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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘maternità’

Movimenti delle donne e maternità surrogata

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2018

Su questi due focus si concentra il nuovo progetto di ricerca WoMoGeS (Women’s movements and gestational surrogacy) – promosso dalla ricercatrice Daniela Bandelli con la supervisione scientifica del Prorettore alla Ricerca e all’Internazionalizzazione dell’Università LUMSA, la prof.ssa Consuelo Corradi – che ha ottenuto il finanziamento europeo Marie Skłodowska-Curie Actions Individual Global Fellowship. Si tratta di una prestigiosa borsa del programma Horizon 2020 dedicata alla formazione d’eccellenza e alla mobilità dei ricercatori, borsa che quest’anno è stata vinta da 6 progetti nel panel per le Scienze Sociali con enti di ritorno italiani. WoMoGeS della LUMSA è uno di questi 6 progetti selezionati.
Il progetto WoMoGeS farà luce sull’attivismo dei movimenti delle donne in quattro diversi paesi: Italia, India, Messico e Stati Uniti. In particolare, esplorerà le categorie concettuali utilizzate da questi movimenti nel definire la pratica della maternità surrogata, le rappresentazioni proposte, la condivisione di posizioni con altri movimenti sociali – come per esempio i movimenti LGBTQI e i movimenti pro-vita – e soggetti privati, le alleanze strategiche intraprese a livello nazionale e transnazionale, l’influenza dei contesti sociali sull’attivismo delle donne, e l’interazione tra i discorsi dei movimenti e le politiche sociali varate nei singoli paesi e dalle organizzazioni internazionali.Attraverso la comparazione dei casi studio e il coinvolgimento diretto di alcune attiviste nella discussione dei risultati, questo progetto contribuirà ad arginare il rischio che l’attivismo femminile sulla maternità surrogata si polarizzi come avvenuto per la prostituzione. Il progetto di ricerca WoMoGeS, coordinato dall’Università LUMSA, vedrà la partecipazione in qualità di partner della University of Texas (Austin), prenderà il via nella seconda metà di aprile 2018 e avrà una durata triennale.
Daniela Bandelli, sociologa e giornalista pubblicista, ha conseguito il dottorato in Australia alla University of Queensland, insegna sociologia e studi femminili al Dipartimento di Scienze umane della LUMSA e si occupa del ruolo dei movimenti sociali e dei media nella definizione dell’immaginario pubblico e delle politiche sociali in tema di famiglia, violenza e procreazione.

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MOMS! Il primo varietà sulla maternità

Posted by fidest press agency su domenica, 22 gennaio 2017

moms.jpgmoms1.jpgRoma Sarà in scena al Teatro della Cometa Via del Teatro Marcello, 4 dal 1 al 19 febbraio 2017, la Compagnia Tacchi Misti composta da Carla Ferraro, Valentina Martino Ghiglia, Laura Mazzi, Silvia Siravo con l’esilarante spettacolo MOMS! Il primo varietà sulla maternità di Jill Daum, Linda Carson, Alison Kelly, Barbara Pollard, Robin Nichol e Deborah Williams; traduzione Valentina Martino Ghiglia. Regia di Ferdinando Ceriani, testi delle canzoni di Toni Fornari, arrangiamenti Stefano Fresi. Pluripremiato negli Stati Uniti e in Canada, Mom’s the word (questo il titolo originale), per la prima volta in Italia, è uno spettacolo scritto da 6 mamme-attrici che hanno sopportato le agonie e le estasi della maternità. Uno sguardo incredibilmente divertente e profondamente toccante, intimo, graffiante, licenzioso sull’essere genitori oggi. Tra pannolini, notti insonni, pappette, biberon, mariti alla disperata ricerca di un momento di intimità, frustrazioni, pubertà, sesso, urla, pianti, strepiti e tanto, tanto amore per quei “mostriciattoli”, quattro attrici affiatatissime danno voce, corpo e anima a un intreccio di racconti e aneddoti oltraggiosamente divertenti che vi lasceranno senza fiato! Il tutto condito da balletti, canzoni e musiche, scritte e arrangiate dalla ormai collaudatissima coppia Stefano Fresi e Toni Fornari, che fanno di questo spettacolo un vero e proprio varietà sulla maternità! Questo è Moms, tutto quello che le mamme non hanno mai osato raccontare, concentrato in un’ora e mezza di spettacolo. E vi prego… i bambini, almeno per una sera, lasciateli alla baby sitter!
Orari spettacolo: dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro. (foto: moms)

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Bambini nati tramite la maternità surrogata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 gennaio 2017

corte-di-appello-di-milanoUn importante provvedimento assunto dalla Corte di Appello di Milano ha ordinato all’Ufficiale di Stato civile milanese di trascrivere integralmente nel registro degli atti di nascita i certificati di due gemellini nati negli Stati Uniti grazie alla tecnica della “gestazione
per altri”. Ciascuno dei due bimbi è figlio biologico di due padri italiani diversi, coniugati tra loro e soci dell’associazione Famiglie Arcobaleno. I bambini, che sono figli di entrambi i papà negli Stati Uniti, rimangono figli del solo papa biologico – come indicato negli atti di nascita -, benché riportino il cognome (doppio) di entrambi i papà e nonostante siano definiti “gemelli” nella sentenza di cui in oggetto. L’Ufficiale di Stato civile milanese aveva rifiutato la richiesta dei genitori ritenendola contraria all’ordine pubblico, perché i bambini erano nati per il tramite della maternità surrogata (tecnica riproduttiva vietata in Italia dalla legge 40) e perché riportavano i cognomi di entrambi i papà. Dalla mancata richiesta di trascrizione discendeva che i bambini non potevano provare di essere riconosciuti in Italia come figli dai loro padri e, quindi, non potevano godere della cittadinanza italiana, con tutte le connesse difficoltà. Il Tribunale in primo grado aveva rigettato il ricorso dei papà, i quali non dandosi per vinti, hanno deciso di impugnare il provvedimento denunciandone l’ingiustizia al giudice di grado superiore. Secondo la Corte di appello, gli atti di nascita dei due gemelli non contrastano con l’ordine pubblico, ed evidenziano che il compito del Giudice è quello di salvaguardare l’interesse preminente dei minori, il quale – come già affermato dalla Corte di Cassazione 19599/2016 – si sostanzia nel diritto a conservare lo status di figlio, a circolare liberamente nel territorio italiano ed europeo, ad essere rappresentato dal genitore nei rapporti con le istituzioni italiane, e a preservare la propria identità. La Corte d’Appello ha anche evidenziato come diniego dell’Ufficiale di Stato civile violasse il disposto della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), che presta tutela ai legami familiari a prescindere dal modo in cui sono sorti.Il caso dei due genitori, soci dell’associazione Famiglie Arcobaleno, è stato patrocinato dagli avvocati di Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford Manuel Girola e Luca di Gaetano e dal dottorando di ricerca in giurisprudenza Giacomo Cardaci. «Il decreto della Corte di appello
rappresenta un importante passo avanti nella battaglia per il riconoscimento dei rapporti giuridici di filiazione insorti tramite la “gestazione per altri” – afferma il dottorando di ricerca Giacomo Cardaci –. L’ordinamento giuridico deve assicurare uguale protezione e dignità a tutti i bambini. Il merito del risultato raggiunto – continua – va attribuito anche ai genitori dei piccoli gemelli: hanno lottato per la tutela legale dei propri bimbi con la massima trasparenza e con preziosa onestà». «Si tratta di un risultato importante – sottolinea l’Avv. Manuel Girola – poiché è stata ordinata la trascrizione integrale del certificato di nascita dei due rispettivi bimbi: ciascuno di loro avrà dunque il cognome di entrambi i padri e l’indicazione della dicitura “gemello”». Questo sebbene poi, nei fatti, lo Stato italiano riconosce alla nascita solo un genitore, quello biologico.«Qualsiasi sentenza che metta al centro i diritti dei minori, come in questo caso, è per noi un successo e una buona notizia» commenta la presidente di Famiglie Arcobaleno Marilena Grassadonia. «Rimane il paradosso di due gemelli, riconosciuti come tali, che per la legge non hanno gli stessi genitori e quindi non sono giuridicamente fratelli. Ancora una volta tutto questo è la dimostrazione dell’arretratezza delle leggi italiane e del fallimento della politica. Ma noi dobbiamo ringraziare tutte le persone – avvocati, nostri soci, giudici, attivisti – che si muovono all’interno di un quadro complicato per migliorare la rete dei diritti nella società italiana». «A grandi passi si sta facendo strada nel nostro ordinamento il riconoscimento di realtà giuridiche che esistono già all’estero» conclude la Presidente di Rete Lenford avv.ta Maria Grazia Sangalli «I giudici della Cassazione hanno difatti chiarito che il concetto di ordine pubblico, troppo spesso richiamato per impedire l’ingresso in Italia di situazioni giuridiche costituitesi al di fuori dei nostri confini, non è uno strumento di difesa ma un metro per valutare la potenziale violazione di atti stranieri ai valori essenziali del nostro ordinamento e della comunità internazionale. A questo principio si è attenuto anche il tribunale di Napoli che, sempre in un caso seguito da Rete Lenford, ha recentemente ordinato la trascrizione di un certificato di nascita spagnolo di un bambino con entrambe le mamme italiane, escludendo violazioni dell’ordine pubblico e attenendosi al preminente interesse del minore». (foto: tribunale milano)

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Europa divisa anche su questioni sociali come la maternità

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2016

europa comunitaria2Proprio nei giorni in cui l’unità dell’Europa scricchiola, si scopre che esistono delle differenze tra i Paesi anche rispetto a delicate questioni di carattere sociale ed etico legate al tema della maternità. Secondo un’inedita indagine condotta su 2.986 cittadini europei dall’istituto di ricerche francese Odoxa, con il supporto di Grupo Clinica Eugin, l’Europa appare divisa sugli aspetti che riguardano l’infertilità, la possibilità di ricorrere alla procreazione medicalmente assistita e di conservazione degli ovociti. In questo contesto l’Italia appare la voce più fuori dal coro. Confusione su picco di fertilità ed età ideale per avere il primo figlio. Praticamente tutti gli europei indicano un’età leggermente più alta rispetto alla realtà: il 40% degli europei situa, erroneamente, il picco di fertilità della donna tra i 25 e i 28 anni che invece è a 24 anni. Questa errata percezione è, senza dubbio, dovuta dall’esistenza di una certa confusione tra l’età ideale “biologica” e l’età ideale nella “pratica”. Ovvero, quando ci si ritiene sufficientemente pronti per accogliere un bambino. Intervistati su questo aspetto, gli italiani indicano 28 anni (4 anni in più rispetto al picco di fertilità biologico) e sono coloro che più rimandano questo appuntamento, contro tedeschi e britannici con il dato più basso di 26 anni.
Infertilità, punto di non ritorno. Per la maggioranza degli europei l’infertilità sembra una condizione senza rimedi: 6 europei su 10 (59%) ritengono infatti che corrisponda all’”impossibilità di avere un figlio”, piuttosto che alla “difficoltà di avere un figlio” (40%). Nonostante la sfiducia di italiani, francesi e spagnoli, una scarsa maggioranza (54%) di britannici e tedeschi considera, con ragione, che l’infertilità corrisponde in realtà a una capacità più bassa di concepire. La percezione disillusa degli europei riguardo a cos’è l’infertilità può avere conseguenze negative: coppie considerate “infertili” che, non immaginando soluzioni, perdono troppo presto la speranza e rinunciano ad avere figli.
Le tecniche di riproduzione assistita, queste sconosciute. In questo scenario pessimistico nei confronti dell’infertilità, tra gli europei risulta esserci scarsa informazione rispetto a quelle che sono le tecniche di riproduzione assistita tanto da riconoscerne solo due: l’inseminazione artificiale, citata in media dal 52% degli europei, e la fecondazione in vitro, citata dal 41% degli europei. Gli italiani su questo tema si distinguono per indicare, dopo l’inseminazione artificiale (53%), i farmaci che inducono l’ovulazione (39%). Sul fronte scarsa informazione gli europei dimostrano una buona consapevolezza, 7 europei su 10 ammettono infatti di essere mal informati sulla riproduzione assistita con gli italiani a fare da fanalino di coda, il 75% di loro si ritiene infatti poco informato. Europei a favore della riproduzione assistita, italiani dubbiosi. Più della metà degli europei, nonostante la riproduzione assistita appaia loro come “un terreno sconosciuto”, sono favorevoli che vi ricorrano le donne single (59%) o le coppie di donne omosessuali (57%). Tuttavia, esiste un’eccezione importante: gli italiani si oppongono in gran maggioranza alla riproduzione assistita per coppie di donne omosessuali (60% di rifiuto) nonostante dimostrino apertura, seppure inferiore alla media UE, verso quella per le donne single (54% di approvazione). La riproduzione assistita non viene messa in dubbio dagli europei, ma poter ricorrere alla stessa è molto lontano dal sembrare qualcosa di semplice. Le europee sono infatti contrarie alla donazione di ovociti: il 67% non sarebbe disponibile a tale donazione. Il rifiuto da parte di italiane, francesi, britanniche e tedesche è massiccio: circa tre quarti di loro la rifiuterebbe. Il caso delle spagnole è un’eccezione: il 58% sarebbe disposta a donare i propri ovociti o l’ha già fatto. Il motivo del rifiuto viene spiegato dalla mancanza di informazione (36%), seguito dall’anonimato della donazione (32%) e dalla paura dell’invasività del trattamento (25%). Congelamento di ovociti per motivi che non sono medici: un tema che divide. La riproduzione assistita può essere di supporto a coloro che desiderano avere figli e hanno problemi di infertilità, ma può essere di aiuto anche per motivi che non sono medici: conservare i propri ovuli in gioventù può essere la soluzione per avere, anche dopo i quarant’anni, buone possibilità di una gravidanza. Il tema è conosciuto e crea divisioni: il 51% degli europei è favorevole, mentre il 49% è contrario. Il nostro Paese si stacca dalla media europea, il 62% degli italiani infatti si dichiara contrario a questa tecnica, il dato più contrastante in Europa. Tra chi si oppone, si citano tre motivazioni con proporzioni praticamente identiche: il 33% ritiene che sia “una tecnica contro natura o contraria alla sua religione”, il 30% che “rafforzi l’idea che la maternità danneggerebbe la carriera”, e il 26% dice che “si tratta di uno sfruttamento commerciale dell’apprensione delle donne”. Gli europei, ad eccezione degli spagnoli, rifiutano l’idea dell’assunzione delle spese relative al congelamento degli ovociti da parte delle aziende. In testa a questa classifica proprio gli italiani: il 64% dei nostri connazionali è infatti contrario alle aziende che pagano il congelamento degli ovuli alle proprie dipendenti.
Tra gli europei che approvano il congelamento di ovociti per motivi che non sono medici – gli spagnoli in testa – in primo luogo si citano due motivi: il 36% lo vede come una possibilità perché le donne non temano più il loro “orologio biologico”, e il 34% ritiene che non bisogna opporvisi, poiché si tratta di un espressione del progresso della medicina. “Come leader europeo nella Procreazione Medicalmente Assistita abbiamo fortemente voluto lo sviluppo di questa ricerca che aiuta noi e la società tutta a meglio comprendere quali sono le disparità, i tabù e le aspettative degli europei in fatto di infertilità, possibilità di ricorrere alla procreazione medicalmente assistita e di conservare gli ovociti per motivi che non siano medici – afferma la Dott.ssa Rita Vassena, Direttrice Scientifica Eugin Group – Rispondendo alle necessità di una società in forte evoluzione, questo ultimo trattamento è ora disponibile nella Clinica Eugin di Modena dove, oltre a trattamenti come l’inseminazione artificiale, la fecondazione in vitro, la diagnosi genetica pre-impianto e la donazione di ovuli, si potrà conservare una riserva di ovociti per avere la possibilità di posticipare la maternità”.

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Convegno “Maternità ieri ed oggi. Quali soluzioni per una società a misura di mamma?”

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 maggio 2016

Ateneo Pontificio Regina ApostolorumRoma venerdì 6 e sabato 7 maggio presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum proseguono gli appuntamenti della Settimana della Mamma, l’iniziativa promossa dall’Istituto di Studi Superiori sulla Donna dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum che il 6 e il 7 maggio, propone il convegno dal titolo: “Maternità ieri ed oggi: quali soluzioni per una società a misura di mamma” che si terrà in Ateneo a partire dalle ore 9, una due giorni importante realizzata in collaborazione con WWALF Word Women’s Alliance for Life and Family.
Nella prima giornata di venerdì 6 maggio, si affronterà il tema de “Il corpo e la maternità”. Questa tavola rotonda sarà animata dagli interventi della Direttrice ISSD Marta Rodriguez, dall’ On. Olimpia Tarzia Presidente della W.W.A.L.F.; da Laura Paladino docente UER; da Susy Zanardo docente Uer e dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e collaboratrice del Centro Interuniversitario per gli Studi sull’Etica (CISE); da Giorgia Salatiello Professore Ordinario presso la Pontificia Università Gregoriana e membro del consiglio Direttivo dell’AIFR e del Consiglio Nazionale dell’ADIF e da Chiara D’Urbano docente presso l’APRA e membro dell’Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici (AIPPC).
La seconda giornata del convegno di sabato 7 maggio, affronterà la questione del “Diritto al lavoro, maternità e gravidanza” a cui partecipano: l’On. Olimpia Tarzia, la prof.ssa Maria Pia Baccari Facoltà di giurisprudenza della LUMSA di Roma, professore invitato presso la pontificia Università Urbaniana e nella Pontificia Università della Santa Croce; la dott.ssa Benedetta Rinaldi conduttrice di Uno Mattina Estate; Annamaria Gimigliano esperta in innovazione e in processi industriali nel settore della cultura industrial; Antonella Perconte Licatese attrice che dal 2011 ha avviato la sua attività di docente di Storia del Cinema Italiano collaborando con numerose scuole e laboratori e la dott.ssa Adele Ercolano sociologa ed esperta in questione femminile, leadership e modelli organizzativi membro direttivo dell’ISSD e co-founder della rivista gratuita Valore Mamma.
La WWALF (World Women’s Alliance for Life and Family) da anni promuove attività mirate alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica, particolarmente quella femminile, attraverso strumenti culturali ed informativi, su temi di vita e famiglia. Per questo ci sembrava giusto condividere le riflessioni poste dalla Settimana della Mamma, in particolare su quale sia il valore della maternità oggi. Confidiamo che questa importante iniziativa, che aiuta le donne, e non solo, possa suscitare una maggiore consapevolezza su argomenti che le riguardano e che spesso le vedono protagoniste.
La Settimana della Mamma si concluderà domenica 8 maggio, con un doppio appuntamento il primo si svolgerà all’interno del parco di Villa Doria Pamphili ed il secondo presso i Fori Imperiali dalle 17 alle 18, con la passeggiata aperta a tutte le famiglie.

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Virus Zika e microcefalia: il legame si stringe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2016

zikaDue diversi gruppi di ricerca, uno sloveno e l’altro statunitense, hanno segnalato la presenza di elevate concentrazioni di virus Zika nel tessuto cerebrale di feti con microcefalia. Il primo articolo è un case report pubblicato sul New England Journal of Medicine dove Jernej Mlakar e colleghi descrivono una gestante europea venticinquenne presentatasi lo scorso ottobre al Centro universitario di Lubiana in Slovenia per anomalie fetali. Dal dicembre del 2013 la donna aveva vissuto e lavorato come volontaria a Natal, capitale di Rio Grande do Norte, uno degli stati della regione del nord-est del Brasile. Alla 13ma settimana di gestazione la paziente aveva sviluppato febbre alta, dolori muscoloscheletrici e rash cutaneo. Rientrata in Europa alla 28ma settimana di gestazione l’ecografia aveva rilevato anomalie fetali con calcificazioni cerebrali e microcefalia. La donna ha deciso di interrompere la gravidanza e l’analisi dei tessuti fetali ha riscontrato elevate quantità di virus Zika. Analoghe le segnalazioni su Mmwr dei ricercatori Cdc coordinati da Sherif Zaki del Centro malattie arbovirali. Quattro casi in Brasile: due bambini nati con microcefalia alla 36ma e 38ma settimana di gestazione e due feti abortiti all’11ma e alla 13ma settimana. Tutte e quattro le madri avevano lamentato sintomi da infezione Zika, e tutti i tessuti fetali sono risultati positivi per Zika e negativi per dengue. In un editoriale di accompagnamento Eric Rubin della Tufts University School of Medicine, scrive: «Nonostante serva tempo per definire gli aspetti critici di infezione, c’è già subito molto da fare: un punto vulnerabile per la trasmissione del virus Zika è il vettore zanzara». Sfortunatamente, gli sforzi finora fatti non sono riusciti a limitare la diffusione di dengue e chikungunya, che sono trasportati dalla stessa specie Aedes e si stanno diffondendo nelle stesse comunità attualmente colpite dal virus Zika. «Arrivando subito dopo la risposta globale a Ebola, la rapida diffusione del virus Zika sfida la nostra infrastruttura di sanità pubblica e richiede una risposta sostanziale» conclude l’editorialista. (fonte doctor33)

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Maternità ritardata

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 luglio 2014

Maternità.“Il costante crescere dell’età delle donne italiane che ricorrono alle tecniche di Pma, unito alle rilevazioni Istat che certificano la diminuzione dei nati, segnala con forza un allarme sociale da non sottovalutare: rimandare la maternità incrementa biologicamente l’infertilità, diminuisce le possibilità di nascita e alimenta il business delle cliniche private” commentano Paola Ricci Sindoni e Domenico Coviello, presidente e copresidente nazionali dell’Associazione Scienza & Vita. “Secondo quanto contenuto nella Relazione, l’età media delle donne italiane che si sottopongono a trattamenti di Pma nel 2012 è stata pari a 36,5 anni, ben al di sopra della media europea che, solo nel 2010 si attestava sui 34,7 anni. Queste cifre interpellano con forza la società e la politica, e ripropongono il tema della difficoltà di realizzare un progetto di famiglia in età adeguata, quando il corpo femminile è più ricettivo e pronto a una gravidanza. Ma invece di intervenire sulle cause a monte dell’infertilità, la risposta che viene fornita è rivolta piuttosto a incoraggiare l’uso di altre tecniche invasive, come la fecondazione eterologa o l’utero in affitto”. “E’ ben noto che le già ridotte probabilità di ottenere una gravidanza in età avanzata risultano gravate anche da un’alta percentuale di esiti negativi della gravidanza stessa, quali aborti, morti intrauterine, gravidanze ectopiche. Quindi, nell’interesse vero della salute delle donne e dei loro figli, è necessario intervenire su due fronti. Da un lato implementare le tutele di educazione sanitaria relative alla cura o difesa della fecondità, alla prevenzione della sterilità, alla corretta conoscenza del proprio corpo. Parallelamente, è indispensabile avviare una seria politica sociale contro il precariato e la mancanza di lavoro, così da permettere ai giovani di dar seguito al loro legittimo desiderio di formare una famiglia, senza aspettare così a lungo ed essere poi costretti a ricorrere alla medicalizzazione forzata della genitorialità. Andando incontro a tutti i dolorosi fallimenti del caso, con costi sociali, personali e sanitari che sono sotto gli occhi di tutti”.

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I Giovani Giornalisti contro la clausola maternità nei contratti Rai ed il precariato giornalistico

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2012

«Il cambiamento della clausola sulla maternità nei contratti di collaborazione della Rai annunciata dalla Lei testimonia chiaramente quanto la mobilitazione contro le forme più insopportabili di precariato giornalistico nel nostro paese possano raggiungere risultati positivi, se si riesce a far comprendere efficacemente all’opinione pubblica le condizioni spesso terribili in cui si trovano ad operare i giornalisti precari nel nostro paese, in particolare i più giovani». È quanto afferma Simone d’Antonio, presidente di Youth Press Italia, l’associazione nazionale dei giovani giornalisti italiani, in merito agli ultimi sviluppi del caso sollevato dal coordinamento dei precari romani Errori di Stampa sulla clausola maternità presente nei contratti di collaborazione Rai.«Bisogna rendere merito ai nostri partner di Errori di stampa – prosegue d’Antonio – per aver denunciato una situazione insostenibile e decisamente indegna per il servizio radiotelevisivo pubblico di un paese civile. Duole però constatare che queste clausole discriminatorie e lesive della dignità della persona rappresentano la norma in numerose tipologie di contratto precario e la Rai si è purtroppo adattata ad un andazzo generale che mortifica i precari con condizioni di lavoro sempre più penalizzanti per il proprio futuro».«Ci auguriamo – ha commentato Michele Giustiniano, Segretario Generale di Youth Press Italia – che l’ampia risonanza mediatica di questo caso contribuisca a portare al centro del dibattito pubblico le difficili condizioni in cui si trovano ad operare migliaia di giornalisti nel nostro Paese, senza tutele e con retribuzioni bassissime, oltre a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’assurdità di certe clausole in tutti i contratti di lavoro».

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Maternità sicura

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 maggio 2011

“L’Obiettivo di sviluppo del millennio che prevede di ridurre del 75% la mortalità materna entro il 2015 appare il più lontano e difficile da raggiungere e quello segnato da maggiori diseguaglianze”, dichiara il Presidente dell’UNICEF Italia Vincenzo Spadafora. “Una donna di un paese povero – continua Spadafora – è, nel corso della sua vita, 300 volte più esposta al rischio di morire a causa di complicazioni dovute alla gravidanza o al parto di una donna che viva in un paese industrializzato. Il 99% di tutti i decessi materni – 358.000 nel 2008- è avvenuto nei paesi in via di sviluppo. Per ogni donna che muore per cause legate alla gravidanza, altre 20 subiscono lesioni o infezioni e rimangono invalide”. Il paese che ha il più alto tasso di mortalità materna al mondo è l’Afghanistan, dove ogni giorno muoiono in media di gravidanza o parto 50
donne, 1.400 mamme muoiono ogni 100.000 parti. L’UNICEF Italia ha sostenuto negli ultimi 5 anni programmi di lotta alla mortalità materna e finanziato la costruzione di tre reparti maternità
in Sierra Leone, oltre che in Guinea Bissau e in vari altri paesi dell’Africa occidentale e da quest’anno sostiene un programma specifico in Afghanistan. In occasione della Festa della Mamma, l’UNICEF Italia propone i suoi “Regali per la vita”, destinati ad aiutare le mamme e i bambini. Con i “regali per la vita” sarà possibile sostituire il classico regalo con articoli che possono salvare la vita di un bambino e di una mamma: latte terapeutico, biscotti proteici, ma anche una bicicletta, importantissima per una mamma di un paese in via di sviluppo per andare al
lavoro o portare i bambini a scuola o in ospedale. Fare un “regalo per la vita” significa sostenere concretamente la missione dell’UNICEF in tutto il mondo. Come si può fare? Collegandosi al sito web http://www.regaliperlavita.it o chiamando il numero verde 800 745 000 è possibile scegliere il “regalo per la vita” e ricevere un magnete da consegnare alla persona amata; in alternativa, per i regali dell’ultimo minuto, è anche possibile optare per una cartolina elettronica, un SMS o un regalo virtuale da postare suFacebook.

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Maternità intesa come gabbia

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2010

«I dati diffusi dall’Istat indicano che il peso della famiglia in Italia continua a essere in gran parte sulle spalle delle donne. Stando così le cose, non c’è da sperare in una ripresa a breve della natalità e dell’occupazione femminile nel nostro paese. Oggi per molte donne procreare significa accettare di ‘finire in gabbia’, imponendo scelte dolorose come l’abbandono del lavoro. Un cambio di rotta deciso sarà possibile solo con nuove norme che consentano agli uomini di entrare nell’universo femminile. Una serie di proposte di riforma presentate in parlamento meriterebbero di essere affrontate nonostante il clima di tensione interno alla maggioranza. Tra queste, l’introduzione dell’obbligo dei congedi di paternità per i neo-papà, di cui sono prima firmataria: una misura che da sola non risolve tutti i problemi, ma di certo aiuta a condividere gioie e responsabilità della coppia. Al di là degli impegni verbali, la Maggioranza non sta destinando alcuna risorsa per la famiglia e il rilancio dell’occupazione. Occorre prendere consapevolezza che la questione femminile non riguarda solo i diritti, ma l’economia più in generale perché in tutti i paesi più avanzati l’incremento del numero di donne occupate coincide con l’aumento del benessere e della produttività». Così Alessia Mosca, deputato del Pd, segretario della Commissione Lavoro e vice presidente dell’Associazione TrecentoSessanta, che fa riferimento a Enrico Letta.

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Maternità e paternità sono pari

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

Dichiarazione della senatrice dei Radicali, Donatella Poretti Per la prima volta nella legge italiana si e’ equiparata la paternita’ alla maternita’. Sappiamo, infatti, come i congedi parentali siano poco utilizzati sia per questioni culturali, ma anche perche’ difficili da ottenere con tempistiche burocratiche che spesso non coincidono con i tempi naturali e in alcuni casi imprevedibili del parto e della gestione dei figli. Un emendamento nella legge sulla riforma forense, oggi approvato dall’aula del Senato, ha scritto nero su bianco che paternita’ e maternita’ possono essere entrambi buone motivazioni per interrompere il tirocinio e non venire sospesi dal registro dei praticanti avvocati. Mentre in Europa si va verso normative sempre più stringenti in questa direzione, mentre esempi pratici arrivano da Oltremanica con il primo ministro britannico Cameron prende un congedo di paternita’, l’Italia oggi ha fatto un piccolo atto di principio importante: i figli non hanno solo delle donne che si assentano dal lavoro quando divengono madri ma anche degli uomini che divengono padri.

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Milano: Caffè Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Milano Venerdì 22 ottobre 2010 ore 10,00 Corso Magenta, 59 Sala Conferenze del Parlamento europeo incontro mensile di approfondimento delle decisioni più rilevanti per il territorio e i media, adottate dal Parlamento Europeo nel corso della settimana di Sessione a Strasburgo. Gli Europarlamentari discuteranno dei seguenti argomenti:
Bilancio 2011: deputati chiedono nuove fonti di finanziamento
Congedo di maternità esteso a 20 settimane remunerate?
Servizio diplomatico: responsabilità democratica e equilibrio nelle assunzioni, gli obiettivi del Parlamento
Ritardi di pagamento: limite a 30 giorni
Il Segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon al Parlamento
Il dopo-crisi: i deputati propongono come difendere l’economia europea da futuri shock
Reddito minimo comunitario per combattere la povertà
Preparativi in vista del Consiglio europeo e del G20
Premio Sacharov 2010: si decidono finalisti e vincitore
“Made In”: etichetta obbligatoria per i beni importati?

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Coppie infertili e voglia di maternità

Posted by fidest press agency su sabato, 14 agosto 2010

Coppie infertili, in estate aumenta la voglia di diventare genitori Dai dati del centro di medicina della riproduzione ProCrea, in soli due mesi è concentrato più del 25 per cento dei primi colloqui per avviare un percorso di procreazione assistita. Non va in vacanza la voglia di diventare genitori. Anzi, i mesi estivi sono quelli durante i quali le coppie con problemi di infertilità iniziano a pianificare una gravidanza. Tanto che più di una coppia su quattro si rivolge ai centri di procreazione medico assistita proprio tra giugno e luglio. Secondo i dati di ProCrea, centro internazionale di medicina della riproduzione con sede a Lugano (Svizzera), sempre più coppie avviano il loro percorso proprio nei mesi estivi. «I primi contatti dai quali scaturisce il primo colloquio avvengono sempre più spesso in estate -spiega Luca Jelmoni, direttore di ProCrea-. Un periodo nel quale le coppie solitamente si sentono più tranquille e hanno anche maggiore disponibilità di tempo». E l’effetto lo si vede non solo nel numero di colloqui fatti subito dopo le vacanze -sono oltre il 20 per cento a settembre o ottobre-, ma anche nei periodi in cui vengono fatti i trattamenti. «Più della metà sono concentrati nel periodo autunnale e in quello primaverile -prosegue Jelmoni-: segno che i primi contatti e i primi colloqui sono stati fatti in estate, oppure in inverno, prevalentemente nel periodo natalizio».  Con i ritmi di lavoro che tendono a rallentare, ma anche grazie ad una predisposizione mentale che invita alla riflessione e alla programmazione del futuro, i temi della maternità e della paternità sono affrontati anche con maggiore serenità. «Non sempre infatti è spontanea una riflessione sulla propria salute riproduttiva -prosegue il direttore di ProCrea-. Sono temi problematici e delicati che talvolta ingenerano sfiducia e sconforto, incapacità di guardare serenamente al proprio futuro e ai propri desideri. E quindi, incapacità per una coppia infertile, ovvero che non ha trovato una gravidanza dopo due anni di rapporti non protetti, di cercare una soluzione». Situazioni che il centro di medicina della riproduzione ProCrea ha ben presenti. «Per questo puntiamo a programmare il primo colloquio già a distanza di pochi giorni dal primo contatto, mettendo a disposizione delle coppie anche la giornata del sabato», precisa Jelmoni.  I dati testimoniano questa tendenza: i periodi nei quali i primi contatti con le coppie infertili sono maggiormente intensi sono infatti quelli d’inizio estate e di fine anno. Nei soli mesi di giugno, luglio e dicembre del 2009 si è concentrato circa il 35 per cento di tutti i primi contatti fatti al centro ProCrea di Lugano. Più di tre coppie su dieci hanno quindi deciso di intraprendere il cammino della procreazione assistita nei periodi di vacanza, quando probabilmente si sentivano maggiormente tranquille, ma anche avevano a disposizione più tempo. Questa tendenza, che è andata rafforzandosi negli ultimi anni, afferma l’estate non solo come periodo prediletto per le vacanze, ma anche come momento privilegiato per fare delle scelte di vita. «E dopo il periodo di relax delle ferie, le coppie hanno anche maggior forza e serenità nell’intraprendere la strada della fecondazione assistita», conclude Jelmoni.
ProCrea – Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un’équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare, ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell’infertilità con tecniche d’avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. http://www.procrea.ch.

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Regno Unito: tasso maternità minorenni

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2010

Nel Regno Unito il tasso di maternità tra le under-18 resta di gran lunga il più alto dell’Europa occidentale.  Uno studio, del Dipartimento Educazione britannico, pubblicato da West, sulle abitudini sessuali delle teenager di Sua Maestà testimonia infatti il fallimento del programma “Teenage pregnacy strategy”, lanciato dodici anni fa dall’allora primo ministro Tony Blair e finalizzato a dimezzare entro il 2010 il numero di giovani gravidanze. Una su cinque tra le 15mila giovani censite dalla ricerca del Dipartimento per l’Educazione ha sperimentato la gravidanza almeno una volta prima di diventare maggiorenne.  Di queste più della metà è andata fino in fondo diventando madre. Cifre che collimano con l’ultimo rapporto dell’ufficio statistico nazionale, che nel febbraio scorso riportava una diminuzione delle gravidanze di appena 13 punti percentuali rispetto al 1998. Vale a dire 40 ragazze madri per ogni mille minorenni contro le 46 di dieci anni fa. Troppo poco per mettere fine a quello che Blair stesso definì a suo tempo “un vergognoso record per il Regno Unito”.

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Donne obese e maternità

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 luglio 2010

Aumentano le donne obese tra quelle in età fertile, con rischi più elevati di aborto e disturbi della fertilità. Questa la denuncia dei nutrizionisti e dei medici dell’Osservatorio Nutrizionale “Grana Padano”, che forniscono consigli utili sulla dieta da seguire per le donne che desiderano prepararsi ad una gravidanza. Secondo una ricerca svolta dall’Osservatorio sulle abitudini alimentari e lo stile di vita delle donne in età fertile (campione di 1.481 donne, tra i 30 e i 42 anni) l’incidenza dell’obesità in questa fascia d’età è circa doppia rispetto alla popolazione generale, arrivando a toccare la percentuale del 20%. Si aggiunga che il 75% delle donne  intervistate non svolge alcun tipo di attività fisica regolare, presentando un peso e un BMI (rapporto tra peso e altezza) più elevati rispetto a quelli delle donne più attive, con conseguente maggior rischio di obesità. Le donne obese, inoltre, vanno incontro ad un più elevato rischio di aborto durante la fecondazione assistita e sono maggiormente afflitte da disturbi della fertilità (come per esempio l’ovaio policistico), problematiche che risulterebbero più evidenti in coloro che presentano, come gran parte delle pazienti obese analizzate dalla ricerca dell’Osservatorio, un’obesità di tipo centrale, caratterizzata cioè da accumulo di grasso a livello addominale, con depositi sia sottocutanei, sia a livello degli organi. Uno studio dell’Academic Medical Center di Amsterdam sostiene addirittura che la riduzione della fertilità dovuta all’obesità è comparabile a quella dovuta all’invecchiamento, paragonando ogni unità di BMI superiore a 25 (che rappresenta il limite superiore del “normopeso”) con ogni anno di età nella donna.
Per quanto riguarda le indicazioni sullo stile di vita da tenere, la dottoressa Barichella dell’Osservatorio Nutrizionale “Grana Padano” ha fornito alcuni consigli alimentari per favorire il concepimento, con particolare attenzione alla presenza di “micronutrienti” nella dieta. “I micronutrienti, minerali e vitamine, come l’acido folico, molto importante nel periodo pre-concezionale e durante i primi mesi di gravidanza, sono fondamentali nella regolazione dell’apparato riproduttivo – ha spiegato la dott.ssa Barichella – ma purtroppo i dati della ricerca dell’Osservatorio evidenziano carenze significative. L’apporto giornaliero medio di ferro, per esempio, è insufficiente (10 mg al giorno, contro i 18 mg auspicabili) a compensare i fabbisogni della donna, predisponendola all’anemia. Anche il consumo d’acqua, circa un litro al giorno, risulta essere il 30% in meno della quantità raccomandata”.
La corretta assunzione di calcio e vitamina di D è oltretutto utile a prevenire l’osteoporosi, patologia che può presentarsi o accentuarsi in gravidanza, specie in soggetti predisposti, perché questo è il momento in cui le richieste di calcio quasi raddoppiano per la formazione delle ossa del nascituro, arrivando ai 1500 mg al giorno.

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Parità diritti per congedo maternità

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 maggio 2010

Strasburgo Parlamento europeo. Gli Stati membri dell’UE dovrebbero garantire il livello standard di protezione sociale, comprese le indennità di congedo di maternità per almeno 14 settimane, alle lavoratrici autonome e alle mogli o conviventi dei lavoratori autonomi: questo è quanto afferma una proposta di modifica di una direttiva UE in tema di diritti delle donne.

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Sgombero Rom a Milano

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2010

Milano. “Abbiamo appreso che le Autorità di Forza Pubblica provvederanno a sgomberare i 16 Rom romeni rifugiatisi in via Cavriana, zona viale Forlanini, a Milano”. Lo annunciano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti del Gruppo EveryOne, organizzazione per i diritti umani. “Le famiglie che risiedono in questo campo – tutte romene di etnia Rom – avevano trovato in un comitato di cittadini antirazzisti locali, il ‘Gruppo di sostegno Forlanini’, aiuto concreto in termine di generi alimentari, abbigliamento, medicine, coperte e tende, oltre” spiegano gli attivisti, “all’accompagnamento verso le strutture pubbliche, quali ospedali e pronto soccorso, per la cura delle malattie, e consultori familiari e pediatrici, per quanto concerne le vaccinazioni dei bimbi e la maternità delle donne. All’interno del campo non autorizzato” proseguono Malini, Pegoraro e Picciau, “si trovano donne, bambini e anziani affetti da gravi patologie da precarietà, che necessiterebbero di immediata assistenza sanitaria e ricovero presso strutture adibite a questo tipo di emergenze umanitarie. Per altro, il ‘Gruppo di sostegno Forlanini‘, che lavora da oltre due anni nel campo, è riuscito ad avviare un progetto di inserimento lavorativo presso alcune Aziende agricole della provincia di Milano che collaborano con il Gruppo, per la coltivazione di orti biologici. Tale progetto, inoltre” prosegue EveryOne, “prevede l’inserimento dei giovani uomini e delle donne del campo, che, svolgendo questa attività, potranno essere economicamente autosufficienti e provvedere ai loro bisogni sia abitativi che alimentari. Ebbene, nonostante l’accorato appello alle Istituzioni milanesi e alle autorità di Polizia competenti, ogni richiesta di sospensione dello sgombero è stata freddamente respinta, nonostante non esista alcuna alternativa alloggiativa per i Rom che verranno messi in mezzo alla strada né un programma socio-assistenziale che li aiuti a integrarsi e a sopravvivere”. Il Gruppo EveryOne ha richiesto l’aiuto della Croce Rossa Italiana, affinché domattina si rechi al campo, situato a poche centinaia di metri, entrando in viale Forlanini, dai vecchi uffici Merzario in via Cavriana (vi si accede attraverso un piccolo sentiero), e provveda all’assistenza umanitaria di tutte e tutti coloro che, a causa dell’iniquità del provvedimento, ne avranno bisogno. “Abbiamo inoltre inoltrato un documento” concludono i tre co-presidenti del Gruppo EveryOne “all’attenzione dell’Alto Commissario ONU Navanethem Pillay, che proprio qualche giorno fa ha stigmatizzato, nel corso del suo incontro in Senato a Roma, l’atteggiamento discriminatorio portato avanti.

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Expo: Io M’Ammo

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2009

Roma Esposizione fino al 31 dicembre 2009 Circonvallazione Gianicolense 87, Padiglione Materno Infantile – Ospedale San Camillo  la maternità tra maschile e femminile un’idea dell’artista Alexander Jakhnagiev mostra e performance di bodypainting sulla pancia  di una donna incinta e di Mario Adinolfi “incinto” Una ricerca artistica e non solo sulla maternità e sui ruoli nella coppia oltre la secolare distinzione tra maschile e femminile, tra cultura e natura.  Una performance di bodypainting e una mostra di undici opere realizzate su ecografie di donne incinte. Tre strade di creazione: artistica, generativa di persone e politica. La Direzione Generale e il Direttore del Dipartimento Materno Infantile  accolgono e lanciano la provocazione per un ospedale “gravido di idee” e proposte attuative per il miglioramento della qualità dei servizi e per l’ascolto dei bisogni di ogni persona. Il progetto “Io M’Ammo” proseguirà  il 28 gennaio 2010 con un convegno su questi temi, l’esposizione delle ecografie dipinte e una mostra “al femminile” sulla “rotondità” presso la Casa Internazionale delle Donne. (mammo)

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Mamma prima dei 19 anni

Posted by fidest press agency su martedì, 15 dicembre 2009

Roma, 16 dicembre 2009, 14.30-17.30 via San Gallicano 25/A. Le mamme adolescenti nel mondo sono 13 milioni, un fenomeno in crescita anche nel nostro Paese, dove aumentano soprattutto i parti fra le immigrate. Quali sono le implicazioni? Una gravidanza da giovanissime è più a rischio sia per la madre che per il neonato. In particolare sono più frequenti complicanze come nascita prematura, ritardo di accrescimento del feto, possibili maltrattamenti ed esclusione sociale. L’Osservatorio Nazionale sulle Abitudini Sessuali e le Scelte Consapevoli e la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) promuovono il Convegno nazionale “Mamma prima dei 19 anni. Vulnerabilità, rischi e contesti sociali: strategie condivise per una maternità consapevole”, un’occasione per fornire i dati italiani del fenomeno e mettere a confronto ginecologi, medici di famiglia, mediatori culturali e Istituzioni, focalizzare i problemi e definire le priorità di intervento. Sarà presente anche il Sottosegretario alla Salute on. Eugenia Roccella. L’Osservatorio è promosso da “Scegli tu”, il programma di informazione sulla contraccezione, pensato e coordinato dalla SIGO per assicurare tutte le informazioni necessarie a favorire un atteggiamento maturo e responsabile nei confronti della propria vita riproduttiva, a garanzia del diritto alla salute. il programma dei lavori: 14.30 Introduzione e saluti Giorgio Vittori presidente SIGO, Aldo Morrone Direttore dell’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà (INMP), Modera: Mauro Boldrini 14.45 Il punto di vista delle Istituzioni  On Eugenia Roccella, Sottosegretario alla Sanità 15.00 Le gravidanze “adolescenti”:  una visione da consultoriale  Marina Toschi, direttivo nazionale Associazione Ginecologi Territoriali (AGITE) 15.15 La “school pregnancy” in Italia e in Europa: dimensioni del fenomeno  Emilio Arisi, responsabile progetto “Scegli Tu” e membro del Direttivo SIGO 15.30 Madri bambine: elementi di fisiopatologia  Susanne Dico, ginecologa Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà 15.45 La realtà socio-antropologica delle mamme bambine Alessandra Sannella, ricercatrice Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà. 16.00 Counselling per la prevenzione del disagio nelle mamme adolescenti Raffaella Michieli, segretario nazionale Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) 16.15 L’impegno del privato: il progetto “Scegli Tu” Gian Carlo Frigerio, Bayer Schering Pharma 16.30 L’esperienza dell’Ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli, quartiere Brancaccio, Palermo Maria Rosa D’Anna, Direttore Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia Ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli, Palermo 16.45 Quali rimedi? La promozione di una maternità consapevole Giorgio Vittori, presidente SIGO 17.00 Dibattito e conclusioni Aldo Morrone.

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Ragionare sulla maternità

Posted by fidest press agency su domenica, 13 dicembre 2009

Roma, 17 dicembre, alle ore 15.00 presso il Dipartimento di Maternità Infantile dell’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini, “Io M’Ammo”, mostra di dieci opere realizzate su ecografie di donne incinte, nata da un’idea dell’artista Alexander Jakhnagiev. Nel corso dell’evento di inaugurazione, il pittore bulgaro darà vita a una suggestiva performance di body painting sulle pance di una donna incinta e del blogger Mario Adinolfi, eccezionalmente “incinto”. «Attraverso questo evento, lanciamo una provocazione per continuare nel nostro ruolo istituzionale di rispetto e tutela di ogni soggetto, con un invito a sentirci, come servizio pubblico, “gravidi di idee” per il miglioramento dei servizi e della cura di ogni persona. Per far esprimere ogni persona». Con queste parole, Luigi Macchitella, Direttore Generale dell’A.O. San Camillo-Forlanini, ha presentato l’iniziativa. La mostra, che si inserisce nell’ambito del progetto “Città Etica San Camillo” finalizzato a introdurre l’arte come elemento di miglioramento dell’ ambiente ospedaliero, sarà visitabile fino al 31 dicembre. Alla conferenza stampa interverranno i promotori dell’iniziativa: Luigi Macchitella, Direttore Generale dell’A.O. San Camillo-Forlanini, l’artista Alexander Jakhnagiev, Marina Zappa dell’Associazione Culturale Soqquadro.

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