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“Migrazione” mostra di fotografia

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2011

Firenze dal 5 al 14 marzo 2011 Galleria Tannaz Via dell’oche, 9-11r. La mostra di Monique Erba Robin, dal titolo  Migrazione  è a cura di Tannaz Lahiji e Massimo Innocenti con un testo critico di Serena Bedini La mostra resterà aperta, orario apertura da lunedì al sabato dalle 16.00 alle 20.00.

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Mostra di Massimo Innocenti “Naturae”

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2010

Firenze sabato 6 novembre 2010 alle ore 18.00 si inaugurerà presso la Galleria Tannaz. L’artista, ci dice Massimo Innocenti, deve essere nuovamente <<capace di guardare e di fermarsi di fronte a un paesaggio, di soffermarsi lungo le sponde di un fiume ed ascoltare>>. L’invito all’ascolto equivale qui al desiderio di staccarsi dal frastuono metropolitano e di ritornare ai suoni naturali e al silenzio che l’artista esige nel dialogo con gli aspetti più semplici della vita e delle cose. La trilogia di dipinti intitolata al Lago, realizzata in tre formati differenti, ne è un esempio eloquente: l’aria brumosa e pacata si diffonde lentamente sulla superficie lacustre suscitando sentimenti di sottile malinconia; così anche i dipinti asimmetrici incentrati sulla Casa, evocazione rarefatta di un luogo lontano e denso di presagi che ci riconduce alle memorie autobiografiche dell’artista. Il dittico Gemelli, dove gli alberi costeggiano una strada nascosta e isolata che sembra simboleggiare la via per un altrove ‘esistenziale’, ci appare a sua volta immerso in una calma luminosa ma al tempo stesso misteriosamente umbratile. L’ambivalenza delle atmosfere che il pittore riesce a evocare con viva partecipazione e maestria rappresenta forse uno degli aspetti più coinvolgenti del suo lavoro. Quiete e tempesta, avvallamenti e prominenze, luce e oscurità sembrano i corrispettivi simbolici delle dicotomie insite nella natura umana, come morte e istinto vitale, desiderio e assenza, amore e odio. E così pure la selva di sentimenti contrastanti che nei dipinti di Massimo scivolano in una dimensione visionaria per poi risalire verso una visione più lucida, come un faro nella notte, come la serenità che scioglie il tormento. Di questi contrasti possiamo individuare una traccia perfino nella resa formale dei dipinti, ora traslucidi ora densi di materia, e composti da pennellate ora impulsive e gestuali ora ordinate e composte. Anche i formati, dal più grande al più piccolo, sembrano partecipare di questa visione composita dell’ambiente naturale, quasi fossero interpreti delle numerose sfumature che possono intercorrere tra una rappresentazione epica della natura e una sua immagine tra le più umili e familiari. (Da uno spunto critico di Angela Sanna)

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