica, 11 ottobre 2015

obesoIn sinergia con l’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione clinica, l’Istituto Ortopedico Gaetano Pini ospita l’“Obesity Day” aperto a pazienti, cittadini e dipendenti che desiderino una valutazione del proprio peso corporeo o abbiano bisogno di consigli su come scongiurare i rischi derivanti dall’obesità, non solo in caso di traumi o problemi articolari. Tutte le informazioni dalla dietista dell’Istituto dottoressa Nagaia Madini.L’obesità e il sovrappeso, già noti per i rischi cardiovascolari di cui sono portatori, minacciano anche la salute dell’apparato muscoloscheletrico e osteoarticolare.Dieta adeguata, attività fisica e controlli periodici sono fondamentali per il mantenimento del giusto peso e del benessere psicofisico. Per questo il prossimo 12 ottobre l’Istituto Ortopedico Gaetano Pini organizza l’Obesity day”: una mattinata dedicata alla misurazione del peso, dell’altezza, dell’indice di massa corporea (BMI), della circonferenza vita/fianchi, e ai consigli sulla corretta alimentazione e sugli stili di vita sani della dietista Nagaia Madini.L’appuntamento è dalle 9 alle 12,30, non è necessaria la prenotazione, nell’atrio dell’Aula Magna – monoblocco B – dell’Istituto Pini, ingresso da via Pini 3 o 9. L’incontro con la dietista è gratuito e si inserisce nella campagna Italian Obesity Day in collaborazione con ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione clinica).“Per il terzo anno consecutivo l’Istituto ha deciso di promuovere questo appuntamento rivolto ai dipendenti e a tutta la popolazione – spiega Nagaia Madini –; è un’opportunità per chiedere consigli sul proprio peso corporeo e per iniziare un percorso con l’obiettivo di imparare a stare bene con il proprio fisico”.L’obesità è una malattia cronica multifattoriale in continuo aumento, e sta diventando un vero e proprio problema per la salute pubblica. Nel 2013, l’11% degli adulti italiani risultava obeso e il 31% in sovrappeso. Nel 2014 il 20,9% dei bambini risultava in sovrappeso e il 9,8% obeso; mentre tra gli anziani il 42% in sovrappeso e il 15% obeso. Le cause dell’obesità possono essere molteplici: fattori genetici, ormonali, ambientali o comportamentali così come innumerevoli le conseguenze a carico del sistema cardiovascolare, respiratorio e osteoarticolare innumerevoli con un notevole impatto anche sul piano psicologico.“E’ vero che una corretta educazione alimentare inizia dall’infanzia, ma anche da adulti è importante evitare cibi-spazzatura (merendine,dolciumi, bevande gasate etc), avere un moderato apporto di formaggi e carne rossa, privilegiare alimenti integrali e proteine vegetali, come i legumi – spiega la D.ssa Madini -, non dimenticando che fare movimento per almeno trenta minuti al giorno è importante quanto una corretta alimentazione. Il 12 ottobre ne parleremo con tutti coloro che vorranno venire al Gaetano Pini per un consulto”.

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Genitori inconsapevoli del peso dei figli

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 ottobre 2009

La famiglia riveste un ruolo importante nel trattamento dell’obesità infantile, ma i genitori devono in primo luogo realizzare che il figlio è in sovrappeso o obeso. Diversi studi hanno verificato, infatti, che ciò non accade in percentuali molto elevate di casi, in relazione a fattori socio-demografici. La classificazione dei propri figli è stata proposta in un campione di bambini tra 5 e 12 anni, ai rispettivi genitori, appaiando un bambino a un genitore (n=576). Secondo la scala Likert, i genitori dovevano collocare il figlio tra i due estremi “estremamente sottopeso” ed “estremamente sovrappeso”. La percezione genitoriale è stata poi confrontata con il peso corporeo valutato in base ai percentili relativi a età e genere, dell’indice di massa corporea (IMC). L’86% dei genitori di bambini obesi o in sovrappeso ha dato una classificazione non corretta, definendoli in sovrappeso i primi e normopeso i secondi. In particolare, tutti i genitori di bambino con IMC superiore o uguale al 95° percentile, classificavano i loro figli in una categoria diversa da “estremamente sovrappeso”. Inoltre, il 75% dei bambini con IMC compreso tra l’85° e il 95° percentile, erano stati classificati come “quasi normopeso” o sottopeso. L’errore si verificava con più probabilità con i figli maschi (29% vs 21%) e non c’erano ulteriori caratteristiche associate all’errore. I risultati evidenziano la necessità di prestare maggiore attenzione al peso corporeo dei bambini durante le visite e segnalare ai genitori eventuali anomalie. (S.Z.)

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Instabilità da piccoli, obesità da adulti

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2009

Il binomio obesità e problemi della sfera emozionale è stato più volte riscontrato da studi epidemiologici, ma non è chiaro quale dei due sia causa dell’altro. Uno studio ha fatto chiarezza sul tema rilevando che le difficoltà emotive vissute durante l’infanzia comportano un rischio elevato di sviluppare obesità in età adulta. Per giungere a queste conclusioni, gli autori hanno esaminato i dati di 6500 soggetti inseriti nel 1970 British Birth Cohort Study, che all’età di 10 anni erano stati valutati per problemi emotivi, autopercezione e indice di massa corporea (IMC). Lo stato emotivo dei bambini era stato analizzato mediante scala Rutter B, questionario LAWSEQ, e scala CARALOC; poi, all’età di 30 anni, i soggetti avevano nuovamente fornito i dati di IMC. E’ emerso che i bambini che mostravano una bassa autostima, scarso controllo della propria vita e frequente preoccupazione erano poi quelli che nei successivi 20 anni avevano aumentato di più il peso corporeo. In particolare, considerando l’IMC dei bambini, dei genitori e il loro livello sociale, le difficoltà della sfera emotiva erano predittive di un aumento di peso nelle donne. La bassa autostima aveva effetti in entrambi i sessi, anche se con un accento maggiore nelle donne, mentre la sensazione di poco controllo sulla propria vita toccava indifferentemente uomini e donne. Gli autori sottolineano che queste evidenze hanno importanti implicazioni cliniche e indicano un percorso per interventi precoci che possono contribuire a limitare l’attuale epidemia di obesità. (S.Z.)

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