Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘media’

Raggi, i romani e i media

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

I difficili rapporti tra i romani e gli amministratori locali sanno di antico e sono stati quasi sempre conflittuali. Cosa avrebbe potuto assicurarci un cambiamento con l’attuale gestione del Campidoglio con la prima donna sindaco? Alle sue spalle, tra l’altro, ha un Movimento che si è conquistata la fama d’essere costituito da persone oneste e di buona volontà e soprattutto fortemente critico con gli inciuci partitici del passato.
Se vado a ritroso, diciamo, fino a trenta-trentacinque anni fa e poi risalgo la china sino a tutt’oggi con la lettura della cronaca locale e rispolverando il mio archivio personale mi sembra di fare copia-incolla con i malanni odierni. E allora perché tanta intolleranza per certi problemi tuttora irrisolti come se la Raggi possedesse la bacchetta magica della fatina e che con un colpetto qua e là potesse offrirci in un baleno uno spaccato della capitale nuovo di zecca? Ma a questo punto mi chiedo: sta proprio qui l’origine di tanta insofferenza che si percepisce tra la gente? O è qualcosa che si accumulata nel tempo e che ora l’attesa, sia pure giustificabile, non è più tollerata?
Di certo posso dire che il feeling con i romani ha perso consistenza e le voci di dissenso crescono anche tra gli stessi iscritti al Movimento 5 Stelle sebbene la posizione ufficiale è di pieno sostegno alla Raggi.
A questo punto non mi interessa tanto elencare le cose che continuano ad andare male, ma di capire l’irrequietezza dei romani per una sindaca che non sentono più rappresentativa, di fiducia e, a dispetto delle avversità, da sostenere. E’ forse colpa dei media che non perdono occasione per attaccarla ferocemente? Forse, sebbene nutra in proposito qualche dubbio. La mia convinzione è di tutt’altra natura. La Raggi, a mio avviso, ha perso il contatto con i romani, non parla con loro, ma lo fa solo a mezzo stampa e in forma del tutto asettica, non espone loro con franchezza i suoi crucci di amministratrice. Mesi fa suggerii in proposito alla sindaca di coinvolgere i romani nella gestione pubblica, di renderli in qualche modo compartecipi coinvolgendo il volontariato, la disponibilità di chi, come i pensionati, hanno la possibilità d’osservare e di riferire e di permettere loro di comunicare e di trovare dall’altra parte della cornetta chi prende nota dell’informativa e agisca di conseguenza in tempo reale. Roma è o non è dei romani, da chi da anni vi risiede e aggiungerei dei turisti, di quelli che l’amano e non la sporcano? (Riccardo Alfonso direttore agenzia stampa Fidest)

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CURE Media Group Expands Strategic Alliance Partnership Program with Lung Cancer Alliance

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 luglio 2018

CURE Media Group, the nation’s leading digital and print media enterprise dedicated to patients and survivors of cancer, welcomes Lung Cancer Alliance to its Strategic Alliance Partnership (SAP) Program.“Countless individuals across the nation are affected by lung cancer,” said Michael J. Hennessy Jr., president of CURE Media Group. “We are proud to partner with Lung Cancer Alliance to continue to empower the lung cancer community through our ongoing efforts to identify novel treatment approaches by providing relevant information.”Founded in 1995, Lung Cancer Alliance is one of the nation’s leading non-profit health organizations committed to serving the lung cancer community. Lung Cancer Alliance empowers a vibrant and caring community by helping people navigate the paths of early detection, diagnosis, treatment and long-term survival. Lung Cancer Alliance leverages insights into the lung cancer community to improve care, amplify awareness, drive advocacy and lead transformative research with the vision of tripling the number of survivors in the next decade.“We are excited to partner with CURE Media Group,” said Laurie Fenton Ambrose, President and CEO of Lung Cancer Alliance. “This collaboration will allow us to pursue better outcomes for our community by improving access to resources that patients and loved ones need in their fight against the number one cancer killer no matter where they are in their journey.” As part of this joint effort, Lung Cancer Alliance will be able to share valuable content through CURE® magazine, where readers will have access to unprecedented resources including the latest research, interviews and articles that can help patients with cancer, and their caregivers, make better informed decisions. The SAP Program is designed to facilitate an open exchange of information among trusted peers, with the goal to improve patient care.

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Violazione del pluralismo politico e della libera concorrenza dei principali mass media

Posted by fidest press agency su martedì, 19 giugno 2018

Il Movimento Astensionista Politico Italiano ha segnalato all’Antitrust e all’Autorità per le garanzie nelle tecomunicazioni quello che ritiene nei suoi confronti: “violazioni sistematiche del pluralismo politico dell’informazione e della libera concorrenza editoriale da parte delle principali testate giornalistiche italiane e delle principali emittenti radiotelevisive nei confronti del pluralismo politico dell’informazione.
Tali violazioni, facilmente riscontrabili anche dai tabulati riassuntivi pubblicati dall’AGCOM, denotano la perenne assenza nel pluralismo dell’informazione di ogni sorta di approfondimento sulle tematiche riguardanti l’astensionismo politico, oggetto di una stretta censura da parte dei mass media, nonostante gli sforzi compiuti contro tale pratica dallo scrivente movimento da un decennio a questa parte.
Sulla base degli ultimi esiti elettorali nazionali del 4 marzo l’area del non voto ha raggiunto in Italia una percentuale molto elevata, pari a circa il 30% dell’intero corpo elettorale, con poco più di 13 milioni e mezzo di elettori che così facendo hanno espresso il proprio voto per mezzo di un voto non utile per i partiti in competizione.
Ebbene, nonostante ciò, tutte le nostre continue richieste comunicative alle principali testate giornalistiche (Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Il Sole 24 Ore, ll Giornale, Il Messaggero, TG1, TG2, TG3, TG4, TG5, Studio Aperto, TGLA7, Rainews24, SkyTG24 etc.) e di partecipazione agli approfondimenti nei talk-show televisivi di Rai, Mediaset, LA7, nonostante la validità e l’utilità delle nostre argomentazioni nell’affrontare le grandi tematiche ed emergenze politiche attuali in un’ottica di un confronto dialettico democratico, vige una sistematica censura atta a strumentalizzare e condizionare politicamente l’arbitrio e la costituzione del libero pensiero politico dell’intera popolazione italiana.
Da confidenze riservate ricevute dallo scrivente movimento da alcuni noti esponenti politici oltre che da alcuni giornalisti, che tuttavia ci hanno chiesto di rimanere anonimi per timore di ritorsioni, pare che contro di noi esista un vero e proprio cartello editoriale da parte dei principali organi di informazione già citati, volto a censurare direttamente non soltanto quanto da noi redatto e proposto, ma di conseguenza ogni altra notizia di approfondimento sui temi dell’astensionismo politico-elettorale.
Pare inoltre, e questo per noi è un aspetto ancor più grave e inquietante, che tali direttive siano addirittura il risultato di una serie di pressioni giunte agli editori e alle redazioni dei principali mass media da parte dei Dipartimenti per l’Editoria dei passati Governi, al fine di facilitare, evitando ritorsioni, l’erogazione dei contributi economici statali per essi previsti. Per quanto esposto si chiede, in base ai poteri attribuiti alle Autorità in indirizzo, di avviare, ove previsto, le competenti istruttorie e tutti i provvedimenti volti a rimuovere le illegalità emerse da quanto descritto”. (La lettera è firmata da CVDP – Commissione di Vigilanza per la Democrazia Partecipativa e noi per obiettività informativa riproduciamo)

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Salvini sui media oscura Mattarella

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

Matteo Salvini nelle ultime due settimane è stato il “padrone” indiscusso dei media italiani oscurando, per numero di citazioni, Luigi di Maio e perfino il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. A mettere in evidenza questi risultati è il monitoraggio[1] svolto su oltre 1500 fonti d’informazione fra carta stampata (quotidiani nazionali, locali e periodici), siti di quotidiani, principali radio, tv e blog da Mediamonitor.it, che utilizza tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da 30 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato. Mediamonitor.it ha rilevato le citazioni avute dal 14 al 28 maggio sui media nazionali e locali dai principali protagonisti del dibattito politico di questi giorni.Il leader leghista ha raccolto sui media 13.533 menzioni, lasciandosi alle spalle il pentastellato Di Maio (12.605) e Giuseppe Conte (12.361), che avrebbe dovuto guidare il “Governo del cambiamento” di Lega e Movimento 5 Stelle. Nonostante sia stato l’uomo “decisivo” di questa crisi, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha raccolto sui mezzi di informazione italiani il 32% di menzioni in meno rispetto a quelle del leader leghista (9140).Nell’ultima settimana ha conquistato il palcoscenico mediatico l’economista Paolo Savona, sul cui nome si è innescato lo scontro istituzionale tra Presidenza della Repubblica, Lega e M5S: è stato nominato sui media 6220 volte, quasi quanto lo stesso Salvini. Mediamonitor.it evidenzia come Silvio Berlusconi, sesto con 4.705 menzioni, continui a far parlare di sé anche quando non è al centro del dibattito politico.Tra gli “uomini nuovi” dell’era leghista emerge Giancarlo Giorgetti, fedelissimo del segretario e coinvolto nella contesa per il ministero dell’Economia, che con le sue 2588 citazioni si posiziona al settimo posto della graduatoria stilata da Mediamonitor.it.Resta sempre nella top ten il senatore “semplice” Matteo Renzi, che non esce dalla ribalta mediatica e porta a casa 2506 citazioni facendo molta ombra al segretario reggente del Pd Maurizio Martina (1632 menzioni). Al 10° posto della graduatoria elaborata da Mediamonitor.it sale Carlo Cottarelli, che ha raccolto il 75% delle sue 1730 menzioni nel giorno in cui ha ricevuto dal presidente Mattarella l’incarico di formare il nuovo governo.Nelle ultime due settimane è tornato a far parlare di sé anche il pentastellato Alessandro Di Battista, che dal 14 al 28 maggio ha totalizzato 1222 menzioni, circa il triplo (424) di quelle avute nelle due settimane precedenti. I motori sono già caldi per le prossime elezioni: il “Dibba” è pronto a sospendere il viaggio negli States e a scendere in campo in prima persona non appena sarà aperta la nuova campagna elettorale.

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Zendesk to Present at Upcoming Investor Conferences

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 maggio 2018

Marc Cabi, Vice President of Strategy and Head of Investor Relations, will present at the Cowen and Company Technology, Media & Telecom Conference at Lotte New York Palace hotel in New York, New York on Thursday, May 31, 2018. Zendesk’s presentation is scheduled for 2:10 p.m., Eastern Time.Tom Keiser, Chief Operating Officer, and Marc Cabi, Vice President of Strategy and Head of Investor Relations, will present at the Bank of America Merrill Lynch Global Technology Conference at The Ritz-Carlton hotel in San Francisco, California on Tuesday, June 5, 2018. Zendesk’s presentation is scheduled for 3:05 p.m., Pacific Time.
A live webcast of each presentation will be accessible by visiting Zendesk’s investor website at investor.zendesk.com. An archived version will be available for six months.
The best customer experiences are built with Zendesk. Zendesk’s powerful and flexible customer service and engagement platform scales to meet the needs of any business, from startups and small businesses to growth companies and enterprises. Zendesk serves businesses across a multitude of industries, with more than 125,000 paid customer accounts offering service and support in more than 30 languages. Headquartered in San Francisco, Zendesk operates worldwide with 15 offices in North America, Europe, Asia, Australia, and South America. Learn more at http://www.zendesk.com.

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NCR to Participate in Fireside Chat at J.P. Morgan Global Technology, Media and Communications Conference

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2018

NCR Corporation (NYSE: NCR), a global leader in omni-channel solutions, announced today that Chief Financial Officer Bob Fishman will participate in a fireside chat with analysts and investors at the J.P. Morgan Global Technology, Media and Communications Conference.The session is on Tuesday, May 15 at 2:20-2:55 p.m. Eastern Time, at The Westin Boston Waterfront.A live webcast and replay of the session will be available in the Investor Relations section of NCR.com (investor.ncr.com) for 90 days following the session.NCR Corporation (NYSE: NCR) is a leader in omni-channel solutions, turning everyday interactions with businesses into exceptional experiences. With its software, hardware, and portfolio of services, NCR enables nearly 700 million transactions daily across financial, retail, hospitality, travel, telecom and technology industries. NCR solutions run the everyday transactions that make your life easier. NCR is headquartered in Atlanta, Ga., with about 30,000 employees and does business in 180 countries. NCR is a trademark of NCR Corporation in the United States and other countries. NCR encourages investors to visit its website which is updated regularly with financial and other important information about NCR.

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Politici citati dai media la settimana scorsa

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

Dall’1 all’11 aprile il capo partito più citato sui media italiani è stato Luigi Di Maio del Movimento 5 Stelle che ha totalizzato 5.828 citazioni, appena 52 in più rispetto al leader leghista Matteo Salvini (5776). Nella settimana in cui si è svolto il primo giro di consultazioni tra il presidente della Repubblica italiana e i rappresentanti delle forze politiche presenti in Parlamento, il capo dello Stato Sergio Mattarella è stato nominato 3.757 volte sui mezzi di informazione nazionali ed occupa così la terza posizione della graduatoria dei personaggi politici più citati sui media.A mettere in evidenza questi risultati è il monitoraggio svolto su oltre 1500 fonti d’informazione fra carta stampata (quotidiani e periodici), quotidiani locali, siti di quotidiani, principali radio, tv, blog da Mediamonitor.it, che utilizza tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da 30 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato. Mediamonitor.it ha rilevato le citazioni avute dai principali leader politici sui media nazionali e locali dall’1 all’11 aprile.Al quarto posto della classifica dei personaggi politici più citati sui media si posiziona il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, che nel periodo esaminato ha raccolto 1.610 menzioni, il 25% in più di quelle di Maurizio Martina (2.880), reggente del Partito Democratico, che sorpassa il dimissionario Matteo Renzi che è al 6° posto della graduatoria elaborata da Mediamonitor.it con 2.388 citazioni.La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha raccolto 1667 menzioni sui media, 48 in più di quelle dal neo presidente della Camera Roberto Fico (1619) e più del triplo rispetto a quelle del presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati (513). Più staccato nella classifica di Mediamonitor.it è il leader di LeU Pietro Grasso, con 255 citazioni.

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Quotient Technology to Present at Morgan Stanley Technology, Media & Telecom Conference

Posted by fidest press agency su sabato, 24 febbraio 2018

San Francisco on Thursday, March 1, 2018 at 9:35 a.m. PST quotient Technology Inc. (NYSE: QUOT), a leading data-driven digital promotions and media company, announced today that it will present at the Morgan Stanley Technology, Media & Telecom Conference.
Quotient Technology Inc. (NYSE: QUOT) is a leading digital promotions, media and analytics company that delivers personalized digital coupons and ads—informed by proprietary shopper and online engagement data—to millions of shoppers daily. Our core platform, Quotient Retailer iQ™, connects to a retailer’s point-of-sale system and provides targeting and analytics for consumer packaged goods (CPGs) brands and retailers. Retailer iQ powers savings programs that reach about half of all U.S. households. Our distribution network also includes our Coupons.com app and website, thousands of publishing partners and, in Europe, the Shopmium mobile app. We also operate Crisp Mobile, which creates mobile ads aimed at shoppers. We serve hundreds of CPGs, such as Clorox, Procter & Gamble, General Mills and Kellogg’s, and retailers like Albertsons Companies, CVS, Dollar General, Kroger and Walgreens. Founded in 1998, Quotient is based in Mountain View, California, and has offices across the U.S., in Bangalore, India; Paris and London. Learn more at Quotient.com, and follow us on Twitter @Quotient. Quotient, Quotient Retailer iQ, and Shopmium are trademarks of Quotient Technology Inc. All other marks are owned by their respective owners.

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I media e l’informazione

Posted by fidest press agency su sabato, 21 ottobre 2017

GiornalistiPiù volte, da alcuni anni a questa parte, non si fa altro che discutere intorno a ciò che i media comunicano, il modo come lo fanno, le eventuali omissioni e a disquisire se un’informazione è notiziabile oppure no. Sembra, per un osservatore superficiale, una questione di lana caprina: si fa tanto rumore per un argomento che si ritaglia di più per gli addetti ai lavori. Ma non è così. Dovremmo, innanzitutto chiederci, se esiste un rapporto diretto, sia pure virtuale, tra chi scrive e chi legge e se nel messaggio dell’autore vi possa essere una condivisione da parte del destinatario e in che misura. Il tutto sta, ovviamente nella cerchia degli interessi particolari rappresentabili da una testata giornalistica o da una emittente televisiva in ambito territoriale. E’ il motivo alquanto evidente che giustifica la presenza dei quotidiani e delle emittenti locali o di quelli a tiratura nazionale che contengono pagine regionali. Ma la questione è anche un’altra. C’è da dire che il dialogo non si fa a due tra giornalisti e lettori ma vi è un terzo rappresentato dall’editore e dai suoi interessi pubblicitari, politici et similia e lo è in misura più incisiva se non si tratta di un editore puro. E’ una triangolazione che tende ad alterare il messaggio e a farlo pervenire al lettore viziato da interessi che dovrebbero essere evitati per non generare false speranze, entusiasmi immotivati e paure ingiustificate. E’ indubbio, ovviamente, che anche il lettore dovrebbe essere in grado di disporre di una capacità di giudizio legata al suo livello culturale ed esperienza di vita per saper scremare l’informazione dalla disinformazione di là delle suggestioni che gli vengono ammannite. in tutto questo l’aspetto più inquietante è dato dal come una certa politica mistifica i fatti per un puro calcolo propagandistico specialmente in vista di una scadenza elettorale. Ed è questa, pare evidente, la vera sfida che si richiede al lettore. (Riccardo Alfonso)

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Il re è “nudo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 settembre 2017

mediaParliamo di un personaggio dei nostri tempi. E’ “nudo” al confronto della curiosità popolare, del “pasto famelico” dei media, che sa scavare sino alla radice ogni cosa che si para dinanzi e capace di stuzzicare la curiosità dei propri lettori, telespettatori, navigatori di Internet e per gli amatori di “passa parola” e di chi sa disvelare un segreto anche al cospetto del fatidico: “qui lo dico, qui lo nego”. Le redazioni dei giornali e delle emittenti televisive ricevono a getto continuo notizie da informatori anonimi, ma ben documentati, che dispiegano le loro verità che altrimenti resterebbero ad ammuffire nei fondi dei cassetti di chi apre un fascicolo e poi lo archivia per un nulla di fatto. Si sa che la giustizia si ciba di fatti e non sa che farsene dei si dice e delle dichiarazioni che non siano di prima mano. Non si sa mai. C’è sempre quel qualcuno che potrebbe sbagliare i conti e affermare che due più due non fa quattro bensì cinque. Per lui la matematica è un’opinione. Ebbene di quel re che vi parliamo, di quel re travicello della leggenda non metropolitana noi possiamo vederlo anche internamente, tanto gli hanno fatto sia la radiografia sia l’ecografia sia l’endoscopia. Lascerebbe indifferente un patologo sul tavolo dell’obitorio: tanto non ci sarebbe altro da vedere. E’ tutto scritto nelle carte. E’ finito il tempo di chi con un dossier in cassaforte riusciva a preoccupare il possessore di uno scheletro nell’armadio. Oggi tutto si digerisce e tutto si scarica tra i rifiuti. Poco ci manca che qualche notabile non ci quereli per il semplice fatto che abbiamo dimenticato d’offenderlo, di rivelare che ha un’amante, che ha certe tendenze sessuali poco ortodosse, che evadono il fisco e ha amici nella malavita organizzata. Un tempo il politico andava alle adunate di partito o a piedi o in bicicletta e se doveva coprire grosse distanze comprava un biglietto di seconda classe, proprio per darsi un certo contegno. Oggi se non arriva con l’auto blu, con la scorta, meglio se rafforzata, e un codazzo di portaborse, segretari, assistenti, consulenti e affiancati da ben dotate guardie del corpo, è uno squalificato, non vale un soldo bucato. E’ questo il pasto preferito dall’uomo della strada poiché vive di logiche e quella del consumismo è in cima ai suoi pensieri. Bisogna essere ricchi, belli, fotogenici e tremendamente viziosi per restare nel cuore del popolo, per farsi amare di un amore masochistico. Così nacquero le dittature e continuano ad esistere, così si riesce oggi a prendere in giro la democrazia così detta compiuta o è l’incompiuta di quel certo personaggio della musica? (Riccardo Alfonso)

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Fare disinformazione

Posted by fidest press agency su martedì, 26 settembre 2017

giornalismoOggi è un tema ricorrente come se la nostra generazione, e non altre, sia la genitrice di questa “devianza sulla strada della verità”. Niente di più errato.
Posso dire, invece, che la disinformazione sia stata un’arte coltivata a dovere in ogni generazione di umani e oggi ne possiamo riscontrare talune storture nella storia che ci è stata tramandata e, nonostante ciò, pretendiamo a un popolo di discenti di prenderla per buona. Così sono stati creati i mostri e gli adoni nei millenni passati e così facciamo passare per buoni i cattivi e i cattivi per onesti, per buona pace di tutti.
Oggi, tuttavia, c’è una grossa differenza. Per la prima volta abbiamo l’opportunità di vederci meglio nelle pieghe delle segrete cose ma a condizione che sappiamo ben sfruttare quell’arma a doppio taglio che si chiama informazione.
Oggi le notizie si sono centuplicare, rispetto ad alcuni anni fa, e i mezzi per diramarle si sono espansi. Ha incominciato la carta stampata per poi aggiungersi, via via, la cinematografia, la radio, la televisione, la multimedialità e internet.
Oggi i giornali e i settimanali li troviamo sia in edicola sia sul piccolo schermo televisivo e su internet. Sfornano tante notizie che tra queste, quasi per caso, ritroviamo quella verità che altri hanno accuratamente camuffato in qualcosa di diverso. E’ un trucco antico da prestigiatore che sa essere ancora credibile per chi scompone la verità in tanti quarti per poi ricomporla con un venticinque o un 50% di altro.
Così quel quarto o mezza verità fanno da spalla al resto che ne è estraneo per dare l’impressione, a chi legge o ascolta, che, dopo di tutto, il fatto è credibile al 100%.
Questo trucchetto riesce spesso perché la gente ha un grande bisogno di credere, di avere fiducia in qualcuno o in qualcosa e basta poco per accontentarla. Poi vi è un aspetto non trascurabile: quello legato alla memoria. Il passato spesso lo immergiamo nella nebbia più fitta accontentandoci di navigare a vista con ricordi ed esperienze sfumati. Un’altra tecnica è quella del meno peggio: si dice tutti i politici sono ladroni e allora perché non affidare al capo dei ladroni le casse dello Stato? Ruba lui ma si spera che almeno non faccia rubare agli altri. C’è solo un rischio: a forza di disinformare si possono dichiarare proprio quelle verità che vorremmo tenere celate. E noi le aspettiamo al varco. (Riccardo Alfonso)

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Verificare le fonti: è una delle regole basilari del buon giornalismo

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 settembre 2017

giornalismoUn’altra regola invita a non schierarsi politicamente. Questo ci saremmo aspettati da Repubblica che ha fabbricato una vera e propria fake news: secondo il quotidiano romano il M5S e l’amministrazione di Roma starebbero varando un regolamento per censurare i giornalisti. Ovviamente, nulla di più falso. Anzi, la Giunta Raggi sta facendo proprio il contrario, introducendo maggiore trasparenza e accesso semplificato per cittadini e giornalisti agli atti amministrativi. Ci troviamo, quindi, davanti all’ennesima bufala creata ad arte per attaccare il MoVimento 5 Stelle e l’amministrazione di Roma. Una fake news creata da chi immagina di introdurre norme per controllare – e censurare – il web, ormai una delle poche fonti libere di informazione per milioni di cittadini. In una nota l’assessora a Roma Semplice, Flavia Marzano, ha spiegato che “l’articolo apparso su Repubblica capovolge la realtà dei fatti”.A Roma accade proprio il contrario di quanto afferma l’articolo di Repubblica perchè, in realtà, “finalmente si responsabilizza il personale capitolino rispetto alle richieste di accesso che provengono da organi di stampa”. Con il nuovo regolamento, infatti, l’Amministrazione dovrà “tenere conto della particolare rilevanza delle istanze provenienti da organi di stampa o da organizzazioni non governative, verificando con la massima cura la veridicità e l’attualità dei dati e dei documenti rilasciati, onde evitare che il dibattito pubblico si fondi su informazioni non affidabili o non aggiornate”.E’ preoccupante – ma non sorprendente – che Repubblica ometta proprio la parte più significativa della bozza di regolamento, quella appena citata, per creare una polemica infondata.Fa sorridere, inoltre, l’attacco del ministro per la Funzione Pubblica, Marianna Madia, che rilancia sui social media l’articolo, magari senza averlo neanche letto. La proposta del nuovo regolamento, infatti, “rappresenta la trasposizione pressoché integrale di quanto riportato nella recente circolare della Funzione Pubblica a firma della ministra Madia”. Insomma, la Madia critica la Madia.Ma Repubblica non è sola. Un capitolo a parte lo merita Libero che attacca la Raggi per “la turnazione idrica a Roma”. Come se fosse la Raggi a decidere se aumentare o meno la pressione dell’acqua nelle tubature. Libero tralascia il fatto che tale decisione, come è giusto che sia, viene presa da tecnici, ovvero dall’azienda di gestione del servizio. Si tratta di un’azienda quotata in Borsa che fa riferimento a tutti i suoi azionisti e non è un mero esecutore di decisioni politiche. Si vede che Libero soffre ancora di quel riflesso condizionato che spinge a considerare le aziende a partecipazione pubblica come una “cosa” nella quale i politici piazzano i propri amici. L’amministrazione Raggi ha cambiato le regole: ha nominato degli esperti. C’è ancora chi non è abituato a questo modo di fare meritocratico. Ma non è questo il punto. Libero nel suo articolo dà voce ad un esperto che – udite, udite – definirebbe “sciagurata la scelta della Raggi” di ridurre la pressione dell’acqua. Peccato che l’esperto non l’abbia mai detto. E’ lui stesso con un commento su Facebook allo stesso articolo a denunciare come una sua intervista ad una agenzia di stampa sia stata distorta ad arte. “Sono l’autore dell’intervista – scrive sulla pagina Facebook del quotidiano – Non ho criticato l’operato del sindaco, né ho citato Roma. Libero ha manipolato il titolo del mio intervento e i suoi contenuti, dimostrando di sapere fare una pessima informazione”. Grazie ad internet e ai social media abbiamo scoperto la verità. Speriamo che nessuno li censuri. L’informazione è un bene prezioso. Così come lo sono i tanti giornalisti coraggiosi e con la schiena dritta che ogni giorno fanno il loro lavoro. Siamo al vostro fianco. Coraggio. Resta solo una riflessione da fare. Se altri avessero già adottato il regolamento della Giunta Raggi travisato da Repubblica, avrebbero evitato delle figuracce come queste.⁠⁠⁠⁠ (fonte MoVimento 5 Stelle) (L’informazione e la disinformazione a mezzo stampa è un male antico. Porvi riparo non è facile. Una parte di colpa l’ha il lettore che legge o ascolta distrattamente e non mette in moto il suo giudizio critico ma si limita a digerire le notizie per il come gli vengono scodellate. A volte si è reduci da stantii luoghi comuni: Se i giornali scrivono certe cose vi sarà pure del vero, se la televisione ci ammannisce una notizia non è possibile che sia falsa o che la verità venga snaturata platealmente. E via di questo passo. Per il caso Roma dove si concentra molta attenzione mediatica la circostanza è tipica. Eppure esiste la possibilità di ridurre tale massa disinformante trasformando l’ufficio stampa del Campidoglio in un centro di documentazione e di contatto continuo con i giornalisti e per cercare in tempo reale di correggere le notizie che non risultano veritiere. Nello stesso tempo la sindaca e i membri della sua giunta dovrebbero trovare più tempo da dedicare per dialogare con i loro elettori direttamente e non solo con comunicati stampa o incontri con i media. Va anche aggiunto che se giustamente si dice che “Roma è dei romani” diamo la possibilità a costoro di partecipare attivamente alla vita dell’amministrazione comunale. Penso, ad esempio, ai pensionati come “osservatori e segnalatori” per le cose che non vanno e in grado di interfacciarsi con un’amministrazione disponibile all’ascolto e all’agire di conseguenza. Creiamo in pratica delle notizie e non facciamo in modo dal subirle solo. (Riccardo Alfonso)

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Agenti aggrediti a Roma durante sgombero e le omissioni dei media

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 agosto 2017

pianeseIl sindacato Coisp della polizia ci scrive: “E’ inaccettabile e fuorviante la polemica che alcuni stanno alimentando su una frase attribuita ad un poliziotto impiegato nei servizi connessi allo sgombero di piazza Indipendenza, a Roma. Troviamo anzi ridicolo che qualcuno tenti di far dimenticare la guerriglia organizzata dagli immigrati che abusivamente occupavano un intero stabile, affittando illecitamente a disperati abbandonati dalla politica e dai servizi assistenziali. Bisognerebbe capire come mai sono repentinamente spariti i filmati di ore di aggressioni indiscriminate e violentissime ai danni dei poliziotti, con evidenti tentativi di ucciderli, persino facendo esplodere delle bombole di gas che solo grazie alla buona sorte oltre che alla competenza e professionalità dei colleghi non hanno causato una strage fra gli appartenenti alle forze dell’ordine. Come mai su questi filmati scomparsi nessun commento, nessuna polemica, nemmeno un timido atteggiamento di riprovazione o anche solo un vago rimprovero? Come mai nessuna richiesta di individuare e punire in modo esemplare i responsabili?”.
E’ il commento di Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo lo strascico polemico seguito ai fatti di Roma dove le Forze dell’Ordine sono state inviate a effettuare lo sgombero di un centinaio di migranti accampati a piazza Indipendenza, dopo essere stati sgomberati dal vicino palazzo di via Curtatone ed aver rifiutato una sistemazione alloggiativa alternativa. Contro gli agenti sono stati lanciati sassi, bottiglie e bombole di gas, tanto che si è reso necessario utilizzare gli idranti per sedare la rivolta neutralizzando il rischio di scoppi o incendi. Ma poche ore dopo la rivolta i media si sono concentrati su una frase pronunciata nelle concitate fasi dello sgombero da un funzionario, il quale evidentemente si aspettava una reazione violenta da parte degli abusivi. “Oggi – conclude Pianese – avremmo voluto piuttosto conoscere il numero delle persone arrestate per aver attentato alla vita dei poliziotti, e non sentire inutili chiacchiere montate ad arte a proposito di una frase carpita e usata strumentalmente al di fuori del contesto e senza avere la minima contezza né la minima percezione delle circostanze emergenziali in cui si stava operando. Certi benpensanti a senso unico prima di sputare sentenze dovrebbero provare l’ebbrezza di restare per ore bersagliati dal lancio di oggetti di ogni genere, rischiando di diventare torce umane a causa di un innesco incendiario o di morire a seguito di un’esplosione, poi noi saremmo i primi disposti a certificare la serafica calma che normalmente usano quando giudicano il lavoro dei poliziotti, se davvero riuscissero ancora a conservarla a quel punto. La verità è che ci indigna sentire certe farneticanti considerazioni, per un motivo semplice e lapalissiano: chi attacca i poliziotti e cerca di ucciderli non merita alcuna solidarietà, merita di andare in galera”. (n.r. Come non dare ragione al sindacato di polizia per i fatti di Roma? Abbiamo visto tutti cosa hanno fatto gli immigrati per strada e affacciati ai balconi dell’edificio da sgomberare. Perché non si dice che da tre anni sono stati occupati abusivamente dei locali e nel complesso l’edificio è ridotto in condizioni pietose. Questa circostanza come molte altre ci rende consapevoli del fatto che siamo giunti a un livello di degrado sociale e intellettuale molto grave. Non si cerca la pacificazione degli animi ma la volontà ad esasperarli e a trovare legittimo ciò che nei fatti è un illecito penalmente e civilmente rilevabile. Se si fa passare tra gli immigrati che si possono esercitare violenze e distruzioni della proprietà pubblica impunemente e che i poliziotti possono diventare il loro bersaglio preferito senza pagarne le conseguenze allora davvero stiamo toccando il fondo.)

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Raggi i romani e i media

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 agosto 2017

roma10I difficili rapporti tra i romani e gli amministratori locali sanno di antico e sono stati quasi sempre conflittuali. Cosa avrebbe potuto assicurarci un cambiamento con l’attuale gestione del Campidoglio con la prima donna sindaco? Alle sue spalle, tra l’altro, ha un Movimento che si è conquistata la fama d’essere costituito da persone oneste e di buona volontà e soprattutto fortemente critico con gli inciuci partitici del passato. Se vado a ritroso, diciamo, fino a trenta-trentacinque anni fa e poi risalgo la china sino a tutt’oggi con la lettura della cronaca locale e rispolverando il mio archivio personale mi sembra di fare copia-incolla con i malanni odierni. E allora perché tanta intolleranza per certi problemi tuttora irrisolti come se la Raggi possedesse la bacchetta magica della fatina e che con un colpetto qua e là potesse offrirci in un baleno uno spaccato della capitale nuovo di zecca? Ma a questo punto mi chiedo: sta proprio qui l’origine di tanta insofferenza che si percepisce tra la gente? O è qualcosa che si accumulata nel tempo e che ora l’attesa, sia pure giustificabile, non è più tollerata? Di certo posso dire che il feeling con i romani ha perso consistenza e le voci di dissenso crescono anche tra gli stessi iscritti al Movimento 5 Stelle sebbene la posizione ufficiale è di pieno sostegno alla Raggi. A questo punto non mi interessa tanto elencare le cose che continuano ad andare male, ma di capire l’irrequietezza dei romani per una sindaca che non sentono più rappresentativa, di fiducia e, a dispetto delle avversità, da sostenere. E’ forse colpa dei media che non perdono occasione per attaccarla ferocemente? Forse, sebbene nutra in proposito qualche dubbio. La mia convinzione è di tutt’altra natura. La Raggi, a mio avviso, ha perso il contatto con i romani, non parla con loro, ma lo fa solo a mezzo stampa, non espone loro con franchezza i suoi crucci di amministratrice. Mesi fa suggerii in proposito alla sindaca di coinvolgere i romani nella gestione pubblica, di renderli in qualche modo compartecipi impegnando il volontariato, la disponibilità di chi, come i pensionati, hanno la possibilità d’osservare e di riferire e di permettere loro di comunicare e di trovare dall’altra parte della cornetta chi prende nota dell’informativa e agisca di conseguenza in tempo reale. Roma è o non è dei romani, da chi da anni vi risiede e aggiungerei dei turisti, di quelli che l’amano e non la sporcano? (Riccardo Alfonso direttore agenzia stampa Fidest)

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Czech media freedom: Let citizens decide fate of media-abusing politicians

Posted by fidest press agency su sabato, 3 giugno 2017

czech-mapMedia freedom must be upheld across the EU, but the Czech case is more a blunder of one politician than a systemic issue, many MEPs said in a debate on Thursday.
The plenary debate was held in reaction to a leaked audio recording, allegedly catching the leader of the Czech coalition ANO party, the former Deputy Prime Minister and Finance Minister Andrej Babiš, instructing a journalist employed by his media group on how to attack his political rivals. Many MEPs condemned the alleged actions of Mr Babiš, but stressed that this seems to be the failure of a single politician, rather than a sign of the government’s systemic abuse of media. Some said the Parliament should not be discussing the issue at all, arguing that the Czech government has dealt with the situation properly. Others noted that the problem reaches further than the Czech Republic and called for EU measures that would guarantee media pluralism in Europe. Click on individual names to watch the full statements: Cecilia Malmström, the EU Commissioner for Trade, noted in her introductory speech that the Commission’s competences in the field of media freedom and pluralism are limited. “The Commission can intervene in this field exclusively when there is EU legislation at stake and it appears not to be the case in this situation.” She stressed that the EU’s executive body “is aware of the challenges of media freedom and pluralism in various member states” and is “closely monitoring the situation all over Europe.” “No member state in the EU is immune to risks when it comes to media pluralism,” Commissioner Malmström stressed. The transparency of media ownership is an indicator of media freedom, where “the Czech Republic’s perceived risk is slightly higher than the average,” she added.
Luděk Niedermayer (EPP, CZ) stressed that neither Czech citizens, nor the Czech government, has done anything wrong. It is the fault of a few individuals, he insisted. Member states need to properly enforce their legislation and support independent journalism, he said, warning there are external threats too to face, such as Russian propaganda. He concluded by thanking all journalists who withstand political pressure and deliver quality journalism.
Pavel Poc (S&D, CZ) echoed the previous speaker, by saying there is no systematic manipulation of media by the Czech government, just one politician who abused the media and was then sacked from the government. Contempt for democratic institutions is a real threat to media pluralism, he said, warning of the risk of future political abuse of Czech media from politicians enjoying enormous political, economic and media power.
Jan Zahradil (ECR, CZ) considered the debate unnecessary and that the Parliament should not be dealing with this issue. We have media pluralism in the Czech Republic, there is no media monopoly, no threat to media freedom, just one oligarch who has used his media, and the Czech Republic had already adopted a law to deal with such conflicts of interests, he assured the plenary. He also said that the debate was a result of a fight between the ALDE, which criticised Hungarian Prime Minister Viktor Orbán, and EPP, which now wants to counter-attack.
Pavel Telička (ALDE, CZ) was also not quite sure why MEPs were discussing the issue. The EP is supposed to deal with systematic problems, he said, and even though the behaviour of Andrej Babiš was unacceptable, this was just a single case. Instead of discussing a failure of one Czech politician, the Parliament should focus on working on the EU’s future, he stressed. He also pointed out that the Wold Press Freedom Index puts the Czech Republic higher than other EU member states, such as France or UK.
Kateřina Konečná (GUE/NGL, CZ) also stressed that the criticism should not be directed against Czech citizens or the country per se. There is only one guilty party and that is Andrej Babis, who bought media companies to bolster his political power, she said, noting that this is not the first time EU politicians are trying to influence media in their respective member states. She also criticised ALDE leader Guy Verhofstadt, EU Commissioner Věra Jourová, and MEP Telička for knowing all about Mr Babiš, but looking the other way. The fate of Mr Babiš is now in the hands of Czech citizens, she concluded.
Judith Sargentini (Greens/EFA, NL) said this is not the first time that an EU member state is in such a situation, pointing to the situation in Italy in 2009. Plurality of media is vital for democracy and therefore we need EU legislation that will guarantee media pluralism in Europe and ensure that media do not end up in the hands of a few individuals, she stressed.
Rolandas Paksas (EFDD, LT) said this debate was more of a provocation than anything else. We are interfering in the domestic politics of a sovereign state, he warned. While Mr Babiš is one of the most popular Czech politicians, popularity of PM Sobotka is plummeting and some people do not like it here, he said. He also pointed to other issues the Parliament could discuss, such as the way that Sweden or Germany are dealing with immigrants.

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Conoscenza e nuovi media per la ricostruzione somala: L’Archivio Somalia

Posted by fidest press agency su martedì, 23 maggio 2017

Roma Mercoledì 24 Maggio 2017, ore 15:30 Aula Magna del Rettorato Via Ostiense 159. Il Centro Interdipartimentale di Studi Somali organizza una giornata di studio a conclusione del progetto Archivio Somalo allo scopo di presentare i risultati degli ultimi anni di lavoro e di valutarne gli obiettivi, le finalità, il riscontro internazionale e gli sviluppi futuri. Programma:
Saluti Prof. Mario Panizza – Rettore Università degli Studi Roma Tre Amb. Elisabetta Belloni – Segretario Generale MAECI Amb. Cabduraxmaan Sh. Ciise Maxamed – Ambasciatore della Repubblica Federale Somala Prof. Alessandro Volterra – Direttore Centro Studi Somali Modera Prof.ssa Annarita Puglielli – Presidente Onorario Centro Studi Somali
Intervengono: Prof. Ali Jimaale Ahmed – Queen’s College, City University di New York Dott. Mario Raffaelli – Presidente AMREF Italia.
Verranno presentati i due progetti paralleli: l’Archivio Somalo Offline e il documentario L’Archivio Somalo e le sue origini. http://www.archiviosomalia.it/ilprogetto.html

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Media audiovisivi: norme più chiare per proteggere i minori

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 maggio 2017

european parliamentIl Parlamento ha dato alla commissione per la cultura il mandato per iniziare i negoziati con i governi nazionali su nuove regole UE per i media audiovisivi, incluse le piattaforme online. Il mandato si basa sugli emendamenti già approvati in precedenza dalla commissione per la cultura, che rafforzano la protezione dei bambini contro violenza e incitamento all’odio sulle piattaforme televisive e anche quelle online, proponendo anche nuove regole sulla pubblicità e una quota del 30% delle opere europee sulle piattaforme VOD. Le piattaforme di condivisione video dovrebbero, secondo il testo approvato, intraprendere misure appropriate per prendere in conto la segnalazione degli utenti di contenuto che incita alla violenza o all’odio.I deputati propongono inoltre nuove norme per la pubblicità, con una quota massima del 20% al giorno e regole più severe per la pubblicità, la collocazione di prodotti commerciali, la sponsorizzazione e le vendite televisive nei programmi per bambini. Le piattaforme di trasmissione e di distribuzione di video avrebbero la possibilità di autoregolamentarsi, prima che le autorità nazionali decidano se imporre norme specifiche.La promozione delle opere audiovisive europee rappresenta una priorità per il Parlamento. Le piattaforme VOD dovrebbero quindi offrire almeno il 30% di contenuti prodotti in Europa, allo scopo di riflettere e promuovere la diversità culturale. Il mandato è stato approvato con 314 voti a favore, 266 contrari e 41 astensioni.

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Geopolitiche dei media digitali. Contenuti, reti e modelli di business

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 maggio 2017

Roma Lunedì 8 Maggio 2017, ore 16:00 / 10 Maggio 2017 Dipartimento di Scienze Politiche, Aula 1D Via Chiabrera 199 Due lezioni di Glauco Benigni sui media globali Glauco Benigni è analista ed esperto di media globali, giornalista, scrittore e presidente e fondatore del WAC (Web Activist Community). Ha lavorato venti anni a “La Repubblica” e quindici anni in Rai. Tra i suoi libri: Re Media (1989), Apocalypse Murdoch (2003), YouTube. La storia (2008), Gli angeli custodi del Papa (2004) e Web nostrum. Lettera aperta ai nativi digitali (2015).

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Informazione di Stato. Perchè non può competere al livello dei media mondiali. Ora o mai più!

Posted by fidest press agency su martedì, 14 febbraio 2017

televisioneTg delle ore 13,30 di una domenica, ora di punta. Qual è la prima notizia? Il Festival di Sanremo. E poi le altre. Ma la prima e’ la prima, anche molto accurata e lunga. Poi ci sono quelle del missile della Corea del Nord, delle vicende del maggiore partito italiano (PD), delle vicissitudini della Sindaca di Roma, della violenza sui treni pendolari, delle balene spiaggiate in Nuova Zelanda, etc… insomma, a parte alcune legate alle vicende italiane, per il resto quasi tutta roba riciclata dalla carta stampata o dei giorni scorsi che, ironia del mezzo, viene anche fatta vedere in video come se un titolo di giornale fosse di per se’ la notizia. Per carita’, non pretendiamo che la nostra tv di Stato sia la Bbc o la Cnn o France24, ma almeno provarci.
Non bisogna parlare del Festival di Sanremo? Ovviamente crediamo che bisogna parlarne, ma nutriamo piu’ di un dubbio sul fatto che sia, alle 13,30 di domenica 12 febbraio, la notizia piu’ importante al mondo dall’ottica italiana. Il dubbio ci nasce solo da un fatto: la tv di Stato e’ pagata da noi contribuenti per informarci e -sara’ perche’ siamo fatti male?- non riusciamo a comprendere perche’ con tutto quello che accade nel mondo, debba essere la notizia a cui dare il maggiore rilievo. O meglio, lo comprendiamo, ma non siamo d’accordo: c’e’ l’audience, ci sono i contratti pubblicitari che vanno a ritroso e/o motivano le scelte editoriali. Cioe’ tutto quello che motiva un’emittente che vive delle sue capacita’ di produrre utili per decidere di fare una scelta piuttosto che un’altra. Ma qui stiamo parlando della tv di Stato, quella che tutti noi contribuenti paghiamo perche’ ci informi, quella che proprio l’altro giorno ha registrato un record di incassi grazie al nuovo metodo di esazione del cosiddetto canone/abbonamento. Quella tv che gli italiani vorrebbero privata ma che invece continua ad essere foraggiata da una imposta che la rende in smaccato abuso di posizione dominate con gli altri attori del panorama televisivo (a cui, ovviamente, vengono anche elargite delle briciole grazie alla legge sull’editoria che si alimenta anche dal canone).
Noi siamo molto preoccupati. Il nostro Paese e l’Unione Europea sono in condizioni critiche e, come nelle democrazie che vogliono esser tali, l’informazione ha un ruolo principale e determinante. Gli investimenti, i palinsesti e le scelte redazionali, invece, non cercano di portare i nostri media di Stato a competere nel mondo, ma solo a far godere gli indici di ascolto di una canzone italiana che esiste solo nella testa di alcuni giornalisti e contabili del rapporto audience/pubblicita’. Eppure, ci avevano detto del ruolo internazionale che, grazie al ripianamento della cronica evasione del canone, avrebbero avuto i nostri media…. Ci avevano detto. Per l’appunto.
Ribadiamo che, anche e soprattutto di fronte a questo sciupìo di professionalita’ e di denaro, parzialmente risolti i problemi di evasione dell’imposta di finanziamento, e’ il caso di rimettere in discussione tutto. Ora o mai piu’. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Eurostat: il cibo in Italia è più caro rispetto alla media Ue

Posted by fidest press agency su martedì, 31 gennaio 2017

eurostat_logoCome di consueto, Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, riporta le ultime rilevazioni Eurostat relative i prezzi provvisori al consumo e gli effetti sui consumatori nell’ultimo mese. Secondo l’ente statistico dell’Unione Europea, i prezzi medi per cibo, bevande non alcoliche e tabacco in Italia sono più alti del 9% rispetto alla media europea, sono superiori a quelli medi di Germania e Belgio mentre sono in linea con quelli francesi. È quanto emerge nelle statistiche dell’Eurostat appena pubblicate, secondo le quali nell’UE i prezzi più alti per cibo e bevande si pagano in Danimarca (145% rispetto al 100 della media UE a 28) e i più bassi in Polonia (63%). L’Italia, guardando al solo prezzo del cibo, è dell’11% sopra la media per tutti gli alimenti. Ma lo scarto diventa più alto, del 21% per il gruppo “latte, formaggio e uova” (121). Guardando fuori dall’Ue il Paese europeo più caro per i soli alimenti è la Svizzera, a quota 172 punti. “Dati preoccupanti –commenta Giovanni D’Agata, che manifestano l’aumento dei prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori e il contestuale impoverimento generale dei cittadini”.

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