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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘materne’

Stangata scuola materne

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 ottobre 2020

L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato i dati Istat dell’inflazione di settembre, stilando la classifica delle città o delle regioni che hanno registrato i maggiori rincari annui per quanto riguarda le scuole materne ed elementari (la voce include la scuola dell’infanzia e l’istruzione primaria, pubblica e privata).In testa alle classifica delle città più rincarate (tabella n. 1) c’è Macerata che registra un rialzo record rispetto a settembre 2019 del 13,2%. Al secondo posto Cosenza con un incremento del 10%, al terzo Belluno, +8,1% l’aumento annuo. Seguono Venezia al quarto posto, +6,2%, Ascoli Piceno (+6,1%), al sesto Bolzano (+6%), poi Cagliari (+5,8%) e Trento (+4,8%).”Un dato presumiamo legato anche all’emergenza Covid e alla necessità di dover rispettare i vari protocolli in materia di distanziamento e sanificazione, ma che purtroppo finisce per gravare sulle famiglie già in difficoltà. Se a questo si aggiunge che in molti istituti è spuntata l’illegittima clausola Covid, ossia le famiglie, pena l’esclusione, hanno dovuto firmare un contratto nel quale si impegnano a pagare l’intero anno anche qualora la scuola dovesse chiudere per nuove emergenze sanitarie, il quadro è completo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.Nella parte bassa della classifica, la città più virtuosa è Lecco, dove c’è un ribasso del 2%, segue Ancona, -1,4% e al terzo posto Bergamo, -1,3%. Solo 4 città sono in deflazione (Sassari, -0,2%). In media nazionale i prezzi della Scuola dell’infanzia ed istruzione primaria salgono dell’1,6%.A livello regionale, la regione peggiore, tanto per cambiare, è il Trentino, +5,9% il rincaro dal settembre 2019, segue la Calabria, +5,3% e sul gradino più basso del podio le Marche, +4,8%. Le regioni migliori, con una variazione nulla sono, Abruzzo e Basilicata.

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Nidi e materne, alla Camera risoluzione per un piano straordinario di assunzione

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 maggio 2016

camera deputatiNidi e materne, alla Camera risoluzione per un piano straordinario di assunzione per decine di migliaia di educatori e maestri comunali: rischiano di essere messi alla porta dopo anni di onorato lavoro Mentre la Funzione Pubblica rema contro, l’on. Manuela Ghizzoni, della VII Commissione Cultura, chiede garanzie per le tante migliaia di formatori dei Comuni nella fascia 0 – 6 anni. Perché sino ad oggi gli enti locali – che offrono servizi basilari per la cittadinanza a livello di nido e scuola materna – anziché allinearsi ai paesi dell’UE, alle sentenze della curia di Lussemburgo e rispettare la direttiva 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999, stanno prendendo tempo e minacciano di mettere alla porta il personale precario di lunga data.Giustamente, rileva Ghizzoni, “a causa dei limiti imposti in materia di assunzioni e per i vincoli di bilancio collegati al Patto di stabilità, i Comuni sono sempre più in difficoltà a garantire la costante erogazione di un servizio pubblico essenziale come i nidi e le scuole d’infanzia. Ogni anno devono ricorrere a contratti di lavoro a tempo determinato con un aggravio di costi e nell’impossibilità di assicurare continuità educativa. Come già accaduto per le scuole statali, occorre garantire un organico di personale stabile” e almeno la conferma delle supplenze annuali.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è inammissibile che un educatore, che ha svolto per tanto tempo la sua professione assicurando un servizio alla cittadinanza, possa di punto in bianco trovarsi disoccupato: creare artificialmente delle norme per togliere del lavoro a del personale precario, anziché assicurarglielo, è palesemente incostituzionale e ci allontana sempre di più dalle direttive europee. Inoltre, al pari del personale statale, anche questi docenti hanno pieno diritto al riconoscimento degli scatti di anzianità e al pagamento degli stipendi estivi. La decisione del Senato di procedere all’immissione in ruolo dei docenti precari idonei all’ultimo concorso a cattedra della scuola dell’infanzia è solo l’inizio. Perché ci sono anche i colleghi precari delle GaE, come tutto il personale precario abilitato degli altri livelli scolastici. E i precari ‘dimenticati’, che non hanno certezze sulla loro stabilizzazione, come gli educatori ed il personale Ata.

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Summit Unione Africana

Posted by fidest press agency su domenica, 25 luglio 2010

Kampala (Uganda) dal 25 al 27 luglio.Summit dedicato al tema “Salute materno infantile e sviluppo in Africa”. L’Africa ospita circa il 12% della popolazione mondiale, ma conta solo il 3% del personale sanitario globale, e porta su di sé il peso di almeno metà delle morti materne e infantili del pianeta. In Etiopia, ad esempio,  il 94% dei parti avviene a casa senza assistenza specializzata. 1 bambino su 8 muore prima di aver raggiunto 5 anni, e c’è un dottore ogni 50.000 persone. In Niger 1 donna su 7 perde la vita mentre è incinta o durante il parto. In un paese come l’Italia il rischio di morire di parto riguarda 1 donna su 26.000. I Capi di Stato africani, riuniti a per il , possono e devono agire per salvare la vita di 4,5 milioni di bimbi e 265.000 madri che ogni anno muoiono nel continente, 12.000 bambini circa ogni giorno. Questo è l’appello di Save the Children, la più grande organizzazione internazionale indipendente che lavora dal 1919 per migliorare concretamente la vita dei bambini in Italia e nel mondo, affinché i leader africani assumano impegni concreti. del Si stima che  l’85% delle morti di madri, neonati e bambini al di sotto dei cinque anni si potrebbero evitare se tutte le madri e i loro figli potessero ricevere un’assistenza sanitaria di base che comprende la capacità di pianificare e distanziare le nascite, l’assistenza specializzata al parto, l’accesso a servizi di supporto ostetrico, cure postnatali immediate ed efficienti, vaccinazioni e trattamenti per la polmonite, la diarrea e la malaria. Ogni anno le vite di circa 4 milioni di donne, neonati e bambini in Africa potrebbero essere salvate se questi interventi già sperimentati potessero raggiungere il 90 percento delle famiglie nel continente.Ogni Paese deve mantenere o superare l’impegno preso nel 2001 ad Abuja (Nigeria) di destinare il 15% del bilancio nazionale alla sanità. Inoltre, una parte consistente di queste risorse deve essere dedicata specificatamente alla salute materno-infantile. Personale sanitario – i Paesi devono assumere, formare e distribuire sul territorio più dottori, ostetriche e  personale infermieristico, evitando l’esodo massiccio dall’Africa di personale specializzato. In questo modo si potrà contribuire a compensare la mancanza di 800.000 operatori nel continente entro il 2015.Riduzione del divario tra ricchi e poveri – i Paesi devono garantire l’accessibilità dei servizi sanitari, compresa l’assistenza del personale ostetrico, alla fascia più povera della popolazione attraverso la gratuità per madri e bambini ai di sotto dei cinque anni. L’impegno dell’Italia in vista del Summit UN di settembre.L’African Union Summit è l’ultimo appuntamento importante prima del summit straordinario delle Nazioni Unite, che si terrà a settembre a New York, per verificare i progressi fatti rispetto agli Obiettivi di Sviluppo del Millenio (MDG). Il Segretario Generale Ban Ki-moon ha chiesto un piano d’azione congiunto per accelerare le azioni sulla salute materno-infantile che mostra i peggiori progressi tra gli obiettivi di sviluppo del 2015.

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