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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘mediatico’

Conversazioni sulle rovine

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2015

romeofrancoRoma 8 e 22 novembre 10 e 17 gennaio
carmenTeatro Argentina Quattro incontri sul significato di “rovina” narrata da grandi intellettuali, registi, poeti, sociologi e musicisti del nostro tempo Primo appuntamento domenica 8 novembre (ore 11) sul tema La rovina della Bellezza – la bellezza delle rovine conversano Romeo Castellucci, regista, Carmen Pellegrino, scrittrice, Gillo Dorfles, filosofo e artista, Maamoun Abdulkarim, direttore delle antichità e dei musei della Siria. Dall’ispirazione alla propria creatività di artista mentanain arrivo dall’antico (Alla bellezza tanto antica è il titolo di uno storico spettacolo di Romeo Castellucci; Cade la terra è l’ultimo romanzo di Carmen Pellegrino, fra i cinque finalisti all’ultimo Premio Campiello), al lavoro quotidiano per difendere le rovine dalle distruzioni da parte dai nuovi barbari, come violenze con un nuovo e insieme valore simbolico e mediatico (Maamoun Abdulkarim è stato insignito del Cultural Heritage Rescue Prize, a Venezia nel 2014). Ripercorrendo le mutazioni di un secolo intero, i cambiamenti del gusto, le metamorfosi delle molteplici bellezze, l’avvento del kitsch, grazie a un testimone e studioso d’eccezione come Gillo Dorfles. (foto: franco, romeo, mentana, carmen)

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Le cene “fatali” sulla via di Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 dicembre 2011

Silvio Berlusconi

Image by rogimmi via Flickr

Da qualche anno a questa parte l’attenzione popolare e la curiosità dei media sono riposte al rituale delle cene di “lavoro” che da quel di Arcore, passando da palazzo Chigi, il fu già presidente Berlusconi ci ha resi adusi con tanto di strascico mediatico. E tutte le volte i commensali hanno mostrato di gradire le portate nella casa dell’anfitrione se sono, regolarmente, passati dalle preannunciate contrarietà al plauso politico del poi. Ricordiamo, infatti, come tuonavano le parole di Bossi contro l’andazzo politico del momento, ma bastava un cena conviviale per trasformarlo in acquiescente sostenitore. La stessa cosa si è ripetuta qualche giorno fa con un’altra colazione di lavoro che i soliti ben informati ci hanno confidato sia avvenuta tra Berlusconi e Bossi e che si dice verificatosi nella notte, probabilmente a lume di candela per rendere meglio l’atmosfera, e il risultato si è notato allorchè i leghisti il giorno dopo si sono astenuti in commissione giustizia per la richiesta di arresto dell’on.le Cosentino, deus ex machina del pdl campano, da parte della procura di Napoli. E sempre parlando d’inviti mangerecci un altro campanello ha suonato allorché a palazzo Chigi il rituale si è ripetuto anche se con il cambio dei ruoli: l’invito di Monti al duo Berlusconi-Letta. Ora sarà da vedere se in posizioni invertite l’effetto colazione continuerà a sortire le sue magie. Basta seguire i movimenti del governo e i punti sensibili sono noti a tutti: frequenze televisive e guai giudiziari dell’ex-premier. Sta di fatto che continuiamo a subire il fascino perverso di un potere che si nutre di alchimie culinarie e mediatiche tra le più raffinate per ammannirci una cultura della sottomissione e del lavaggio del cervello incessante e tambureggiante. Non sarebbe altrimenti spiegabile se milioni di italiani si compiacciono d’essere chiamati dei gaudenti che spendono e gozzovigliano a più non posso mentre sono costretti a farsi fare altri buchi alla loro cintola per il dimagrimento forzato imposto dall’alto. Forse si sentono belli e fortunati per la dieta imposta e si sa che chi si contenta… gode. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Amministrative e strapotere mediatico

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Mag 2011

“Nessun esposto, per quanto giusto e sacrosanto, basterà mai in questo paese a fare giustizia di un presidente del Consiglio a reti unificate, straripante e tracotante. Possiamo fare tutti i ricorsi che vogliamo, rivolgerci al presidente della Repubblica o persino al Papa, ma non ne caveremo un ragno dal buco” lo dichiara Massimo Donadi, presidente dei deputati di IDV . “Non c’è potere in Italia che possa ricondurre una campagna elettorale in una condizione di equilibrio, perché con questo presidente del Consiglio, che controlla la tv pubblica e privata, invadendo le case con frasi violente ed aggressioni verbali senza esclusione di colpi, che si fa beffa delle regole, l’Italia vive una situazione di democrazia malata, come Italia dei Valori denuncia da tempo immemorabile” aggiunge Donadi. “Questo dovranno tenere a mente i cittadini chiamati al voto. Sono loro ad avere in mano in mano l’unico potere per fermare la violenza e la tracotanza di questo presidente del Consiglio. Con il loro voto potranno scegliere non solo i loro nuovi amministratori e sindaci ma anche di ribellarsi allo strapotere mediatico arrogante e tracotante del premier” conclude il presidente dei deputati IDV.

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Berlusconi e il processo mediatico

Posted by fidest press agency su martedì, 29 marzo 2011

PRATICA-DI-MARE (Italian Air Force base). Pres...

Image via Wikipedia

Mi sono presentato ieri nel processo cosiddetto “Mediatrade”, che è solo uno dei 31 processi avviati contro di me in 17 anni, con oltre mille magistrati che si sono occupati della mia persona e delle mie aziende: 24 processi si sono conclusi con archiviazioni e assoluzioni con formula piena per non aver commesso il fatto. Ne restano 6 nel penale e 1 nel civile. Ho deciso di partecipare a queste nuove udienze per dimostrare a tutti che le accuse sono non solo infondate, ma anche ridicole. I fatti di questo processo risalgono addirittura a 15 anni fa, alla prima metà degli anni ’90. Due osservazioni preliminari: è una realtà incontestabile confermata categoricamente da tutti i testimoni, che in Mediaset io non mi sono mai occupato dell’acquisto di diritti televisivi. È una realtà incontestabile, confermata da tutti i testimoni, che dal gennaio 1994, data della mia discesa in campo nella politica, dopo essermi dimesso da ogni carica, mi sono allontanato dalle aziende che avevo fondato, per dedicarmi solo ed esclusivamente al bene del mio Paese. L’accusa della Procura è che io, in qualità di socio occulto, non dichiarato, di un imprenditore americano che vendeva a Mediaset film e telefilm della Paramount, avrei diviso con lui gli utili di quelle vendite.L’accusa è totalmente falsa e i miei avvocati lo hanno provato. Così falsa, che c’è da chiedersi con quale coraggio la Procura di Milano abbia insistito a spenderci sopra – tra consulenze, rogatorie e atti processuali – qualcosa come una ventina di milioni di Euro tolti dalle tasche dei contribuenti. Il gruppo televisivo da me fondato era, ed è, uno dei principali acquirenti di diritti televisivi nel mondo. (Pensate che dal 1994 sono stati versati dal Gruppo Fininvest allo Stato, tra imposte e contributi, oltre 7 miliardi e 700 milioni di Euro). Una piccola parte di questi diritti (da 30 a 50 milioni di dollari), un ventesimo su un totale di acquisti di quasi un miliardo ogni anno, veniva acquistata ogni anno da tale Frank Agrama, che operava e opera da 40 anni in questo settore, e che godeva di una specie di esclusiva per i mercati europei dei prodotti della Paramount, da cui otteneva prezzi e condizioni particolarmente favorevoli. Acquistava ogni anno da Paramount l’intera produzione di film e di telefilm e poi la vendeva alle televisioni europee. (Silvio Berlusconi)

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Un autoritarismo mediatico

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 dicembre 2009

Rosario Amico Roxas riprende, per commentarlo, un articolo a firma di Fabrizio dell’Orefice scritto su Il Tempo del 5 dic. Titolato: Il Pdl cresce, si muovono i pm dove si evidenziano ipotesi di “giustizia ad orologeria” contro il PdL; nel momento in cui l’indice di gradimento aumenterebbe ecco che avvengono indagini e inchieste, proprio in coincidenza di votazioni”. A questo riguardo Roxas vi ravvisa le caratteristiche di un articolo scritto ad usum delphini. La lettura, invece, di quanto accade andrebbe invertita: “sono le elezioni che cadono sempre in coincidenza con inchieste della magistratura, per fornire l’alibi del vittimismo, del complotto e per inondare i media con accuse non solo prive di fondamento ma artificiosamente propagandate come fulcro centrale della campagna elettorale di turno”. E ancora, afferma Roxas:  “Secondo l’articolista per evitare tali coincidenze non si dovrebbe mai indagare il PdL e i suoi rappresentanti, perché diventa giustizia ad orologeria, stante la concomitante tornata di votazioni. Con la ,manfrina della persecuzione giudiziaria è stata generata una impunità mimetizzata, che finisce con il rivolgersi ad esclusivo vantaggio degli indagati, trasformati in vittime”. E da qui il commento: “Tutto ciò può accadere esclusivamente  a causa dell’anomalia di fondo che caratterizza questa pseudo-democrazia, dove il gestore unico del potere condiziona l’opinione pubblica con il possesso di tre reti televisive e con l’uso delle altre due pubbliche, nonché di una miriade di reti locali private associate  di fatto alle reti nazionali; quindi il possesso di giornali, il cui uso e abuso rimane sotto gli occhi di tutti, con i quali viene esercitato il ricatto quotidiano nei confronti di chiunque osasse dissentire dal pensiero unico imposto, come si è evidenzialo nei casi di Boffo ed ultimo della Mussolini. Gli elettori non si soffermano all’approfondimento, contentandosi di dare un fugace sguardo ai titoli dei giornali ben in evidenza e agli annunci dei telegiornali sia delle reti mediaset che del 1° e  2°  canale RAI, mentre vengono lanciate accuse e minacce contro i soli programmi che tentano di ristabilire un equilibrio di informazione.Si formalizza così una nuova forma di aggressione politica, identificabile con un autoritarismo mediatico, in grado di condizionare i consensi”. (Rosario Amico Roxas)

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