Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘maurizio turco’

Trasporto di armi e segreto di Stato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

Dichiarazione di Maurizio Turco, deputato radicale e cofondatore del Pdm e Luca Marco Comellini, Segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e delle forze di polizia (Pdm). “Con un comunicato dello scorso 1 luglio avevamo chiesto al Ministro della difesa La Russa di chiarire se – dopo le ammissioni da parte della Francia sull’invio di armi ai ribelli libici -la tipologia degli aiuti che fino ad oggi sono stati inviati ai ribelli libici e di escludere l’invio di armamenti di qualsiasi natura, anche alla luce del fatto che dalla metà dello scorso mese di mese aprile operano sul suolo libico 10 militari italiani con il compito di “istruttore”. Oggi da fonti di stampa abbiamo appreso che il Presidente del Consiglio dei Ministri ha apposto il segreto di stato sulla questione che riguarda la mancata distruzione d’ingenti quantitativi di armi disposta dalla Procura di Torino nel 2006 e sul trasporto del medesimo arsenale che era custodito in bunker sotterranei a Santo Stefano, nell`arcipelago della Maddalena, al porto di Civitavecchia lo scorso 18-20 maggio tramite normali traghetti civili. C’è un problema e non riguarda la sicurezza nazionale ma eventualmente un traffico di armi internazionale e la compromissione del Governo italiano che in tal caso avrebbe violato le risoluzioni dell’Onu e ancor prima la sua stessa Costituzione.”

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Difesa aerea italiana va in Spagna

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2011

“Durante il question time alla Camera, sulla questione del trasferimento della base Radar di Poggio Renatico in Spagna, il Ministro della difesa ha dimostrato ancora una volta di essere “prono” e non “flessibile” agli interessi degli americani.” -Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm)- “Voglio solo ricordare al Ministro La Russa -prosegue Comellini- che in una nostra interrogazione (4-12486), presentata ieri dal deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm, citiamo un articolo di stampa, pubblicato sul quotidiano La Nuova Ferrara del 25 giugno 2011, in cui si riferiscono le dichiarazioni del generale Mario Renzo Ottone, comandante Coa (Comando operazioni aeree), che rispondendo alla domanda formulata dal giornalista nel corso di una conferenza stampa ha risposto «Più esatto e corretto dire che da un sito spagnolo, con personale Nato che comprenderà una quota di italiani, verrà garantita la sicurezza dei cieli della nostra Nazione».” “Un conto è gestire il controllo dello spazio aereo italiano in Italia e con personale italiano, altro e affidare la sicurezza dei nostri cieli agli spagnoli. Per questo gli abbiamo chiesto quali immediate iniziative intenda adottare per acquisire nuovamente l’effettivo, diretto e pieno controllo dello spazio aereo italiano.Se questo è lo scambio vantaggioso che il Ministro è riuscito a strappare alla Nato allora è il caso che la prossima volta prima di prendere simili decisioni si consulti con i vertici dell’Aeronautica e della difesa aerea perché, o non hanno capito nulla i generali, oppure non ha capito nulla il Ministro. Sicuramente questa volta -conclude Comellini- bisogna dare ragione ai generali.” Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).

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La “pagliuzza” di Comellini e la “trave” di Foti

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2011

L’on.le Maurizio Turco cofondatore del Partito per la tutela dei diritti di militari e Forze di polizia (Pdm), e di cui è segretario Comellini, ha presentato una interrogazione al ministro della difesa on.le La Russa per chiedergli se è a conoscenza che lo Stato Maggiore della Difesa abbia stabilito che gli unici militari ai quali l’amministrazione deve corrispondere il trattamento di missione intero o forfettario di 110 euro al giorno siano solo i delegati del Cocer. E soggiunge: “Dopo le mie numerose interrogazioni parlamentari, per chiedere chiarimenti e azioni in merito alle dubbie attività dei delegati del Cocer, e nonostante siano, da tempo, in corso delle indagini giudiziarie presso le procure militari, proprio per le ipotesi di reato di truffa e falso in fogli di viaggio, la decisione assunta dal vertice militare contrasta con l’accoglimento di un nostro Ordine del Giorno (9/3210/3) a prima firma del deputato radicale Maria Antonietta Farina Coscioni, con cui avevamo raccomandato al Governo di “adeguare e rendere omogeneo il trattamento di missione percepito dai delegati dei Consigli centrali della rappresentanza militare con quello, di aggregazione per vitto e alloggio presso le strutture militari, effettivamente percepito dal restante personale delle Forze armate”. E nel merito è sempre l’on.le Turco a precisare: “È evidente la posizione assunta dal Ministro della difesa che sull’argomento tace e preferisce continuare a garantire ai soli delegati del Cocer i fondi necessari per pagare alberghi, ristoranti e indennità, mentre taglia sulle missioni della truppa che può anche accontentarsi di alloggi fatiscenti e mense piene di escrementi di topi e uccelli come quelli della cittadella militare della Cecchignola a Roma”.
A questo punto non si è fatta attendere la risposta del delegato Cocer Girolamo Foti e rivolgendosi all’on.le Turco: “i suoi comunicati gettano “veleno e discredito” sui delegati della rappresentanza militare. Innanzitutto devo correggerla quando, riguardo al testo unico, si dimentica che la “truppa” è stata sostituita dai graduati in servizio permanente, giacché rimangono truppa solo i volontari in ferma prefissata e prolungata. E poi incalza: “Per ciò che concerne la rappresentanza rispetto all’On Turco, io ho tagliato le mie spese di oltre il 40%, e lo posso provare, pur avendo un semplice rimborso spese e provenendo da Palermo, mentre i suoi colleghi “politici” godono di benefici enormi e agevolazioni, spesso esagerate da reali spettanze (138 milioni di euro i vitalizzi della politica, 98 milioni diretti e 24 milioni di reversibilità, le telefonate ammontano a 2 milioni, per le pensioni personali complessivamente 209 milioni e 710 mila euro, per la ristorazione ci sono 5 milioni di euro, 1 milione per il presidio medico e 9 milioni di trasporto aereo”.
Tutto chiaro? A nostro avviso è legittimo che le spese affrontate, nello specifico, dal Ministero della Difesa rispecchino criteri di uguaglianza e di legittimità e di tutela degli interessi legittimi di tutti coloro che fanno parte della grande famiglia della Difesa e che un parlamentare ne chieda ragione al ministro competente per verificarne l’attendibilità. Ma se questo è vero altrettanto deve esserlo da chi si carica dell’onere di difensore di diritti e doveri e noi a chiederci se la “pagliuzza” che è entrata nel suo occhio non gli permetta di vedere la trave che è entrata nell’altra. E questo è un aspetto, si badi bene, che non riguarda solo i parlamentari ma molte altre “aree di privilegio” che da tempo abbiamo denunciato e che se abbiamo tollerato nella stagione delle “vacche grasse” stanno diventando intollerabili in questa delle “vacche magre” e se il governo vuole rendersi credibile e farci accettare i sacrifici che ci sta sottoponendo deve incominciare a porvi mano con intelligenza, sagacia e tempestività. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it).

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Italia: perdita comando difesa aerea

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2011

“Ieri mattina il deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm), ha presentato al Ministro della difesa una interrogazione per conoscere i motivi del ritardo dello stesso Ministro all’inizio dei lavori al vertice dei ministri della difesa della Nato che si è svolto lo scorso 8 giugno a Bruxelles. Assenza che ha determinato l’assegnazione del comando del Combined Air Operation Center (CAOC) per l’Europa meridionale agli spagnoli e quindi con lo spostamento della struttura in Spagna un grave danno per la difesa dello spazio aereo italiano. Già in passato il Ministro della difesa aveva disertato importanti vertici della Nato.” Comunicato del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).

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Radicali: Conferenza stampa sulla riforma elettorale

Posted by fidest press agency su martedì, 14 giugno 2011

Italian Radicals

Image via Wikipedia

Roma 15 giugno alle ore 13.00 presso la sala stampa della Camera dei Deputi Conferenza stampa dei deputati radicali Maurizio Turco, Rita Bernardini, Marco Beltrandi, Matteo Mecacci con Marco Pannella sulla riforma elettorale e le ragioni della sottoscrizione da parte dei deputati radicali della proposta di legge 4206 del deputato Andrea Rigoni per l’introduzione del sistema elettorale maggioritario a doppio turno con ballottaggio per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.

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Difesa: Criteri di nomina dei dirigenti generali

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2011

“E’ stata presentata ieri dal deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm), una interrogazione (4-12210) al Ministro della difesa, Ignazio La Russa, per chiedere quali urgenti iniziative il intenda assumere per correggere il decreto ministeriale del 5 ottobre 2010 al fine di garantire il rigoroso e completo rispetto della legge in materia di affidamento, mutamento e revoca degli incarichi dirigenziali di prima fascia presso il Ministero della difesa in quanto tale disciplina si pone in palese contrasto con la normativa recata dall’articolo 19, comma 1-bis introdotto dal decreto legislativo n.150 del 2009. La disciplina del decreto ministeriale in parola, già oggetto di molteplici e motivate critiche sia da parte delle organizzazioni sindacali dei dirigenti statali che da parte di numerosi parlamentari, ha provocato anche l’interrogazione n. 4-10928 presentata nella seduta della Camera dei Deputati del 16 febbraio 2011, ancora in attesa di risposta con la quale venivano chiesti chiarimenti su alcune nomine dirigenziali effettuate dallo stesso Ministro La Russa senza alcun criterio logico e in violazione di quanto disposto dall’articolo 28-bis del decreto legislativo n. 165 del 2001, come modificato dal decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, che stabilisce inderogabilmente che nelle amministrazioni pubbliche il cinquanta per cento degli incarichi dirigenziali di prima fascia venga attribuito mediante concorso pubblico per titoli ed esami.” (Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).

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Apologia di fascismo in caserma?

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 aprile 2011

“A seguito di una delibera del Consiglio di base della rappresentanza militare della caserma «Salvatore Pisano»  di Capo Teulada (Cagliari) nella quale viene riferito che «che fermo restando il diritto di ogni militare di avere una propria idea politica e di poterla liberamente rappresentare secondo quanto previsto dalle norme appare improprio che in locali della caserma compaiano immagini, rappresentazioni, eccetera a sfondo politico che possano in alcuni casi configurare reato» il deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) ha presentato una interrogazione a risposta scritta (4-11486) indirizzata al Ministro della difesa  per chiedere chiarimenti  per conoscere «quali siano stati gli immediati provvedimenti adottati, e se sia stata interessata l’autorità giudiziaria competente al fine di verificare la sussistenza del reato di apologia del fascismo e gli eventuali responsabili.». Personalmente ci domandiamo – e domandiamo al Ministro La Russa – se difronte a un Governo che ha abolito il reato di banda armata, dove dei suoi esponenti hanno presentato una proposta di legge con cui di fatto mirano ad eliminare il reato di apologia del fascismo, dove si chiede con un disegno di legge di creare degli eserciti/milizie regionali, se il Governo si stia rendendo conto che quelli che si ostinano a sostenere che l’Italia è una Repubblica democratica e che questo Governo non è un “regime” sono ormai una sparuta minoranza.”. Dichiarazione di Maurizio Turco, deputato radicale e cofondatore del Pdm e Luca Marco Comellini, Segretario del, partito per la tutela dei diritti di militari e delle forze di polizia (Pdm).Fascismo Regime politico guidato da Benito Mussolini, stabilito in Italia dal 1922 al 1943, fondato sulla dittatura di un partito unico, la repressione degli oppositori, l’esaltazione nazionalista e il corporativismo. Secondo la Costituzione della Repubblica Italiana, Disposizioni Transitorie e Finali XII: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. E come si afferma nella Legge 20 giugno 1952, n. 645: “Art. 1 – (Riorganizzazione del disciolto partito fascista). Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, princìpi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista”.

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Governo non riconosce specificità sicurezza e difesa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 aprile 2011

La Commissione Affari Costituzionali della Camera nel corso dell’esame del ddl 4215 recante “DL 5/2011: Disposizioni per la festa nazionale del 17 marzo 2011”, ha respinto l’emendamento presentato dal deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm. L’emendamento in questione era finalizzato ad escludere dall’applicazione della norma il personale delle Forze armate, Forze di polizia e del Corpo Nazionale dei vigili del fuoco che in quella ricorrenza si sia trovato in determinate condizioni di servizio. “In questo modo anche chi il 17 marzo scorso ha prestato regolare servizio o si trovava in missione nei teatri operativi all’estero e quindi abbia regolarmente lavorato, dovrà rinunciare ad un giorno di ferie. Questa e l’attenzione e la “specificità” che il Governo riconosce al personale dei Comparti Difesa e Sicurezza e del Soccorso pubblico, cioè nulla.”. Lo dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm)

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Unità d’Italia: festa condivisibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2011

“Ieri il deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm), ha presentato una interrogazione al Ministro della pubblica amministrazione, della Difesa e dell’Interno (4-11262) per chiedere, alla luce di una puntuale lettura delle norme che regolano la fruizione dei periodi di ferie e delle giornate di riposo per le festività soppresse che riguardano i dipendenti pubblici, come intendano agire per assicurare la necessaria tutela dei diritti costituzionalmente protetti dei lavoratori e in particolare  come intenderanno porre rimedio a quelle evidenti situazioni, non considerate nel decreto legge, che si verrebbero a creare nei confronti di coloro che abbiano già di fruito di tutti e 4 i giorni per le festività soppresse (legge 937/1977, articolo 1, comma 1 ,lettera b) e  che quindi rischierebbero di vedersi sottrarre arbitrariamente un giorno di congedo ordinario o le corrispondenti ore lavorative. In realtà il testo di legge istituivo della festività non è sufficientemente determinato ed è sicuramente contraddittorio; pertanto si presta a diverse letture sul piano giurisdizionale. L’art. 23 della Costituzione è chiaro nel disporre la riserva di legge in materia di imposizioni di “prestazioni personali o patrimoniali a carico dei cittadini”. Se formalmente la legge assolve a tale finalità, sostanzialmente la disposizione assolve alla funzione di istituire un tributo o meglio ancora di una tassa. Se la stessa norma prevede di non “avere oneri per la finanza pubblica”, il divieto non può essere aggirato imponendo una tassa specifica a carico dei lavoratori. Infatti, se la sottrazione di un giorno di ferie è da considerarsi a tutti gli effetti “una prestazione personale e anche patrimoniale”, questo risparmio di spesa di sicuro si risolve in un arricchimento o in una maggiore entrata per il Tesoro. Che poi si preveda di utilizzare questo risparmio per finanziare la festività straordinaria o il “ponte sullo stretto” a poco rileva, perchè in ogni caso la festività non è stata fatta senza oneri per la finanza pubblica.  Quindi se il decreto legge emanato dal Governo dovesse essere converto in legge senza le opportune modifiche si verificherebbe una situazione di illegittimità che graverebbe unicamente sui lavoratori.”

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Questioni difesa: interessata procura romana

Posted by fidest press agency su martedì, 18 gennaio 2011

Lo scorso 13 gennaio il Segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm), Luca Marco Comellini, ha depositato presso la Procura della Repubblica presso Tribunale Ordinario di Roma dei fascicoli riguardanti alcune questioni che già sono state oggetto di interrogazioni parlamentari rivolte al Ministro della difesa. Nella lettera di accompagnamento firmata dal deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm si legge: «Il silenzio serbato dal Ministro interrogato, sulle questioni da me rappresentate mi fa ritenere doveroso informare la S.V. perché i medesimi atti siano anche oggetto di una attenta valutazione da parte di codesta Procura e, ove emerga l’esistenza di fatti penalmente rilevanti, si proceda nei confronti di coloro che ne verranno ritenuti responsabili affinché siano puniti secondo le vigenti disposizioni di legge.».Le vicende per le quali si è ritenuto di dover interessare la Procura di Roma riguardano in particolare la Croce Rossa, il RIS di Parma, i rapporti tra industria e difesa promossi da AFCEA e alcuni casi di decessi o gravi incidenti avvenuti fino al 1999 nelle caserme dell’Esercito tra i quali quelli in cui sono deceduti Emanuele Scieri, Carlo Franceschini e Fabrizio Falcioni.

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Afghanistan: la presenza militare italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2010

Il senato oggi vota la missione militare italiana in Afghanistan già approvata nell’altro ramo del Parlamento. E’ un intervento che ci costa 51 milioni di euro al mese contro i 45 dello scorso anno. Il maggior costo deriva dall’invio di altre mille soldati in aggiunta ad una già cospicua presenza. In aula non sono mancate le proteste che non hanno tanto riguardato la maggiore spesa quanto l’incostituzionalità dell’operazione. La nostra Costituzione, infatti, all’art. 11 recita: l’Italia ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali”. Per l’on.le Maurizio Turco e altri 5 colleghi la prova che i nostri militari partecipano all’operazione Mushtarak condotta dalle forze Isaf in corso nella provincia afgana meridionale di Helmand, dimostra che gli italiani stanno prendendo parte ai combattimenti. Per il ministro La Russa la nostra posizione è più “defilata” in quanto, pur non prendendo parte attiva nei combattimenti, stiamo nella linea di comando a Kabul. D’altra parte i combattimenti nell’area hanno permesso il controllo del territorio sottraendolo ai talebani ma costoro non sembrano intenzionati ad affrontare in campo aperto le forze Isaf e si presume che si stanno organizzando per operazioni di guerriglia. Ciò significa che il pericolo resta alto per l’incolumità dei militari e per l’inevitabile coinvolgimento delle popolazioni locali dove non mancano morti e feriti civili e di conseguenza una crescente ostilità per lo “straniero”. Anche il linguaggio adottato dal ministro La Russa, pur guardandosi bene dal pronunciare la parola “guerra”, è ricco d’espressioni del tipo: “battaglie, combattimenti, nemici eliminati, occupazione del territorio” che ci richiamano ad operazioni offensive squisitamente militari. Per l’ex maresciallo dell’Aeronautica militare Luca Comellini, oggi segretario del Partito per la tutela dei diritti dei militari (Pdm): “Questa non è più una missione di pace”.  “Per il ministro della Difesa – continua Comelli – quello che conta non sono gli aiuti alla popolazione, come dovrebbe essere in una missione di pace, ma il numero dei nemici uccisi. Che quella sia ormai diventata una guerra vera, in cui si uccide e si rischia di essere uccisi, soprattutto se dotati di mezzi da missione di pace, se ne sono resi conto di persona i soldati italiani che in Afghanistan ci sono stati, ma che preferiscono non parlare di queste cose. Ma assicuro – conclude Comelli – che c’è un crescente scontento per questo all’interno delle nostre forze armate”. Fabio Mini, generale in pensione lo afferma senza mezzi termini: “Non dovremmo essere in Afghanistan”. E si precisa: “Se formalmente, sulla carta, lo scopo della missione Isaf autorizzata dalle Nazioni Unite rimane il sostegno al governo afgano di fatto la natura della missione è mutata nel tempo, diventando un’operazione di controinsurrezione, nella quale noi italiani siamo pienamente coinvolti”.

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Conferenza vittime uranio

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2010

Roma 13 gennaio p.v., alle ore 11.30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati il Pdm e l’Associazione Vittime Uranio terranno una conferenza sulla questione delle Vittime dell’Uranio impoverito, l’assenza dello Stato, perché è necessaria una nuova Commissione d’inchiesta parlamentare (Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato alle dipendenze dei Ministeri della difesa e dell’interno, che ha svolto il proprio servizio presso gli enti e i reparti delle Forze armate e delle Forze di polizia a decorrere dal 1980, con particolare attenzione agli effetti dell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e della dispersione nell’ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico, ovvero da agenti contaminanti di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nonché degli effetti e delle conseguenze derivanti dalle pratiche vaccinali e di profilassi a carico del personale civile e militare delle amministrazioni pubbliche e di quelli derivanti dall’impiego dei sistemi d’arma e dei materiali in dotazione alle Forze armate e alle Forze di polizia (A.C. 2912 ) (presentata l’11 novembre 2009, annunziata il 12 novembre 2009 – On. Maurizio Turco).

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Il MovimentoSud e l’on.le Turco

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

Editoriale fidest. Giorni fa ci è pervenuta una copia di una lettera scritta dal Dr. Giovanni Menni, Vice Presidente del movimentoSUD dei diritti, all’on.le Maurizio Turco del Pd-radicali. Il parlamentare in questione è stato scelto per la sua notoria sensibilità per i problemi che riguardano il mondo dei militari. Gli sono state poste, in proposito, dieci domande e con una nota in calce nella quale l’estensore dei quesiti si è detto certo  “che sarà anche scrupolosamente attento ad argomenti quali: i salari più bassi d’Europa per i militari, il diritto alla casa demaniale per i gradi più bassi, il riordino delle carriere promesso da diverse legislature, i tagli alla difesa che potrebbero causare la perdita di 23 mila posti di lavoro e il sottoimpiego dei militari di truppa”. D’altra parte chi conosce l’on.le Turco sa bene che è un parlamentare che non ha peli sulla lingua tanto che non si è fatto scrupolo d’affermare che “questa aula si rende complice di un atto palesemente incostituzionale riguardo la proroga della rappresentanza militare al giugno del 2011, così limitando a circa 400.000 cittadini italiani con le stellette di rinnovare il regolare mandato nel giugno 2010.” Posta in tal modo la questione ci consenta l’on.le Turco di meravigliarci, noi per lui, sul come si possa giudicare tanto severamente una proroga che se proprio fosse, e noi riteniamo che non lo sia, un peccato è, decisamente, tra i più veniali rispetto a molti e più gravi e più seri che il parlamento ha legiferato tanto che è dovuta, più volte intervenire la Corte Costituzionale per porvi riparo. Noi pensiamo che proprio per il rispetto che nutriamo per le istituzioni e nello specifico il Parlamento, quale autentica espressione della volontà popolare, è importante che le esternazioni, che finiscono con l’essere catturate dai media, hanno bisogno di un’attenta lettura per evitare malintesi e offrire all’opinione pubblica errate interpretazioni o enfatizzazioni di fatti e circostanze che generano più fumus che arrosto. E l’arrosto, egregio onorevole, sta proprio nel disagio della categoria, le sue frustrazioni che non si risolvono di certo con le elezioni dei delegati ma dalla volontà del Parlamento di porvi riparo con provvedimenti adeguati e con la tempestività che il caso richiede. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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