Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘matteo zuppi’

L’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi: “Gli episodi di intolleranza non sono goliardate”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 settembre 2019

Madrid. “Sul web sono state pubblicate 382 mila espressioni antisemite in un anno”. Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma, stigmatizza a Madrid, al convegno “Pace senza confini” della Comunità di Sant’Egidio, rivela una cifra registrata da un’indagine del 2016, e denuncia il razzismo risorgente: “Assistiamo a spettacoli terribili – ha detto – Negli stadi si inneggia offendendo”. Purtroppo c’è “un clima che la politica cavalca”. Esiste un modo di contrastare il razzismo? L’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi, nominato cardinale da Papa Francesco, sottolinea: “Il razzismo è come una mina. La metti e poi qualcuno rischia di saltarci sopra”. Certe frasi sono “goliardata o razzismo?” Per Zuppi “bisogna chiamare le cose con il loro nome, ci sono tanti episodi che occorre definire espressamente razzismo”.
Per l’arcivescovo di Bologna “all’intolleranza rischiamo di abituarci, come stando in una stanza nella quale non si sente più il cattivo odore”. E quindi: “L’antirazzismo non è qualcosa di facoltativo, di sognatori. Deve essere l’impegno di tutti gli uomini che non smettono di essere tali. L’uomo di religione non può essere razzista. Nelle religioni è fortissima la convinzione che siamo tutti figli di Dio anche se straordinariamente diversi”.

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Roma: Matteo Zuppi nuovo vescovo ausiliario

Posted by fidest press agency su domenica, 15 aprile 2012

Roma, Basilica di Santa Maria in Trastevere

Roma, Basilica di Santa Maria in Trastevere (Photo credit: Wikipedia)

Nato a Roma nel 1955, è il quinto di una famiglia numerosa e di grandi tradizioni cattoliche. E’ nipote, da parte materna, del Cardinale Confalonieri, Decano del Sacro Collegio al tempo del Conclave che ha eletto Papa Giovanni Paolo II. Un prete lombardo che ha ricoperto numerosi incarichi e che si era distinto nell’aiuto agli ebrei durante la persecuzione nazista. Enrico Zuppi, suo padre, è attivo nella FUCI di Giovanni Battista Montini e Igino Righetti, ed è coinvolto negli inizi dell’innovativa esperienza di don Giovanni Rossi e della Cittadella di Assisi. Personalità cattolica di primo piano, giornalista e fotografo capace di dialogare con la cultura laica – come testimonia un lungo carteggio con Giuseppe Prezzolini – crea in famiglia un clima particolare di impegno cristiano fatto di fede autentica e grande curiosità umana, che traspare nell’attività pubblica come innovativo direttore de L’Osservatore Romano della Domenica.
Matteo Zuppi incontra giovanissimo quella che diventerà la Comunità di Sant’Egidio, dal 1968 attiva nelle scuole e nella periferia di Roma. Con i primi amici al Liceo Virgilio si appassiona – in un tempo di rinnovamento conciliare e di crisi dell’associazionismo tradizionale – all’incontro con i poveri. Le radici di un cristianesimo familiare entrano così in dialogo con le istanze e il grande movimento che attraversa il mondo giovanile del tempo. La frattura generazionale che segna molte esperienze ecclesiali e personali di quegli anni, per Matteo Zuppi, con la Comunità di Sant’Egidio trova una via per ricomporre tradizione e rinnovamento, mentre scopre nella lettura del Vangelo nella periferia dell’”altra Roma”, e nell’amicizia e la simpatia verso tutti, e particolarmente i più poveri, un nuovo modo per essere cristiani.
Mentre il mondo studentesco è attraversato da forti spinte ideologiche e in Italia si avvia la stagione della violenza, Bibbia, Amicizia, Poveri diventano la scelta non violenta ed evangelica di Matteo Zuppi assieme a quella che dal 1973 soltanto prende il nome di Comunità di Sant’Egidio – dal nome dell’antico ex-monastero trasteverino che ne diventa il quartiere generale, con la chiesa omonima dove tutte le sere si svolge la preghiera comunitaria aperta a tutti, e diventa la prima chiesa aperta a Roma la sera.
Finito il liceo, Matteo Zuppi frequenta l’Università La Sapienza di Roma e si laurea in Lettere, in Storia del Cristianesimo, con una tesi di laurea sul Cardinale Ildefonso Schuster. Nella Comunità di Sant’Egidio diventa il punto di riferimento delle comunità studentesche nelle scuole superiori e ne rafforza il radicamento nel servizio ai più poveri e nell’amore per la Bibbia, mentre alla fine degli anni Settanta si rafforza un modello giovanile ribellista e si affermano le Brigate Rosse, la violenza e gli scontri di piazza, fino al culmine del rapimento di Aldo Moro. Matteo Zuppi, ancorché poco più che ventenne, è un riferimento autorevole e naturale per molti giovani in una fase difficile. Comunica uno stile di grande simpatia, “francescano”, capace di dialogare e di scoprire Gesù nell’amicizia con i poveri, le Scritture, come chiave di cambiamento personale e del mondo attorno. E’ in questo periodo che avvia gli studi presso l’Università Lateranense dove consegue il secondo titolo accademico, ed è ordinato sacerdote nella Diocesi di Palestrina nel 1981. E’ il primo – molti ne seguiranno – dei giovani cresciuti con la Comunità di Sant’Egidio in un innovativo percorso laicale post-conciliare, che sceglie la via del sacerdozio come forma di servizio ecclesiale.
Svolge il ministero pastorale come Vice Parroco nella Basilica di S. Maria in Trastevere, a fianco di don Vincenzo Paglia. Accompagna la trasformazione del quartiere, da vecchio rione romano, popolare e con piccola delinquenza, al crocevia internazionale, globalizzato, della vita notturna della Capitale e dei nuovi abitanti, tra arte, intrattenimento, e contrazione della popolazione originaria, mentre tossicodipendenza, e AIDS poi, attraversano le giovani generazioni. E’ conosciuto come il “prete di tutti”, intellettuali ed emarginati, per il suo amore per la liturgia, per la generosità personale e la grande capacità di ascolto e di lavoro, a qualunque ora. Scrive un piccolo libro di grande successo, che rappresenta bene il suo modo di essere prete romano: La Confessione. Il perdono per cambiare.
Con la Comunità di Sant’Egidio è, con altri, all’inizio dell’impegno della Comunità nell’Africa Australe e Sub-Sahariana. Dagli aiuti di emergenza, al sostegno alle Chiese in difficoltà con regimi autoritari, dal lavoro per la liberazione di missionari presi come ostaggio, alle prime mediazioni di pace, fino al ruolo di mediatore ufficiale nella chiusura di conflitti civili sanguinosi, come la guerra in Mozambico e il negoziato e la fine della guerra e del genocidio in Burundi, assieme a Nelson Mandela.
Don Matteo Zuppi è una delle anime del lavoro nel continente africano della Comunità di Sant’Egidio, che ha portato questa realtà a essere il più diffuso movimento laicale nell’Africa sub-Sahariana, in più di venti paesi, in grado di avviare programmi leader a livello mondiale nel campo della cura dell’AIDS (DREAM) e della registrazione dei bambini invisibili (BRAVO!), e di costituire una proposta conciliare di animazione laicale che rappresenta un antidoto all’”afro-pessimismo” e alla fuga dal Continente per le nuove generazioni.
Dal 1982 don Matteo Zuppi è Membro del Consiglio Presbiterale di Roma. Dal 2000 è parroco della Basilica di Santa Maria in Trastevere. Dal 2003 è stato eletto Prefetto della III Prefettura.
Dall’ottobre 2010 è parroco della Chiesa dei SS. Simone e Giuda Taddeo a Torre Angela, una delle più popolose di Roma, con 60.000 abitanti.
Nella Comunità di Sant’Egidio è Assistente Ecclesiastico Generale.
E’ stato nominato da Papa Benedetto XVI vescovo ausiliare della Diocesi di Roma per il Centro storico. Viene ordinato oggi a San Giovanni in Laterano, dal Cardinale Vicario di Roma Agostino Vallini.

Posted in Cronaca/News, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »