Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘mediaset’

Sgarbi: “Censurato da Mediaset”

Posted by fidest press agency su martedì, 7 gennaio 2020

Vittorio Sgarbi non sarà ospite questa sera a “La pupa e il secchione”: “Censurato – denuncia Sgarbi – per la par condicio. Altro che Rula Jebreal, che peraltro abbiamo scoperto non aver subito alcuna censura, il vero tacitato sono io” La trasmissione diventata celebre grazie al litigio del critico d’arte con Alessandra Mussolini, ha dunque bloccato Sgarbi che aveva già fatto, peraltro, delle registrazioni.
“Inaccettabile – attacca Sgarbi – perché avevo solo parlato di arte, di bellezza e di letteratura con i giovani ospiti della trasmissione. La mia colpa? Essere candidati alle prossime elezioni in Emilia Romagna . Non dirò per quale partito per non essere censurato anche dalle agenzie di stampa.”

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Il nuovo conduttore televisivo di Mediaset è Matteo Renzi

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 settembre 2018

In questi giorni sta impazzando sulle reti televisive di Silvio Berlusconi l’anchorman di Mediaset. Per il patron Berlusconi è niente di meno che Matteo Renzi definito per tale incarico un uomo dotato di grande carisma. Ha infatti perso il referendum costituzionale e le ultime elezioni politiche portando il suo partito dal 40% alle europee, di 4 anni fa, all’attuale 18%. Che vogliamo di più? Lo abbiamo persino in Parlamento da senatore con i voti dei fiorentini e questo vuol dire, di certo, qualcosa della figura camaleontica di tale personaggio. Lo abbiamo ascoltato in un paio di suoi show dove ha rispolverato i vecchi, ma sempre ad effetto, temi anti pentastellati giusto per far capire agli ottusi elettori che hanno sbagliato voto e che ora lui è pronto a ravvederli con la benedizione del suo anfitrione che lo ospita nelle sue reti.
Si tratta sempre di questi italiani “discoletti” che non riescono ancora a capire che nolenti o volenti c’è lui e dovranno strisciare ai suoi piedi per riaverlo a palazzo Chigi, per affollare l’Italia di immigrati più e meglio di prima e così guadagnarsi l’ambita  pacca di compiacimento dei signori di Bruxelles e rendere onore al nostro paese con il suo più grande campo profughi d’Europa. Solo così quelli della Commissione Europea potranno tirare un sospiro di sollievo e tenere buoni quanti non gradiscono questa invasione senza controllo e con possibili infiltrazioni di terroristi e di malavitosi. Ma il gran vociare di questo personaggio non finisce qui. Alle sue spalle restano i grandi interessi dei vari comitati d’affari che, tra l’altro, hanno reso un pessimo servizio a quell’idea di privato che ci siamo fatta e che si basava sull’efficientismo e su servizi competitivi. In diversi casi, invece, il privato ha travalicato il suo ruolo diventando solo un sanguisuga che ha avuto il terreno fertile per compiere le sue sortite dall’incapacità dei nostri governanti di dettare regole precise e stabilire severi controlli sul loro operato nella sfera pubblica. Non si può, anzi non si deve, demonizzare, ad esempio la sanità pubblica facendo credere che è inefficiente solo perché chi deve sostenerla la depriva delle necessarie risorse per farla funzionare bene. E questo vale per molti altri casi dalla scuola ai trasporti. (Riccardo Alfonso)

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Un ex uomo Mediaset presidente Vigilanza Rai

Posted by fidest press agency su domenica, 22 luglio 2018

di Gianluigi Paragone. Le opposizioni hanno votato il Presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Sapete che le Commissioni di Vigilanza e di Garanzia sono delle Commissioni che vengono assegnate proprio come Presidenza alle opposizioni.Quindi, le opposizioni chi hanno scelto come Presidente, come uomo di Garanzia per la Vigilanza Rai? Un ex uomo Mediaset! Quindi hanno votato un ex collega di Mediaset – era assunto fino a pochi mesi fa.Allora, noi ci auguriamo che Barachini, faccia il suo lavoro nella maniera più trasparente, libera e limpida possibile nell’interesse degli italiani e non nell’interesse di Mediaset. Perché noi vogliamo una Rai completamente fuori dai radar dei partiti. Una Rai libera, una Rai per i cittadini, una Rai anche libera da tutte le società di appalti esterne che finora hanno ingolfato i lavori di questa grande azienda culturale del paese. (fonte: blog delle stelle) (n.r. Come dire? Mediaset controlla la Rai. E’ una novità? Assolutamente no. Sono 24 anni che lo fa e forse anche prima. Ora, semmai, lo rende pubblico senza reticenza. E’ un bel passo in avanti. A nessuno viene in mente che con questa mossa Mediaset ha raggiunto non solo di nome ma anche di fatto il monopolio delle reti televisive? Viva la pluralità dell’informazione in chiave Mediaset.)

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Lavoro. Di Biase (PD):”Roma paga assenza progetto M5S per la città, dopo SKY anche Mediaset in fuga dalla capitale”

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

Giornalisti“E’ una vera emorragia quella che sta sottraendo ‘asset industriali’ vitali per l’economia di Roma. Il ripiegamento verso il nord di gruppi importanti come SKY, Eni e Mediaset e la crisi di Alitalia sottraggono occupazione e ricchezza. E’ di oggi l’ennesimo sciopero dei giornalisti del TG5 in sciopero, cui va la nostra solidarietà, contro il ventilato trasferimento forzato a Milano. Il sindaco di Roma assiste attonito al depauperamento dell’economia cittadina corteggiata soprattutto dal capoluogo lombardo senza sentire la necessità di aprire un tavolo di confronto. La capitale rischia di pagare un prezzo altissimo per immobilismo e assenza di garanzie. La competizione globale tra metropoli sta ridisegnando gli assetti economici su innovazione e attrazione degli investimenti, a Roma non c’è alcun coinvolgimento strategico del Campidoglio sugli assetti futuri della città . All’assenza di un progetto per Roma e di un modello alternativo di sviluppo più rispondente alle sfide contemporanee coincide un’ulteriore contrazione della occupazione.Sindaco Raggi batta un colpo se è in condizione.” Così in una nota la capogruppo del PD Capitolino Michela Di Biase.

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Berlusconi sulla via del tramonto

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 agosto 2013

Sembra ormai che il Cavaliere voglia rovesciare il tavolo e giocare le sue ultime carte nel bagno elettorale in autunno. Se sarà così bisognerà prepararsi ad una campagna elettorale senza esclusione di colpi. Il pregiudicato Berlusconi, sulla via del tramonto, le ha provate tutte e proprio non riesce a digerire il fatto che la legge sia uguale per tutti. Ha fatto manganellare mediaticamente, dai giornali di famiglia, il giudice Esposito che ha emesso la sentenza della Cassazione sul caso Mediaset, in modo da screditarlo agli occhi dell’opinione pubblica. Ha cercato di fare indebite pressioni sul Colle per farsi concedere la grazia, pur non essendovi i requisiti per chiederla. Ha tentato di ricattare l’esecutivo di cui fa parte, chiedendo al Pd il voto negativo sulla sua decadenza da parlamentare, pena la caduta dello stesso governo. Ed ora, sfiorando il ridicolo e nel tentativo di prendere tempo, fa dire ai suoi accoliti che la legge Severino è incostituzionale. Peccato che, pochi mesi fa, è stato proprio lui a votarla, insieme ai suoi uomini. Insomma, per dirla alla romana, ha cercato di buttarla in caciara, come è suo solito, pur di aggirare una sentenza definitiva che lo condanna penalmente e all’uscita di scena dalla politica. Berlusconi, in questi giorni, chiuso nel suo bunker di Arcore, vive in una sorta di domiciliari anticipati. Speriamo ci rimanga e che esca di scena una volta per tutte: solo così l’ltalia tornerà a respirare ed avrà una possibilità di ripresa economica e morale.(Antonio Di Pietro)

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Diana De Feo alla Zanzara su Radio 24

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2012

“Emilio voleva restare ancora qualche mese, niente di più. Sarebbe stato contento così. Non meritava questo trattamento dopo aver dato una vita per Mediaset. Si poteva aspettare un po’…ma non voglio entrare in polemica con Fedele Confalonieri”. Lo dice Diana De Feo, senatrice del Pdl e moglie di Emilio Fede, alla Zanzara su Radio 24. “Anche lui si è intestardito – dice la senatrice De Feo – e ora è bene che si riposi un po’, si prenda qualche mese di relax. Tornerà a fare tv? Penso di sì. E perchè non dovrebbe farlo? D’altra parte abbiamo presidenti della Repubblica che lavorano e sono lucidi a oltre ottant’anni…perchè non può continuare anche Emilio?”. Che rapporto ha con suo marito, chiedono i conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo? “Non ci vediamo mai – racconta la De Feo alla Zanzara – lui ha altri giri, altre cose da fare…Sa, quando una coppia è sposata da 45 anni, si parla solo al telefono e ci vediamo alle feste comandate”. Un rapporto virtuale, insistono i conduttori. “Beh, ripeto, dopo 45 anni di matrimonio…ormai Emilio è come un parente prossimo. Siamo come separati. Se cerco un messaggio tenero che mi ha mandato devo risalire molto indietro nella memoria” (Maria Luisa Chioda)

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Frequenze televisive in regalia?

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

“Berlusconi non vuole chiaramente partecipare ad un’asta a pagamento. Vuole, come avevano predisposto il suo governo e l’ex ministro Romani, che queste frequenze siano assegnate gratuitamente. Ricordo che le frequenze
televisive non sono una risorsa privata, ma sono un bene pubblico, tanto pubblico che vengono “concesse” – ossia date in affitto – per un periodo di tempo limitato. Adesso Berlusconi vorrebbe, nel caso specifico,
acquisire nuove frequenze per superare il tetto dei 5 multiplex, che è stato già fissato a suo tempo dall’Unione Europea. Nella sostanza, per parlare chiaro, Berlusconi, oltre a difendere i suoi interessi, vuole cercare di impedire l’allargamento del mercato perché la libera concorrenza ed il pluralismo riducono la forza della sua azienda”. Lo afferma l’editorialista di Repubblica Giovanni Valentini intervistato da
Articolo21 nello spazio “Osservatorio Tg”. “Io penso che in una situazione di questo tipo, quando si chiedono sacrifici a tutti i cittadini – tutti gli italiani: i pensionati, gli esodati, i giovani, le donne – non si possono risparmiare sacrifici a chi ha già una posizione forte, come Mediaset”. “Mi auguro che il governo Monti resista alle pressioni ed alle richieste, e che riesca a conciliare l’interesse generale con quello delle aziende che vivono di televisione, tra cui anche Mediaset. Intendiamoci: io penso a tanti colleghi giornalisti che lavorano nei telegiornali di Mediaset; penso a tanti operatori, a tanti tecnici, a tanti funzionari, impiegati.Mediaset è una grande azienda. Nessuno – conclude Valentini – la vuole demolire o smantellare: si tratta, come si dice in genere del capitalismo,di regolare e disciplinare questa attività perché l’espansione di Mediaset e la sua quota di mercato non producano danni a tutto il resto del sistema”.

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Ora sulle frequenze facciamo sul serio

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2011

Italiano: L'On. Antonio Di Pietro, Presidente ...

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Alla fine, dopo essersi arrampicato per molti giorni sugli specchi, dopo aver confessato in diretta tv che non può toccare gli interessi di Berlusconi sennò il PdL lo manda a casa, il governo si è impegnato a mettere all’asta le frequenze televisive invece di regalarle a Rai e Mediaset.
E’ merito dell’Italia dei Valori. Siamo stati gli unici a martellare contro questa ingiustizia quando tutti gli altri cercavano di farla passare sottobanco. Siamo stati i soli a denunciare lo scambio tra frequenze regalate e voto di fiducia al governo da parte del PdL, e per aver detto la verità ci siamo anche presi un sacco di insulti da parte del Pd e dello stesso governo. Della Lega poi non parliamo proprio: quelli cambiano idea e voto a seconda che stiano al governo oppure all’opposizione. Per dieci anni hanno votato tutte le leggi ad personam di Berlusconi, gli hanno fatto ogni sorta di regali. Per rifarsi la verginità di oppositori è un po’ tardi. Però io confesso che a questo impegno del governo ci credo poco. Se davvero hanno deciso di smettere di pagare il pizzo a Berlusconi, perché hanno bocciato in commissione le nostre mozioni e le nostre proposte? Se vogliono fare l’asta sul serio e non solo farsi belli a parole, perché non varano un provvedimento e ci mettono la fiducia sopra come hanno fatto con i pensionati, invece di essere forti con i deboli e deboli con in forti? Di solito, nel Parlamento italiano il modo migliore per non fare un cosa è impegnarsi a farla e promettere che la si farà appena possibile, cioè mai. Non vorrei che questo impegno che abbiamo dovuto strappare con le tenaglie al governo fosse proprio di quel tipo lì. Per questo noi insisteremo e controlleremo, e siamo disponibili a votare il provvedimento che blocca il Beauty Contest e lancia l’asta per le frequenze televisive anche prima di Natale. Perché se il Parlamento è riuscito a fare le ore piccole per tartassare i pensionati, può approfittare dello spirito natalizio, magari rinunciando a qualche giorno di festa, per recuperare dai ricchi quel che si vuole togliere ai poveri. (Antonio Di Pietro)

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L’ombra di Berlusconi sulle frequenze Tv

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2011

Silvio Berlusconi

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E’ vergognoso: mentre noi dovremo salvare l’Italia con una manovra lacrime e sangue, Berlusconi e altri operatori si arricchiranno appropriandosi delle frequenze della tv digitale gratis! Sta a noi fermare questo scandalo e costringere il Ministro Passera ad agire ora. Prima di lasciare il potere Berlusconi ha regalato le frequenze della tv digitale a Mediaset e alla Rai rubando miliardi di euro dalle casse dello stato! La protesta sta montando e in molti chiedono al Ministro Passera di cancellare questa misura oltraggiosa e di avviare subito un’asta pubblica.

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Da che parte sta Berlusconi?

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 agosto 2011

Berlusconi-comizio

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Il discorso alla Camera, ha rappresentato il massimo del minimo ipotizzabile; praticamente il premier è riuscito a riempire oltre 30 minuti con una serie di affermazioni in grado di negare l’evidenza più sfrontata. Il mercato ha reagito mortificando la Borsa e con essa anche le speranze degli italiani. Un dato di deve far riflettere e riguarda proprio le aziende del cavaliere che sono in caduta libera, con il proprietario che dichiara ottimismo con tutti i 32 denti in bella vista. Mediaset oggi ha chiuso con il minimo storico del 2011 , pari a una quotazione di 2,54, con una perdita a fronte del massimo dell’anno pari ad una quotazione di 5,46, di oltre il 53%; negli stessi marosi anche le altre aziende quotate in borsa Mediolanum e Mondadori. La perdita di oltre il 53% sarebbe un salasso per chiunque e scoraggerebbe ogni faciloneria ottimistica; invece il premier insiste nella sua strada, che poi è quella che porta alla catastrofe per la gran maggioranza, ma all’esaltazione per i pochi che stanno profittando della situazione. Viene da chiedersi “da che parte sta Berlusconi?” Non agisce da presidente del consiglio per fronteggiare la gravità della situazione, ma si ostina a rimanere seduto su quella poltrona che gli permette di difendersi dai processi e neutralizzare qualunque attività che voglia invertire la rotta fallimentare attuale. In una crisi del genere la speculazione necessita di pochi personaggi, abilmente pilotati da una regia in grado di mantenere lo status quo per favorire le manovre speculative. Berlusconi sa bene di vivere il tramonto della sua avventura politica; in questo drammatico finale lui ride palesando un ottimismo senza ragion d’essere. Ma se perde così tanto con le sue aziende, allora guadagna da altra parte, dalla parte di quanti stanno moltiplicando i loro capitali a danno dell’intera nazione.La liquidità necessaria ad organizzare una manovra speculativa in Italia c’è, ed è in mano alle mafie, alle ’ndranghete, alle camorre e tutta la malavita organizzata oltre a quanti hanno profittato dello scudo fiscale; con liquidità del genere organizzare una speculazione diventa ordinaria amministrazione, quando si dispone di esperti che conoscono i metodi truffaldini (e di gente così il carnet telefonico del cavaliere è colmo). Così torna l’angoscioso domanda: “Da che parte sta il presidente del consiglio?” (Rosario Amico Roxas)

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Manovra: Ennesima norma ad aziendam

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2011

“Se le indiscrezioni che stanno circolando in queste ore, apparsa anche su un’autorevole testata online, relative ad una disposizione introdotta in manovra, che obbligherebbe il giudice a sospendere le pronunce di condanna superiori ai 20 milioni di euro, corrispondessero al vero, ci troveremmo di fronte all’ennesima vergognosa norma ad aziendam” lo dichiara in una nota l’on. Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo di IDV alla Camera. “A beneficiare, infatti, di questa disposizione potrebbe esserci anche Mediaset per il Lodo Mondadori, la cui sentenza è attesa per la fine della prossima settimana. Come diceva qualcuno, a pensar male si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca, soprattutto con questo Governo. Mai, come questa volta, vorremmo essere immediatamente e tempestivamente smentiti da un’autorevole voce di governo” conclude Borghesi.

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Mediaset in crisi?

Posted by fidest press agency su domenica, 12 giugno 2011

Con l’andamento negativo anche del 10 giugno 2011, le quotazioni Mediaset hanno toccato il minimo storico, con una perdita, in un solo mese, del 20%, come inequivocabile segnale di sfiducia nel titolo che è tutt’uno con il suo inventore. In nessun altro caso di azioni quotate in borsa il destino è legato alle sorti dell’azionista di riferimento, come accade con mediaset. Il segnale è grave, perché dimostra che si tratta dei grandi investitori che non credono più nel futuro dell’azienda di casa Berlusconi. Le rilevazioni trimestrali peggiorano le previsioni future, in quanto anche la raccolta pubblicitaria di Publitalia 80, segna una calo sensibile che non lascia spazio alle invenzioni parolaie, esibendo una realtà nuda e cruda. La sconfitta elettorale non è stata la causa di un tale calo, ma è stata la conseguenza di una perdita di credibilità dell’azionista di riferimento, più dedito ai vizi privati che alle pubbliche virtù, più dedito alla difesa DAI suoi processi che al dovere di amministrare una nazione guardando al bene comune.
La palese debolezza politica e il mancato strapotere, ha, di fatto, allontanato i grandi inserzionisti pubblicitari, nonché i grandi azionisti che sono stati costretti a cedere azioni delle proprie aziende in cambio di azioni mediaset, allettati da provvedimenti legislativi e attività internazionali che li avrebbero favoriti, e si ritrovano con le loro azioni che lievitano quotidianamente (ENI, ENEL, Finmeccanic, Impregilo), mentre le azioni mediaset in caduta libera. Non viene descritto dalla stampa compiacente, ma anche l’investimento spagnolo di Cuatro, network acquisito dalla controllata Telecinco, ha dato esiti a dir poco disastrosi. Quindi l’acquisizione di 1.500 torri di trasmissione televisiva di DMT, che avrebbe garantito al gruppo mediaset il monopolio delle infrastrutture delle reti telefoniche e TV, è stata bloccata dalla Consob a seguito della semplice minaccia da parte di Telecom Italia Media, di ricorso all’Antitrust.
Aleggia ancora, come la nota ciliegina sulla torta, anche la sentenza d’appello sul lodo Mondadori, nel quale il cavaliere è stato già condannato in primo grado al pagamento di 750 milioni di euro come risarcimento danni alla CIR di De Benedetti (difeso dall’avv. Pisapia…!); nella ipotesi più favorevole al cavaliere la penale potrà solo essere ridotta a 500 milioni di euro, che provocherebbe lo stato di insolvenza tanto della persona che del gruppo, pur nelle sue molteplici articolazioni, in quanto il grosso della liquidità con cui potrebbe essere pagata l’ammenda, si trova ben lontano dalle grinfie dei creditori. De Benedetti ha anticipato che si servirebbe di quei quattrini per acquistare “La 7” e richiamare tutti i presentatori e giornalisti sgraditi al cavaliere. Anche Murdock non mostra più interesse per un’OPA su Mediaset; con la prossima concorrenza de La 7, il titolo pilota del clan Berlusconi, scenderà sotto i limiti, anche del suo valore reale, per cui potrebbe anche andare in vendita fallimentare. (Rosario Amico Roxas)

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Berlusconi e lo “scherzo da preti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2011

Berlusconi: «Ho troppi impegni per fissare il mio funerale» (Il Messaggero del 31 maggio) e Rosario Amico Roxas commenta: “Gli impegni più urgenti riguardano l’estremo tentativo di frenare il crollo in borsa delle azioni mediaset e mediolanum; come certifica Il Sole 24 h di oggi 31 maggio 2011… ma il meglio deve ancora arrivare ! “L’unico titolo a non partecipare al rialzo è Mediaset (-0,27%) che risente dell’esito dell’ultima tornata elettorale che ha decretato una netta vittoria del centro-sinistra sul Pdl.” Ciò dimostra definitivamente il conflitto di interessi e le ragioni per le quali esige di rimanere al governo. Trascura però che l’accumularsi della tensione politica giocherà uno scherzo “da preti” alle aspettative del cavaliere. E non si tratta di un modo di dire, ma proprio di uno scherzo da preti nel vero senso della parola. Ciò che si aspetta il cavaliere è l’intervento a sostegno delle azioni; intervento che fin ora è stato garantito dalle grandi aziende che hanno ottenuto benefici internazionali, versando “il pizzo” rappresentato dall’impegno di intervenire sui mercati azionari per mantenere le azioni mediset e Mediolanum ad un valore superiore a 5,6, cosa che rappresenta, nell’insieme, per il cavaliere un bottino di oltre 1,5 miliardi di euro. Le medesime aziende ora non hanno più e sentono di non poter avere l’ombrello protettivo della presidenza del consiglio, per cui non osano esporsi, in quanto nessuno dei responsabili intende assumersi l’onere di una decisione che potrebbe identificarsi come fallimentare.
Cosa rimane? O meglio… chi rimane?
Lo IOR; ed è qui lo “scherzo da preti”; in tempi, apparentemente, non sospetti, il presidente della CEI ha annunciato una presa di distanza dalla politica cavalleresca, cosa che mi ha fatto pensare ad un disimpegno di CL e dell’Opus Dei nella tornata elettorale; la perdita su Milano di oltre 80.000 voti ha questa origine, perché nessun altro partito ha ottenuto quei voti mancanti. Si aggiunga a ciò il messaggio che Formigoni ha lanciato al cavaliere: “Un passo indietro, cessione di Palazzo Ghigi, in attesa della poltrona più alta del colle”; messaggio criptato, ma di una chiarezza lapalissiana, che non riesce a nascondere le aspettative dello stesso Formigoni che coincidono con le aspettative dello IOR/Vaticano. La mancanza di concertazione omogenea nell’opposizione che ha vinto le elezioni, rischia di identificare i risultati elettorali in una vittoria di Pirro, perchè non si intravedono le trame nascoste, ma non occulte, che stanno dietro l’esito elettorale. Occorre convincersi che la sconfitta ha coinvolto tutti, indistintamente; hanno perso i partiti, sia a Napoli che a Milano, non riuscendo ad imporre una linea politica univoca, ha perso Berlusconi, ma di sua mano, senza interventi estranei, come un suicidio politico aggravato dalla presunzione di poter affascinare ancora l’elettorato e trainarlo nella condanna di quanti il cavaliere identifica come suoi persecutori. Una indagine “fai da te” che abbiamo sviluppato a Milano alla ricerca degli exit pool (che ci ha regalato la soddisfazione di centrare il risultato finale da noi collocato e divulgato tra 55 e 56%), ha fornito un dato sconcertante; agli elettori che dichiaravano di aver votato Pisapia è stata posta la domanda successiva: “Perché?”; una maggioranza superiore ai 2/3 ha risposto: “Per mandare a casa Berlusconi”. Il voto a Pisapia è diventato, così, il mezzo per un fine immediato e non un fine in vista di una più efficace amministrazione dedita al bene pubblico e non più all’interesse privato. Così si rischia di trasformare una vittoria elettorale in una vittoria di Pirro, venendo a mancare il significato politico che non guarda, ossessivamente, al presente, ma si proietta razionalmente verso il futuro. Alla emotività, che è stata palpabile nell’intervento di Vendola in Piazza Duomo, deve succedere la razionalità, fosse anche arida, purchè sostenuta dalla voglia di cambiamento in meglio e non di un cambiamento solo fine a se stesso.La vittoria deve essere ancora costruita, e lo sarà solo se gli intendimenti individuali dei singoli partiti verranno amalgamati nell’interesse comune, con la mediazione e il compromesso. Nessuno ostacolerà questa ricerca; lo ha confermato lo stesso cavaliere: «Ho troppi impegni per fissare il mio funerale» (Rosario Amico Roxas)

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Mediaset calo telespettatori e aumentano incassi

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 aprile 2011

Nel 2010 Mediaset ha avuto circa il 38% dei telespettatori, con un calo di circa il 3%, ma la quota di incassi pubblicitari sale al 63% del totale. La Rai con il 41% dei telespettatori ha incassato il 23%. Per Sky e La7 si è avuto all’incircca lo stesso risultato sia in termini di spettatori che di incassi: rispettivamente 6% e 3,7%. Come si spiega una tal differenza?  Non dovrebbe forse qualunque inserzionista scegliere le reti con più alti dati di ascolto? E solo la bravura dei venditori di Berlusconi rispetto agli altri? No, non è così. E’ anche un effetto di scelte governative. Il decreto Romani (allora Sottosegretario con delega alle comunicazioni) ha stabilito che nelle Tv in chiaro il limite massimo della pubblicità rispetto al tempo di trasmissione sia del 18% (che è il limite al quale si trova Mediaset), mentre per la Rai sia del 12%. Per le “tv a pagamento” il limite è fissato al 12%: ma mentre Mediaset si trova al 6% circa, Sky è al 18%. Dunque Sky sarà costretta a ridurre la quantità di pubblicità che trasmette del 6%, avvantaggiando Mediaset, che potrà salire di un ulteriore 6%. Come dire che Berlusconi oltre che leggi “ad personam” fa anche leggi “ad azienda”, in pieno ed evidente conflitto d’interessi. Capite a quale schifo sia arrivata una situazione che non ha eguali al mondo. Secondo i dati di Screen Digest in Spagna la rete che acquisisce la maggior quota di pubblicità è Telecinco con il 33%, in Gran Bretagna Itv con il 45%, in Germania Pro Sieben con il 43%, in Francia Tf1 con il 49%. In Italia, come detto, Mediaset ha il 63%. Come ha scritto l’Ocse nel rapporto “Going for Growth” la situazione italiana è caratterizzata dal fatto che “il settore televisivo resta dominato da società statali e da una società privata” ed ha raccomandando all’Antitrust di “valutare il grado di competitività nei media tv”.  Quando finirà questo continuo “interesse privato in atti di ufficio”? E qualcuno poi lo considera un grande imprenditore. E’ un uomo invece che sempre ha raggiunto i suoi obiettivi con la corruzione prima e con l’appropriazione dello Stato ad uso privato poi. Non se ne andrà mai se non quando qualche milione di italiani scenderà in piazza per cacciarlo! (Antonio Borghesi deputato Idv)

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Adiconsum: diffida a Mediaset

Posted by fidest press agency su sabato, 1 gennaio 2011

Adiconsum ha inviato a Mediaset una diffida per ottenere una modalità condivisa per i rimborsi relativi agli aumenti dell’abbonamento non previsti, come da sentenza Antitrust. Mediaset ha respinto la nostra richiesta, informandoci di non ritenere fondata la condanna dell’Antitrust e di aver fatto, quindi, ricorso al TAR. Attualmente la vicenda è in una fase di stallo. Per ogni singolo utente è sempre possibile avviare la via giudiziaria per ottenere il rimborso, però, con costi elevati. In attesa delle decisioni del Tribunale amministrativo proponiamo di tentare la richiesta di rimborso attraverso le speciale sportello, realizzato in esclusiva per Adiconsum, per la soluzione dei contenziosi. Tale modalità sarà gratuita solo per i rimborsi dell’aumento dell’abbonamento. Se vuole inoltrare tale richiesta deve nuovamente scrivere a questa mail dichiarando:
“Il sottoscritto: nome; cognome; domicilio, recapito telefonico (cellulare) dell’intestatario dell’abbonamento n:., autorizza Adiconsum a richiedere per mio conto il rimborso relativo all’abbonamento easy pay dal… al… con tessera n:.. “ Dopo l’invio della mail i reclamanti saranno contattati per via telefonica e tenuti informati sull’avanzamento della richiesta.

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Governo. Idv: Romani è ministro di Mediaset

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 ottobre 2010

“Romani è il ministro di Mediaset. Se fino a ieri curava gli interessi dell’azienda da dietro le quinte, da oggi lo fa seduto su una comoda poltrona”. Lo dice in una nota Antonio Borghesi, vice capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera. “Che al Pdl piaccia o meno – aggiunge Borghesi – noi continueremo a denunciare la gravità di questa nomina, che, oltre ad essere arrivata con ingiustificabile ritardo, crea un nuovo problema di conflitto d’interessi”.

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Antitrust sanziona Mediaset

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 settembre 2010

L’Antitrust ha sanzionato Mediaset premium (RTI) per pratica commerciale scorretta avendo obbligato gli abbonati al pacchetto Gallery, a subire un incremento del costo mensile fra i 2 e i 4 euro. Adiconsum aveva scritto a Mediaset lo scorso gennaio per chiedere di modificare la procedura di richiesta d’aumento che non rispettava le regole. L’emittente televisiva ignorò la richiesta e Adiconsum denunciò la vicenda all’Antitrust che ora ha dato ragione ai consumatori. Pertanto, ADICONSUM chiede a Mediaset un incontro immediato per concordare le modalità per il risarcimento. Tutti i clienti Mediaset Premium che ritengono  di avere diritto alla restituzione, possono scrivere alla mail rimborsomediaset@adiconsum.it  indicando le proprie generalità, per essere, poi, informati sulle eventuali modalità per l’ottenimento del rimborso.

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TV – Idv: “decreto Romani”

Posted by fidest press agency su sabato, 6 febbraio 2010

“Nascondendosi dietro la scusa del recepimento di una direttiva, il Governo ha colto l’occasione per una revisione del sistema delle comunicazioni, intervenendo sul sistema radiotelevisivo, sui tetti pubblicitari del digitale terrestre, sulle produzioni audiovisive indipendenti, per favorire Mediaset e Berlusconi, ai danni della concorrenza, consentendogli addirittura di raddoppiare le offerte senza incorrere nell’abuso di posizione dominante” così l’on. Pierfelice Zazzera, capogruppo di IDV in Commissione Cultura alla Camera, commenta l’approvazione in Commissione del cosiddetto decreto Mediaset. “Ma soprattutto il Governo ne ha approfittato per imporre dei vincoli alla libera informazione su Internet, in violazione della direttiva sul commercio elettronico. Il Garante quindi potrà oscurare web tv, le dirette streaming e youtube” aggiunge l’on. Zazzera. “Questo è solo il primo passo verso una politica diretta a colpire a morte Internet, strumento pericoloso perché libero e per tentare di bloccare sul nascere le mobilitazioni di cittadini sorte spontaneamente grazie ai social network. IdV si è opposta in Commissione – conclude Zazzera –  ma ci siamo trovati di fronte ad un Governo completamente sordo a questi temi. Proseguiremo la nostra opposizione nelle piazze vere e sulla rete”.

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Mediaset in “reti amiche”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2009

reti amicheIl Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta e il Direttore centrale Personale, Organizzazione e Servizi del Gruppo Mediaset e Vice Presidente di R.T.I. S.p.A. Niccolò Querci hanno firmato oggi nella sede del Gruppo televisivo di Cologno Monzese un Protocollo d’intesa nell’ambito del progetto “Reti Amiche”. L’obbiettivo è quello di semplificare i rapporti tra azienda, lavoratori e Pubblica Amministrazione attraverso la creazioni di reti private. I dipendenti, in particolare, potranno accedere ai servizi pubblici “on the job”, cioè direttamente dal posto di lavoro. Ciò permetterà di evitare inutili code agli sportelli, con un notevole risparmio per le casse dello Stato. Con “Reti Amiche” la burocrazia si avvicina al cittadino, si intensifica la collaborazione tra pubblico e privato, si moltiplicano i punti di accesso alla P.A.: già oggi si contano più di 50.000 sportelli aggiuntivi a quelli tradizionali.  Al progetto, voluto dal Ministro Brunetta, hanno già aderito, tra gli altri, associazioni di categoria come Confindustria e Confcommercio. Il nuovo Protocollo sottoscritto oggi da Mediaset, all’avanguardia sul fronte dei servizi erogati per migliorare la qualità della vita dentro e fuori il posto di lavoro, coinvolgerà progressivamente i circa 5.000 dipendenti del Gruppo che potranno accedere a: – visure anagrafiche;  – servizi come i pass per la sosta; – pagamenti per la tassa sui rifiuti; – pagamenti di tasse scolastiche; – visure e pagamenti INPS. “Abbiamo accolto subito con entusiasmo commenta Niccolò Querci – la proposta del Ministro Brunetta di semplificare la vita ai nostri dipendenti. Siamo orgogliosi di essere la prima azienda editoriale a poter garantire questo servizio agli uomini e alle donne che trascorrono al lavoro gran parte della giornata”. “Reti amiche abbandona la cultura del ‘numeretto’ e della fila –  ha detto il ministro Renato Brunetta – e va nella direzione della semplificazione. Man mano che cresceranno i contenuti di ‘Reti amiche’ crescerà il valore della Rete e dei suoi singoli nodi: si attiverà un circolo virtuoso dove la qualità e la velocità del servizio creeranno nuova domanda. La firma di oggi va in questa direzione” (reti amiche)

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