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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘matrimoni’

Arezzo capitale dei matrimoni

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Arezzo capitale europea dei matrimoni. Arrivano da tutto il mondo i wedding planners che dal 2 al 4 giugno prendono parte all’ EWPC (Exotic Wedding Planning Conference), esclusivo appuntamento che riunisce i più quotati operatori del settore del mondo, provenienti da 50 paesi diversi. Un meeting riservato agli addetti ai lavori dove si condividono le ultime novità dell’universo wedding e dove si costruiscono quelle che sono le tendenze del futuro per questo settore.L’appuntamento arriva nella città toscana a seguito di un importante accordo di collaborazione stretto tra la Fondazione Arezzo Intour e Exito Media Concepts Private Ltd, la società di Bangalore (India) che crea rete e costruisce relazioni nell’industria del wedding. Dopo Dubai, Goa (India) e Barcellona, dove si sono svolte le ultime edizioni del EWPC, è Arezzo la sede europea scelta per ospitare la conferenza. La tre giorni realizzata da Exito insieme alla Fondazione Arezzo Intour e in collaborazione con la Fondazione Guido d’Arezzo, il Comune di Arezzo e la Camera di Commercio di Arezzo, sarà un’occasione esclusiva per raccontare l’unicità della terra toscana e dello stile italiano a coloro che progettano il giorno più bello per le coppie che decidono di sposarsi e per presentare Arezzowedding, il ramo della neonata DMO (ente per la gestione della destinazione turistica) che si occuperà di riunire e proporre i servizi di tutti coloro che operano nel settore.E Arezzo con la sua bellezza sarà essa stessa protagonista dell’evento: gli ospiti di Exito verranno infatti accolti in due strepitose location cittadine che per l’occasione saranno teatro di altrettanti serate esclusive. Il 3 sera nella Fortezza Medicea di Arezzo un allestimento a tema storico sorprenderà i convegnisti che saranno immersi in atmosfere che raccontano la città rinascimentale. Il 4 giugno l’Anfiteatro romano sarà palcoscenico di una serata all’insegna della musica che, sulle orme di Guido d’Arezzo, rende la città famosa nel mondo.

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1° Studio matrimoni infantili in Afghanistan

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 agosto 2018

L’UNICEF e il Ministero del Lavoro, degli Affari Sociali, dei Martiri e dei Disabili (MoLSAMD) hanno lanciato il primo studio globale sul matrimonio infantile in Afghanistan. Sebbene nel paese si sia registrata una riduzione dei matrimoni precoci, questa pratica rimane elevata. Il matrimonio infantile è diminuito del 10% nell’arco di cinque anni. Lo studio ha mostrato che nel 42% delle famiglie almeno un membro della famiglia si è sposato prima dei 18 anni. Tuttavia, esistono significative disparità regionali, che variano dal 21% delle famiglie nel Ghor al 66% in Paktia, con almeno un membro che si è sposato prima dei 18 anni.Lo studio è stato condotto in cinque province dell’Afghanistan – Bamyan, Kandahar, Paktia, Ghor e Badghis – che rappresentano aree urbane, semiurbane e rurali. Utilizzando metodi di ricerca sia qualitativi che quantitativi, lo studio mette in evidenza molteplici fattori alla base del matrimonio precoce, integrando gli studi già esistenti. Lo studio ha rilevato che nel 78% delle famiglie i padri sono coloro che decidono in materia di matrimonio, mentre il 55,7% degli intervistati concordano sulla necessità di consultare coloro che si devono sposare.”Questo studio è unico, non solo si basa su studi precedenti, ma analizza il matrimonio infantile in Afghanistan da varie angolazioni, fornendo così un quadro completo di questa pratica”, dice Faizullah Zaki, Ministro degli Affari Sociali, Martiri e Disabili dell’Afghanistan.I risultati dello studio, concluso sotto il coordinamento del MoLSAMD, mostrano che la situazione della sicurezza, la povertà, le convinzioni profondamente radicate e le norme sociali pongono le ragazze in una posizione di svantaggio. In generale, vi è una comprensione limitata dell’impatto negativo del matrimonio precoce sulle bambine. L’attenzione si concentra spesso sull’impatto del matrimonio infantile sulla salute, con una comprensione limitata dell’impatto del matrimonio precoce su istruzione, nutrizione e partecipazione delle bambine e delle donne allo sviluppo economico.”Il matrimonio precoce è in leggero calo in Afghanistan, e noi elogiamo gli sforzi incessanti del governo per ridurre questa pratica e il loro forte impegno per i diritti dei bambini”, dice Adele Khodr, rappresentante dell’UNICEF in Afghanistan. “Tuttavia, è necessaria un’ulteriore azione consolidata da parte dei diversi attori della società per porre fine a questa pratica e raggiungere l’obiettivo di porre fine al matrimonio precoce entro il 2030”.
“Il matrimonio infantile è una terribile violazione dei diritti umani e priva i bambini della loro istruzione, della loro salute e dell’infanzia”, dice Zaki. “Poiché tutti i genitori vogliono il meglio per le loro figlie e i loro figli, dobbiamo lavorare insieme per porre fine al matrimonio dei figli”.”Il matrimonio infantile romperà il ciclo intergenerazionale della povertà e darà alle ragazze e alle donne l’opportunità di impegnarsi e partecipare pienamente alla loro società”, dice Khodr, “L’inserimento di tutte le ragazze a scuola è un elemento chiave per ridurre il matrimonio infantile ed è importante convincere i genitori, specialmente i padri, a mandare le loro figlie a scuola”.

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Viaggi: matrimonio all’estero e luna di miele a sorpresa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 giugno 2018

Negli Stati Uniti si chiama “elopement wedding”. Per molto tempo è stato la scelta delle coppie che vivevano un amore contrastato, oppure delle celebrità in cerca di privacy: la fuga romantica coronata da un matrimonio segreto e da una luna di miele in una località altrettanto riservata. Negli ultimi anni è diventa una tendenza anche per gli sposini che non devono nascondere nulla, ma che vogliono comunque concedersi un momento ultra speciale: e sta prendendo piede anche in Italia, spiega Eleonora Sasso del reparto Marketing di CartOrange, la più grande azienda italiana di consulenti di viaggio, specializzata in lune di miele insolite e personalizzate. «Sposarsi all’estero, con una cerimonia solo per sé o pochi intimi, è possibile anche senza essere una coppia di star.Questa formula piace a molti: giovani cosmopoliti, coppie alle seconde nozze, o semplicemente chi vuole sentirsi un po’ una celebrità».L’importante, sottolinea, CartOrange, è scegliere molto bene la destinazione e farsi seguire da un consulente esperto, che sappia consigliare anche per la burocrazia. «Se per le coppie vip straniere la meta più gettonata è l’Italia, per le coppie italiane le destinazioni da sogno sono altre –spiega sempre Eleonora Sasso–. Una delle più apprezzate è New York, dove si può realizzare un matrimonio a Central Park. Per chi vuole sposarsi su una spiaggia consigliamo Messico, isole dei Carabi e Mauritius, dove si trova una situazione ottimale sia dal punto di vista legale, sia per possibilità di personalizzazione della cerimonia e della vacanza, con qualsiasi servizio si possa desiderare».E chi non rinuncia al matrimonio tradizionale in Italia ma cerca comunque qualcosa di diverso e intimo per la luna di miele? «Può ispirarsi sempre ai vip, che dettano le tendenze in fatto di destinazioni insolite» assicura CartOrange, che ha individuato alcune proposte ad hoc.
CartOrange – Viaggi su misura (www.cartorange.com) è la più grande azienda di Consulenti per Viaggiare®, attiva in Italia da oltre dieci anni con 450 professionisti e svariate filiali sul territorio nazionale. Un servizio a domicilio personalizzato per proporre viaggi di nozze, di gruppo e individuali sempre unici e arricchiti con esperienze alla scoperta della cultura, della storia e della natura delle destinazioni.

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Tracollo dei matrimoni in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 maggio 2011

“Il bassissimo tasso di nuzialità in Italia denunciato dall’Istat dimostra che il matrimonio nel nostro Paese versa in uno stato comatoso . Dal 1970 ad oggi si è registrata una riduzione della metà nel numero delle celebrazioni. A questo fenomeno fa da contraltare l’altro dell’esorbitante numero di separazioni e divorzi che consumano ogni anno (4 matrimoni su 10 finiscono in tribunale)” commenta l’avv. Gian Ettore Gassani, presidente nazionale Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani. “Occorre tuttavia analizzare le cause di questo fenomeno – continua- : in primo luogo la crisi economica che attanaglia il nostro Paese è assolutamente disincentivante per i più giovani a fare il grande passo delle nozze. Locare o acquistare un immobile per due promessi sposi è diventato proibitivo a causa di varie forme di speculazione che si registrano soprattutto nelle regioni centro settentrionali. E’ indubbio che la disoccupazione giovanile, specie quella femminile, non consenta progetti così importanti. La seconda causa è da ricercare nella paura dei giovani di un tracollo del matrimonio che potrebbe determinare situazioni di povertà insostenibili nonché insopportabili attese nei processi di separazione e divorzio. Terza causa è da ricercare nella volontà di molte coppie di convivere creando strutture familiari del tutto simili a quelle delle coppie coniugate. Oggi in Italia circa 2 milioni di italiani convivono more uxorio ed ogni anno nascono 100 mila bambini da tali un unioni. Quarta causa è data dalla paura di molti italiani di mettere al mondo i figli attesi i costi per la loro crescita. E’ evidente, pertanto, che allo stato attuale il matrimonio è un lusso e non più una libera scelta di vita: mancano del tutto o quasi politiche familiari che possano favorire il matrimonio e la procreazione”. Ciò che fa riflettere moltissimo è che i matrimoni civili sono in netto aumento rispetto al passato: “Nella cattolicissima Roma – dice Gassani – essi stanno superando numericamente quelli religiosi. E’ evidente quindi che l’Italia si sta collocando agli ultimi postieuropei per percentuale di matrimoni celebrati ed è certamente questa una notizia di portata mondiale”.

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Meno matrimoni ma la spesa è sempre alta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 aprile 2011

Il giorno più bello della vostra vita, confetti, velo bianco, scambio degli anelli e lancio del bouquet. Queste sono le immagini ricorrenti nella fantasia delle coppie che si preparano al matrimonio, ma per sposarsi servono anche organizzazione e denaro. Prestiti.it, il portale che permette di paragonare in modo rapido e veloce le offerte proposte da finanziarie e Istituti di credito per chi necessita di prestiti personali, ha analizzato oltre 300.000 richieste di prestito personale arrivate al sito negli ultimi sei mesi scoprendo che il 2% di chi richiede questo tipo di finanziamento in Italia lo fa per sposarsi e la cifra di cui necessita è pari a 16.000 euro. Sposarsi è un impegno economico non indifferente: secondo le ultime statistiche, nel 17% dei matrimoni italiani il costo supera i 30.000 euro e le spese più importanti sono il ricevimento, che in media può costare, in funzione della location e del numero di invitati, dai 5.000 ai 10.000 euro, e l’abito della sposa, per il quale bisogna preventivare una spesa dai 1.500 ai 7.000 euro. In Italia ci si sposa sempre più tardi e la prova di questo è che l’età media di chi richiede un prestito è di  38 anni. Chi chiede un prestito personale per questo scopo si impegna per 5 anni e, a livello nazionale, sono soprattutto gli uomini a richiedere il prestito, (quasi il 73% dei casi). In alcune regioni si registrano differenze significative: in Puglia la percentuale degli uomini che richiedono un prestito per il matrimonio è più alta di ben dieci punti rispetto al valore nazionale (82%), mentre in Sardegna il dato è ribaltato e, nel 60% dei casi sono le donne a richiedere finanziamenti per i matrimoni. Quasi sempre sono gli sposi stessi a richiedere il finanziamento per il matrimonio, ma secondo Prestiti.it fanno eccezione alcune province dove sono invece i genitori a fare domanda del prestito, come accade a Parma, Barletta-Andria-Trani, Campobasso o Caltanissetta. Nelle regioni meridionali, dove le tradizioni e la simbologia del matrimonio classico sono ancora molto sentite, si richiedono cifre superiori alla media: 19.000 euro in Calabria, 18.000 in Molise e Basilicata e 17.000 mila sia in Sicilia che in Campania; scendendo in un’analisi dei dati provinciali, Prestiti.it evidenzia come le somme maggiori siano richieste a Benevento (29.500 euro), a Vibo Valentia (26.800 euro) e a Sassari (quasi 25.000 euro). Le regioni dove invece si richiedono finanziamenti minori sono tutte al Centro-Nord; sotto la media nazionale sono il Veneto (13.250 euro),la Lombardia (13.800 euro), il Lazio e l’Emilia-Romagna (entrambe attorno ai 13.600 euro); fermandoci ai dati provinciali, i minori prestiti richiesti sono quelli necessari a Prato (6.300 euro), Ravenna (7.300 euro), Alessandria (9.900 euro).

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No ai matrimoni gay

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 gennaio 2011

L’ordinanza della Corte Costituzionale la n° 4/2011 ripropone il tema del riconoscimento e della tutela giuridica delle coppie omosessuali escludendo l’illegittimità delle norme del codice civile che impediscono di sposarsi a persone dello stesso sesso. Ne dà notizia Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”.  Secondo i giudici non è possibile celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso in quanto le leggi attualmente vigenti in Italia lo escludono.  L’illegittimità costituzionale è confermata da una serie di norme del codice civile che impediscono le nozze gay (gli articoli incriminati erano: 93, 96, 98, 107, 108, 143, 143-bis, 156-bis e 231).  Ha fatto bene, insomma, l’ufficiale dello Stato civile del Comune di Ferrara a rifiutarsi di procedere alla pubblicazione di matrimonio richiesta dalle parti private.   La Consulta conferma la linea affermata nella sentenza 138/10 e nell’ordinanza 276/10. Ritenendo suprefluo sollevare la questione di legittimità con riferimento ai parametri individuati negli articoli 3 e 29 della Costituzione: rispetto al principio di eguaglianza l’Alta corte osserva che le unioni omosessuali non possono essere ritenute omogenee al matrimonio; l’articolo 29, poi, si riferisce alla nozione di matrimonio definita dal codice civile come unione tra persone di sesso diverso e questo significato del precetto costituzionale non può essere superato per via ermeneutica. Nel promuovere il giudizio di legittimità il Tribunale rimettente sottolinea il rapido cambiamento dei costumi sociali avvenuto negli ultimi anni e l’affermarsi, accanto alle unioni tradizionali, di altre forme di convivenza che – seppure minoritarie – aspirano comunque a una tutela; una protezione che, tuttavia, l’ordinamento giuridico al momento non consente: la Consulta ribadisce l’interpretazione dell’articolo 29 della Costituzione secondo cui «la diversità di sesso è elemento essenziale nel nostro ordinamento per poter qualificare l’istituto del matrimonio». La Consulta interviene su di un tema delicato sul quale senza alcun dubbio occorre un intervento improcrastinabile del legislatore che sappia cogliere l’evoluzione della società italiana.

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Il manuale della neoseparata

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2010

Secondo gli ultimi dati ISTAT, diffusi il 21 luglio 2010, nel 2008 le separazioni sono state 84.165 e i divorzi 54.351, con un incremento rispettivamente del 3,4 e del 7,3 per cento sull’anno precedente. I due fenomeni sono in continua crescita: nel 1995 si verificavano 158 separazioni e 80 divorzi ogni 1.000 matrimoni, nel 2008 si arriva a 286 separazioni e 179 divorzi. I dati relativi al 2007 (e diffusi nel giugno 2009) ci dicono che in Italia risultano 81.359 separazioni (+1,2% rispetto all’anno precedente) e 50.669 divorzi (+2,3%). La durata dei matrimoni nel nostro Paese? In media 14 anni per quelli conclusi in separazione e 17 anni per le unioni coniugali terminate con la sentenza di divorzio; tuttavia un quarto delle separazioni proviene da matrimoni di durata inferiore ai 6 anni mentre il 24,7% dei divorzi pronunciati nel 2005 ha riguardato matrimoni celebrati da meno di 10 anni. Ma è osservando il decennio 1995-2005 che si riesce ad avere una panoramica ‘esaustiva’ del fenomeno: nel 2005 infatti le separazioni sono state 82.291 e i divorzi 47.036, cresciute rispetto a dieci anni prima rispettivamente del 57,3% e del 74%. Considerando poi le separazioni giudiziali, un altro dato interessante salta all’occhio: nella maggioranza dei casi (ovvero il 71,7%) è la moglie a prendere la ‘fatidica decisione’, ovvero chiedere la separazione, mentre risulta l’ex marito a chiedere maggiormente il divorzio (56,3% dei casi).Proprio a queste donne si rivolge Betta Andrioli che si mette nei panni, dopo esserci passata lei stessa, di coloro che si sono ritrovate, volenti o nolenti, single di ritorno, condizione molto diffusa che corrisponde al ‘periodo-di-tempo-tra-un-ex-marito-e-un-nuovo-fidanzato’. Corredato da test, vignette e una ‘mission’ che propone una prova pratica per ogni capitolo, Il manuale della neoseparata – come tornare splendida in sei mesi (e trovare un nuovo fidanzato) è dedicato alle ragazze di ogni età, amiche con cui l’autrice chiacchiera di ex mariti e compagni da dimenticare, strategie beauty & fashion per tornare a essere splendide, life-style e rapporti sociali per rimettersi in gioco, vita professionale per tornare a scommettere su se stesse. Il tutto condito da un pizzico di (auto)ironia, che non guasta mai…

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La Consulta sul matrimonio gay

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Con soddisfazione accogliamo la notizia che la Corte Costituzionale ha rigettato i ricorsi sui matrimoni gay dichiarando inammissibili e infondate le questioni sollevate» afferma Francesco Belletti, presidente del Forum. «Ovviamente bisognerà attendere la pubblicazione delle motivazioni per conoscere l’esatta portata della pronuncia, ma intanto non possiamo non sottolineare che sulla questione fondamentale posta dai ricorsi sembra pienamente confermato il principio costituzionale di “famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”. E di questo dovrà tener conto il legislatore qualora decida di mettere mano alla materia: quale che sia il nome, Pacs, Dico o Didore, la Costituzione non permette alcuna equiparazione alla famiglia delle unioni di fatto, omo o eterosessuali che siano. «Era questo che chiedeva il Family Day ed è questo che ribadiamo oggi» conclude Belletti. «Si tratta di riaffermare che è interesse prioritario della società puntare sulla famiglia stabile, riconosciuta e riconoscibile».

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Matrimoni misti

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2009

Roma 30 giugno 2009 alle ore 11.00  presso la sede della CEI (Circ. Aurelia 50) firma del Documento comune per un indirizzo pastorale dei matrimoni tra cattolici e battisti in Italia.  Alla firma saranno presenti:   Sua Em.za Card. Angelo Bagnasco  Arcivescovo di Genova e Presidente della CEI,   Pastora Anna Maffei Presidente dell’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia

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