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Il futuro dell’Europa

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 gennaio 2011

Inizio d’anno caldo sul fronte dell’Unione europea: la ripresa dalla crisi è decisamente in atto a livello mondiale, ma il nostro continente stenta ancora. In realtà la situazione è ancora molto diversa tra i differenti Paesi: la Germania è tornata ad essere la locomotiva con dati del tutto rassicuranti grazie al percorso di riforme profonde intrapreso da tempo, su altri Paesi invece gravano ancora molte nubi legate al debito, sia esso dello Stato, delle banche o delle famiglie. Il tema della governance economica comune, in grado di affrontare le sfide di un mondo in cui i protagonisti sono le macro-regioni o i macro-Stati, resta quello essenziale. E il principale strumento a disposizione resta sempre lo stesso: l’euro, che dal 1° gennaio ha un nuovo partecipante: l’Estonia. Adesso sono 17 i Paesi che fanno parte della zona euro, e quello affacciato sul Baltico è il primo che faceva parte fino a vent’anni fa dell’Unione Sovietica.   Ma per far funzionare la macchina le sole regole dell’euro, ovvero i vecchi criteri di Maastricht, non bastano più: la crisi ha fatto emergere questa verità, ormai incontestata. Neppure gli importanti strumenti di intervento nei casi di difficoltà, introdotti nel corso del 2010 in seguito alla crisi della Grecia e ormai pronti a intervenire a sostegno anche di altri casi problematici, sono sufficienti a garantire gli obiettivi di sistema: la European Financial Stability Facility è nata e opera per gestire le situazioni complicate, non è uno strumento di gestione ordinaria. Ai criteri sulla stabilità della moneta e agli strumenti d’intervento eccezionali occorre affiancare la vera e propria governance economica che rilanci la crescita, come vuole la strategia “Europa 2020”. In questo contesto, proprio oggi la Commissione presenta l’analisi annuale della crescita, che delinea chiaramente la via che l’Europa dovrà seguire nei prossimi dodici mesi. È necessario intervenire, tanto sul piano europeo che su quello nazionale, su dieci livelli legati alla stabilità macroeconomica e sul risanamento di bilancio, sulle riforme strutturali e sulle misure a sostegno della crescita. Parte così, in concreto, il primo “semestre europeo”, che cambia il modo in cui i governi dei 27 Paesi membri, definiscono le proprie politiche economiche e di bilancio. Sarà la prima volta che Stati membri e Commissione discutono insieme della stabilità macroeconomica, delle riforme strutturali e delle misure volte a rilanciare la crescita con un approccio globale. Nei prossimi sei mesi ciascuno Stato e la Commissione valuteranno insieme i progetti di leggi di bilancio, che poi diventeranno operative con l’approvazione definitiva da parte di ciascun Parlamento, come sempre in autunno.
La comunicazione della Commissione riguarda tre aspetti principali: la necessità di un risanamento di bilancio rigoroso onde rafforzare la stabilità macroeconomica, le riforme strutturali per incentivare l’occupazione e le misure a sostegno della crescita. È necessario ad esempio mobilitare il mercato del lavoro, come evidenzia il Rapporto sull’occupazione contenuto nel documento odierno, che quantifica in quasi 6 milioni i posti di lavoro persi in Europa dall’inizio della crisi. E allora: rendere il lavoro più attraente, riformare i sistemi pensionistici, reinserire i disoccupati nel mondo del lavoro e conciliare sicurezza e flessibilità, ogni Paese in base al contesto in cui opera. Temi non distanti, tanto per fare un esempio concreto, a quelli in discussione in questi giorni in Italia sul caso FIAT. Insomma, non sono formali ma davvero sostanziali gli auguri di Buon Anno che la Rappresentanza a Milano della Commissione europea formula alla Commissione stessa, al Parlamento europeo, al Consiglio e alla nuova Presidenza ungherese, alle altre istituzioni europee, a quelle nazionali e in particolare all’Italia che celebra quest’anno il suo 150° anniversario, a tutti i cittadini e a istituzioni, enti e persone che collaborano con essa, a cominciare dalla sempre preziosa rete di sportelli Europe Direct.  (Matteo Fornara Rappresentanza a Milano) (matteo fornara)

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“Sai cosa può fare l’Europa sociale per te?”

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 ottobre 2009

A Bologna il Circo si terrà in Piazza del Nettuno dal 29 al 31 ottobre. Ogni giornata tratterà un tema diverso, dalle pari opportunità per tutti, alle prospettive per i giovani, all’uguaglianza tra i generi. Una conferenza stampa si terrà giovedì 29 alle 12, in occasione dell’inaugurazione della tre giorni di parole e ed esibizioni artistiche. Tra gli altri parteciperà il Direttore della Rappresentanza della Commissione europea Carlo Corazza. A Ravenna, dal 5 al 6 novembre in Piazza del Popolo il focus sarà sui giovani e il lavoro. All’inaugurazione, giovedì 5 alle 12, parteciperà  l’addetto stampa della Rappresentanza Matteo Fornara. L’allegoria del circo viene usata per presentare ai cittadini le politiche e le azioni dell’Unione europea sulle tematiche sociali, anche in risposta alla crisi in corso.  Il lavoro, la crescita professionale attraverso l’acquisizione di nuove competenze durante tutto il corso della vita, la non discriminazione e l’integrazione dei gruppi sfavoriti, le pari opportunità di genere e non solo, i diritti dei bambini, la tutela dell’ambiente, la cultura, il multilinguismo: sono i temi attorno ai quali si snoda l’attività dell’Unione europea per garantire un futuro ai suoi 500 milioni di cittadini, attraverso l’azione politica e i programmi di sostegno finanziario. Una serie di stand presenterà le azioni delle diverse strutture europee che gestiscono politiche e strumenti in quest’area: EURES, la rete per chi cerca lavoro in Europa, il Ministero degli Affari Sociali, il Fondo Sociale Europeo e gli altri fondi strutturali, le agenzie pubbliche per l’impiego, la rete Europe Direct di informazione ai cittadini, la rete Europe Enterprise di contatto per le imprese, i programmi sull’educazione e la formazione, EUROPASS, e – dulcis in fundo – la Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Il Fondo Sociale Europeo dispone di 6 miliardi e 938 milioni di euro per l’Italia nel periodo 2007-2013. Il finanziamento totale, comprendente la quota dell’Italia, è di 15 miliardi e 320 milioni. L’iniziativa si è già svolta in diverse città europee: Nicosia, Valletta, Bratislava, Praga, Cardiff, Marsiglia, Komotini in Grecia, Sens (Francia), Parigi, Bruxelles, Varsavia, Lisbona e Salonicco. In tutte queste occasioni il coinvolgimento dei media a livello nazionale, regionale e locale è stato molto forte per l’originalità dell’idea. Diverse decine di migliaia di cittadini hanno visitato le precedenti edizioni. In queste settimane analoghe iniziative si tengono a Malmoe, Stoccolma, Norimberga, Monaco di Baviera, Amsterdam, Budapest, Strasburgo e Tarragona.

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