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Posts Tagged ‘massacri’

Il genocidio dei diversi

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 marzo 2018

Ogni volta le pagine della storia grondano di sangue innocente. Penso ai cristiani dati in pasto ai leoni nell’antica Roma, ai bambini handicappati che gli spartani buttavano dalla rupe. Penso alla polizia etnica serba ai danni dei kosovari, alla caccia e alla morte di milioni di ebrei nella civile ed evoluta Germania, alle leggi razziali fasciste, alle migliaia di bambini ebrei che in Francia alcuni funzionari del governo, del maresciallo Pétain, alleato con i nazisti, nella seconda guerra mondiale, denunciavano e mandavano a morire nelle camere a gas. I massacri delle foibe ai danni della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia. E ancora gli zingari e i disabili e a guerra finita, nel 1945, i nazisti continuavano a trucidare gli ebrei ungheresi che sino a quel momento erano stati dimenticati o se vogliamo risparmiati. E’ stata una mattanza senza soluzione di continuità. Tutti, possiamo dire, ci hanno intinto il pane e ancora oggi i rigurgiti, di tanta bieca violenza, si avvertono qua e là in manifestazioni antisemite, razziste che fanno vittime di ogni genere anche per ragioni religiose tra cristiani e musulmani, tra musulmani ed induisti, tra integralisti musulmani colpevoli di essere sciiti o sunniti. E’ la prova provata che nemmeno le democrazie occidentali oggi restano immuni da questo veleno sottile che s’insinua nelle loro viscere e le rende altrettanto esposte a revanscismi di natura razzista. Perché ancora oggi pregare in una moschea, o in una cattedrale cristiana o in una sinagoga o in un tempio indù fa la differenza e la distinzione nel radicamento della cultura del diverso, dell’esclusivo, del fedele in opposizione all’infedele?
Perché ancora oggi le logiche del consumismo impongono la figura di un essere umano vincente, di una figura super agiata, se non ricca, dai natali doc e si volgono cinici per una selezione della razza che ha tanto il sapore del razzismo nel nome del diverso, dell’escluso, del povero, dell’emarginato. Se noi non superiamo questi limiti di natura religiosa e laica che danno la misura dei nostri egoismi, è difficile poterci considerare costruttori di pace, di fraternità e di solidarietà universale. (Riccardo Alfonso)

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Congo: nuovi massacri nei pressi della città di Beni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 novembre 2014

congoIn seguito a un nuovo massacro avvenuto nei pressi della città congolese di Beni, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha chiesto ai Caschi Blu delle Nazioni Unite maggiore impegno per la protezione della popolazione civile della regione del Kivu. Nella notte di sabato 1 novembre otto persone sono state uccise in un agguato compiuto presumibilmente da ribelli dell’ADF (Allied Democratic Forces – Forze Democratiche Alleate).Dagli inizi di ottobre ad oggi nella città di Beni e nei suoi dintorni sono state uccise almeno 101 persone in attacchi di presunti miliziani dell’ADF. Vittime della crescente violenza dell’ADF non è più solo la popolazione civile delle città ma sempre più anche i gruppi di Pigmei che vivono nelle foreste attorno a Beni. Durante l’aggressione del 1 novembre, i miliziani dell’ADF hanno ucciso sei civili e due soldati nel quartiere di Bel Air. Questa attacco segue di pochi giorni quello del 30 ottobre compiuto contro diversi villaggi e in cui sono morti una contadina nel fuoco appiccato alla sua abitazione e diversi altri contadini e cercatori d’oro uccisi a colpi di machete. Altre 84 persone erano state uccise nelle settimane precedenti.Una delle più importanti basi del gruppo ribelle ugandese di stampo islamico ADF si trova proprio vicino a Beni nella Repubblica Democratica del Congo. Da aprile 2013 l’ADF ha intensificato la propria attività militare e tramite il reclutamento forzato ha considerevolmente aumentato il numero dei suoi combattenti. Il gruppo ribelle si procura alimenti e altri beni uccidendo e terrorizzando i contadini e attacca con machete la popolazione civile. L’APM si appella direttamente alla missione Monusco dell’ONU, i cui effettivi sono stazionati nella regione del Kivu settentrionale. E’ fondamentale che la popolazione civile sia effettivamente e efficacemente protetta dalla crescente violenza dei miliziani.

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La via dei conventi

Posted by fidest press agency su martedì, 14 giugno 2011

Pino Adriano, Giorgio Cingolani Ante Pavelic e il terrorismo ustascia dal Fascismo alla Guerra Fredda. L’organizzazione segreta ustascia, creata nel 1930 da Ante Pavelic, si batteva per l’indipendenza della Croazia dal regno di Jugoslavia. Disgregata la Jugoslavia nel 1941, Hitler e Mussolini affidarono a Pavelic la guida dello Stato fantoccio croato. Il fanatismo confessionale e razzista degli Ustascia divenne terrorismo di Stato e i massacri perpetrati contro Serbi, Ebrei e Rom furono uno dei peggiori crimini del XX secolo. Fuggiti in Italia nel 1945 attraverso la «via dei conventi» e poi emigrati in Argentina, gli Ustascia continuarono a praticare la violenza fino alla morte di Pavelic, avvenuta in Spagna nel 1959, e anche in seguito. Adriano e Cingolani mettono in luce, sulla base di documenti diplomatici e d’archivio di numerosi Paesi, gli intrecci che l’organizzazione ebbe con i governi che segretamente la sostenevano, tra cui il Fascismo prima ed esponenti del Vaticano poi, e rivelano le radici lontane dei più recenti conflitti in terra balcanica.
Pagine 648 (testo: 632 + inserto: 1/16) Euro 20,00 Codice 14228Z EAN 978-88-425-4666-5

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Libia: bombe sui manifestanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 febbraio 2011

“Le ultime notizie giunte da Tripoli relative all’utilizzo dell’aviazione militare contro i manifestanti che in questi giorni chiedono a gran voce la cacciata del dittatore Gheddafi, rappresentano un fatto di una gravità senza precedenti”. Lo ha affermato Gianni Vernetti, deputato di Alleanza per l’Italia e già sottosegretario agli Affari esteri. “L’Italia non può continuare a tacere di fronte agli orribili massacri compiuti dall’esercito del dittatore Gheddafi contro migliaia di giovani che stanno manifestando per chiedere democrazia e rispetto dei diritti umani”, sottolinea Vernetti, che conclude: “Chiedo al Governo, e in particolare al ministro per gli Affari esteri Franco Frattini, di convocare immediatamente l’ambasciatore di Libia in Italia ed esprimergli la più dura protesta del Governo italiano per le violenze di queste ore”.

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La Shoah non è sola

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2010

Gianfredo Ruggiero ci ricorda su Excalibur History che se è giusto ricordare la Shoah, è doveroso non dimenticare gli altri genocidi del passato e, aggiungiamo noi, del presente. “La storia – scrive Ruggiero – del genere umano è costellata di massacri, persecuzioni e pulizie etniche che per efferatezza, numero di vittime e motivazioni ignobili non sono seconde al dramma ebraico.  La stessa guerra mondiale con i suoi 55 milioni di morti, in maggioranza civili, è considerata un corollario al dramma ebraico”. Proprio per questo motivo Ruggiero aggiunge alla conta dei drammi umani del 27 gennaio “ Il genocidio del popolo armeno, un milione e mezzo di uomini, donne, vecchi e bambini scientemente eliminati dal governo turco nel 1915;  i dieci milioni di pellerossa massacrati dagli americani nel corso del XIX secolo a cui si aggiungono le vittime indigene della colonizzazione europea e cristiana delle Americhe per un totale di circa 100 milioni di morti; • i quattordici milioni di africani prelevati dalla loro terre e resi schiavi dagli americani per essere utilizzati come animali da lavoro. A questi si aggiungono le vittime dell’Apartheid in Sud Africa; •  i sette milioni di morti in Ucraina dal 1935 al 1937 a seguito delle carestie provocate intenzionalmente dal regime stalinista in quello che era considerato il granaio d’Europa; •  i quattro milioni di civili vittime dei bombardamenti terroristici alleati in Italia e Germania; • i tre milioni di civili massacrati per vendetta dall’Armata Rossa in Prussia, Slesia e Pomerania sul finire del secondo conflitto mondiale; •  le vittime dei bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki, inferti dagli Americani al solo scopo di testare i nuovi ordigni, quando il Giappone aveva già avviato le trattative per la resa;•  i tre milioni di vittime civili dell’Armata Rossa nell’occupazione sovietica dell’Afghanistan a cui si aggiungono i morti civili dell’attuale occupazione americana;• i due milioni di cambogiani (su sei di abitanti) morti nel loro Paese trasformato dai Khmer Rossi in un immenso campo di concentramento e di sterminio;• le vittime decedute per fame e torture nei gulag comunisti di tutto il mondo (compresa la Cina con la quale l’Italia e l’Occidente intrattengono ottimi rapporti d’affari), stima oscillante fra i 200 e i 300 milioni di persone;•  i desaparecidos, vittime della repressione anticomunista dei regimi filoamericani in Argentina e Cile e le migliaia di scomparsi per mano dei regimi golpisti in Grecia e Turchia negli anni ‘70; • i massacri in Ruanda, Etiopia, Congo e nel resto dell’Africa centrale per motivi tribali. In questi Paesi, una volta autosufficienti, manca il cibo, ma non le armi fornite a piene mani dagli occidentali che condizionano e sostengono i peggiori regimi dittatoriali per il controllo dei ricchi giacimenti minerari; •   le vittime innocenti, i massacri, le torture, le donne al rogo…perpretati dai cristiani durante il medio Evo nel periodo della cosidetta “Santa Inquisizione” e nel corso delle Crociate;•   le teste mozzate della Rivoluzione Francese  e le stragi in Vandea in nome della “libertà” e dei “diritti umani”; •   le vendette partigiane in Italia dopo la fine della seconda guerra mondiale; E l’elenco continua… Se anche queste sono vittime innocenti della barbarie umana perchè non dedicare anche a loro una giornata della memoria?  Sappiamo che sarebbe impraticabile istituire un giorno per ogni evento (probabilmente non basterebbero i giorni del calendario), potremmo allora abolire tutte quelle ricorrenze – 27 Gennaio, 10 febbraio e 25 aprile – e sostituirle con un’unica grande e solenne ricorrenza dedicata a tutti gli olocausti del mondo e della storia”. Ma vi è anche chi resta con il dolore di questi morti e altri con il segno delle ferite e delle torture. Che il 27 gennaio significhi anche per tutti il giorno della vergogna per ciò che abbiamo saputo e voluto fare contro i nostri simili. Nessun perdono può assolverli.

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