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Posts Tagged ‘mediaconciliazione’

Mediaconciliazione: crescita nel 2011

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2012

Sono state 381, per un valore complessivo delle controversie di oltre 47 milioni di euro; la Cciaa di Udine impegnata nella sensibilizzazione per diffondere l’utilità, l’efficacia e la rapidità dello strumento Per un valore complessivo delle controversie di oltre 47 milioni 300 mila euro, si è confermato in deciso aumento nel 2011 il ricorso, nella provincia di Udine, alla mediazione finalizzata alla conciliazione (la cosiddetta “mediaconciliazione”), lo strumento di risoluzione stragiudiziale delle controversie civili e commerciali sui diritti disponibili, diventato operativo dal marzo 2010 e obbligatorio in determinate materie dal 20 marzo 2011. Il “bilancio” annuale dello Sportello di conciliazione della Camera di Commercio di Udine, iscritto nel registro degli organismi di mediazione tenuto dal Ministero della Giustizia, permette di delineare il fenomeno. Nel 2010, quand’erano volontarie, si sono registrate 29 mediaconciliazioni, mentre dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2011 sono state addirittura 381, con un’impennata dopo il 20 marzo. Delle mediaconciliazioni, 38 si sono concluse con un accordo fra le parti, 116 sono tuttora in corso, 45 si sono concluse con un mancato accordo tra le parti. Ma in ben 107 casi c’è stata la mancata comparizione delle parti: un 28% pienamente in linea con il 30% registrato a livello nazionale, dovuto prevalentemente al fatto che l’atteggiamento verso la mediaconciliazione non è ancora costruttivo. In molti casi si ritiene erroneamente sia solo un passaggio in più prima di tentare la causa vera e propria, dettato dalla necessità di rispettare la condizione obbligatoria di procedibilità, più che dalla convinzione dell’utilità dello strumento. Ed è proprio su questo che la sensibilizzazione delle Cciaa si fa più convinta. Dallo Sportello udinese spiegano infatti «che, nei casi in cui le parti aderiscono con atteggiamento propositivo, l’accordo si raggiunge e la mediaconciliazione si dimostra strumento efficace, snello, meno oneroso e per questi motivi utile e valido, in particolare per il mondo dell’impresa, che richiede tempi rapidi e certi per risolvere le controversie». Tra le materie più “gettonate” per la mediaconciliazione, nel 2011 lo Sportello di Udine ha registrato controversie su contratti assicurativi, bancari, finanziari, ma anche diritti reali, moltissime locazioni e successioni ereditarie. «Non va dimenticata – sottolineano ancora dall’ufficio – l’efficacia della mediaconciliazione nelle storiche materie in cui è volontaria, come appalti, contratti d’opera, controversie in materia di consumo, dove è alto il grado di soddisfazione delle parti, che arrivano più convinte di trovare una soluzione». In aumento anche i casi di mediazione delegata, ossia ordinata dal giudice nelle materie obbligatorie, quando nessuna delle parti l’abbia esperita prima di introdurre la causa. Oltre alla mediaconciliazione, prosegue anche il binario parallelo della conciliazione ordinaria: nel 2011 sono state 46, per un valore delle controversie di circa 367 mila euro. Una diminuzione rispetto al 2010 (erano 88), ma in parte dovuta a un “assorbimento” nella mediaconciliazione. La tendenza per il 2012 è di un progressivo e ulteriore aumento del ricorso alla mediaconciliazione, anche perché da marzo diventerà obbligatoria in nuove materie.

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Mediaconciliazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 Maggio 2011

Per la tanto vituperata mediaconciliazione alla fine s’è trovato l’accordo: non nell’interesse del cittadino utente del servizio giustizia ma nel solo interesse delle parti in causa: ministero e avvocatura. Dopo l’obbligatorietà del tentativo di conciliazione anche l’obbligo di difesa tecnica. I testi dei comunicati stampa apparsi sul sito del Ministero della Giustizia e del Consiglio nazionale forense lasciano spazio a pochi dubbi: l’incontro è stato soddisfacente e la strada intrapresa è quella giusta. Sparisce ogni frizione, l’apprezzamento per il tanto invocato intervento della Corte Costituzionale e’ solamente un lontano ricordo. Tutti contenti: il ministero perche’ probabilmente avra’ un avversario in meno nel suo intento, nemmeno tanto celato, di deflazione del carico giudiziario attraverso l’innalzamento di barriere e dei costi per l’accesso alla giustizia. L’avvocatura perche’, in nome della lobby e non dell’interesse del cittadino, ha battuto cassa ed ottenuto il meno auspicabile: la difesa tecnica obbligatoria. Vedremo se e come questi intenti si tramuteranno in legge e soprattutto bisognera’ capire se rimarranno ugualmente vive le critiche con le quali gli avvocati hanno contestato l’obbligatorieta’ della conciliazione in favore di una piu’ naturale facoltativita’. Per ora a pagare un prezzo ancor piu’ alto e’ sempre solo il consumatore: da destinatario protagonista del servizio giustizia a malcapitato utente da spremere senza ritegno in nome del peggior corporativismo di Stato.

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