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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘mattarella’

Scuola: Mattarella chiede di assicurare piena dignità, prestigio e rispetto ai docenti

Posted by fidest press agency su sabato, 24 settembre 2022

Bisogna fare in modo di “assicurare piena dignità, prestigio e rispetto” alla scuola e ai docenti: l’ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Grugliasco, in provincia di Torino, alla manifestazione per l’inaugurazione dell’anno scolastico. Il sindacato si trova d’accordo con il Capo dello Stato e ribadisce l’esigenza di dare seguito a questi auspici andando ad agire con celerità per via legislativa. “Caro Presidente – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, rivolgendosi a Mattarella -, concordo con quanto sostiene sugli insegnanti e la ringrazio per le parole di apprezzamento e riconoscenza rivolte al personale scolastico, in nome del popolo italiano. colgo l’occasione per ricordare che lo stesso si aspetta dal nuovo Parlamento e dal nuovo Governo ascolto, rispetto e risposte urgenti. La dignità si tutela partendo proprio dagli stipendi che sono dl ridotti alla fame, dalla lotta alle discriminazioni e alla precarietà che dovranno esser oggetto di mirati interventi del legislatore. Sugli stipendi – conclude Pacifico – bisognerà agire già in autunno andando a sottoscrivere quel rinnovo di contratto di categoria, scaduto da quasi quatto anni, negato in estate”.

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Mattarella: Rojc (Pd), gruppi lavorino su temi Presidente

Posted by fidest press agency su martedì, 8 febbraio 2022

“Voglio credere che siamo trasversalmente tutti pronti a metterci al lavoro sui temi fondamentali indicati dal presidente Mattarella, il quale ha riconosciuto al Parlamento una centralità che dobbiamo saper confermare con atti puntuali. La richiesta delle nostre capogruppo Simona Malpezzi e Debora Serracchiani ai presidenti delle Camere rivendica e si assume la responsabilità attiva di questo ruolo. Quelle sollevate dal Presidente sono le questioni su cui il Paese ci interpella da tempo, i gruppi del Pd sono pronti a dare risposte e l’auspicio vivissimo è che questa disponibilità sia larghissima e subito operativa”. Così la senatrice Tatjana Rojc (Pd), sulla lettera delle capogruppo del Pd alla Camera e al Senato, Debora Serracchiani e Simona Malpezzi ai Presidenti delle Camere, con la proposta di una specifica sessione di dibattito parlamentare sul seguito da dare al discorso di ieri del Presidente della Repubblica.

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Petitti: “Mattarella figura indispensabile per mantenere la stabilità del Paese”

Posted by fidest press agency su domenica, 30 gennaio 2022

La riconferma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella è un segno di grande fiducia. In questo particolare momento storico una figura come la sua è indispensabile per mantenere la stabilità di cui il Paese ha bisogno. Verso Mattarella è quindi doveroso un sentito ringraziamento per la sua generosità.Il settennato del presidente è stato caratterizzato da profonde trasformazioni politiche, economiche e sociali a livello globale. Un contesto in cui si è reso necessario gestire equilibri delicati e tante crisi, fino alla pandemia, non ancora conclusa, soprattutto per le ripercussioni che hanno travolto vari aspetti della quotidianità, dal lavoro, alla scuola, alla vita sociale. Ecco perché abbiamo ancora bisogno della sua guida, capace di mantenere la rotta con profondo rigore morale per affrontare le sfide che ci aspettano da qui ai prossimi mesi.In queste ultime ore il Parlamento ha espresso dei segnali chiari stringendosi attorno alla figura del presidente Mattarella e dobbiamo ascoltarli nell’interesse dell’unità e del Paese. Credo che un ruolo chiave dobbiamo riconoscerlo al segretario del Partito democratico Enrico Letta per come ha gestito la vicenda del Quirinale, con equilibrio, serietà e coerenza. La vicenda è stata complessa, difficile. I numeri sono noti, il comportamento delle diverse forze politiche anche. Siamo di fronte a un sistema politico parlamentare bloccato, su cui ci sarà da riflettere bene in futuro e intervenire. Un rinnovamento dei regolamenti parlamentari e del sistema elettorale. In questo quadro così fragile ci siamo mossi anche tenendo conto di un punto politico fondamentale, la tenuta del governo Draghi. Tutto ciò è stato preservato e il Pd si è dimostrato serio e responsabile garantendo stabilità al Paese in un momento così delicato come quello del post Pandemia. Ci attendono ora mesi di grande lavoro.

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“L’elezione di Sergio Mattarella è una sconfitta per la politica e per il Parlamento che aspettava un volto nuovo”

Posted by fidest press agency su domenica, 30 gennaio 2022

“C’è un problema di ordine costituzionale legato al fatto che quattordici anni di mandato sono davvero eccessivi. C’era stata la sua non disponibilità, annunciata molte volte, ma c’era stata soprattutto da tutti i partiti la volontà, sia del centrosinistra e sia del centrodestra, di anteporre la sopravvivenza di questo governo, sempre più debole, alla necessità di indicare una persona nuova per il Quirinale. Invece i giochi di sopravvivenza hanno fatto sì che nulla cambi affinchè nulla cambi, una sorta di Gattopardo elevato al quadrato o a cubo. Purtroppo nel centrodestra si è smesso di credere quasi subito nella possibilità di arrivare fino in fondo e mentre il centrosinistra opponeva le barricate e poneva veti il centrodestra si è accontentato di confermare Mattarella anziché battersi fino in fondo per un risultato diverso. Un risultato che era alla portata se soltanto avesse agito in maniera più determinata, più coesa e coerente. Fratelli d’Italia si è comportato con massima lealtà fin dall’inizio con Forza Italia, con Berlusconi, con la presidente Casellati, e con tutti gli alleati. Li ha votati e sostenuti fino in fondo e si è dimostrato ancora una volta l’unico partito serio e coerente che non ha cambiato idea sia nei confronti dei propri elettori e sia dei propri alleati”. Così il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani.

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Elezioni presidenziali ed effetto Mattarella

Posted by fidest press agency su domenica, 30 gennaio 2022

“La rielezione di Mattarella dimostra che, come indicato anche da Ceccanti, il centrosinistra ha portato avanti un’operazione per salvare il governo con un Capo dello Stato gradito. Ricordiamo che il presidente Mattarella, sicuramente autorevole, è un ex deputato del Partito Democratico. Il centrodestra ha seguito abboccando alla tenuta del governo, praticamente con la sindrome di Zelig. Il centrodestra si curi e venga rifondato su nuove basi. Il governo dei sedicenti “migliori” abusa della decretazione d’urgenza con assurde limitazioni delle libertà personali con 37 fiducie poste in un anno di governo – così il deputato responsabile Cultura di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone nel corso di Omnibus – Il presidenzialismo, con una legge elettorale maggioritaria, consentirebbe agli italiani di sapere un minuto dopo le elezioni chi governa l’Italia e come la governerà. In parlamento esiste una specifica proposta di legge a prima firma Meloni che va in questo senso. Il presidenzialismo, collante dell’Unità nazionale, consentirebbe all’Italia anche di discutere serenamente anche dell’articolazione dei poteri decentrati, di autonomie regionali, di competenze e di trasferimenti di risorse, senza che si possano temere spinte centrifughe. In altri termini il presidenzialismo, con la sua garanzia dell’indissolubilità dell’unità nazionale, consentirebbe anche di aprire ad avanzati esperimenti di autonomia.”

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Frati Assisi: Auguri di buon lavoro al Presidente Mattarella

Posted by fidest press agency su domenica, 30 gennaio 2022

«Auguriamo a Sergio Mattarella, appena rieletto Presidente della Repubblica, di continuare a promuovere l’unità nazionale radicata nella giustizia e nella solidarietà, con uno sguardo privilegiato a partire da chi è ai margini della società e delle opportunità di promozione e sviluppo. Il Santo di Assisi, l’uomo che ha mostrato quante potenzialità di bene e creatività siano presenti in ciascuno di noi, sia per Lei, Presidente, fonte di ispirazione nella Sua missione a servizio del bene comune che è sempre e solo il bene di tutti perché è il bene di ciascuno – ha dichiarato il Custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni OFMConv, a nome dei frati della Basilica di San Francesco in Assisi. Il Presidente della Repubblica – come Lei stesso ci ha ricordato nel suo recente messaggio di fine anno – rappresenta l’unità del popolo italiano fondata sulla carta costituzionale e sui valori che essa veicola. Questo biennio di emergenza sanitaria – continua fra Marco Moroni – ha radicalizzato tensioni sociali e ha acuito le differenze frutto dell’ingiustizia e, come dice papa Francesco, dell’inequità. Sono coloro che vivevano già una situazione di precarietà (sanitaria, sociale, economica) ad essere stati colpiti in maniera particolarmente forte. Nell’attuale contesto internazionale – conclude il Custode del Sacro Convento – in cui la guerra sembra tornare a essere una possibilità concreta per affrontare le tensioni mondiali, l’Italia non si stanchi di promuovere le vie della risoluzione pacifica dei conflitti e la promozione dei diritti umani. Come afferma Gesù nel Vangelo: “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9)».

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Auguri da “Senior italiani” al presidente Mattarella

Posted by fidest press agency su domenica, 30 gennaio 2022

“Salutiamo con gioia e fiducia, a nome dei 4 milioni di senior aderenti a Senior Italia FederAnziani, la riconferma del Presidente Mattarella nel ruolo da lui ricoperto fino a oggi con straordinaria forza, rappresentando un punto di riferimento imprescindibile in un momento di grave difficoltà per il nostro Paese”, dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, “Sono stati anni travagliati in cui le sue qualità umane e istituzionali gli hanno consentito di rappresentare una garanzia di unità e coerenza e di essere un punto di riferimento fortissimo per tutti gli italiani. Vogliamo salutare il Suo rinnovato impegno istituzionale ricordando le sue stesse parole, che ci indicano un modello di comunità solidale, inclusivo, vivificato da forti valori, quel modello per cui ci spendiamo ogni giorno: ‘La qualità del nostro stesso modello di comunità e di sviluppo dipende anche da come sapremo garantire i diritti e i servizi ai cittadini di età più avanzata e da come sapremo integrarli nei processi sociali, incalzati da mutamenti molto veloci ma sempre bisognosi di dialogo e di solidarietà. Tante volte sono gli anziani a insegnarci il rispetto dei valori, a ricordarci le radici, a indicarci la strada della dignità, della dedizione, della generosità. Il loro esempio in questo tempo difficile è un patrimonio straordinario che non dobbiamo e non vogliamo disperdere’ Nel ringraziarlo per il suo impegno da sempre coerente con queste parole auguriamo al Presidente Mattarella buon lavoro, convinti che il Suo mandato Presidenziale avrà al centro il rispetto della Costituzione e il ruolo che la società civile e il terzo settore occupano in essa. Come organizzazione siamo a Sua disposizione, attraverso il nostro lavoro aggregativo, in favore della coesione sociale, attraverso l’impegno civile dei nostri volontari, per testimoniare concretamente al fianco delle Istituzioni, i valori repubblicani”

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La vittoria di Mattarella ha salvato l’Italia e smascherato ancora i limiti della politica e la sua distanza dalla società civile

Posted by fidest press agency su domenica, 30 gennaio 2022

La Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai), l’Unione medica euro mediterranea (UMEM) la Transculturale interprofessionale Uniti per Unire e il Movimento internazionale “esprimono a nome dell’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) i migliori auguri per la rielezione del Presidente Mattarella. L’evento ha dimostrato e messo in evidenza tre risultati importanti; Il sì del presidente Mattarella ha salvato l’Italia e l’attuale Governo italiano in un momento molto difficile dal punto di vista economico, sanitario e sociale; Il fallimento della politica basata su improvvisazione, individualismi, protagonismo mediatico e lontana dalla società civile perché è costruita sulla sabbia mobile e vive alla giornata. Urge riformare tutta la politica italiana e la legge elettorale e combattere il trasformismo politico. Cosi ha dichiarato Foad Aodi presidente Amsi e Co-mai e membro commissione Salute Globale della Fnomceo che invita la società civile e tutti le associazioni e comunità italiani e di origine straniera ad unirsi e organizzarsi per avanzare più proposte istituzionali per far fare alla politica il suo dovere e riformarsi per riconquistare la fiducia dei loro elettori. Inoltre urge soluzioni immediate per risolvere le criticità (Sanità, Economia, Lavoro, Politiche europee e politica estera e lavorare per l’integrazione dei rifugiati e migranti e gli accordi bilaterali con i paesi arabi e africani senza dimenticare l’invio dei vaccini e tamponi nei paesi poveri e africani per combattere la pandemia). Fonte: Ufficio Stampa Uniti per Unire http://www.unitiperunire.org

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Sergio Mattarella visita in anteprima la mostra DIS/INTEGRATION

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 novembre 2021

Questa mattina, al Rettorato della Sapienza, al termine della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha visitato in anteprima la mostra DIS/INTEGRATION, realizzata dagli artisti con disabilità dei Laboratori d’Arte di Sant’Egidio insieme a César Meneghetti e con la collaborazione di altre firme affermate in campo internazionale. L’esposizione, visitabile dal 29 novembre al prossimo 28 gennaio, è incentrata sui temi della fragilità e della disabilità, dell’accoglienza e dell’integrazione, legati anche a questioni di attualità come le migrazioni, i conflitti e le loro drammatiche conseguenze. Poco prima, il presidente Mattarella, in un passaggio del suo messaggio nell’Aula Magna della Sapienza, aveva parlato della necessità di “coniugare l’eccellenza con l’inclusione”.

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Dall’Università di Parma una Laurea Honoris Causa al Presidente della Repubblica Prof. Sergio Mattarella

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2021

Il Capo dello Stato riceverà la Laurea Magistrale Honoris Causa in Relazioni Internazionali ed Europee (classe LM-52 Relazioni internazionali) il 4 ottobre 2021 nella Chiesa di San Francesco del Prato, la cui riapertura dopo i restauri è prevista per il 3 ottobre.La proposta, formulata dal Dipartimento di Giurisprudenza, Studî politici e internazionali, è stata dapprima approvata dal Senato Accademico dell’Ateneo e, nella giornata di ieri, dal Ministro dell’Università e della Ricerca, Prof.ssa Maria Cristina Messa.L’Università di Parma ha formulato la proposta di conferimento della Laurea al Presidente della Repubblica Prof. Sergio Mattarella “per onorare il suo altissimo profilo, nazionale e internazionale, politico e istituzionale e riconoscere il suo quotidiano impegno istituzionale, civile e morale, nella garanzia attiva e nella testimonianza concreta dei valori costituzionali e della libertà, unitamente alla costante ed intensa vicinanza alla causa della ricerca, della formazione e del futuro dei giovani del nostro Paese”.«Per noi è un grande onore e una grande gioia – commenta il Rettore Prof. Paolo Andrei –. L’occasione per un tributo speciale a una personalità di altissimo profilo, a un uomo delle Istituzioni, della democrazia e della Costituzione nel senso più autentico e profondo, a una figura dalla straordinaria visione internazionale. Dal punto di vista dell’esperienza politica e istituzionale, il Presidente Prof. Mattarella ha attraversato gli ultimi quarant’anni di storia della nostra Repubblica, un tempo di grandi trasformazioni, rappresentando un riferimento sicuro e autorevole in tutte le cariche che ha ricoperto. Mi fa piacere ricordare, tra le svariate circostanze meritevoli di attenzione, la sua vicinanza al Paese e agli Italiani durante la pandemia e la sua attenzione costante al mondo dell’educazione, della ricerca e alle giovani generazioni. Grazie Presidente!».

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Mattarella nomina Sami Modiano Cavaliere di Gran Croce, insultato sul web

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2020

Sergio Mattarella conosce il dolore e lo strazio di una perdita vicina. Fu lui infatti che in quel tragico 6 gennaio 1980 si trovò tra le braccia il corpo del fratello Piersanti, presidente della regione Sicilia ucciso appena ucciso da un sicario.Un’esperienza che ha segnato la sua vita. Un’esperienza vissuta in prima persona, che il presidente della Repubblica non potrà mai scollarsi di dosso. Forse anche per questo, il Capo dello Stato ha sempre mostrano enorme vicinanza nei confronti di chi nella vita ha subito atroci sofferenze.Come Sami Modiano, sopravvissuto all’inferno di Auschwitz, appena nominato da Mattarella Cavaliere di Gran Croce.Una nomina che all’inquilino del Colle è costata una pioggia di insulti sul web. Addirittura c’è chi ha scritto: “Mattarella a quando la tua scomparsa?”. La verità è che non ci meritiamo un Presidente così rispettoso delle istituzioni, che durante la pandemia ha mostrato, ancora una volta, tutta la sua umanità, nel corso del fuorionda in cui rivendicava l’impossibilità di tagliarsi i capelli.Perché Sergio Mattarella non ha beneficiato della sua posizione per aggirare le disposizioni governative e andare dal barbiere, mostrandosi come uno dei tanti cittadini italiani alle prese con un problema collaterale al lockdown. Un piccolo particolare di enorme significato, in un paese dove pochi sembrano avere più diritti di molti.Forse l’italiano medio non è abituato a personalità di questo calibro. È abituato a chi insulta la Repubblica, ma se ne sta comodamente seduto in Parlamento a prenderne tutti gli agi.Siamo abituati a non ascoltare le parole di chi ha sofferto, come Sami Modiano, che una volta disse:“Quando mi chiedono, lei è un sopravvissuto? Rispondo di sì, ma in realtà sono ancora lì ad Auschwitz-Birkenau, non sono mai uscito di lì. Ero un ragazzo, come posso dimenticare quello che ho visto?” Parole che dovrebbe essere chiare e invece…

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Mattarella-Pahor a Trieste: evento storico, nulla sarà come prima

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

Il 13 luglio i due presidenti in visita a ‘Narodni dom’ e Foiba Basovizza. “Un momento di altissimo valore simbolico e un evento miliare per la storia di terre martoriate e divise. La visita dei presidenti Pahor e Mattarella a Trieste nel centenario dell’incendio del Narodni dom, racchiudendo l’omaggio al monumento nazionale della Foiba di Basovizza, assume un profondo significato morale e politico. Bisogna che siamo tutti consapevoli e all’altezza di questo evento, dopo il quale nulla sarà più come prima”. Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc (Pd) commentando l’annuncio della visita a Trieste, il prossimo 13 luglio, del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dell’omologo sloveno Borut Pahor, che si recheranno al Narodni dom, nel 100/mo anniversario dell’incendio per mano fascista dell’edificio sede delle associazioni slovene, e alla Foiba di Basovizza.
“Chi sogna un futuro nel segno del reciproco rispetto – continua la senatrice – e riconoscimento delle memorie e del dolore, che non hanno colore né bandiera, potrà apprezzare il momento storico che stiamo vivendo e nel quale non possiamo che riconoscerci. La conquista della libertà individuale e quella della nostra comunità tutta, ha avuto un costo altissimo, ci ha divisi e segnati per decenni. Inchinarsi alle memorie e alle vittime dei totalitarismi è un segno di grande civiltà e un dovere che dobbiamo agli altri, chiunque essi siano”.”Sui luoghi del dolore chiudiamo insieme il capitolo della storia che non passa, impariamo dalle difficoltà del presente la necessità di stare uniti e – conclude Rojc – cominciamo un nuovo cammino”.

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Lettera aperta al Presidente Mattarella: Caro Presidente Mattarella, la situazione è tragica

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

By Enrico Cisnetto. Lo è, ovviamente, per i morti che questa guerra batteriologica ha prodotto, per gli ammalati, per i loro cari. Lo è per chi lavora in condizioni estreme, di pericolo, di fatica, di frustrazione. Lo è per i tanti volontari. Ma lo è – non meno – per quello che ci si prospetta. Sul piano economico, per le imprese e per i lavoratori, dipendenti o autonomi che siano; sul piano della finanza pubblica e quindi della nostra permanenza nell’Europa dell’euro; sul piano della convivenza civile, che rischia di saltare se lo stato di costrizione si dovesse prolungare oltre il mese di aprile, e della tensione sociale, che esploderà non appena saranno evidenti le conseguenze economiche dell’emergenza che stiamo vivendo e del modo in cui è stata gestita (si fa per dire). E, attenzione, perfino sul piano della tenuta della democrazia. È inutile discutere adesso di quando (ben prima) e di come (usando la razionalità, non l’emotività) andava affrontato il manifestarsi della vicenda e le dinamiche che l’hanno fatta diventare una emergenza. A mio giudizio è del tutto mancata sia la capacità di analisi della situazione, sia il metodo con cui affrontarla. Ma lasciamo stare. Quel che importa, ora, è stabilire quale sia la strategia da usare da adesso in avanti, sul piano sanitario e su quello economico, due piani che fin qui si sono voluti considerare separati quando non contrapposti, e che invece sono e non possono che essere due facce della stessa medaglia (la sopravvivenza). Ma non possiamo fare una scelta consapevole se prima non stabiliamo con chiarezza a quale delle tre grandi scuole di pensiero che si confrontano nel mondo su come fronteggiare il Covid-19 abbiamo aderito, e perché: chiusura totale fino all’eliminazione del contagio; quarantena assoluta solo per circoscritte aree geografiche maggiormente esposte e per gli anziani (che sono enormemente più esposti degli under 70 o 60), e conseguimento di quella che si definisce con un’orrenda espressione “immunità di gregge”; mappatura su vasta scala della popolazione e controllo costante dei contagiati attraverso sistemi di geolocalizzazione. Tutte hanno ovviamente pro e contro, ma sono accomunate da una cosa: ne va scelta una con consapevolezza e convinzione, senza incertezze né tentennamenti, avendo cura di non bypassare i processi decisionali democratici (ancorché accelerati) e soprattutto di rendere edotti i cittadini, spiegando loro il perché delle scelte fatte, indicando quali sono gli obiettivi ma senza trascurare di esplicitare i rischi che si corrono (non quelli del contagio, ma delle conseguenze della strategia adottata).Invece, il Parlamento – che già stava facendo ogni sforzo per dimostrare la sua inettitudine – è praticamente inesistente, il Governo nella sua collegialità è apparso una pura formalità, i partiti e i leader politici sono scomparsi (inutile dire meno male, perché invece sarebbe importante che ci mettessero la faccia). Tutto è parso ricondursi e riassumersi nella figura del presidente del Consiglio – e già questa è una forzatura – che per di più è parso debole, frastornato, in balia di presidenti di Regione e sindaci. Un premier (costituzionalmente parlando non lo è, ma ha fatto finta di esserlo) che è stato al contempo causa ed effetto dell’autoconvincimento collettivo secondo cui “fermare tutto” sarebbe stato l’unica soluzione. Senza peraltro sapere come, vista la devastante quantità di provvedimenti presi in 50 giorni: una decina tra decreti del governo e Dpcm, decine di ordinanze e circolari del ministero della Salute, più qualcuna di Tesoro, Giustizia, Interni, Difesa e PA, circa un centinaio di ordinanze regionali e provinciali, più quelle non calcolabili comunali e le infinite circolari esplicative (?) di tutti gli enti pubblici. E, soprattutto, senza sapere per quanto tempo, visto che le scadenze indicate erano fin da subito definite indicative e che negli ultimi decreti neppure erano indicate. Per non parlare del modo con cui tutto questo è stato comunicato ai cittadini. Per tutti valga l’ultima esternazione televisiva – ma fatta via Facebook, cioè da un canale americano – di Conte, a tarda sera di sabato (dopo molto rinvii) per dire di un provvedimento previsto per il lunedì di cui (come al solito) non esisteva il testo formale. Doveva essere un churchilliano “discorso alla nazione”, e invece è venuto fuori un compitino zeppo di retorica letto senza alcun carisma – ma benedetto iddio, come si fa a leggere una cosa che dovrebbe venirti da dentro, se vuoi che i tuoi concittadini capiscano e ti seguano?! – che ha ulteriormente incrementato angosce, paure e incertezze di cui già tutti gli italiani sono preda. Niente, se non il moralismo con cui si cerca di colpevolizzare i comportamenti individuali (lo so, le persone vanno indotte ad essere virtuose, ma non si ottiene certo questo risultato auspicando e stigmatizzando, ma essendo chiari e netti).Il Paese ha bisogno di sapere dove stiamo andando e soprattutto di capire quali sono e saranno le conseguenze delle scelte fatte. Deduciamo dalla progressiva “chiusura totale” cui l’Italia è stata sottoposta che abbiamo imboccato la prima delle tre strade di cui parlavo prima, ma: a) non è stato detto con chiarezza, tanto che spesso saltano fuori scelte alternative (il Veneto, per esempio, ha adottato in parte anche l’opzione tre, quella che si suole ricondurre alla Corea del Sud, ma senza quella efficacia e ponendo un problema, è cioè che in una situazione del genere possa esserci un far west regionale di indirizzi diversi); b) si sono sottaciute le conseguenze di questa opzione; c) non si è avuto il coraggio di prospettare i tempi della “reclusione forzata”, sapendo che molti modelli matematici che analizzano le curve di espansione del virus indicano la possibilità di iniziare un peraltro lento e graduale ritorno alla normalità a maggio se non giugno. Mi domando se qualcuno dalle parti di palazzo Chigi abbia minimamente fatto una valutazione di quel che potrebbe succedere se gli italiani fossero messi nella condizione (costrizione) di rimanere chiusi in casa per ancora 6-10 settimane. La rivolta nelle carceri non è bastata come campanello d’allarme? L’Italia non è uno Stato di polizia, né ci tiene ad esserlo. Certo, vuole essere guidata da persone risolute (appunto!), ma che sappiano trarre la loro forza dal fatto di essere politicamente competenti e comunicativamente convincenti, non dal fatto di esautorare il Parlamento e giocare a fare il Putin della situazione.Di sicuro costoro nelle cui mani sono le nostre sorti non hanno idea di come funzioni la nostra economia, da cosa sia composto il nostro pil e come sia facile, se si commettono errori, produrre qualche punto percentuale di decrescita (magari il noto comico capopopolo, oggi silente, sarà contento), perdere capacità produttiva (nella crisi del 2008 e seguenti ne abbiamo persa un quarto del totale e l’abbiamo recuperata solo marginalmente), mangiarsi quote di mercato nella competizione globale e raddoppiare il già alto numero di disoccupati. Se lo sapessero non avrebbero detto proclamato ogni minuto che la salute viene prima dell’economia, non perché debba essere il contrario, ma perché non c’è l’una senza l’altra. Dunque, cosa faranno quando si passerà dal dolore per i morti e alla paura del contagio all’angoscia per le imprese che chiudono, le partite Iva che restano senza alcuna rete di protezione, i lavoratori dipendenti che diventano disoccupati e quelli che già lo sono che perdono ogni speranza di trovare un lavoro? Come si comporteranno i tanti italiani (la maggioranza) che formano quella che Luca Ricolfi ha chiamato la “società signorile di massa” quando si accorgeranno che di signorile gli sono rimasti solo i risparmi, che però dovranno mangiarsi per mangiare?Non basta dire sussidieremo. Primo perché non è solo quello il problema, come dimostrano le ultime crisi. E secondo perché siamo arrivati a questo maledetto appuntamento con la storia letteralmente in mutande, con la recessione già alle porte prima del virus e con il debito pubblico (2.443 miliardi) attestato sul 134% del pil. Una condizione che non ci consente di utilizzare più di tanto la sospensione, peraltro temporanea, del Patto di stabilità Ue. Supponendo di spendere a debito circa il 10% del pil (170 miliardi) come faranno tutti i paesi europei (come minimo), ecco che nel 2020 il rapporto debito-pil schizzerebbe tra il 150% e il 170%, a seconda che la recessione ci faccia perdere 5 o 8 punti percentuali di ricchezza prodotta (questo è ormai il range delle stime in corso). Questo non farebbe più scattare le sanzioni europee, ma di certo non bloccherebbe quelle dei mercati finanziari, che spingerebbero all’insù lo spread – solo limitatamente calmierato dalla Bce, che pur avendo stanziato nuovo QE non può sottoscrivere nuove emissioni perché opera solo sul mercato secondario – fino a mettere in forse la sostenibilità del nostro debito, anche a causa dell’inevitabile downgrade delle società di rating che ridurrebbe i Btp a titoli “spazzatura”. Cosa che porterebbe al fallimento delle banche e l’Italia dritta dritta fuori dall’euro.Finora i ragionamenti che si fanno nel Governo sono fondati su due speranze, oltre a quella derivante dall’appello al solito stellone: sperare che l’Europa si decida a fare debito federale, emettendo eurobond; sperare che si possa ricorrere ai prestiti del Mes. Nel primo caso sarebbe davvero l’esaudirsi di un desiderio serio, anche perché oltre a fare debito comune quelle risorse dovrebbero essere spese da un soggetto europeo e affidate ai singoli stati, cosa che aumenta la probabilità che la quota parte per l’Italia sia spesa meglio che se messa in mani italiche. Ma quante sono le possibilità che accada? Per ora poche, e l’okay di Berlino alla sospensione dei vincoli europei, vissuto dai tedeschi come il male minore rispetto agli eurobond, non fa ben sperare. E comunque senza la nomina di un super commissario (io ho proposto Mario Draghi) con l’attuale architettura istituzionale di Bruxelles non si andrebbe da nessuna parte. Nel caso del Mes, la cifra massima del prestito ammonterebbe a 65 miliardi, troppo poco, e comunque senza l’improbabile sì di tedeschi e olandesi non si potrebbe fare nulla.Tra l’altro, le contromisure economiche – quelle vere, non i pannicelli tiepidi del decreto di qualche giorno fa – vanno decise prima che la diga crolli, se si vuole evitare che faccia la fine di quella del Vajont. Quindi subito. Sì, è vero, c’è la possibilità, come dice qualcuno, che passato questo tsunami si creino le condizioni per un nuovo boom, tipo quello che negli anni Cinquanta ha accompagnato la ricostruzione post-bellica. Ma dobbiamo sperare di arrivarci vivi – fisicamente ed economicamente – a quel momento. E con una classe politica come questa, è inutile girarci intorno, non c’è speranza che tenga.Signor Presidente della Repubblica, è venuto il momento che il Quirinale prenda in mano la situazione. Senza indugio. Sì, lo so, ci sono i vincoli della Costituzione, cui lei è giustamente ligio. Ma la condizione di guerra in cui siamo – o ci siamo messi – richiede atti eccezionali. Lei è l’ultima, e unica, speranza. (fonte: http://www.terzarepubblica.it)

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Al cinema: Delitto Mattarella

Posted by fidest press agency su sabato, 22 febbraio 2020

6 gennaio 1980. Il Presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella si sta recando a Messa con la sua famiglia. Un giovane si avvicina al finestrino dell’auto e spara a sangue freddo a Piersanti e lo uccide. Pur nel disorientamento del momento con una serie di depistaggi verso il terrorismo di sinistra, il delitto apparve anomalo per le sue modalità. Il giovane Sostituto Procuratore di turno, quel giorno dell’Epifania, sarà Pietro Grasso, futuro Procuratore Antimafia e Presidente del Senato. Le indagini saranno proseguite dal Giudice Istruttore Giovanni Falcone, che scoverà pericolose relazioni tra Mafia, Politica, Nar e neofascisti, banda della Magliana, Gladio e Servizi Segreti. Il film ricostruisce il clima politico che ha preceduto l’omicidio: protetto a Roma dal Segretario della DC e dal Presidente della Repubblica Pertini, Mattarella è totalmente avversato dai capicorrente siciliani del suo partito. Mattarella non disturbava solo gli equilibri in essere nella DC ma entrava a gamba tesa sugli affari e gli accordi tra politica e mafia, la quale, per l’omicidio Mattarella, si allea con l’estrema destra romana neofascista in cambio dell’evasione dal carcere Ucciardone del leader Concutelli. Ma l’omicidio Mattarella è anche la storia di una famiglia, di esseri umani, di valori e ideali perseguiti con sincero spirito di servizio e afflato solidale: aspetti che nel film hanno un ruolo centrale. Aurelio Grimaldi ripercorre quei tragici giorni con occhio attento e sensibile. Un film di Aurelio Grimaldi conAntonio Alveario, Claudio Castrogiovanni, Nicasio Catanese, David Coco, Francesco Di Leva, Donatella Finocchiaro, Lollo Franco, Sergio Friscia, Ivan Giambirtone, Leo Gullotta, Guia Jelo, Francesco La Mantia, Tuccio Musumeci, Tony Sperandeo, Andrea Tidona, Vittorio Magazzù.

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Forza nella mitezza: Mattarella a Trento ricorda Chiara Lubich

Posted by fidest press agency su domenica, 26 gennaio 2020

“Si può essere molto forti pur essendo miti e aperti alle buone ragioni degli altri”, anzi, “soltanto così si è veramente forti”: questo l’insegnamento di Chiara Lubich nelle parole di Mattarella, che coglie l’invito di Maria Voce allo “estremismo del dialogo”
Il capo dello Stato, al Centro Mariapoli “Chiara Lubich” di Cadine (TN), ha partecipato con un intervento appassionato al ricordo della fondatrice dei Focolari nel centenario dalla nascita. Ad accoglierlo Maria Voce, presidente del Movimento, e le autorità locali, insieme alla cittadinanza: oltre 400 erano le persone presenti in sala, circa 500 nelle altre sale collegate a Cadine e a Trento, e oltre 20 mila le visualizzazioni dello streaming. La dimensione artistica, per la regia di Fernando Muraca, ha fatto da sfondo alla narrazione, ripercorrendo i tratti più significativi della vita di Chiara come donna in relazione.
Tra suoni e immagini, si sono intrecciate le voci delle autorità civili ed ecclesiali. Il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha sottolineato come Chiara rappresenti, insieme a figure come De Gasperi, “l’eccellenza di questa terra”. Un territorio, il Trentino, di cui ha messo in luce tre caratteristiche: la forza di volontà, il Movimento cooperativistico, l’essere terra di frontiera. “Chiara ha saputo interpretare questa appartenenza – ha affermato – che è poi un tratto distintivo della nostra autonomia, della nostra specificità”. L’arcivescovo di Trento mons. Lauro Tisi, ringraziando il suo predecessore Carlo De Ferrari che all’epoca colse “il dito di Dio” nella spiritualità di Chiara Lubich, ha ricordato come “se oggi il carisma abbraccia l’intera umanità lo dobbiamo a questo vescovo, che lo ha protetto”; e ha indicato nella provocazione di “Cristo abbandonato” la sua grande attualità. Alessandro Andreatta, sindaco di Trento, ha espresso la sua gioia nel ricordare “la ragazza che quasi ottant’anni fa si mise al servizio dei poveri” e che “continua ancora oggi a invitarci all’apertura, all’accoglienza, all’impegno per gli altri e con gli altri. Perché fin dall’inizio quella di Chiara non è stata un’esperienza personale, isolata, solitaria ma un impegno che si comprende solo se visto alla luce del paradigma della relazione”.
Sono poi state portate numerose testimonianze, che dicono la tenacia nel quotidiano di persone che sono state, e sono, ispirate da Chiara e dal suo carisma nel proprio agire: come Amy Uelman, docente di etica e diritto alla Georgetown University di Washington, che forma i suoi studenti ad affrontare argomenti divisivi evitando scontri; gli imprenditori Lawrence Chong e Stanislaw Lencz, che con le loro aziende contribuiscono ad un’economia solidale e sostenibile; Arthur Ngoy e Florance Mwanabute, medici congolesi che si dedicano alla cura dei più deboli e alla formazione sanitaria; e la storia da Yacine, migrante algerino, accolto come un fratello da alcuni giovani italiani dopo il difficile viaggio attraverso i Balcani. Ma anche quella dell’ex sindaco di Trento, Alberto Pacher, che insieme ad insegnanti e studenti ha accolto l’invito – la telefonata di un bambino – da cui sono nati i progetti Tuttopace e Trento, una città per educare.
“La luce donata a Chiara supera i confini del Movimento dei Focolari e va ad incoraggiare e ad ispirare tanti, donne e uomini di buona volontà in ogni parte del mondo, come questo anniversario sta a manifestare”, ha affermato la presidente dei Focolari Maria Voce. “Come ciascuno di voi, sento Chiara viva, presente, attiva, vicina ogni giorno. Lei ci spinge ad andare al largo con coraggio”. E ha spronato tutti: “A questa società che sembra senza radici e senza meta, occorre rispondere con radicalità, con l’«estremismo del dialogo», alimentato dalla cultura della fiducia”.
A concludere la serata, il lungo e appassionato intervento del Presidente della Repubblica; che ha individuato in particolare nella fraternità, applicata all’agire civile e politico, la cifra distintiva della spiritualità di Chiara Lubich – riservando un caloroso ricordo anche ad Igino Giordani, che Mattarella conobbe, e che di questa spiritualità fu interprete di prim’ordine. Una fraternità che è “fondamento di civiltà e motore di benessere”, in quanto senza di questa “rischiamo di non avere la forza per superare le disuguaglianze e sanare le fratture sociali”. Chiara Lubich, proponendo con vigore la cultura del dono e del dialogo, in particolare interreligioso che “in questa stagione storica è decisivo per la pace”, aveva intuito “con spirito di profezia” quale fosse la strada da seguire. Un insegnamento che prova come “si può essere molto forti pur essendo miti e aperti alle buone ragioni degli altri. Anzi per dirla tutta con sincerità, come dimostra la vita di Chiara Lubich, soltanto così si è veramente forti”. Gli eventi del Centenario sono realizzati in collaborazione e con il sostegno della Provincia Autonoma di Trento, Comune di Trento, Arcidiocesi di Trento, Fondazione Museo Storico del Trentino, APT Trento, Monte Bondone e Valle dei Laghi, APT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi, Dolomiti Energia, Gruppo Cassa Centrale e ITAS Mutua. Un ringraziamento particolare va alle Forze dell’Ordine che hanno garantito lo svolgersi in sicurezza dell’evento.

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Giorgia Meloni: Discorso Mattarella

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 gennaio 2020

«Un forte richiamo all’identità italiana, centralità della famiglia, crescita dell’Italia da nord a sud, orgoglio per i tanti esempi positivi che ci vengono dai nostri concittadini. Dal Presidente Mattarella un discorso di alto profilo con obiettivi ambiziosi che purtroppo si scontrano con la mediocre quotidianità di un governo incapace di dare risposte positive. Ci auguriamo che il 2020 ci restituisca un governo scelto dal popolo, coeso e credibile, capace di riaccendere la speranza in tutti gli italiani». Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Mattarella: Castelli “Grati all’uomo per guida ferma e rispettosa della Costituzione”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 gennaio 2020

“Grazie per averci ricordato quanto è grande l’Italia” “Da cittadina, e da donna nelle istituzioni, voglio ringraziare il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per le parole che, ancora una volta, ha pronunciato nel suo messaggio di fine anno. Un discorso pienamente condivisibile. La sua guida ferma e saggia è garanzia per il Paese, per le istituzioni, per noi tutti. Dobbiamo essere grati all’uomo, e non solo all’Istituzione, per come interpreta il suo alto ruolo. Come ha ricordato il Presidente, l’Italia vera è quella dell’altruismo e del dovere, quella del senso civico. C’è grande domanda d’Italia, c’è fiducia nel nostro Paese. Noi dobbiamo continuare a lavorare per dare voce a quella parte di Paese che non ha mai smesso di darsi da fare. Continueremo ad intervenire per eliminare il divario tra nord e sud, per dare fiducia ai giovani, per far nascere nuove famiglie. Grazie Presidente, ancora una volta, per averci aiutato a ricordare quanto è grande l’Italia. Buon anno!”.Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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La lettera di Galileo al presidente Mattarella

Posted by fidest press agency su domenica, 27 ottobre 2019

Nella visita a Bergamo di giovedì 24 ottobre, Mattarella è intervenuto alle 18 all’Auditorium Giovanni XXIII del Seminario Vescovile in Città alta. Prima dell’incontro pubblico, ha visitato alcuni centri di ricerca presso il Kilometro Rosso, dove ha incontrato il Rettore dell’Università di Bergamo Remo Morzenti Pellegrini e i professori Franco Giudice e Salvatore Ricciardo, docenti di Storia della scienza nello stesso Ateneo, che hanno offerto in dono al Presidente un’edizione pregiata in copia unica della Lettera galileiana a Benedetto Castelli, da loro scoperta alla Royal Society di Londra.
La lettera, che si credeva perduta, rappresenta uno snodo nella nascita della cultura moderna: per la prima volta Galileo, nel difendere la teoria eliocentrica, rivendica la necessità di distinguere l’ambito della scienza da quello della Sacra Scrittura.
L’edizione che è stata donata al Presidente, insieme a una copia anastatica della lettera, presenta la trascrizione integrale del manoscritto originale: vi si possono vedere le correzioni apportate dallo scienziato quando fu avvertito di essere stato denunciato alle autorità ecclesiastiche. L’avvincente racconto della scoperta della lettera all’allievo Benedetto Castelli su cui si basa la condanna del copernicanesimo da parte della Chiesa è arrivato al grande pubblico anche in un volumetto dal titolo “Galileo ritrovato. La lettera a Castelli del 21 dicembre 1613” – scritto da Michele Camerota, Franco Giudice e Salvatore Ricciardo, in libreria con i tipi della Morcelliana (pp. 96, 10 €) – che nei giorni scorsi ha suscitato grande interesse alla Buchmesse di Francoforte.

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Delegazione di AIL dal Presidente della repubblica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 giugno 2019

Roma Il 21 giugno alle ore 11, in occasione della Giornata Nazionale contro leucemie, linfomi e mieloma e dei 50 anni di attività di AIL al fianco dei pazienti ematologici, una delegazione di AIL sarà ricevuta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Palazzo del Quirinale. La delegazione di AIL sarà composta dai Presidenti delle 81 Sezioni provinciali AIL guidati dal Presidente Nazionale AIL, professor Sergio Amadori, da esponenti del comitato scientifico di AIL, del mondo del volontariato, della ricerca scientifica e da ex pazienti che hanno combattuto la malattia.L’Associazione Italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma farà dono al Capo dello Stato della medaglia celebrativa, coniata per ricordare l’impegno di AIL sul territorio a favore dell’assistenza ai pazienti ematologici e della ricerca contro i tumori del sangue, e della prima copia del folder filatelico contenente il francobollo appartenente alla serie tematica “Il senso civico” riservata all’assistenza ai malati, emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico, realizzato in collaborazione con Poste Italiane e Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, e dedicato ad AIL in ragione dell’impegno costante dell’Associazione al fianco dei pazienti.In occasione della Giornata nazionale contro leucemie, linfomi e mieloma, come ogni anno, alcuni tra i più illustri ematologi italiani saranno a disposizione per fornire risposte e consigli al NUMERO VERDE AIL – PROBLEMI EMATOLOGICI: 800.226.524 dalle ore 8.00 alle ore 20.00 di venerdì 21 giugno.

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Mattarella in difesa di insegnanti e dirigenti scolastici vittime di genitori e figli bulli

Posted by fidest press agency su sabato, 22 settembre 2018

Purtroppo non possiamo che constatare un clima negativo, sia culturale che politico, di un Paese che si ostina, contro ogni evidenza, a dipingere i dirigenti scolastici come nemici del Collegio docenti o del personale Ata, come potenziali corrotti e corruttori che grazie all’autonomia scolastica penserebbero a interessi personali. Attaccati talvolta, verbalmente e fisicamente, da genitori violenti. Così non va bene: condividiamo a pieno il pensiero del presidente Mattarella e continuiamo a sperare ancora nella costruzione di una scuola migliore. Durante l’inaugurazione dell’anno scolastico, davanti a una platea di mille studenti a Porto Ferraio all’isola d’Elba, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha parlato largamente di uno dei problemi che affligge le nostre scuole: scorrendo i dati, è emerso che in Italia un ragazzino su due è vittima di episodi di bullismo. Si è soffermato sul fatto che la società ha subito qualche tipo di strappo che è necessario ricucire, e al più presto: “Alcuni gravi episodi di violenza – genitori che hanno aggredito gli insegnanti dei propri figli – rappresentano un segnale d’allarme che non va sottovalutato. Il genitore-bullo non è meno distruttivo dello studente-bullo, il cui rifiuto cresce sempre di più nell’animo degli studenti, a scuola e nel web”. Purtroppo gli atti di violenza contro insegnanti e dirigenti scolastici ricoprono una lista numerosissima: i casi alla fine dell’anno scolastico aumentano, con “l’esposizione dei giudizi finali e l’ira dei genitori per bocciature o voti inaspettati che si riversa sugli insegnanti”. Proprio all’inizio dell’anno scolastico, il presidente ha voluto lanciare un appello affinché ciò non si ripeta più e, a difesa di docenti e DS, ha fatto riferimento anche alle tante aggressioni verbali, certamente non meno violente. Il giovane sindacato, nato con l’intento di tutelare i dirigenti scolastici, ha più volte denunciato ciò che appare una crepa, oramai, ben definita: ha infatti mostrato come “quasi la metà (esattamente 15 su 33) delle aggressioni note è stata opera di genitori”. Del fenomeno della violenza gratuita contro i docenti e dirigenti scolastici si sono interessati Anief e Udir che, qualche mese fa, hanno pure organizzato una giornata di discussione. Tutti i relatori – esperti, rappresentanti dei lavoratori, delle famiglie, dei discenti nonché dei dirigenti scolastici – si sono trovati d’accordo su un punto: l’escalation di violenza si deve anche e soprattutto allo scadimento dell’autorevolezza della figura del maestro e dell’insegnante agli occhi delle famiglie e dell’opinione pubblica.Marcello Pacifico ha più volte affermato che “la scuola è una di quelle poche istituzioni che agiscono in modo diretto per il rispetto delle regole, la trasmissione della cultura e per rimarcare i valori cardini costituzionali dello Stato che vanno trasmessi sempre e a prescindere. Le famiglie e gli studenti che non gradiscono questo genere di messaggi, votati alla legalità e alla trasmissione di valori in tale direzione, si lasciano andare ad atteggiamenti intimidatori che sempre più spesso si tramutano in aggressioni fisiche”.Il sindacalista autonomo sottolinea, altresì, come “siamo arrivati al punto che professori e presidi vengono percepiti come nemici dello Stato e, di conseguenza, delle persone. Contrariamente a ciò che si pensa siamo tutti al servizio dello Stato, del cittadino e, quando si parla di scuola, ci dobbiamo impegnare per garantire un servizio fondamentale per la nostra società. Viviamo in una società che ha perso i valori e si crede di poter rivendicare un diritto in questa maniera. Ma è questo ciò che vogliamo? Certamente no. Siamo fermamente convinti che l’educazione e la formazione, armi contro la violenza, debbano passare per le aule scolastiche sì, ma anche e soprattutto germogliare all’interno delle famiglie, embrione della società civile”.

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