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Posts Tagged ‘matrimonio’

Tra Dubai e Costiera Amalfitana il matrimonio del designer di yacht Sorrentino e Fatouch Fox

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 ottobre 2018

Dubai. È stato fissato a Dubai per giugno 2019 uno dei matrimoni più attesi degli Emirati Arabi. Si tratta dell’unione tra il designer e influencer Giovanni Sorrentino (@sultanofwind) e della bella Fatouch Fox(@fatouchfox), modella belga di origini Reali, discendente della dinastia di Sundiata Keita the Lion King of Mali, oggi impegnata nella promozione di eventi a scopo umanitario.La relazione tra i due è da tempo nota al publico e basta solo dare uno sguardo ai profili Instagram per rendersi conto di quanto la coppia sia affiatata e che il matrimonio non è un miraggio lontano.I festeggiamenti si terranno in 2 località diverse tra Dubai e Costiera Amalfitana.Il rito civile verrà celebrato a Dubai a bordo di un mega yacht offerto per l’occasione da uno degli illustri ospiti del ricevimento.Nella lista degli invitati personalità come Samuel Jackson (attore americano), Larry Ellison (co-founder of Oracle corporation), Kevin Gameiro (calciatore Atletico Madrid) e altri nomi illustri, tra amici e clienti del noto designer di yacht.In Italia verrà invece celebrata una cerimonia più intima e sobria in costiera amalfitana con la location ancora da definire.Abbiamo chiesto a Sorrentino il perché di questa scelta: “L’ho fatto semplicemente per motivi di privacy, è essenziale sia per me che per i miei ospiti”.Grazie al tempo splendido tutto l’anno, ai magnifici hotel e agli incredibili ristoranti con vista panoramica sul Golfo Persico, Dubai è ormai diventata una meta popolare oltre che per le vacanze anche per matrimoni e lune di miele.Per quasi un decennio gli Emirati Arabi Uniti hanno mantenuto il titolo di più avanzato, grandioso e ambizioso paese e non sorprende che stia crescendo rapidamente in popolarità anche come hub anche per l’industria dei matrimoni. Situati nella penisola arabica, gli Emirati Arabi Uniti sono composti da sette Sheikdom (Emirati), con Dubai che è il fiore all’occhiello e all’avanguardia nell’ospitare il maggior numero di matrimoni.

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WAJIB: Invito al matrimonio, al cinema dal 19 aprile

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Firenze. Vincitore al Festival Internazionale del Cinema di Dubai come Miglior Film e del premio come Miglior Attore ex aequo per Mohammed e Saleh Bakri, aprirà il Middle East Now Festival di Firenze il 10 aprile, Wajib – Invito al matrimonio. Ambientato nella comunità cristiana di Nazareth, in Palestina, il film – diretto dalla pluripremiata regista palestinese di When I saw you, Annemarie Jacir, e interpretato da due straordinari attori, Mohammed e Saleh Bakri, padre e figlio sullo schermo e nella vita – evidenzia le criticità e le difficoltà del vivere in una terra martoriata, in cui pragmatismo e idealismo non sempre riescono a convivere. Il titolo Wajib, che tradotto in italiano significa “dovere”, fa riferimento alla tradizione palestinese secondo la quale il padre e i fratelli della sposa hanno il dovere sociale di consegnare personalmente gli inviti di matrimonio. Un gesto solenne e culturalmente importante che dà vita a un road-movie profondo ed emozionante, che esplora la complessità del rapporto padre-figlio nel confronto tra liberà e dovere, modernità e tradizione.Il film, che ha ottenuto anche il Premio ISPEC (Istituto di Storia e Filosofia del Pensiero Contemporaneo) al Festival di Locarno 2017, sarà distribuito da Satine Film a partire dal 19 aprile 2018.
Abu Shadi ha 65 anni e vive a Nazareth, in Palestina. Di professione insegnante, molto stimato, Abu Shadi ha cresciuto da solo i due figli dopo l’abbandono della moglie e la sua fuga in America con un altro uomo, e ora si appresta a vivere quello che è forse il giorno più bello della sua vita: il matrimonio della figlia Amal. Per l’occasione e per aiutarlo nei preparativi, è tornato nella città natale anche Shadi, l’altro figlio che ormai da tempo vive in Italia, dove lavora come architetto. Pur essendo ormai avvezzo agli usi occidentali e molto critico verso quanto accade nella regione, Shadi non si è sottratto al rispetto della locale consuetudine palestinese che prevede il “Wajib”, il “dovere” da parte dei familiari, di consegnare personalmente le partecipazioni di nozze, come forma di rispetto verso gli invitati. Di casa in casa, con visite a familiari, amici o anche semplicemente vicini, Shadi e Abu Shadi si apprestano a trascorrere insieme un’intensa giornata on the road dedicata a incontri e consegne così come vuole la tradizione. Le porte di cristiani, mulsulmani e anche atei si aprono al loro arrivo. Ma se al cospetto degli invitati padre e figlio riescono a calarsi nel ruolo che tutti da loro si aspettano, nei momenti in cui sono soli, la diversa visione della vita e dei valori che ormai ampiamente li separa affiora man mano in superficie costringendoli a un inevitabile confronto.

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WAjib – Invito al matrimonio, al cinema dal 19 aprile

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 marzo 2018

Vincitore al Festival Internazionale del cinema di Dubai come Miglior Film e del premio come Miglior Attore ex aequo per Mohammed e Saleh Bakri, aprirà il Middle East Now Festival di Firenze il 10 aprile, Wajib – Invito al matrimonio. Ambientato nella comunità cristiana di Nazareth, in Palestina, il film – diretto dalla pluripremiata regista palestinese di When I saw you, Annemarie Jacir e interpretato da due splendidi attori, Mohammed e Saleh Bakri padre e figlio sullo schermo e nella vita, – evidenzia le criticità e le difficoltà del vivere in una terra martoriata, in cui pragmatismo e idealismo non sempre riescono a convivere. Il titolo Wajib, che tradotto in italiano significa “dovere”, fa riferimento alla tradizione palestinese secondo la quale il padre e i fratelli della sposa hanno il dovere sociale di consegnare personalmente gli inviti di matrimonio. Un gesto solenne e culturalmente importante che dà vita a un road-movie profondo ed emozionante, che esplora la complessità del rapporto padre-figlio nel confronto tra liberà e dovere, modernità e tradizione.Il film, che ha ottenuto anche il Premio ISPEC (Istituto di Storia e Filosofia del Pensiero Contemporaneo) al Festival di Locarno 2017, sarà distribuito da Satine Film a partire dal 19 aprile 2018.

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Libro: Mia cugina Rachele

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 febbraio 2018

mia cugina racheleCornovaglia, metà Ottocento. Rimasto orfano a diciotto mesi, dopo la morte improvvisa dei genitori, Philip Ashley viene cresciuto dal cugino Ambrose, uno scapolo impenitente e non privo di una buona dose di misoginia. Per anni il loro ménage familiare scorre sereno e tranquillo e vano risulta qualsiasi tentativo da parte di amici e conoscenti di spingere Ambrose verso le gioie domestiche del matrimonio.
Grande è, perciò, lo stupore di Philip nel ricevere una lettera da Firenze, dove da qualche anno Ambrose si reca a svernare per motivi di salute, in cui il cugino gli comunica di aver sposato una lontana parente, la cugina Rachele, vedova di un nobile italiano che è stato ucciso in un duello, lasciandola con un mucchio di debiti e una grande villa vuota.
Quando le lettere di Ambrose dall’Italia assumono i toni sempre più confusi e drammatici di un uomo spaventato, lo sconcerto di Philip si trasforma in un’apprensione tale da spingerlo a raggiungere al più presto la città toscana. A Firenze, però, lo aspetta un’amara realtà: Ambrose è deceduto in seguito a un male che lo ha consumato in breve tempo, e Rachele è partita subito dopo il funerale, chiudendo la villa e portando via con sé tutti gli effetti personali del defunto.
Rientrato in Cornovaglia, Philip si macera nell’odio nei confronti della cugina Rachele, che si figura come una creatura grottesca e mostruosa capace, davanti al corpo di Ambrose, di afferrare le sue cose, infilare tutto nei bauli e sgusciare via col fare di un serpente. Ma ogni certezza vacilla quando Rachele giunge all’improvviso in Cornovaglia per restituire a Philip gli averi di Ambrose. Intenzionato ad accoglierla con freddo cinismo, se non con aperta ostilità, il giovane si ritrova, turbato e stupefatto, dinanzi a una donna molto diversa da quella che ha agitato le sue veglie e i suoi sogni per mesi. Ma chi si cela, davvero, dietro quella affascinante vedova dai lineamenti belli e regolari e dagli occhi grandi? Una donna che ha perduto l’uomo che amava o una potenziale assassina a caccia di denaro? Con Mia cugina Rachele Daphne du Maurier, maestra indiscussa di suspense, torna alle sinistre ed eccitanti atmosfere di Rebecca, la prima moglie, consegnando al lettore un romanzo dal ritmo serrato che, attraverso personaggi magistralmente descritti, dipana la sua trama in un crescendo di inquietudine.
Daphne du Maurier (Londra, 1907 – Par, 1989) è stata una scrittrice britannica di origini francesi. Sposata dal 1932 con il maggiore, e poi segretario di Stato, Sir Frederick Arthur Montagne Browning, ha vissuto tra Londra, la Cornovaglia e Alessandria d’Egitto, dove ha scritto Rebecca, la prima moglie, la sua opera più conosciuta, portata sul grande schermo da Alfred Hitchcock.
MIA CUGINA RACHELE di Daphne Du Maurier Traduzione di Marina Morpurgo Euro 17,00 Pagine 384 Neri Pozza Editore. (foto: mia cugina rachele)

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Teatro: Il matrimonio nuoce gravemente alla salute

Posted by fidest press agency su domenica, 11 dicembre 2016

il-matrimonio-nuoceRoma Dal 20 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017 ore 21 Teatro de’ Servi Via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone) E’ una delle commedie più viste in Francia nelle ultime stagioni teatrali e in scena da ben 6 anni consecutivi a Parigi con oltre 300 mila spettatori: “Il matrimonio nuoce gravemente alla salute” di Pierre Leandri e Elodie Wallace. Il progetto è curato da Gianluca Ramazzotti che ha affidato la versione italiana a David Conati. Diretto da Massimo Natale, lo spettacolo vede in scena un quartetto di attori: Fabio Ferrari, Silvia Delfino, Pia Engleberth e Maurizio D’Agostino. Romeo (Fabio Ferrari) e Sofia (Silvia Delfino) convivono (senza essere spostati) già da qualche tempo e Sofia è una donna in carriera in una importante agenzia pubblicitaria dove guadagna molto bene. Romeo invece ha scelto di fare il casalingo, all’insaputa della madre Michelina (Pia Engleberth) che è una donna molto all’antica. Proprio da questa situazione prende spunto la commedia, in cui il gioco dei rapporti di coppia è ribaltato, con un personaggio femminile che porta i soldi a casa, segue il calcio, porta i pantaloni insomma, e un compagno di vita che invece preferisce godersi la vita casalinga.
La bomba scoppia quando Romeo non riesce a evitare che Sofia e Michelina si incontrino, in una cena traditrice, a cui è stato impossibile dire di no. Romeo sarà costretto a fare il suo “coming out” di uomo casalingo. A complicare la serata anche l’improvvisa apparizione del datore di lavoro di Sofia, il dott. Borlotti (Maurizio D’Agostino). Una commedia giocata sugli equivoci, fresca, attualissima, con qualche bel colpo di scena e interazione con il pubblico, che porta sul palco argomenti molto dibattuti: il ribaltamento dei ruoli nella coppia e la convivenza senza un legame giuridico o sacro. La commedia perfetta per una spensierata serata a teatro nel periodo natalizio.
Lo spettacolo non sarà in scena il 24 e 25 dicembre; 26 dicembre pomeridiana alle 17.30. Il 31 dicembre, serata speciale per il Capodanno a teatro con spettacolo alle ore 20 e a seguire brindisi con la Compagnia (40 €). Domenica 1 e venerdì 6 gennaio pomeridiana ore 17.30. BIGLIETTI: PLATEA 22€ – GALLERIA 18€ (foto: il matrimonio nuoce)

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Secondo il Tribunale di Napoli, è trascrivibile integralmente in Italia il certificato di nascita di un bambino nato in Spagna da una donna coniugata con un’altra donna

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

certificato-nascitaIn particolare, non contrasta con l’ordine pubblico l’indicazione di entrambe le donne come genitori e l’attribuzione al bambino del loro cognome.Il caso è stato patrocinato dagli avvocati di Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford, Vincenzo Miri e Antonio Rotelli.
«È il primo caso in Italia in cui si riconosce la trascrivibilità integrale dell’atto di nascita di un bambino, figlio di una coppia formata da persone dello stesso sesso, in cui uno dei genitori non ha alcun legame né biologico né genetico con il minore – sottolinea l’Avv. Vincenzo Miri – In questo modo, si va oltre il caso deciso di recente dalla Corte di Cassazione (Cass. 19599/2016), in cui le donne avevano un legame con il bambino, biologico, una, e genetico, l’altra».«L’affermazione del Tribunale di Napoli più importante per le coppie dello stesso sesso italiane – dichiara l’Avv. Maria Grazia Sangalli, Presidente di Avvocatura per i diritti LGBTI – è il riconoscimento del valore che ha il legame coniugale delle due donne, capace di consentire nell’interesse del minore di dare rilevanza giuridica al ruolo di madre che entrambe concretamente svolgono fin dalla sua nascita».«In un Paese come l’Italia in cui sembra impossibile parlare serenamente di matrimonio tra persone dello stesso sesso – afferma l’Avv. Antonio Rotelli – è un sollievo notare come per i magistrati sia chiara l’incidenza della cittadinanza europea in casi come questi. È, infatti, alla luce dei principi dell’ordinamento europeo e principalmente della tutela del minore – continua – che i giudici riconoscono rilevanza al rapporto di coniugio tra le due donne, legalmente costituito in Spagna». «Dovremmo ricordarci più spesso che a circolare liberamente all’interno dell’Unione europea non sono solo le persone, ma anche i loro diritti e le relative tutele. Provvedimenti come questi fanno ben sperare che presto anche le persone omosessuali in questo Paese potranno godere pienamente della loro cittadinanza italiana e europea», chiosa la Presidente di Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford, che ringrazia anche l’Avvocatura del Comune di Napoli, intervenuta nel giudizio per sostenere le ragioni di Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford contro la tesi della Prefettura territoriale e del Ministero dell’Interno. (foto: certificato nascita)

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Il papa e le prerogative del matrimonio: nessun cambiamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2015

vaticano“Ieri sera Piazza San Pietro era davvero uno spettacolo: la veglia di preghiera era già cominciata da almeno due ore con le testimonianze di tante famiglie quando si è sentita la voce del Papa. Era sua la voce che tutti volevano ascoltare, per capire una volta di più che modello di famiglia il Papa presenterà durante i lavori del sinodo. Far famiglia appare sempre più difficile e i racconti di tante coppie, pur unite da un vincolo di reciproca fedeltà, hanno evidenziato la complessità di gioie e di dolori attraverso cui passa ogni famiglia nel corso degli anni. Ma la crisi della famiglia ha un prezzo altissimo, perché ne aggredisce l’identità, ne spegne la vitalità e la condanna ad una solitudine senza precedenti, che di fatto ricade su tutta la società, riducendone la coesione e la naturale solidarietà”. Lo afferma Paola Binetti, deputato del Gruppo Area popolare (Ncd-udc).
“Il dibattito mediatico, a distanza di oltre un anno, – continua – sembra ancora polarizzato su due aspetti: la comunione ai divorziati e il matrimonio per le coppie omosessuali. Le interviste che oggi trovano un’eco mediatica più intensa, e forse più sconcertante, sono quella al Cardinal Ruini e quella a monsignor Krzysztof Olaf Charamsa. La prima perché ribadisce la dottrina di sempre, con la chiarezza dei suoi valori e delle sue posizioni, ma anche con la prospettiva della misericordia, tipica della paternità e della maternità della Chiesa. L’altra, quella di Monsignor Charamsa, per la sua confessione pubblica e per le sue dichiarazioni provocatorie con cui interpella il papa, sollecitandolo a schierarsi durante il sinodo dalla parte degli omosessuali.
E conclude: “Il tempismo di entrambe non sorprende: sappiamo già che accanto al sinodo dei padri sinodali ci sarà un sinodo che si svolgerà sui giornali, sui social media, nella pubblica opinione, che inevitabilmente prenderà posizione in un senso o nell’altro. Eppure il Papa è stato chiarissimo anche a Filadelfia, dove ha ribadito che le prerogative del matrimonio, e non solo del matrimonio cattolico, sono quelle di sempre e non possono essere cambiate neppure da un sinodo straordinario sulla famiglia a cui fa seguito un sinodo ordinario. Ciò che può cambiare è il nostro atteggiamento di accoglienza e di inclusione, concretamente verso i divorziati risposati e verso gli omosessuali, dal momento che sono loro ad essere stati messi al centro della scena mediatica. Un atteggiamento di inclusione e di apprezzamento per tutto ciò che fanno di bene, e spesso di molto bene, in tanti campi della nostra società. E’ questo il senso di sentirci tutti Chiesa, con la prospettiva del Giubileo della misericordia, che non giudica, non condanna, ma non stravolge neppure le categorie della verità consolidata della tradizione”.

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Matrimonio, famiglia e legge naturale

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2015

famiglia cristiana1“Matrimonio, famiglia e legge naturale. Uno sguardo ai diritti e ai doveri” è il titolo del terzo volume della collana “Questioni di famiglia”, che sarà in edicola giovedì 24 settembre 2015 con il settimanale Famiglia Cristiana.
La collana è composta da dodici libri che esplorano il pensiero della Chiesa su matrimonio e vita di coppia. E’ stata ideata dall’Ufficio Nazionale della Cei per la pastorale della famiglia, le Edizioni San Paolo e il Cisf.
L’autore del terzo volume è il prof. Alberto Gambino, ordinario di Diritto privato e docente di Filosofia del diritto, nonché Direttore del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università Europea di Roma (www.unier.it). Il saggio affronta, con chiarezza, diversi temi di grande attualità: il riconoscimento dei vari modelli “legali” di famiglia, la genitorialità biologica, la procreazione assistita.
“La definizione di famiglia nella Costituzione – ha spiegato il prof. Alberto Gambino nella presentazione del volume su Famiglia Cristiana – è molto chiara. E’ una società naturale fondata sul matrimonio. E’ tutelata giuridicamente per due aspetti. Per creare un vincolo tendenzialmente stabile e perché tale stabilità sia la piattaforma ideale per avere dei figli”.

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Porre fine alle discriminazioni dei figli nati dentro e fuori dal matrimonio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2012

Dichiarazione della senatrice dei Radicali, Donatella Poretti Oggi la commissione Giustizia del Senato ha finalmente avviato l’esame del disegno di legge che pone fine alle discriminazioni lessicali, di parentela ed ereditarie dei figli nati dentro e fuori del matrimonio. L’auspicio e’ che il provvedimento abbia un iter rapido, quindi condiviso e si colga l’occasione per sopprimere l’ulteriore discriminazione, ossia il trattamento in tribunali diversi: in quelli ordinari i figli legittimi e in quelli dei Minori i figli naturali come gia’ approvato in altro ddl dal Senato. I figli non possono soffrire sulla loro pelle discriminazioni dovute a scelte, per alcuni “colpe”, dei genitori. Il Parlamento puo’ finalmente compiere un passo importante e fare un atto dovuto nei confronti di quel 15 per cento di bambini, il doppio rispetto a dieci anni fa, che nascono da genitori che per i motivi più diversi -volonta’ o possibilita’- non sono sposati.

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La società del divorzio

Posted by fidest press agency su sabato, 29 ottobre 2011

Te lo do io il divorzio, cribbio!

Image by PIX-JOCKEY (Roberto Rizzato) via Flickr

Che senso ha nel matrimonio usare ancora il rito pubblico “prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, in salute ed in malattia e di amarti ed onorarti tutti i giorni della mia vita.” ..quando in realtà poi c’è il Divorzio? Perché usare ancora questa formula quando non è più valida, attuabile? (cos’è.. il matrimonio di Giuda?). Ci piace ancora però dirla.. fa tanto scena, fa immagine, come quelli che fanno il matrimonio in Chiesa (magari prendendo i sacramenti in fretta e furia) perché è più bello, appariscente. Questa società è sempre più vuota di “contenuti” (e sempre più piena di “immagini” come poster per tappare i buchi del vuoto). Oramai la tendenza, nord Europa, USA, è di un Divorzio per ogni Matrimonio.. a trainare le donne che ne richiedono in media tre su quattro. Un tempo a quel rito, a quella frase, veniva dato un seguito perché le persone nella coppia avevano l’OBBLIGO di dare (e di ricevere) assistenza all’altro. Non potevano gettarsi alla prima difficoltà (o debolezza). Erano coppie vere. E sulla famiglia solidale si fondava la società solidale. Il Divorzio ha ucciso la solidarietà nell’embrione dove essa nasce, la Famiglia. Il Divorzio è una delle maggiori cause legali della regressione culturale, dell’individualismo, della violenza e dell’apatia sociale di oggi. Il Divorzio è perfettamente calzante con l’utopia moderna dell’assenza di responsabilità e obblighi, ci ha illuso di una libertà illimitata ed egoismo di poter fare qualsiasi bizzarria o azione senza pagarne le conseguenze. Quale illusione. Il mondo oggi coltiva tanti Lucignolo. Ed è un po’ come il Paese dei Balocchi, e dopo i grandi voli di fantasia, gran caos e goliardia.. vedrete che non tarderà molto ad arrivare l’alba in cui ci sveglieremo e, passata la sbronza, ci vedremo allo specchio per ciò che saremo diventati: degli asini. (Michael Rossi) http://www.infanzia-adolescenza.info

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Quattro settimane in coppia

Posted by fidest press agency su martedì, 4 ottobre 2011

Matrimonio místico de Santa Catalina, Museo de...

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Riflessioni sulla grandezza del matrimonio Ventotto brevi meditazioni (una al giorno per 4 settimane), sviluppate a partire da alcuni testi del Magistero della Chiesa per aiutare la coppie di fidanzati e di sposi a pregare e riflettere sulla natura e il senso del loro amore nel matrimonio cristiano. Ogni meditazione è divisa in tre parti: un breve testo del Magistero; un breve commento; una preghiera/meditazione. di Renzo Bonetti, Gilberto Gillini e Mariateresa Zattoni Edizioni San Paolo 152 pagine € 16,00

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In esposizione il capolavoro di Rembrandt

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 giugno 2011

Portrait of Saskia van Uylenburg, ca. 1635

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Musei Capitolini di Roma 23 giugno 2011 sarà ospetato il capolavoro di Rembrandt van Rjin (1606 – 1669) Donna alla toletta. Il 1633 è l’anno in cui l’artista si fidanza con Saskia van Uylenburgh ed è probabile che il quadro sia da collegare al matrimonio tra i due, già stabilito al momento dell’esecuzione: Saskia e Rembrandt si sposeranno ad Amsterdam il 22 giugno 1634. Il soggetto del dipinto è una eroina del Vecchio Testamento, probabilmente Ester o Giuditta, anche se la critica è più favorevole a pensare che si tratti di Giuditta. In entrambi i casi sono comunque due giovani donne che con fede e con coraggio salvano il proprio popolo, in guerra contro un nemico agguerrito e soverchiante. Questa circostanza è stata messa in relazione con la situazione dello Stato olandese, che nello stesso periodo difende con tenacia e sacrifici la propria indipendenza di fronte alle truppe spagnole. All’epoca del quadro, Rembrandt, di cui i musei romani non possiedono nessuna opera, ha circa ventisette anni e si sta affermando nel panorama pittorico. In questo periodo la sua bottega di Amsterdam inizia a diventare il principale punto di riferimento per la ricerca artistica, in grado di soddisfare le esigenze della ricca e composta borghesia olandese. La Donna alla toeletta, dipinta su tela di lino, si caratterizza per gli effetti di luce e per l’eleganza della veste.

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La superstizione del divorzio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2011

Per Chesterton il matrimonio “non è un’indagine, o un esperimento, o un incidente”; è un voto, un giuramento. E il giuramento è un limite, una finestra. L’unica finestra dalla quale affacciandosi l’uomo possa comprendere il senso della propria vita e della Storia di Gilbert Keith Chesterton traduzione di Pietro Federico e Tommaso Maria Minardi Edizioni San Paolo 170 pagine € 14,00

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Quando la coppia decide di sposarsi

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2011

Esposas de Matrimonio 1

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Giù sfarzosità (31%), magnificenza (23%) e le classiche citta’ (31%). Adesso 1 coppia su 2 sta ricalibrando i parametri che dovrebbe rispettare il “fatidico giorno”, improntandoli maggiormente all’essenzialità e alla semplicità. Ecco perché gli italiani stanno riscoprendo la spiritualità del matrimonio (29%), e lo vivono come il coronamento di una bellissima storia d’amore (34%). Anche nella scelta della location deputata ai festeggiamenti, 1 coppia su 3 si orienta in favore di agriturismi e cascine di campagna a scapito di ristoranti di lusso (21%) e ville eleganti (12%), facendo prevalere il significato sull’estetica. E per quanto riguarda il menu’? Gli italiani riscoprono il gusto per la cucina classica e tradizionale (48%), a vantaggio di quella etnica (9%), internazionale (21%) e della tendenza del finger food (19%).
Ma come dovrebbe essere il matrimonio ideale? 1 coppia su 2 lo vuole semplice ed essenziale e per il 39% deve rappresentare un momento che rinsaldi l’unione con le persone piu’ care, dai famigliari agli amici. Per questo i novelli sposi vogliono che il loro matrimonio trasmetta pace, armonia (30%) e spiritualità (29%), mentre scarsa importanza hanno la magnificenza (23%) oltre che la ricchezza e il grande stile(14%).
A cambiare e’ anche la mappatura dei luoghi in cui dirsi il tanto atteso “si’”, che vengono scelti dagli italiani sulla base dei loro desideri ricalibrati e improntati a una maggiore sobrietà e valorizzazione dei significati. Piu’ di 6 coppie su 10 indicano Assisi come la città ideale in cui sposarsi, seguono Loreto (53%) e Venezia (44%), mentre la citta’ eterna, Roma, si colloca solo al quarto posto, scelta da poco meno di 4 coppie su 10.
Sobrieta’ e ritorno alla tradizione che caratterizzano anche l’aspetto piu’ festoso del gran giorno. Per 1 coppia su 3, infatti, a prevalere devono essere i significati sull’estetica mentre solo 2 su 10 pensano al loro ricevimento come un party in grande stile. E a vincere sono agriturismi e cascine di campagna, scelte da 1 coppia su 3, e le classiche masserie rurali fortificate (29%), luoghi preferiti di gran lunga airistoranti di lusso (21%) e alle grandi ville eleganti (12%). E quale menu’ scelgono? Anche qui ritorna il grande gusto per la cucina tradizionale e genuina italiana (48%), a scapito di quella internazionale(21%), del finger food (19%) e di quella etnica (8%). (fonte: indagine pubblicata su Vdg Magazine – in sintesi. Uno studio realizzato su 610 coppie in procinto di unirsi in matrimonio attraverso un monitoraggio dei principali social network, blog e forum dedicati.)

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Giovani badanti in pensione di reversibilità

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2011

Secondo quanto riportato da Manageritalia, associazione dei dirigenti del terziario privato, in Italia risulta in aumento il numero di matrimoni contratti fra marito anziano e giovane moglie straniera, e di conseguenza anche il numero di pensioni di reversibilità assicurate a donne sotto i 60 anni.  Dallo studio condotto emerge, infatti, che nel 2008 le pensioni in oggetto siano state circa il 10 per cento, ma di queste, quasi la metà, sono state assegnate a vedove under 50. Prassi diffusa è pertanto il matrimonio ‘siglato’ con un coniuge durante i suoi ultimi mesi di vita, o addirittura in punto di morte, così da comportare il beneficio di un trattamento pensionistico per decenni. Tutto questo non senza un forte aggravio per le casse degli enti previdenziali. Ad esprimersi in merito alla questione è il viceresponsabile per la Pubblica Amministrazione dell’Italia dei Diritti, Andrea Guazzi: “Il quadro riportato appare sicuramente come il sintomo finale di un problema estremamente complesso, che andrebbe risolto a monte e con la dovute precauzioni, ma soprattutto con la volontà di farlo. Il sistema previdenziale e assistenziale deve essere senza alcun dubbio ripensato – continua nel suo ragionamento l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro –, senza ovviamente inasprire situazioni di per sé non facili. A questo proposito mi viene in mente la felice frase detta dal segretario del PD Bersani che racchiude appieno il mio pensiero, ovvero la necessità delle nostre istituzioni di vedere le cose con gli occhi dei più deboli, e aggiungerei senza alcuna discriminazione”. “Quanto meno è urgente sulla questione pensioni – conclude Guazzi – un piano di controllo più penetrante, e magari proporre delle alternative valide all’assistenza privata per gli anziani i quali, troppo spesso, sono le uniche vittime che rischiano di essere lasciate in balia degli eventi”.

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Immigrati clandestini e matrimonio

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 gennaio 2011

Circola da un po’ sul web uno spot pubblicitario di San Marino in cui una coppia viene inquadrata sullo sfondo dei panorami mozzafiato e delle bellezze architettoniche di San Marino. Lo slogan e’ “Innamorati di me” e, con una lungimiranza forse casuale e fortuita, l’amore e’ diventato –per San Marino– non solo l’oggetto di uno spot, ma anche un ottimo affare. Per chi non lo sapesse, infatti, in barba al divieto italiano di contrarre matrimonio con un clandestino basta andare a San Marino. Ma procediamo con ordine. Dal luglio del 2009 la persona straniera che voglia sposarsi in Italia deve dimostrare la regolarità del proprio soggiorno. La norma e’ contenuta nel “pacchetto sicurezza” il cui intento e’ quello di dare un “giro di vite” all’illegalità. Prima della modifica, se uno straniero era clandestino, sposandosi con una persona italiana avrebbe avuto automaticamente diritto ad un titolo di soggiorno, mentre se il coniuge era straniero regolarmente soggiornante avrebbe potuto chiedere il ricongiungimento familiare. Dalla modifica in poi le coppie in cui uno dei due è irregolare non hanno alternative all’illegalita’ e non possono sposarsi. La Repubblica di San Marino infatti consente il matrimonio con una persona straniera o fra stranieri senza chiedere alcun documento che provi la regolarità del soggiorno, in barba al divieto italiano di matrimonio con persona clandestina. E il governo italiano che fa? Non si arrabbia per questa imprevista apertura delle maglie della sua fitta rete di contrasto all’immigrazione clandestina? La risposta la prendiamo da un comunicato stampa della Segreteria di Stato per gli Affari Interni di San Marino: “Il Segretario di Stato per gli Affari Interni Valeria Ciavatta precisa che le autorità italiane competenti non hanno mai chiesto un confronto o inviato atti a riguardo sebbene a conoscenza della possibilità che ciò accadesse in virtù delle diverse legislazioni vigenti”.  Il Segretario di Stato per gli Affari Interni di San Marino –giustamente dal canto suo– dice: se il Governo italiano, benche’ a conoscenza, non ci ha minimamente sollevato il problema, perchè dovremmo ritenerlo noi un problema?
Gia’. E perchè il Governo italiano non solleva il problema? Probabilmente fa i conti della serva: se la coppia può permettersi il matrimonio a San Marino, evidentemente appartiene a una fascia di immigrazione tutto sommato accettabile in Italia, perchè dimostra così di avere reddito (solitamente coppie di cui uno dei nubendi è italiano). Questi clandestini allora, forse sono “meno” clandestini degli altri… (fonte aduc)

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I divorziati, i separati e la Chiesa cattolica

Posted by fidest press agency su martedì, 24 agosto 2010

L’indissolubilità del matrimonio, salvo poche eccezioni previste dal Codice canonico, è alla base della convivenza conviviale tra i fedeli. Eppure esiste un aspetto che ai giorni nostri tende a manifestarsi in misura così conclamata da non poter essere più ignorato. Ci riferiamo, ovviamente, ai tanti cattolici che pur da praticanti sono separati e divorziati e risposati civilmente. E a latere di questo fenomeno, ma non meno importante, è la posizione di chi preferisce convivere more uxorio forse nel timore che un rapporto nato con “passione” possa ad un certo punto spezzarsi e rendersi ancor più traumatico nei confronti della Chiesa cattolica. Taluni studiosi, psicologi e sociologi, tendono a rilevare nel rapporto di coppia una diffusa inclinazione alla poligamia. Per essi non è un aspetto di oggi ma ha avuto anche in passato una sua valenza per quanto, per ragioni culturali, ambientali e quanto altro, è stato ammantato di riserbo. Per quanto ci riguarda ed in base ad un nostro giro d’orizzonte fatto qualche anno fa ci siamo resi conto che una parte del fenomeno, se così vogliamo chiamarlo, è dipeso dal fatto che la donna oggi è più indipendente, cerca di trovare un lavoro ed è in carriera con le stesse ambizioni, se non di più, del maschio. Questa competizione tipica da qualche secolo a questa parte ha creato un conflitto nei rapporti domestici e l’uomo è stato costretto, nolente o volente, a sfaccendare in caso se non proprio alla pari della sua partner senza dubbio in misura maggiore che in passato. Ciò ha provocato in taluni un certo disamore per la famiglia intesa in senso tradizionale ed è cresciuta la voglia di non impegnarsi. Ma a nostro avviso il discorso più serio che va fatto è un altro. Noi partiamo dall’idea che la coppia si forma oltre all’attrazione fisica fissando alla base l’amore reciproco, la sua intensità emotiva, i sentimenti forti che suscita. Sta qui capire, se tale eventualità esiste, il perché ad un certo punto questo afflato così forte si attenua sino ad estinguersi e persino a riproporsi con un altro soggetto. Ed ancora se ciò accade, e non si tratta di una crisi passeggera, perché dobbiamo costringere due persone che non si amano più, a convivere? Se l’unione è amore e se esso scompare logica vorrebbe che anche l’unione dovrebbe cessare d’esistere. La Chiesa dovrebbe, quindi, vagliare meglio questo aspetto ed essere più consapevole di una situazione nuova, non tanto perché oggi esiste ed ieri no, per il suo modo di volersi esteriorizzare in atti concreti che in passato venivano celati come una vergogna e facevano, probabilmente, più vittime e miscredenti di oggi.

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“L’amore insidiato” del cardinale Carlo Caffarra

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2009

La giuria della XXVI edizione del Premio Capri San Michele ha assegnato quest’anno il Premio Speciale al volume del cardinale Carlo Caffarra, L’amore insidiato, secondo volume del dittico “Non è bene che l’uomo sia solo. L’amore, il matrimonio, la famiglia nella prospettiva cristiana” (Cantagalli 2009, pp. 384, 20,00 euro).Il premio verrà consegnato durante la cerimonia di proclamazione che avrà luogo il prossimo 26 settembre, alle ore 18,30, ad Anacapri.  Carlo Caffarra non ha dubbi: «È l’intelligenza umana la prima dimensione della persona ad essere insidiata. Questo volume testimonia quanto l’impegno di Caffarra per riportare l’uomo a se stesso, a un’antropologia adeguata che ritrovi la piena significatività del nesso persona-matrimonio-famiglia, sia pratica di vita e impegno pastorale quotidiano. Non è un libro che nasce a tavolino, nel chiuso di un’esperienza intellettuale, ma un’opera che si fa gradualmente, uno scritto dopo l’altro, ognuno tappa di un viaggio che cresce su se stesso, nel procedere attraverso i luoghi, le occasioni, gli incontri. Un pensiero in cammino, nel dinamismo incessante e mai concluso della ricerca. Nella sete di conoscenza della mente protesa all’infinito e nell’inquietudine del cuore, acceso da passione di Verità.

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Divieto di sposarsi con stranieri irregolari

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2009

Giovanni D’AGATA componente del dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori pronto ad una battaglia legale contro la grave discriminazione attuata con l’art. 1 comma 15 della Legge 94/09  Un articolo di legge, forse il meno conosciuto e pubblicizzato, conteneva in sé il germe del più terribile, odioso razzismo e della più bieca xenofobia: impedire i matrimoni con stranieri irregolari e tra questi, quindi, gran parte dei matrimoni misti.  Il concetto per il Governo era semplice e di facilissima attuazione. Bastava modificare l’articolo del codice civile (ndr il 116 comma primo) che disciplinava l’unica condizione per lo straniero per contrarre un regolare matrimonio nel Nostro Paese ossia la necessità del “nulla osta” da parte dell’Autorità competente nel suo paese ed il gioco razzista e xenofobo poteva essere fatto in un sol colpo!  Se all’articolo fosse stata data la stessa risonanza di tutti gli altri obbrobri anche meno gravi fra tutti quelli contenuti nel cosiddetto “pacchetto sicurezza” – parafrasando il mio Presidente di partito -l’opinione pubblica avrebbe replicato a chiare lettere: “che c’azzecca il matrimonio con la sicurezza?” ed alla domanda il Ministro dell’Interno Maroni o chi per lui avrebbe probabilmente risposto “lo abbiamo fatto perché volevamo impedire tutti i matrimoni di facciata che in realtà servivano a regolarizzare immigrati clandestini!”. Ed allora è spontaneo chiedersi quanti di questi matrimoni sono stati fatti in Italia? Il Governo aveva delle statistiche dei dati empirici? Era incapace di controllare questo presunto fenomeno o in realtà la nuova norma serviva ad altro e nascondeva in realtà l’embrione dell’intolleranza? Qualsiasi sia la ratio della legge a quale fine questa sia indirizzata fatto stà che la stessa crea una grave discriminazione anche per quei cittadini italiani che hanno trovato l’amore in qualcuno che hanno deciso di sposare e che purtroppo non potranno amare liberamente e senza preoccupazioni non potendosi “vincolare” consensualmente per la vita davanti ad un pubblico ufficiale dello Stato italiano. La famiglia cellula fondamentale del Paese istituzionalizzata nella e con la Nostra Costituzione negli articoli 29 e seguenti, appare violata nella Sua intima essenza attraverso una norma che per Giovanni D’AGATA componente del dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, appare ictu oculi incostituzionale. Per questi motivi Giovanni D’AGATA, ritiene opportuno informare l’opinione pubblica che a breve verranno avviate le prime azioni legali e promette una dura battaglia di Giustizia al fine di veder cancellata questa odiosa norma razzista che offende il Nostro Ordinamento giuridico e costituzionale ma soprattutto la Nostra stessa idea di Società.

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Manifestazione per il divorzio breve

Posted by fidest press agency su martedì, 16 giugno 2009

Roma 17 giugno, dalle ore 10, in piazza Montecitorio chiediamo l’immediata discussione delle numerose proposte di legge sulla riforma del divorzio, c.d. “divorzio breve”, presentate in Parlamento, e l’apertura di un vero dibattito politico su tutta la materia. Evento organizzato dalla Lega Italiana per il Divorzio Breve, aperto a tutte le forze politiche, le associazioni, i gruppi, i cittadini che ritengono ormai superata e dannosa l’attuale legge che prevede due giudizi, separazione e divorzio, e 3 anni di attesa per ottenere lo scioglimento del matrimonio. Al momento hanno aderito: l’On. Rita Bernardini (radicali), Antonella Casu (Segretaria Radicali Italiani), On. Maria Antonietta Farina Coscioni (radicali), l’On. Benedetto Della Vedova (PDL), Michele De Lucia (Tesoriere Radicali Italiani), Bruno Mellano (Presidente Radicali Italiani), l’On. Magda Negri (PD), Sen. Stefano Pedica (IDV), Sen. Marco Perduca (radicali), Sen. Donatella Poretti (radicali), Sen. Luigi Ramponi (PDL), l’On. Anna Rossomando (PD), Sen. Giuseppe Saro (PDL), On. Maurizio Turco (radicali), avv. Gian Ettore Gassani (Presidente Matrimonialisti Italiani), avv. Alessandro Gerardi (Tesoriere Lega Italiana Divorzio Breve), Diego Sabatinelli (Segretario Lega Italiana Divorzio Breve), Sergio Rovasio (Segretario dell’associazione Radicale Certi Diritti).Si precisa che la presenza dei parlamentari che hanno aderito alla manifestazione è ! soggetta all’andamento dei lavori d’Aula e di Commissione. Le associazioni: Radicali Italiani, Associazione Matrimonialisti Italiani, Ass. Papà Separati Onlus, Figli Negati, Armata dei Padri, Daddy’s Pride, U.A.A.R. Roma, Radicali Roma.

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