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Posts Tagged ‘materiali’

Nuovi materiali per batterie al litio

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

Ancora successi per la ricerca Unicam. E’ stato pubblicato nei giorni scorsi sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Advanced Energy Materials un lavoro di ricerca che vede tra gli autori anche il prof. Gabriele Giuli, docente della sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam, riguardante lo studio di nuovi materiali da utilizzare nelle batterie al litio ricaricabili.Come è noto, le batterie al litio ricaricabili sono presenti non solo in dispositivi di uso comune, ma anche in altri strumenti quali veicoli per automozione.C’è quindi attualmente una forte spinta nel mondo per attività di ricerca su materiali alternativi da poter utilizzare all’interno delle batterie stesse, sia nei materiali da mettere negli anodi e nei catodi che nei materiali da utilizzare come elettroliti, con l’obiettivo di ottenere maggiori capacità di carica e maggior velocità nella ricarica della batteria stessa.“Il nostro lavoro si è incentrato sulle caratteristiche di uno di questi materiali che potrebb essere utilizzato negli anodi delle batterie al litio: si tratta di un ossido di cerio, che esiste come minerale ma in questo caso è un composto sintetico, che è stato “drogato”, ossia è stato aggiunto, con del ferro. In questo nuovo composto abbiamo riscontrato delle capacità addirittura triple rispetto alla capacità teorica: cioè se questo materiale poteva immagazzinare una certa quantità di corrente, con questa modifica ne immagazzina tre volte tanto”. In questo gruppo di ricerca multidisciplinare e internazionale, composto oltre che da Unicam anche da ricercatori de Helmholtz Institute di Ulm, dal Karlsruhe Institute of Technology e dalla linea italiana del CNR del Sincrotrone di Grenoble, il prof. Giuli si è occupato di coordinare il gruppo che ha studiato la struttura atomica del nuovo materiale, con particolare attenzione ai legami atomici ed al comportamento del cerio e del ferro durante i cicli di carica e scarica della batteria.Quest’ultimo lavoro si inserisce nell’ambito delle attività in un filone di ricerca importante per Unicam che vede da tempo coinvolti diversi gruppi di ricerca coordinati oltre che dal prof. Giuli, dal prof. Francesco Nobili della sezione di Chimica e dai professori Andrea Di Cicco e Angela Trapananti della sezione di Fisica della Scuola di Scienze e Tecnologie.

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Master in “Materiali innovativi per Economia Circolare”

Posted by fidest press agency su domenica, 1 marzo 2020

Camerino. E’ stata prorogata a venerdì 6 marzo 2020 la data di scadenza delle iscrizioni al master in “Materiali innovativi per Economia Circolare”, attivato dall’Università di Camerino in collaborazione con sei prestigiose realtà industriali marchigiane. Il master, diretto dal prof. Roberto Gunnella, docente della sezione di Fisica della Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam, rappresenta un percorso di studi unico in Italia, che colma una lacuna nella preparazione specifica di metodo di approccio nel settore dei materiali e che nasce dalla proficua esperienza dell’Università di Camerino con diverse ed importanti realtà del mondo imprenditoriale, quali ICA, iGuzzini Illuminazione, Clementoni, Tod’s, Elantas ed Elica. I materiali e la loro gestione ricopriranno un ruolo centrale nelle attività formative del master, che si prefigge come obiettivi la promozione delle tecnologie a bassa impronta di carbonio, il trasferimento e interazione tra laboratorio e industria e tra pubblico e privato, nonché la riduzione dei rischi di innovazione attraverso un eco-sistema che condivida i processi virtuosi
Il nuovo master è rivolto in particolar modo a laureati nei settori della Chimica, della Fisica, delle Scienze dei materiali ed affini, che al termine del percorso saranno in grado di operare e di prendere decisioni informate ed ottimizzate su tutti gli aspetti della produzione e della gestione dei materiali, dall’approvvigionamento al suo smaltimento, ed in particolare sul controllo della materia prima, sulla certificazione e qualità del prodotto, sul consumo energetico e produzione CO2 durante tutto il ciclo di vita, sullo smaltimento e salute del luogo di lavoro.Tutte le informazioni sono disponibili nel sito http://193.205.94.21:8080/index.htm

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Master in “Materiali innovativi per Economia Circolare”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Camerino I materiali, la loro innovazione e la loro gestione su tutto il ciclo di vita, sono le tematiche al centro del nuovo master universitario al altamente professionalizzante attivato dall’Università di Camerino in collaborazione con sei prestigiose realtà industriali marchigiane.Il master in “Materiali innovativi per Economia Circolare”, diretto dal prof. Roberto Gunnella, docente della sezione di Fisica della Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam, rappresenta un percorso di studi unico in Italia, che colma una lacuna nella preparazione specifica di metodo di approccio nel settore dei materiali e che nasce dalla proficua esperienza dell’Università di Camerino con diverse ed importanti realtà del mondo imprenditoriale, quali ICA, iGuzzini Illuminazione, Clementoni, Tod’s, Elantas ed Elica. I materiali e la loro gestione ricopriranno un ruolo centrale nelle attività formative del master, che si prefigge come obiettivi la promozione delle tecnologie a bassa impronta di carbonio, il trasferimento e interazione tra laboratorio e industria e tra pubblico e privato, nonché la riduzione dei rischi di innovazione attraverso un eco-sistema che condivida i processi virtuosi. Il processo di progressiva trasformazione della filiera industriale in ottica di ecosostenibilità, processo che interessa l’economia e la società, richiede proprio la formazione di nuove professionalità frutto della proficua sinergia tra atenei e aziende ed è in questa direzione che va questo nuovo percorso formativo. Il nuovo master è rivolto in particolar modo a laureati nei settori della Chimica, della Fisica, delle Scienze dei materiali ed affini, che al termine del percorso saranno in grado di operare e di prendere decisioni informate ed ottimizzate su tutti gli aspetti della produzione e della gestione dei materiali, dall’approvvigionamento al suo smaltimento, ed in particolare sul controllo della materia prima, sulla certificazione e qualità del prodotto, sul consumo energetico e produzione CO2 durante tutto il ciclo di vita, sullo smaltimento e salute del luogo di lavoro.Il bando è disponibile nel sito Unicam, sezione Master, e le domande di iscrizione possono essere inoltrate entro il 24 febbraio 2020.

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Logiche consumistiche e uso dei materiali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 gennaio 2020

Ma se al contrario ci rituffiamo nella nostra realtà quotidiana ci rendiamo conto che la validità delle cose che ci circondano, e che a volte potenziamo con spese elevate, un giorno diventeranno inutili. Intanto hanno il primato non certo edificante di farci solo perdere tempo prezioso e caricandoci, per giunta, di alti consumi di energia. E’ tutto sommato il prezzo che noi paghiamo alla mancanza di una programmazione seria, ad una visione chiara sul futuro che ci attende e ad una concezione dei nostri rapporti sociali fondata su vecchie e stantie regole.
Oggi, ad esempio, molti prodotti come le auto, il frigo ecc. sono stati concepiti per non durare più di tanto. Il loro rinnovo comporta alti consumi di energia per la fabbricazione e pesanti oneri a carico dell’ambiente con la dispersione dei rottami inquinanti o per il loro riciclaggio. La svolta, anche in questo campo, è quella di avere manufatti di qualità con una vita media di gran lunga più lunga e costituiti da materiali puliti e riciclabili solo per i componenti nel senso che si può cambiare un pezzo ed il motore continuare a funzionare ancora per molto. Anche per i prodotti alimentari la linea di tendenza dovrebbe essere un’altra. Vanno in questo senso sollecitati incentivi per un ritorno all’agricoltura organica senza rischi chimici dato che è oramai scontato che i pesticidi ed i fertilizzanti non fanno altro che avvelenare la terra e con essa le falde idriche.
Anche questa volta dovremmo fermarci all’ora “X” e configurare una società che di colpo si priva delle sue fabbriche di armamenti, smantella l’industria chimica e riduce del 35% l’intera produzione industriale puntando a beni durevoli e di elevata qualità. La disoccupazione andrebbe alle stelle a meno che non si riduca a due o al massimo tre ore giornaliere l’attività lavorativa. Ma quest’ultimo aspetto potrebbe essere scongiurato, o per meglio dire limitato, e digerito senza traumi se riuscissimo a trovare dei lavori alternativi e nello stesso tempo a ridurre drasticamente la popolazione sulla terra. Il primo punto potrebbe essere facile da adottare se pensiamo alle estese opere di riconversione industriale e di bonifica delle aree inquinate da porre mano in tutti i settori delle attività umane e negli ambienti in cui si vive, ma il secondo è terribilmente complicato.
Non si tratta solo di ragioni etico-religiose. Lo dimostra la frenesia di quanti si sottopongono a pratiche, a volte rischiose per la propria incolumità fisica, per avere un figlio. Una maternità ed una paternità sovente sentita più come uno sfogo ai propri egoismi che dettata da altre motivazioni. Dovremmo convincerci che non si ama prolificando, ma rinunciando a mettere al mondo creature senza un avvenire o capaci solo di condurre una vita grama fatta di stenti e di rinunce. E l’emarginazione sociale è la prima droga assunta dai giovani che vivono questa esperienza e a poco servirà l’amore se lo trasformiamo in un surrogato e per giunta molto scadente rispetto all’originale. (Riccardo Alfonso)

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Capire come le piante carnivore catturano la preda aiuta a sviluppare nuovi materiali

Posted by fidest press agency su domenica, 8 settembre 2019

Le piante carnivore possono essere una fonte di ispirazione per nuovi materiali dotati di proprietà meccaniche molto particolari. Questo è quanto è emerso dallo studio che ha ottenuto la copertina di PNAS, pubblicato da un gruppo di ricercatori del Centro della Complessità e i Biosistemi (CC&B) dell’Università degli Studi di Milano, che ha analizzato i meccanismi tramite i quali una di queste piante, Drosera capensis, chiude le sue foglie attorno agli insetti – rimasti appiccicati alle sue superfici – per poi digerirli.Le piante carnivore affascinano gli scienziati da molto tempo, tanto che lo stesso Charles Darwin ha scritto un libro su di loro. Gran parte della ricerca che le riguarda si è concentrata sui processi biochimici che ne regolano il movimento delle foglie. Così facendo sono state identificate diverse molecole, fra le quali anche gli ormoni vegetali, che vengono attivate dalla presenza di una preda inducendo a loro volta la chiusura della foglia attorno a essa. Quali siano le forze meccaniche che, in Drosera capensis, consentono questo processo, non è però ancora chiaro. Altre piante carnivore sono in grado di accumulare energia elastica che viene poi rilasciata con movimenti estremamente rapidi, ma D. capensisnon agisce così: le sue foglie, infatti, ci mettono dai venti minuti alle tre ore per chiudersi, il che suggerisce che il processo fisico coinvolto sia diverso.I ricercatori del CC&B sulla traccia di Darwin ma usando tecniche sofisticate, hanno studiato come la foglia della pianta di Drosera capensisè in grado di piegarsi quando viene stimolata, per esempio con una goccia di latte. L’approccio è stato interdisciplinare e ha combinato studi di biofisica con la microscopia di struttura della foglia, l’analisi quantitativa di fattori come l’auxina coinvolti nella crescita delle cellule e simulazioni al computer che hanno consentito la realizzazione di un metamateriale che racchiude tutte le proprietà biologiche osservati nella pianta. Questo studio oltre ad aver dato la possibilità di creare un nuovo materiale ha consentito anche di comprendere che il meccanismo utilizzato dalla foglia per piegarsi sulla preda è legato alle proprietà strutturali delle cellule che compongono la foglia. “Mi è capitato di leggere con attenzione cosa aveva scritto Darwin sulle piante carnivore/insettivore e sono stata affascinata da come potessero piegarsi e su come la natura era capace di creare meccanismi così sofisticati” ha detto Caterina La Porta, professoressa di patologia generale al Dipartimento di scienze e politiche ambientali dell’Università di Milano e ideatrice e coordinatrice di questa ricerca. “Come patologa generale”, continua Caterina La Porta “voglio capire i meccanismi che usa la natura e comprendere come funzionano le piante carnivore è stata una sfida incredibile che mi ha aiutato a capire meglio come la natura combina proprietà meccaniche e biochimica per raggiungere i suoi obiettivi”.“Una strategia simile può essere sfruttata per sviluppare altri metamateriali – cioè materiali artificiali dotati di proprietà in genere non presenti in natura – in grado di mutare forma” aggiunge Stefano Zapperi, professore di fisica teorica al Dipartimento di Fisica dell’Università di Milano e secondo coordinatore dello studio. Questi nuovi metamateriali ispirati alle piante potrebbero venir utilizzati come componenti nella cosiddetta “soft robotics”. (fonte: https://doi.org/10.1073/pnas.1904984116 by PNAS)

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Nuovi materiali ibridi: l’Università di Parma leader di uno studio pubblicato su “Nature Materials”

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 maggio 2019

Parma. Un gruppo di alto profilo internazionale guidato da Massimo Ghidini, docente di Fisica al Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche dell’Università di Parma, ha raggiunto un importante risultato nella ricerca su nuovi materiali ibridi, fabbricati giustapponendo materiali con proprietà complementari, per ottenere funzionalità e applicazioni innovative. Lo studio è stato pubblicato su “Nature Materials”, prestigiosa rivista internazionale con “impact factor” elevato per le scienze fisiche e dei materiali. I ricercatori hanno accoppiato un materiale ferroelettrico con un materiale ferromagnetico, per investigare la possibilità di scrivere e memorizzare informazioni usando campi elettrici anzichè magnetici (come avviene nelle memorie magnetiche attuali) e porre le basi per una nuova generazione di memorie a basso consumo energetico. Se considerati individualmente, materiali ferroelettrici e ferromagnetici sono già da tempo utilizzati in comuni applicazioni oggi in commercio, come ad esempio i dispositivi piezoelettrici o i condensatori ad alta efficienza (per i ferroelettrici), e le calamite o gli hard-disk dei computer (per i ferromagneti). Tuttavia, la scienza e le potenziali applicazioni che si possono ottenere combinandoli sono ancora tutte da esplorare. Ad esempio, una ricaduta inattesa di questo studio è stata quella di mettere in evidenza per la prima volta una proprietà fondamentale delle deformazioni elettromeccaniche del materiale ferroelettrico utilizzato (che pure è molto noto e sfruttato commercialmente da anni).Il risultato di questa ricerca è stato raggiunto grazie alle immagini dettagliate del materiale ibrido ottenute usando speciali raggi X prodotti da Diamond Light Source, il sincrotrone britannico, una delle più avanzate strutture di ricerca al mondo, con cui l’Università di Parma ha stipulato un accordo bilaterale di cooperazione scientifica – promosso dal Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche – per l’utilizzo di radiazione di sincrotrone per progetti in scienza dei materiali, scienze della vita, chimica e fisica.Il progetto è stato concepito al Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche dell’Università di Parma e quindi condotto con il Department of Materials Science dell’Università di Cambridge (UK) e Diamond Light Source (UK). Hanno collaborato anche il Department of Materials Science and Engineering dell’ University of Wisconsin-Madison (USA) ed il Cavendish Laboratory, Università di Cambridge (UK).

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Dai nuovi materiali alle scoperte sul cancro: a cosa serve studiare la complessità

Posted by fidest press agency su martedì, 25 dicembre 2018

Il Centro per la Complessità e i Biosistemi (CC&B) dell’Università di Milano ha ottenuto due importanti finanziamenti nell’ambito della scienza dei materiali e della biomedicina: uno dal Consiglio Europeo per la Ricerca (ERC) per il progetto METADESIGN coordinato da Stefano Zapperi, professore di fisica teoria e direttore del Centro; l’altro dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) per condurre uno studio – diretto da Caterina La Porta, professoressa di patologia generale e membro del CC&B, e Micheal Pusch, ricercatore all’Istituto di Biofisica del CNR – il ruolo di due proteine da poco identificate nell’invasività tumorale. I metamateriali sono materiali artificiali la cui struttura è stata ingegnerizzata in modo da avere proprietà fisiche e meccaniche eccezionali. La loro progettazione è una sfida scientifica e tecnologica di grande portata e con un enorme potenziale per quanto riguarda le applicazioni nel campo dell’ingegneria. Nel suo precedente progetto – SIZEFFECTS, anch’esso finanziato dall’ERC – Zapperi aveva studiato l’effetto del disordine sulle caratteristiche meccaniche di diversi materiali usando algoritmi numerici in grado di calcolare il movimento di grandi quantità di piccole particelle. Il progetto METADESIGN, che ha ottenuto un finanziamento ERC Proof of Concept, raccoglierà l’eredità di SIZEFFECTS sfruttando gli stessi algoritmi per progettare metamateriali meccanici che siano realizzabili con una stampante 3D.Al giorno d’oggi, la progettazione di metamateriali tende a focalizzarsi su meccanismi già conosciuti e ben compresi, essendo principalmente basata sulle esperienze precedenti e sull’intuito. Grazie agli algoritmi sviluppati nel progetto METADESIGN, Zapperi ambisce a produrre attuatori – cioè quei componenti di una macchina che muovono e controllano meccanismi e sistemi – generici fatti di metamateriali e dotati di un’ampia gamma di possibili movimenti e alti livelli di rendimento.«I metamateriali hanno innumerevoli possibilità in termini di flessibilità e applicazioni, dalla robotica alla moda, fino agli strumenti biomedici», afferma Zapperi. «Il nostro approccio computazionale ci consente di progettarli esplorando configurazioni che non sarebbero ottenibili con i metodi convenzionali».Gli ioni possono muoversi attraverso la membrana cellulare grazie a una serie di canali proteici e la regolazione di questo flusso ionico in entrata e in uscita è fondamentale per molti processi cellulari. Fra i quali ci sono anche l’invasività delle cellule dei melanomi e l’adesione dei linfociti che circolano nel sangue a cellule specializzate – un processo chiamato homing, che contribuisce allo sviluppo di una risposta immunitaria specifica.L’obiettivo del progetto AIRC di Pusch e La Porta è lo studio di due canali molecolari recentemente scoperti per capire che ruolo giocano nell’invasività tumorale. Come prima cosa, i ricercatori caratterizzeranno il profilo molecolare di questi canali e, tramite una serie di esperimenti, ne verificheranno l’importanza nei processi di diffusione delle metastasi e nell’homing dei linfociti. Successivamente, svilupperanno molecole sintetiche disegnate apposta per interagire con queste proteine cercando quindi di ostacolare la capacità delle cellule tumorali di diffondersi e invadere altri tessuti.«Più informazioni abbiamo sulle basi molecolari dell’invasività tumorale, più potremo cercare di contrastarla», commenta La Porta. «L’identificazione di specifici strumenti chimici in grado di colpire in maniera mirata queste proteine potrebbe aprire la strada a nuove strategie chemioterapeutiche per combattere il melanoma e per aumentare l’efficacia dell’immunoterapia».

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Apple utilizza i materiali riciclati

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

appleCon l’impegno a produrre nuovi dispositivi con materiali al 100% riciclati, annunciato ieri, la Apple è la prima azienda del settore IT ad assumere piena consapevolezza del grave impatto ambientale generato dalla produzione di apparecchi elettronici. “L’impegno di Apple è molto ambizioso e conferma l’urgenza con cui un intero settore deve ridurre il consumo di risorse e la produzione di rifiuti elettronici che stanno generando un grave impatto ambientale sul nostro pianeta. L’utilizzo di materiali riciclati nella produzione avrà delle importanti ricadute positive, riducendo la richiesta di metalli rari e altre risorse preziose” dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia.L’impegno di Apple, unito ai progressi dell’azienda statunitense verso una produzione che impieghi solo energia rinnovabile nei propri cicli produttivi, segna una grande svolta per l’intero settore e lancia il guanto di sfida a tutti i più importanti marchi dell’IT come Samsung, Huawei e Microsoft ad adeguarsi in tempi brevi.
Poco meno di un mese fa Samsung si era impegnata a riciclare gli oltre 4,3 milioni di Galaxy Note 7 richiamati in tutto il mondo negli ultimi mesi. “Mentre Samsung sta ancora cercando di riconquistare la fiducia dei propri clienti in seguito al grave problema che ha interessato nei mesi scorsi il Galaxy Note 7, Apple dimostra che è possibile fare molto di più. La transizione all’impiego di materiali riciclati al 100% è fondamentale per ridurre l’impatto ambientale dell’intero settore, tuttavia è necessario che Apple e altre aziende dell’IT si impegnino a progettare dispositivi che durino più a lungo e siano facilmente riparabili e riciclabili a fine vita” conclude Ungherese.

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Economia del recupero

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2011

Milano 15 giugno 2011 presso l’Auditorium Università degli Studi Milano Bicocca “Economia del Recupero: nuova vita ai materiali” Di come sviluppare questo percorso e come si stanno movendo Paesi come la Cina e la Germania si parlerà nel corso del V Convegno Internazionale promosso da Rinenergy in partnership con la Camera di Commercio Italo Tedesca e il patrocinio di Ministero dell’Ambiente, Fondazione Italia Cina, Università degli Studi Milano Bicocca dal titolo Gran parte dei materiali scartati è costituita da oggetti che nascono già dalle fabbriche come rifiuti; a questi vanno aggiunti 60 milioni di tonnellate di materiali scartati dalle industrie e 40 milioni di tonnellate di rifiuti speciali. Se la riduzione a monte dei rifiuti è la strada maestra da percorrere, il primo obiettivo da perseguire è il riciclaggio: favorire il recupero e il riuso degli oggetti e trasformare i rifiuti da problema a risorsa.
Il tema verrà affrontato partendo da un’analisi dello scenario nazionale e internazionale con il supporto di Peter Kurth presidente BDE Associazione Nazionale tedesca smaltimento rifiuti, trattamento materie prime e di Anna Rossetti, direttore commerciale Cina della Merloni Projects, per poi affrontare l’aspetto economico, esaminando i dati di una recente ricerca effettuata dalla MPS; l’aspetto sociale con un intervento dei prof. Francesca Zajczyk e Mario Boffi del Dipartimento di Sociologia dell’Università degli Studi di Milano Bicocca; l’aspetto tecnologico con le eccellenze di Matrec, Remade in Italy, Cetma e Griss. Di nuove professioni e del ruolo delle professioni tradizionali si parlerà con Maria Berrini presidente di Ambiente Italia per concludere con alcune interessanti case histories fra cui gli aspetti progettuali e di sostenibilità di Expo 2015 legati al sito che ospiterà l’evento.

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Materiali elettromagnetici artificiali

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2011

Roma 23 marzo 2011 ore 17.30  aula 36 – facoltà di Ingegneria civile e industriale  via Eudossiana 18. Filiberto Bilotti, docente dell’università Roma Tre, terrà il seminario dal titolo Materiali elettromagnetici artificiali e metamateriali: proprietà e applicazioni. Gli argomenti trattati durante l’appuntamento riguarderanno la nuova frontiera dei materiali artificiali e le loro insolite e sorprendenti proprietà fisiche. A partire dal 2000 infatti i materiali elettromagnetici artificiali, in particolare i metamateriali, hanno suscitato l’interesse della comunità scientifica in maniera sempre crescente. Si tratta di materiali ingegnerizzati ad hoc così da presentare un’interazione anomala con il campo elettromagnetico che si traduce in proprietà fisiche altrimenti non ottenibili tramite l’impiego di materiali naturali. Le nuove proprietà elettromagnetiche rese possibili dai metamateriali hanno permesso di rileggere l’elettrodinamica classica da punti di vista originali, con importanti ricadute scientifiche e applicative. (Fabrizio Frezza)

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Restauro materiali musicali

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 novembre 2010

Torino 3 dicembre 2010  ore 12.00 Sala Coro  Auditorium Rai “Arturo Toscanini” piazza Rossaro –  Conferenza stampa dedicata all’accordo Unicredit – Rai Direzione Teche sul restauro, la digitalizzazione e la catalogazione dei materiali musicali contenuti nella Nastroteca Stereofonica di Torino  Rivivono – restaurate in audio e video dalle Teche Rai con il contributo  di Unicredit – alcune della più belle pagine musicali eseguite negli ultimi  sessant’anni da Orchestre Sinfoniche e Cori della Rai. Da Claudio Abbado a  Lorin Maazel, da Riccardo Muti a Thomas Scippers, da Georges Pretre a Wolfgang Sawallisch.

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Dal restauro alla gestione programmata

Posted by fidest press agency su martedì, 19 ottobre 2010

Nasce il Progetto di ricerca scientifica e tecnologica “Dal restauro alla gestione programmata. Una metodologia per castelli, torri e chiese medievali”.  Consiste nell’elaborazione di una metodologia di conservazione dei beni architettonici basata sull’utilizzo di materiali locali tradizionali, sul ricorso a tecniche murarie e costruttive preindustriali e sul rispetto di criteri di economicità, durabilità nel tempo, accessibilità e funzionalità. Si basa sull’idea di intervenire sul bene con i materiali e le tecniche che avrebbe impiegato il costruttore del bene stesso. Questa riflessione si fonda su alcune evidenze di carattere storico: in primo luogo la grande attenzione che i costruttori del passato hanno riservato alla durabilità del bene, programmando interventi cadenzati di manutenzione ordinaria e straordinaria, che solo a fronte di mutate esigenze funzionali sfociavano in ristrutturazioni anche pesanti; in secondo luogo i materiali impiegati erano sempre di origine naturale ad impatto ambientale limitato in tutto il ciclo di vita, dalla produzione allo smaltimento. Queste considerazioni evidenziano la necessità di elaborare una metodologia che consenta di operare con questi criteri. Il progetto di ricerca e sperimentazione è attuato dal Comune di Cavriana, dal Comune di Pozzolengo, dalla Fondazione Castello di Padernello e dall’Università Europea di Roma, con il coordinamento scientifico di Renata Salvarani, storica medievista. E’ reso possibile dal cofinanziamento di Fondazione Cariplo, che erogherà complessivamente 280.000 euro per coprire costi di ricerca, ricognizioni aeree e rilevazioni termografiche e manutenzioni sui manufatti coinvolti. I lavori dureranno due anni e si concluderanno nella primavera 2012 con un convegno internazionale a Roma. Iniziative di divulgazione e di approfondimento tecnico sono previste in tutti i complessi monumentali coinvolti.

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Paola Pezzi: Redessiner le monde

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 ottobre 2010

Luxembourg fino al 22/10/2010 7, rue Marie-Adealaide Istituto Italiano di Cultura Paola Pezzi, con i suoi lavori, propone un’originale reinterpretazione dell’Arte Povera in una costante metamorfosi di materiali di uso corrente . Nel caso specifico sono le matite lo strumento con il quale ricostruisce delle coloratissime cartine geografiche e le bandiere dei paesi europei, tra le quali non potevano mancare quelle del Lussemburgo e dell’Italia.  L’artista attraverso le opere presenti in mostra ci fa comprendere come dei materiali del nostro quotidiano possano divenire Arte e siano capaci di instaurare un rapporto diretto, basato sulla sensibilità, con lo spettatore.
Le creazioni dell’artista hanno come elemento principale l’energia esistenziale: l’idea del nucleo originario che nasce dalla terra, terra come madre della radice-matrice del lavoro di Paola Pezzi.
Paola Pezzi nasce a Brescia e frequenta l’Accademia di Brera a Milano, sotto la guida di Luciano Fabro e Zeno Birolli. Fin dall’inizio del suo percorso artistico ha saputo assorbire e personalizzare la lezione dell’arte povera che l’ha spinta velocemente a capire le avanguardie artistiche contemporanee. L’artista vive e lavora a Milano e dall’inizio degli anni ’90 espone regolarmente in Italia e all’estero. (paola pezzi)

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Redessiner le monde: Paola Pezzi

Posted by fidest press agency su domenica, 19 settembre 2010

Luxembourg 30 settembre 2010 alle ore 18,30 presso la sede della Commissione Europea (Bâtiment Jean Monnet) inaugurazione mostra, alla presenza dell’artista Paola Pezzi. Con i suoi lavori, propone  un’originale reinterpretazione dell’Arte Povera in una costante metamorfosi di materiali di uso corrente . Nel caso specifico sono le matite lo strumento con il quale ricostruisce delle coloratissime cartine geografiche e le bandiere dei paesi europei, tra le quali non potevano mancare quelle del Lussemburgo e dell’Italia. L’artista attraverso le opere presenti in mostra ci fa comprendere come dei materiali del nostro quotidiano possano divenire Arte e siano capaci di instaurare un rapporto diretto, basato sulla sensibilità, con lo spettatore. “Non vi è un momento specifico per segnare l’inizio della mia avventura artistica – sottolinea la Pezzi – perchè, in realtà l’opera, tutte le opere, sono il viaggio della mia vita: un’attitudine spinta dalla necessità.”  Le creazioni dell’artista hanno come elemento principale l’energia esistenziale: l’idea del nucleo originario che nasce dalla terra, terra come madre della radice-matrice del lavoro di Paola Pezzi. Un lavoro che evolve nel tempo, che si apre, si trasforma, acquisendo nuove energie, nuove fonti, nuovi materiali “catturati” in base alle esigenze del momento e a cio’ che le interessa esprimere. Un flusso continuo, dinamico, dove la vita entra nel portale dell’arte prendendo forma e dove l’arte diventa vita vissuta. Tutto il percoso artistico di Paola è una costante riflessione sul mondo, una riflessione che le permette di dialogare con il mondo stesso.
Paola Pezzi nasce a Brescia e frequenta l’Accademia di Brera a Milano, sotto la guida di Luciano Fabro e Zeno Birolli. Fin dall’inizio del suo percorso artistico ha saputo assorbire e personalizzare la lezione dell’arte povera che l’ha spinta velocemente a capire le avanguardie artistiche contemporanee. L’artista vive e lavora a Milano e dall’inizio degli anni ’90 espone regolarmente in Italia e all’estero. (paolo Pezzi)

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Si apre “La porta del cielo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2010

La Chiesa di Ca’ Staccolo, che si erge sulle colline adiacenti la città di Urbino, vede finalmente installata  (sarà  inaugurata nei prossimi giorni) la Porta del cielo. Si tratta di un’opera  di Walter Vaelntini che ha coinvolto per la sua realizzazione  alcuni anni impegnando fabbri, falegnami, fonditori, gessisti e vetrai, oltre al collaboratore di Valentini, maestro d’arte Lino Reduzzi. La Porta del cielo, di circa  6 metri (cm.  591 x 351), è in bronzo patinato e vetri colorati, è inserita in una struttura in marmo, che la sorregge, ed è circondata da una vetrata, che la incornicia. Un accesso non simbolico al divino, un tendere altrove che però si salda e si fonde morbidamente, così come è avvenuto per i differenti materiali usati, con il contesto ambientale e paesaggistico dove è collocata. Un perfetto incontro tra terra e cielo, tra umanità e divinità.  Si tratta di una porta che appare socchiusa, a ricordare come sia sempre possibile entrare e raggiungere il cielo stellato, dopo aver accettato ed intrapreso quel percorso ascensionale individuale fra pianeti, stelle e lune che è riservato ad ognuno: basta osare, mettersi in viaggio, oltrepassare e vincere il quotidiano. Una tematica questa che accompagna da sempre l’arte di Valentini che, dell’astrattismo geometrico si libera dinamicamente manifestandosi  costantemente in un’ascendenza classica. I segni incisi narrano di armonie e splendori rinascimentali, quasi a voler materializzare ed attualizzare il sogno della città ideale. La Porta del cielo  è parte determinante  della Chiesa di Ca’ Staccolo,che è stata  ideata e progettata da Walter Valentini e dall’architetto giapponese Yasuo Watanabe e alla quale i due artisti  lavorano da 14 anni.,  immersi in 22 silenziosi  ettari di verde. La Chiesa  riprende la forma ovale di  Urbino vista dall’alto con le sue mura e rilegge gli spazi rinascimentali  aprendoli ad una realtà fortemente contemporanea. (P.Parisot in sintesi)

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Settimana del design a Milano

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 maggio 2010

Il grande designer americano Karim Rashid ha proposto – nell’ambito della mostra “Smart-ologic Corian(R) Living” (un concetto di casa “smart” e ambientalmente sostenibile) – due “sculture-biciclette” interamente realizzate con la tecno-superficie DuPont(tm) Corian(R), due creazioni che hanno catturato l’attenzione di migliaia di visitatori e giornalisti da tutto il mondo. Icona mondiale nell’architettura e nel design, la tecno-superficie DuPont(tm) Corian(R) e’ un’invenzione di DuPont, azienda che ha fatto la storia dei moderni “man-made materials” e ha rivoluzionato interi settori industriali, con materiali come Neoprene, Nylon, Lycra(R), DuPont(tm) Teflon(R), DuPont(tm) Kevlar(R), DuPont(tm) Tyvek(R) e DuPont(tm) Nomex(R).Le sculture/biciclette scaturite dalla visione di Karim Rashid sono realizzate con quattro nuovissimi colori/tipi della tecno-superficie DuPont(tm) Corian(R) contenenti materiale riciclato e poggiano su una pavimentazione realizzata con altri tre nuovissimi colori/tipi di DuPont(tm) Corian(R) contenenti materiale riciclato.
DuPont e’ una societa’ basata sulla scienza.  Fondata nel 1802, DuPont utilizza la scienza per sviluppare soluzioni sostenibili essenziali per una vita di migliore qualita’, piu’ sicura e salutare in tutto il mondo.  Presente in oltre 70 paesi, DuPont offre una vasta gamma di prodotti e servizi destinati a una varieta’ di mercati quali agricoltura e alimentazione, elettronica e comunicazioni, sicurezza e protezione, arredamento e costruzioni, trasporti e abbigliamento. (biciclette)

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Installazioni di Luis Del Pino Perez

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2010

Roma dal 09 al 24 Aprile Via dei Marsi 18 (quartiere San Lorenzo) Inaugurazione venerdì 09 Aprile, dalle ore 18. La mostra è visitabile il giovedì ed il venerdì dalle 17 alle 20, il sabato dalle 17 alle 22. E’ possibile visitare la mostra anche in altri giorni e orari su appuntamento (tel. 328.2695279 – 333.3806558). Luis Del Pino Perez presenta la propria indagine in chiave ludica sul tema del movimento e la trasformazione dello spazio che ne consegue. La non-staticità, il gioco e l’imprevisto sono alla base del lavoro esposto. L’artista propone per la prima volta a Roma un’esposizione personale frutto degli ultimi 5 anni della sua  ricerca: opere-gioco realizzate con materiali recuperati da “strutture viaggianti” che hanno già fatto il giro del mondo, pallet, pedane, casse da imballaggio che vengono trasformate in nuove forme, ri-creazioni progettate per essere in movimento costante. Si tratta di opere che generano un’esperienza dell’oggetto e dell’ambiente a cui lo spettatore è invitato a partecipare in prima persona.
Luis Del Pino Perez nasce nel 1975 a Santa Cruz de Tenerife, dove si diploma presso la Facultad de Bellas Artes. Approfondisce la sua preparazione nel campo dell’incisione e della grafica d’arte con una borsa di studio ad Antwerpen in Belgio. Ha vinto numerosi premi ed alcune sue opere sono in esposizione permanente presso collezioni a Madrid e Santa Cruz. (Paisajes Recreados)

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Gaetano Orazio: Un fuoco solitario

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2010

Milano fino al 3/4/2010 via Melzo 30 Galleria Gli Eroici Furori A cura di Giovanni Cerri. E’ la prima mostra del ciclo delle tre esposizioni dedicate alla memoria di Caravaggio, del quale quest’anno ricorre il quarto centenario della morte, avvenuta il 18 luglio del 1610. L’artista presenta una selezione di opere in cui e’ evidente la sua radice esistenziale, che qui ben si integra all’omaggio caravaggesco; figure e volti, ma anche interni che ricordano – nell’oscurità squarciata da pennellate di luce bianca – le ambientazioni del Merisi, qui riviste con l’occhio contemporaneo che ha accumulato il bagaglio visivo novecentesco, le soluzioni interpretative collocabili nel solco neo-espressionista. Orazio dipinge su tela, su tavole di legno e su carta, usando anche materiali di recupero, che contribuiscono – nella resa finale – a restituire un valore aggiunto al profondo senso di vissuto. Gaetano Orazio è nato ad Angri (SA) nel 1954. Vive e lavora a Cremella (LC). (gaetano orazio)

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Forze armate 6-7-8 novembre 2009: circo Massimo

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2009

scuolatramat3Roma. 6 Novembre alle 09.30 al Circo Massimo solenne cerimonia dell’Alzabandiera alla presenza del Sindaco di Roma Gianni Alemanno e del Comandante Militare della Capitale Gen. C.A. Domenico Rossi. Nei giorni successivi  dalle ore 10.00 alle ore 20.00 l’area espositiva di 55.000 mq sarà aperta al pubblico. Si tratta di una esposizione di moderni mezzi e materiali in uso oggi alle Forze Armate italiane, in un percorso ad uso dei visitatori e di chiunque, nel fine settimana, voglia conoscere più da vicino la realtà tecnica, tecnologica e sportiva di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza. Elicotteri, motovedette e barche anfibie, mezzi terrestri di pattugliamento e incursione, radar, simulacri di missili e siluri, ospedali da campo, stand di approfondimento tecnico e storico-culturale, aree esercizio sportivo, illustrazione delle moderne tecniche di indagine investigativa e delle attrezzature militari in dotazione dei nostri soldati in missione all’estero. Questo e molto di più è messo a disposizione del pubblico del Circo Massimo, nell’ambito del programma di attività di celebrazione del 4 Novembre.  Una particolare attenzione viene data, nel percorso, all’interazione con il pubblico, soprattutto grazie alle aree dedicate alle attività di simulazione e addestramento. In tutta sicurezza, assistiti da personale qualificato, chiunque può “cimentarsi” e divertirsi nel provare la palestra di roccia, o ancora fare una prova di paracadute o esercitarsi sul percorso ginnico-sportivo ed assistere a prove sul tatami di difesa personale da parte di campioni di arti marziali, con una sezione dedicata appositamente ai bambini.  Tra le tante realtà da conoscere da vicino, l’attività di antifalsificazione monetaria, di tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale dell’Arma dei Carabinieri, nonché, per gli irriducibili del “giallo”, sarà possibile rivivere “la scena del crimine” insieme al personale del Raggruppamento Investigazioni Scientifiche. Nell’area dedicata, si può assistere agli esercizi delle unità cinofile, il modo di operare con i loro partners ed in azione insieme al robot per lo sminamento Wheel Barrow.  Divertimento assicurato per quanti desiderano provare il simulatore di volo dell’Esercito ROLFO o altre attività di simulazione elettronica, guardare il mondo circostante dal carro radar della Marina ed ammirare le speciali dotazioni degli incursori, assistendo alle loro operazioni  dalla cabina comando della forza da sbarco. Si può salire e toccare con mano la strumentazione di alcuni mezzi, di elicotteri e dei blindati Lince e Dardo.  Nella sezione Aeronautica è stata ricostruita una vera e propria base aerea per le Operazioni fuori dai Confini Nazionali con torre di controllo mobile, unità meteo, per scoprire i segreti delle previsioni del tempo, tende alloggio, tende uffici. Aerei a terra, ma con il simulatore di volo MB339PAM, grandi e piccini possono sognare di pilotare un Tornado o un F104; sempre nella sezione Aeronautica, per gli appassionati è allestita un’area montaggio modellini ed in mostra modelli in scala.   Per quanti fossero interessati alle nuove frontiere della comunicazione, il personale Psyops (psycological operations) dell’Esercito mostra le moderne tecniche di informazione e di comunicazione. Interessante per i giovani, “come metter su” una radio locale e curarne il palinsesto delle trasmissioni, o come condurre la regìa di programmi radiotelevisivi e quant’altro attinente il mondo della Comunicazione e dell’Informazione istituzionale.  La Guardia di Finanza è presente con un’area espositiva dove sono illustrate, anche attraverso i mezzi presenti,  le varie attività di contrasto alle attività criminose, dal contrabbando al riciclaggio e le attività di tutela del patrimonio.   Una piacevole e gustosa sorpresa attende inoltre tutti gli ospiti della manifestazione presso la tenda-panificio dell’Esercito. (scuola)

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