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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘massoneria’

Umberto Eco e la Massoneria di Mauro Cascio

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 ottobre 2016

mauro-cascio1Ci siamo. Ecco un nuovo libro che nasce, cresce e che vivrà insieme a noi. Per dimostrare una cosa semplice, all’apparenza, ma che semplice in realtà non è: che la Massoneria non è quel luogo infame dove si concepisce ogni complotto, inclusi detersivi, scie chimiche, vaccini, o dove si custodisce la realtà dei cerchi nel grano. La Massoneria è, da secoli, la chiesa della Filosofia, senza dogmi, senza assolutismi e senza padroni. «Solo che se lo dico io nessuno mi dà retta», dice Mauro Cascio. «Ma forse scomodando Umberto Eco…».
Ecco il perché di «Umberto Eco e la Massoneria», l’ultimo lavoro del filosofo pontino pubblicato da Tipheret (Catania) nella Collana di De Lantaarn, il capitolo di studio del Rito di York. «La passione di essere nel mondo. Questa è la Massoneria. Con la voglia di interrogarlo, di rubargli il segreto del suo senso e di stupirsi. Questo fanno i ‘muratori’, oggi, e lo fanno insieme: costruiscono edifici di comprensione e questo si chiama, a rigore, ‘Spirito’. Umberto Eco non ne ha fatto parte, è stato sempre in un angolo, a raccontare, a criticare, a studiare. E restituire la sua voce è un contributo prezioso, significa fare i conti con se stessi, anche a sporcarsi, anche a farsi male. Ma sono rischi che ogni operaio del pensiero ha già messo in conto». Se e quando la Massoneria sbaglia è giusto che si intervenga, ma, se si parla di nomi, è giusto citare anche quelli di Fichte, di Schelling, di Hegel, di Goethe, di Lessing, di Mozart. E in Italia Pascoli e Carducci. Altezze dello spirito che forse con Mafia e affini avevano poco a che fare.
Mauro Cascio, ha curato in italiano l’opera omnia di Martinez de Pasqually e di Jean-Baptiste Willermoz, ha proposto le prime edizioni di classici di Louis-Claude de Saint-Martin, Constant Chevillon, Jean Bricaud, Oswald Wirth e ha scritto numerosi libri, anche dedicati alla Massoneria. L’ultimo sull’argomento è «Filosofia Massonica», con una introduzione di Alessandro Cecchi Paone.

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Libro di Gustavo Raffi

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 novembre 2011

In nome dell’uomo. Dal Risorgimento alla modernità, il ruolo del Grande Oriente nell’Italia unita cura di Gerardo Picardo, prefazione di Paolo Peluffo. Molti patrioti italiani, liberali o democratici, furono massoni e la Massoneria diede un contributo fondamentale alla rivoluzione nazionale. Una tesi sempre bistrattata dalla storiografia tradizionale che oggi torna alla ribalta grazie alle ricerche condotte negli archivi rimasti al Grande Oriente d’Italia dalla devastazione del periodo fascista. Il Gran Maestro Gustavo Raffi ci accompagna in un viaggio dal Risorgimento ai giorni nostri, da Cavour a Internet per una nuova visione della storia italiana riletta attraverso le vicende della più antica comunione massonica del nostro paese. Pagine 232 Euro 17,00 Codice 14320A EAN 978-88-425-4947-5

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Rotary e massoneria

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 settembre 2010

Di don Curzio Nitoglia.  Il Rotary è nato il 23 febbraio del 1905 a Chicago (Illinois, Usa). I fondatori erano 4: Gustav Loehr, ingegnere minerario, S. Schiele, negoziante di carbone, H. Shorey, sarto e Paul Percival Harrys, avvocato e massone. Il nome Rotary fu proposto da Harrys poiché i 4 fondatori si riunivano “a rotazione” nei loro studi ed officine professionali. Durante la Convention di Duluth nel 1912, i rotaryani decisero di assume come loro simbolo una ‘ruota blu’ con ‘24 denti’ e ‘6 raggi’. Essa simboleggia la ruota dei carri dei pionieri dell’avventura americana, iniziatasi nel Seicento, coi ‘Padri Pellegrini’, che dall’Inghilterra ed Olanda si diressero nel nord America per vivere più liberalmente il loro protestantesimo puritano e calvinista. I ‘denti’ rappresentano un ingranaggio meccanico, che significa la rivoluzione industriale e una concezione del mondo o “filosofia” marcatamente tecnologica e tecnocratica, con un richiamo alla inter-attività e inter-dipendenza tra i membri del Rotary, simili alle rotelle di un grande ingranaggio. Tuttavia, vi è anche una simbologia più nascosta, segreta o esoterica di tale emblema. La ‘ruota’ è «un simbolo antichissimo, presente in tutte le culture. Assumerla come allegoria del progresso è ad un tempo corretto e riduttivo. La ruota partecipa alla perfezione suggerita dal cerchio, […]. Essa si riferisce, inoltre, al movimento e al divenire […], tensione verso elevati standard (professionali, etici, personali), […] calati nella […] realtà di una concretezza operativa. […]. Ma la ruota è anche la rota mundi, simbolo del mondo […], che contiene l’universo entro la sua circonferenza». La vocazione rotaryana implica universalità e mondialismo planetario. Il Rotary aspira ad «abbracciare entro la propria circonferenza l’universalità delle nazioni, delle razze, delle culture». Il numero ‘24’ è il doppio di 12 (come i mesi dell’anno, le costellazioni dello zodiaco), che di per sé significa pienezza e totalità, volutamente raddoppiata e accentuata dai rotaryani, i quali vorrebbero spaziare oltre il mondo intero. I ‘24 denti’ significano l’ingranaggio che vorrebbe realizzare l’addentellamento di tutte le nazioni della terra. Onde il Widmann definisce il Rotary come «movimento sovrannazionale, sovraculturale e sovrarazziale». Il ‘colore blu’ rappresenta la tensione cosmica, come l’acqua del mare, la volta del cielo (e della loggia massonica) e sta a significare la volontà di riunificate tutte le nazioni in un ‘Nuovo Ordine Mondiale’ più ampio (v. bandiera dell’Onu e delle Nazioni unite) mediante un sentimento di amicizia filantropica. I ‘6 raggi’ della ruota blu, sono il simbolo di un’emanazione, la quale si propaga dal centro della ruota dentata verso tutti gli altri enti, i quali non sono creati ex nihilo da Dio, ma emanano dall’Indeterminato o dall’Architetto dell’Universo. Il colore blu è circondato dal ‘giallo oro’, per significare l’eccellenza, che è il quarto concetto della filosofia rotaryana (tecnocrazia, mondialismo, filantropia ed eccellenza), vale a dire il rotaryano è un iniziato, non uno qualsiasi, fa parte di una elite tradizionale e non della gente comune, che tende ad una perfezione sempre maggiore, all’infinito.
La vitalità dei vari club rotaryani sparsi nel mondo (27. 000, con 1. 200. 000 soci, in 150 Nazioni) trae origine dallo spirito “americanista”, essendo nato a Chicago 115 anni fa
La filosofia dei 4 fondatori del Rotary «è impregnata di realismo razionalistico, influenzato dal pragmatismo americano di William James. […]. Gli Stati Uniti nascono come un Paese “riformato” [luterano], ovvero popolato di persone che provenivano dalla cultura successiva alla riforma protestante.
Il 20 novembre 1923, presso l’esclusivo Ristorante “Cova” di Milano, viene ufficialmente inaugurato il primo club Rotary d’Italia. Milano fu scelta come sede poiché si preparava a divenire la capitale economica della Penisola. L’ispiratore di tale fondazione non fu un milanese, né un lombardo, né tanto meno un padano-italiano ma un inglese, sir James Henderson, affiancato dal suo amico Leo Giulio Culletton.
L’ideologia del Rotary presenta gravi carenze filosofico-dogmatiche ed una inconciliabilità di fondo con la dottrina cattolica. Infatti, essa è il frutto del neoprotestantesimo liberale americano, ancora più latitudinarista di quello classico luterano.

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Trasparenza e massoneria

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2009

«Non nutro nessuna avversione nei confronti della Massoneria. Inviterò presto il Gran Maestro Raffi in Campidoglio per chiarire ogni equivoco e trovare una soluzione che garantisca la massima trasparenza sull’anagrafe degli eletti senza discriminare né offendere nessuna sensibilità e nessuna cultura».Lo dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Il culto delle ideologie e la logica dei tempi

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 agosto 2009

Lettera al direttore. Veronica Tussi che da tempo è diventata colei che regolarmente invia le sue lettere al direttore e che noi volentieri pubblichiamo in quanto le riconosciamo il buon senso e anche la capacità di presentarci argomenti di attualità e d’interesse generale, ci ha sottoposti oggi una lettera inviata ad altri ma che ritiene degna di essere menzionata. E’ di un certo Alessio che scrive a Beppe Grillo tramite il suo blog: “non credo che pubblicherai questa lettera, nel tuo blog si respira un’altra aria, ma te la invio lo stesso. Sono un missino della generazione degli anni ’70. Uno di quelli che si faceva i cortei a Milano e la sera era contento di essere tornato a casa sano e salvo. Uno che credeva in Giorgio Almirante e aveva sul comodino il libro:”Autobiografia di un fucilatore”. Che schifava la mafia e la massoneria. Oggi sento dire che viviamo in un regime fascista. Ma questo vuol dire offendere il fascismo. Mussolini mandò il prefetto Mori in Sicilia a combattere la mafia. I suoi presunti eredi, i post fascisti, post missini, poi annini e poi più niente si sono alleati con un partito creato da Dell’Utri condannato a nove anni per frequentazioni mafiose. Una generazione la mia che credeva nella Giustizia e nello Stato, a cui ha aderito persino l’Eroe Borsellino.  Volevamo una Patria e ci ritroviamo la Lega e il Partito del Sud. Gaber ha detto che: “La sua generazione ha perso”, bene, la mia ha straperso e ora ci raccontano pure che ha vinto. Era più democratico il fascismo di questa caricatura di democrazia truccata, in cui vincono sempre gli stessi, i ricchi, i potenti. Il fascismo non ritornerà più, ha fatto errori imperdonabili, è morto e sepolto, ma durante il fascismo Gelli sarebbe finito al confino e lo psiconano in qualche varietà di provincia. Io credo che uno Stato non possa tollerare dei contropoteri occulti al suo interno, non possa abdicare al principio di Autorità, altrimenti è finito. Le regioni del Sud sono sotto il controllo delle mafie con cui “bisogna convivere”. La Massoneria è più forte che mai. Le truppe di occupazione americane sono ancora qui dopo più di sessant’anni dalla fine della guerra.
Le letture della mia Destra erano Guénon, Evola, Pound, Nietzsche, D’Annunzio oggi ci sono i reality show anche a Palazzo Grazioli. Quando ci fu “Mani Pulite” eravamo il partito dell’onestà, l’unico, contro la corruzione, Il pool di Milano, seppure strabico verso la sinistra, era un punto di riferimento. Gli stessi dirigenti di allora hanno votato il Lodo Alfano, una legge che neppure il Duce avrebbe voluto. Per cosa? Per evitare la condanna per corruzione a Berlusconi, non una condanna per motivi politici, ma una per soldi, per dei miserabil soldi. Forse ho sbagliato tutto, come i miei dirimpettai di Avanguardia Operaia e di Lotta Continua che, comunque, hanno il mio rispetto. Credevamo in un’Italia migliore, ognuno a modo suo. Ho imparato, a mie spese, che l’italiano è un popolo opportunista a cui fa difetto la memoria.” (Alessio) (n.r. possiamo solo aggiungere una cosa. Per essere una lettera di cui l’autore pensava che non sarebbe stata pubblicata ora, sia pure in parte, dovrà, su questo aspetto, ricredersi: siamo in due ad averlo fatto e ci attendiamo da chi la legge qualche commento)

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Dopo il vaticano II, l’apertura alla massoneria…

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2009

Cortina D’Ampezzo 13 agosto h. 17.30″ Splendid Hotel Venezia” conferenza “Dopo il vaticano II, l’apertura alla massoneria…” dibatte il tema don Curzio Nitoglia  esperto dei temi di grande attualità che minacciano la Chiesa e l’Europa. Introduce la giornalista Rosanna Raffaelli Ghedina

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