Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘massimo donadi’

Finanziamento partiti

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 maggio 2012

“Quanto avvenuto ieri in Aula è vergognoso. Non solo stiamo dimostrando che la politica resta un passo indietro rispetto al sentire dei cittadini. In quest’Aula, oggi, si è aperto un rischio ben più grave, una strada che facilmente può aumentare il vortice di denaro che gira intorno ai partiti e renderlo ancora più occulto di quanto non sia stato fino ad ora”. E’ quanto affermano, in una nota congiunta, il presidente dei deputati dell’Idv, Massimo Donadi e il capogruppo Idv in commissione Affari Costituzionali, David Favia.
“Il primo scandalo è l’approvazione dell’articolo 2 – spiegano Donadi e Favia – un articolo che di fatto legalizza lo scambio di favori tra le aziende private ed i partiti. Ai privati, in sostanza, converrà dare contributi alla politica, visto che avranno agevolazioni fiscali inspiegabili. In più, non sarà necessario rendere pubblica la motivazione di tali stanziamenti che non difficilmente si tradurranno in vere e proprie mazzette”. “Non meno grave è quanto verrebbe fuori dall’articolo 5 – aggiungono i due dipietristi – che permetterebbe a società pubbliche di dare contributi a fondazioni presiedute da parlamentari. Ci auguriamo che almeno questa norma del testo venga corretta”.

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Governo Monti: Si volta Pagina?

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2012

Pierluigi Bersani

Pierluigi Bersani (Photo credit: PD Cagliari)

Non direi e lo dimostro. Già nel precedente articolo (cliccare qui) ho indicato il background di questa nuova esperienza governativa e che ci ha portati, tanto per riallacciarmi al precedente articolo, ad avere la prova provata che nemmeno una maggioranza parlamentare qualificata è in grado di avviare il processo di rinnovamento del paese. E ora, come giustamente osserva l’on.le Massimo Donadi “Dopo il decreto Salva-Italia, da 30 miliardi finanziati dall’aumento delle tasse, all’aumento dell’Iva e delle accise, fino alle reintroduzione dell’Imu, non c’è traccia di alcun provvedimento per la crescita. Le misure adottate in passato, nel recente passato, stanno mostrando la loro efficacia? A quanto pare no. La mission del governo tecnico si sta rivelando impossibile per incapacità oggettiva e manifesta? A quanto pare sì. Il punto è non tanto quello di non opporsi alle riforme e di contribuirvi con spirito costruttivo, come dice Bersani. Il punto è di quali riforme stiamo parlando. Dell’articolo 18? Di quello che lo stesso presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha definito inutile per le imprese che non sapranno cosa farsene? Del decreto liberalizzazioni, un pannicello caldo deturpato, svilito, spolpato dalle grandi lobbies? E per il futuro? Cosa si prospetta all’orizzonte? A quali misure per la crescita sta pensando il governo “dei tecnici” per risollevare il Paese, per farlo uscire dalla recessione? Per ora, le uniche risposte che sono giunte sono state quelle a favore di banche e assicurazioni, non dei cittadini e delle piccole e medie imprese”. Per essere meno impietosi dovremmo dire che i limiti che si è posto questo governo non è quello del rilancio del paese ma solo per garantire i nostri creditori che possiamo essere solvibili non per quello che potremmo fare ma per le disponibilità che abbiamo. Non so se gli italiani hanno chiara la percezione del danno che stiamo ricevendo. Non mi riferisco alla nostra perdita del potere di acquisto, pur grave e che poteva essere evitata, con un carrello dei beni di prima necessità aumentato di circa il 5% mentre le retribuzioni (per via delle addizionali irpef, e di altri tributi in corso d’opera) sono calate del 4%, ma alla caduta verticale del prestigio istituzionale. Ci troviamo con un parlamento sotto “amministrazione controllata” ed umiliato con continui voti di fiducia e l’ammonimento a non cambiare i disegni di legge governativi e con un presidente della Repubblica passato nel giro di qualche mese da “salvatore della patria”, per via del ben servito dato al governo Berlusconi e alla sua fallimentare politica, a un difensore delle cause perse perché ha perso l’occasione per rimettere in gioco con un voto anticipato la volontà popolare e a far riassumere al Parlamento il suo ruolo istituzionale e al governo di trovarne la sintesi. D’altra parte è proprio i complimenti che dall’estero provengono a Monti che ci dimostrano quanto in basso siamo calati. Sembra un controsenso ma non lo è. E’ semmai lo stupore che possa accadere che un presidente del consiglio tartassi i suoi sudditi, in specie se poveri, e ne ricavi il convincimento di avere il loro consenso. A Napoli direbbero: cornuti e mazziati”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

 

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Legge elettorale: dal “porcellum al bordellum”

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Massimo Donadi, Italian politician (Italia dei...

Massimo Donadi, Italian politician (Italia dei Valori) (Photo credit: Wikipedia)

“Questa riforma è una truffa elettorale e andrà a finire che, dopo il Porcellum, avremo il Bordellum. Una legge che ha un unico scopo: le mani libere per i partiti. Finisce il bipolarismo, ogni partito si presenterà con il proprio simbolo e toglierà ai cittadini italiani anche quello che avevano prima e cioè la possibilità di sapere, prima del voto e non di scoprirlo il giorno dopo, quale sarà programma, coalizione e candidato premier”. E’ quanto ha detto, in una video intervista pubblicata sul suo blog, il presidente del gruppo Idv alla Camera Massimo Donadi.”Dietro questo accordo – ha detto Donadi – c’è un patto scellerato che nasce da uno scambio: l’Udc voleva a tutti i costi la fine del bipolarismo per poter attuare al meglio la politica dei due forni e quindi scegliere, dopo le elezioni, con quale dei due partiti principali allearsi. I due partiti principali hanno concesso questa cosa all’Udc ottenendo, in cambio, di essere sovra rappresentati. In pratica siccome questi due partiti, Pd e Pdl, alle elezioni del 2008 insieme hanno preso il 72%, mentre oggi a malapena arrivano al 48%, si sono fatti dare in cambio una legge che, con il 48% dei voti, gli darà circa il 70% dei parlamentari come quattro anni fa. Quindi due partiti che hanno sempre meno consenso, e sono entrambi sul punto di esplodere, hanno scambiato il bipolarismo per un mucchio di parlamentari in più per accontentare quel terzo dei loro parlamentari che altrimenti sarebbero restati a casa”. Donadi ha poi annunciato “una durissima battaglia parlamentare per impedire che il Bordellum diventi realtà ma ancora di più faremo una grande azione di informazione perché come oggi c’è in Italia il governo Abc, c’è anche l’informazione Abc, che non è regime, è semplicemente lottizzazione partitocratica della Rai e dei grandi mezzi di informazione. Con questo disegno di legge non si dà più democrazia ma se ne avrà ancora di meno, torneremo alla Prima Repubblica. Non solo, il partito che si metterà in mezzo, pronto ad allearsi tanto a destra, tanto a sinistra, di fatto avrà la golden share della democrazia italiana, potrà governare ininterrottamente per i prossimi decenni scegliendo di volta in volta con quale dei due partiti principali allearsi”.

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C’era una volta la politica

Posted by fidest press agency su domenica, 21 agosto 2011

Umberto Bossi

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Oggi voglio riflettere con voi su un pensiero che mi disturba da tempo e che è andato aggravandosi in quest’ultima, calda settimana di metà agosto, a causa delle infelici manifestazioni verbali di Umberto Bossi. Può, mi chiedo, un ministro della Repubblica, investire un altro ministro, puntando addirittura sulle sue caratteristiche fisiche ed assumendo, dunque, un atteggiamento che mi permetto di definire fascista? Ebbene sì, può farlo. Ed anche senza che nessuno, per ore, lo bacchetti. Ed ecco che allora quel pensiero di cui vi parlavo si acutizza fino a diventare una certezza: la politica, quella vera, non esiste più. E’ tramontata, lasciando il posto ad una classe dirigente volgare, inopportuna, oltraggiosa, incivile e, soprattutto, incapace. Il confronto politico è stato messo da parte per far spazio ad esuberanze fuor di luogo, che offendono chiunque creda ancora nella dialettica costruttiva. Io credo che le recenti, vergognose, manifestazioni del Senatur, siano, in qualche maniera, la spiegazione intrinseca della manovra inutile, controproducente e grave che il governo è stato capace di partorire, pure in netto ritardo rispetto a quando avrebbe dovuto fare. Quella volgarità espressiva spiega la politica deicondoni. Cerco di spiegarmi meglio. Ritengo che la politica economica palesemente fallimentare, oltre che scorretta, di questo governo sia il degno risultato del lavoro di una classe dirigente che politicamente non esiste e che si esprime attraverso offese indecenti. Il pensiero che mi disturba da giorni è che il fallimento della politica degli ultimi anni sia la conseguenza di unadegenerazione della classe dirigente, di cui l’incontinenza verbale e gestuale di Bossi è simbolo e che l’evidente declino del leader della Lega, affannato a metter toppe fatte di sola volgarità sulla perdita di consensi, porti con sé il tramonto di quel codice non scritto che la politica ha sempre rispettato ed ora non considera quasi più. Si pensi alle barzellette raccontate pubblicamente dal presidente del Consiglio o alle infelici sue battute sull’aspetto estetico di alcune colleghe donne, degne, per altro, del massimo rispetto in virtù di serie capacità politiche più volte dimostrate. Ed allora la speranza, ancora una volta, è che Berlusconi, Bossi e tutto il governo, portandosi dietro il turpiloquio, la gratuita volgarità, la violenza verbale e l’incapacità di fondo, si tolgano di mezzo al più presto, lasciando l’Italia libera di riprendersi la propria dignità etica, culturale ed istituzionale. (Massimo Donadi)

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Province: un no pilatesco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2011

“Anche oggi, come accaduto nell’ultimo anno e mezzo, il parlamento sta tentando di accantonare sbrigativamente una proposta che crea imbarazzo. Stiamo discutendo una manovra che chiede sacrifici straordinari agli italiani, bloccando stipendi e rivalutazioni delle pensioni, introducendo ticket, una patrimoniale surrettizia e vigliacca, che colpisce risparmi dai 50.000 euro ed il parlamento vuole mettere da parte l’abolizione delle province che porterebbe ad un risparmio di 13 miliardi di euro l’anno” lo ha detto in Aula, Massimo Donadi, presidente dei deputati dipietristi, durante l’esame del testo sull’abolizione delle province presentato dall’Idv . “Vogliamo che gli italiani sappiano che questa manovra che mette le mani in tasca agli italiani non e’ l’unica che si poteva fare. Si potevano tagliare i privilegi della Casta, come a parole anche Tremonti e Brunetta volevano fare. Si poteva snellire lo Stato e l’elefantiaco apparato burocratico. Tutti in campagna elettorale hanno promesso di abolire le province, ma nessuno, oggi, vuole farlo sul serio. Chi dice no alla loro abolizione oggi, se ne deve assumere la responsabilità” conclude Donadi.

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Buon compleanno Presidente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2011

Giorgio Napolitano

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“Le giungano, a nome mio e di tutto il gruppo di Italia dei Valori, i più sinceri auguri in occasione del suo 86esimo compleanno, unitamente al ringraziamento per aver saputo interpretare in modo autorevole ed autentico il ruolo di garante delle istituzioni, testimoniato dall’affetto e dalla fiducia degli italiani” è quanto si legge nel telegramma che Massimo Donadi, presidente dei deputati di Italia dei Valori, ha inviato questa mattina al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
«Nel giorno del suo compleanno desidero rivolgere i più sinceri auguri, a nome mio e di tutta la Giunta capitolina, al Presidente Napolitano». È quanto dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. «Colgo l’occasione per rinnovare al Capo dello Stato l’apprezzamento, la fiducia e la stima per l’alto senso delle Istituzioni mostrato nella sua costante e rigorosa opera, guidata da un grande equilibrio. Un presidente super partes che ha saputo rinnovare il sentimento di unità nazionale con forte slancio, proprio nell’anno in cui l’Italia festeggia il suo 150° anniversario». La fidest si associa.

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Processo breve: è golpe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 marzo 2011

Massimo Donadi, Italian politician (Italia dei...

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“Vergognosa umiliazione del Parlamento, vergognoso colpo di mano, vergognosa manipolazione della giustizia. Errore clamoroso che contravviene a tutti i precedenti in Parlamento. Siamo alla volgarità esibita. Per questo, anche l’Italia dei Valori sarà oggi in piazza”. E’ quanto si legge in una nota congiunta dei capigruppo IdV di Senato e Camera, Felice Belisario e Massimo Donadi.

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“Ingiustizia” è fatta

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2011

Leggo oggi sul “Corriere della Sera” l’editoriale di Pierluigi Battista e mi trovo a riflettere su un concetto che probabilmente ha sfiorato molti italiani negli ultimi anni. Battisti sostiene che “sulla giustizia su potrebbe evitare l’ennesima guerra di religione, se ambedue gli schieramenti la smettessero di farsi imprigionare dall’incubo di Silvio Berlusconi”. Si potrebbe, sì, sono d’accordo con un giornalista che considero valido e d’indiscussa professionalità. Si potrebbe ed è quello che vorremmo, dal momento che siamo convinti che la giustizia il Italia debba essere riformata. Si potrebbe, se solo ci fosse la possibilità di salvare anche solo pochi punti di una riforma che , detto in tutta franchezza, è fatta di misure non solo inutili, ma anche dannose. Non è per partito preso se l’opposizione si matte di traverso nei confronti di questa proposta. E’ semplicemente perché si tratta di una bomba che rischia di far saltare in aria i principi fondamentali della Costituzione. L’indipendenza della magistratura è stata voluta dai nostri padri costituenti a tutela dei cittadini. Questi ultimi  vogliono sicuramente processi più celeri ed una magistratura più indipendente. Questa cosiddetta riforma ‘epocale’ non risolve il primo problema ed aggrava il secondo, mettendo, di fatto, i giudici in ginocchio di fronte ai politici di turno. Si tratta di una riforma che affida al Parlamento la scelta di quali reati, anno per anno, il magistrato deve perseguire. Non solo, è previsto anche che ad indagare sui magistrati debba essere un apposito consiglio di disciplina di nomina parlamentare. Non riesco a capire in che modo una riforma del genere possa agevolare la funzionalità della giustizia. Tutto, in sostanza, andrà a finire nelle mani di un solo ed assoluto potere.Indipendentemente dalle vicende personali di Berlusconi, dal processo Ruby, con cui lui stesso ieri si è affannato a dire che ha “zero” a che vedere questa riforma, si tratta però di un testo che di “chiaro”, come Berlusconi lo ha definito ha solo una cosa: non servirà a risolvere i problemi della giustizia e minerà gli equilibri che hanno sempre garantito il bilanciamento tra i poteri dello Stato. Certo, forse questa riforma ‘epocale’, che di epocale ha solo l’anticostituzionalità, un fine l’ha raggiunto: si è sostituita, sulle pagine dei giornali e sulle bocche dei politici dell’opposizione, alle dette e ridette parole sui processi dello stesso premier. Se questo era lo scopo di Berlusconi e dei suoi fedelissimi, sono riusciti nell’intento, ma non durerà a lungo e soprattutto questa riforma non arriverà mai alla fine del suo percorso. (Massimo Donadi deputato Idv)

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Anatocismo, usura, risparmio tradito: quale tutela?

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2011

Roma 15 marzo p.v. alle ore 09.30 presso Palazzo San Macuto (Via del Seminario 76 convegno su “Anatocismo, usura, risparmio tradito: quale tutela?” Vi partecipano l’On. Antonio Di Pietro, l’On. Massimo Donadi ed il Sen. Felice Belisario. Il convegno è organizzato dal Sen. Elio Lannutti (Senatore IDV e Presidente ADUSBEF).

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Milleproroghe: Idv disponibili esame

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2011

“Non  ci sottrarremo all’atto di responsabilità richiesto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Garantiremo una rapida approvazione del decreto qualora il Governo si renda disponibile a ricondurlo nell’alveo della costituzionalità. Non vogliamo nemmeno considerare l’ipotesi che il Governo si arrocchi in una posizione che sarebbe uno schiaffo al presidente della Repubblica  e alla nostra Costituzione”  così il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi, commenta le osservazioni del Quirinale sul decreto milleproroghe.

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Una defezione nell’Italia dei valori?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 dicembre 2010

“Da più parti in questi ultimi giorni mi sono arrivate indiscrezioni circa il rischio che l’onorevole Scilipoti possa votare il prossimo 14 dicembre in difformità dal gruppo di Italia dei Valori. Dopo che, nella giornata di oggi, lo stesso si è rifiutato di avere un chiarimento con il presidente Di Pietro l’ho contattato telefonicamente per chiedergli, come sto facendo ormai da più giorni,  un incontro nel quale poter chiarire se da parte sua ci siano problemi con il partito” lo dichiara in una nota Massimo Donadi, presidente dei deputati di IDV. “Data la sua indisponibilità a fissare un incontro, ho fatto presente all’onorevole Scilipoti che qualunque parlamentare non dovesse partecipare alla votazione sulla sfiducia, non solo, e ovviamente, sarà fuori dal partito, ma ci obbligherà altresì a difendere con ogni mezzo il buon nome e l’onorabilità di Idv” spiega Donadi.  “Faremo sapere con chiarezza agli italiani che c’è qualcuno che, dopo essersi fatto eleggere per contrastare la sempre più pericolosa deriva del berlusconismo, come il peggiore Giuda, tradisce il partito, i suoi elettori, e si vende, politicamente, per trenta denari” aggiunge il presidente dei deputati di IDV. “Spero ancora di sbagliarmi e che con Scilipoti ci sia stato solo un malinteso. Qualora, tuttavia, già nelle prossime ore, non dovessero intervenire da parte sua prese di posizioni chiare ed univoche e comportamenti conseguenti, avvieremo il primo passo, ovvero il deferimento al collegio di garanzia del partito” conclude Donadi.

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Camera deputati: fido e fuffi all’ordine del giorno

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Di cosa discuterà il Parlamento la prossima settimana? Tenetevi forte roba da urlo. Niente popo’ di meno che di “animali da compagnia”. 945 parlamentari della Repubblica, pagati con i soldi dei contribuenti, discuteranno di come proteggere al meglio Fido e Fuffi, i migliori amici dell’uomo. Nulla in contrario, per carità, nei confronti dei cuccioli a quattro zampe, a pelo corto o lungo che siano, miagolanti o abbaianti. Ma c’è qualcosa che non va, “sa va sa dir”, se il Parlamento della Repubblica italiana paga 945 tra deputati e senatori per occuparsi di Fido e Fuffi mentre il Paese sta affogando in una crisi economica epocale. Il Parlamento della Repubblica italiana, nel mese di settembre 2010, ha svolto 4 sedute con votazioni. Tradotto dal parlamentarese, ha lavorato 4 giorni in un mese: una mezza giornata al mattino, una mezza giornata al pomeriggio e due giorni mattina e pomeriggio. Ad ottobre, anche se manca una settimana, non è andata meglio, 6 sedute in tutto: un mezza giornata al mattino, tre mezzi pomeriggi, e due giorni mattina e pomeriggio. Fine dei giochi. In due mesi, 60 giorni, il Parlamento ha lavorato 10 giorni, distribuiti comodamente tra mattina e sera. Credo che qualunque cittadino ci metterebbe la firma sotto un contratto del genere, per di più strapagato. Fuori dalla facile demagogia, il problema è che noi di Italia dei Valori ci vergogniamo di essere pagati per non lavorare. Per questo, denunciamo da sempre e oggi con maggior forza, all’opinione pubblica, questa situazione di cui la totale responsabilità ricade sull’immobilismo del governo che non porta in Aula un solo provvedimento utile al paese ma solo disegni di legge con la velocità di un bradipo addormentato, ratifiche  di convenzioni europee, tra cui l’indispensabile e fondamentale su Fido e Fuffi. Volete sapere quanti disegni di legge ha approvato il Parlamento nel mese di settembre? Zero. Quanti decreti legge? Zero. Quanti documenti, cioè aria fritta? Nove. Quante mozioni grazie all’opposizione? Tre. E una ratifica. Fine, game over. Ad ottobre, i disegni di legge sono stati 5, i decreti legge uno, un documento, tre mozioni e una ratifica. Fine, game over. Sono riusciti a fare di peggio del peggio già raggiunto negli stessi mesi nello scorso anno. Settembre 2009: 6 sedute in tutto. Il Parlamento ha lavorato 3 giorni su 30. Ottobre 2009: 3 sedute in tutto. Il parlamento ha lavorato 3 giorni su 30. Per produrre la modifica cifra di 7 disegni di legge, un decreto con fiducia, e tre mozioni. Roba da far ridere i polli. Gli italiani possono stare tranquilli: con Berlusconi e questa maggioranza che ormai non c’è più, il Parlamento è impantanato, immobile, fermo e, mentre Berlusconi pensa a come bloccare i suoi processi, le sue aziende prosperano. Con buona pace dell’Italia e degli italiani. (Massimo Donadi parlamentare I.d.V.)

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“La Lega vuole staccare la spina al governo?

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2010

“Nessuna sorpresa. E’ l’unica arma che hanno per nascondere il fallimento del federalismo. Hanno bisogno di additare la colpa a qualcuno e di passare presto all’incasso prima che il popolo del Nord scopra il grande bluff” così Massimo Donadi, presidente dei deputati di IDV, commenta le parola di Umberto Bossi”.

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Intercettazioni: E’ un ddl criminogeno?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2010

“Dopo il Dipartimento della giustizia americano, dopo l’Osce, ora persino l’Onu dice che il ddl intercettazioni va abolito. Una simile concentrazioni di critiche, tutte provenienti da organismi internazionali che per prassi consolidata ben si guardano, in circostanze normali, dall’intervenire nelle faccende interne di altri stati, non conosce precedenti e si giustifica soltanto con l’inaudita gravità di un provvedimento che è insieme criminogeno e lesivo del fondamentale diritto costituzionale alla libertà di informazione. Ci domandiamo cosa aspetti ancora questa maggioranza a prendere atto che, per seguire i deliri senili anti-giudici e anti-stampa di Berlusconi, sta mettendo a rischio la sicurezza e la credibilità del Paese” lo dichiara Massimo Donadi, presidente dei deputati di IDV.

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Video aggressione alla camera dei deputati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2010

Lettera aperta al Presidente della Camera.“Gentile Presidente, oggi in Aula è accaduto un fatto di una gravità che non ha precedenti. Come potrà verificare dai resoconti dell’Aula, a seguito di un intervento dell’On Barbato che non aveva alcun contenuto offensivo o lesivo della onorabilità di alcuno, si è verificata una vera e propria aggressione fisica e violenta da parte di un numeroso drappello di parlamentari della PdL, che pur trattenuti dagli assistenti parlamentari si sono letteralmente avventati contro l’On. Barbato, calpestando persone e cose e in particolare uno di questi parlamentari ha volutamente colpito con un pugno l’onorevole in pieno volto” è quanto si legge nella lettera che il presidente dei deputati di IDV Massimo Donadi, ha inviato al presidente della Camera Gianfranco Fini. “Non conosco o non ricordo precedenti, non solo in questo Parlamento ma neanche in quelli di altre grandi democrazie europee, in cui un parlamentare debba subire una violenza fisica per la sola colpa di aver espresso una critica politica. Per questa ragione Le chiedo di voler convocare un’immediata riunione dell’Ufficio di Presidenza della Camera, acquisendo altresì tutte le registrazioni video dell’accaduto e provvedendo con opportuna e adeguata severità a sanzionare tali inconcepibili comportamenti” si legge nella lettera. “Le rappresento, inoltre, l’apprezzamento che il mio Gruppo avrebbe qualora Lei ritenesse di rendere di pubblico dominio e quindi accessibili alla pubblica informazione suddette registrazioni video, in quanto riteniamo che questi fatti non possano essere sottratti alla conoscenza della pubblica opinione” si legge nella lettera.

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Donadi: entro un anno il leader coalizione

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2010

“Destra e sinistra sono concetti da radere al suolo e da ricostruire sulla base di progetti nuovi. Abbiamo bisogno di passione e generosità e di pochi calcoli politici fatti a tavolino, di quelli che hanno visto indulgere il Pd su pallottolieri magici che gli elettori hanno rifiutato. E abbiamo bisogno di trovare presto, sulla base di valori trainanti, un leader, poiché nelle democrazie moderne non si può fare a meno di incarnare il progetto in una leadership”. Lo afferma Massimo Donadi, capogruppo di Italia dei Valori alla Camera, in una intervista all’Unità. “Al Pd va riconosciuto il merito di avere imposto un metodo di grande partecipazione come le primarie. Bisognerebbe avere il coraggio di trasformarle in qualcosa di ancora più americano di quanto non siano state fino adesso. Diamoci tempo un anno in cui candidati della società civile e dei partiti si confrontino sulle idee, poiché l’unico modo di fare emergere una leadership è il confronto delle idee. Se aspettiamo le segreterie dei partiti, non dico un Obama ma nemmeno un Tony Blair verrà mai fuori”. sostiene Donadi nell’intervista.

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Il decreto anti-corruzione del Premier

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2010

“Che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, plurindagato e condannato per corruzione, si impegni a varare una legge per porle un freno, è forse la sua barzelletta più riuscita. E’ solo l’ennesimo spot elettorale. Siamo sicuri che dopo le regionali finirà tutto nel cassetto” lo dichiara l’on. Massimo Donadi, capogruppo di Italia dei Valori alla Camera.

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La Fiat e gli incentivi pubblici

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2010

Dal portale di Massimo Donadi: “La Fiat ha deciso il blocco di tutti gli stabilimenti dal 22 febbraio al 5 marzo. E lo fa il giorno dopo aver annunciato lauti profitti e dividendi per gli azionisti. Tale decisione colpirà  30.000 operai che si ritroveranno con circa 300 euro di meno in busta paga. Tanti, anzi, tantissimi soldi in meno per chi guadagna in media 1200 euro mensili. Il 31 dicembre sono scaduti gli incentivi per l’acquisto di autovetture. Il Governo ne ha promessi di nuovi, ma meno consistenti. Così la casa automobilistica di Torino ha deciso per la cassa integrazione. Un ricatto, secondo il Governo, una scelta inevitabile secondo l’azienda torinese.La verità è che in questa vicenda non ci sono buoni e cattivi. Ci sono due attori in commedia, governo e fiat, che pensano entrambi a prendersi tutta la scena. Si curano dei loro affari ed interessi e poco, anzi per nulla, degli operai rimasti senza lavoro. L’azienda Fiat costituisce da sempre un’anomalia. E’ l’unica azienda privata, in Italia, che viene finanziata con i soldi dello Stato. Forte della sua funzione sociale, ha sempre chiesto ed ottenuto incentivi statali, che altro non sono che un finanziamento pubblico mascherato. Morale della favola, in tutti questi anni, la Fiat ha capitalizzato gli utili e risocializzato i debiti.Negli ultimi anni, il mercato è profondamente cambiato, come si dice in gergo si è globalizzato. L’unica strategia aziendale perseguita dalla Fiat per reggere l’impatto con la globalizzazione si è basata sugli incentivi statali, sulla delocalizzazione degli stabilimenti per ridurre i costi e, da ultimo, sulle fusioni con grandi aziende automobilistiche come la Chrysler. E’ chiaro ed evidente la strategia dell’azienda automobilistica di Torino che ormai ha cuore, testa e portafogli in America, Polonia e Brasile.Dall’altra, c’è un Governo che non è in grado di fornire ricette di ampio respiro. Gli  incentivi statali sono la strada più facile e veloce ma è come fornire il metadone ad un tossicodipendente. Non si può continuare a fornire soldi ed in cambio ottenere licenziamenti e disoccupati in più. Tanto varrebbe, allora, finanziare il coraggio e l’intraprendenza di tante piccole e medie imprese. Come ha scritto bene Giannini su Repubblica, qualche giorno fa, questo Paese ha un disperato bisogno di una politica industriale. Ben vengano, dunque, anche gli investimenti pubblici ma a fronte di investimenti veri, ricerca, formazione e occupazione. Il futuro passa da qui.”

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Berlusconi: Leggi ad libertatem suam

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 gennaio 2010

Scrive nel suo portale Massimo Donadi parlamentare Idv:  “Legittimo impedimento, processo breve, lodo Alfano per via costituzionale, decreto blocca-processi, immunità parlamentare: è questo l’obiettivo di Berlusconi, approvare subito, nei prossimi mesi, una cinquina di leggi che lo mettano al riparo, a vita, e anche oltre, dai suoi guai giudiziari. E chissenefrega se il nostro sistema giudiziario se ne va allo scatafascio. Siamo al record mondiale di leggi ad personam, ribattezzate con faccia tosta dal premier “ad libertatem”. Si, ad libertatem suam, ribadisco io. Cinque leggi leggi confezionate su misura, che, con le 18 approvate dal 1994 ad oggi dai governi di centrodestra, fanno in totale 23, numero magico e scaramantico, che fa la fortuna di chi lo raggiunge. Sicuramente ha fatto la fortuna dell’attuale presidente del Consiglio. Un vero record, degno di entrare nel Guiness dei primati.Scorrendo, infatti, l’elenco di tutte le leggi ad libertatem suam si capisce chiaramente una cosa. Tutte le volte che gli interessi del premier, economici, finanziari, televisivi, calcistici, hanno trovato un’ostacolo o un impedimento sul loro cammino, la maggioranza di centrodestra li ha spazzati in men che non si dica per via legislativa. Mi riferisco, ad esempio, alla riforma del diritto societario del 2001, che ha depenalizzato il falso il bilancio e ha salvato Berlusconi dal processo All Iberian 2 e Sme Ariosto 2. Mi riferisco, alla ormai celebre legge Cirami del 2002, che introduce il legittimo sospetto sull’imparzialità del giudice, oppure, al cosiddetto decreto salva-calcio sempre dello stesso anno che ha consentito al Milan di ottenere benefici in termini fiscali, per usare un’espressione gentile e non parlare di evasione vera e propria. E poi ancora tutti i condoni tombali di cui si sono avvantaggiate le imprese Mediaset, i lodi per rendere immune Silvio, i decreti salva tv, l’aumento dell’Iva sulla pay tv concorrente: insomma, ce ne è per tutti i gusti, basta avere la pazienza di arrivare fino in fondo all’elenco.Dunque, se il 2010 si vede dal mattino, altro che riforme costituzionali o del fisco, altro che partiti dell’amore ci attendono per il nuovo anno! La musica non è cambiata, anzi, a dirla tutta è peggiorata. Girano voci a Montecitorio. A quanto riferiscono alcuni deputati del Pdl le indiscrezioni de la Repubblica e de l’Unità sono vere. Silvio, durante la cena con alcuni di loro, a proposito del processo Mills, avrebbe detto davvero che  “o i giudici decidono nel senso che sostengo io o faccio una dichiarazione a reti unificate per dire che la magistratura è molto peggio della mafia”. A questo punto, sorge una domanda: quando Silvio, qualche giorno prima di Natale, ha detto che sconfiggerà la mafia entro la fine della legislatura non è che pensava ai magistrati? I conti tornerebbero.Se non ci fosse da piangere verrebbe da ridere a ripensare al clima falso e intriso di melassa con il quale solo 20 giorni fa il mondo della politica e dei media, sia a sinistra che a destra, ci dipingeva come pericolosi eversori, perché ci eravamo permessi di dire quello che ogni italiano di buon senso pensava, ovvero, che sarebbe finita esattamente così.  A sentire oggi Bersani, che dice che si metterà di traverso sulle leggi ad personam, mi viene da chiedermi se ci sono o ci fanno.”

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Il caso Cosentino divide l’opposizione

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2009

L’on.le  Massimo Donadi dell’Idv ha rilasciato la seguente dichiarazione:  “Quando ieri ho appreso che il Pd non avrebbe sottoscritto la mozione di Italia dei Valori, che chiede le dimissioni del sottosegretario Cosentino, ho pensato due cose. La prima, è che si trattasse di una questione tra prime donne, la seconda che si trattasse di un impazzimento generale. Poi, dopo aver a lungo riflettuto, mi è tornato in mente quanto è successo mercoledì 28 gennaio 2009. Quel giorno, di non molti mesi fa, il Pd contribuì a salvare il sottosegretario Cosentino, con colpevoli assenze e sparizioni improvvise. Quel giorno, infatti, la Camera respinse una mozione, presentata da Pd, Idv e Udc, per far dimettere il sottosegretario all’Economia, accusato da ben sei pentiti di fiancheggiare il clan dei Casalesi. A gennaio, la mozione fu respinta perché, ovviamente, la maggioranza fece quadrato intorno al sottosegretario. Anche il Pd ebbe la sua parte di responsabilità, perché se tutti i deputati fossero stati quel giorno al loro posto, viste le numerose assenze nel Pdl, la mozione sarebbe passata. Quel giorno, erano assenti 24 deputati del Pd, tra cui l’allora segretario Walter Veltroni che,qualche giorno prima, in un’intervista all’Espresso, chiedeva le dimissioni di Cosentino. Quel giorno, 2 deputati del Pd votarono contro la mozione presentata dal loro partito. Quel giorno, 25 deputati del Pd si astennero. Quel giorno, 49 deputati del Pd non parteciparono al voto, nonostante fossero presenti in Aula. Al momento del voto sparirono improvvisamente, per riapparire in Aula qualche istante dopo e riprendere a votare le altre risoluzione all’ordine del giorno in tutta tranquillità”.

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