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Il mattatore

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2010

Editorale fidest. I posteri potranno scrivere: “Dopo gli anni bui del grande inquisitore con i processi di mani pulite, degli anni novanta, dove i “mostri sacri” della politica sono stati messi in ginocchio, su di essi si erse un personaggio poco noto al grande pubblico ma non agli addetti ai lavori che con una operazione da manuale riuscì a mettere in piedi un partito e due alleanze ritenute dalla politica off limits. Una con un partito che dal dopoguerra in poi era vissuto con il sospetto d’essere la riedizione del fascismo e l’altro con un movimento che si dichiarava “separatista” e vagheggiante una Padania stato autonomo. E questa specie di armata Brancaleone riuscì al primo colpo a farsi forza di governo, sia pure per poco, ma ci riprovò perfezionando le sue alleanze”. Da allora in poi la politica trasbordò le sue esternazioni senza porsi più limiti e diventando, di per sé, spettacolo dove non mancavano le battute ad effetto, le esternazioni e le provocazioni. Tutto pur di far parlare il suo mattatore. Uomo poliedrico dove sembrava come Mida ogni cosa che toccava diventava oro e l’oro riuscì ad abbagliare anche i ciechi. Era diventato una valanga inarrestabile e che sembrava non riuscire a trovare il suo fondo valle. Precipitava sempre di più, per un abisso senza fondo, e con lui il popolo seguace, i suoi amici e i suoi avversari. Nessuno riusciva a frenarlo perché era come Napoleone che dopo aver imparato sui banchi di scuola le regole per fare la guerra in pratica le stravolse sui campi di battaglia sbaragliando in tal modo i suoi nemici. Comprese prima degli altri che la politica è spettacolo e le sue televisioni divennero degli irresistibili trampolini di lancio. Ma non basta. Occorre arricchire la sua verve con sempre nuove battute e un contorno di fedelissimi ragazzi del coro. Non possono essere consentite stonature. Così divenne il capocomico dello spettacolo. Ogni scena lo rappresentava con le attrazioni che creava riscuotendo applausi e consensi. I suoi avversari, alla fine erano costretti a fargli semplicemente il verso. Alla fine ottenne il massimo del successo riuscendo che ne parlassero tanto che persino i neonati e i vecchi bacucchi avevano sulle loro labbra il suo nome. Tutte le cronache ne parlavano da quelle rosa a quelle gialle, da quelle nere a quelle bluastre, dalle giudiziarie alle politiche. In tutte o vi era dentro o cercavano di farlo entrare e così con questo bla bla insistente, battente, ossessionante abbiamo avuto l’uomo che ha inventato la politica spettacolo o, per meglio dire l’ha importata ma ha saputo darle quel tocco di italianità che non guasta e i fatti lo stanno a dimostrare. E gli oppositori? Perché ve ne sono? Certo ma sono tanto impegnati, poverini, a litigare fra loro che pensano solo di farsi ridere addosso e ad essere umiliati di continuo. Così va la storia. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Il Rigoletto e Parma trionfano a Pechino

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2009

Trionfo a Pechino per il Rigoletto del Teatro Regio di Parma, recente successo del Festival Verdi. Oltre 2500 spettatori hanno applaudito con tifo da stadio – una scommessa vinta con il pubblico degli appassionati cinesi – l’interpretazione più italiana del capolavoro di Verdi. Mattatore della serata Leo Nucci che ha risposto alle acclamazioni già durante l’opera bissando “vendetta tremenda vendetta”. Dopo oltre 15 minuti di applausi scroscianti dedicati a tutto il cast e alle compagini del Teatro Regio, il Presidente del NCPA di Beijing Chen Ping ha invitato il sovrintendente Maestro Mauro Meli a lavorare da subito per raddoppiare la scommessa e portare a Pechino il prossimo giugno 2010 due opere verdiane. Alla prima era presente, con le massime autorità governative cinesi, l’Ambasciatore italiano a Pechino Riccardo Sessa: “questa produzione, nata da una stretta collaborazione tra due teatri tra i più importanti del mondo, ci rende orgogliosi, un simile, meritato trionfo è un vanto per l’Italia e per gli italiani presenti in Cina”.Il Sovrintendente del Teatro Regio di Parma Mauro Meli: Sono davvero felice per il calore con il quale questo straordinario pubblico ha accolto il nostro lavoro. La scelta del Teatro Nazionale di Pechino di portare qui  un capolavoro presentato nel recente Festival Verdi è stata coronata da un grande successo.Ci onora l’invito immediato del Presidente Chen a portare già nel prossimo anno addirittura due produzioni del prossimo Festival Verdi a testimonianza della qualità della collaborazione e della forza del Festival Verdi ad imporsi come punto di riferimento dell’ interpretazione del grande maestro.

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