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Posts Tagged ‘mauritania’

Mauritania: Mohamed Cheikh Ould M’Kheitir, nel braccio della morte in attesa dell’esecuzione

Posted by fidest press agency su sabato, 7 gennaio 2017

mauritaniaL’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) si è rivolta a Zeid Ra’ad Al Hussein, Alto Commissario per i Diritti umani dell’ONU, affinché si impegni per la liberazione del blogger Mohamed Cheikh Ould M’Kheitir, condannato a morte in Mauritania per apostasia. La sorte del blogger mauritano ricorda molto quanto successo al blogger saudita Raif Badawi, ma mentre la società e la politica internazionale si sono impegnati a favore di Badawi, la storia di M’Kheitir resta perlopiù sconosciuta nonostante il blogger sia stato condannato a morte.Il 34enne Mohamed Cheikh Ould M’Kheitir è accusato di aver abbandonato l’Islam dopo aver denunciato in un suo blog le discriminazioni e l’ingiustizia sociale nel suo paese. Arrestato il 2 gennaio 2014 in seguito alla pubblicazione su facebook del suo articolo intitolato “La religione, la religiosità e i fabbri” pubblicato su facebook circa 3 anni fa, è stato condannato a morte per apostasia nel dicembre 2014. La condanna è stata confermato dalla Corte d’appello.Nel suo articolo il blogger denunciava il rigido sistema di caste della società mauritana e in particolare l’emarginazione dei fabbri. Una discriminazione, scriveva M’Kheitir, non imposta da Dio, ma creata dall’uomo. Per M’Kheitir la religione non può essere utilizzata per giustificare la discriminazione fatta dall’uomo contro altri uomini. Durante il processo M’Kheitir ha più volte ribadito di non aver voluto danneggiare la reputazione del Profeta Maometto, ma di aver solo richiamato l’attenzione sulla situazione sociale in Mauritania. M’Kheitir stesso fa parte della casta spesso discriminata dei fabbri e lui stesso ha avuto la fortuna di avere un padre che ha fatto carriera diventando prefetto e non ha quindi subito la discriminazione che subiscono altri.Dopo la condanna di M’Kheitir anche il padre ha perso il lavoro e a causa delle molte minacce di morte ricevute ha dovuto ritirarsi dalla vita pubblica. Nel dicembre 2016 i genitori di M’Kheitir sono stati costretti a fuggire in Francia dove hanno chiesto asilo politico. In vista dell’ultima revisione del processo da parte della Corte Suprema, prevista per il 21 gennaio 2017, diversi movimenti islamici radicali presenti in Mauritania sono riusciti in questi ultimi mesi a portare in strada migliaia di persone per chiedere l’immediata esecuzione della pena di morte di M’Kheitir. Il rinomato poeta mauritano Douh Ould Beyrouck ha addirittura annunciato che, in caso di assoluzione, avrebbe personalmente ucciso M’Kheitir. Se la Corte Suprema dovesse confermare il verdetto, sarebbe la prima volta che nel paese africano un caso di apostasia viene punito con la morte e sarebbe anche la prima volta da quando, 30 anni fa, nel 1987, la Mauritania ha per l’ultima volta giustiziato una persona.

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Mauritania: nuovo arresto per attivisti per i diritti umani

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2016

mauritaniaL’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) si è rivolta con una lettera urgente al Commissario per lo Sviluppo dell’Unione Europea per denunciare le persecuzioni in atto in Mauritania contro gli attivisti anti-schiavitù e chiedere che l’Europa si attivi per proteggere gli attivisti. L’APM in concreto chiede che ogni accordo di cooperazione allo sviluppo tra Europa e Mauritania sia vincolato alla liberazione degli attivisti anti-schiavitù arrestati. Dal 30 giugno 2016 ad oggi le autorità mauritane hanno arrestato arbitrariamente 17 leader dell’organizzazione anti-schiavitù IRA-Mauritania (Iniziativa per la Rinascita del Movimento Abolizionista), di cui 14 dovrebbero ancora essere in carcere.In realtà però non si sa dove esattamente siano finiti i 14 attivisti, tant’è che l’APM è molto preoccupata per la loro salute e la loro stessa vita. Gli ultimi cinque arresti nelle file dell’organizzazione IRA sono avvenuti lo scorso fine settimana quando la polizia ha portato via Mohamed Ould Datti, Lo Ousmane, Dah Ould Boushab, Ousmane Anne e Abou Abdallahi Diop, rilasciando ore dopo solo uno degli attivisti. L’ondata di arresti è stata scatenata in seguito a proteste in parte anche violente di ex-schiavi sgomberati con la forza dalle loro case. Secondo le autorità la responsabilità delle proteste è proprio dell’IRA accusata di manifestazione violenta, violazione di proprietà privata, resistenza a pubblico ufficiale e appartenenza a un’organizzazione illegale. Gli attivisti invece rigettano ogni responsabilità per gli atti di violenza e accusano le autorità di cercare pretesti per criminalizzare il lavoro per il rispetto dei diritti umani.In seguito all’arresto arbitrario dei maggiori dirigenti dell’IRA-Mauritania il conflitto in atto da anni tra le autorità mauritane e la maggiore organizzazione per l’abolizione della schiavitù ha raggiunto un punto quanto mai critico. Da sei anni le autorità negano all’organizzazione costituitasi nel 2008 il riconoscimento ufficiale come organizzazione non governativa. Nulla hanno potuto in tal senso nemmeno i sei premi internazionali, tra cui il premio del Ministero degli Esteri USA, che l’organizzazione e il suo presidente Biram Dah Abeid hanno ricevuto per il loro lavoro per i diritti umani. Nel 2015 Biram Dah Abeid è stato arbitrariamente arrestato e rilasciato solo nel maggio 2016 dopo 555 giorni in carcere. Attualmente Biram Dah Abeid si trova negli Stati Uniti.

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Nuovo accordo quadriennale di pesca UE-Mauritania

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 Mag 2016

foto pescatoriGrazie al nuovo accordo di pesca con la Mauritania, i pescherecci comunitari potranno pescare – per un periodo di quattro anni – gamberetti, pesci demersali, tonno e piccoli pesci pelagici nella zona economica esclusiva della Mauritania. In cambio, l’UE verserà alla Mauritania 59,125 milioni di euro l’anno – 55 milioni di euro per i totali ammissibili di cattura e 4,125 milioni per stimolare lo sviluppo sostenibile del settore della pesca in Mauritania. Il nuovo accordo, approvato con 585 voti favorevoli, 41 voti contrari e 41 astensioni, è stato firmato il 16 novembre 2015 dopo la scadenza di quello precedente (2012-2014) e applicato da allora a titolo provvisorio. La maggior parte delle navi UE operanti nelle acque della Mauritania sono spagnole, italiane, portoghesi, francesi, tedesche, lettoni, lituane, olandesi, polacche, inglesi e irlandesi.

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EU and Mauritania sign a sustainable fisheries partnership agreement

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2015

mauritaniaToday, the European Union and the Islamic Republic of Mauritania have concluded an agreement that will allow EU fishermen to fish in Mauritanian waters for four years. Under this protocol, the EU fleet will be allowed to fish in Mauritanian waters for shrimp, demersal fish, tuna and small pelagic fish, up to a total of 281 500 tonnes a year, under improved operational conditions. In addition to catches paid for by the European fleet, the EU will dedicate € 59.125 million per year to the partnership, of which € 4.125 will be used to support local fishing communities in Mauritania. EU Commissioner for Environment, Maritime Affairs and Fisheries, Karmenu Vella welcomed the agreement: “Signing the EU’s largest fisheries partnership agreement with Mauritania brings two major benefits: To our fishermen, it means certainty and good fishing opportunities at value for money for the next four years. For the region as a whole, it contributes to stability and the sustainable management of fisheries resources.”

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Church in Mali urges international help as crisis unfolds

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2013

English: Bamako Cathedral, Mali

English: Bamako Cathedral, Mali (Photo credit: Wikipedia)

The president of Caritas Mali, Archbishop Jean Zerbo of Bamako, has asked for a humanitarian corridor to be opened in his war-torn country. He also appealed to the global Caritas network and the international community to help those affected by the conflict currently being fought. French and African troops are trying to prevent Islamic rebels who have taken control of northern Mali from advancing further. Archbishop Jean Zerbo of Bamako said, “A new period of suffering is beginning for the people of Mali. We would welcome support so that we can help the increasing number of displaced and refugees.” Reports say up to 400,000 people have fled their homes either to southern Mali or to neighbouring countries since the rebels began advancing from the north last year. Some 18 million people lived through a severe food crisis in the region last year. It is feared that influxes of refugees will deplete low food supplies in some countries.“People will increasingly need food, drinking water, hygiene kits, anti-malarials and other items to cover their basic needs as the situation worsens. Here we’re in the cold season, and it is also damp. This makes the humanitarian situation even more complicated,” says Archbishop Zerbo. Caritas Mali continues to work with Catholic Relief Services (a US member of the Caritas network) on development projects in unaffected areas and has been monitoring the situation. Insecurity means that it is extremely difficult for humanitarian agencies to operate. The Caritas office in Mopti has been closed for the past week because of intensive fighting in the surrounding area.French airstrikes started in the north of Mali a week ago. A ground offensive has now begun with the help of African troops. The UN says that at least 30,000 people have abandoned their homes over the past few days. A small percentage have gone to Niger, Burkina Faso and Mauritania. Ninety percent of those fleeing are women.

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Malì: sviluppi situazione

Posted by fidest press agency su sabato, 24 marzo 2012

Mali Lošinj

Mali Lošinj (Photo credit: aly24j)

Dopo l’annuncio che i soldati dell’esercito hanno preso il controllo del paese, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) continua a seguire da vicino gli sviluppi della situazione in Mali. Al momento non si registrano nuovi movimenti di popolazione all’interno del paese, né verso i paesi limitrofi.
L’UNHCR è preoccupato che la protratta incertezza politica possa innescare ulteriori spostamenti forzati di popolazione, in una fase in cui la popolazione sradicata all’interno e oltre i confini del paese è già considerevole. L’Agenzia sta aggiornando i propri piani d’emergenza in modo da poter rispondere a possibili nuovi esodi verso i paesi confinanti.Dalla metà di gennaio – a seguito dei combattimenti tra un movimento ribelle e le forze maliane nel nord – migliaia di maliani hanno lasciato il proprio paese. In Mali inoltre gli sfollati vivono in condizioni difficili all’interno di villaggi e insediamenti temporanei e dipendono dalla generosità delle comunità d’accoglienza. Nei prossimi giorni l’Alto Commissario ONU per i Rifugiati António Guterres sarà in visita in Mauritania per assistere a una cerimonia che segnerà il termine del rimpatrio volontario dal Senegal e per dare riconoscimento all’impegno profuso negli anni per sostenere il processo d’asilo. Nell’occasione Guterres valuterà anche la situazione, in connessione con l’afflusso di persone colpite dal conflitto in Mali.

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Sahel: Potenziata l’assistenza ai rifugiati Maliani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 marzo 2012

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) sta potenziando l’assistenza alle migliaia di cittadini maliani sradicati dai combattimenti – in corso da metà gennaio – tra ribelli Tuareg del Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad e le forze maliane. Col protrarsi dell’instabilità nel nord del Mali, continuano a essere decine di migliaia le persone fuggite in Burkina Faso, Mauritania e Niger, oltre che in altre aree dello stesso Mali.Sono oltre 60 le tonnellate di aiuti – tra cui coperte, materassi, utensili per cucinare e teli di plastica – attualmente trasportati su camion dai depositi dell’Agenzia ad Accra, in Ghana, verso il Niger e 52 tonnellate in Burkina Faso. La scorsa settimana 35 tonnellate di aiuti – prelevati dalle scorte UNHCR a Douala, in Camerun – sono state trasportate in Niger e 10 tonnellate in Burkina Faso. Le necessità più urgenti rimangono l’alloggio, l’acqua potabile, le cure mediche e beni di prima necessità per le famiglie. In Mauritania, ieri l’Agenzia ha completato il trasferimento di oltre 39mila rifugiati dall’area di confine al campo di Mbera. Operazioni simili sono in corso in Burkina Faso e in Niger, dove durante il fine settimana l’UNHCR ha organizzato il trasferimento di oltre 2.000 rifugiati maliani che si erano insediati a Sinegodar, nell’instabile zona di confine tra Niger e Mali, verso un campo per rifugiati che si trova ad Abala, in un’area interna più sicura. Ad Abala – in collaborazione con le agenzie partner – sono state piantate circa 500 tende e allestite le strutture e i servizi principali, tra cui il trasporto dell’acqua per le famiglie trasferite di recente. Gli operatori UNHCR stanno svolgendo opera di sensibilizzazione presso i rifugiati che risiedono in altri siti al confine – come Miel, Kizamu Tigizefane e nella città di Abala – per il possibile trasferimento in località più sicure come il campo di Abala, che può accogliere fino a 10.000 persone. In Burkina Faso circa 740 rifugiati che si trovavano in località di transito al confine col Mali, nelle province di Oudalan e Soum, sono stati trasferiti in siti più all’interno. Le operazioni di trasporto sono state organizzate dall’UNHCR e dal partner governativo CONAREF (Commissione Nazionale per i Rifugiati). I potenziali nuovi arrivi dal Mali – da 60 a 100 al giorno secondo le autorità – stanno attualmente passando attraverso i punti di transito al confine e proseguono il proprio percorso verso i siti per rifugiati di Ferrerio, Gandafobou, Mentao o Damba. L’accesso all’acqua continua a costituire una preoccupazione nelle regioni del Sahel nel nord del Burkina Faso: mentre finora le popolazioni locali hanno condiviso pozzi e risorse d’acqua con i rifugiati, con le agenzie umanitarie e con l’UNHCR, hanno cominciato a installare cisterne e a trasportare acqua nei siti per rifugiati. Molti rifugiati hanno portato dal Mali il proprio bestiame, che tuttavia pone ulteriore pressione sulle risorse idriche.
In Mali, migliaia di persone sono sfollate, principalmente nella provincia di Gao. La maggior parte di loro si trova in insediamenti di nomadi, dopo aver abbandonato le proprie città o villaggi nel timore di nuovi combattimenti. Centinaia di persone sono fuggite dalla città di Tessalit – dopo che due settimane fa è stata presa dai ribelli – e sono arrivate a Gao. I rifugiati nei paesi limitrofi e gli sfollati all’interno del Mali hanno riferito ai team di operatori UNHCR di voler tornare a casa, ma solo una volta che la pace sarà stata ristabilita.

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Ursula Biemann: Sahara Chronicle

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2010

Milano fino al 10/4/2010 La Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4,  Careof DOCVA a cura di Daria Filardo  Careof presenta Ursula Biemann, artista e teorica di fama internazionale, che ha fatto dello spazio e della mobilità la sua prima categoria di analisi, sottolineando come la natura dell’essere in un luogo sia determinata dalla sua relazione con lo spazio e la sua specificità piuttosto che definita legislativamente. I video-racconti sono stati realizzati dall’artista nel corso di numerosi viaggi in Marocco, Niger, Mauritania. Il lavoro non e’ costruito come narrazione omogenea, l’artista invita a cercare il senso delle storie raccontate negli interstizi, tracciando linee che vanno al di là delle immagini.  In occasione della mostra, presso il DOCVA Documentation Centre for Visual Art sono disponibili in consultazione altri video di Ursula Biemann: Performing the Border (1999), Remote Sensing (2001), Europlex (2003), X-mission (2008).  Il progetto di Ursula Biemann e’ realizzato grazie al contributo dell’Istituto Svizzero.
Mercoledi’ 17 marzo ore 18.00 presso NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, via Darwin 20, Milano Ursula Biemann terrà una conferenza sul suo lavoro nell’ambito del ciclo di incontri ”Politiche della Memoria”, organizzati da Naba, a cura di Marco Scotini, parte della rassegna di conferenze aperte al pubblico ”Mercoledi’ da NABA”. http://www.naba.it (ursula)

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